modalità aereo

che rientro assurdo….quasi come la partenza. Code, traffico e caldo, tanto caldo
sono riuscita ad andare in scozia, vacanza tanto desiderata per tantissimi motivi, soprattutto per vedere le location del mio libro/sceneggiato preferito, Outlander
h visto un sacco di posti dove hanno girato e spesso mi sono commossa. Solo mio marito, che non capisce mai una mazza ha avuto l’insensatezza di chiedermi se ero delusa….probabilmente ho beccato anche il set della nuova stagione, ho fotografato tutto come una forsennata, se rivedrò quei posti nella terza stagione saprò che il mio intuito non ha sbagliato.
il tempo è stato splendido, alla faccia del freddo che doveva esserci! ho portato via persino la giacca col piumino, e abbiamo sempre usato le maniche corte
ho conosciuto una amica di blog, giovanna, che è stata carinissima e ha avuto una pazienza da santa con tutti i cambi di programma
ho rivisto una amica di vecchia data (ma dubito di considerarla un’amica….mah) che si è trasferita a Glasgow due anni fa: mi ha fatto impressione vederli inseriti in un contesto così diverso. A tratti invidia. anche loro avevano un’azienda, operai, casa, figli (tanti figli! 5) eppure un bel giorno hanno detto basta e hanno cambiato la loro vita. speriamo di non dargli ragione prima o poi.
dopo essersi svegliato alle 7 col telefono che squillava il giorno di ferragosto, con richieste assurde da parte dei clienti, mio marito ha messo il telefono in modalità aereo ed è riuscito a godersi la vacanza. quando ce vò ce vò

se perdi il telefono, chiama

questa è proprio un’estate strana: una valanga di lavoro ci ha sommersi e non riusciamo a chiudere. gli operaio sono esausti e mio marito è ormai al delirio: ogni giorno facciamo due turni e lui se li fa tutti e due.
17 ore non stop stanno avendo effetti disastrosi sul suo sistema nervoso ( e sul nostro matrimonio)
figlio piccolo è partito venerdi scorso, è passato dalla tuta blu ai bermuda ed è scappato a prendere il treno. puzzava come una discarica, compiango quelli che hanno fatto il viaggio con lui.
figlia grande parte domattina, e come al solito le sue non saranno vacanza all’insegna del mare-sbronze-discoteche, ma….
andrà con lo zaino in spalla
con i mezzi pubblici
da sola
dormendo negli ostelli
nei Balcani
……
io ho mosso qualche obiezione all’inizio, ma la conosco e so che niente l’avrebbe fermata e allora non mi è rimasto altro che andarle a comperare quelle poche cose di cui aveva bisogno e cercare di mettere dei piccoli limiti del tipo: …tesoro non mi sembra il caso di arrivare a Sarajevo alle 11 di sera ed attraversare tutta la città in cerca dell’ostello….amore mi sembra che 60 € di budget per mangiare 10 giorni sia decisamente poco, te li do io, tranquilla….certo lo so che la passport costa 3€ al giorno, ma per piacere, falla….
domattina alle 6 la porto a prendere un autobus, poi prenderà un treno e poi a Trieste un pulmann pieno di badanti che la porterà a Zagabria, e io fino al suo ritorno terrò il fiato
noi dovremo partire sabato per la Scozia, ma il condizionale è d’obbligo visto che abbiamo cambiato meta cento volte perchè in teoria, non possiamo star via due settimane.
ma l’alternativa è aprire l’azienda senza operai, visto che nessuno è disposto a fare solo una settimana ( e hanno pure ragione)
oggi a tavola parlavamo con mia figlia del suo viaggio, io le dico che se non la sento per un intero giorno cosa devo fare? chi posso chiamare?
“mamma ti do tutte le tappe del viaggio, chiama gli ostelli per sapere se sono arrivata”
“ma se non parlano nemmeno una minchiolina di inglese, in che lingua glielo chiedo?”
“mamma, tranquilla, quasi tutti parlano l’italiano”
si, come no
“e se perdi il cellulare?”
“ahh se perdi il cellulare, mi raccomando chiama!”
questa è la perla di mo marito. si, ha decisamente bisogno di vacanza
buone vacanze a tutti ( chi le fa naturalmente!)

