ma questo bambino è bellissimo!!!

è notte e in ospedale non c’è nessuno.
non è la luna giusta, mi dice l’ostetrica come a giustificare la sua assenza e il suo disinteresse.
mio marito arriva trafelato; ha chiamato la signora delle pulizie perche rimanga li a dormire con la figlia ( che tra poco diventerà figlia grande!) ed è emozionatissimo come la volta scorsa; sa che accadrà qualcosa di stupefacente e che una volta tanto lui non deve far nulla
mio figlio nasce alle 23.30 in un’atmosfera surreale: ho fatto la preparazione al parto con l’ipnosi e le spinte sono distanziate tra di loro ma potentissime: il ginecologo mi cronometra ed è molto perplesso, ma alla fine è anche molto annoiato, come se questo miracolo ormai per lui fosse una banalità.
figlio piccolo viene al mondo nel buio di una stanza di ospedale, fa un piccolo vagito e poi mi fissa inebetito.
il ginecologo lo prende e dice: questo bambino è bellissimo, ne ho visti pochi così.
io lo guardo e non mi sembra diverso da sua sorella, ma se lo dice lui…
è nato il germoglio di mio suocero, il primo a portare il suo cognome, ed assomiglia tutto alla mia famiglia. è biondino con gli occhi azzurro ghiaccio, per il dispetto mia suocera andrà avanti a dire per 6 mesi : tanto poi li cambia, tutti i neonati li hanno azzurri. al primo compleanno si arrenderà all’evidenza.
questo bimbo è bellissimo e sembra nato esclusivamente da me, non assomiglia per nulla al padre
e più tardi scoprirò che assomiglia a me anche nel resto, tanto che mia madre, con gli occhi luccicanti dirà: la mia vendetta. fai un buon lavoro piccolino, tua madre avrà sempre fatto comunque di peggio con me.
vent’anni di arrabbiature, paure, sensi di colpa, ansia e panico, delusioni orgoglio e amore all’ennesima potenza.
ora che lavoriamo insieme oscillo tra bastonarlo come un baccalà e stritolarlo in un abbraccio: non faccio nessuna delle due cose e anzi, cerco di essere più neutra possibile, tanto che chi lavora con me dice spesso che sono molto più materna con i dipendenti che con mio figlio…..
ha fatto scelte che non ho approvato, praticamente nessuna di quelle che hai fatto, a partire dalla morosa col nome da spogliarellista che tira fuori il peggio di lui, alla macchina da rally che fa un boato quando si accende. Si veste solo di nero e ha lo stesso paio di scarpe da tempo immemorabile, ma comprargli da vestire è inutile, e l’ho imparato a mie spese.
ha dei capelli splendidi, ma li rasa a zero come se ci fosse un’invasione di pidocchi, in compenso si lascia crescere una barbetta biondiccia rossiccia che è troppo ben curata per voler passare per uno che se ne frega; in compenso ha una camera terrificante, dove non entra più nemmeno neanche la signora delle pulizie.
al lavoro riesce a far dimenticare a tutti che è il figlio del capo, anche perchè viene mazziato da chiunque ogni volta che commette il più piccolo errore, ma suo padre comincia a prendersi qualche mezza giornata di vacanza e questo è talmente incredibile da non sembrare vero.
sono stati vent’anni belli densi e movimentati, sono curiosa di vedere i prossimi.
buon compleanno figlio piccolo, oramai grande

