Botswana che??

quest’anno facciamo 30 anni di matrimonio.
come ci siamo arrivati non lo so, ma il calendario non mente. 40 anni che stiamo insieme, una vita.
in questi anni molti anniversari non li abbiamo festeggiati: o perchè stavamo litigando ferocemente, o perchè c’erano problemi economici allucinanti ad avere la priorità, o perchè semplicemente ce ne dimenticavamo, nella confusione generale
ma quest’anno ho detto: si festeggia per benino, facciamo un viaggio di quelli che fanno le persone normali, aereo e resort, voglio stare in spiaggia con un libro e un mojito in mano (magari il 16° libro di outlander, che la Gabaldon mi sta facendo penare)
“praticamente un viaggio nazionalpopolare”
“non me ne frega niente di essere banale, è il mio anniversario, lo voglio così”
“ci romperemo le balle dopo 10 minuti!
“pazienza, cercheremo di non farlo”
“ho una proposta, non vuoi sentire cosa mi piacerebbe tanto fare?”
“dai sentiamo…. non voglio sentire viaggi avventura, non voglio nemmeno pensarci al viaggio, voglio fare il pacco postale, il turista non pensante”
“allora….ho una meta che ti farà impazzire, sono sicuro che sarai felice…Botswana!”
“….amore, non so manco dove stia…mi sa di paese africano, vero?”
“Emily, la tua ignoranza in geografia è abissale, dovresti fare qualcosa. Il Botswana è una repubblica africana che è considerata la Svizzera dell’africa, guarda qui dove si trova”
“ma non ha nemmeno il mare! e che me ne frega della svizzera. non mi piace nemmeno la svizzera! poi arriva un colpo di stato e rimaniamo li per sempre, in quel posto dimenticato da dio senza nemmeno una spiaggia!”
“ma tesoro, possiamo fare i safari! ci noleggiamo una macchina con la tenda sopra, non vuoi vedere i leoni nel loro habitat naturale?”
“NON ME NE FREGA UNA BEATA CIPPA DEI LEONI VOGLIO IL MIO MOJITO ,LA MIA SPIAGGIA E IL MIO LIBRO!!!!”
“ALLORA ANDREMO IN DUE POSTI DIVERSI!!”
“MI SEMBRA UN’OTTIMA IDEA!!!!!”

ah, meraviglioso come viaggio di anniversario di nozze, ognuno per conto suo

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ho visto un tutorial su iutubbe

mia madre è figlia di sarta ma non sa, o non vuole, nemmeno attaccare un bottone
l’unica cosa che ha sempre fatto con passione con la macchina da cucire sono i costumi da carnevale.
quando ero ragazza le feste di carnevale a casa mia erano famose, e con la compagnia non mancava mai di fare la domenica a venezia tutti in costume
i vestiti erano pensati con mesi di anticipo perchè erano divertenti e complicati: io e mia sorella ci siamo vestite da caramella golia e bacio perugina, da bottiglia e tralcio d’uva (gli acini fatti tutti con palloncini viola e rossi…) da spazzolino e dentifricio e molti altri
mio marito no, ha sempre odiato il carnevale
è rimasta famosa quella volta che ho visto entrare una provocante donna vestita con una parrucca e pelliccia rossa…ho pensato: chi ha invitato quella tr*** alla mia festa? era mio marito, all’epoca moroso, che in un colpa di follia aveva deciso di vestirsi quell’unica volta, e lo aveva fatto benissimo, era irriconoscibile.

