ci avevo messo due anni per trovare il tempo di andare dal parrucchiere….

ci avevo messo due anni per trovare il tempo di andare dal parrucchiere: ogni volta c’è qualcosa di più importante e devo rimandarlo.
di solito mi arrangio con la morosa di figlio piccolo, che sta studiando alla scuola di parrucchieri e non vede l’ora di mettere le mani su una testa vera: me li colora, me li taglia, mi fa le meches (si scrive così?)ed eravamo d’accordo che la prossima volta mi avrebbe fatto le punte blu…mia figlia è inorridita, a me invece fa sorridere l’idea che a 50 anni suonati mi coloro la testa di blu…comunque questi due litigano ogni 3×2, e così ero proprio indecente.
ho preso e disdetto l’appuntamento 3 volte, alla fine ieri sembrava che non ci fosse più motivi per rimandarlo e a mezzogiorno, pausa pranzo, dopo aver riempito il frigo di una mega insalata di riso che poi nessuno mangerà (non l’ho vista….mettigli un bindello di spedizione la prossima volta mamma!), arrivo con solo un quarto d’ora di ritardo e mi fiondo nella poltroncina.
non mi alzo da qui per niente al mondo! dico alla parrucchiera, e mi faccio mettere la tinta.
quando ha finito mi arriva una telefonata da una delle volontarie gattare del paesello
Emily hanno investito un micro micio e l’hanno portato dal veterinario, alle 14 chiude e bisogna andarlo a prendere e tenerlo a casa, in osservazione.
ohmmmmm
ok toglimi la tinta, asciugami i capelli che almeno non sgocciolo e vado
no no volevo anche tagliarli ormai sono lunghissimi…
la prossima volta, ora devo andare…
tra due anni ci pesti sopra Emily sui tuoi capelli
e così corro tre paesi più in la a prender questo scricciolino di pelo bianco e argento, una meraviglia se non fosse per il musetto tutto distrutto e le zampette che sembra non sapere dove mettere. si lamenta piano e strazia il cuore
mi piacerebbe un giorno o l’altro avere per le mani una di queste merde umane che toglie un cucciolo che ancora succhia il latte e lo lancia fuori dal finestrino dall’auto in corsa, invece di chiamare una delle tante associazioni animaliste della zona e chiedere aiuto per farlo adottare. o magari sterilizzare, no?

la calunnia è un venticello…il bullismo invece?

un giorno mi deciderò a scrivere un post come nella mia azienda siamo partiti da un gruppo di dipendenti di circa 50 anni che lavoravano da noi da 25 anni e oltre a cambiarli quasi tutti in ragazzi da 24/25 anni. in un solo anno…ne parlerò prima o poi
uno dei tanti aspetti che sta emergendo è la patetica paura dei “vecchi” rimasti di questi ragazzi che arrivano con il coltello fra i denti sapendo benissimo che il mondo gli darà solo contratti a chiamata, in nero a vaucer, e quindi ben determinati a rimanere in un posto dove gli hanno fatto subito un contratto regolare.
uno dei tanti ragazzi appena arrivati è uno del sud, molto…compatto, diciamo così.
nano, hanno subito sentenziato in officina.
le battute sono ovvie: avete messo un bambino alla macchina? mettetegli la pedana sotto! non si trovano i guanti della sua misura! (questo è vero…) e via di seguito
ma il ragazzo non si è perso d’animo e ha fatto subito capire che lui il lavoro lo conosce e sa muoversi in officina.
ehhh allora cambia tutto. perchè i pochi “vecchi” che sono rimasti si sentono minacciati e tendono a diventare molto fetenti.Passi il ragazzino che fino al mese scorso faceva il cameriore, ma uno che zitto zitto dimostra di saper fare magari meglio di loro….ehhhh no!
e così continuano a dire a mio marito che non sa far nulla, che è imbranato, lo prendono pesantemente in giro in continuazione. io ci ho parlato, ho cercato di farli ragionare, ma sono anche vigliacchi e negano tutto
ieri un episodio allucinante: il più vecchio degli operai, quello prossimo alla pensione, butta malamente il materiale che sta producendo rischiando di provocare un incidente serio al ragazzo nuovo. poi parte una filippica che lui è stanco, ha caldo, non ne può più di fare straordinari, che quello è un lavoro di merda e che è stufo di essere cronometrato, perchè lui è sempre in ritardo perchè lo facciamo lavorare col nano idiota.
mio marito lo toglie dalla macchina e lo manda a casa seduta stante.
io preparo la lettera di richiamo
mio marito prende il suo posto davanti alla macchina e con tutto quello che ha da fare si mette a lavorare.
io mi scuso con il ragazzo, gli dico che siamo mortificati e che domani gli diamo un giorno di ferie all’altro operaio per fargli riflettere sul suo atteggiamento. Lui mi risponde che non mi devo preoccupare, lui ci è abituato…..
non so davvero come fare, è veramente difficile ragionare con certe persone che credono sempre che gli spetti tutto di diritto, anche offendere gli altri.

