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stiamo scrivendo la storia!

ho già raccontato come figlio piccolo stia avendo un successo assurdo come commerciale: il piccolo fancazzista che ci ha procurato problemi fin dalla tenera infanzia si è rivelato un venditore pazzesco. Ogni giorno prende ordini sempre più grandi, ogni giorno sventola con soddisfazione ordini che in un passato neanche troppo remoto si vedevano una volta ogni 6 mesi; ora sono diventati quotidiani

nel giro di poco tempo siamo andati in overbooking perchè in pochi mesi il nostro fatturato è aumentato di 2 poi 3 e ora 4 volte…creando dei problemi a tutti i settori dell’azienda. a me che devo trovare materia prima, personale (NON ESISTE DISOCCUPAZIONE) trasporti, materiale di consumo, corsi di formazione; all’amministrazione che deve correre dietro alle banche e all’ufficio tecnico che si ritrova a risolvere decine di problemi assurdi (potete marchiare i pezzi? potete saldare? potete fare questa certificazione?) e ovviamente a mio marito che deve coordinare tutto

ai nostri vecchi clienti abbiamo raddoppiato i prezzi scoprendo che gli ordini arrivano lo stesso…mannaggia averlo saputo prima….

insomma siamo tutti sotto pressione, tanto che ormai gira la battuta che diciamo tutti a mio figlio :“non è che te ne vai un po’ in vacanza? senza telefono però!”

oggi siamo tutti alla macchinetta del caffè con aria sfatta che commentiamo il fatto che non ce la faremo mai a consegnare in tempo, e arriva lui e ci dice:” la smettete con questi musi lunghi? stiamo facendo la storia! ricorderemo questo periodo come il periodo esaltante che abbiamo cambiato il corso della storia aziendale!! dai sù sù, tutti ai posti di combattimento con un po’ di grinta!”

oh santa madre, chiunque tu sia esci dal corpo di mio figlio, che fine ha fatto???? non credevo fosse possibile ma a volte mi manca

la casa dove vogliamo

questa settimana inizia un periodo particolare dei nostri viaggi in camper; portiamo la nostra casetta viaggiante in un piccolo campeggio in montagna, a circa 45 minuti di strada da casa, per andarci su tutti i fine settimana

l’anno scorso ci siamo fatti un po’ prendere la mano: tutte le sere, alla chiusura dell’azienda, mio marito mi guardava con gli occhi imploranti e mi chiedeva di andare su a dormire, il che voleva dire tornare a casa, fare una doccia veloce, caricare in auto quello che pensavo di fare per cena e andare al camper; si partiva da casa con la temperatura abbondantemente sopra i 30° e si arrivava su dopo meno di un’ora a 12°…assurdo

cena, film, notte sotto i piumini invernali, alcune sere accendevamo anche il riscaldamento; mattina dopo sveglia alle 6 e ripartenza, mio marito al lavoro alle 7 e io a casa…così per due mesi

quest’anno abbiamo anche i due cani, Dante e Bea, impazziti per il camper e per la montagna, sarà duro spiegargli ogni mattina che dobbiamo tornare a casa

faccio fatica a capirlo anche io….

ti insegno io come si educano i cani

domenica scorsa siamo in un posto bellissimo sui Monti Lessini: aria frizzante, temperatura favolosa, panorama meraviglioso, compagnia speciale.

si prospettava una domenica allegra e spensierata come molte di questo ultimo anno, ma all’ultimo minuto si aggiunge alla compagnia una coppia di amici miei ( amici di amici veramente) che più invecchiano e più diventano pesanti: lei è una prof andata in pensione troppo presto e non perde occasione di tenere lezioni assolutamente fuori luogo e non richieste sulla qualunque, lui imprenditore incazzato, nervoso e prepotente

insomma una bella coppietta

già tra noi e i nostri compagni di merende dell’ultimo anno facciamo 4 cani, quando arrivano anche loro si aggiunge anche il loro, una segugia di 5 anni; noi abbiamo cani da canile, sappiamo che possono scappare e quindi sono sempre al guinzaglio

si parte in passeggiata tra i monti, un bellissimo sentiero che si apre su una vallata infinita; loro liberano subito il cane ed esortano noi a fare lo stesso, e visto che non ne abbiamo nessuna intenzione, comincia la filippica che non sappiamo educare i cani, che vanno lasciati liberi ” altrimenti non imparano”.

dimenticano che l’ultima volta che eravamo insieme, sul Piave, si sono persi il cane sul sentiero ed è è stato un caso se l’hanno ritrovato. E infatti mezz’ora dopo si accorgono che il cane è sparito: comincia così una frenetica corsa su e giù per i prati urlando il nome del cane a squarciagola. tutto inutile, comincia anche a piovere, torniamo ai camper

dopo pranzo loro ripartono alla ricerca e noi in trattoria parlando con la cameriera ci viene in mente di segnalarlo nei vari gruppi facebook; dopo parecchie ore a una malga chiamano che l’hanno ritrovata

facciamo un’ultima passeggiata prima di ripartire (il loro cane in camper) e lei guardando i miei mi dice “dovresti toglierli quella pettorina, gli rovina il pelo”

niente da fare, il vizietto di dare consigli non richiesti certa gente non lo perde mai

è il mio migliore amico!

tempo fa mi chiama una ragazza che conosco per chiedermi stallo per il suo gatto: sciando si è rotta la gamba, si trasferisce a casa dei suoi per un po’ e suo padre odia i gatti

dice che gli fanno schifo, che è allergico, che non si fida, che puzzano, insomma non lo vuole in casa

io le suggerisco di metterlo in una stanza sola e di farlo uscire solo quando non c’è suo padre, e intanto io cerco lo stallo.

ci sentiamo una settimana dopo e mi dice che, miracolo!, suo padre si sta abituando al gatto, ha detto che può rimanere. bene, penso

ieri lei mi chiama e mi racconta che voleva tornarsene a casa sua, ma suo padre non le molla il gatto: in questo mese e mezzo sono diventati inseparabili, lui parla, mangia, gioca sempre e solo col gatto e che all’idea di portarselo via è andato in panico perchè adesso dormono insieme e lui, che ha sempre preso gocce per dormire, si addormenta col ron ron del gatto e non potrebbe più farne senza.

