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è arrivato quel giorno

ieri era il 30/8; finalmente è arrivato il giorno che attendevo da tanti anni….

E’ USCITO IL NUOVO LIBRO DI OUTLANDER!!!!!

Ho chiesto ferie al mio datore di lavoro per ritirarmi nei miei alloggi e leggere tutto d’un fiato le 1160 pagine del libro; a parte che si sa, il mio datore è uno strunzo e non me lo ha concesso e così meditavo già di fare un dritto dei miei, cioè di stare sveglia tutta la notte per leggere

poi un’amica mi dice: ma non preferiresti centellinarlo per non finirlo subito?

no, ho pensato, tanto poi lo rileggo dieci volte

ma ieri sera quando finalmente mi sono fermata mi ha preso quasi un timore reverenziale nel cominciarlo, perchè averlo aspettato così tanto lo ha fatto diventare preziosissimo e così mi sono detta: ne leggo al massimo il 10%, così mi dura 10 giorni.

bellissimo proposito

salvo passare tutta la giornata pensando al libro che mi aspetta da leggere

mi sa che ci vuole un auto controllo che devo ancora sviluppare 🙂

hai altre necessità che devo soddisfare?

ultimamente sto facendo colloqui di lavoro come se non ci fosse un domani; ho dato il mio numero a chiunque (mio marito mi ha chiesto se l’ho scritto nei gabinetti pubblici….) e quindi mi chiamano dei soggetti spesso inquietanti, o al massimo surreali

ieri sera si presenta uno, senza cv, e dopo un’ora di visita aziendale e spiegazione delle dinamiche e del lavoro che avrebbe dovuto fare, mi dice che va bene, lui ha bisogno di iniziare il prima possibile

“per il contratto?”

“per iniziare ti faccio un contratto di 15 giorni, poi se vedi che ti trovi e che vuoi continuare lo allunghiamo di qualche mese e poi entro l’anno passi all’indeterminato

“ehhh, non può farmelo subito indeterminato?”

figlio mio, non hai mai lavorato in fabbrica, hai fatto il cuoco per 18 anni quindi non ne sai nulla di officina, non hai uno straccio di referenza o di lavoro pregresso, non so nulla di te….insomma, 15 giorni di prova mi sembrano il minimo sindacale…”

mi lascia i documenti e se ne va, io nel frattempo li invio perchè mi formalizzino subito il contratto

dopo un’ora mi trovo una decina di vocali dove mi invita ad avere fiducia in lui, a fargli il contratto a tempo indeterminato, perchè è da maggio che ha lo sfratto e se non ha un contratto di questo tipo non gli danno la casa in affitto, e ha un figlio malato, e se lo mandano via non sa dove andare e gli tocca riportare la famiglia al sud che almeno lo ospitano…non vorrò mica essere io la responsabile della deportazione al sud della famigliola??

ora, io sono una persona gentile ma non tollero che mi si butti addosso i problemi degli altri, i miei sono abituata a risolvermeli. Ma chi ti conosce? fino a due ore fa non sapevo chi fossi e ora sono la rovina della tua famiglia?

ma in quale mondo ti presenti in una realtà lavorativa e ti fanno il contratto a tempo indeterminato a scatola chiusa? e se domani mi dici che devi operarti e non ti vedo più per tutta l’estate? (già successo)

questa è la realtà lavorativa del veneto, chi non trova lavoro qui fa tanta fatica a scansarlo

cmq ieri era il mio primo giorno di lavoro dopo 15 giorni di covid, il prossimo che mi dice che è solo un’influenza avrà il mio imperituro disprezzo

stiamo scrivendo la storia!

ho già raccontato come figlio piccolo stia avendo un successo assurdo come commerciale: il piccolo fancazzista che ci ha procurato problemi fin dalla tenera infanzia si è rivelato un venditore pazzesco. Ogni giorno prende ordini sempre più grandi, ogni giorno sventola con soddisfazione ordini che in un passato neanche troppo remoto si vedevano una volta ogni 6 mesi; ora sono diventati quotidiani

nel giro di poco tempo siamo andati in overbooking perchè in pochi mesi il nostro fatturato è aumentato di 2 poi 3 e ora 4 volte…creando dei problemi a tutti i settori dell’azienda. a me che devo trovare materia prima, personale (NON ESISTE DISOCCUPAZIONE) trasporti, materiale di consumo, corsi di formazione; all’amministrazione che deve correre dietro alle banche e all’ufficio tecnico che si ritrova a risolvere decine di problemi assurdi (potete marchiare i pezzi? potete saldare? potete fare questa certificazione?) e ovviamente a mio marito che deve coordinare tutto

ai nostri vecchi clienti abbiamo raddoppiato i prezzi scoprendo che gli ordini arrivano lo stesso…mannaggia averlo saputo prima….