l’estate più bella della mia vita

venerdi sera, stiamo andando su in montagna nel nostro piccolo angolo di paradiso a soli 30 minuti da casa. Siamo letteralmente cotti, io non so come faccio mio marito a guidare, a me si chiudono gli occhi e sono le 8 di sera, è stata una settimana infernale e le prossime lo saranno di più
“che estate allucinante….”
“già…..”
“ogni anno peggio”
“già…..”
“certo che il tuo contributo alla conversazione emily….”
“fammi una domanda e ti rispondo”
“dai…questa è la 36 esima estate che passiamo insieme, dai, dimmi, dal 1980 in poi quale è stata la migliore?”
“oddio che domanda….allora…dai 40 ai 50 nessuna….io al mare da sola con i ragazzi, poi il lavoro, poi il cancro e il divieto di prendere il sole, le ferie allucinanti dove tutti litigano con tutti, tu che ci trascini in viaggi interminabili……no, niente…dai 30 ai 40…ancora peggio, io da sola con i bambini al mare, tu che arrivi sabato sera allucinato e incazzato col mondo, poi le vacanze d’agosto dove i bambini litigano e tu ti incazzi e dici: ma come siete abituati? e io che faccio da punchball per tutti….no no, dai 20 ai 30…..beh dai le prime vacanze insieme….oddio a roma tutti litigavano con tutti e si sono lasciati, poi grecia e poi turchia…quanti problemi,da parigi siamo tornati una settimana prima, ti ricordi? no..no…fammi pensare dai….siiiiii l’estate dei miei 16 anni, quando a giugno ci siamo lasciati e io mi sono messa con guido, e i giri in motorino con la compagnia,….e poi sono andata in inghilterra un mese, e poi a settembre stavo con fabio in montagna…che meravigliosa vacanza mi sono divertita da pazzi, andavamo a boschi di notte e cucinavamo tutti insieme.. una settimana un giorno a volte vale una vita intera…odi et amo ….bella estate, bellissima estate, la migliore della mia vita….”
“……” beh, perchè mi guardi così?”
“su 36 estati passate insieme, tu hai trovato l’unica che non eravamo insieme e l’hai fatta diventare meravigliosa. dimmi un po’ tu…”
“ehhh cavolo, sono stanca ho parlato senza pensare….”
“le scuse stanno solo peggiorando la situazione”
ok sto zitta. ma non fare domande se le risposte potrebbero non piacerti
p.s.mi chiedete quale è stata la sua risposta: è patetica ma so che è la verità.
l’estate scorsa, che ha passato un mese e mezzo in ospedale mentre in azienda c’era il caos totale (ma siamo riusciti a fare record di fatturato non ancora eguagliato)
è tristissima questa cosa

la convinzione è un lusso che ci si può permettere quando non si è coinvolti

potevamo essere amiche, l’unica amica che avrei potuto avere in questo stupido paesello dove vivo.
le due figlie grandi amicissime e compagne di scuola, i due figli piccoli amicissimi e compagni di scuola.
ma mentre le ragazze erano, sono, brave a scuola, i maschietti erano un po’…recalcitranti. il mio poi, aggiungeva la scarsa voglia di impegnarsi alla poco propensione ad accettare l’autorità, per cui era sempre dal preside, pieno di note e di rimproveri
lei non ha mai perso l’occasione di dare la colpa a me per questo, rimproverava il mio andare al lavoro e diceva:”ma dimmi che non puoi permetterti di stare a casa! tu devi stare a casa con lui e stargli addosso, non dargli respiro, costringerlo a fare i compiti, interrogarlo, punirlo e togliergli lo sport, la televisione, gli amici. E’ tutta colpa tua e della tua mania di fare la manager” diceva “manager” storpiando la parola, grondando disprezzo
ovviamente non aveva nessuna voglia che i figli fossero amici, per lungo tempo gli ha impedito di vedersi.
ma i figli hanno continuato a sentirsi e l’altro giorno figlio piccolo mi dice che alla maturità hanno bocciato il suo amico.
sono basita, sapevo che andava bene a scuola. il primo pensiero è per sua madre, il secondo per il figlio “lo farà morire, povero ragazzo”
sto uscendo dalla banca e la vedo; il primo istinto è quello di non farmi vedere, so già che sarà fuori di testa. poi lei mi vede e venendomi incontro si mette a piangere
“hai sentito cosa è successo?’ bocciato!!!! BOCCIATO!!! alla maturità ma ti pare?? era stato ammesso bene, sono andata adesso a parlare col preside e mi ha fatto vedere gli scritti…bianchi!!!ha consegnato in bianco! ma ti pare possibile? ahh guarda, gli ho già tolto il telefono, il mare con gli amici se lo sogna! a me doveva capitare ma ti pare??a me!io che non ho fatto altro che stargli vicino, aiutarlo…e lui si fa bocciare agli esami!sono sconvolta sono due giorni che piango”
non riesco a fermare questo fiume in piena di rancore, disperazione, vergogna e stupidaggini.Cerco di dirle qualcosa di ragionevole ma non mi sta a sentire, non gliene frega niente di quello che può dire una madre inetta come me.
la tentazione di dirle che poteva almeno andare a lavorare, avrebbe combinato qualcosa per la sua vita, oppure che potrebbe avere il figlio in ospedale, e questo sarebbe una tragedia vera….la tentazione è grande.
poi penso che non cambierebbe opinione lo stesso, nemmeno se le dicessi che alla fine, sono loro che scelgono cosa fare, e noi mamme non possiamo sentirci sempre colpevoli di fronte alle loro scelte.
ma io ci sono arrivata dopo 2 bocciature e 5 sospensioni e un numero di note che rasenta il guinness dei primati…..