Annunci

magnifico esemplare di uomo vero

stamattina siamo andati a prendere la macchina nuova.
era talmente tanto che non ne compravo una che ero ferma a “tenga qui le chiavi, faccia subito benzina che è in riserva spolpa, spero abbia l’assicurazione valida e saluti e baci”.
ora invece le macchina sono più intelligenti di te e quindi serve una spiegazione di un’ora prima di concederti di accendere il motore, che tanto appena sono partita volevo cambiar stazione della radio e non mi ricordavo più come si faceva.
per fortuna avevo capito il comando vocale e ho urlato a qualcuno nel microfono di chiamare l’auto di mio marito che mi faceva da battistrada ( ehhh sia mai che non mi ricordo come tornar a casa….) e miracolosamente la macchina l’ha chiamato.
comunque in mezzo a tutta questa formalità c’è stato un momento che mio marito avrebbe voluto sotterrarsi ma ha mantenuto un aplomb invidiabile.
lui è conosciuto come una persona molto burbera, molto seria, e il venditore lo ha sempre chiamato per cognome
siamo in auto e mi chiede il nome di mio marito con il quale l’ho salvato in rubrica per fare una prova di chiamata dalla macchina e io…mi impappino, cerco nella mia memoria qualcuno da chiamare al posto suo…lui insiste e mi dice: signora chiamiamo lui così vediamo subito!
ehm….cerchi Luca magnifico esemplare di uomo vero
…..
lui cerca di non ridere poi non ce la fa.
una spiegazione gliela devo dare.
gli dico che una volta mio marito ha scoperto che il suo nome (abbastanza comune) era in mezzo a una selva di almeno altri 15 Luca e allora io lo avevo salvato come Luca Marito. Ma questa cosa non gli garba e quindi ogni volta che ha il mio telefono in mano cambia il suo nome con qualcosa di molto fantasioso….una volta ho dato il mio cellulare per parlare con mio marito a un operaio e ha letto “Luca marito adorante che ti ama alla follia”….il ragazzo era così imbarazzato povero….
insomma quando mio marito ha capito che il venditore aveva letto la mia rubrica voleva nascondersi.
io non la smettevo di ridere ahahahahahahah

scippi, pisciatine ma tranquilli, Bruxelles è una città tranquilla!

e così ce l’abbiamo fatta a partire, dopo cento cambi di programma siamo andati a trovare figlia grande a Bruxelles, dove sta facendo uno stage di 4 mesi.
lavora per una associazione che si occupa di minoranze, e lei dovrebbe occuparsi di un progetto che riguarda i rifugiati. dovrebbe, perchè in realtà l’hanno messa dovunque e quindi ha cento cose aperte.
il problema è che nessuno le insegna nulla, e sta facendo i conti con la proverbiale fumosità di certe associazioni che hanno scopi bellissimi ma poi non hanno nessuna professionalità per portarli avanti. Mi sembra che iomestessa (www.iomemestessa.wordpress.com)avesse accennato a qualcosa del genere…. e questo per mia figlia che è logica, razionale ed estremamente proattiva è un disastro, il disorientamento è la condizione con cui affronta tutti questi progetti. c’è anche da dire che come orario di stage le 8 ore sono una flebile speranza: quando arrivano le 5 e in teoria lei ha finito, arrivano i volontari che hanno finito il loro lavoro e cominciano riunioni interminalbili che finiscono sempre dopo le 10
“e la cena?” (mamma italica….)
“tranquilla, mi scrive, ho mangiato 5 mandorle”
ah beh allora…..
“gli hai già detto che i tuoi genitori sono imprenditori?”
“no, non mi pare”
“ok digli che di cognome faccio Camusso e sono incazzata come un buldog….”
“mammaaaaaaaa”
appena arrivati siamo in camper con lei e stiamo andando dove abita a scaricare un po’ di cose quando un ragazzo si avvicina all’auto ferma davanti a noi, apre la portiera e scappa con la borsetta in mano. dopo pochi metri un ragazzo blocca lo scippatore, volano in mezzo alla strada, recupera la borsa e la restituisce. tutto in pochi secondi.
siamo allibiti.
“ti giuro papà è una città così tranquilla,seria, davvero papà credimi sono allibita!”
poco dopo in centro vediamo una ragazza seduta sul cornicione di una vetrina: ha i pantaloni e le mutandine a metà gamba e sta facendo un fiume di pipi. la gente passa e manco la guarda, mio marito invece ha gli occhi fuori dalle orbite.
tutto questo ci è stato permesso da figlio piccolo che con intelligenza e lucidità ha guidato le truppe in una di quelle mission impossible dove è riuscito a finire l commessa e a caricarla tutta in un camion quando ormai avevamo già previsto il secondo carico
ogni volta che mettevamo una foto di ristorante o attrazione nel gruppo ws di famiglia lui scriveva: “divertitevi tranquilli, ci penso io a guadagnare la pagnotta per tutti”

comunque l’ho trovata bene. felice, stanca, magrissima ma felice
fa quello che vuole fare dove lo vuole fare: sulla associazione ci si può ragionare ma per ora va bene così.
sono stati due giorni bellissimi, la continuavo a stringere in abbracci fortissimi, e lasciarla è stato straziante.
Non credo che mi ci abituerò mai.

