ognuno avrà la propria vita e proprio questo fa paura

quando ti nasce un figlio sperimenti una cosa veramente unica al mondo: hai un controllo totale sulla sua vita. sai cosa mangia, cosa si mette addosso, chi frequenta, quante ore dorme, quando si lava,persino quante volte va in bagno.
poi man mano che crescono i figli si ricavano i loro spazi lontano da te, a scuola, dai nonni o dagli amici, ma tu riesci sempre a sapere le cose.
poi ad un certo punto qualcuno taglia gli ormeggi, e la barchetta si avvia nell’oceano, e tu puoi solo chiudere gli occhi e sperare che vada tutto bene
questi sono i pensieri (un po’ morbosi lo ammetto) che ultimamente faccio riflettendo sui miei figli.
figlia grande ormai sta a Trento tantissimo, scende forse una volta al mese ( e solo perchè a Trento non trova qualcosa che le serve – benedette lenti a contatto eheheh); quando arriva a casa sembra sempre più un ospite, nota tutto quello che c’è di nuovo anche se per noi ormai non è più una novità e rimane perplessa di fronte a nuove abitudini che non conosce. Mi parla di perone che io conosco a malapena oppure per niente, e spesso rimango sorpresa di non sapere che ha fatto qualcosa (andiamo a vedere questo film al cinema? no ci sono già andata è una palla….)
figlio piccolo poi…lui semplicemente non parla. ci vediamo tutto il giorno visto che da giugno lavora con noi, ma praticamente non ci parliamo. è più facile avere risposte da un messaggio in ws piuttosto che parlarci direttamente. Non so con chi esce, non so cosa mangia, non so nulla di lui, adesso non so nemmeno chi si porta in camera alle 3 di mattina visto che ha cambiato morosa. Sta cercando casa da solo e per quanto io sia d’accordo sul farlo andare vivere da solo so benissimo che questo non farà altro che aumentare le distanze.
so benissimo che questa è la vita e che il contrario sarebbe orrendo, figli attaccati alla gonna della mamma finchè morte non ci separi, ma questo non mi impedisce di provare una malinconia immensa per la vita che cambia, e anche se ci sono voluti vent’anni mi sembra che succeda tutto così in fretta

in amore c’è chi le prende e chi le dà

“che triste che è figlio piccolo, la morosa l’ha mollato e lui ha un’aria così triste….”
“Emily fatti i cavoli tuoi che lo sai che non vuole che ti impicci…”
“si infatti ogni volta che provo a parlarne mi dice: mamma fatti i cazzi tuoi!”
“e fatteli!!!che poi non gli fa male soffrire un pochino, è tutta salute”
“già…speriamo bene invece per questo moroso di figlia grande….non so, non mi ispira moltissimo”
” a me non importa che sia una persona eccezionale, mi basta che non la faccia soffrire”
“ma, scusami un attimo, per il figlio trovi giusto che soffra e stia male, la figlia, povero angelo, bisogno proteggerla da tutti??? bella roba!”
“eh sono due cose totalmente diverse. figlio piccolo in amore le ha date spesso, ha fatto soffrire e ha fatto disperare, quindi è giusto che le prenda un pochino, vedrai che impara che nella vita ti torna indietro tutto…ma figlia grande, amore del papà, non le ha mai date a nessuno e mai le darà…non voglio che soffra per colpa di uno stronzo…”
in effetti ha ragione lui. ma cuore di mamma sanguina a vederli infelici, sempre. anche se a volte se lo meritano

