chi sbaglia paga (ma siamo pazzi?)

venerdi sera dopo il lavoro mi sono fermata al supermercato Prix del paesello per comperare poche cose.
non è il super dove faccio la spesa grossa, ma mi fermo spesso per le cose dei gatti, sabbia soprattutto
e infatti sono alla cassa con tre sacchetti di sabbia; quella davanti a me ha chiaramente preso la cena: due bibite energetiche (?) tortellini, cotolette impanate e due budini.
la cassiera le fa il conto ma lei imbusta la roba e rimane li a fissare lo scontrino
“mi scusi, ma qui c’è un errore”
ha pagato circa 11 €: a quel punto interviene l’altra cassiera che controlla e dice che è vero, ha battuto due volte un prodotto e non ha preso lo sconto nell’altro.
“lo sai vero che quando sbagli ci rimetti la differenza?”
la cassiera annuisce mogia mogia, e aspetta il verdetto che arriva implacabile
“prima di chiudere devi mettere in cassa 5.30”
la cassiera fa una faccia disperata e non dice una parola

io sono allibita.
potrei capire (ma nemmeno) se avesse battuto meno e la signora si fosse volatilizzata, ma è li davanti, può tranquillamente restituire i soldi alla cliente e basta
e comunque….ma che contratto rende lecito di rimetterci soldi proprio quando si sbaglia??
e comunque…..se ci fosse una regola del genere in azienda da me più di qualcuno a fine mese dovrebbe darmi soldi invece di riceverli
non riesco a smettere di pensarci

la mamma ha ragione

figlia grande viene a casa sempre meno: ormai le sue amicizie sono a trento, ha mille attività da fare oltre alla preparazione della tesi e altri 3 esami di lingua non necessari (ma è normale? io non avrei mai fatto altri esami che non fossero strettamente necessari alla laurea!)
poi mi sa che ha una simpatia perchè sento sempre più insistentemente parlare di un amico…ma io non sono una mamma impicciona, no, no, e se ho fatto un po’ di spionaggio in facebook l’ho fatto per accontentare le ansie di mio marito….
comunque venerdi scorso è tornata a casa perchè c’era una dei famosi pranzi della zia, dove si invitano tutti i parenti da parte di mio marito. Evitati per anni da parte della famiglia (mia suocera li odiava, mio suocero avrebbe fatto carte false per esserci…) abbiamo cominciato a partecipare quando io ho fatto amicizia con la temuta zia che li organizza; una donna stupenda, dolcissima e in definitiva più nonna per i miei figli della loro stessa nonna.
Sento il digrignare dei denti di mia suocera ogni volta che la nomino eheheheh (ok ammetto che questo aggiunge motivi all’amicizia!)
avere a casa mia figlia è un regalo pazzesco
mia figlia mi aiuta in tutto, spesa, lavori domestici, ma soprattutto, finalmente mi sento in pari, dopo tanto tempo sola con due maschi in casa
“adesso che ci sei tu finalmente la mamma ha comperato il succo di frutta”
“non vi viene in mente che la mamma non può muovere il braccio sinistro e quindi quando fa la spesa evita di caricare le borse con litri di succo di frutta? invece di criticare datele una mano!”
“è una vita che glielo dico….”
“mah…noi…tu….”
“zitti tutti e due, la mamma ha ragione!”
“e cosa dire della casa? vi ha chiesto cento volte di tirar su le tapparelle, portare fuori le immondizie e almeno centrare il cesto della roba sporca….e il sacchetto del pellet? sono 15 kg santinumi!”
“io sono stanca di chiedere in continuazione”
“mah…noi…la mamma…”
“la mamma ha ragione”

così per due giorni. se fosse possibile mi nasconderei dietro di lei e la manderei avanti a fare le mie battaglie, sono così stanca

