questa è una storia che bisognerebbe raccontare

ci siamo iscritti a un’associazione di categoria: basta confindustria, che ha fatto il suo tempo e ha già deluso parecchio, ci riproviamo con un’altra: viene in azienda il responsabile di categoria, e già questo mi sembra intelligente, conoscere i tuoi associati non è così scontato

ovviamente questo è lavoro per me: giro in azienda, presentazione del team, breve storia dell’azienda

incrociamo mio figlio, lo presento come Responsabile Commerciale, mi dice un paio di cose e se ne va

“che bel ragazzo! deve essere anche bravo nel suo lavoro! si vede che è una persona responsabile!”

io mi faccio due risate e per sommi capi gli racconto la sua storia; l’infanzia complicata, l’adolescenza terribile, le due bocciature al liceo, la decisione di farlo lavorare qui durante l’estate, la conseguente decisione sua di frequentare una scuola professionale e di venire a lavorare qui (per tacere delle volte che lo hanno sospeso…), i 5 anni da operaio, la sua recentissima, ma fruttuosa carriera nel commerciale

“ma questa è una storia bellissima! se la sentirebbe suo figlio di venire a raccontarla nelle scuole professionali? abbiamo bisogno di esempi positivi!”

ecco, vorrei dire a quella povera madre che sclerava qualche anno fa con questo difficile e meraviglioso figlio, che poi un giorno qualcuno lo avrebbe definito “una storia bellissima”

ma penso che avrei bestemmiato tutti i santi del paradiso

porto il cane alla toelettatura, ma non trovo il tempo per andare io dall’estetista

stamattina sveglia alle 6, perchè alle 7 devo essere a venti km da casa per portare Dante, il cagnolone che abbiamo preso a Matera questa estate, a fare la toelettatura

ho prenotato 3 settimane fa e questo è l’unico orario che ho trovato, dalle 7 alle 9 di mattina

il cane è uscito dal negozio bellissimo, ha tolto un sacchetto enorme di pelo e lui profuma come un dandy, e mentre tornavo pensavo che sono mesi che devo prenotarmi il parrucchiere o l’estetista e alla fine non trovo ne’ il tempo di prenotare e di andarci.

domani compio 57 anni e sarà bene cominciare con i frequenti restauri, se non voglio assomigliare ogni giorno di più a maga magò

il lavoro deve stressare!!!

se c’è una cosa che non si può rimproverare a mio marito è che sia un fancazzista sul lavoro: arriva alle 6.30 di mattina e se ne esce alle 20.00, così da almeno 30 anni.

il suo pensiero fisso è l’azienda, la materia prima che sale, i fornitori che non consegnano, il personale che non si trova, le consegne che saltano, i camion che non consegnano, gli insoluti che arrivano, le banche che chiedono sempre di più e danno sempre di meno, i dipendenti che sbagliano in continuazione: tutto concorre al suo umore altalenante e faticoso, ma certo non si può dire che lui prenda alla leggera nulla di quello che riguarda il lavoro

….finchè non è arrivato suo figlio

quel ragazzino fancazzista e problematico dell’adolescenza, un bel giorno ha deciso che voleva lavorare in azienda e così per 5 anni di fila lo abbiamo messo in produzione, a fare i lavori più faticosi e duri, alle prese con i nostri peggiori operai: lui non ha mollato e questo natale ha detto di essere pronto per occuparsi di commerciale

ovviamente noi genitori demmmerda abbiamo pensato che fosse una scusa per sottrarsi all’officina, ma gli abbiamo concesso il beneficio del dubbio e tre mesi per vedere i risultati, sapendo benissimo che non sarebbe stato possibile vederne

io gli ho dato la lista dei nostri clienti “piccoli” che non chiamavano da tempo per farsi le ossa, mio marito gli somministra le sue perle di saggezza (le mail non servono a niente e non le legge nessuno…)

figlio piccolo ascolta tutti e poi fa di testa sua: per un mese ha studiato i nostri concorrenti, ha capito chi erano i clienti e cosa producevano per loro e si è proposto con una mail molto semplice e chiara.

