è arrivato il babbo natale dei mici

ci prendiamo cura degli animali senza sovvenzioni, contributi o associazioni alle spalle; questo ci permette molta libertà ma spesso ci troviamo a pagare conti stratosferici di veterinario, pappe e medicinali
ogni tanto facciamo delle miciopizze, invitiamo un bel po’ di sostenitori, persone che abbiamo aiutato oppure a cui abbiamo affidato un gatto, e così ci finanziamo.
Ma con la storia del covid questo non è stato possibile e i conti si accumulano; ci mancava solo un’epidemia di parvo per metterci in ginocchio, i conti della clinica ormai alle stelle
ieri sento il vocale di una volontaria e mi dice che verso sera arriverà una persona; non riesco a capire cosa viene a fare, forse è una che vuole adottare un gatto, oppure una che ha un problema. Non so, ci sono troppe cose che si accavallano, dico di si e buonanotte
ieri sera arriva una signora, e ha con se’ tre scatoloni di cibo, secco e umido, sabbia e medicinali…sono basita, la guardo senza capire
lei mi dice che vorrebbe fare di più, ma suo marito è allergico e allora ogni volta che fa la spesa compra il cibo come se avesse un gatto, quando va in farmacia prende medicinali e quando ne ha accumulato un po’ li consegna a una volontaria
io sono basita
in un mondo dove tutti chiedono, lei da.
mi dice che in realtà non è difficile, basta prendere una cosa ad ogni spesa: io lo trovo un gesto incredibile

va in scena il delirio per il compleanno di perfida suocera

non abbiamo mai avuto molti contatti con i parenti di mio marito, sia perchè mia suocera è una persona (mamma e nonna) assolutamente anafettiva ed avida, sia perchè i fratelli e sorella di mio marito sono, nella migliore delle ipotesi, delle sciagurate sanguisughe (per tacer del fatto che sono stupide, fannulloni, pieni di boria o con gravi problemi di ogni genere – droga, alcool, psichiatrici-)
ma stamattina, sorpresa! una bella chat di gruppo per organizzare gli 80 anni di perfida suocera

per cominciare bene figlia grande dice che non può esserci e ha una scusa validissima; deve fare da testimone e interprete per un’amica sudafricana che si sposa e non sa l’italiano, diretta skype con i parenti compresi
figlio piccolo dice subito che a lui non gliene frega nulla e non viene

ohmmmmm
ma la chat dei parenti si rivela una babele da scompisciarci, ne segue una parallela nel nostro guuppo famiglia e una separata tra me e mia figlia

ma the winner is….siamo tutti congiunti!

allora a sto compleanno sono invitati i miei cognati, con i rispettivi figli e morosi/e dei figli…teniamo conto che io non vedo nessuno da almeno un paio d’anni e che i morosi non li conosco, e una nipote ha invitato anche i genitori del moroso
la stessa nipote dice che non possiamo invitare l’unica parente in vita di mia suocera (una cara cugina con cui hanno sempre avuto rapporti) perchè dobbiamo invitare solo i parenti intimi…e i genitori del tuo moroso cosa c’entrano?

ma la chat si è fatta delirante quando io ho chiesto di informarci in quanti possiamo stare in ristorante, e mia nipote mi dice candidamente: ” ma zia siamo tutti congiunti, possiamo stare tutti insieme!!!” e ovviamente il resto dei parenti concorda.
in quel momento mi arriva un ws di figlia grande; “mamma ti prego trattieniti, non replicare, non vale la pena!!” , mio figlio passa per il mio ufficio e dice. “mamma non replicare, è inutili farli ragionare, secondo questo principio l’Italia è tutta fatta di congiunti, per la nota proprietà transitiva!!!”
io taccio, ma i figli non hanno tenuto conto del cane sciolto del loro padre, che già vorrebbe far tutto fuorchè una cena con i suoi parenti e così scrive: “ però io vi avverto, ho il covid, posso venire lo stesso? e non sapevo di essere congiunto ai parenti del tuo ragazzo, cara nipote, sono anche dentro al testamento?”

