cazzona forever

ci sono giorni che sai che rimarranno indelebili nella tua memoria: la laurea, il matrimonio, la nascita dei tuoi figli, e mi sa che lo scorso fine settimana sarà uno di quei giorni

è andato tutto bene, anzi meglio, il tempo è stato meraviglioso, siamo stati in maglietta a maniche corte, il posto si è rivelato ancora meglio del previsto perchè gli appartamenti erano veramente carini e curati e c’era anche la colazione inclusa; la cena, che all’inizio mi aveva lasciato qualche perplessità, si è rivelata abbondante, buona e d’effetto.

mia madre era oltre la felicità

continuava a guardarsi intorno, guardare noi, e diceva sottovoce: nemmeno se provavo ad immaginarla mi veniva fuori una cosa così bella; non sono felice, sono estasiata

abbiamo fatto tante chiacchiere, tante coccole ai miei cani che finalmente hanno conosciuto la loro sorella umana, un po’ di passeggiate nel verde e un pic nic memorabile, con torte salate e sarde in saor ( mia madre non ha il senso del panino col prosciutto!), abbiamo fatto una montagna di foto

c’è stata un’unica nota che ha cercato di infastidirmi ma a cui non ho dato peso, visto l’allenamento ormai che dura mezzo secolo: il continuo sfottò da parte di sorelle, cognati e madre sul fatto che io, che sono una cazzona di proporzioni stratosferiche, alla fine sia riuscita ad organizzarle una cosa così ben fatta

le mie sorelle si sono lamentate dei miei vocali, messaggi e telefonate,necessari per prendere un mucchio di decisioni e a cui loro non rispondevano mai, salvo poi cadere dal pero di fronte a decisioni prese da sola.

per fortuna sono dotata di una robusta autostima che mi permette di non prendermela troppo, però mi piacerebbe che qualcuno avesse l’onestà intellettuale di capire che la quindicenne straffottente e cazzona ormai non esiste più da un pezzo, o almeno, si è trasformata, e forse l’adulta che sono oggi non è come loro perchè ha conservato molto della cazzona che era.

belli questi 80 anni!!

non sono mai andata d’accordo con mia madre; per alcuni ho torto io, sono sempre stata problematica, per altri sono stata brava a non ammazzarla. Chissà dove sta la verità

ma da quando papà non c’è più, ormai sono vent’anni, ho deciso di seppellire l’ascia di guerra e smetterla di provocarla e infastidirla, l’ho vista indifesa e impaurita e ho capito che era ora di proteggerla, anche da se’ stessa, e così sono diventata amica di mia madre, dopo 40 anni di guerra totale

mercoledì compiva gli anni, i mitici 80, e so che la cosa la immalinconiva tantissimo, così mi sono messa d’accordo con le mie sorelle e ci siamo fatte trovare per cena tutte insieme: io ho da fare un’ora di strada, mia sorella due e mezzo, l’altra è sempre super impegnata tra pilates e acqua gym, ma le abbiamo fatto una sorpresa e lei era felicissima di mangiare, una volta tanto, senza mariti ne’ nipoti che fanno confusione

le diamo regalini semplici, piante fiori profumi e l’assicurazione dell’auto (gliela paghiamo noi da anni, non mi ricordo nemmeno perchè) e ad un certo punto le dico: hai programmi per questo fine settimana?

no, perchè? andrò a fare un giro in bici se è bello ( a trovare il papà, come dice lei, cioè andare a passo coe nel punto dove si è accasciato e morto durante una gara di sci da fondo, ci è già andata durante la settimana, ovviamente senza dire nulla a nessuno….)

perchè allora prepara la valigia che sabato mattina ti passiamo a prendere, stiamo fuori a cena e poi a dormire in un bel posto, tutti insieme. tutte noi, mariti e nipoti, morosi compresi

ovviamente ci ha messo un po’ a capire cosa avevamo organizzato, ma quando ha realizzato era felicissima, non smetteva di chiedere: ma proprio tutti? ci siete tutti??