vacanze indimenticabili

me l’ero vista brutta venerdi di chiusura, quando, salutati tutti gli operai con l’umore alle stelle, mio marito si sente dire che il camper, portato a riparare qualche giorno prima, non sarà pronto per le vacanze.
……
non posso davvero ripetere quello che gli è uscito dalla bocca….e la velocità con cui se l’è presa con me mi ha fatto capire che dovevo trovare una soluzione più in fretta possibile prima di soccombere.
una masseria nel leccese era disponibile a prezzi più che buoni, partenza il giorno dopo.
niente male devo dire, anche se io odio viaggiare senza il mio camper; abbiamo camminato tanto, mangiato bene, riposati tantissimo.L’amica che dovevamo vedere ci ha dato buca ma noi ce la siamo passata bene lo stesso. Capodanno ad un veglione surreale….credo di aver alzato bandiera bianca alla 18esima portata….non si può mangiare così tanto, non ha proprio senso…
ritorno a casa e ripartenza!!!!!
con i figli sono in quel magic moment dove loro non sono più una rottura di palle e io non lo sono ancora diventata (almeno lo spero!), quindi ho chiesto a figlia grande di fare una vacanza insieme, solo io e lei. Abbiamo, anzi ha perchè ha fatto tutto lei, trovato i biglietti aerei, il b&B (sono troppo vecchia per gli ostelli e i bagni in comune) e partenza per la scozia!
edimburgo 4 notti e glasgow 2, meraviglioso
mi sono divertita tantissimo.
abbiamo camminato tantissimo, mangiato pochissimo, visitato tutto ma proprio tutto, riso a crepapelle…finalmente zero fatica per organizzare, il mio contributo si limitava a strisciare la carta di credito
tanto per fare un esempio: aeroporto di venezia “amore ma i biglietti dove li prendiamo? mamma sono qui, tieni il tuo passaporto
aeroporto di Edimburgo “amore cerco un taxi che ci porta al b&b? mamma c’è la navetta, ho già fatto i biglietti. e dopo? prendiamo il bus 33 e arriviamo giusti
ecco, una meraviglia.
io di solito giro con la lonely planet sempre in mano, faccio calcoli complicatissimi se non c’è l’euro, sono costantemente concentrata su quello che devo fare, mi ritrovavo a godermi la città e girare con naso all’insù, nella ignoranza più assoluta.
poi mia figlia è spiritosa, allegra, organizzata,vorrei dire spilorcia ma diciamo economa, e poi parla l’inglese con una proprietà che è stata capace anche di incazzarsi come una biscia quando abbiamo cercato di prendere un’auto a noleggio. io ero morta dal ridere, lei era livida di rabbia.
e poi ne ho approfittato per rivedere amici vecchi e nuovi, una famiglia che oramai si è trasferita li e una nuova conoscenza di blog (Giovanna, sei il nuovo idolo di mia figlia!)
insomma rientrare è stato durissimo
“figlio piccolo, guarda che toccherà anche a te le vacanze da soli io e te”
“ok mamma, trova un resort 5 stelle, spiaggia e mojto e fiesta loca ogni sera!”
ma come cavolo mi sono venuti fuori così diversi questi due?

Xè i schei che comanda

ognuno di noi ha i propri mantra, piccole perle di saggezza che raccogliamo un po’ dovunque durante la vita
figlia grande si ripete spesso: “rischia ogni giorno una brutta figura” perchè lei dice che spesso, nella vita, non si fanno un sacco di cose interessanti per paura di sbagliare, di fare brutta figura, e invece di solito non succede niente di grave ma si impara qualcosa di nuovo. Forse è con questo spirito che negli ultimi due mesi ha frequentato 3 corsi di lingue (inglese giuridico avanzato, francese secondo livello e russo primo livello), ed è riuscita nella stessa settimana a fare tutti gli esami e passarli
figlio piccolo invece, ripete spesso “xè i schei che comanda” frase del noto guru Felicetto Maniero, quello della mala del Brenta per intenderci.
lui me lo ripete ogni volta che, in una discussione, gli faccio notare che i soldi non sono devono essere l’unico motivo per cui fare qualcosa. E invece temo che ci provi un gran gusto e che creda di disgustarmi, ripetendo che sono i soldi che comandano
l’altra sera siamo seduti sul divano e compare Fedez in televisione: lui parte con una tirata sul fatto che è un venduto, proprio lui che nelle sue canzoni diceva che non sarebbe mai andato a fare il pagliaccio ai talent, adesso è il terzo anno di fila che fa il giudice. Certo che certa gente per i soldi fa tutto!!!
“scusa amore, ma non xè i schei che comanda? e allora cosa critichi? anzi dovresti osannarlo…non fa altro che fare quello che dici tu….”
mutismo, silenzio assoluto, nemmeno un mugugno.
ehhh tesoro mio mi dispiace da te, ma la mela non cade lontano dall’albero, e anche se ti da sommamente fastidio alla fine mi sa che hai i nostri stessi principi….