ho detto ai figli, vi preoccupavate tanto di me, e non avete tenuto conto di vostro padre…

casa mia dove mi pare

durante la chiusura nei gruppi di camperisti un’unica domanda continuava a riproporsi: quando potremo uscire col camper?
io tentavo di dire che se non lo sa manco il governo, che senso ha chiedere dentro a un gruppo di facebook, ma era troppo bello lamentarsi per smettere, e così quando hanno dato il via, gente che usa il camper per 10 giorni l’anno si è tuffata fuori dai rimessaggi per occupare parcheggi e spazi all’aperto
io ho intuito subito che quest’estate sarebbe stata problematica per due come noi che decidiamo all’ultimo minuto dove andare anche nelle vacanze lunghe, figurarsi se prenotiamo dove andare il sabato e domenica…così mi è venuta l’idea di prenotare nuovamente in quel micro campeggio che c’è vicino a cima grappa, per tutto giugno e luglio
che favola….partiamo da casa in macchina con 32° e nel giro di mezz’ora la temperatura comincia a scendere e al nostro arrivo di solito è sui 12°…il nostro camper ci aspetta, il tempo di mettere dentro le cose del frigo e basta, siamo a casa
li dormiamo con i piumoni e a casa con l’aria condizionata accesa
“marito, una mia amica mi chiede i pro e contro del camper, tu che ne dici?”
“pro, che è casa mia dove mi pare, contro…che non è ancora la mia casa”

sintetico, ma ci siamo capiti

micetto, hai fatto bingo!

ieri notte mi chiama Figlio Piccolo
suo padre fa una sincope, ma quando sente parlare di gatti ci manda entrambi cordialmente al diavolo
“mamma senti, abbiamo trovato un micetto rosso dolcissimo, cosa faccio?”
“sei sicuro che non sia di qualcuno? chiedi in giro”
“ho chiesto, mi dicono che sono giorni che gira. Mentre eravamo qui a rischiato di morire tre volte (…..!!!!), e i miei amici dicono che se lo portano a casa la madre li mette fuori a dormire. cosa faccio?”
“portamelo a casa, preparo tutto”
all’una di notte arriva mio figlio col suo eterno amico, hanno in braccio uno scricciolino rosso che si butta sulla ciotola d’acqua e poi sul cibo; è un trattorino di fusa e felicità.
io lo abbraccio e gli do il mio solito benevenuto (stai tranquillo sei al sicuro, non avrai mai più fame, ne’ sete, ne’ paura, ti troverò una bella famiglia che ti amerà tantissimo), ma mio figlio mi interrompe e mi dice: “tranquilla mamma, gli ho già detto che ha fatto bingo!!

io e mio figlio passiamo tutto il nostro tempo a irritarci e darci sui nervi, l’unico posto dove siamo in pace è quando ci occupiamo di animali

stamattina è stato spulciato e sverminato, poco fa è passata l’altra volontaria per pulirgli le orecchie, e probabilmente stasera va in adozione, anche perchè ne hanno appena catturati 6 e devo liberare lo stallo.
non si finisce mai….

un incubo che sa di sensi di colpa

“quindi torno a casa e mio figlio mi viene incontro sconvolto e mi dice che ha ucciso questa ragazza: io guardo e vedo il corpo di una donna riversa nel letto. Non mi ricordo bene, ma devo avergli detto di andare a dormire, che ci pensavo io. L’unico mio pensiero è fare in modo che lui non sia condannato per questo, la mia mente pensa solo a come toglierlo dai guai.
poi mi sveglio di sopprassalto e dopo poco capisco che era tutto un sogno, ma non riesco a riprendere a dormire e continuo a farmi domande: perchè nel sogno non ho controllato come stava la ragazza? perchè non ho chiamato subito la polizia? perchè il mio unico pensiero era di togliere la responsabilità a mio figlio? e se quella ragazza fosse stata una delle mie figlie,avrei voluto che fosse stata considerata così? continuavo a pensarci ed ero sconvolta del mio comportamento.
dai, Emily smettila di ridere, lo so che è un sogno e che non è razionale, ma ero profondamente turbata da questo incubo, poi ho avuto un’illuminazione
prima di uscire stasera, ho avuto una discussione con mio figlio: è uscito dalla camera ed è arrivata fino in camera mia una zaffata di marijuana, che sarò vecchia e bacucca ma l’odore lo riconosco ancora e l’ho fermato dicendo che se lo sento io l’odore lo sente anche un qualsiasi poliziotto che lo ferma. C’è il sequestro della patente e innumerevoli casini, per non parlare se per caso fa del male a qualcuno. Lui ha riso delle mie preoccupazioni e mi ha chiamato “bigotta”
sono allibita. cosa c’entra essere bigotte? ma la sensazione di non aver fatto abbastanza mi deve aver caricato di sensi di colpa, per quello ho fatto questo incubo tremendo. Non dirmi di parlarne con suo padre che come al solito lui i problemi li scansa, cosa posso fare per fargli capire cosa rischia? ha 24 anni, lavora, si mantiene, non da problemi, non posso togliergli il cellulare come quando prendeva 4 in latino, ma cosa posso fare?
non sono più riuscita a prendere sonno, mi sento responsabile per quello che fa, Emily è inutile che mi dici che non lo sono, sono sua madre e mi sentirò sempre così
dimmi qualcosa di sensato”
ah signore, non finirà mai il senso di colpa dei genitori per i figli

