dagli steineriani, ai no vax e ritorno

ci ho pensato un po’ se scrivere questo post, sono argomenti che fanno partire discorsi infiniti, ma poi ho pensato che se anche fosse non me ne frega nulla, come al solito

prima di iscrivere mia figlia alla scuola steineriana ero una normale madre, senza tante conoscenze ne’ in campo pedagogico e tanto meno medico; solo dopo ho compreso che la scuola aveva delle idee molto precise su un sacco di cose che non avevo valutato. Ad esempio il cibo; adesso tutti sono vegetariani o vegani, ma all’epoca era la prima volta che ne sentivo parlare, ma mi ricordo di aver pensato che tanto meglio, alla sera le do una fettina di carne e pareggiamo i conti. Ma la scuola aveva idee su tutto, dalla religione (mi sono rifiutata più volte di fare l’altarino in casa e pregare, non se ne parla proprio) sulle medicine (no, la ricotta sull’orecchio non gliela metto se ha un’otite, vado di antibiotico) sui cellulari (io ero stata una delle prime, parliamo di quasi 25 anni fa, e alla fine era prezioso per tutti quando si andava fuori a recitare), sul reperimento de fondi (paga chi vuole, chi può, quello che può) e soprattutto sui vaccini

nessun bimbo era vaccinato, e ci sono stati dei periodi di epidemie dove mia figlia era l’unica in classe, ma io resistevo e continuavo a mangiare carne, a regalarle Barbie e cicciobello (vietatissimi!) e curarla con medicinali

poi è nato il figlio, e ormai erano anni che li frequentavo, erano diventati i miei unici amici anche grazie ad uno spettacolo teatrale che avevamo messo in piedi per contribuire all’economia della scuola e tra prove e spettacoli, passavo più tempo con loro che con mio marito; le pressioni per non vaccinarlo erano tante e alla fine ho deciso di aspettare un anno prima di fargli la trivalente

fuoco e fulmini da parte di mio marito (verranno i carabinieri a vaccinarlo con la forza! ti stanno facendo il lavaggio del cervello , sono peggio di una setta!) e così è finita che un anno dopo l’ho vaccinato. Poi il rapporto con la scuola è degenerato perchè come tutti i gruppi alla fine chi esprime anche un minimo dissenso, o cmq chiede delle spiegazioni o risposte (soprattutto sulla gestione economica della scuola…) non è gradito, e io mi sono resa conto che mia figlia stava andando alla deriva e l’ho tolta, con grande dolore da parte di tutti

ora? ora non vedo l’ora di vaccinarmi, sarei capace di togliere la siringa a una vecchietta per farla almeno a mio marito, vivo nella costante preoccupazione che uno dei due si ammali.

come si cambia….

non riesco a muover….

stavolta mio marito si è beccato insulti da tutti, persino da figlia grande che gli perdonerebbe qualunque cosa

6 mesi fa in ufficio mio marito ha avuto un problema fisico: ha cominciato a vederci male durante una riunione. Io ridendo gli dico che se vede una luce in fondo al tunnel di non andargli incontro, lui mi risponde : portami in ospedale

allora mi sono spaventata perchè lui in ospedale non ci va nemmeno se vomita verde da ore riverso in bagno, per dire dell’ultima volta che l’ho trascinato e poi è rimasto dentro quasi due mesi

alla fine si è risolto tutto ma è stato un campanello d’allarme che ha messo in moto visite su visite, che hanno prodotto medicine su medicine e un’allerta sul suo stato di salute

bene, questo per spiegare quello che è successo sabato

lui passa l’intera giornata in ufficio; a pranzo gli ricordo che deve passare a prendere il poke che ho ordinato per cena ma verso le 19.00 mi viene in mente che sicuramente mi cercherà al telefono per chiedermi dove deve andare e mi accorgo infatti che mi ha fatto 7 chiamate in pochi minuti

lo chiamo io e non risponde, lo chiamo un paio di volte e poi mi fermo perplessa: guardo nei messaggi e ne trovo uno suo: non riesco a muover

sudo freddo. Scendo da mio figlio e gli chiedo un parere, lui vedo che si agita e guarda subito dal cellulare le telecamere dell’azienda e mi dice: la macchina di papà è ferma nel piazzale e non si muove, mamma vai subito, io lo chiamo in continuazione

sto uscendo di casa quando finalmente mio marito risponde e urla: ma la volete smettere di chiamarmi? stavo facendo homebanking e mi facevate saltare la sessione! che c’è?? non riesco a muovermi dal piazzale se continuate a chiamare!!!