ha capito subito che era farina del mio sacco, mi ha ringraziato felice come non mai

sarà un fine settimana complicato, so che sentirò la responsabilità di tutto, anche del tempo che farà, ma sono così felice di esserci riuscita che alla fine, il regalo me lo sono fatta a me stessa

a che ora il bramito del cervo?

un paio d’anni fa con una mia cara amica abbiamo fatto un’escursione al Cansiglio: la gita prevedeva cena in baita (fatto!) passeggiata a vedere i villaggi cimbri (fatto!) e alzataccia alle 5 di mattina per sentire il bramito del cervo ( ma siamo fuori di testa???)

il resto del gruppo si è alzato presto, ha camminato per un’ora in mezzo al bosco, è rimasto accovacciato nell’erba umida per un’altra ora in silenzio e non ha visto ne’ sentito nulla. Quando sono tornati, intirizziti e delusi, noi stavamo facendo colazione ancora in pigiamo

poi la settimana dopo siamo stati a san martino di castrozza e siamo stati svegliati cento volte dai cervi che bramivano tutta la notte….giusta punizione per non esserci svegliati presto la settimana prima?

comunque questa domenica siamo andati di nuovo al Cansiglio, soli soletti perchè i nostri compagni di viaggio avevano un altro impegno, e abbiamo risentito quel verso tipico dei cervi in amore; i cani si guardavano intorno perplessi, la notte era scurissima appena fuori dell’area di sosta, e questo bramito nella notte era effettivamente inquietante

passeggiata nel bosco, letture al sole, domenica molto pigra nonostante la bella giornata e il posto

una coppia passa e mi chiede: scusi signora, a che ora c’è il bramito del cervo? e dove possiamo vederlo?

non so proprio cosa si aspettavano, magari uno spettacolo in stile disney

sono stata tentata di dirgli di svegliarsi all’alba

potresti vendere ghiaccio al polo

mi ritengo abbastanza scafata sulle tecniche di vendita, e quando trovo un fenomeno non posso che applaudirlo

sono a casa di mattina, perchè sto aspettando il giardiniere che deve ripararmi un buco nella rete fatto dal cane, Dante in arte Lupen! e suona al citofono un tizio che vende acqua a domicilio

io cortesemente gli dico subito che da anni beviamo acqua del sindaco e penso che questo metta fine al discorso ma lui mi risponde prontamente che faccio benissimo, è economica, è sana e non bisogna far fatica a portarla a casa

io sorrido un po’ interdetta: che cavolo la vendi a fare allora?

ma signora, non capita mai che suo marito o i suoi figli le chiedano l’acqua frizzante? o ha ospiti e vorrebbe offrirgli dell’acqua diversa?

prima crepa: sì, mio marito me la chiede sempre e la mia risposta è sempre la stessa: pesa, ingombra nel carrello e la devo spostare. E poi bottiglie di plastica non ne compro

se prova questa vedrà che non c’è intanto il problema della plastica, che francamente dobbiamo tutti usarne meno, e poi gliela porto dove vuole, anche fin sù in cucina, passo una volta al mese all’ora che le fa più comodo.

ok mi lasci un bigliettino che la chiamo

ma signora, non sono mica il piazzista della folletto!

allora mi lasci una sua brochure

ma dai, lo sappiamo che fine fanno le brochure, sempre pezzi di carta sono! le lascio qualche bottiglia di assaggio, di solito costano 0,50 centesimi ma in offerta prova le faccio 0,30, così lei la propone ai suoi familiari e poi insieme decidete se è il caso cosa ne dice?

