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stiamo scrivendo la storia!

ho già raccontato come figlio piccolo stia avendo un successo assurdo come commerciale: il piccolo fancazzista che ci ha procurato problemi fin dalla tenera infanzia si è rivelato un venditore pazzesco. Ogni giorno prende ordini sempre più grandi, ogni giorno sventola con soddisfazione ordini che in un passato neanche troppo remoto si vedevano una volta ogni 6 mesi; ora sono diventati quotidiani

nel giro di poco tempo siamo andati in overbooking perchè in pochi mesi il nostro fatturato è aumentato di 2 poi 3 e ora 4 volte…creando dei problemi a tutti i settori dell’azienda. a me che devo trovare materia prima, personale (NON ESISTE DISOCCUPAZIONE) trasporti, materiale di consumo, corsi di formazione; all’amministrazione che deve correre dietro alle banche e all’ufficio tecnico che si ritrova a risolvere decine di problemi assurdi (potete marchiare i pezzi? potete saldare? potete fare questa certificazione?) e ovviamente a mio marito che deve coordinare tutto

ai nostri vecchi clienti abbiamo raddoppiato i prezzi scoprendo che gli ordini arrivano lo stesso…mannaggia averlo saputo prima….

insomma siamo tutti sotto pressione, tanto che ormai gira la battuta che diciamo tutti a mio figlio :“non è che te ne vai un po’ in vacanza? senza telefono però!”

oggi siamo tutti alla macchinetta del caffè con aria sfatta che commentiamo il fatto che non ce la faremo mai a consegnare in tempo, e arriva lui e ci dice:” la smettete con questi musi lunghi? stiamo facendo la storia! ricorderemo questo periodo come il periodo esaltante che abbiamo cambiato il corso della storia aziendale!! dai sù sù, tutti ai posti di combattimento con un po’ di grinta!”

oh santa madre, chiunque tu sia esci dal corpo di mio figlio, che fine ha fatto???? non credevo fosse possibile ma a volte mi manca

questa è una storia che bisognerebbe raccontare

ci siamo iscritti a un’associazione di categoria: basta confindustria, che ha fatto il suo tempo e ha già deluso parecchio, ci riproviamo con un’altra: viene in azienda il responsabile di categoria, e già questo mi sembra intelligente, conoscere i tuoi associati non è così scontato

ovviamente questo è lavoro per me: giro in azienda, presentazione del team, breve storia dell’azienda

incrociamo mio figlio, lo presento come Responsabile Commerciale, mi dice un paio di cose e se ne va

“che bel ragazzo! deve essere anche bravo nel suo lavoro! si vede che è una persona responsabile!”

io mi faccio due risate e per sommi capi gli racconto la sua storia; l’infanzia complicata, l’adolescenza terribile, le due bocciature al liceo, la decisione di farlo lavorare qui durante l’estate, la conseguente decisione sua di frequentare una scuola professionale e di venire a lavorare qui (per tacere delle volte che lo hanno sospeso…), i 5 anni da operaio, la sua recentissima, ma fruttuosa carriera nel commerciale

“ma questa è una storia bellissima! se la sentirebbe suo figlio di venire a raccontarla nelle scuole professionali? abbiamo bisogno di esempi positivi!”

ecco, vorrei dire a quella povera madre che sclerava qualche anno fa con questo difficile e meraviglioso figlio, che poi un giorno qualcuno lo avrebbe definito “una storia bellissima”

ma penso che avrei bestemmiato tutti i santi del paradiso

il lavoro deve stressare!!!

se c’è una cosa che non si può rimproverare a mio marito è che sia un fancazzista sul lavoro: arriva alle 6.30 di mattina e se ne esce alle 20.00, così da almeno 30 anni.

il suo pensiero fisso è l’azienda, la materia prima che sale, i fornitori che non consegnano, il personale che non si trova, le consegne che saltano, i camion che non consegnano, gli insoluti che arrivano, le banche che chiedono sempre di più e danno sempre di meno, i dipendenti che sbagliano in continuazione: tutto concorre al suo umore altalenante e faticoso, ma certo non si può dire che lui prenda alla leggera nulla di quello che riguarda il lavoro