si è preso insulti da tutti, “non riesco a muover” è già entrato nel lessico familiare

il demone del gioco

ho sentito spesso mio marito dire la frase: se vinco al totocalcio….peccato però, che in 40 che lo conosco, non l’ho mai visto giocare nulla

in realtà lui ha troppo rispetto dei soldi per buttarli via in un’attività del genere, e quindi giocare è sempre rimasto nel limbo delle idee; spesso gli fanno notare che al suo fianco c’è una moglie fortunata al gioco, perchè non usarla?

c’è stato un periodo che partecipavo a vari concorsi, e spesso li vincevo; negli anni ’90 impazzavano concorsi a premi di tutti i tipi e ho vinto molte cose, da un radioregistratore , un tappeto, stoviglie, libri, coperte, la cosa più assurda è stata mettere una sola cartolina e vincere un viaggio in tunisia. Ma io sono strana probabilmente, penso che vincere tanti soldi mi rovinerebbe la vita e non ho mai giocato

ma mio marito ha un periodo un po’ difficile, come tutti; il covid sta mettendo a dura prova i nervi saldi che bisogna avere ora più che mai, ogni giorno si alza l’asticella dei problemi da risolvere e la paura del futuro non è mai stata così grande, e tempo fa mi ha confessato di aver destinato la folle somma di dieci euro per giocare a non so bene cosa un euro a settimana.

anche solo l’attesa di aspettare l’estrazione lo fa sorridere, e a me basta questo per pensare che sono soldi spesi bene

ma l’altro giorno ha vinto 25 euro (non so bene cosa ha indovinato) e l’ho visto felice come un bimbo a Natale; ha già deciso come spenderà i suoi soldi in caso di vincita, della serie un milione a tutti i parenti e agli operai, solo a figlio piccolo vincolerà i soldi fino al raggiungimento dei 50 anni ( ahahahahahahah)

ieri sera gli chiedo se ha detto a suo figlio che ha vinto 25 auro

lui mi guarda tutto contrito e mi dice; non vorrai mica che pensi che suo padre ha il demone del gioco?”

non so, questa risposta mi ha fatto ridere e tenerezza insieme

c’è un prima e c’è un dopo

nella vita capitano situazioni che, ripensandoci dopo, capisci che la tua vita da quel momento non sarà più come era prima

non parlo tanto di matrimoni e nascite, per quelle hai tempo di prepararti e di aspettarle, parlo di situazioni come questa pandemia, che ha cambiato il nostro modo di vivere in un modo che nessuno si sarebbe mai immaginato: ieri guardavo delle foto del 2019, e ho pensato “ma guarda come stavamo tutti appiccicati!”, come se fosse una cosa assurda

ieri era il 21 marzo, data che per il resto del mondo significa la primavera, ma per me e la mia famiglia è la data della morte di papà

io ero al mare, avevamo comprato il camper ed era la prima uscita, a Caorle da degli amici. “faccio questa ultima gara del piffero e poi la prossima domenica usciamo insieme, così me lo fai vedere per bene!” mi ha detto mio padre venerdi al telefono, poi domenica mattina mi chiama mia madre e con voce sconnessa mi dice che papà ha fatto un infarto sulle piste, è stato subito soccorso ma non c’è stato nulla da fare

io penso che mi madre stia andando fuori di testa e chiedo di parlare con qualcun altro, ma la sua amica mi conferma cosa è successo. Dopo di che ricordo confusamente cosa è successo; so che siamo tornati a casa ma non so cosa abbia raccontato mio marito ai figli, allora piccolissimi, del fatto che non ci saremo fermati al mare. Mi ricordo che continuavo a guardare fisso davanti a me per non piangere, ma le lacrime scendevano silenziose

figlia grande da un’amica, figlio piccolo dalla signora che veniva a farmi le pulizie (suocera non pervenuta) e poi via a casa di mia madre; il camper dei miei che torna guidato da un amico di papà, la casa piena di gente che piange, mia madre che siede davanti a una cioccolata; trema inzuppando un biscotto, sporca un po’ il tavolo, io penso che dovrei pulire

io mi fermo a casa dei miei, dormo nel letto con mia madre; non l’ho mai fatto da piccola, ma chissà perchè mi viene naturale farlo.