insomma mi sono ritrovata sull’entrata di casa 3 cassette di acqua minerale, e io manco la bevo l’acqua frizzante

complimenti davvero

ci mancava anche questa

non so perchè nella mia mente c’era l’idea che più si andava avanti con l’età e più le cose diventavano semplici: avevo questa idea che dopo i 50 metti il pilota automatico su tutto quello che fai quotidianamente (lavori di casa, lavoro in ufficio, rapporti umani) e ti godi finalmente un po’ di serenità

da dove mi fosse venuta questa idea non lo so proprio, anche perchè non è così per niente

invece mi sembra di ballare una danza, tipo bolero di Ravel, che accelera il ritmo ogni giorno e arrivare a sera sani e salvi è un miraggio, e ogni mattina mi sveglio pensando con che casino dovrò confrontarmi

che sia la paura che qualcuno risulti positivo con la necessaria quarantena di tutta l’azienda, che sia l’aumento incontrollato della materia prima e la sua scarsità nel mercato che mi costringe ad essere stressante con i fornitori per portare a casa qualche migliaio di kg di lamiera, che siano gli acciacchi che ormai non si possono più ignorare o che siano i malanni di uno dei due cani appena adottati, insomma, qualunque sia la ragione, ogni giorno ce ne è abbastanza

ma fra 20 giorni arriverà una bella tegola, il green pass diventa obbligatorio e noi imprenditori dobbiamo impedire l’ingresso a chi non ce l’ha

bellissima idea, davvero, mi mancava essere ricattata dai miei dipendenti

per fortuna ne abbiamo solo uno di no vax, con delle altissime motivazioni ( mia moglie non vuole che me lo faccia perchè conosce uno che conosceva uno che gli ha detto che uno ha fatto il vaccino e dopo pochi minuti è morto, e perchè ci fanno firmare la liberatoria? ) e non è un caso che non è il più intelligente della cucciolata, non sa nemmeno leggere un metro per dire, ma su facebook pare che le lauree caschino dal cielo.

ok, gli chiedo, tu non ti vaccini, quindi dopo il 15 ti licenzi?

ehhh non lo so, perchè anche mia moglie ha lo stesso problema

perchè non ve ne tornate in Romania? lì nessuno ve lo chiede

eh ma lì non è vaccinato nessuno e sono pieni di covid

ah giusto, siamo tutti fr**i col c**o degli altri (espressione un po’ grezza ma che rende bene il pensiero)

e quindi? dopo il 15 che dovrò fare? lasciarlo a casa? assumere un altro? aspettare che decida cosa fare?

mi confronto con gli altri imprenditori e sento che hanno lo stesso problema, ma nel loro caso si tratta di metà dei dipendenti, quindi la situazione è ancora peggio

ecco, ben fatto, ci mancava anche questa

è più facile organizzare il G8 (ma ce la farò!)

mia madre quest’anno fa i mitici 80; noi figlie ce lo dimentichiamo spesso perchè è molto lontana da essere la tenera vecchietta che dovrebbe essere, è invece la solita sciagurata che prende la sua scassatissima macchina e va in montagna a cercare funghi. Senza dirlo a nessuno. Dimenticando il telefono a casa. Insomma…è sempre lei

le mie sorelle lanciano l’idea: perchè non ci organizziamo di andare tutti insieme in un agriturismo e poi stiamo lì il fine settimana? Bella idea no? Ecco Emily, pensaci tu

sembrrrrrrrra semplice!

ci serve un posto abbastanza vicino a tutti (noi dal Padova, una sorella da Bergamo, figlia grande da Trento) che abbia stanze e appartamenti, che abbia la possibilità di tenere il camper e i nostri due cani, che abbia il ristorante e che ci sia un’escursione non troppo faticosa, da fare nelle vicinanze per domenica

ah, e che non costi un rene

telefonate su telefonate (no, non potete portare cani, no, per quella data è tutto occupato, no per quella data siamo chiusi per ferie, no, i camper non li teniamo, no, non ci sono escursioni da fare…….aaaaaahhhhhgggggg!!!!!) e per fortuna che ho tanti amici che, interpellati, stanno facendo la loro parte con suggerimenti interessanti

anni fa sono riuscita ad organizzare una gita tra donne alle terme di Catez; mia sorella era appena stata operata di cancro e io volevo passare del tempo con lei e così siamo partite con la mia auto stracarica di borse, mia madre, le mie sorelle e mia figlia:ci siamo divertite un mondo, abbiamo riso tanto e speravo di replicarla dopo poco ma non l’abbiamo più fatto

stavolta l’asticella si alza, ma tanto poi sarà un successo ( per fortuna che l’autostima non mi manca!)