bam, bam, bam…da gennaio abbiamo cominciato a vedere preventivi, a febbraio un paio di giorni a visite e ora fioccano ordini tutti i giorni; per noi tutti è un caos, ogni cliente ha le sue richieste e le sue specifiche, ma c’è un entusiasmo che non c’era da anni

stasera arriva l’ordine di un cliente importantissimo a cui mio marito gli stava dietro da anni; la sua faccia perplessa mi ha intenerito tantissimo, probabilmente si sta chiedendo come diavolo ha fatto il nostro piccolo fancazzista a produrre tutti questi risultati

ma me lo chiedo anche io!!

ma la cosa che mi ha fatto più ridere è stato lo sfogo di stasera di mio figlio, contro suo padre che non ci mette abbastanza impegno a fare preventivi e a produrre il materiale: lui mi dice che vuole lavorare con tranquillità, ma non esiste! il lavoro deve essere stressante altrimenti si chiama vacanza!!!”

oddio, l’avesse saputo la me stessa di 10 anni fa….

mamma ho una sorpresa per te

siamo fuori per una bellissima gita che racconterò fra qualche giorno, e mi arriva questo messaggio da mio figlio: oggi ho preso una sorpresa per quando tornate

mi si gela il sangue nelle vene: guardo mio marito con gli occhi sbarrati e ci domandiamo cosa può essere

un’altra piscina enorme che stazionerà piena d’acqua per un anno e mezzo trasformandosi in stagno?

un altro braciere innovativo (secondo mio figlio) che capeggia ancora sotto il portico, due metri per uno di caminetto “portatile”?

qualche animale strano, tipo serpenti o ragni?

ha smontato il letto e si è trasferito in qualche altra stanza della casa?

insomma, siamo molto preoccupati

poi finalmente arriviamo a casa e chiediamo con cautela: che sorpresa c’è?

avevo comprato una colomba buonissima da mangiare insieme

azzz che genitori demmmmmerda

bisogna festeggiare!

una caratteristica della mia famiglia è che ogni occasione è buona per festeggiare; un compleanno, un anniversario, un voto, un lavoro preso, un lavoro finito, qualsiasi cosa, mia madre diceva sempre la fatidica frase: bisogna festeggiare!

una caratteristica della famiglia di mio marito è che nessuna occasione è buona per festeggiare; non un compleanno, esame o lavoro andato bene, niente.

così in famiglia nostra abbiamo sempre oscillato su questi due atteggiamenti: io che festeggerei ovunque e qualsiasi cosa (bisogna ringraziare il fato, gli dei, il destino che questa cosa è andata bene, altrimenti le cose vanno male….!!) e mio marito che, forte del suo pessimismo cosmico che a Leopardi gli fa un baffo, non festeggia mai nulla perchè è come sfidare la vita, (ecco vedi vita come sono felice? )

ma da quando figlio piccolo ha cominciato ad occuparsi di commerciale i risultati sono stati un crescendo di preventivi, che poi sono diventati ordini: io ho detto, il primo euro fatturato si va a festeggiare, ma avendo a che fare con mio marito e mio figlio questi euro sono diventati molti ma non si parlava di festeggiare

allora ho chiamato i rinforzi, mia figlia e la ragazza del figlio, ci siamo organizzate e siamo usciti al “susciaro” venerdi sera; figlio piccolo visibilmente felice di essere festeggiato, anche se il suo essere schivo non gli permette mai di rilassarsi in queste situazioni

“un bel brindisi a te che tra poco ci manterrai tutti e io e papà ce ne potremo andar via in camper per il resto della vita”

oddio, sono diventata mia suocera

non credo ci siano altri finali

chi mi conosce sa che sono appassionata di storia, e che per oltre 40 anni ho letto praticamente tutto quello che riguardava la seconda guerra mondiale. Mi ha sempre lasciato interdetta l’atteggiamento del resto del mondo quando Hitler ha cominciato la sua aggressione nei confronti degli stati limitrofi; le altre potenze parlamentano, chiedono tregue, discutono, prendono tempo, e nel frattempo lui si mangia una nazione dietro l’altra.

quando Putin ha cominciato la sua guerra e il resto del mondo ha cominciato con la diplomazia, le marce, i digiuni, le preghiere, gli appelli, le richieste di tregua, i corridoi umanitari, le sanzioni economiche, gli aiuti alla popolazione, ho pensato la stessa cosa: non servirà a nulla, lui continuerà a fare quello che ha deciso, lo fermerà solo una forza violenta pari alla sua. Il problema è che stavolta non si parla di bombe, carri armati e aerei, ma di atomica e non c’è un posto dove si può scappare

con questo pensiero che attorciglia lo stomaco mi alzo ogni mattina e faccio quello che ho sempre fatto, litigo con i fornitori che mi alzano il costo delle materie prime di ordini fatti 15 giorni fa, mi arrabbio con i trasportatori che hanno raddoppiato i costi dei trasporti, faccio da cuscinetto tra figlio piccolo che porta a casa ordini come se non ci fosse un domani e mio marito che frena tutto, chiede tempo e va in confusione per tutto.