papà quel giorno ha lasciato un enorme vuoto nella vita di tutti, tanto che per 20 anni i suoi amici organizzeranno un memorial sulle nevi, su quella pista, per ricordarlo e pranzare tutti insieme; la vita di tutti è cambiata, e dopo tutti questi anni incontro ancora persone che mi dicono che quel giorno è stato uno dei giorni più brutti della loro vita, che non dimenticheranno mai mio padre, perchè ne sentono ancora la mancanza

il covid ha impedito il memorial, ma sono riusciti a ricordarlo lo stesso

tutti mi dicono che gli assomiglio tantissimo, ed è un complimento bellissimo

melatonina per tutti!

ho sempre avuto gravi problemi d’insonnia, curata con i più disparati sistemi

se lascio fare al mio ritmo vitale, dovrei andare a letto alle 3 di notte (forse) e svegliarmi alle 11, ma la vita purtroppo impone altri ritmi e quindi combatto da sempre il momento di andare a letto

dopo una vita di tentativi tempo fa avevo trovato utile impormi una “disciplina della sera”; una routine più o meno uguale di cose da fare prima di dormire e in molti casi funzionava, ma da un anno è saltato tutto. Quando mi sono rotta il piede in pieno lockdown mi ritrovavo a fare gli orari strampalati della mia adolescenza, ma il dolore era forte e passando le mie giornate immobile sul divano, dormivo a tratti quando capitava.

una vita di disciplina buttata al vento

poi mi sono decisa a seguire il consiglio di un’amica e ho provato la melatonina….stupendo. Sonno profondo popolato da sogni incredibili, e un risveglio fresco e riposato

ho cominciato a consigliarlo a tutti: a figlia grande agitata per il cambio lavoro, a figlio piccolo “innervosito” dalla separazione con la storica morosa, ma con mio marito niente da fare. “Io non mi drogo!” continuava a ripetermi, “poi mi rimbambisce!” ma in questo ultimo anno la sua insonnia ha raggiunto picchi assurdi, intere nottate passate a fissare il cellulare seduto nel letto. Allora una sera che eravamo in camper gli ho detto di provare, al massimo che succede? E’ successo che finalmente ha fatto una notte di sonno filata, con tanti sogni fino a mattina

e così è cominciata, prima avversione massima e poi dipendenza assoluta; quando gli dicevo che poteva anche smettere l’idea di tornare a stare sveglio lo agitava. non c’è stato verso di convincerlo, la melatonina è diventata la sua coperta di Linus, se la smette tornerà a fissare il vuoto tutta la notte. Ma conosco i miei polli, ha deciso che era inutile litigare e così una settimana fa ho semplicemente smesso di mettergliele sul tavolo insieme alle altre medicine che deve prendere.

Lui non si è accorto di aver smesso….

che pazienza che ce vò

se dimagrisco il merito sarà del prof Barbero

tempo fa avevo raccontato come improvvisamente, una mattina alle 7, avevo sentito il bisogno di mettermi un paio di scarpe da ginnastica e andare al parco del paesello per camminare: questa meravigliosa abitudine si è interrotta il primo giorno di lockdown perchè mi sono rotta un piede; quando, mesi dopo, ho ricominciato a camminare, il dolore era impossibile

nel frattempo ho provato di tutto, ma non c’era verso di farmelo passare

poi una mattina ho pensato che male per male, tanto valeva camminarci sù e sono ripartita

per farmi compagnia ho cominciato ad ascoltare podcast invece della solita musica, su suggerimento di mia figlia, ma ascoltare Lucarelli e i suoi omicidi quando cammino da sola in un parco cittadino alle luci dell’alba non è il massimo, e così mi si è aperto un mondo quando qui nel blog, una un’amica che ho conosciuto anni fa a Glasgow, Giovanna e una ragazza che non conosco, Rossana, mi hanno consigliato di ascoltare il prof Barbero e le sue lezioni di storia.