non fare il disfattista che fa tanto ceto medio

questa è una new entry ma ha già avuto tante occasioni di utilizzo.
arriva dritta dritta da nonna Violet di Downton Abbey e la uso ogni volta che mio marito fa il pessimista e vede tutti i problemi, possibili e impossibili, su qualunque cosa.
prima gli dicevo: hai dimenticato le inondazioni e l’invasione delle cavallette, ma adesso c’è questa che mi piace di più

ecco Puffola, ho finito la settimana dei mantra personali!
alla fine è stato divertente, e dalla difficoltà che ho avuto nel selezionare solo 5 frasi, ho capito da sola che forse ho un problema con le citazioni eheheheh

non conosco nessuno che ha passato la sua vita ad un incrocio

questa mia frase classica nasce da uno dei tanti viaggi in macchina con mio marito: l’uomo equilibrato e paziente con la vecchiaia è diventato un isterico e aggressivo guidatore. Praticamente è convinto che il mondo si mette in macchina col preciso scopo di tagliargli la strada, superarlo in curva, rubargli il parcheggio, andare troppo piano, uscire dagli incroci senza dare la precedenza. Io che di solito faccio tutte queste cose sono più tollerante col prossimo….
comunque siamo ad un incrocio, continuano a passare macchine e non si riesce a passare; lui dopo pochi istanti comincia a sbuffare e smadonnare, sembra che gli vada a fuoco l’auto…
io gli metto la mano sulla sua mano e gli dico: non conosco nessuno che ha passato la sua vita in un incrocio, prima o poi passerai
e così è diventata una frase tipica, da usare quando la situazione non gli piace e sembra che non finisca mai.
anche se, sotto sotto, a volte penso davvero che in questo incrocio ci passerò la vita….

la paura cresce esitando, il coraggio osando

questa me la ripeto spesso, quando sono stanca di mettermi alla prova, quando sono in dubbio se partire con una nuova iniziativa, quando penso che potrei anche evitare di buttarmi in situazioni che poi non saprò gestire.
io so di essere molto coraggiosa (mio marito dice incosciente, ma vabbè), nel senso che sono troppo spesso talmente spavalda e sicura di me che mi butto nelle imprese prima di aver pianificato, programmato, pensato. a volte mi sembro Willie il coyote che corre e poi si accorge che manca la terra sotto…..
ma sono sempre stata così e vedo che la vecchiaia non mi ha cambiato in questo: mentre ho sposato un uomo che ogni santa volta si fa prendere da dubbi e da ansie e tentenna ogni volta a prendere una decisione. Questo mi spinge ad essere ancora più risoluta, anche quando non sono affatto sicura della situazione.
lavorare insieme mette continuamente questo mantra in discussione: mio marito tentenna, non decide, aspetta, non da risposte, io invece agisco spesso prima di aver ponderato tutto, e a volte sbaglio di brutto.
ma ogni tanto, qualcosa di buono lo faccio anche io……e così, si alimenta la leggenda metropolitana che io sono fortunata eheheheh