ahhh come passa il tempo….

si avete ragione sono sparita senza una parola.
ieri sono entrata nella mail di Emily e ho letto tutti i vostri messaggi e mi sono vergognata: sto benissimo, non è successo nulla, è solo la vita che spesso cambia velocemente.
sono cambiate tante cose in questo tempo: mia figlia ha lavorato con me alcuni mesi e sono stati mesi preziosi e bellissimi. Si è lasciata col moroso e tutti noi, amici e parenti, abbiamo fatto la ola di felicità
figlio piccolo cerca casa, e quando mi ha detto di averla trovata avevo già chiamato gli imbianchini e preso le misure per i mobili…poi gliela hanno venduta e siamo tornati al punto di partenza
Mio marito è quello che ha subito più cambiamenti: dall’inizio dell’anno i nostri fine settimana sono cambiati radicalmente perchè da solitari siamo diventati caciaroni in compagnia. Abbiamo conosciuto delle persone che fanno parte di un gruppo di camperisti e tutte le domeniche si fa festa dove l’alcool scorre a fiumi.
praticamente ci vuole una settimana di lavoro per riposarsi della domenica….
la cosa che mi lascia più perplessa è che dopo 53 anni passati ad avere in mente solo il lavoro, mio marito ha improvvisamente scoperto di aver passato tutta la sua vita in azienda e gli ha preso una botta di malinconia mista a rimpianto che a volte mi lascia molto sconcertata….ad esempio ascolta ossessivamente una canzone (dei nomadi? bohhh) che si intitola “come passa il tempo” e la canta in continuazione, accompagnandola con sospiri e discorsi deliranti sul fatto di mollare tutto e metterci a girare il mondo.
mah…
io…io sono sempre più incastrata col lavoro: ho evitato per anni di lasciarmi ingabbiare in orari/responsabilità/problemi/casini/isterie/lofaccioioaltrimentinonlofanessuno che a volte viene sera e mi domando se ho avuto un pensiero per tutta la giornata che non sia rivolto al lavoro. poi mi ricordo che ho la casa piena di gatti randagi, cuccioli e micromici e mi rispondo che è meglio non farsi domande.
questa settimana oltre a un corso idiota di 8 ore ho anche provato l’ebbrezza di svegliarmi ogni 3 ore per allattare….2 micromici di 10 giorni gettati in discarica. sono arrivati fradici, gelati e affamati allo stremo delle forze. ora saltano per tutto il bagno e reclamano cibo e attenzioni…eh sono soddisfazioni.
insomma, stanca ma felice, quindi tutto come al solito
ahhhh come passa il tempo…ehhhh non ritorna piùùùùùù

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ci ho scritto “badante” in fronte?

mi dicono che sono tutti così, i mariti, per quello ci sono tante vedove e pochi vedovi.
non so, a me non fa ridere però questa cosa che mio marito tratti con una leggerezza estrema la sua salute, pagando un conto salato in termini di qualità di vita.
due anni fa è finito all’ospedale per quasi due mesi e ha lasciato me nel delirio assoluto, e tutti hanno detto: era ovvio che faceva quella fine…glielo ho sempre detto!!!
mio marito ha una montagna di “magagne” fisiche, date dal fatto che lavora troppe ore, che ha l’incazzamento facile, che dorme poco e male, che cammina male, che è fuori peso, in definitiva, perchè vive male pensando che va bene così, testa bassa e coda dura dicono da queste parti.
da un po’ di tempo mi sono stufata di sentire le sue lamentazioni e l’ho costretto ad andare da un osteopata, a controllare la dieta, a fare movimento e a curare l’insonnia.
ottimi risultati fin dall’inizio, ma hanno messo me in una spirale della serie: hai preso la melatonina? hai preso appuntamento col dottore? ti sei ricordato di andarci? basta patate come contorno prendi i broccoli! dai facciamocela a piedi che ci fa bene….e lui invece di essere collaborativo fa il bambino capriccioso, che si dimentica la pastiglia anche dopo che glielo hai ricordato cento volte, che si ingozza di wafer al cioccolato appena io esco dal salotto, che salta gli appuntamenti col dottore.
a volte rido (soprattutto quando cerca maldestramente di nascondere le carte dei dolci) a volte mi incazzo, altre volte lo mando mentalmente a fanculo
ma spesso penso: ma i miei prossimi vent’anni con lui saranno così?
insomma, mi aspetta di fargli da badante per il resto della mia vita??