insomma siamo tutti sotto pressione, tanto che ormai gira la battuta che diciamo tutti a mio figlio :“non è che te ne vai un po’ in vacanza? senza telefono però!”

oggi siamo tutti alla macchinetta del caffè con aria sfatta che commentiamo il fatto che non ce la faremo mai a consegnare in tempo, e arriva lui e ci dice:” la smettete con questi musi lunghi? stiamo facendo la storia! ricorderemo questo periodo come il periodo esaltante che abbiamo cambiato il corso della storia aziendale!! dai sù sù, tutti ai posti di combattimento con un po’ di grinta!”

oh santa madre, chiunque tu sia esci dal corpo di mio figlio, che fine ha fatto???? non credevo fosse possibile ma a volte mi manca

questa è una storia che bisognerebbe raccontare

ci siamo iscritti a un’associazione di categoria: basta confindustria, che ha fatto il suo tempo e ha già deluso parecchio, ci riproviamo con un’altra: viene in azienda il responsabile di categoria, e già questo mi sembra intelligente, conoscere i tuoi associati non è così scontato

ovviamente questo è lavoro per me: giro in azienda, presentazione del team, breve storia dell’azienda

incrociamo mio figlio, lo presento come Responsabile Commerciale, mi dice un paio di cose e se ne va

“che bel ragazzo! deve essere anche bravo nel suo lavoro! si vede che è una persona responsabile!”

io mi faccio due risate e per sommi capi gli racconto la sua storia; l’infanzia complicata, l’adolescenza terribile, le due bocciature al liceo, la decisione di farlo lavorare qui durante l’estate, la conseguente decisione sua di frequentare una scuola professionale e di venire a lavorare qui (per tacere delle volte che lo hanno sospeso…), i 5 anni da operaio, la sua recentissima, ma fruttuosa carriera nel commerciale

“ma questa è una storia bellissima! se la sentirebbe suo figlio di venire a raccontarla nelle scuole professionali? abbiamo bisogno di esempi positivi!”

ecco, vorrei dire a quella povera madre che sclerava qualche anno fa con questo difficile e meraviglioso figlio, che poi un giorno qualcuno lo avrebbe definito “una storia bellissima”

ma penso che avrei bestemmiato tutti i santi del paradiso

sapere è come prendere un treno

alcuni anni fa, quando si è laureata figlia grande, mio marito ha coniato una delle sue celebri frasi

riferendosi al fatto che, quando studi qualcosa poi sei avvantaggiato, lui mi disse che si figurava la cultura, il sapere, la formazione, come prendere un autobus a un treno: la strada da percorrere è quella, ma se prendi un mezzo ci arrivi lo stesso ma prima e con meno fatica

io non sono così filosofa, ma ho sempre amato informarmi, capire attraverso le parole e i pensieri di altri: poi spesso mi sento dire che non ci sono tutte le risposte sui libri, ma secondo me …ce ne sono una buona parte

questo pensiero è valido per me, mio marito e mia figlia, ma come al solito figlio piccolo è un bastian contrario

secondo me ha relegato tutto questo nella casella “roba che non fa per me dove eccelle mia sorella” e quindi schifa, rifiuta e ostacola ogni mio tentativo di dargli delle competenze

da alcuni mesi si occupa di commerciale, e come avevo visto lungo io, è molto nelle sue corde

ma non ha nessuna formazione nella vendita e nel commerciale, figuriamoci di marketing; e se finora la sua “istruzione” passava per suo padre (macchine, materiali, prodotti ecc) adesso la sua formazione passa da me, visto che si rifiuta categoricamente di frequentare qualsiasi corso o seminario

e mi sembra di essere ritornata indietro agli anni terribili della scuola, e sinceramente ne avrei fatto a meno

l’ho già detto che siamo al delirio?

