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il cassetto delle mascherine

figlia grande è tornata a casa per qualche giorno, 4 notti e 4 giorni in cui ho avuto il sorriso stampato in faccia; c’è poco da fare, quando lei c’è io mi moltiplico, riesco a fare mille cose e le faccio col sorriso. L’altro lato della medaglia è che ricominciano le vecchie faide tra fratelli, dove il figlio si sente minacciato e reagisce nel suo modo peggiore

averla per casa è una gioia, e come al solito vedo la casa con i suoi occhi, cioè è cambiato tutto e non è cambiato niente

“ma mamma! ancora da riparare questa tapparella! ma doveva farlo un anno fa il papà!”

“ma daiiii avete montato la panchina!!! era solo 4 anni che aspettava!!

“ma perchè adesso mettete le scarpe giù? non si mollano in salotto come al solito?”

“ma che innovescionnnn i led sotto i pensili! bel lavoro papà!”

“mamma ma le tue piante sono una schifezza! o sono morte di sete o sono annegate!”

“ma dove tenete il cibo dei gatti? mi sono saltati tutti addosso ma non sapevo dove erano le scatolette”!

questo per dire il tenore delle sue esclamazioni. Giro di perlustrazione per casa, cazziatone perchè la signora delle pulizie ha tirato fuori dal suo nascondiglio “segreto” i suoi diari, ha tolto la polvere e flieli ha rimessi giù non nell’ordine che erano prima…..amore, manco sapevo che c’erano!!!

ore china su raccoglitori di materiale scolastico (butti via almeno la tesina delle medie? mamma, ho tenuto anche quelle delle elemntari!!! ussignur) per non buttare via nemmeno un foglio

ma nel giro di poche ore si è di nuovo adattata alla vita incasinata e frenetica della casa, lei abituata a ritmi modellati sul suo stile di vita, si è ritrovata a fare le corse per darmi una mano e quando l’ho vista sul letto con un gatto sul pc e uno a fianco sembrava che non si fosse mai allontanata

poi è arrivato il suo compagno a prenderla, e lei prima di andar via mi dice: “mi prendo una mascherina mamma.

sto per dirle dove le teniamo, ma lei apre un cassetto in corridoio e la prende

non so perchè questo gesto mi ha commossa, forse perchè l’ho sentita di nuovo parte dell’organizzazione familiare, mah, non so davvero perchè mi ha mosso qualcosa dentro

è passata in ufficio a salutarmi prima di partire, e io l’ho abbracciata e non volevo staccarmi più

gioia assoluta

dal 26 aprile le regioni tornano gialle; sicuramente questa notizia ha fatto contente tante persone, ma a me è scoppiato il cuore di felicità: non vedo mia figlia dal 3 dicembre dell’anno scorso, e la sua mancanza è terribile

scherzando diciamo che abbiamo superato il “limite California”, quando è stata via quasi tre mesi a lavorare a Napa da una mia amica e ha sfruttato il permesso fino all’ultimo giorno. Mi ricordo che entravo in camera sua, mi sedevo sul letto e piangevo, mi mancava terribilmente

e ora tutto questo tempo, con i regali di Natale ancora incartati e telefonate chilometriche ogni giorno

ma lunedì hanno riaperto le “frontiere” e così alle 17.00 io e mio marito siamo partiti per andarla a trovare a Trento

gioia assoluta

non so come altro definirla, abbracciarla è stato bellissimo

abbiamo appena avuto il tempo di scartare i regali e cenare con l’asporto indiano e poi via di corsa, il coprifuoco incombe e non vorrei certo prendermi una multa l’unica sera che siamo usciti in un anno; i podcast di Barbero all’andata e al ritorno ci hanno aiutato a non parlare di lavoro per tutto il viaggio

vederla così felice mi riempie il cuore, nel suo minuscolo appartamento fatto a sua misura, pieno di foto, piante, un gatto e tantissime cose che vengono da casa nostra, addirittura dalla ex casa mia a Padova: passato e presente, le radici e le ali, proprio come è lei

alla fine l’unica cosa che vogliamo per i nostri figli è che siano felici

non ho più voglia di parlare

settimane complicate, faticose, tutte ad incastro. finalmente figlia grande ha trovato il volo, parte domani, due giorni d’anticipo, e starà via un mese e mezzo. 48 giorni per l’esattezza, ho fatto anche il conto delle ore ma non lo dico per pudore.