non guarderò mai più un cestino dell’immondizia con la stessa innocenza

eh già ogni tanto la facciamo una cavolata così.
abbiamo preso l’auto e siamo andati a Parigi.
domenica era il compleanno di figlia grande e le abbiamo detto di prendere un bus fino a Parigi, mercoledi sera abbiamo prenotato un albergo e giovedi pomeriggio tardi siamo partiti.
rivedere mia figlia mi fa sempre scoppiare il cuore, passare due giorni in sua compagnia è un regalo della vita.
ci ha fatto scarpinare in lungo e in largo: le quantità di cose che abbiamo visto non è nemmeno immaginabile….abbiamo fatto a piedi ogni giorno almeno 15 km (ma lei da sola lunedi ne ha fatti 20…)
ci siamo divertiti tanto e abbiamo passato un compleanno speciale; alla sera hard rock cafè perchè non siamo una famiglia tradizionale ma abbiamo le nostre tradizioni.
non tornavo a Parigi da qualche anno e ho trovato una città fortemente segnata dalla paura del terrorismo: controlli ovunque, anche molto accurati, polizia dappertutto.
non ti fa sentire più sicura ma alla fine non si può neanche rimanere inermi dopo quello che è successo.
tantissimi mendicanti, di qualunque età, c’era persino una vecchietta con un gattone in braccio
un freddo terribile, però niente pioggia
ma la cosa che mi ha veramente scioccato sono stati i cestini dell’immondizia, che alla sera si riempivano di topi…una cosa terribile, vedere questi animali che brulicavano fuori e dentro i cestini….blah mi fanno uno schifo tremendo!
“ma cosa piangi che tra 20 giorni torna?”
“Re Mida non rompere che ti viene da piangere anche a te”
“si caxxo….”

la mia (segreta) vita da gattara

riunione con un fornitore; stiamo stabilendo una collaborazione molto interessante ed è un contatto che ho costruito in mesi di relazioni. mi arriva una telefonata dall’amica gattara; insieme a lei e altre 4/5 allucinate signore di mezza età abbiamo costituito una solido gruppo di salvataggio gatti e se mi chiama in orario d’ufficio so che è un’emergenza.
esco dalla sala riunioni
“Emily ti prego puoi farlo solo tu….in una fabbrica vicino a te la segretaria stamattina ha scoperto che hanno mollato li 5 micro mici. Lei è disperata perchè il suo capo non li vuole e lei non sa cosa fare: puoi andarli a prendere? ho già chiamato le altre nessuno può chiedere permessi, ti prego fallo tu altrimenti finiscono in strada”
“non ho trasportini macchina, dille di metterli in uno scatolone, e che tra un quarto d’ora passo a prenderli”
dopo un quarto d’ora c’è la pausa caffè, io biascico una scusa e scappo via. Vedo mio marito perplesso ma non fa domande.
prendo i gatti, torno in azienda, li metto di corsa nel mio ufficio e torno trafelata dentro la sala riunione. Hanno appena ricominciato.
dopo un’ora finiamo, ci avviamo per le scale e passando per il mio ufficio si sente un coro che neanche la domenica a messa.
il grande capo mi guarda allucinato e mi chiede: ma signora tiene dei gatti in ufficio?
mio marito alza gli occhi al cielo, sento già che gli si arruffano le penne
“si ha ragione, c’è stata un’emergenza, li hanno appena ritrovati e ora io li porto da me…sa, faccio stalli per un’associazione…sa, ho la casa grande e praticamente disabitata per cui ho tante stanze….”
“signora…stamattina ho detto a mia moglie che dobbiamo prendere un gatto a mia figlia, è così introversa che un amico animale non può fargli che bene…me li fa vedere?”
insomma, dieci minuti dopo decide di prenotarsi due gatti, rimaniamo d’accordo che li faccio vedere dal veterinario e poi glieli do
uscendo mi stringe la mano calorosamente e mi dice che le persone che dedicano del tempo agli altri senza aspettarsi nulla in cambio sono le migliori per lavorare insieme, e che è sicuro che la nostra sarà una collaborazione interessante
“allora per favore dica a mio marito di non guardarmi così storto….”
risata collettiva
questa è solo una delle tante cose che mi sono successe in questi due anni di collaborazione con un gruppo di ragazze (non siamo un’associazione) che si occupa di gatti abbandonati.
purtroppo l’ignoranza dilagante di chi dice “è contro natura sterilizzare” ci porta ad avere cucciolate abbandonate ovunque, destinate a morte certa nella maggioranza dei casi. alcune volte incontrano noi e la loro vita cambia; quest’anno abbiamo dato in adozione circa una sessantina di gatti, tanto per dire
ci occupiamo di alcune colonie feline del nostro paese (il mio turno è giovedi) il che vuol dire sfamarli tutti i giorni, acchiappare i nuovi arrivati per sterilizzarli oppure per cercargli casa se sono freschi di abbandono e sono ancora domestici. Un mese fa hanno abbandonato due gattini, uno cieco completamente e uno vede solo ombre: posso solo immaginare il terrore che hanno provato a sentirsi mollati li: ora sono al sicuro da una volontaria che li sta curando per cercare di salvare gli occhi, ma probabilmente dovremo toglierli
“ma hai così tanto tempo da perdere che ti occupi dei gatti? “frase che di solito mi sento dire da persone che ovviamente non fanno nulla per nessuno
si ho tempo da perdere per fare qualcosa che ho voglia di fare e non devo fare, come tutto il resto della giornata

ma questo bambino è bellissimo!!!