se lo ammazzavo me ne davano meno

era l’autunno del 1979 e io ero una ragazzina di 13 anni: sono seduta sulle pedane che serviranno per costruire il preingresso della roulotte e sto facendo diventare matto papà.Gli faccio i dispetti, gli nascondo gli attrezzi, canto a squarciagola….in quel momento passa un tizio che detiene la carica di Moroso ed è con lui un ragazzo di 14 anni magro magrissimo, allampanato, con un paio di occhi neri profondissimi. Io lo guardo appena mentre lui, la storia racconta, mi ha guardato bene e a lungo visto che non mi ha più tolta dalla testa e 10 anni dopo mi ha sposato.
in questo lunghissimo corso di tempo sono cambiate tantissime cose tanto che stento a riconoscere quella ragazzina viziata e quel ragazzo bellissimo ed equilibrato, ma c’è una cosa che è rimasta uguale, il mio bisogno di programmare e la sua incapacità di farlo
“Re Mida andiamo a parigi per l’anniversario? c’è una fiera che vorrei tanto vedere (si lo so non suona romantico ma vabbè)
“si bellissima idea, prenota….in aereo, no, orari assurdi, andiamo in auto….in macchina a te non va bene allora in treno…no assurdo il treno no, riproviamo con gli aerei, andiamo,…non andiamo….forse faremo ponte, no, non possiamo, beh noi lo facciamo lo stesso, no, non possiamo…..”
aaaaahhhhhhhh che pazienza
arriva il giorno prima del ponte e finalmente decide; ok andiamo in camper al mare ma sono stanchissimo quindi poca strada, andiamo qui vicino”
ok a tempo di record preparo il camper, stiamo per partire, camper già in moto e mi dice: e se andassimo alle terme di catez? (slovenia vicino a zagabria…)”
ok, respiro profondo, sono indecisa se urlare che non è possibile , con lui non si riesce ad organizzare niente per tempo, sempre all’ultimo minuto, che non so dove siano costumi, asciugamani….poi mi viene in mente che, dato che sono una nota cialtrona, non ho ancora disfatto la sacca preparata per andare alle terme con mia sorella (che poi non ci siamo più andate), sorrido, respiro forte e dico ok
“dai.ormai dovresti essere abituata a questi cambi di programma, domani facciamo 27 anni di matrimonio e siamo insieme da 37…
“si, e se ti ammazzavo me ne davano meno di galera”
mi piace tanto citare le battutacce di mio padre…!

i “gggiovani” d’oggi

io odio i luoghi comuni, mia suocera è una che parla solo con i luoghi comuni, dopo 5 minuti che le parli ti viene voglia di metterti a gridare che non ha ancora detto che non ci sono più le mezze stagioni.
oggi è passata in azienda non so bene a che fare, ma figlio e nipote si sono volatilizzati a tempo di record, io ero giù in reception e me la sono beccata.
nel suo solito sproloquio ad un certo punto tira fuori che i ragazzi d’oggi non hanno voglia di far niente….e mi parte l’embolo.
le dico con una calma che non ho, che i gggiovani non sono mica come i suoi nipoti, gli altri intendo, perchè guardi i miei figli, sono in gamba
“ehhh ma loro sono un’eccezione”
in quel momento passa l’ingegnere dell’ufficio tecnico, assunto appena laureato; al colloquio si propone per fare uno stage, ma quando mio marito viene a sapere che non può pagarlo più di 800 euro al mese lo mette subito a contratto normale, con uno stipendio adeguato e dopo un anno aumento.
è un ragazzo incredibile: intelligente, sveglio, geniale: ogni tanto se ne esce con “ho fatto un programmino per….” e di colpo qualcosa che era un casino diventa semplice
io lo riempio di corsi, mio marito di stima, so che prima o poi se ne andrà ma pazienza, averlo avuto è stato bellissimo
anche questo ggiovane non ha voglia di far nulla?
poi penso ai ragazzi che ho assunto in questi due anni; uno faceva l’assicuratore, uno aveva una sua azienda, uno l’imbianchino, l’altro il giardiniere, uno spennava polli. Hanno fatto esperienza con contratti assurdi, a chiamata, a voucer, a stage e in nero e spesso, non sono stati pagati.
nel giro di poco tempo si sono impegnati e hanno preso mano con le macchine,le lavorazioni, i programmi.
sanno che qui avranno sempre un contratto serio, una paga sicura, corsi e attrezzatura di sicurezza.
se sbagliano pazienza, nessuno gli metterà in conto il malanno ma probabilmente se sbaglieranno 10 volte di seguito si beccheranno una sfuriata da mio marito da risvegliare i morti, ma due minuti gli è passata.
uno degli ultimi assunti l’altro giorno ha avuto un’idea: ne ha parlato con mo marito e sono 4 giorni che non parla d’altro. potrebbe essere unos viluppo interessante, vedremo dove porterà
i ragazzi vedono le cose con occhi nuovi le cose che noi abbiamo sutto occhio da tutta una vita
Lucia in un commento al post precedenti mi ha fatto capire che ho parlato solo delle cose che non vanno, e non dei meravigliosi ragazzi che in questi due anni hanno sostituito la nostra forza lavoro che nonostante non fosse fatta di persone che si impegnavano a dare il meglio, noi non abbiamo mai pensato di licenziare
io penso che se c’è qualcosa di buono che è arrivato dalla crisi è che ha costretto tutti a lavorare in maniera diversa, noi imprenditori per primi
quando assumo di solito faccio questo discorsetto: il lavoro qui a volte è ripetitivo, a volte faticoso fisicamente, qui fa freddo d’inverno e caldo d’estate, c’e rumore, c’è polvere e mio marito ogni tanto sbrocca, ma tu fai del tuo meglio e qui hai trovato un posto sicuro”
adesso devo chiudere perchè devo scegliere il menù della cena aziendale, i ragazzi hanno scelto messicano e devo stare attenta a quello che ordino…..e comunque tanto,tanto mojito!!!!!