disoccupazione? uhm…parliamone

ciao tizio, volevo chiederti se stai lavorando o sei ancora disponibile.
Tizio ha lavorato per noi 4 mesi. Ha fatto più assenze lui per malattia e permessi vari che tutto il resto dell’azienda. In 4 mesi non ha imparato nulla e non è diventato autonomo su niente.E’ stato sorpreso spesso e volentieri a fare l’idiota in officina. a fine luglio scadeva il contratto e si è messo in malattia, mi ha mandato un whatsapp alle 11 di sera di domenica dicendo che aveva mal di gola e non sarebbe venuto al lavoro, dopo che mio marito aveva passato la domenica a programmare la produzione per le ultime settimane prima delle ferie
le parole esatte non me le ricordo comunque diceva che se gli rinnovavamo il contratto sarebbe tornato altrimenti…il mal di gola sarebbe continuato.
……
gli ho detto di curarsi con molta calma. anche se eravamo pieni di lavoro e abbiamo chiuso con una settimana di ritardo
adesso siamo ritornati ed è sempre peggio, le commesse si moltiplicano e non riusciamo a consegnare tutto: lunedi ricominciano scuola gli amici di mio figlio ( cooptati a forza nei ranghi aziendali da mio figlio!!!!) e quindi la situazione diventa critica.
come al solito il problema è mio
mio marito se ne esce con una sparata, mi dice di sentire se Tizio ” è guarito” in fin dei conti gli abbiamo fatto fare tutti i corsi di sicurezza, almeno ha quelli….io sono molto, molto dubbiosa e gli mando il whatsapp che ho scritto all’inizio
risposta:
per ora non lavoro ancora purtroppo sto cercando…per ora senza grossi esiti. Se ci sono condizioni idonee a tornare se ne può parlare senza problema…però avviso già che sono predisposto a fare giornaliero o turno di mattina…e soprattutto lavorar in serenità senza essere cronometrato, senza stress e senza essere preso per incapace, quando sono una persona che si da da fare…attendo notizie
io ne avrei tanto bisogno però
risposta mia:
caro Tizio, a tutti piacerebbe lavorare in serenità e senza stress ma quelle si chiamano vacanze. grazie lo stesso buona fortuna

no dico….

modalità aereo

che rientro assurdo….quasi come la partenza. Code, traffico e caldo, tanto caldo
sono riuscita ad andare in scozia, vacanza tanto desiderata per tantissimi motivi, soprattutto per vedere le location del mio libro/sceneggiato preferito, Outlander
h visto un sacco di posti dove hanno girato e spesso mi sono commossa. Solo mio marito, che non capisce mai una mazza ha avuto l’insensatezza di chiedermi se ero delusa….probabilmente ho beccato anche il set della nuova stagione, ho fotografato tutto come una forsennata, se rivedrò quei posti nella terza stagione saprò che il mio intuito non ha sbagliato.
il tempo è stato splendido, alla faccia del freddo che doveva esserci! ho portato via persino la giacca col piumino, e abbiamo sempre usato le maniche corte
ho conosciuto una amica di blog, giovanna, che è stata carinissima e ha avuto una pazienza da santa con tutti i cambi di programma
ho rivisto una amica di vecchia data (ma dubito di considerarla un’amica….mah) che si è trasferita a Glasgow due anni fa: mi ha fatto impressione vederli inseriti in un contesto così diverso. A tratti invidia. anche loro avevano un’azienda, operai, casa, figli (tanti figli! 5) eppure un bel giorno hanno detto basta e hanno cambiato la loro vita. speriamo di non dargli ragione prima o poi.
dopo essersi svegliato alle 7 col telefono che squillava il giorno di ferragosto, con richieste assurde da parte dei clienti, mio marito ha messo il telefono in modalità aereo ed è riuscito a godersi la vacanza. quando ce vò ce vò