….finchè non è arrivato suo figlio

quel ragazzino fancazzista e problematico dell’adolescenza, un bel giorno ha deciso che voleva lavorare in azienda e così per 5 anni di fila lo abbiamo messo in produzione, a fare i lavori più faticosi e duri, alle prese con i nostri peggiori operai: lui non ha mollato e questo natale ha detto di essere pronto per occuparsi di commerciale

ovviamente noi genitori demmmerda abbiamo pensato che fosse una scusa per sottrarsi all’officina, ma gli abbiamo concesso il beneficio del dubbio e tre mesi per vedere i risultati, sapendo benissimo che non sarebbe stato possibile vederne

io gli ho dato la lista dei nostri clienti “piccoli” che non chiamavano da tempo per farsi le ossa, mio marito gli somministra le sue perle di saggezza (le mail non servono a niente e non le legge nessuno…)

figlio piccolo ascolta tutti e poi fa di testa sua: per un mese ha studiato i nostri concorrenti, ha capito chi erano i clienti e cosa producevano per loro e si è proposto con una mail molto semplice e chiara.

bam, bam, bam…da gennaio abbiamo cominciato a vedere preventivi, a febbraio un paio di giorni a visite e ora fioccano ordini tutti i giorni; per noi tutti è un caos, ogni cliente ha le sue richieste e le sue specifiche, ma c’è un entusiasmo che non c’era da anni

stasera arriva l’ordine di un cliente importantissimo a cui mio marito gli stava dietro da anni; la sua faccia perplessa mi ha intenerito tantissimo, probabilmente si sta chiedendo come diavolo ha fatto il nostro piccolo fancazzista a produrre tutti questi risultati

ma me lo chiedo anche io!!

ma la cosa che mi ha fatto più ridere è stato lo sfogo di stasera di mio figlio, contro suo padre che non ci mette abbastanza impegno a fare preventivi e a produrre il materiale: lui mi dice che vuole lavorare con tranquillità, ma non esiste! il lavoro deve essere stressante altrimenti si chiama vacanza!!!”

oddio, l’avesse saputo la me stessa di 10 anni fa….

mamma ho una sorpresa per te

siamo fuori per una bellissima gita che racconterò fra qualche giorno, e mi arriva questo messaggio da mio figlio: oggi ho preso una sorpresa per quando tornate

mi si gela il sangue nelle vene: guardo mio marito con gli occhi sbarrati e ci domandiamo cosa può essere

un’altra piscina enorme che stazionerà piena d’acqua per un anno e mezzo trasformandosi in stagno?

un altro braciere innovativo (secondo mio figlio) che capeggia ancora sotto il portico, due metri per uno di caminetto “portatile”?

qualche animale strano, tipo serpenti o ragni?

ha smontato il letto e si è trasferito in qualche altra stanza della casa?

insomma, siamo molto preoccupati

poi finalmente arriviamo a casa e chiediamo con cautela: che sorpresa c’è?

avevo comprato una colomba buonissima da mangiare insieme

azzz che genitori demmmmmerda

sapere è come prendere un treno

alcuni anni fa, quando si è laureata figlia grande, mio marito ha coniato una delle sue celebri frasi

riferendosi al fatto che, quando studi qualcosa poi sei avvantaggiato, lui mi disse che si figurava la cultura, il sapere, la formazione, come prendere un autobus a un treno: la strada da percorrere è quella, ma se prendi un mezzo ci arrivi lo stesso ma prima e con meno fatica

io non sono così filosofa, ma ho sempre amato informarmi, capire attraverso le parole e i pensieri di altri: poi spesso mi sento dire che non ci sono tutte le risposte sui libri, ma secondo me …ce ne sono una buona parte

questo pensiero è valido per me, mio marito e mia figlia, ma come al solito figlio piccolo è un bastian contrario

secondo me ha relegato tutto questo nella casella “roba che non fa per me dove eccelle mia sorella” e quindi schifa, rifiuta e ostacola ogni mio tentativo di dargli delle competenze

da alcuni mesi si occupa di commerciale, e come avevo visto lungo io, è molto nelle sue corde

ma non ha nessuna formazione nella vendita e nel commerciale, figuriamoci di marketing; e se finora la sua “istruzione” passava per suo padre (macchine, materiali, prodotti ecc) adesso la sua formazione passa da me, visto che si rifiuta categoricamente di frequentare qualsiasi corso o seminario

e mi sembra di essere ritornata indietro agli anni terribili della scuola, e sinceramente ne avrei fatto a meno

il demone del gioco

ho sentito spesso mio marito dire la frase: se vinco al totocalcio….peccato però, che in 40 che lo conosco, non l’ho mai visto giocare nulla

in realtà lui ha troppo rispetto dei soldi per buttarli via in un’attività del genere, e quindi giocare è sempre rimasto nel limbo delle idee; spesso gli fanno notare che al suo fianco c’è una moglie fortunata al gioco, perchè non usarla?