non sono responsabile delle smorfie che fa la mia faccia mentre tu spari minchiate

figlio piccolo cerca casa. o meglio, io lo voglio fuori di casa e insisto e persisto nello scopo di vederlo in una casa sua, con le pulizie, la spesa e le bollette da pagare.
così abbiamo cominciato ad andare a vedere appartamenti e case, e devo dire che era una vita che non facevamo qualcosa io e lui da soli, anche se mi incasina la giornata mi piace fare questa cosa insieme.
l’altra sera siamo andati a vedere un appartamento minuscolo in un bel contesto di negozi ed appartamenti; il tizio che ci porta a fare il giro turistico ci tiene subito a precisare che in quella palazzina non accettano stranieri. di nessun tipo. di nessuna razza. solo italiani.
mio figlio è imperscrutabile come al solito, io devo aver fatto una delle mie espressioni di disgusto malcelato, perchè il tizio mi dice che ha le sue buone ragioni a parlare così, lui non è un razzista (chissà perchè i razzisti ci tengono sempre a precisarlo) ma gli stranieri hanno abitudini diverse dalle nostre….i loro figli gridano, lasciano la porta aperta di casa e cucinano con delle spezie puzzolenti e invitano sempre un mucchio di gente, e poi basta che ne arrivi uno che tutti gli appartamenti perdono valore.
io gli dico che dalla descrizione che mi ha fatto ho riconosciuto almeno una decina di famiglie tutte italiane, lui non capisce neanche che sto facendo del sarcasmo e ride.
la visita continua e per tutto il tempo ribadisce che posso guardarmi attorno, stranieri non ne vedrò. hanno dovuto accettare i cinesi perchè la signora (italiana of course!) ha venduto a loro prima di chiedergli a lor che gli avrebbero trovato di sicuro un compratore italiano.
“ma c’è un obbligo in questo senso?” (ovvio che non c’è)
“no però signora lei capisce bene…..”
no non capisco ma mi adeguo
vedo che l’appartamento è pieno di cose personali e chiedo come mai non è ancora vuoto, allora lui mi racconta che l’appartamento è rimasto vuoto per due anni perchè l’inquilino che c’era prima ne ha fatte di tutti i colori, non ha pagato l’affitto e ha fatto dei danni, ma ci sono voluti due anni perchè l’autorità giudiziaria desse il via libera ai proprietari.
“ci deve un sacco di soldi….”
“e immagino che sia italianissimo….”
“ah si ovvio, italianissimo ci mancherebbe altro! ma vedo dalla sua faccia che non è d’accordo con me”
“guardi, io sono un’imprenditrice e assumo quasi tutte le settimane: in azienda ho italiani, rumeni e albanesi. Hanno fatto cazzate in pari misura, e quindi il mio unico metro per valutare una persona è il merito, non la nazionalità”
“eh si ha ragione, ma con le case è diverso”
evvabbè, il veneto è pieno di gente come te, non ha nemmeno senso discutere con uno che ha la bandiera con il leone di san marco fuori dal negozio.
però la tentazione di dirgli che mio marito si chiama Abdul è stata fortissima