al lavoro la situazione sta diventando sempre più incasinata, e se è vero come dice il consulente del lavoro che a settembre non si potrà più fare cassaintegrazione scoppierà tutto, e chissà cosa ne sarà di noi.

io, nel frattempo, mi incasino la vita

con i gattini, che sono sempre 4 dannatissimi cuccioli che corrono come invasati per tutta la casa: la settimana prossima ne vanno via due, ad una famiglia che è costretta a rinunciare alle vacanze e allora la mamma ha pensato che due gattini renderanno la cosa meno amara, e dopo gli altri due, per un progetto pilota nelle carceri di pet therapy, appena ne so di più lo racconterò

 

poi è arrivato di nuovo il nipote australiano, che, come10525834_10203697847140582_7645244481983902325_n fosse andato via ieri (in effetti sono passati 4 mesi) si è subito adattato alla vita un po’ sconclusionata di casa nostra. tra la sua valigia e quella di mia figlia sembra che nella camera sia scoppiata una bomba. se ci riesco inserisco la foto di ieri sera

l’altra pomeriggio eravamo io e lui sul divano: zia sei triste? qualcosa ti preoccupa? non sei tu, non sei del solito umore. E così ho raccontato, a un estraneo che non conosce le persone coinvolte, la cosa orrenda che è capitata la settimana scorsa. perchè io sono una stronza e quando mi feriscono tiro dritto e mando a fanculo. però dentro si spezza qualcosa e allora non ci sono più parole per nessuno

vai amore, e salva il mondo

figlia grande sta facendo l’ultimo esame di questa sessione e sinceramente non ha nessuna importanza l’esito, ha già fatto qualcosa di grandioso incastrando tutti questi esami

finalmente è arrivata la sua destinazione; non voglio entrare in polemiche con l’organizzazione a cui si è affidata ma ne penso malissimo e spero che questa sia la prima e ultima volta, perchè penso che pagare una cifra assurda per avere questa assistenza inesistente sia da pazzi.

con lunaria prima scegli il campo, chiedi se c’è posto e quando ti confermano che puoi andare si paga, la metà di quello che hanno chiesto questi qui e comprende l’assicurazione. vabbè ormai è andata così

destinazione tunisia, e con una missione sui diritti umani come voleva lei. starà agosto e metà settembre in un orfanotrofio, a fare progetti per questi ragazzini. loro parlano francese e arabo. lei inglese e spagnolo e italiano….mah

quando mi ha chiesto cosa ne pensavo una parte di me voleva dirle: ma che cavolo te ne frega di salvare il mondo? vieni in vacanza con noi, ti rilassi, ti diverti, ti riposi. ma so anche che ha bisogno di prendere le misure con il suo futuro: questo è quello che dice di voler fare, e allora non c’è altro da fare che lasciarglielo fare, e vedere se ha la pelle così dura per fare davvero questo mestiere

perchè per salvare il mondo ci vogliono persone speciali

ma lei lo è eccome

ma che freddo fa……

tutti a lamentarsi del tempo….onestamente io no, ma proprio per niente.

odio l’aria condizionata almeno quanto odio l’umidità di questa valle padana. dal freddo ti ripari coprendoti ma dal caldo non c’è scampo, quindi ben vengano i 17° di ieri sera.

l’unica cosa che mi mette un po’ di inquietudine è che figlia grande è in montagna, nella roulotte si mia madre.