un mese fa siamo in compagnia di un gruppo di camperisti che ogni anno allestisce un carro mascherato a tema e poi tutti si vestono di conseguenza: quest’anno il tema è antichi romani.
sinceramente non so come ci siamo trovati a far parte del gruppo: mio marito dice che ho detto io di si, io continuo a dirgli che mai e poi mani avrei accettato, visto che so che odia vestirsi in maschera. ma alla fine ci siamo trovati coinvolti e nessuno dei due ha il coraggio di dire che in realtà non ne abbiamo voglia e quindi ho chiesto aiuto a mia madre

apriti cielo”!!!! un milione di scuse per non farmi sto vestito che in realtà è una tunica bianca con un mantello rosso, roba che se mi ci metto con la graffettatrice me lo faccio anche da sola
una settimana di discussioni e alla fine, quando ho cominciato a chiedere aiuto in giro lei mi chiama emi dice: “ok ho capito cme fare, vai a comprare la stoffa”
“ma come mai hai cambiato idea?”
“perchè finalmente ho capito come fare”
“ti è apparsa la nonna in sogno e ti ha dato la divina illuminazione”
“no, ho visto un tutorial su iutubbe”
ah benon…quasi 80 anni, 60 anni che fa vestiti e adesso le informazioni le trova su internet.

io? io mi indignavo su facebook

mi ricordo perfettamente quando ho smesso di avere fiducia negli adulti: avevo circa 7 anni e ho cominciato a leggere tutto quello che trovavo sull’olocausto. Sono partita con Anna Frank e mi sono fermata a 45 anni, quando ho pensato di aver letto tutto sull’argomento.
ho cominciato a ragionare che in periodo di guerra le persone di religione ebraica venivano deportate anche grazie all’indifferenza delle persone di religione cristiana, se non proprio con il loro aiuto
mi ricordo quando chiesi a mia nonna, la mia adorata nonna, cosa aveva fatto lei in quel periodo, quanti ne aveva nascosti, che proteste aveva fatto.
prima cercò di essere vaga, di parlare d’altro, ma con l’indole del pitt bull che mi ha sempre contraddistinto quando voglio qualcosa io ho continuato e alla fine lei ha sbottato: “era normale non fare niente! era pericoloso indignarsi, aiutare poi!! si rischiava la vita e il nonno faceva affari col regime, non potevamo fare niente!all’inizio pensi che siano episodi sporadici, e quando diventa normale è troppo tardi per fare qualcosa”
“ma tu sapevi che andavano a morire…”
“Emily, tu non puoi capire, non sempre si può fare la cosa giusta”
me le ricordo bene queste parole, e mi ricordo anche il Sacro Sdegno di cui mi ammantai per mesi.
la mia adorata nonna era una vigliacca, che altre tragedie poteva riservarmi la vita?

da quando abbiamo questo governo ci stiamo abituando sempre di più a vedere situazioni che in altri periodi ci avrebbero fatto inorridire, e soprattutto escono allo scoperto persone che fanno discorsi che in altri periodi si sarebbero vergognati anche solo di pensarli, ora sentono di avere il diritto di dire atrocità a squarciagola.
io rimango basita di fronte a certe esternazioni, non tanto dai miei amici storici, ma dalle decine di “nuovi amici” che ho acquisito grazie ai gruppi di camperisti. All’inizio accetto la loro amicizia su facebook, poi man mano smetto di seguirli per non leggere le stupidaggini di cui infarciscono il loro profilo; bufale, fake news, create ad arte per fomentare gli animi dei più semplici, di quelli che non controllano mai le fonti, che leggono solo i titoli senza andare a fondo. Sono gli stessi che condividono gli annunci di persone scomparse senza verificare che sono annunci vecchi di anni, e le persone sono tornate a casa da un pezzo, oppure che serve sangue per un bimbo moribondo, ma mai che condividano un appello per cercare casa a un peloso, quello no.

a volte penso se arriverà mai il giorno in cui mia nipote mi chiederà cosa ho fatto io per oppormi a questa situazione. io potrò rispondere che mi indignavo su facebook, che eroessa (come direbbe mia figlia)