ciao prof, conoscerti è stato speciale

Nella vita di un adolescente capita di avere la fortuna di trovare un adulto speciale, di quelli che ti aiutano ad uscire dal periodo più complicato della vita.
A volte è un amico, o un religioso oppure un parente, qualche volta un educatore
Io e le altre ex alunne della ex istituto magistrale abbiamo avuto questa fortuna quando in classe è entrato un professore di lettere molto speciale
L’abbiamo fatto arrabbiare, ma anche ridere, lo abbiamo esasperato ma anche gli abbiamo dato tante soddisfazioni; lui ci ha insegnato ad apprezzare la letteratura, a capire gli autori, ad esprimere i nostri sentimenti in una forma scritta coerente e corretta
Durante l’ultimo anno il professore ci ha convinto a portare in scena alcune parti di opere; scenografie, musiche e copioni da mandare a memoria, per una unica rappresentazione memorabile
Ma siamo state doppiamente fortunate quando, a distanza di 30 anni, il prof. ci ha contattate e ci ha riunite tutte per una cena: noi ci eravamo perse di vista, e ritrovarci è stato bellissimo. Mariti, figli, lavoro…tante cose da raccontare e da condividere, ma il prof. aveva in mente di farci una proposta incredibile: rimettere in scena una parte di quello spettacolo di trent’anni prima
E’ stato un periodo esaltante; prove su prove, (la memoria non era più quella di un tempo!) spesso il professore ci guardava sconsolato, soprattutto quando scoppiavamo a ridere nel bel mezzo di una scena; questa esperienza ci aveva fatto ritornare adolescenti e ci siamo divertite tantissimo
Il professore si agitava quando non sapevamo la parte, ma rideva insieme a noi quando succedeva di tutto durante le prove; in quel periodo abbiamo avuto modo di parlare con lui della nostra vita, delle nostre scelte, del nostro futuro e in quei frangenti lui tornava ad essere l’adulto speciale di cui avevamo ancora bisogno
Dopo la prima esperienza sono arrivate altre recite, per un periodo di 4 anni; anni speciali e importanti per tutte noi e per il professore.
L’amicizia ritrovata tra di noi e la presenza confortante del professore nelle nostre vite è stato un bellissimo regalo che ci ha fatto la vita
Un mese fa il professore è venuto a mancare; un dolore terribile per i suoi cari e per noi, le “sue ragazze del teatro”, ma la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza unica e importante ci consola e ci aiuta; ricordarlo e parlare di lui ci darà sempre tanta gioia e nessuno esce dalla tua vita se il suo ricordo rimane vivo nel nostro cuore

ma se ci sono arrivata io….

