La seconda scelta

io e mio marito siamo in camper in montagna, una pigra domenica di brutto tempo. Lui sonnecchia sul letto, io leggo un libro con una tazza di infuso; fuori piove e ci sono 16°, pensare che a casa a 40 minuti ce ne sono 33° mi fa rabbrividire sotto la coperta

suona il telefono di mio marito, è figlio piccolo; è tutto ciarliero (capita più o meno una volta all’anno) e gli racconta che ha fatto il vaccino e non si è fatto stendere come la prima volta, che è andato in montagna per provare l’auto nuova e che stanno decidendo per le vacanze….in 10 minuti dice più o meno la stessa quantità di frasi che ci ha detto nell’ultimo mese

mio marito è al settimo cielo: si alza e mi dice che è felice, di solito il figlio così ermetico stavolta aveva voglia di chiacchierare con lui, che bello!

dopo 10 minuti suona di nuovo il suo telefono ed è la figlia: stavolta mezz’ora di chiacchierata, ma con lei è normale, io la sento tutti i giorni e stiamo al telefono almeno 1 ora. Lui si fa raccontare un sacco di cose, quando mette giù la chiamata è raggiante

“vedi che bello? i figli ogni tanto cercano me, non sempre te! abbiamo due ragazzi stupendi, sono così felice che mi abbiano cercato!

“ehm, passami un attimo il mio telefono”

“eccolo…ma hai la suoneria spenta! e hai 4 chiamate…due sono dei figli…avevano cercato te prima di parlare con me, siccome tu non hai risposto hanno chiamato me, sono la seconda scelta” dice sconsolato

vorrei tanto approfittare di questo momento per dirgli che questo è il risultato delle sue mancanze di padre, delle sue assenze, dei suoi silenzi, ma mi colpisce quanto ci è rimasto male

“mettila così, se proprio non gli interessava parlare con te ti avrebbero detto di passargli la mamma, giusto? e invece hanno fatto la telefonata con te, quindi prima o seconda scelta l’importante è che abbiano qualcosa da dirti, giusto?!”

” hai ragione, potevo non essere nemmeno scelto, meglio la seconda che niente”

caro marito mio, quante cose ti sei perso che non tornano più

un lazzaretto di micetti

qualche settimana fa mi chiama una signora: ha chiamato cento associazioni ma nessuno può aiutarla, lei ha 4 mamme gatte che hanno sfornato una quindicina di micetti, posso dare una mano? l’anno scorso c’erano richieste di adozioni come non ne abbiamo mai avute, siamo riuscite persino a chiudere delle colonie perchè abbiamo potuto recuperare i mici più buoni e darli in adozione, ma avevamo già pronosticato che buona parte di questi mici sarebbero tornati nel territorio una volta finito il lock down e quindi abbiamo monitorato le adozioni richiedendo foto e sterilizzazioni. Ma le altre volontarie lo hanno fatto? non credo proprio visto che quest’anno abbiamo un’emergenza cuccioli allucinante

ok , le dico, per i micetti non ho posto ma cerchiamo di prendere le mamme per sterilizzarle

niente da fare, le mamme sono furbe e non entrano nella gabbia trappola, in compenso i micetti sì e mi accorgo che più di uno ha gli occhietti rovinati

va beh, mi dico, non ci sono richieste di adozioni, tra poco vado in ferie, mi aspetta il periodo più faticoso dell’anno con il lavoro…ok ne prendo almeno 5, li curo, casomai li rimetto giù

li metto nel bagno degli ospiti ( e se arriva qualcuno e gli serve il bagno dove lo mandiamo? nelle camere? in giardino??? sceneggiata di mio marito) e chiamo il veterinario…..puntura di antibiotico a tutti, un tipo di collirio 2 volte al giorno a tutti e un altro 5 volte, aerosol per tutti 2 volte al giorno, oltre a naturalmente pulire la stanza. le lettiere, sistemare i disastri che fanno, renderli addomesticati ( i primi giorni avevo le mani piene di cerotti tra morsi e tagli delle unghiette) e cambio biancheria…. e dimenticavo, devo spulciarli e sverminarli tutti ….insomma un delirio

praticamente tutto il tempo che sono a casa lo passo li dentro

l’altra sera viene una amica volontaria a vedere la situazione, mi porta un po’ di medicinali e scappa via.