una settimana fa viene Perfida Suocera in ufficio; lei ha un appartamento a san martino che non usa nessuno da almeno un anno e mezzo. le dico che mia figlia avrebbe piacere di andar su qualche giorno per studiare al fresco e lei ha fatto letteralmente finta di non sentire. ma tientelo il tuo appartamento, stronza

invece mia madre è andata in brodo di giuggiole e domenica sera è venuta su per spiegare a figlia grande tutti i grandi misteri che ci sono in una roulotte: non è servito a niente dirle che la “bimba” va in campeggio da quando aveva 15 giorni, lei si è sentita in dovere si dormire su e ripartire alle 5 di mattina per non lasciarla sola la prima notte. dove era questa nonna affettuosa quando io ero adolescente?

comunque li fa un freddo cane, piove tutto il giorno e mia figlia ormai parla con la sua lanterna.

ma dice che riesce a studiare bene, e che riesce a concentrarsi: in un mese e mezzo ha fatto la certificazione di inglese, quella di spagnolo, internazionale avanzato, diritto commerciale, diritto del lavoro e diritto civile. ora sta studiando per diritto amministrativo

io questi esami non li facevo nemmeno in un anno, ma di chi è figlia questa?

per rilassarmi coccolo gattini

ogni tanto mi chiedo da dove viene questa figlia strana che mi ritrovo, poi fa qualcosa che mi fa sorridere perchè la sento mia.

ai miei figli ho decisamente trasmesso i geni di san francesco, li chiamava così mio padre, credo, dicendo che non ero proprio capace di disinteressarmi degli animali. dovunque andavo in vacanza con loro trovavo cani e gatti randagi e passavo il tempo a nutrirli nonostante i miei esercitassero un controllo ferreo

poi m sono sposata e come tante cose ho pensato: adesso faccio quello che mi pare! e invece mio marito ogni volta che mi vede allungare qualcosa a un animale randagio parte con la solita filippica che mi sento dall’infanzia: ci riempiremo di bestie! smettila di dargli da mangiare

ogni tanto mi viene in mente figlio piccolo nell’ultima vacanza in grecia, girava con un piccolo zaino dove teneva crocchette per cani e gatti ahahahah quando se ne accorto suo padre…… oppure a madrid, nel campeggio, a forza di far scivolare il cibo dai finestrini avevamo una ventina di gatti che stazionavano sotto il camper…

figlia grande è sicuramente più misurata ed equilibrata di noi, ma questo lato del carattere è forte anche in lei: adesso ha trovato a trento una struttura che accoglie gatti, cuccioli, ammalati, che non hanno padrone e ha preso ad andare regolarmente per pulire le lettiere, dargli da mangiare e coccolarli. già, perchè i cuccioli hanno bisogno di cibo ma anche di coccole.

quando esce puzza come una lettiera e deve correre in convitto a lavarsi, ma ogni volta che mi telefona mi chiede se può portarseli tutti a casa…..

l’ultimissima volta

figlia grande ha cominciato l’ultima settimana di lezione: sembra impossibile ma è già trascorso il suo primo anno di università: tra pochi giorni esami e scleri….

domenica siamo di comunione; due palle stratosferiche perchè la mia famiglia d’origine non è certo praticante, ma le mie sorelle hanno sposato uomini con famiglie molto religiose e quindi non possiamo sottrarci a questi avvenimenti: un po’ cialtroni come siamo noi, ma di solito rispondiamo compatti e ci siamo tutti.

nel pomeriggio però abbiamo un impegno molto più piacevole: figlia grande ha vinto un concorso fotografico e deve andare alla manifestazione per ritirare il premio: una stratosferica macchina fotografica! figlio piccolo mugugna che lui vuole stare con la morosa e allora gli propongo di portarla con noi.

lui è un po’ perplesso, soprattutto perchè sua sorella minaccia di sputtanarlo con tutte le sue gesta eroiche (tipo quella dei cogioli….) ma io so benissimo come ci si sente ad affrontare la famiglia del moroso, non la metterei mai in imbarazzo e quindi faccio un bel discorsetto alle truppe su come si comporta una famiglia normale, e per normale intendo che non si parla di sesso, religione, politica ecc

la ragazza sale in macchina, figlio piccolo le spiega che andiamo a questa premiazione ma che loro possono andarsene per i fatti loro, lei chiede: “che concorso hai vinto?”