se perdi il telefono, chiama

questa è proprio un’estate strana: una valanga di lavoro ci ha sommersi e non riusciamo a chiudere. gli operaio sono esausti e mio marito è ormai al delirio: ogni giorno facciamo due turni e lui se li fa tutti e due.
17 ore non stop stanno avendo effetti disastrosi sul suo sistema nervoso ( e sul nostro matrimonio)
figlio piccolo è partito venerdi scorso, è passato dalla tuta blu ai bermuda ed è scappato a prendere il treno. puzzava come una discarica, compiango quelli che hanno fatto il viaggio con lui.
figlia grande parte domattina, e come al solito le sue non saranno vacanza all’insegna del mare-sbronze-discoteche, ma….
andrà con lo zaino in spalla
con i mezzi pubblici
da sola
dormendo negli ostelli
nei Balcani
……
io ho mosso qualche obiezione all’inizio, ma la conosco e so che niente l’avrebbe fermata e allora non mi è rimasto altro che andarle a comperare quelle poche cose di cui aveva bisogno e cercare di mettere dei piccoli limiti del tipo: …tesoro non mi sembra il caso di arrivare a Sarajevo alle 11 di sera ed attraversare tutta la città in cerca dell’ostello….amore mi sembra che 60 € di budget per mangiare 10 giorni sia decisamente poco, te li do io, tranquilla….certo lo so che la passport costa 3€ al giorno, ma per piacere, falla….
domattina alle 6 la porto a prendere un autobus, poi prenderà un treno e poi a Trieste un pulmann pieno di badanti che la porterà a Zagabria, e io fino al suo ritorno terrò il fiato
noi dovremo partire sabato per la Scozia, ma il condizionale è d’obbligo visto che abbiamo cambiato meta cento volte perchè in teoria, non possiamo star via due settimane.
ma l’alternativa è aprire l’azienda senza operai, visto che nessuno è disposto a fare solo una settimana ( e hanno pure ragione)
oggi a tavola parlavamo con mia figlia del suo viaggio, io le dico che se non la sento per un intero giorno cosa devo fare? chi posso chiamare?
“mamma ti do tutte le tappe del viaggio, chiama gli ostelli per sapere se sono arrivata”
“ma se non parlano nemmeno una minchiolina di inglese, in che lingua glielo chiedo?”
“mamma, tranquilla, quasi tutti parlano l’italiano”
si, come no
“e se perdi il cellulare?”
“ahh se perdi il cellulare, mi raccomando chiama!”
questa è la perla di mo marito. si, ha decisamente bisogno di vacanza
buone vacanze a tutti ( chi le fa naturalmente!)

l’estate più bella della mia vita

venerdi sera, stiamo andando su in montagna nel nostro piccolo angolo di paradiso a soli 30 minuti da casa. Siamo letteralmente cotti, io non so come faccio mio marito a guidare, a me si chiudono gli occhi e sono le 8 di sera, è stata una settimana infernale e le prossime lo saranno di più
“che estate allucinante….”
“già…..”
“ogni anno peggio”
“già…..”
“certo che il tuo contributo alla conversazione emily….”
“fammi una domanda e ti rispondo”
“dai…questa è la 36 esima estate che passiamo insieme, dai, dimmi, dal 1980 in poi quale è stata la migliore?”
“oddio che domanda….allora…dai 40 ai 50 nessuna….io al mare da sola con i ragazzi, poi il lavoro, poi il cancro e il divieto di prendere il sole, le ferie allucinanti dove tutti litigano con tutti, tu che ci trascini in viaggi interminabili……no, niente…dai 30 ai 40…ancora peggio, io da sola con i bambini al mare, tu che arrivi sabato sera allucinato e incazzato col mondo, poi le vacanze d’agosto dove i bambini litigano e tu ti incazzi e dici: ma come siete abituati? e io che faccio da punchball per tutti….no no, dai 20 ai 30…..beh dai le prime vacanze insieme….oddio a roma tutti litigavano con tutti e si sono lasciati, poi grecia e poi turchia…quanti problemi,da parigi siamo tornati una settimana prima, ti ricordi? no..no…fammi pensare dai….siiiiii l’estate dei miei 16 anni, quando a giugno ci siamo lasciati e io mi sono messa con guido, e i giri in motorino con la compagnia,….e poi sono andata in inghilterra un mese, e poi a settembre stavo con fabio in montagna…che meravigliosa vacanza mi sono divertita da pazzi, andavamo a boschi di notte e cucinavamo tutti insieme.. una settimana un giorno a volte vale una vita intera…odi et amo ….bella estate, bellissima estate, la migliore della mia vita….”
“……” beh, perchè mi guardi così?”
“su 36 estati passate insieme, tu hai trovato l’unica che non eravamo insieme e l’hai fatta diventare meravigliosa. dimmi un po’ tu…”
“ehhh cavolo, sono stanca ho parlato senza pensare….”
“le scuse stanno solo peggiorando la situazione”
ok sto zitta. ma non fare domande se le risposte potrebbero non piacerti
p.s.mi chiedete quale è stata la sua risposta: è patetica ma so che è la verità.
l’estate scorsa, che ha passato un mese e mezzo in ospedale mentre in azienda c’era il caos totale (ma siamo riusciti a fare record di fatturato non ancora eguagliato)
è tristissima questa cosa