è notte e in ospedale non c’è nessuno.
non è la luna giusta, mi dice l’ostetrica come a giustificare la sua assenza e il suo disinteresse.
mio marito arriva trafelato; ha chiamato la signora delle pulizie perche rimanga li a dormire con la figlia ( che tra poco diventerà figlia grande!) ed è emozionatissimo come la volta scorsa; sa che accadrà qualcosa di stupefacente e che una volta tanto lui non deve far nulla
mio figlio nasce alle 23.30 in un’atmosfera surreale: ho fatto la preparazione al parto con l’ipnosi e le spinte sono distanziate tra di loro ma potentissime: il ginecologo mi cronometra ed è molto perplesso, ma alla fine è anche molto annoiato, come se questo miracolo ormai per lui fosse una banalità.
figlio piccolo viene al mondo nel buio di una stanza di ospedale, fa un piccolo vagito e poi mi fissa inebetito.
il ginecologo lo prende e dice: questo bambino è bellissimo, ne ho visti pochi così.
io lo guardo e non mi sembra diverso da sua sorella, ma se lo dice lui…
è nato il germoglio di mio suocero, il primo a portare il suo cognome, ed assomiglia tutto alla mia famiglia. è biondino con gli occhi azzurro ghiaccio, per il dispetto mia suocera andrà avanti a dire per 6 mesi : tanto poi li cambia, tutti i neonati li hanno azzurri. al primo compleanno si arrenderà all’evidenza.
questo bimbo è bellissimo e sembra nato esclusivamente da me, non assomiglia per nulla al padre
e più tardi scoprirò che assomiglia a me anche nel resto, tanto che mia madre, con gli occhi luccicanti dirà: la mia vendetta. fai un buon lavoro piccolino, tua madre avrà sempre fatto comunque di peggio con me.
vent’anni di arrabbiature, paure, sensi di colpa, ansia e panico, delusioni orgoglio e amore all’ennesima potenza.
ora che lavoriamo insieme oscillo tra bastonarlo come un baccalà e stritolarlo in un abbraccio: non faccio nessuna delle due cose e anzi, cerco di essere più neutra possibile, tanto che chi lavora con me dice spesso che sono molto più materna con i dipendenti che con mio figlio…..
ha fatto scelte che non ho approvato, praticamente nessuna di quelle che hai fatto, a partire dalla morosa col nome da spogliarellista che tira fuori il peggio di lui, alla macchina da rally che fa un boato quando si accende. Si veste solo di nero e ha lo stesso paio di scarpe da tempo immemorabile, ma comprargli da vestire è inutile, e l’ho imparato a mie spese.
ha dei capelli splendidi, ma li rasa a zero come se ci fosse un’invasione di pidocchi, in compenso si lascia crescere una barbetta biondiccia rossiccia che è troppo ben curata per voler passare per uno che se ne frega; in compenso ha una camera terrificante, dove non entra più nemmeno neanche la signora delle pulizie.
al lavoro riesce a far dimenticare a tutti che è il figlio del capo, anche perchè viene mazziato da chiunque ogni volta che commette il più piccolo errore, ma suo padre comincia a prendersi qualche mezza giornata di vacanza e questo è talmente incredibile da non sembrare vero.
sono stati vent’anni belli densi e movimentati, sono curiosa di vedere i prossimi.
buon compleanno figlio piccolo, oramai grande