piccolo osservatorio sull’occupazione

in 30 anni in azienda non c’è stato praticamente nessun turnover; stesse persone nei secoli e secoli.
poi arriva il consulente, apporta qualche modifica all’organizzazione e buuuum…persone con 33 anni di anzianità che danno le dimissioni una dietro l’altra. anzi,mi correggo, che vogliono essere licenziate per poter prendersi la mobilità.
ma questa è un’altra storia
quello che siamo stati costretti a fare è stato di assumere nuovamente il 90 % dei nostri dipendenti; nessun problema, non c’è la disoccupazione?
il primo licenziamento del 2016 è il responsabile del controllo di produzione, che appena passato a contratto indeterminato ha visto bene di falsificare le firme di mio marito facendo risultare che ha fatto da noi la stage per l’università…..
il secondo un signore rumeno di quasi 60 anni, che nei 10 anni che ha lavorato da noi è sempre stato un problema perchè non sa fare nulla. Di punto in bianco va dai sindacati perchè vuole essere licenziato. Dice che con la mobilità e con il tfr intanto va avanti due anni, poi si vedrà……
terzo abbandono, contratto a tempo determinato, ultime due settimane passate a casa in malattia (mal di schiena). dice che potrebbe tornare a lavorare se il lavoro non fosse tanto stressante…
quarto abbandono, contratto a tempo indeterminato, lascia il lavoro perchè va a tentare fortuna all’estero. speriamo bene…
quinto e ultimo (si spera) abbandono, ragazzo assunto perchè figlio di amici, un autentico lavativo. in 3 mesi che lavora ha fatto più assenze lui per malattie e incidenti che tutta l’azienda messa insieme (poi si fa i selfie al cinema dimenticando che ha il resto dell’azienda come amico su facebook, compreso mio figlio….)
ha già avuto mal di pancia, mal di testa, bronchite, mal di schiena, dissenteria (DUE VOLTE!!!!), persino un fantomatico incidente al lavoro che nessuna ha visto e che ha raccontato a sua madre una volta a casa. L’altro giorno mi ha chiesto come si fa a licenziarsi, praticamente è come se una moglie chiedesse al marito come si fa a divorziare.
io sono allibita ma comunque mi informo. Tra poco gli scade il contratto ma se vuole andarsene non lo trattengo: adesso c’è una nuova procedura per licenziarsi che non basta mandare la solita lettera, bisogna farla presso un sindacato e costa. lui non vuole spenderli e allora mi informo: dove ci fanno le paghe lo fanno costare solo 20 €
“non voglio buttar via 20 €” mi dice.Ieri sera chiede a mio figlio come si fa a chiedere le ferie.
e adesso mi è appena arrivato un sms che non sta bene e se ne sta a casa, e così forse salta il ponte per qualcuno, perchè lunedi c’è una consegna e ci manca una persona
il responsabile dell’ufficio paghe mi dice: “guarda che noi vediamo cose con i lavoratori che non hai idea….”
un’idea me la sono fatta