dopo pochi minuti mi suona di nuovo e mi passa sopra al cancello un micetto piccolissimo:

l’ho trovato in mezzo alla strada, non potevo lasciarlo lì, non metterlo con gli altri altrimenti gli attaccano di tutto

misericordia, non è mai finita

vorrei un lavoro nelle stesse ore che sono a scuola…ah non si può?? ah no??

questa la devo raccontare; colloquio a un ragazzo di 19 anni

tutti i ragazzi che ho assunto di questa età arrivano al primo stipendio con cui si comprano il cellulare e al secondo mese mollano, per cui non sono molto ben disposta, ma evito di avere pregiudizi e lo convoco

ha lavorato una settimana come cameriere e una settimana in un’azienda in tutta la sua vita; bruttissimo indizio

hai fatto anche altri lavori in questi anni?

no, vado ancora a scuola e a settembre ho da finire il 5° anno

bene, ma pensi di farla serale?

no, perchè?

scusa, come fai a lavorare qui 8 ore e ad essere a scuola nelle stesse ore?

sguardo vacuo, faccia smarrita…..dopo un bel po’ di silenzio mi dice che allora potrebbe fare un part time, al che gli chiedo a che ora finisce scuola e mi dice alle 14. Quindi un’ora per mangiare e correre qui, lavoreresti per due ore e mezza? ma stiamo giocando?? ma è possibile che nessuno lo abbia fatto riflettere prima di proporsi per un lavoro?

gli dico che forse gli conviene trovarsi un lavoro come cameriere per la sera. ma lui mi dice che poi lo chiamano anche per i fine settimana e lui non vuole lavorare di sabato e domenica

ah ecco, giusto

gli dico che se ho bisogno di qualcuno fino alle ferie lo chiamo, lui ribadisce che cerca un lavoro per tutto l’anno

ussignur che pazienza

non lavoro perchè mi toglie il tempo libero

quando io parlo delle difficoltà di trovare personale, spesso so che chi mi ascolta pensa che esageri, o che dica fesserie, ma il fatto è che in realtà le cose sono molto più allucinanti di quello che si crede!

giovedì assumo un ragazzo, che mi ringrazia mille volte dell’opportunità, che si dichiara pronto ad iniziare e trovare finalmente il suo posto nel mondo; siccome ormai conosco i miei polli, invece di aspettare lunedì lo faccio iniziare di venerdì, così ha tempo di riposarsi dal primo giorno di lavoro che di solito è il più duro e di ricominciare lunedì

venerdì lo tengo d’occhio, lui esprime gioia e felicità e mi conferma che va tutto bene….lunedì mattina non si presenta

penso che si sia preso a letto dopo i bagordi della vittoria e lo chiamo, ma dopo decine di telefonate finalmente mi risponde e dice che per lui sono troppe 8 ore al giorno, non se la sente proprio

“il lavoro mi toglie tutto il tempo libero, non posso lavorare tutto il giorno”

“tempo libero si chiama così perchè è il tempo che viene dopo il lavoro, altrimenti si chiama non fare nulla tutto il giorno”

“ehh si lo so, ma sono troppe 8 ore, non mi rimane più tempo per fare quello che mi piace”

” e cosa ti piace fare che non puoi fare nelle restanti 16 ore ?”

“ah, niente”

“cioè, nel tuo tempo libero cosa fai?”