nome in codice: bellissima serata

ogni tanto ci capita di andare a cena fuori con amici (sempre miei perchè mio marito non ne ha), sempre meno, a dire la verità, perchè durante la settimana collassiamo alle 9 e al fine settimana siamo sempre via, amato camper portaci via.
ma la settimana scorsa siamo a cena a casa di un’amica, che prima di arrivare scrive nella chat: stasera ho invitato anche la mia titolare.
bene, mi piace conoscere persone nuove. cerco di non pensare che questa “titolare” è una delle persone più ricche del veneto e faccio bene perchè è una signora molto semplice e alla mano, forse un po’ troppo perbenino per entrare nelle mie corde, ma vabbè.
la serata degenera presto anche perchè scorrono fiumi di alcool: ogni tanto guardo mio marito dall’altra parte del tavolo e vedo che ride ma sobrio e quindi nessun problema, gli altri fanno quello che vogliono…finchè una del gruppo non comincia a sbarellare.
in una situazione molto intima e confidenziale la padrona di casa ha confessato che dopo vent’anni di matrimonio e tre figli, non ha mai avuto un orgasmo.
ora, mi sembra evidente che questa informazione non è oggetto di chiacchiere ma una delle amiche in un impeto di grasse risate esclama: “zitta tu che non hai mai avuto un orgasmo in vita tua!” tutti ridono, sembra una battuta, io mi sento gelare in sangue. come si può essere così idiote? E davanti alla sua titolare!!!
ma il meglio deve ancora venire
una coppia festeggia l’anniversario di nozze e la solita battuta che per regalo il marito vuole un’amante.
solita battuta che invece a noi donne interessa l’amore.
invece la moglie che si mette a gridare che l’amore con le farfalle nello stomaco, l’abito bianco, i figli e gli anniversari li ha già avuti, adesso vuole solo un uomo che la trombi fino al delirio, e che magari prima si sia fatto una doccia, lavato i denti e che non russi 5 minuti dopo.
tutti ridono come pazzi, io sono sempre più imbarazzata.
la serata continua su questo tono e io non ne posso più
guardo mio marito cercando di dirgli con gli occhi voglio andarmene ma lui non recepisce. Butto li che dobbiamo andare che l’indomani abbiamo la sveglia presto e lui mi risponde: “ma che cavolo dici che domattina è sabato e non abbiamo nessun impegno!?
insomma non c’è verso. questa serata orrenda finisce alle 2 di notte e io sono tesa come una giornata di lavoro
saliamo in macchina e mio marito dice: bella serata è?
sono basita. mi parte una tirata allucinante sul fatto che non vedevo l’ora di andare a casa e che dopo 30 anni che ci conosciamo lui non ha ancora imparato ad interpretare le mie occhiate
“ma come facevo a capirlo? ridevi!
“ridevo per non piangere!”
“ok allora la prossima volta abbiamo un codice, tu mi dici qualcosa che io capisco che te ne vuoi andare
“buona idea”
“bene, cosa mi dici allora per farmelo capire?
“bellissima serata”
“eh ma così non capisco, devi dire che è una pessima serata”
“scusa…che codice del cavolo è?”
“già ok, vada per bellissima serata. Spero di ricordarmelo”
ussignur che tonto