nel frattempo mi preparo ad accogliere un carico di gatti dall’ucraina; la gente è scappata con gli animali ma molti li hanno abbandonati dentro ai trasportini e i volontari li raccolgono ovunque; allora abbiamo organizzato un bilico di materiale per i rifugi che non abbandonano gli animali e ce ne portiamo via un po’: una goccia in mezzo al mare, non credo che cambierà le cose, ma almeno mi sento più utile piuttosto di fare digiuni, pregare e manifestare

sapere è come prendere un treno

alcuni anni fa, quando si è laureata figlia grande, mio marito ha coniato una delle sue celebri frasi

riferendosi al fatto che, quando studi qualcosa poi sei avvantaggiato, lui mi disse che si figurava la cultura, il sapere, la formazione, come prendere un autobus a un treno: la strada da percorrere è quella, ma se prendi un mezzo ci arrivi lo stesso ma prima e con meno fatica

io non sono così filosofa, ma ho sempre amato informarmi, capire attraverso le parole e i pensieri di altri: poi spesso mi sento dire che non ci sono tutte le risposte sui libri, ma secondo me …ce ne sono una buona parte

questo pensiero è valido per me, mio marito e mia figlia, ma come al solito figlio piccolo è un bastian contrario

secondo me ha relegato tutto questo nella casella “roba che non fa per me dove eccelle mia sorella” e quindi schifa, rifiuta e ostacola ogni mio tentativo di dargli delle competenze

da alcuni mesi si occupa di commerciale, e come avevo visto lungo io, è molto nelle sue corde

ma non ha nessuna formazione nella vendita e nel commerciale, figuriamoci di marketing; e se finora la sua “istruzione” passava per suo padre (macchine, materiali, prodotti ecc) adesso la sua formazione passa da me, visto che si rifiuta categoricamente di frequentare qualsiasi corso o seminario

e mi sembra di essere ritornata indietro agli anni terribili della scuola, e sinceramente ne avrei fatto a meno

certe stronze non cambiano mai

mia madre in questi anni si è costruita, soprattutto con i nipoti, la patina della tenera vecchina, e quando io racconto quanto è stata stronza con me e quanto mi ha rovinato la vita risulto sempre esagerata, rancorosa e antipatica

ehhhhh, ma le stronze non cambiano mai

giovedì scorso vengo a sapere che mia sorella più piccola, quella che abita a Bergamo, pur sapendo che la figlia più piccola, unica non vaccinata perchè nessuno aveva voglia di portarla a vaccinare, si era presa il covid, ha fatto andare lì mia madre

ne parlo con mia sorella di mezzo e scopro che mia madre era al corrente che in casa c’era la piccola col covid, ma ha pensato lo stesso di andarci, perchè, poveretta tua sorella, l’ho sentita andare nel panico

io sono allibita quando me lo raccontano

due anni che teniamo mia madre lontana da tutto e tutti per fare in modo che non si contagi, e mia sorella la fa scendere in trincea

io sono allibita, ma l’altra sorella è inferocita; le abita vicino e se mia madre si ammala il problema diventa suo, e quindi , quando mia madre ci risponde che lei ha 80 anni e fa un po’ come cazzo le pare, mia sorella le risponde che se ne assume anche le conseguenze, allora

io la chiamo e le dico che sono state irresponsabili e incoscienti, e speriamo bene che non si è presa nulla, perchè altrimenti sono da prendere a ceffoni tutte e due

ma mia madre ha sempre avuto un debole per mia sorella più piccola, che tanto piccola non è visto che ha 50 anni suonati anche lei, e se le osi dire qualcosa salta su come una vipera

oggi mi ha spedito un messaggio al vetriolo, con tanta di quella cattiveria che per un attimo mi sono spaventata; poi ho girato il messaggio sulla chat di famiglia e ho detto: questa è la nonna che conosco io

certe stronze non cambiano mai

reset completo (madre santa che fatica!)