partire in due e tornare in quattro

siamo tornati da alcuni giorni e fatico a trovare il ritmo, significa che in vacanza mi sono davvero rilassata!

quest’anno vacanze diverse; mio marito,vincendo il suo notevole avversione per le isole ( mi sento intrappolato….) ha accettato di tornare in Grecia, ma non nella sua amata Calcidica, a Lefkada, Cefalonia e Itaca

abbiamo parcheggiato il camper in campeggio e ci siamo sempre mossi in scooter, e abbiamo fatto 900 km (il mio sedere li sente tutti!) in giro per le isole, alla ricerca di spiaggia, ombra e cibo, e devo dire che abbiamo trovato tutto quello che cercavamo

non abbiamo visto nulla di storico ed artistico, e questo è già una novità per le nostre vacanze, ma abbiamo avuto giornate piene ed interessanti, spostandoci ogni giorno in un posto diverso

mi sono innamorata di Cefalonia che ho partorito un libro mentre la mia mente si rilassava, “le estati di Nicola”, prima o poi lo scriverò ahahahahahahahah

ho sfamato tutti i gatti che ho trovato e mio marito non ha neanche rotto troppo per questo, anche perchè sono diventata abile a non farmi scoprire (!!!!!), a parte nei ristoranti che condividevo il mio pesce con tutti i micetti della zona, e in quella situazione era difficile non farsi scoprire

abbiamo preso tanti traghetti, tanti km di scooter, abbiamo preso tanto sole

ma la cosa più speciale è stata che al ritorno mi ero messa d’accordo con le volontarie di Matera per prendere un cagnone; poi non ho avuto il coraggio di separarlo dalla compagna di vita e di canile e così siamo tornati in 4

ehhhh se sono gli imprevisti che danno sale alla vita, qui non mancano!!

siamo già a “quel” punto

figlia grande torna a casa per un giorno; io e mio marito andiamo a prenderla in stazione e andiamo direttamente in un posto sperduto tra le montagne alla ricerca del fresco, a mangiare una pizza

al momento di pagare la cassiera dice a mio marito che un fulmine ha messo fuori uso il pagamento con bancomat: mio marito sbianca perchè non ha contanti e io nemmeno, ma prontamente reagisce la figlia che mette mano al portafogli e paga. Mio marito sbarella, non è possibile che la figlia paghi il conto e non si darà pace finchè non glieli ridà

domenica siamo a casa (unica domenica all’anno) perchè stiamo preparando il camper per la vacanza d’agosto: mio figlio mi dice di non preparare il pranzo, che ci pensa lui e porta in tavola 8 (dico 8!!!!) vassoi di sushi….una mangiata da favola. Alla fine del pranzo mio marito vuole sapere cosa ha pagato per ridargli i soldi, ma non c’è verso, mio figlio dice che l’ha offerto lui e non vuole i soldi indietro

Emily, siamo già a quel punto?

quale punto?

il punto dove i figli ti pagano i conti, dopo c’è il punto che ti cambiano il pannolone, poi che ti mettono in casa di riposo e poi ti staccano la spina

ma quanto sei melodrammatico….tranquillo, in casa di riposo ti ci metto io prima di cambiarti il pannolone

parlare con te è sempre una gran consolazione

lo so amore, mi hai sposato per il mio gran senso pratico

La seconda scelta

io e mio marito siamo in camper in montagna, una pigra domenica di brutto tempo. Lui sonnecchia sul letto, io leggo un libro con una tazza di infuso; fuori piove e ci sono 16°, pensare che a casa a 40 minuti ce ne sono 33° mi fa rabbrividire sotto la coperta

suona il telefono di mio marito, è figlio piccolo; è tutto ciarliero (capita più o meno una volta all’anno) e gli racconta che ha fatto il vaccino e non si è fatto stendere come la prima volta, che è andato in montagna per provare l’auto nuova e che stanno decidendo per le vacanze….in 10 minuti dice più o meno la stessa quantità di frasi che ci ha detto nell’ultimo mese

mio marito è al settimo cielo: si alza e mi dice che è felice, di solito il figlio così ermetico stavolta aveva voglia di chiacchierare con lui, che bello!