mi si è aperto un mondo meraviglioso, il prof riesce a parlare di qualsiasi cosa e lo fa diventare la cosa più interessante che tu abbia mai ascoltato: che si parli della battaglia di Adrianopoli, o della guerra delle Falkland o di Quintino Sella o delle ragioni della prima guerra mondiale, ascoltarlo è esaltante

e così ora, le mattine che dormirei volentieri sotto il piumone, la mia mente corre veloce alla lezione che mi aspetta, e non vedo l’ora di partire; dire che ormai ne sono dipendente è poco. L’unico appunto che gli faccio è che questo prof disdegna i congiuntivi, e per me spesso certe frasi sono come il gesso nella lavagna, ma pazienza.

a nessuno glielo perdonerei mai, ma al prof Barbero si fanno eccezioni

niente di nuovo nei centri per l’impiego

anni fa avevo avuto un esperienza disastrosa con i centri per l’impiego: i nominativi che mi avevano dato si erano dimostrati una gran perdita di tempo: persone che non rispondono al telefono (nemmeno alla decima chiamata), numeri inesistenti, e quando finalmente riuscivo ad avere un colloquio, erano persone che non avevano nessuna intenzione di lavorare. Insomma, una gran perdita di tempo

ma dopo tutto questo gran parlare della riforma, anche in vista del fatto che la mia insofferenza per le agenzie interinali ormai ha raggiunto vette incredibili e complice due ragazze molto in gamba del centro dell’impiego del paesello, mi sono decisa a formulare una richiesta

ussignur…..non è cambiato nulla

di 13 nomi che mi hanno dato, 3 numeri di cellulari risultavano inesistenti, 4 non hanno mai risposto, 2 mi hanno detto che lavoravano già ( e allora che ci fanno nelle liste di disoccupazione? mah), 1 nonostante sia in italia da 25 anni non è stato in grado di parlare al telefono di nulla, due mi hanno detto che non hanno nessun interesse a lavorare per noi.

ottimo

uno, il più normale (sembrava almeno) è stato assunto, con un contratto a tempo indeterminato da subito

“ehhh, ma non potrebbe farmi un contratto a tempo determinato? qualche mese magari?”

la richiesta mi prende in contropiede, non riesco a capire il motivo, gli dico che ormai ho fatto fare quel contratto; lui va via scocciato. Allora mi prende la curiosità e chiamo un mio amico sindacalista, e lui si fa una grassa risata

“tesoro caro, ovvio che volesse un contratto a tempo determinato, così quando è ora di rinnovarlo, a lui basta dire di no e risulta che tu lo hai lasciato a casa e lui torna a prendere i sussidi: ma col contratto a tempo indeterminato deve licenziarsi lui, e quindi niente benefici….”

ah benissimo. Cmq dopo una settimana di lavoro si è messo in malattia, ottimo affare Emily!

marketing de noaltri

sono le 18.00, non c’è più nessuno in azienda e suona il telefono

rispondo e un signore mi parla, in dialetto:

“ehhhh, mi so uno che vende muletti, ehhhh ne go uno par voialtri che è perfetto, ahhhhhh se pole parlare con calcun dea diression?

“buonasera, a quest’ora gli uffici sono chiusi, la invito a richiamare durante l’orario d’ufficio. Ne abbiamo comprato uno recentemente, ma le consiglio di mandare una mail con la sua offerta così la prendono in considerazione prima”

“mahhhh, che muletto gavì comprà?”

“mi scusi, ma queste non sono informazioni che la riguardano, scriva una mail con la sua offerta”

“a mi, a una che me responde cussì, no ghe mando niente”

“ottimo, io da uno che mi risponde così non compro niente, buonasera”

avanti così, qui nel veneto marketing vuol dire prendere a sberle il cliente

chiedo solo domeniche così

è un periodo complicato, tutto è stravolto e non ci sentiamo sicuri da nessuna parte, la produzione economica va a mille per alcuni e a zero per altri (ho un amico che installa wifi che non ha un giorno di tregua da un anno….), lamentarsi non serve a nulla, imprecare contro fantomatici complotti e politici inetti nemmeno; tutto il mondo cerca soluzioni, non mi aspetto certo che l’armata brancaleone che ci governa riesca a trovare soluzioni migliori degli altri

quindi?