una mamma da salvare…

ma ci mancava ancora la mamma.
quando il mostro mi ha detto che o si calmava o la batteva, non scherzava.
mi chiama la vicina di casa agitatissima perchè la mamma senza il figlio piange e il mostro la batte col bastone. allora intensifichiamo le telefonate per cercare uno stallo per questa povera cagnetta e alle 3 di notte finalmente arriva la notizia che una ragazza è disposta a prenderla, altrimenti ci rimane solo lo stallo a pagamento…mando subito ws alla ragazza di avvisare il mostro, ma quando suo marito glielo va a dire, col bastone ancora in mano gli dice: “non so se te lo do, io ci sono tanto affezionato”
respiro, grandissimo respiro. zitti, prima bisogna prendergliela
io arrivo verso sera dopo una giornata allucinante in ufficio, ma così sono bella carica nei confronti di questo pezzo di merda.
la vicina mi accoglie nel panico perchè è convinta che non me la darà mai.
“tu lascia fare a me, le dico, altrimenti uso le maniere forti” (queste situazioni tirano fuori il bulla che c’è in me)
gli suono e lui apre il cancello, io lo spalanco e la cagnina mi si butta letteralmente tra le braccia: la chiudo nel trasportino e quando il mostro arriva al cancello io sto già andando verso la mia macchina e lui grida
“volevo pensarci un po’ ancora, sa ci sono tanto affezionato…”
“ehh ha ragione ma il cucciolo piange senza mamma, lei ha fatto un’opera buona!!”
la chiudo in macchina e fine del discorso
la vicina scoppia in lacrime e mi abbraccia, ci ringrazia mille volte e mi lascia anche dei soldi per la sterilizzazione.
la porto da una signora che tiene cani in stallo e quando la tolgo dal trasportino corre impazzita dappertutto; sembra aver capito che è in salvo, ma non capisce che può ripararsi dentro la cuccia calda, continua a stare fuori sul cemento. La signora alla fine le ha messo una coperta per terra, ma di più non vuole; l’ideale sarebbe di trovarle una casa, ma per ora nulla.
domani la porto a fare dei test e poi se si può la sterilizzazione.
povera anima, 10 mesi di paura e dolcezza.

niente più fame, niente più freddo, niente più paura….e niente più botte

quando recuperiamo un micino e arriva a casa mia sporco affamato impaurito e infreddolito, la prima frase che gli dico sempre è. “stai tranquillo, fidati, adesso la tua vita cambierà. Mai più freddo, ne’ paura, ne’ fame, ti abbiamo trovato”
eh lo so che mi prendono in giro, ma secondo me capiscono benissimo che sono in salvo.
la settimana scorsa mi chiama un fornitore che cerca un cane da adottare: lo vuole femmina, cucciolo, bianco e di piccola taglia.
già a me girano quando fanno queste richieste tipo supermarket, però poi penso che l’importante è trovare casa e quindi mi turo il naso e comincio a sondare le varie volontarie.
una delle mie amiche mi dice che c’è un caso piuttosto urgente: una ragazza ci ha chiamato perchè il suo vicino ha una mamma e una figlia che picchia regolarmente, le lascia sempre fuori senza un riparo e mangiano solo pane secco
il dilemma è grande: se io recupero il cucciolo e poi sto tizio non lo vuole dove me lo metto? non posso certo riportarlo al mostro. Ne parlo in ufficio e la risposta è unanime, portala qui durante il giorno, alla sera me la porto via io, dice una mia dipendente.
e così vado a prendermela; è agghiacciante quando dico al mostro che forse la mamma piangerà senza cucciolo e lui risponde: “o si abitua o la batto”
sorrido perchè mi ha appena detto che se voglio portarmi via anche la mamma me la da, e non voglio che cambi idea, quindi prima sistemo il cucciole e poi porterò via anche la mamma
la porto in ufficio, è terrorizzata, sporca e affamata. la lavo e le do da mangiare, prendo un mio scialle di lana e le faccio la cuccia; non si muoverà mai dal suo scatolone, ci vuole tempo per capire che nessuna la picchierà più
ovviamente il tizio non la vuole, ha visto un cane da mille euro e ora questa mini pecorella non attira più, e così parte la procedura per cercare casa. nel frattempo viene adottata da tutto l’ufficio, ho delle foto bellissime che dorme sulla mia scrivania
sabato è andata dalla sua nuova famiglia, la amano già tantissimo perchè è un tesoro adorabile
giovedi sono andata a salvare anche la mamma, ma questa è un’altra storia

prima i gatti italiani!!