“niente”

“quindi fammi capire, tu non vuoi lavorare perchè il lavoro ti toglie tempo per fare qualcosa che non fai comunque?”

eh sì”

“ma lo capisci che puoi fare questi discorsi perchè a 27 anni hai la mamma che ti dà un tetto sopra la testa e un piatto di pasta, altrimenti dovresti affrontare il fatto che se continui così nessuno ti darà mai più un lavoro? non hai nessun titolo di studio e nessuna competenza, le uniche tue risorse sono che sei italiano e che sei giovane, ma tra poco nemmeno questo ti aiuterà a trovare lavoro, e allora che farai?”

” a me piacerebbe fare quei lavori dove tu compri un libro a 100€ e poi lo rivendi a 300, hai presente?”

“sì, ma in quel caso è un esperto di libri antichi che scova su una bancarella un libro usato che costa 2 € ma ne vale 1000, tu hai competenze del genere?”

“no, ma c’è sempre qualcosa che posso vendere….”

la conversazione è durata un’ora ma più o meno il succo è questo

e io ho realizzato che se pensavo di dover affrontare un paio di rogne subito al lunedì mattina, queste sono passate subito di importanza perchè dovevo ricominciare con i colloqui di lavoro, con sommo gaudio

dai, parlatemi ancora della disoccupazione giovanile e dei sussidi, qui in Veneto l’unica cosa che manca sono i calci nel culo a chi non ha voglia di lavorare

ho fissato tre colloqui per domani, solo dalla telefonata so già che mi verrà da piangere ma cerchiamo di essere ottimisti

il lavoro che odio di più al mondo

quando devo farlo, il resto dell’ufficio ridacchia sapendo che si farà grasse risate, io so che la sfilata di casi umani mi ridurrà in cenere l’ottimismo nei confronti del genere umano: de ricominciare con i colloqui di lavoro

per una serie di motivi non voglio più rivolgermi alle agenzie interinali, e quindi, se togliamo qualche sporadico passaparola, quando ho bisogno di personale mi rivolgo al centro per l’impiego

ora, al di là di ogni retorica e so benissimo che questo vale solo per gli operai, perchè per altre categorie la situazione è completamente diversa, ma so già che mi troverò a lottare con delle persone che faranno di tutto per non farsi assumere

di 15 nomi che mi forniscono al centro 6/7 risultano inesistenti;…..ora, se io sto dando i miei dati per avere una naspi o un reddito di cittadinanza, vuoi che non posso almeno controllare che il numero di cellulare sia davvero esistente? mah

degli altri 5/6 risultano sempre liberi, a qualunque ora. Suona libero e nessuno prende la chiamata, per parecchi giorni. mah

un paio ti dicono che lavorano già, ovviamente in nero: sussidio più stipendio in nero, favoloso

2/3 sono disponibili al colloquio, e qui si apre la sfilata di casi umani

c’è quello che scende dall’auto in ciabatte, pantaloncini del costume e petto nudo: ha uno straccio in mano e quando ha attraversato il piazzale si infila ed è una maglietta sudicia. Entra senza mascherina e non vuole mettersela per il colloquio: glielo faccio in piazzale, in 2 minuti. Chiude dicendo : mi raccomando è, che ho bisogno di lavorare!

c’è quello che arriva con due ore si ritardo, si scusa dicendo che l’appuntamento era troppo presto (alle 9.00 e me lo ha chiesto lui…) e mi dice che alla notte gli piace far tardi e la mattina non riesce a svegliarsi….lo sai che noi cominciamo alle 7.00 vero? arriverò direttamente al lavoro senza passare per casa a dormire allora. oh certamente!

c’è quello che sembra normale, gli faccio un lungo colloquio e più parliamo e più mi congratulo da sola, lo porto a vedere l’azienda e gli faccio conoscere i colleghi, al momento di chiedergli i documenti mi dice che alla mattina ha cominciato un lavoro da un’altra parte. vaffan…

perchè è stato licenziato dal suo ultimo lavoro?

perchè ho preso a botte il mio titolare/capofficina/ collega di macchina….