ma poi lei riparte e la realtà è quella che è.
ieri sera figlio piccolo vede che sto pelando patate in cucina, mi dice in tono scherzoso: ecco brava, così deve essere, in cucina a cucinare!!!!
io lo guardo come se volessi fulminarlo
mi abbraccia e mi dice con tono da prendermi in giro: “ti manca qualcuno che ti difende sempre eh? ti senti sola senza mia sorella eh? dovrai imparare a fare squadra con me….
strunz

tutta insieme appassionatamente

tempo fa ho avuto una delle mie illuminazioni: avevo il ripiano della pasta strapieno di cartocci, di varie marche, forme, tipologie e tempi di cottura. erano accatastate una sull’altra pasta di tutti i tipi, ma essendo pacchetti aperti non ce ne era mai abbastanza per fare la pasta per 3/4 persone e così ho avuto una bella pensata
ho comperato dei barattoli, e ho messo insieme i tipi di pasta differenziandoli solo per il tempo di cottura.
il barattolo dei 10 minuti può contenere di tutto, dalla pasta biologica, al farro, senza glutine; possono essere farfalle, conchiglie e o mezze penne, finiscono tutte insieme nello stesso barattolo
se mi aspettavo sit in di protesta da parte della famiglia sono rimasta delusa, nessuno se ne è accorto per moltissimo tempo, e alla fine è diventato cosa normalissima trovarsi nel piatto a volte 4 tipi di pasta diversa che ce ne accorgiamo solo quando viene qualcuno a mangiare che non è pratico di casa nostra.Comunque lo sanno tutti che sono una cialtrona e pessima cuoca, quindi di che meravigliarsi?
l’altra sera viene una mia amica a mangiare e mi dice: ti porto io la pasta che sono andata in puglia e ne ho portata tanta da un posticino che la fa buonissima (un presidio di slow food per parlare moderno)
il sacchetto ne contiene mezzo kg, ovviamente per noi ne facciamo un po’. il resto rimane nel sacchetto.
lei mi parla per mezz’ora di questo prodotto meraviglioso, che ci manca solo che faccia resuscitare i morti. quando abbiamo finito di pranzare io prendo la pasta rimasta, controllo il tempo di cottura e ….zac. dentro il suo barattolo, insieme a pasta molto meno altolocata.
la faccia che ha fatto lei è stata tutto un programma, credo di aver perso un’amicizia…..

il figlio del padrone

non ho più detto nulla su mio figlio. Mi sono resa conto di aver frantumato le scatole a tutti con i problemi di figlio piccolo, che alla fine mi faccio un po’ di scrupoli a parlarne, ma sono successe tante cose in questi mesi e ho voglia di fare il punto della situazione
a giugno ha preso la patente ma abbiamo fatto una estate relativamente tranquilla perchè la macchina non ce l’ha e la mia auto non può guidarla.
a giugno ha anche finito il corso di studi, preso il suo diploma e alla fatidica domanda ” eh mo che famo?” lui non ha avuto dubbi, è entrato in azienda da noi
io ci ho provato a mandarlo da un’altra parte, e a onor del vero avrebbe avuto anche richieste di andare a lavorare per altri, e c’era nell’aria di spedirlo in california come abbiamo fatto per sua sorella, ma non c’è stato verso, è entrato in azienda
ero molto contraria ma alla fine mi sono ricreduta: è sveglio, è intelligente, si muove bene e con prudenza nei rapporti umani, ha occhio per l’organizzazione e riesce a seguire più operai e lavorazioni.
non protesta quando c’è da fare ore su ore, per un lungo periodo ha fatto 12 ore filate senza lamentarsi.
mi mette ansia quando esce fino a tardi e l’indomani ha la sveglia alle 5, ma devo ricordarmi che se non voglio che si senta “figlio” in azienda io non posso considerarlo “dipendente” a casa…..
ogni giorno impara qualcosa, ogni giorno fa qualcosa di nuovo, ogni giorno penso che anche se mi fa tristezza ritrovarci a tavola e parlare solo di lavoro, penso che spesso, nella vita, le cose finiscono per andare esattamente nella direzione che non volevi, ma poi quando ci sei, ti adatti, e te le fai andar bene.
e quando mi dicono “che peccato però che non ha continuato” penso a quegli anni terribili del liceo e un’amarezza di fondo rimane, di occasioni sprecate, di cose che potevano essere fatte diversamente, ma pazienza.
vederlo sereno e soddisfatto, alla fine, è tutto quello che chiedo