stamattina parte un camion carico di materiale da portare inunbucoinc*loalmondo; ho faticato a trovare questo trasporto, a trovarlo al prezzo che voleva il cliente, con la consegna che andava bene al ricevente e con la produzione che andava bene a mio marito; un gioco di equilibri che non si immagina

all’ora di pranzo mi chiama il trasportatore che il suo autista, arrivato a scaricare “si accorge” che ha il tampone scaduto, e vuole che qualcuno dell’azienda venga fuori, prenda il suo camion, entri in azienda e scarichi il camion

io all’inizio credo di non aver capito: cioè tu sai che per lavorare ti serve il tampone, ma parti per una consegna senza e pretendi pure che gli altri facciano qualcosa di illegale.

gli dico di cercarsi una farmacia, lui risponde che “sti stronzi” non hanno un minimo di elasticità e non capiscono che è un’emergenza e non glielo fanno senza prenotazione

io ribadisco che un’emergenza è che domani mi sposo e forse sono positivo e lo devo sapere subito, ma che devo andare a lavorare e mi serve il tampone è normale, quindi, se dopo aver preso la laurea in immunologia su facebook decido di non farmi il vaccino, e non faccio il tampone, questa è cialtroneria, non un’emergenza

insomma, la discussione è andata avanti un pezzo, con mio marito che urla di non chiamare il cliente per cercare una soluzione che ci facciamo una figura da deficienti, e il trasportatore che mi minaccia di riportare indietro il carico

bel lunedì, cominciamo bene

un lazzaretto di micetti

qualche settimana fa mi chiama una signora: ha chiamato cento associazioni ma nessuno può aiutarla, lei ha 4 mamme gatte che hanno sfornato una quindicina di micetti, posso dare una mano? l’anno scorso c’erano richieste di adozioni come non ne abbiamo mai avute, siamo riuscite persino a chiudere delle colonie perchè abbiamo potuto recuperare i mici più buoni e darli in adozione, ma avevamo già pronosticato che buona parte di questi mici sarebbero tornati nel territorio una volta finito il lock down e quindi abbiamo monitorato le adozioni richiedendo foto e sterilizzazioni. Ma le altre volontarie lo hanno fatto? non credo proprio visto che quest’anno abbiamo un’emergenza cuccioli allucinante

ok , le dico, per i micetti non ho posto ma cerchiamo di prendere le mamme per sterilizzarle

niente da fare, le mamme sono furbe e non entrano nella gabbia trappola, in compenso i micetti sì e mi accorgo che più di uno ha gli occhietti rovinati

va beh, mi dico, non ci sono richieste di adozioni, tra poco vado in ferie, mi aspetta il periodo più faticoso dell’anno con il lavoro…ok ne prendo almeno 5, li curo, casomai li rimetto giù

li metto nel bagno degli ospiti ( e se arriva qualcuno e gli serve il bagno dove lo mandiamo? nelle camere? in giardino??? sceneggiata di mio marito) e chiamo il veterinario…..puntura di antibiotico a tutti, un tipo di collirio 2 volte al giorno a tutti e un altro 5 volte, aerosol per tutti 2 volte al giorno, oltre a naturalmente pulire la stanza. le lettiere, sistemare i disastri che fanno, renderli addomesticati ( i primi giorni avevo le mani piene di cerotti tra morsi e tagli delle unghiette) e cambio biancheria…. e dimenticavo, devo spulciarli e sverminarli tutti ….insomma un delirio

praticamente tutto il tempo che sono a casa lo passo li dentro

l’altra sera viene una amica volontaria a vedere la situazione, mi porta un po’ di medicinali e scappa via.

dopo pochi minuti mi suona di nuovo e mi passa sopra al cancello un micetto piccolissimo:

l’ho trovato in mezzo alla strada, non potevo lasciarlo lì, non metterlo con gli altri altrimenti gli attaccano di tutto

misericordia, non è mai finita

non lavoro perchè mi toglie il tempo libero

quando io parlo delle difficoltà di trovare personale, spesso so che chi mi ascolta pensa che esageri, o che dica fesserie, ma il fatto è che in realtà le cose sono molto più allucinanti di quello che si crede!

giovedì assumo un ragazzo, che mi ringrazia mille volte dell’opportunità, che si dichiara pronto ad iniziare e trovare finalmente il suo posto nel mondo; siccome ormai conosco i miei polli, invece di aspettare lunedì lo faccio iniziare di venerdì, così ha tempo di riposarsi dal primo giorno di lavoro che di solito è il più duro e di ricominciare lunedì

venerdì lo tengo d’occhio, lui esprime gioia e felicità e mi conferma che va tutto bene….lunedì mattina non si presenta

penso che si sia preso a letto dopo i bagordi della vittoria e lo chiamo, ma dopo decine di telefonate finalmente mi risponde e dice che per lui sono troppe 8 ore al giorno, non se la sente proprio

“il lavoro mi toglie tutto il tempo libero, non posso lavorare tutto il giorno”

“tempo libero si chiama così perchè è il tempo che viene dopo il lavoro, altrimenti si chiama non fare nulla tutto il giorno”

“ehh si lo so, ma sono troppe 8 ore, non mi rimane più tempo per fare quello che mi piace”

” e cosa ti piace fare che non puoi fare nelle restanti 16 ore ?”