perchè ha cambiato così tanti lavori in pochi anni?

perchè dopo un po’ mi stufo e allora me ne sto a casa e mi licenziano perchè non mi presento più

avete la mensa aziendale?

no, ma vedo che abita….a 600 metri dall’azienda, perchè chiede della mensa aziendale?

perchè se non l’avete io non voglio essere assunto

vedo che è stato in disoccupazione per molto tempo, ora vuole lavorare?

no, non ne ho nessuna voglia, ma mia moglie mi ha detto che se non venivo a fare nemmeno questo colloquio mi sbatteva fuori di casa

lei capisce l’italiano parlato?

io devo lavorare, bisogno, moglie, figli…

si, immagino, ma lei comprende l’italiano parlato?

io devo lavorare, bisogno, moglie, figli…

potrei andare avanti per ore, ma sono troppo depressa per farlo

dall’inferno al paradiso in 40 minuti

anche quest’anno abbiamo fatto una cosa intelligente; abbiamo portato il camper nelle montagne vicino a casa, e lo abbiamo lasciato lì per giugno e luglio

come ogni anno mio marito ha opposto la solita polemica sul fatto che poi il camper è inchiodato lì e non possiamo andare da altre parti, a cui ho risposto come al solito che in questo periodo il mondo straripa di camper alla ricerca di un posto, e non possiamo ogni fine settimana avere l’incertezza su dove andare

insomma, dopo molte discussioni lo abbiamo portato in un micro campeggio in mezzo al nulla: un ristorante, una chiesa, un alimentari che dai prezzi che ha credo pensi di essere un gioielliere, e animali, di tutti i tipi che scorrazzano per il campeggio: mucche asini cavalli cani galli e galline, gatti e chissà cosa altro che non vediamo

la faccenda è che mio marito ha scoperto che se partiamo alle 19.00, con 35° e afa da impazzire, dopo 40 minuti può sedersi fuori dal camper con una birra in mano e il maglioncino a 18° e così basta, non ce ne è per nessuno, si va su ogni sera.

si arriva, scaldo la cena ( un po’ di zuppa calda e formaggio!) e poi si legge, si ascolta musica oppure si stira, come ieri sera. a letto presto, sotto il piumino perchè la notte si arriva a 8°. La sveglia suona alle 6.00. Mi vesto velocemente e si riparte, perchè mio marito vuole essere in azienda almeno un’ora prima dell’arrivo dei dipendenti

io arrivo a casa alle 7.00, mi infilo le scarpe da ginnastica e le cuffie ( e mi tolgo il pile!) e parto per i miei 45 minuti di camminata.

tutto meraviglioso, tutto stupendo, levataccia a parte, ma….

da ieri i dipendenti hanno chiesto di anticipare l’orario di ingresso alle 7, per sfruttare le ore più fresche.

non ce la posso fare a svegliarmi alle 5……

che strada devo fare?

nel lavoro cerco di essere sempre paziente, equilibrata, gentile e sorridente, non perchè io lo sia veramente, ma di isterico basta mio marito.

ma c’è una cosa che mi fa andare fuori dai gangheri, e sono capace di urlare come una pazza; quelli che devono venire in azienda e chiamano cento volte per farsi dire la strada. Camionisti, rappresentanti, persone che devono fare un colloquio; sono 3 categorie che sono capaci di tenere al telefono noi dell’ufficio a volte per ore nella speranza di farli arrivare

ma è possibile non avere un navigatore, nemmeno nel telefono? Ma è possibile che se prendo un appuntamento per lavoro non mi guardo la sera prima dove si trova l’azienda?

non so dove mi trovo, mi dice come arrivare da voi?

ma devo capire dove si trova….mi dica cosa vede intorno, una fabbrica, il nome di un paese…

campi

questo è l’esempio di alcune conversazioni

il meglio però sono i camionisti, che guidano un bilico, chiamano e dicono; sono all’uscita dell’autostrada, (40 km da qui) che strada devo fare?