una delle tante cose che sono capitate in questa quarantena è stata la scomparsa del nostro gattone Red.
a differenza degli altri, che escono in giardino e in strada, lui vive terrorizzato da tutto.
io gli dico spesso che la felicità è oltre la sua paura ma mi guarda con il musetto sbieco e ci manca poco che mi faccia il dito medio…per dire ci ha messo 2 anni per uscire allo scoperto quando c’era la morosa di figlio piccolo, scappa terrorizzato quando suona il campanello di casa e odia la donna delle pulizie
E’ infatti il primo giorno di ritorno al lavoro della signora delle pulizie, probabilmente agitato dalla profusione di uso dell’aspirapolvere, è scappato fuori in giardino e ne abbiamo perse le tracce
un’agitazione assurda ha preso tutti, perchè è come se si fosse perso un bimbo di 5 anni; e così figlio piccolo ha cominciato a fare delle ronde in giro per il quartiere, figlia grande ad allertare facebook, ma del gatto nessuna traccia.
insomma avevo un piede rotto che mi faceva un male cane, in balia di mio marito e mio figlio, senza nessun aiuto esterno, il cane ammalato che dovevo sopprimere, la figlia lontana, ogni tanto degli eczemi pruriginosi mi facevano andare ai pazzi e comunque mio marito era abbondantemente oltre la pazzia, perchè durante la quarantena non ha mai dormito una notte intera, agitatissimo per la situazione economica
insomma in questo contesto una sera sento il battito che accelera, lo misuro dall’orologio e vedo che ho 170 battiti…provo a mettermi tranquilla ma non si calma, insomma per farla breve corsa al pronto soccorso
mi fanno le cose di routine, tra l’altro 20 gocce di benzodiazepine (ho dormito da dio tutta la notte!!!) e non c’è nulla che non va
sono rimasta li un paio d’ore e ho potuto osservare il lavoro di medici e infermieri; bardati con doppi guanti, mascherine, visiera di plastica, sovrascarpe…poi uno telefona, poi passa la cornetta all’altro, che poi la passa a un terzo. Nessuno disinfetta il telefono, nessuno si protegge l’orecchio…e questo è successo un bel po’ di volte.
ma possibile che nessuno ci abbia pensato?
ah. siamo tornati a notte fonda, e il gatto era sotto al camper che piangeva…prima gioia del mese

sembra passato un secolo

stasera scrivo da qui, nella scrivania della camera di mia figlia, dove ho stabilito il mio angolo di lavoro.
è passato un mese e mezzo da quando ci hanno chiuso l’azienda, ma sembra passato un secolo, forse perchè sono cambiate tantissime cose.
Il piede sta meglio, non benissimo perchè è ancora molto gonfio e di camminare senza stampelle non se ne parla, ma grazie ad un fisioterapista figo come pochi al mondo, sono di nuovo ottimista. Mi ha detto che la ripresa è lenta perchè in periodi normali mi avrebbero operato subito, quindi non averlo fatto ha allungato tantissimo i tempi di ripresa…grazie!
il lavoro è ripreso, ma non per me che sono in malattia, anche se mio marito reclama a gran voce “di uscire dal mio mondo dorato (!!!!) e di tornare ad essere d’aiuto in un periodo incasinato come questo.
e così mi sono fatta portare il collegamento col mio pc dell’ufficio e cerco di essere utile, ma la concentrazione è faticosa, mi domando come hanno fatto le mie sorelle e le migliaia di persone che hanno lavorato da casa in questi mesi, magari con bambini che si pestano a 3 metri dal pc…
è stato un periodo denso di cose tristi, come la morte del mio cane; decidere di sopprimere il tuo animale è un gesto immenso d’amore che dà un dolore assurdo, solo chi c’è passato può capire, non dico altro perchè ci sto ancora male
è mancato il prof che ci ha fatto ritrovare noi ex alunne delle superiori e ci ha fatto portare in scena la commedia della maturità, coinvolgendo anche mia figlia…terribile non poterlo salutare, ma averlo avuto nella mia vita è stato un regalo immenso
poi in mezzo c’è stato il mio compleanno, e per la prima volta mio marito ha ascoltato ed ESAUDITO le mie richieste: erano cose anche abbastanza semplici, ma chi lo conosce bene lo dava perdente 1 a 10. Un dolce e straffogarmi di sushi…e così è stato, sono ancora meravigliata
ho battuto il record di giorni senza vedere mia figlia, record detenuto dal periodo in California di 80 giorni; appena aprono i confini veneto-trentino, mi precipito su e la stritolo per benino

e per fortuna che negli affetti stabili c’è la morosa di figlio piccolo che è parrucchiera, così ora sfoggio un colore ben fatto (l’ultimo fai da te era venuto arancione…) e un taglio strepitoso!