magnifico esemplare di uomo vero

stamattina siamo andati a prendere la macchina nuova.
era talmente tanto che non ne compravo una che ero ferma a “tenga qui le chiavi, faccia subito benzina che è in riserva spolpa, spero abbia l’assicurazione valida e saluti e baci”.
ora invece le macchina sono più intelligenti di te e quindi serve una spiegazione di un’ora prima di concederti di accendere il motore, che tanto appena sono partita volevo cambiar stazione della radio e non mi ricordavo più come si faceva.
per fortuna avevo capito il comando vocale e ho urlato a qualcuno nel microfono di chiamare l’auto di mio marito che mi faceva da battistrada ( ehhh sia mai che non mi ricordo come tornar a casa….) e miracolosamente la macchina l’ha chiamato.
comunque in mezzo a tutta questa formalità c’è stato un momento che mio marito avrebbe voluto sotterrarsi ma ha mantenuto un aplomb invidiabile.
lui è conosciuto come una persona molto burbera, molto seria, e il venditore lo ha sempre chiamato per cognome
siamo in auto e mi chiede il nome di mio marito con il quale l’ho salvato in rubrica per fare una prova di chiamata dalla macchina e io…mi impappino, cerco nella mia memoria qualcuno da chiamare al posto suo…lui insiste e mi dice: signora chiamiamo lui così vediamo subito!
ehm….cerchi Luca magnifico esemplare di uomo vero
…..
lui cerca di non ridere poi non ce la fa.
una spiegazione gliela devo dare.
gli dico che una volta mio marito ha scoperto che il suo nome (abbastanza comune) era in mezzo a una selva di almeno altri 15 Luca e allora io lo avevo salvato come Luca Marito. Ma questa cosa non gli garba e quindi ogni volta che ha il mio telefono in mano cambia il suo nome con qualcosa di molto fantasioso….una volta ho dato il mio cellulare per parlare con mio marito a un operaio e ha letto “Luca marito adorante che ti ama alla follia”….il ragazzo era così imbarazzato povero….
insomma quando mio marito ha capito che il venditore aveva letto la mia rubrica voleva nascondersi.
io non la smettevo di ridere ahahahahahahah

scippi, pisciatine ma tranquilli, Bruxelles è una città tranquilla!

e così ce l’abbiamo fatta a partire, dopo cento cambi di programma siamo andati a trovare figlia grande a Bruxelles, dove sta facendo uno stage di 4 mesi.
lavora per una associazione che si occupa di minoranze, e lei dovrebbe occuparsi di un progetto che riguarda i rifugiati. dovrebbe, perchè in realtà l’hanno messa dovunque e quindi ha cento cose aperte.
il problema è che nessuno le insegna nulla, e sta facendo i conti con la proverbiale fumosità di certe associazioni che hanno scopi bellissimi ma poi non hanno nessuna professionalità per portarli avanti. Mi sembra che iomestessa (www.iomemestessa.wordpress.com)avesse accennato a qualcosa del genere…. e questo per mia figlia che è logica, razionale ed estremamente proattiva è un disastro, il disorientamento è la condizione con cui affronta tutti questi progetti. c’è anche da dire che come orario di stage le 8 ore sono una flebile speranza: quando arrivano le 5 e in teoria lei ha finito, arrivano i volontari che hanno finito il loro lavoro e cominciano riunioni interminalbili che finiscono sempre dopo le 10
“e la cena?” (mamma italica….)
“tranquilla, mi scrive, ho mangiato 5 mandorle”
ah beh allora…..
“gli hai già detto che i tuoi genitori sono imprenditori?”
“no, non mi pare”
“ok digli che di cognome faccio Camusso e sono incazzata come un buldog….”
“mammaaaaaaaa”
appena arrivati siamo in camper con lei e stiamo andando dove abita a scaricare un po’ di cose quando un ragazzo si avvicina all’auto ferma davanti a noi, apre la portiera e scappa con la borsetta in mano. dopo pochi metri un ragazzo blocca lo scippatore, volano in mezzo alla strada, recupera la borsa e la restituisce. tutto in pochi secondi.
siamo allibiti.
“ti giuro papà è una città così tranquilla,seria, davvero papà credimi sono allibita!”
poco dopo in centro vediamo una ragazza seduta sul cornicione di una vetrina: ha i pantaloni e le mutandine a metà gamba e sta facendo un fiume di pipi. la gente passa e manco la guarda, mio marito invece ha gli occhi fuori dalle orbite.
tutto questo ci è stato permesso da figlio piccolo che con intelligenza e lucidità ha guidato le truppe in una di quelle mission impossible dove è riuscito a finire l commessa e a caricarla tutta in un camion quando ormai avevamo già previsto il secondo carico
ogni volta che mettevamo una foto di ristorante o attrazione nel gruppo ws di famiglia lui scriveva: “divertitevi tranquilli, ci penso io a guadagnare la pagnotta per tutti”

comunque l’ho trovata bene. felice, stanca, magrissima ma felice
fa quello che vuole fare dove lo vuole fare: sulla associazione ci si può ragionare ma per ora va bene così.
sono stati due giorni bellissimi, la continuavo a stringere in abbracci fortissimi, e lasciarla è stato straziante.
Non credo che mi ci abituerò mai.