ieri mi è partito un embolo con un autista, che ha tenuto impegnato la mia collaboratrice per una buona ora, ma lui è riuscito a perdersi in mezzo ai paesi con un bilico, si è incastrato in viuzze allucinanti, e ha dato poi la colpa alla ragazza. Quando è arrivato ha detto: ho perso un sacco di tempo per colpa della deficiente che mi ha dato indicazioni sbagliate….volevo mettergli le mani addosso

e quelli che devono fare un colloquio, che chiamano un quarto d’ora dopo dell’orario che dovevano arrivare e io passo mezz’ora a spiegargli come fare, manco avessimo l’azienda nel deserto dei tartari e dovessimo orientarci con le stelle; mio marito dice di utilizzarlo come test d’ingresso, se non riescono nemmeno ad arrivare qui non gli sembra il caso di prenderli a lavorare

se una parte del tempo che la gente passa a farsi i cavoli degli altri su facebook , la usasse per imparare ad usare gli strumenti che ci sono nel telefono …..

ti abbiamo voluto un bene immenso

venerdì sera è venuta la veterinaria per addormentare per sempre Lagherta, la cagnona presa 8 mesi fa al Sentiero di Ares, in friuli; era un pastore tedesco di almeno 10 anni, con un passato di maltrattamenti in montagna, senza cibo, ne’ riparo, bastonate quotidiane

è entrata a far parte della nostra vita in punta di piedi, cercando di non disturbare e di farsi notare il meno possibile; probabilmente non sapeva nemmeno che potesse esistere posticini così morbidi e caldi per dormire, pappa buona con regolarità e coccole a non finire

è diventata subito un’amante dei viaggi in camper, probabilmente pensava che fosse una scatola magica, ogni volta che ci fermavamo era in un posto bellissimo, mare montagna o in riva a un fiume

amava fare passeggiate in spiaggia ma ancora di più fermarsi sulla sabbia a farsi coccolare da noi

mio marito che non ha mai troppo amato gli animali di casa, aveva finito col farla dormire in camera (in camera!!!!) e spesso lo trovavo seduto per terra a farle le coccole e a raccontarle la giornata; lei dopo un po’ sbuffava e questo ci faceva ridere tantissimo, sembrava proprio dirgli ; dacci un taglio, non se ne può più

ma il tumore che era stato usato come scusa per portarla via dove era maltrattata, alla fine non l’ha salvata perchè è tornato a febbraio; corsa in clinica nel cuore della notte e del lock down per sentirci dire che non c’era nulla da fare

ma lei si è ripresa, sono diventata precisa con le medicine (io che sono una cialtrona con le mie…) e piano piano aveva superato la crisi ; ha una soglia altissima del dolore, diceva la veterinaria, altrimenti non si spiega come faccia a camminare ancora

ma la settimana scorsa ci siamo resi conto che eravamo arrivati al capolinea; un altro tentativo da parte della veterinaria ma poi ho deciso, finisce qui

solo chi ha avuto un animale comprende quanto sia devastante prendere accordi col veterinario per l’ora, cercare i sacchi neri dove metterla, chiamare l’inceneritore; ho vomitato per due giorni di seguito e quando non c’era più nulla nello stomaco, bile amarissima

l’ultima notte l’ha fatta in piedi mio marito, lei voleva dormire in terrazza e lui non voleva chiuderla fuori; si è preso un cuscino e una coperta e ha dormito con lei, lui che per i figli non ha mai perso un’ora di sonno

poi la fatica di togliere tutto, le ciotole, le medicine, le crocchette, i giochi, le coperte, il guinzaglio.