c’è stato un periodo che partecipavo a vari concorsi, e spesso li vincevo; negli anni ’90 impazzavano concorsi a premi di tutti i tipi e ho vinto molte cose, da un radioregistratore , un tappeto, stoviglie, libri, coperte, la cosa più assurda è stata mettere una sola cartolina e vincere un viaggio in tunisia. Ma io sono strana probabilmente, penso che vincere tanti soldi mi rovinerebbe la vita e non ho mai giocato

ma mio marito ha un periodo un po’ difficile, come tutti; il covid sta mettendo a dura prova i nervi saldi che bisogna avere ora più che mai, ogni giorno si alza l’asticella dei problemi da risolvere e la paura del futuro non è mai stata così grande, e tempo fa mi ha confessato di aver destinato la folle somma di dieci euro per giocare a non so bene cosa un euro a settimana.

anche solo l’attesa di aspettare l’estrazione lo fa sorridere, e a me basta questo per pensare che sono soldi spesi bene

ma l’altro giorno ha vinto 25 euro (non so bene cosa ha indovinato) e l’ho visto felice come un bimbo a Natale; ha già deciso come spenderà i suoi soldi in caso di vincita, della serie un milione a tutti i parenti e agli operai, solo a figlio piccolo vincolerà i soldi fino al raggiungimento dei 50 anni ( ahahahahahahah)

ieri sera gli chiedo se ha detto a suo figlio che ha vinto 25 auro

lui mi guarda tutto contrito e mi dice; non vorrai mica che pensi che suo padre ha il demone del gioco?”

non so, questa risposta mi ha fatto ridere e tenerezza insieme

l’allenatore Spallanzani

ora di cena, noi tre seduti a tavola

“mi hanno appena detto che non ci sono prove di teatro perchè stasera c’è una partita importante: marito, tu guardi la partita stasera?”

“no, non gioca il milan, e poi Hibra si è infortunato…”

“ehhh chissà per quanto non giocherà allora, non è mica come Totti che dopo un’operazione al perone, dopo poco era in campo”

“???????”

“mamma, che cavolo ne sai tu di Totti?

ci sono poche cose che mi annoiano più del calcio, anzi forse è la cosa che mi annoia di più, e quando lo trasmettono lo schivo velocemente, manco i mondiali mi interessano

“ehhh, lui si che non era uno che frignava, anche se quell’allenatore Spallanzani non lo faceva mai giocare….”

“mamma, quello è un ospedale…

“Emily, volevi dire Spalletti?”

“ecco si, lui. Quando è arrivato ad allenare la squadra, non lo faceva mai giocare, e poi entra che mancano 5 minuti alla fine e sbang! goal”

“ma senti che discorsi? ma Emily a te non te ne frega nulla del calcio….”

“ah, lui si che è un calciatore di altri tempi! gli avevano proposto di andare via per un sacco di soldi e alla fine c’è andato Cassano, il suo miglior amico”

“papà, non è che questi deliri sono effetto del covid? io sono preoccupato seriamente….”

ieri mattina sono rimasta a casa. Ho comprato una marea di verdure all’ingrosso e dovevo decidermi a cucinare come una pazza, e io odio cucinare. Per far passare il tempo ho preso il tablet e mi sono detta: guardo la prima cosa che mi propone Netflix, anche se non mi piace, devo uscire dalla mia comfort zone

cavolo, il film su Totti; non me ne può davvero fregare nulla. Niente fantascienza, ne’ paranormale, ne’ horror, ne’ calcio….vabbè ho detto la prima cosa e ora la guardo

se sapevo che poi mi avrebbe permesso di vedere le facce allibite dei miei due uomini, lo avrei fatto prima

se la me stessa di allora avesse saputo…

mio figlio mi chiede la macchina per andar via questo fine settimana con la morosa: lei ha una baita in montagna, dove trascorrere probabilmente l’ultimo giorno fuori di casa prima di passare in zona arancione

l’ultimo tratto per arrivare alla baita è sconnesso e pieno di buche profonde, il mio fuoristrada è meglio della sua sportiva

“che bella idea, partite venerdi sera?”