queste vacanze di natale le emergenze feline ci hanno dato tregua e per la prima volta dopo anni a casa non c’erano gatti in stallo.
ma ero ancora per strada quando mi chiama una delle volontarie e mi dice:
“si lo so che siamo incasinate con i nostri, ma per Natale ho preso 4 gatti spagnoli che arrivano dalle “perrere spagnole” tristemente famose per chi si occupa di volontariato con gli animali
la spagna non ha ratificato la convenzione europea dei diritti degli animali e quindi quando prende un randagio, che sia un cane o un gatto, li chiude in canili lager dove non ricevono ne’ cibo ne’ acqua. i volontari hanno un mese per trovare casa a questi animali, poi vengono soppressi.
iniezione letale? eh come no, costa, li buttano vivi negli inceneritori.
con il muso legato i cani, i guaiti danno fastidio
le volontarie spagnole fanno un lavoro immenso, ma hanno chiesto aiuto al resto d’europa
e quindi una del nostro gruppo ha fornito i dati del passaporto per fare arrivare 4 gatti: arrivano sterilizzati, vaccinati e microcippati, e con test della leucemia felina fatto, pagato tutto dalle volontarie spagnole
e così sono arrivati i nostri 4; Pepito Pablito Fernando e Bebe
Bebe non ha nemmeno 5 mesi e l’hanno già sterilizzata…. gli altri 3 sono maschi.
hanno una fame e sete del diavolo, hanno viaggiato per 36 ore in un trasportino e sono molto spaesati, ma quando ricevono le prime carezze (probabilmente della loro vita..o erano domestici e sono stati abbandonati?) si sciolgono e si fanno tutti sotto per riceverne ancora.
ora sono da me da una settimana: Fernando non è ancora uscito dal suo nascondiglio ma ci guarda incuriosito; Pepito mi preoccupa un po’ perchè nonostante sia il più bello (manto color cipria) il pelo è brutto, beve tanto e mangia pochissimo. Pablito invece è un tigrato ed è una forza della natura: è più grande dei nostri gatti e guarda il giardino dalla finestra e tenta di scappare ogni volta che apro la porta
ieri sera vado a prendere delle medicine da un’altra volontaria; suo marito è assessore dentro la giunta del paesello. leghista ovviamente (e che cosa altrimenti? siamo in veneto…), il quale, dopo aver sentito la storia di questi mici esclama:”ma che idea del cavolo, ci bruciamo tutte le adozioni per i nostri mici! prima i mici italiani!”
ussignur, ma torneremo a considerarci tutto come esseri viventi e basta?

tutto l’ufficio pensa

vacanze magnifiche in sicilia rovinate da un rientro con mio marito in pieno delirio per una stupidaggine.
la mia pazienza è esaurita e sento che è necessaria un’azione profonda di disturbo nei suoi confronti
mio marito è circondato da persone a cui paga lo stipendio, e non avendo mai lavorato da dipendente non si rende conto che, quando il tuo capo pontifica, delira o fa i suoi monologhi la tua opinione non è richiesta e tanto meno apprezzata. Per cui, qualunque sia la tua opinione in merito, non ti resta che stare in silenzio.
ecco, mio marito questo lo scambia per un assenso con la logica conclusione che pensa di avere sempre ragione
rimango solo io a dirgli quello che penso, spesso molto differente da quello che pensa lui, e con sommo suo dispetto spesso, molto spesso ci azzecco.
questo per dire che diventa sempre più difficile avere una discussione franca e paritaria, con un uomo che si crede sempre nel giusto per mancanza di opposizione.
ci vorrebbe disperatamente un amico che ogni tanto ti ride in faccia, ma sorpresa! mio marito non ha nessun amico, niente di niente
spesso nelle discussione se ne esce con questa frase: “tutto l’ufficio pensa che” ed è esattamente quello che pensa lui. Mi verrebbe da ridere se la faccenda non fosse molto pesante
devo escogitarne una delle mie, per fortuna sono intelligente, qualcosa inventerò.
Alla svelta prima che mi decida ad usare il veleno per topi che gira in azienda da qualche giorno