le ragioni del si, le ragioni del no

qualche giorno fa girava in facebook un esperimento interessante: hanno messo una foto di un tizio molto grasso (credo paolo Villaggio), gli hanno messo una maglietta con scritto “io voto si” e la didascalia diceva che era Umberto Eco che si esprimeva a favore del si. al’interno un articolo esprimeva alcuni punti a favore del referendum prossimo; alcune argomentazioni erano valide, altre del tutto stralunate e comunque concludeva con una frase che, se uno leggeva fino in fondo, doveva capire che qualcosa non tornava.
si è scatenato l’inferno su questo link.
quando ho capito che era stato fatto ad arte (bastava pensare che Eco è morto e non poteva certo aver scritto alcunchè sul referendum…) ho potuto godermi i vari messaggi deliranti sull’argomento.
di solito ho le idee chiare su cosa votare, stavolta faccio fatica perchè non riesco a confrontarmi soprattutto con chi voterà no.
devi votare no perchè Renzi è da mandare a casa.
devi votare no perchè la costituzione non si tocca
devi votare no perchè fa tutto schifo e non c’è lavoro
devi votare no perchè dopo sarà peggio altrimenti
insomma…ieri sera ho chiesto a un’amica, molto infervorata sull’argomento, di parlarne insieme per chiarirmi le idee
lei mi dice che si è informata tanto, che non va a votare senza capire. benissimo, sai, lei dico, quello che mi fa strano è che tutti quelli che adesso dicono “la costituzione non si tocca! hanno cercato nel corso di quest’anno di fare le stesse modifiche che adesso ostacolano a Renzi…e parte con una tirata che Renzi non è stato eletto e se ne deve andare….poi le chiedo se mi spiega cosa esattamente trova di perfetto nella costituzione visto che ha subito molti cambiamenti in questi anni e riparte con la stessa tirata su Renzi.
ok. Allora le chiedo cosa pensava che avesse fatto di così strabiliante il CNEL da giustificare gli stipendi astronomici che prendono gli amministratori. mi ha detto “ehh??che c’entra?”
andiamo bene-….

un po’ mata hari e un po’ gattara

questa estate il gruppo di volontarie mi hanno chiesto di collaborare nella gestione della colonia felina del paese: io non lo sapevo ma c’è una legge che tutela le colonie feline. i gatti vengono individuati, presi per la sterilizzazione a spese della asl e sfamati. Nessuno può toccarli perchè sono protetti dalla legge e se per caso la colonia è sul piazzale della tua fabbrica devi permettere l’ingresso alle “gattare” che portano il cibo e non puoi allontanare i gatti,( o cercare di sopprimerli).
insomma da giugno ogni giovedi sera esco di corsa e mi precipito in questa fabbrica e con un sacchettone di umido e secco raggiungo questi mici che sono un po’ sospettosi al’inizio ma ora, dopo alcuni mesi, mi vengono incontro e mi aspettano.
si lo so potrei impiegare il mio tempo in modo migliore ma tanto me ne frego di quello che dicono, non l’ho manco detto a mia madre e le mie sorelle per evitare discorsi stupidi
la cosa che mi fa toppo ridere è che la colonia si trova nella fabbrica del peggior nemico/concorrente di mio marito.
una persona squallida, disonesta e sleale, se sapesse che una volta a settimana io attraverso il suo piazzale carico della merce in partenza penso che gli verrebbe un colpo.
io invece mantengo un’aria molto riservata, se mi trovasse credo che sarei io più imbarazzata di lui
ieri torno a casa e in entrata mi trovo un sacco da 20 kg di crocchette per i gatti: l’ha portato una delle volontarie.
mi dice che è un regalo del sindaco a tutte noi, visto che già ci prendiamo la briga di andare li, almeno il costo delle crocche è a carico suo.ùio dico che sarebbe bello fare una foto ai sacchi e metterla in facebook, in fin dei conti è una cosa carina, ma mi dice la volontaria di no. il sindaco non vuole che si scateni la solita polemica, per un gesto così ci sarà sempre qualcuno pronto a dire che “per i gatti si e ci sono persone che muoiono di fame…”, “con tutti i problemi che ci sono quello va a pensare ai gatti”, “forse ha deciso di ricandidarsi e gli servono anche quei voti”….e via dicendo.
le crocche sono un regalo suo, fatto con i soldi suoi ed è meglio non fare pubblicità
che mondo triste

