la miciopizza

da alcuni anni collaboro con altre signore del paesello con iniziative a favore degli animali del nostro paese.
all’apparenza siamo dolci signore di mezza età, ma in effetti quando ci sono di mezzi i pelosi diventiamo un tantinello allucinanti….mia figlia dice che la faccio vivere nella costante apprensione di dovere un giorno venire a tirarmi fuori di galera

ci chiamano per un micino che è finito dentro al motore di un’auto; quando arriviamo il piccolo è riuscito ad uscire ma si è rifugiato in una casa in ristrutturazione.
“Qualcuno sa di chi è questa casa? bisogna avere il permesso di entrare per recuperare il gatto, sta anche tuonando ”
“io conosco il proprietario della casa, lo chiamo subito”
“allora io intanto scavalco ed entro”
“ma non abbiamo ancora il permesso!”
“perchè seconde te ci dice di no?”
in quel momento inizia a piovere e dopo poco siamo tutti fradici, il gattino viene recuperato e portato al caldo a casa mia (il permesso di entrare arriva quando stiamo asciugandoci!!)
il gattino dopo qualche giorno trova adozione, adesso è un micio grasso e beato disteso al caldo nel divano

“ragazze datemi una mano…mia zia non ci sta più tanto con la testa e ha preso un micino…ma non è in grado di occuparsene; io vi do le chiavi per entrare in casa, la porto a fare un giro e voi entrate e portate via il gatto…non vi spaventate, mia zia vive in un mondo tutto suo…vedrete” ci armiamo di guanti e mascherine e entriamo in questa casa…sembra di essere in quei reality dove fanno vedere come vivono quelli che hanno la malattia di accumulare tutto, è allucinante. Cumuli e cumuli di roba dappertutto, e il gatto non si trova. un piattino col latte rancido e diarrea dappertutto ma il gatto non si vede. Lo intravedo per un attimo dietro cataste di roba ma è terrorizzato e non riusciamo a prenderlo e dobbiamo desistere perchè stanno ritornando. Ci vorranno altre “visite” di questo tipo per acchiapparlo, ma quando ci riusciamo il gattino è in condizioni critiche, avrà bisogno anche di flebo.Poi è stato adottato, e ora ci mandano le foto di lui che dorme nella culla insieme al bambino.
insomma, per dirla come mio marito, su di noi ci si potrebbe fare un reality, sarebbe molto più interessante e divertente di quelli che girano.

ieri sera abbiamo fatto la pizza che facciamo due volte l’anno per autofinanziarci; un sacco di persone sono intervenute, tutti i nostri adottanti con le loro storie di gatti recuperati e le foto della loro nuova vita.

ecco, ci sono delle volte che sono sfinita con tutto il lavoro che c’è da fare per dare una mano, ma poi so che faccio la differenza e allora, dai, si va avanti

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c’è sempre una prima volta ( anche se non l’avrei mai detto!!)

questo fine settimana è stato speciale: l’amministratore di un gruppo di camperisti di cui facciamo parte ha organizzato nella zona di Pomposa un evento sul riso.
ci siamo trovati tutti al parcheggio dell’Abbazia di Pomposa e siamo andati in visita alla fabbrica “Grandi riso”; non ci ero mai stata ed è stato molto interessante, anche perchè il titolare si è preso la briga di illustrarci tutto da cima a fondo….complimenti davvero
poi alla sera risottata in compagnia, 11 kg di riso cucinato in 11 maniere diverse… una delizia, alla fine credevo di scoppiare.
insomma, un bel fine settimana, e sono tornata con una montagna di riso, ovviamente
“mamma ma stasera ce lo cucini ‘sto benedetto riso?”
“ottima idea…”
azz, io sono una cialtrona in cucina. odio cucinare e lo faccio solo perchè devo, quindi la mia idea di cucinare del riso era di farlo col pomodoro (!!!!!)
ma mentre escono i dipendenti dalla fabbrica mi metto a chiacchierare con un signore che mi racconta che a a casa sua c’è la “ricetta del cuore” col riso e si mette a raccontarmela
ora, mi capita sempre questa cosa. quando faccio i complimenti alla cuoca mi sento sempre dire “guarda, è semplicissimo! ” e parte con un racconto dettagliato di ingredienti e tempi di cottura che al terzo passaggio mi sono già persa.
e succede lo stesso con questo signore, tanto che sorrido e ringrazio ma la cosa finisce li.
poi quando sono a casa e ho già messo sù la pentola per fare il riso mi tornano in mente gli ingredienti e penso che strano ma vero, in camper li ho.
e così ci provo
controllo di avere il piano B in caso venga fuori una gran schifezza e mi butto nell’esperimento
buonissimo
sono la prima ad essere sconvolta
il resto della famiglia pure
dopo la corsa mattutina e le unghie lunghe ci manca solo che mi metto a cucinare e poi vado di corsa dall’esorcista