la cassaintegrazione più veloce del west

i giorni che hanno preceduto il fermo obbligato dell’azienda sono stati tremendi; mi sentivo in un vortice folle dove arrivavo a sera distrutta, ma c’erano una montagna di cose da fare che non riuscivo a completare e quando il martedi abbiamo deciso di chiudere tutto non mi sembrava neanche vero.
Immaginavo intere giornate dedicate a sistemare casa, cucinare tranquilla, fare il cambio di stagione, svuotare il camper, curare i gatti in stallo, piantare e sistemare il giardino.
E’ con questi buoni propositi che mercoledi mi sono svegliata di ottimo umore, non vedevo l’ora di cominciare
ma il frigorifero ha perso dell’acqua e io ci sono scivolata dentro; ho sentito subito il lugubre suono del piede che si rompeva e ho realizzato immediatamente che era in un gran casino
pronto soccorso, raggi, gesso , maalleolo peroneale rotto
quindi sono uscita il giorno stesso dalla cassaintegrazione per entrare in infortunio
30 giorni di immobilità, punture di eparina e completa dipendenza da mio marito e mio figlio, visto che non potevo contare su nessun altro.
ho passato dei giorni tristissimi, non facevo altro che piangere; il male al piede era terribile, il male era costante e non mi dava pace. Mio marito si è stufato subito di farmi da badante, figlio piccolo non pervenuto….
qualsiasi cosa, anche la più ovvia, doveva passare su una richiesta ripetuta 100 volte, e intanto la casa precipitava nel caos e nel disordine
e così è passata una settimana, poi ho cominciato a chiedere aiuto ad amici fisioterapeuti, osteopati, ortopedici, e ho cominciato a stare meglio
chiacchierando con un’amica che ha già portato in scena alcune commedie scritte da lei, le è venuta un0idea: Emily, perchè non mi scrivi quello che sta succedendo? poi io la traduco in dialetto e la mettiamo in scena, che ne dici? “gamba rota, femena che sbotta” ( gamba rotta, donna che si arrabbia)

e così ho capito che questa era il mio gancio per uscire dal pozzo di autocommiserazione in cui mi ero cacciata, per tornare ad essere la solita stronza battagliera di sempre

vi terrò aggiornati su come procede la scrittura

volevo scrivere game over ma poi ho cambiato idea

ultimo giorno di lavoro anche per noi, da domani i ragazzi saranno a casa in cassaintegrazione, a quanto pare. Non si possono utilizzare le ferie, e nemmeno anticiparle come avevamo intenzione di fare; non si capisce più niente, si sa solo che domani l’azienda è chiusa
io e mio marito continueremo a venire per sbrigare l’amministrazione e le pratiche, ma in buona sostanza siamo chiusi
che periodo assurdo, le cose più normali sono diventate eccezionali.
la spesa nel grande ipermercato al paesello a fianco? niente da fare, un intero paese di 8 mila anime che si riversa su un prix che non ha previsto nulla di tutto questo e ha gli scaffali vuoti
posti di sterilizzazione presi mesi fa che vanno a buca perchè le volontarie non riescono a fare catture…fra qualche mese saremo innondate di micetti e bisognerà ricominciare tutto daccapo
adozioni ferme, non perchè manchino gatti e adottanti, anzi, ma l’impossibilità di portarli fuori paese rende la situazione assurda: un gattino sarebbe un bel diversivo per i ragazzi costretti in casa, e un cagnolino da accudire sarebbe il centro dell’attenzione di tutta la famiglia, e invece abbiamo i canili che si riempiono per gli insensati abbandoni di questi giorni e nessuna possibilità di farli adottare
l’altra notte una volontaria è andata a recuperare un cagnolino, chiuso nel giardino di in una vecchia casa senza nessuno che lo alimenti…nessuno l’ha fermata, ma ha avuto il batticuore per tutto il tempo
Mio marito è stralunato: passa dall’isteria alla ridarola, io continuo ad essere rassicurante a costo di passare per la solita incosciente: conosco il potere del panico che si autoalimenta con le parole e gli atteggiamenti isterici.
figlia grande mi assomiglia in questo: è in pena per tutti noi, per il cane che sta sempre peggio, per la nonna che non vede nessuno, per la zia che vive a Bergamo, per l’umanità che soffre…io ho talmente tanta voglia di abbracciarla che ieri sera ho agguantato figlio piccolo e me lo sono stretto forte: lui ha cercato di divincolarsi e poi ha ceduto: un mese che non esce se non per lavorare,un mese che non vede la morosa, e come dice lui, gli aspettano 10 giorni di carcere domiciliare….
chissà come sarà studiata ne libri di storia questo periodo