ritorno sotto la neve al paesello; dopo 15 giorni di Sicilia a 26° rimettersi il pile e i calzettoni pesanti è stato un trauma non da poco

la partenza è stata delirante come mi aspettavo; ad un certo punto mio marito ha detto la magica frase di ogni partenza che segna la fine dei giri dentro e fori dalla casa al camper: basta, adesso si parte. Quello che manca lo compriamo….

ci abbiamo messo una vita ad arrivare, perchè l’età avanza e che ne dica mio marito le tirate dove guida per 1200 km sono finite, un po’ perchè avevamo i cani da “far sgambare” (cioè da far uscire in aiuole puzzolenti e sporche dell’autostrada, con pioggia e vento…), insomma finalmente siamo arrivati in sicilia sotto un sole meraviglioso

ci siamo incontrati in un’area sosta ai giardini naxos con degli amici che non conoscevamo molto bene e sono sicura, ora che li conosco, che anche loro erano perplessi di questa combinazione: ci siamo conosciuti come amici comuni di una persona che col tempo, si è rivelata infantile e stupida, quindi le premesse non erano un gran chè

se poi ci si aggiunge che dopo un giorno dall’arrivo questo comune “amico” lo abbiamo trovato all’area di sosta (ma non aveva sbandierato su facebook che andava a napoli????)…. insomma, come partenza non è stato un granchè!!!!

ma poi abbiamo preso il ritmo: sosta in aree vicino alla spiaggia, passeggiata di mattina (in maniche corte!!!!) con i cani, poi li mettevamo in camper e via con lo scooter a visitare

mio marito, quello che mi prendeva in giro perchè usavo il baby control per i figli appena nati, ha comprato una telecamera per vedere i cani in camper….!!!! comunque l’unica cosa che vedeva erano loro due che se la dormivano

cibo buono, sole, mare, amici, chiese, musei, monasteri, viette, palazzi, vino, dolci…un mix meraviglioso queste vacanze; sono riuscita a vedere anche alcuni amici siciliani che non vedevo da un paio d’anni e persino le volontarie a Matera che 5 mesi fa mi hanno dato i cani: loro le hanno riconosciute e sono state lacrime da parte di tutti

orari di sveglia, sonno, pranzi e cene completamente sballati, abbiamo smesso di parlare di lavoro e abbiamo ricominciato a parlare di sogni e futuro

la tragedia è stata lunedi…mi sono seduta davanti al pc e mi sono detta: ma che devo fare oggi???

ussignur, durissima rientrare nei ranghi dopo un reset completo

dai che ce la facciamo

anche per quest’anno abbiamo dato: sono in ufficio a fare le ultime cose ( mi sono tenuta il cappotto come a dire “sto qui solo due minuti e sono già passate due ore….”) poi esco a fare un po’ di spesa, a comprare il regalo a mio marito e alla fidanzata di mio figlio, passo in colonia felina che è il mio turno, e filo a casa a prepararmi per la cena sociale; quest’anno pensavamo di non farla, ma i dipendenti ci hanno fatto sapere che loro almeno una pizza se la sarebbero fatti comunque, e allora ho organizzato velocemente l’ennesima cena del periodo

domani devo sistemare casa, soprattutto la camera di mia figlia, diventata la discarica di vestiti di tutti e il bagno che divide con suo fratello, fonte di discordie da quando sono piccoli; poi devo fare il pasticcio per la cena di natale, dopo aver passato 3 giorni a fare il ragù e nel frattempo devo caricare il camper, che per ora è pieno di sacchetti buttati a casaccio ovunque, come se ci fosse esplosa una bomba

solo i miei 27 libri delle vacanze sono ben riposti da giorni, comincio sempre dalle cose importanti…

venerdi sera cena con la mia famiglia, sabato mattina colazione con i ragazzi e forse, io non sarei tanto del’idea perchè i parenti di mio marito sono tutti no vax, salto a salutare la perfida suocera…. e poi finalmente salirò in camper, dopo aver fatto sistemare i cani in camper e via, verso la sicilia, prima che Zaia ci ripensi e ci chiuda dentro al veneto

so già che quando chiuderò la portiera il mio cuore farà un pofff, e saranno tutte le fatiche di quest’anno che prenderanno il largo.

ma chi non ha un camper come fa?

buone feste a tutti, ci ritroviamo qui a gennaio