non ci farò mai l’abitudine

figlia grande riparte, l’hanno presa per un progetto di un anno a si stabilisce nuovamente a Trento.
non voglio sembrare polemica ma un sistema che permette di assumere una ragazza laureata, con 3 lingue parlate e con le esperienze lavorative di mia figlia e pagarla 400€, è un sistema di merda.
se poi ci aggiungiamo che io pago un ragazzetto che ha a mala pena la terza media e non è in grado nemmeno di infilarsi la tuta per il verso giusto 1400€ al mese e mi sento dire che se ne va perchè prende troppo poco…(dopo aver fatto tutti i corsi, compreso uno di 20 ore di disegno), si lo ripeto, è un sistema di merda
comunque riparte per fare esattamente quello che vuole e io non posso che essere felice per la costanza e la tenacia di questo scricciolino che raggiunge i suoi obiettivi mettendoci una forza incredibile, anche se mi mancherà da morire come al solito.
è a casa da un mese e come al solito mi abituo alla sua presenza nonostante ogni volta so che poi sarà ancora più dura; in questo periodo abbiamo tenuto in stallo e fatto adottare più di 20 gattini, perchè quando c’è lei il mio tempo miracolosamente si triplica
si lo so che non va dall’altra parte del mondo, si lo so che sta facendo la sua strada, si lo che che è una vita che si prepara a questo, ma io non ci farò mai l’abitudine a vederla fare le valigie

non mi interessa nemmeno più aver ragione

sono sempre stata una ringhiosa polemica (o almeno così mi definivano)
se penso di aver ragione, difendo la mia idea on tutti i mezzi e siccome ho una lingua svelta e un cervello acceso, discutere con me è sempre stata una battaglia persa in partenza

fino a qualche tempo fa, almeno

ora mi sono accorta che non mi interessa più aver ragione…non mi interessa più discutere, non voglio dare spiegazioni, non voglio più buttarmi nella mischia e mollare fendenti verbali.
l’avvocato del giovane povero, come mi chiamano in famiglia, o la paladina delle cause perse, come mi chiamano gli amici, non ha più voglia di discutere e di chiarirsi, non mi interessa proprio
abbozzo, sorrido e sto zitta
non so nemmeno se mi piaccio così però è così.
il clima avvelenato che c’è ultimamente mi ha sfinito, sono esausta di discutere con persone che non hanno mai letto la costituzione o che non hanno nemmeno capito la differenza dei gruppi sanguigni o che non sono mai usciti dal paesello, ma dissertano di politica, salute e flussi migratori con l’arroganza di chi deve catechizzare il mondo.
“io odio i negri”, “Hitler ha fatto bene a fare le camere a gas”, “io gli stranieri li metterei tutti in un barcone e poi li affonderei”, “cosa parlano i giudici che manco nessuno li ha votati”, “mio cuggggino ha detto che conosce uno che è morto dopo il vaccino, quindi nessuno li deve fare”, ” chi l’ha detto che un infermiere non ne sa di più di un chirurgo? non è certo l’università che fa il professionista!”i crocefissi devono stare nelle scuole e negli ospedali, siamo tutti cattolici in italia”
ecco, tanto per fare un esempio di quello che ho sentito ultimamente.
che discussione si può accendere con una che ti dice “odio i negri, mi fanno proprio schifo, quando ne vedo uno mi viene da vomitare”? mio marito risponde che è come dire “odio le bionde mi fanno vomitare, oppure odio i contadini, sono generalizzazioni stupide, ma scusa ti fa schifo anche Obama? se lo vedi vomiti? e se tua figlia si innamora di una persona di colore cosa fai?”
io sto zitta e non ribatto, evito sempre più la compagnia di queste persone e mi rinchiudo nel mio orticello.
non mi piace per niente