“miss maglietta bagnata” è la risposta di mio marito. cominciamo bene….

si mangia un boccone, oramai è tardi, figlia grande deve ripartire per trento. me la immagino che arriva in stazione a mezzanotte e arranca verso il convitto con le sue cento borse…..”Re Mida che ne dici??? l’accompagnamo?”

siamo stanchissimi, ma come ripetiamo da oramai un anno ogni volta che l’accompagnamo è l’ultimissima volta…..

ussignur come è volato quest’anno

perchè ce lo ha chiesto il prof

finalmente sabato siamo andate in scena: alla mattina per gli studenti, al pomeriggio per parenti e amici. ussignur che stress, però ci siamo divertite da pazzi.

figlia grande è stata grande: mai un momento di panico, sempre sorridente, armata di telecamera per filmare il dietro le quinte ma senza mollare  suo figlio Paul, alias la sua macchinetta fotografica. (Paul dei Beatles of course!)

un po’ di incertezze nei rusteghi, ma poi il gran finale con le baruffe!

a ripensarci è stata proprio una cosa incredibile: quando si mette in piedi una cosa del genere ci sono mille cose da decidere: il palco, la sala, la scenografia, le luci, la musica, i costumi, gli oggetti di scena, gli inviti,i movimenti, l’intonazione….insomma sembra che ci sia solo da imparare a memoria la parte e invece c’è da decidere in continuazione….!!!

e poi il gruppo: noi non ci siamo più viste dall’esame di maturità: qualcuna è rimasta amica, ma n trent’anni non abbiamo mai fatto nemmeno una cena di classe: è bastata una pizza e dopo 5 minuti avevamo ripreso da dove avevamo lasciato. Le stesse prese in giro, gli stessi siparietti: figlio piccolo mi dice stupito: “ma quanto vi pigliate in giro!” certamente per lui è strano vedermi sfottere così allegramente da perfette sconosciute,  le amicizie che ho ora hanno una dose di formalità che è impossibile da superare. ma quelle della scuola no: abbiamo affrontato insieme tanti anni di scuola, hai fatto magre figure e colossali figuracce….puoi essere diventata chissachì ma per loro sei sempre quella. 

insomma è andata, è finita. non passerò più tutti i sabati a provare, non passerò più ore a scrivere mail e sms per organizzare tutto il da farsi: devo solo riportare indietro quell’orrido vestito tutto trine e merletti col sederone posticcio (manco ce ne fosse bisogno….)

una cosa mi fa ancora ridere se ci penso: ogni tre secondi qualcuna di noi, durante le prove o la recita, diceva :”ma chi cavolo me l’ha fatto fare????” e la risposta che ci davamo in continuazione era “perchè ce lo ha chiesto il prof!”: ecco, perchè un’altra cosa straordinaria di questa storia è che sembra la solita storia di donne, che quando si organizzano fanno cose incredibili, ma stavolta è anche e soprattutto una storia di grandi uomini: il preside che si è preso la responsabilità di farci recitare con tutte le rogne, gli annessi e connessi ( e ci ha dato pure un contributo in soldi!!!!) e poi del nostro prof di italiano, che è stato per noi una di quelle persone che tutti doverebbero avere la fortuna di incontrare nella vita

l’educazione dell’ultimo minuto

“mamma mi porti dalla mciosjhfsfdsnsgrunf alle 2?

“da chi?”