dopo 10 minuti suona di nuovo il suo telefono ed è la figlia: stavolta mezz’ora di chiacchierata, ma con lei è normale, io la sento tutti i giorni e stiamo al telefono almeno 1 ora. Lui si fa raccontare un sacco di cose, quando mette giù la chiamata è raggiante

“vedi che bello? i figli ogni tanto cercano me, non sempre te! abbiamo due ragazzi stupendi, sono così felice che mi abbiano cercato!

“ehm, passami un attimo il mio telefono”

“eccolo…ma hai la suoneria spenta! e hai 4 chiamate…due sono dei figli…avevano cercato te prima di parlare con me, siccome tu non hai risposto hanno chiamato me, sono la seconda scelta” dice sconsolato

vorrei tanto approfittare di questo momento per dirgli che questo è il risultato delle sue mancanze di padre, delle sue assenze, dei suoi silenzi, ma mi colpisce quanto ci è rimasto male

“mettila così, se proprio non gli interessava parlare con te ti avrebbero detto di passargli la mamma, giusto? e invece hanno fatto la telefonata con te, quindi prima o seconda scelta l’importante è che abbiano qualcosa da dirti, giusto?!”

” hai ragione, potevo non essere nemmeno scelto, meglio la seconda che niente”

caro marito mio, quante cose ti sei perso che non tornano più

un lazzaretto di micetti

qualche settimana fa mi chiama una signora: ha chiamato cento associazioni ma nessuno può aiutarla, lei ha 4 mamme gatte che hanno sfornato una quindicina di micetti, posso dare una mano? l’anno scorso c’erano richieste di adozioni come non ne abbiamo mai avute, siamo riuscite persino a chiudere delle colonie perchè abbiamo potuto recuperare i mici più buoni e darli in adozione, ma avevamo già pronosticato che buona parte di questi mici sarebbero tornati nel territorio una volta finito il lock down e quindi abbiamo monitorato le adozioni richiedendo foto e sterilizzazioni. Ma le altre volontarie lo hanno fatto? non credo proprio visto che quest’anno abbiamo un’emergenza cuccioli allucinante

ok , le dico, per i micetti non ho posto ma cerchiamo di prendere le mamme per sterilizzarle

niente da fare, le mamme sono furbe e non entrano nella gabbia trappola, in compenso i micetti sì e mi accorgo che più di uno ha gli occhietti rovinati

va beh, mi dico, non ci sono richieste di adozioni, tra poco vado in ferie, mi aspetta il periodo più faticoso dell’anno con il lavoro…ok ne prendo almeno 5, li curo, casomai li rimetto giù

li metto nel bagno degli ospiti ( e se arriva qualcuno e gli serve il bagno dove lo mandiamo? nelle camere? in giardino??? sceneggiata di mio marito) e chiamo il veterinario…..puntura di antibiotico a tutti, un tipo di collirio 2 volte al giorno a tutti e un altro 5 volte, aerosol per tutti 2 volte al giorno, oltre a naturalmente pulire la stanza. le lettiere, sistemare i disastri che fanno, renderli addomesticati ( i primi giorni avevo le mani piene di cerotti tra morsi e tagli delle unghiette) e cambio biancheria…. e dimenticavo, devo spulciarli e sverminarli tutti ….insomma un delirio

praticamente tutto il tempo che sono a casa lo passo li dentro

l’altra sera viene una amica volontaria a vedere la situazione, mi porta un po’ di medicinali e scappa via.

dopo pochi minuti mi suona di nuovo e mi passa sopra al cancello un micetto piccolissimo:

l’ho trovato in mezzo alla strada, non potevo lasciarlo lì, non metterlo con gli altri altrimenti gli attaccano di tutto

misericordia, non è mai finita