l’amica cazzara e atea

la settimana scorsa una mia carissima amica ha avuto un lutto terribile.
come al solito il dolore degli altri mi atterrisce, mi toglie le parole, ma so per esperienza quanto è importante esserci, perciò quando mi ha detto. Emily mi raccomando, arriva presto, voglio entrare in chiesa con te, non mi lasciare sola” il mio spirito laico e anticlericale ha avuto un sussulto ma poi ha taciuto di botto.
arrivo un quarto d’ora prima per essere sicura di arrivare in tempo e vedo il feretro che entra in chiesa…mannaggia miseria, parcheggio lontanissimo e corro come una pazza verso la chiesa
sul sagrato trovo la terza amica del gruppo, che mi viene incontro tutta sorridente e dice: Emily sapevo che arrivavi per ultima anche tu. adesso ci sediamo qui fuori a chiacchierare finchè non finisce la messa”
“non se ne parla, seguimi”
l’afferro per un braccio e la spingo dentro, c’è una calca incredibile.
“Emily cazzarolla contavo su di te per stare fuori, l’incenso mi fa vomitare, ti prego la messa no….”
riesco ad entrare ma la chiesa straripa: mi metto a spostare cortesemente le persone tirandomi dietro la mia amica recalcitrante e finalmente arriviamo in prima fila
vedo la mia amica ma lei è piegata su se stessa e non mi vede: comincio a fissarla chiamandola col pensiero, e dopo poco si gira e mi vede
fa un sorriso stupendo tra le lacrime e dal labiale capisco che mi dice: “tu qui? grazie!”
per tutta la messa la guardo, e ogni volta che lei mi guarda sorride
“seduti, in piedi, seduti, inginocchiati…sembra di stare in palestra… sembra di stare in palestra” dice la mia amica trascinata in prima fila. “non ci credo, pensavo di starcene al bar!”
I riti quando non hanno significato per chi li pratica possono sembrare molto stupidi, ma mi adeguo e stringo pure le mani che mi porgono ad un certo punto, anche s emi rifiuto di lasciare un’offerta, so che la mia amica ha dovuto pagarlo al prete il funerale
finita la messa la mia amica viene travolta dai parenti, noi aspettiamo in un angolo, ma ad un certo punto vediamo che si libera faticosamente per raggiungerci
“ma sei stata bravissima” dice all’altra amica recalcitrante ” a far entrare Emily in chiesa! avrei giurato che l’avrei trovata fuori al bar che aspettava la fine”
non c’è niente da fare, io sono sempre l’amica cazzara e atea

frasi che non avrei mai immaginato di dire

mi sono sempre vergognata di mangiarmi le unghie. Mi fanno schifo così mangiucchiate, così rovinate, ogni volta che devo firmare qualcosa rattrappisco le dita per non far vedere le dita…. quando mio marito mi ha regalato l’anello di fidanzamento (una enorme diamante assolutamente senza senso per i ragazzi che eravamo…) quando mi chiedevano di mostrarlo facevo la mano a pugno!!!!!
ma questa estate ho smesso di colpo. Me ne sono accorta in vacanza, avevo le unghie lunghe e mi ponevano problemi nuovi.
a una commessa che non parlava una parola di inglese ho chiesto acetone, smalto e lima….beati noi italiani che sappiamo gesticolare come mimi professionisti
e così adesso sfoggio queste appendici dure sulle dita: dove prima c’erano dei polpastrelli morbidi ora ci sono delle unghie laccate che spesso mi graffiano quando mi gratto oppure fanno male quando afferro qualcosa.
ho dovuto reimparare a scrivere al pc perchè all’inizio sbattevo ‘ste benedette unghie
ogni tanto mi guardo le mani e mi sembrano mani di un’altra,mi danno un senso di estraneamento
sono entrata nel trip degli smalti e dei prodotti per la cura delle unghie; l’altra sera era a cena con delle amiche e le ho subissate di domande, mancava poco che prendessi appunti ahahahahah
la cosa più difficile è riuscire a stare ferma con le mani finchè si asciuga lo smalto….non puoi proprio far niente, altrimenti si rovina….e la mia innata cialtronaggine trionfa come al solito
comunque ieri mia figlia mi chiede aiuto per fare una cosa, e io le dico: un secondo ho appena messo lo smalto deve asciugarsi, altrimenti faccio i soliti “pastrocci”
mia figlia esplode in una risata a e dice: mai nella mia vita ti ho sentito dire una frase del genere mamma
manco io avrei mai immaginato di dirla

cose da pazzi

se c’è una cosa di cui ho consapevolezza è la mia innata pigrizia.
il massimo della vita per me è una tazza di te e un buon libro. Per tutto il giorno.Alzarsi solo per andare in bagno.
quelli che camminano all’alba secondo me hanno problemi gravi, tipo un letto scomodo o un marito che russa.
svegliarmi all’ultimo minuto e fare le cose di corsa è normale, svegliarmi 10 minuti prima è follia e masochistico
ok, questa ero io un tempo, 20 giorni fa
poi sono andata alla cena di classe, compagni di scuola con cui ho fatto asilo elementari e medie in un collegio prestigioso nella grande città.
sono tutti belli, in forma, le donne si sono già fatte ritocchini qua e là, gli uomini sono palestrati e tonici.
io sono tornata a casa alle 2 del mattino ma la mattina dopo mi sono alzata mezz’ora prima del solito e sono partita, ancora con gli occhi chiusi, per camminare.
e non ho più smesso.
e mi sono alzata ogni mattina sempre prima, e ho allungato ogni giorno un po’ il passo.
stamattina avevo una certificazione in azienda e dovevo arrivare presto: la parte sana di me diceva: dai, per questa mattina lasciamo stare! la nuova me diceva: stasera hai anche la cena con le ragazze, dai alzati un’ora prima e parti lo stesso!
azzo, era buio pesto, faceva un freddo cane ma sono partita lo stesso.
se me l’avessero detto 20 giorni fa avrei riso fino alle lacrime