sei uno stronzo ma grazie

la scorsa settimana mio marito era in modalità stronzo psicopatico.
a dire la verità una delle due qualifiche le ha sempre, ma quando sono insieme sono dolori. in particolar modo questa settimana ce l’ha con me, il motivo non è dato di sapere; io ci provo con le buone, poi con le cattive, poi con disprezzo, poi con derisione….durissimo lavorare insieme, la voglia di stampargli una cinquina sulla faccia mi fa prudere le mani.
ma so anche che qualunque motivo ci sia, ad un certo punto scompare e torna una persona normale.
ma nel frattempo lo evito, per quanto sia possibile evitare una persona con cui ci lavori e ci vivi insieme
vabbè siamo a pranzo. da 6 mesi mangiamo tutti i giorni al ristorante e una della poche controindicazioni è che non puoi mandarti a fanculo nemmeno a tavola, per cui siamo seduti uno di fronte all’altro nella terrazza del ristorante e la mia macchina è parcheggiata sotto di noi
“ma cosa hai nelle ruote?”
“la gomma del pneumatico”
rispondo asciutta io
“Emily non fare la spiritosa è una cosa seria”
mio marito si alza e fotografa le ruote della mia macchina, che sono tutte girate da un lato. Torna a sedersi e mi allarga la foto e dice: “ma vedi come vai in giro? queste sono le tele del pneumatico! è pazzesco può esploderti la gomma da un momento all’altro! chiama il meccanico fai trainare l’auto fino in officina non puoi più muoverti”
io lo guardo come i medici guardano un pazzo
“non se ne parla nemmeno, devo fare cento giri oggi e stasera ho una cena (a cui tu non vuoi venire), quindi io la macchina continua ad usarla e a fine settimana gliela porto. Forse”
ne nasce un’azzuffatina con i fiocchi, col risultato che alla fine del pranzo mi “scorta” fino da meccanico
“ciao, scusami puoi darmi un’occhiatina alle gomme? sai che mio marito esagera sempre, quando è in modalità “moriremo tutti” è pesantissimo da sopportare”.
il meccanico fissa le gomme a lungo e poi mi dice:
“ti ha salvato la vita. è un miracolo che non siano scoppiate, stai correndo sulla tela in entrambe le ruote. la macchina non si muove da qui fatti venire a prenderlo e digli che c’è mancato poco che diventasse vedovo.”
uhm
sono tornate in ufficio e tutta l’azienda commentava le mie gomme,ovviamente le foto hanno fatto il giro della fabbrica e ho dovuto pubblicamente ringraziare mio marito
sgrunt

ci mancava solo la voragine

è così figlia grande è partita
(sospiro)
lo so che è il futuro che ha sempre voluto, ma saperla a Bruxelles mi fa stare in ansia, non è un bel periodo per girare. poi penso ai tre ragazzi che stanotte poco distante da casa mia hanno perso la vita in macchina e mi convinco che nessun posto è sicuro, almeno sta facendo quello che ha sempre voluto fare.
figlia grande è partita alla fine di agosto, armata di 20 kg di bagaglio e del suo innato ottimismo per fare un lavoro che non ha capito quale e in una lingua dove ha una conoscenza molto blanda; l’organizzazione le paga vitto, alloggio e trasporti e le da un piccolo rimborso spese e rimarrà li fino a dicembre
condivide un monolocale con un’altra ragazza italiana impegnata in un altro lavoro e sta in una palazzina tutta di pugliesi che amano mangiare in compagnia quasi tutte le sere. hanno la chat di condominio e io la trovo una cosa molto divertente
sono ormai quasi 3 settimane che è li e la sento molto disorientata, perchè non fa certo un lavoro d’ufficio dalle 8 alle 17, ma spesso lavorano tutto il giorno fino a tardi e quindi ha il giorno dopo libero, oppure la chiamano sabato mattina che deve andare il sabato pomeriggio.
anche quello di cui si occupa non è chiaro; è un’organizzazione no profit (credo) che si occupa di minoranze; lei in teoria dovrebbe partecipare a un progetto che riguarda i rifugiati, ma fino ad ora si è occupata di tutt’altro: femministe, no global, ambientalisti, animalisti, omosessuali…ha partecipato anche a una marcia di protesta per non far chiudere una birreria gestita dai monaci trappisti. Insomma, una variegata porzione di umanità…il tutto in una lingua, il francese, di cui ha una certificazione molto bassa (B1) adatta a fare chiacchiere e non certo per lavorare e quindi si è iscritta velocemente ad un corso di francese.
visto che c’era si è iscritta anche ad un corso di yoga….
insomma questa è la situazione, per ora.
fra due settimane ce ne andiamo a Bruxelles per portarle un po’ di cose da vestire invernali, sperando che nel frattempo non si congeli visto che li hanno già acceso il riscaldamento!!
mi manca tantissimo, faccio lunghe chiacchierate e ci mandiamo foto e messaggi ma sono anche felice di sapere che sta facendo quello che vuole fare, dove lo vuole fare.
e sono solo 6 mesi che si è laureata…..
come qualcuno mi ha fatto prontamente notare il titolo parla di una voragine che nel testo non c’è.
la voragine è quella che si è aperta l’altro giorno a poche centinaia di metri da casa di figlia grande… tanto per stare tranquilla…