la convinzione è un lusso che ci si può permettere quando non si è coinvolti

potevamo essere amiche, l’unica amica che avrei potuto avere in questo stupido paesello dove vivo.
le due figlie grandi amicissime e compagne di scuola, i due figli piccoli amicissimi e compagni di scuola.
ma mentre le ragazze erano, sono, brave a scuola, i maschietti erano un po’…recalcitranti. il mio poi, aggiungeva la scarsa voglia di impegnarsi alla poco propensione ad accettare l’autorità, per cui era sempre dal preside, pieno di note e di rimproveri
lei non ha mai perso l’occasione di dare la colpa a me per questo, rimproverava il mio andare al lavoro e diceva:”ma dimmi che non puoi permetterti di stare a casa! tu devi stare a casa con lui e stargli addosso, non dargli respiro, costringerlo a fare i compiti, interrogarlo, punirlo e togliergli lo sport, la televisione, gli amici. E’ tutta colpa tua e della tua mania di fare la manager” diceva “manager” storpiando la parola, grondando disprezzo
ovviamente non aveva nessuna voglia che i figli fossero amici, per lungo tempo gli ha impedito di vedersi.
ma i figli hanno continuato a sentirsi e l’altro giorno figlio piccolo mi dice che alla maturità hanno bocciato il suo amico.
sono basita, sapevo che andava bene a scuola. il primo pensiero è per sua madre, il secondo per il figlio “lo farà morire, povero ragazzo”
sto uscendo dalla banca e la vedo; il primo istinto è quello di non farmi vedere, so già che sarà fuori di testa. poi lei mi vede e venendomi incontro si mette a piangere
“hai sentito cosa è successo?’ bocciato!!!! BOCCIATO!!! alla maturità ma ti pare?? era stato ammesso bene, sono andata adesso a parlare col preside e mi ha fatto vedere gli scritti…bianchi!!!ha consegnato in bianco! ma ti pare possibile? ahh guarda, gli ho già tolto il telefono, il mare con gli amici se lo sogna! a me doveva capitare ma ti pare??a me!io che non ho fatto altro che stargli vicino, aiutarlo…e lui si fa bocciare agli esami!sono sconvolta sono due giorni che piango”
non riesco a fermare questo fiume in piena di rancore, disperazione, vergogna e stupidaggini.Cerco di dirle qualcosa di ragionevole ma non mi sta a sentire, non gliene frega niente di quello che può dire una madre inetta come me.
la tentazione di dirle che poteva almeno andare a lavorare, avrebbe combinato qualcosa per la sua vita, oppure che potrebbe avere il figlio in ospedale, e questo sarebbe una tragedia vera….la tentazione è grande.
poi penso che non cambierebbe opinione lo stesso, nemmeno se le dicessi che alla fine, sono loro che scelgono cosa fare, e noi mamme non possiamo sentirci sempre colpevoli di fronte alle loro scelte.
ma io ci sono arrivata dopo 2 bocciature e 5 sospensioni e un numero di note che rasenta il guinness dei primati…..