dov’è la mia mamma? (la dura vita della mamma affidataria)

qualche settimana fa mi chiama la volontaria con cui collaboro e mi dice che ci sono 2 scriccioli che vivono all’aperto: sono previste pioggia e freddo, mi chiede se posso dare stallo.
arrivano due micetti minuscoli e magrissimi, sono stati tolti da una signora che ne ha una marea ma non ne cura nessuno ( e a quanto pare nemmeno li sfama)
copertina di pile, caminetto acceso, una scodella di umido e una di secco e tante coccole
il giorno dopo mi richiama la volontaria, è imbarazzata e non sa come dirmelo: due sorelle della stessa cucciolata sono state affidate a una “signora” che ha visto bene di lasciarle fuori in terrazza tutto il giorno e la notte senza riparo.Adesso l’ha chiamata perchè le cucciole sono ammalate (ma va?) e le vuole riportare indietro, come un acquisto (anzi un regalo perchè di certo alle volontarie non ha dato un centesimo) difettato
una cucciola è proprio presa male, per una settimana non si alza dalla sua cuccetta, non mangia e non beve: la veterinaria fa l’antibiotico a tutte e mi da una lista di medicinali da somministrare. io che non prendo un’aspirina nemmeno in punto di morte devo instaurare una routine di farmaci 3 volte al giorno
ovviamente tutte le spese sono a carico nostro…
le sorelle dopo pochi giorni stanno meglio, lei ci mette un po’ di più ma un bel giorno la vedo alzata con la testa dentro la ciotola. mi viene da piangere dal sollievo, per tanti giorni ho temuto di trovarla morta nella sua cuccia.
alla sera ho preso l’abitudine di fermarmi dove sono loro e leggermi un libro: ma è praticamente impossibile, vogliono essere tutte coccolate e io ho solo due mani!
ieri sera sono andate via le prime due, quelle che sono state meglio subito; un dolore, come uno strappo, so che andranno a stare con delle belle persone ma non riesco ad essere completamente felice
poi vado a dire a mio marito che se ne sono andate e lui mi dice: passeranno tutta la sera a chiedersi dove è la sua mamma….
ecco, mio marito non è di grande aiuto in questi casi, ha la delicatezza di un motocarro
le altre stasera andranno col suo nuovo “papà” e la cosa mi fa tanto sorridere: mio cognato, con cui non ci parliamo da anni ma che vent’anni fa era il mio migliore amico, ha visto su facebook le micette e se ne è innamorato. E’ venuto a casa mia (prima volta in 17 anni….) e le ha prese entrambe, anche quella un po’ “scancagnata”, lui, che è un esteta ha preso la micia più malridotta ( ma si farà, coccole e buon cibo fanno miracoli)
a me rimane la sala vuota, lettiere ciotole e cucce da pulire e la consapevolezza di aver fatto la differenza, che è tutto quello che voglio per me. però che fatica