“dalla sfjdlfjsdlfjdsgrunf”

“figlio piccolo sei ebete? non ho capito nulla”

“dalla morosa, mamma dai, lo sai che non gli piace dirlo, da ora in poi sarà l’Innominata”

“oddio a casa sua? ascoltami per piacere, quando arriva saluta, guarda in faccia le persone, e togliti ‘sto dannato cappello mentre sei in casa, e ringrazia se ti offrono qualcosa, e cerca di sorridere…..oddiommio per piacere quando te ne vai saluta….non voglio che pensino che tua madre non ti ha nemmeno insegnato l’educazione”

“si soprattutto all’ultimo minuto eheheheh”

“figlia grande ti prendi una scarpata nel sedere”

“mamma non provarci ti ho fatto i tuoi biscotti alla cannella preferiti”

“ma ti sei lavato i denti?”

“povera ragazza…non toglierti le scarpe, mi raccomando…per nessun motivo!”

“qualunque cosa devi fare falla con le scarpe addosso…!”

“oddio che visione orrenda, mio fratello nudo con le scarpe addosso”

“ma siete sceme tutte e due????ma che discorsi fate!”

figlio piccolo ha la morosa. lungi da fare sceneggiate come altre mamme che gridano allo scandalo per la loro giovane età, io invece plaudo alla scelta di una brava ragazzina che spero sia armata di spirito missionario e che lo traghetti velocemente fuori da questa apatia che mi fa infuriare.

insomma che riesca dove io ho fallito

siamo messi bene

ma ti mancava solo questa

mi sono accorta che ormai ci siamo, la data fatidica si avvicina: io devo ancora imparare la parte, trovarmi tutti i vestiti e trovare il coraggio di farlo, bazzeccole insomma.

eggià, perchè mi sono dimenticata di raccontare questa cosa bellissima che è partita una sera caldissima d’estate e si concluderà ai primi di maggio di quest’anno. veramente l’inizio è il 29 aprile del 1982, data in cui una classe delle superiori mette in scena pezzi di alcune commedie del goldoni, del ruzante, di machiavelli, dell’ariosto.

un branco di galline di 17 anni, direbbe qualcuno…beh, 30 anni dopo le cose non sono cambiate tanto, eheheheheh

ci ha riunito il nostro prof una sera di luglio: io avevo perso i contatti praticamente con tutte, quindi è stata un’emozione fortissima rivedere le compagne; qualcuna non c’è più, qualcuna si è trasferita, molte sposate con figli, quasi tutte lavorano, ma la cosa che mi ha fatto sorridere è stata che nel giro di pochi minuti si sono ricreati gli stessi siparietti di 30 anni fa.

insomma il prof lancia l’idea, rimettere in scena lo stesso spettacolo di 30 anni fa: come mi immaginavo ci sono quelle che accampano scuse, quelle che si defilano subito, quelle che partono in quarta nonostante siano andate ad abitare e 300 km da qui (della serie volere è potere)

ci si organizza, subito ci si rende conto che non si può mettere in scena tutto perchè mancano “attrici”, e così io e una mia amica cooptiamo le rispettive figli e sblang! cacciate a forza nello spettacolo: figlia grande fa la parte che facevo io 30 anni fa, le si addice di più visto che fa la ragazzina da marito. a me la parte della matrona, che fu di lina volonghi, devo solo impostare la modalità accento ciosoto e poi è fatta.

adesso le prove si fanno pressanti, ci troviamo tutti i sabato mattina tutte insieme col prof che ogni tanto tuona con un “SILENZIO!!!!!!!” ma dopo due minuti riprende il chiacchericcio e la ridarola. poi ci sono le prove infrasettimanali, io ho due parti in due commedie diverse, comincio a dare i numeri, non ho ancora capito come mi devo vestire

insomma, questa cosa non la racconto molto in giro, perchè quando la dico mi dicono sempre, ma davvero sempre, la stessa frase: ” ma ti mancava solo questa????”, eccerto che mi mancava, perchè nella vita voglio fare soprattutto quello che mi piace eheheheh