peccato non credere alla storia del ponte, mi piacerebbe tanto sapere che un giorno rivedrò tutti gli animali a cui ho dovuto dire addio

ma guarda un po’ chi c’è

la settimana scorsa sono andata a fare, finalmente!, il vaccino

sto aspettando pazientemente il mio turno e una persona acchiappa il mio sguardo; si è un po’ camuffata i capelli, lei di solito li porta sciolti e lunghissimi, e ha un bel paio di occhialoni neri, ma la conosco da una vita e la riconoscerei dovunque

capisco perchè ha fatto 35 km per venire a vaccinarsi, su facebook impazza come una nota no-vax

probabilmente ha pensato che vaccinandosi qui, io potevo essere l’unica a riconoscerla, ma vuoi che sia così sfigata di trovarci proprio quella fetente della Emily con cui mi sono azzuffata qualche giorno fa?

ehhhh già, una sfiga nera

a fine mese c’è la seconda dose, la tentazione di scattarle una foto è grande. Lo so, è vietatissimo, la privacy, l’etica eccccccccc……….. ma è possibile essere così paraculi? per parafrasare, tutti no vax col culo degli altri

stai rileggendo outlander??

la situazione in azienda si fa sempre più critica; mi sembra chiaro che ormai mio marito non è più lucido, dorme poco e malissimo e non riesce più a vedere come venirne fuori

dopo la mazzata del covid ci si è aggiunta quella del rialzo delle materie prime, in 40 anni di attività non si era mai visto un aumento così vertiginoso, praticamente in meno di 6 mesi è aumentato del 150%, con delle conseguenze allucinanti sull’approvvigionamento, sui conti aziendali e sul prezzo finale al cliente

in pratica passo il mio tempo a mendicare materia prima e a svenire quando sento la quotazione; ogni volta dico che non è possibile comprare a questa cifra e poi puntualmente vado a Canossa e li imploro di consegnare velocemente; i prezzi prima di questa situazione avevano valore per 10 giorni (ma si arrivava tranquillamente al mese), ora hanno valore in 24 ore, spesso anche meno

non si può licenziare ma obbiettivamente non c’è lavoro per tutti, ma non puoi lasciare a casa in cassa integrazione sempre gli stessi; ma quelli che sono a casa sono quelli che non sanno fare nulla, dopo un anno, o due, ancora non hanno imparato nulla. Non importa, bisogna fare la rotazione e così si deve far stare a casa quelli che sanno e rimettere al lavoro quelli che non sanno, che sbagliano in continuazione su una materia prima alle stelle e contata come l’oro

nessun aiuto dallo stato, d’altra parte quando lasci il compito alle banche mi sembra evidente che i soldi non arriveranno mai

in questa situazione, come dicevo, mio marito sta letteralmente implodendo: è stanchissimo, sfiduciato, continua a guardare ossessivamente video di gente che ha preso il camper o l’auto ed è sparita in bolivia….passa da un atteggiamento positivo della serie : andrà tutto bene! ce la faremo! siamo stati tante volte nei casini!! a dire che non se ne può più, che gli piacerebbe scomparire, che non è vita questa, che non vuole più stare così

e io?

io sembro un’oca giuliva, nel senso che sorrido sempre e cerco di vedere soluzioni, io cerco di mantenere la calma anche quando in una giornata arrivano 4 o 5 notizie tremende, anche quando i problemi sembrano aver trovato solo noi per capitare. Io dico sempre dividiamo i problemi, uno alla volta li risolviamo, cerchiamo soluzioni, adesso mangia ci pensi dopo, adesso dormi ci pensi domani

ma ho ricominciato a leggere Outlander (siamo a quota 18 volte? mah, e sono 15 libri…) perchè è l’unica cosa che mi permette di assentarmi da questo mondo e riposare la mente, ma questo lo sanno, o l’hanno capito, davvero poche persone

ieri mi chiama un’amica, una carissima amica, mi chiede se possiamo fare due chiacchiere e io le dico sì, stavo leggendo.

che leggi di bello?

outlander…

ok ho capito, domani ci vediamo e mi racconti, mi sa che sei vicina a dare di matto…..