“si , potremmo anche farlo, ma no. L’unica cosa che manca in questa baita è la doccia, e io non sto due giorni senza lavarmi”

sorrido e penso; se la Emily di 10 anni fa avesse sentito queste parole!

siamo in campeggio a madrid, mio marito è andato a pagare e io ho deciso che basta, 10 giorni di vacanze di natale a implorare questo stronzetto di lavarsi sono troppe. Lo afferro e lo spoglio e lo butto nella doccia del camper. Mio marito arriva trafelato, si sentono le urla fino alla reception

torno a casa da lavoro e vedo figlio piccolo che va in doccia: accende l’acqua, accede il termoventilatore. Dopo 40 minuti esce esattamente con le stesse cose da vestire con cui è entrato, mi guarda con aria da sfida e dice: cosa vuoi? la doccia l’ho fatta

ecco, ripenso a quella donna sconsolata che non riusciva nemmeno a fargli fare una doccia, e questo mi faceva sentire così inetta come madre e come educatrice

è stato 3 settimane in francia in un campo di lavoro e credo che non si sia mai lavato ne’ cambiato

e adesso mi dice che non va via perchè non può lavarsi: ecco, vorrei dire a quella donna sconsolata che 10 anni dopo sarebbe arrivato questo momento

se un giorno mi dirà che non esce perchè deve studiare saprò che la fine del mondo è vicina

ehhh qui ti voglio!

ho sempre sbandierato ai 4 venti che odio l’ipocrisia, che le cose le guardo in faccio e le chiamo col loro nome.

eggià

quando ero ggggiovane d’estate andavo in vacanza con re Mida noi due da soli e posso immaginare che i miei sapessero benissimo che eravamo da soli in tenda ma poi, (è rimasta famosa), quella volta che si è fermato a dormire a casa nostra, (stavamo insieme già da molti anni ed eravamo ampiamente maggiorenni) i miei hanno trovato da ridire. insomma, fai quello che devi fare ma non sotto ai nostri occhi

io con i miei figli non sarò mai così, pensavo. ussignur non sapevo che in sorte mi sarebbe capitato figlio piccolo, il quale mi mette alla prova in continuazione

abbiamo sdoganato il fatto che questa morosa arriva, sguscia veloce davanti alla porta della sala dove siamo io e mio marito, si chiude in camera di mio figlio per riemergere qualche ora dopo. altra sgusciata fuori, velocemente giù dalle scale, manco buongiorno e buonasera

evvabbè mi da fastidio, lo ammetto, ma tengo a freno la lingua e cerco di ricordarmi che se i ragazzi vogliono, un posto lo trovano. però rimango dell’idea che un po’ di educazione non guasta

ma pochi minuti fa è entrato nel mio ufficio, sporco lurido come solo lui può conciarsi, stanchissimo perchè oggi hanno fatto un lavoro pesantissimo e il caldo si fa sentire in capannone, e mi dice, non chiede, ma mi dice che la morosa si ferma a dormire a casa nostra sabato.

ohhhhhhmmmmmmmmmmmmm

ho ripiegato in un vigliacchissimo: beh ne parliamo con papà, ma forse è meglio che prima mi metto d’accordo con me stessa

i soldi facili non sono così facili (per fortuna)

la mia famiglia non è mai stata una gran stakanovista per il lavoro: si lavora per vivere, non il contrario, mentre la famiglia di re Mida, anzi solo suo padre per esser precisi, gli ha trasmesso un senso del dovere nei confronti del lavoro che a volte mi pare allucinante….lavorare 16 ore al giorno tutti i santi giorni comprese le domeniche per me è allucinante

però su una cosa siamo sempre d’accordo: i soldi si guadagnano con fatica e sudore, le scappatoie sono tutte illegali o immorali

già. poi arriva figlio piccolo che come al solito butta all’aria tutto

tempo fa mi racconta che è entrato in uno staff, che hanno in mano le prevendite delle feste nei locali: lui conosce una marea di gente (ovviamente, con tutti i cambi di classe…) e quindi ha tante occasioni di vendere. mi parla di provvigioni, bonus, biglietti gratis, di sottopr (che sarebbero dei ragazzini che vendono per lui per una provvigione)…..insomma dai calcoli che fa sembra che guadagnerà un mucchio di soldi

io e suo padre siamo perplessi: con i soldi stiamo ben attenti con lui, da una parte siamo felici che si dia da fare, dall’altra siamo preoccupati perchè non sappiamo dove porta questa cosa

decidiamo di stare a vedere e di aspettare i primi guadagni

ieri sera figlio piccolo mi racconta che è successo il finimondo perchè a quanto pare non saranno pagate le provvigioni sui biglietti venduti; insulti, discussioni e minacce ma i soldi non saltano fuori.

i soldi facili non esistono…..