“ah, niente”

“cioè, nel tuo tempo libero cosa fai?”

“niente”

“quindi fammi capire, tu non vuoi lavorare perchè il lavoro ti toglie tempo per fare qualcosa che non fai comunque?”

eh sì”

“ma lo capisci che puoi fare questi discorsi perchè a 27 anni hai la mamma che ti dà un tetto sopra la testa e un piatto di pasta, altrimenti dovresti affrontare il fatto che se continui così nessuno ti darà mai più un lavoro? non hai nessun titolo di studio e nessuna competenza, le uniche tue risorse sono che sei italiano e che sei giovane, ma tra poco nemmeno questo ti aiuterà a trovare lavoro, e allora che farai?”

” a me piacerebbe fare quei lavori dove tu compri un libro a 100€ e poi lo rivendi a 300, hai presente?”

“sì, ma in quel caso è un esperto di libri antichi che scova su una bancarella un libro usato che costa 2 € ma ne vale 1000, tu hai competenze del genere?”

“no, ma c’è sempre qualcosa che posso vendere….”

la conversazione è durata un’ora ma più o meno il succo è questo

e io ho realizzato che se pensavo di dover affrontare un paio di rogne subito al lunedì mattina, queste sono passate subito di importanza perchè dovevo ricominciare con i colloqui di lavoro, con sommo gaudio

dai, parlatemi ancora della disoccupazione giovanile e dei sussidi, qui in Veneto l’unica cosa che manca sono i calci nel culo a chi non ha voglia di lavorare

ho fissato tre colloqui per domani, solo dalla telefonata so già che mi verrà da piangere ma cerchiamo di essere ottimisti

è tempo di migrare

e così ci siamo, dove averlo evitato per anni la temuta delocalizzazione comincia da oggi: io e Re Mida abbiamo prenotato un aereo per un primo giro, poi la settimana prossima il secondo giro e poi vedremo, l’idea è di essere operativi a breve.

ovviamente non si chiude qui, ma ci si allarga li

odio l’idea di imparare una nuova lingua, odio lavorare fuori dall’italia, odio pensare che non ci sia altra scelta.

amo l’inizio di una nuova avventura, amo conoscere posti nuovi, amo farlo con mio marito

sono un attimo ambivalente si è capito?

mi spaventa un po’ l’organizzazione di casa  (eh si, mi preoccupa questo figlio, anche se mammamsterdam mi rassicura dicendo che “tromberà come un riccio e si divertirà da pazzi senza di noi” barbara come mi rassicuri tu…..), mi disorienta rifare abitudini e consuetudini lontano da casa mia: io sono un segno di terra, tutto questo svolazzare mi mette ansia

ma questa situazione economica ci obbliga a scelte che rimettono in discussione tutto quello che abbiamo dato per scontato fino a poco tempo fa, però io sono consapevole che spesso queste situazioni sono il calcio nel sedere che ti spinge a fare quello che in situazioni più tranquille non ti sogneresti mai di fare e in questo modo invece si cresce, si diventa migliori.

e allora partiamo, pesando la valigia come non abbiamo mai fatto, dosando i liquidi come non abbiamo mai fatto, calcolando i tempi con precisione come non abbiamo mai fatto: insomma, pronti via, si parte.

sei consegnato!

vi racconto l’ultima trovata per “raddrizzare” mio figlio: prima o poi uno dei due cederà per sfinimento, lui ha più energie ma io sono più determinata.

visto che gli piace tanto la vita militare, gli ho detto che useremo lo stesso sistema: prima di andare a letto deve fare tre cose talmente minime che mi vergogno anche a scriverle, ma se non le fa il giorno dopo è consegnato e non esce.

per un paio di giorni ha funzionato, poi si ricomincia con la solita sciatteria

mi rendo conto che quando sa già che non uscirà perchè ha allenamento non fa quelle tre minime cose che gli sono richieste……

ussignur che pazienza!!!!!