quindi non resta che subire in silenzio? accettare tutto quello che arriva senza discutere?

ho un mantra che mi segue da tempo, che mi evita di sprecare energie: mi arrabbio, mi attivo e muovo il mio cervello solo per quello che sono in grado di cambiare, per quello che è in mio potere cambiare, il resto lo accetto, perchè non posso pretendere un mondo a mia misura

l’unica cosa che chiedo è la possibilità di uscire col camper la domenica; in sicurezza, dentro la regione, senza fare assembramenti, ma il sabato accendere il motore e partire

sabato siamo partiti per il mare; verso le 5 sono arrivati degli amici; non ci si vede spesso ma abbiamo ripreso i contatti l’anno scorso Mascherina, distanziamento, ma almeno si fanno due chiacchiere con persone diverse dal lavoro. Il giorno dopo altri amici, ci conosciamo da quarant’anni ma da poco sono camperisti; sorrisi sotto la mascherina, voglia di abbracciarsi ma rispettiamo le distanze, tra l’altro loro hanno avuto tutti il covid e noi nemmeno un tampone….passeggiata in spiaggia, ognuno distanziato e con mascherina, pranzo all’aria aperta, ognuno col suo tavolo, ognuno col suo barbecue, distanziati ma alla portata di voce.

saluti e baci nel tardo pomeriggio, con la speranza che la prossima domenica non sia arancione

p.s. ho appena saputo che rimane il divieto di uscire dalle Regioni: mi viene da piangere al pensiero che non vedrò mia figlia ancora per un mese, ma stringo i denti e penso a tutti quelli che non rivedranno mai più i loro cari.I regali di natale mi sa che è meglio spedirli col vettore

l’astro nascente della politica italiana

sto andando in ufficio e mi chiedono di fermarmi in ferramenta a prendere delle cose che abbiamo ordinato.

mi serve il titolare, che dopo avermi tranquillamente detto che di tre cose ordinate, se ne è dimenticate 2 (…..!) gli parte un monologo che non riesco più a fermare…. “ma ti pare giusto che bambini, ragazzi e giovani in questi anni stanno perdendo la possibilità di uscire e divertirsi? non è possibile continuare a tenerli dentro, fuori, tutti fuori dobbiamo andare, e basta con ‘ste museruole in faccia, dobbiamo smetterla e ribellarci! adesso parlano di chiudere tutto di nuovo? lo dicono loro, che hanno il culo coperto da uno stipendio d’oro, ma che dobbiamo fare noi poveri cristi? e i bambini? come fa mio moglie ad insegnare all’asilo se si tiene la mascherina? è impossibile, non capiscono! ce lo dicevamo anche tra di noi al campetto domenica, ci siamo tolti la mascherina tanto ci conosciamo tutti da una vita, basta con queste restrizioni, non se ne può più! E i vaccini??’ hai visto che ridicoli? il camioncino dei gelati!!! ma ti pare? ti fanno vedere per tv il porto dove arriveranno e ti immagini tir e tir di vaccini, e invece arriva il camioncino dei gelati! e poi perchè 5 vaccini diversi? non possono lavorare tutti allo stesso? Questa cosa non mi torna! e io dico, io che ho letto la costituzione, che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, e quindi non possono impedirci di lavorare, è un nostro diritto! E poi, siamo sicuri che è vero che muore tutta questa gente? magari uno muore di incidente stradale ma loro scrivono Covid, mi ha detto mio cugino che se dici che sei morto di Covid ti fanno lo sconto sul funerale, e così tutti dichiarano il falso.”

non ricordo tutto ma il tenore era questo; capisco che sarebbe impossibile intavolare una serena discussione, questo frullatore ( Augias docet!) di discorsi ignoranti, frasi fatte e chiacchiere da bar (anzi, da facebook) non permette un contraddittorio, sarebbe come giocare a scacchi con un piccione

“sai che sei veramente intelligente? dovresti darti alla politica!” (il tono ironico non pervenuto.)

“vero? potrei essere il nuovo Salvini!ma visto che ho solo il diploma di terza media forse mi conviene andare col Movimento 5stelle, li danno la possibilità a tutti quelli con un po’ di sale in zucca di essere eletti”

ussignur, se alle prossime elezioni me lo ritrovo candidato mi sentirò moralmente responsabile