“è il mio unico amico!” le ha detto.

“capisci che situazione?? ma il gatto è mio….”

 

questa è una storia che bisognerebbe raccontare

ci siamo iscritti a un’associazione di categoria: basta confindustria, che ha fatto il suo tempo e ha già deluso parecchio, ci riproviamo con un’altra: viene in azienda il responsabile di categoria, e già questo mi sembra intelligente, conoscere i tuoi associati non è così scontato

ovviamente questo è lavoro per me: giro in azienda, presentazione del team, breve storia dell’azienda

incrociamo mio figlio, lo presento come Responsabile Commerciale, mi dice un paio di cose e se ne va

“che bel ragazzo! deve essere anche bravo nel suo lavoro! si vede che è una persona responsabile!”

io mi faccio due risate e per sommi capi gli racconto la sua storia; l’infanzia complicata, l’adolescenza terribile, le due bocciature al liceo, la decisione di farlo lavorare qui durante l’estate, la conseguente decisione sua di frequentare una scuola professionale e di venire a lavorare qui (per tacere delle volte che lo hanno sospeso…), i 5 anni da operaio, la sua recentissima, ma fruttuosa carriera nel commerciale

“ma questa è una storia bellissima! se la sentirebbe suo figlio di venire a raccontarla nelle scuole professionali? abbiamo bisogno di esempi positivi!”

ecco, vorrei dire a quella povera madre che sclerava qualche anno fa con questo difficile e meraviglioso figlio, che poi un giorno qualcuno lo avrebbe definito “una storia bellissima”

ma penso che avrei bestemmiato tutti i santi del paradiso

porto il cane alla toelettatura, ma non trovo il tempo per andare io dall’estetista

stamattina sveglia alle 6, perchè alle 7 devo essere a venti km da casa per portare Dante, il cagnolone che abbiamo preso a Matera questa estate, a fare la toelettatura

ho prenotato 3 settimane fa e questo è l’unico orario che ho trovato, dalle 7 alle 9 di mattina

il cane è uscito dal negozio bellissimo, ha tolto un sacchetto enorme di pelo e lui profuma come un dandy, e mentre tornavo pensavo che sono mesi che devo prenotarmi il parrucchiere o l’estetista e alla fine non trovo ne’ il tempo di prenotare e di andarci.

domani compio 57 anni e sarà bene cominciare con i frequenti restauri, se non voglio assomigliare ogni giorno di più a maga magò

il lavoro deve stressare!!!

se c’è una cosa che non si può rimproverare a mio marito è che sia un fancazzista sul lavoro: arriva alle 6.30 di mattina e se ne esce alle 20.00, così da almeno 30 anni.

il suo pensiero fisso è l’azienda, la materia prima che sale, i fornitori che non consegnano, il personale che non si trova, le consegne che saltano, i camion che non consegnano, gli insoluti che arrivano, le banche che chiedono sempre di più e danno sempre di meno, i dipendenti che sbagliano in continuazione: tutto concorre al suo umore altalenante e faticoso, ma certo non si può dire che lui prenda alla leggera nulla di quello che riguarda il lavoro

….finchè non è arrivato suo figlio

quel ragazzino fancazzista e problematico dell’adolescenza, un bel giorno ha deciso che voleva lavorare in azienda e così per 5 anni di fila lo abbiamo messo in produzione, a fare i lavori più faticosi e duri, alle prese con i nostri peggiori operai: lui non ha mollato e questo natale ha detto di essere pronto per occuparsi di commerciale

ovviamente noi genitori demmmerda abbiamo pensato che fosse una scusa per sottrarsi all’officina, ma gli abbiamo concesso il beneficio del dubbio e tre mesi per vedere i risultati, sapendo benissimo che non sarebbe stato possibile vederne

io gli ho dato la lista dei nostri clienti “piccoli” che non chiamavano da tempo per farsi le ossa, mio marito gli somministra le sue perle di saggezza (le mail non servono a niente e non le legge nessuno…)

figlio piccolo ascolta tutti e poi fa di testa sua: per un mese ha studiato i nostri concorrenti, ha capito chi erano i clienti e cosa producevano per loro e si è proposto con una mail molto semplice e chiara.

bam, bam, bam…da gennaio abbiamo cominciato a vedere preventivi, a febbraio un paio di giorni a visite e ora fioccano ordini tutti i giorni; per noi tutti è un caos, ogni cliente ha le sue richieste e le sue specifiche, ma c’è un entusiasmo che non c’era da anni

stasera arriva l’ordine di un cliente importantissimo a cui mio marito gli stava dietro da anni; la sua faccia perplessa mi ha intenerito tantissimo, probabilmente si sta chiedendo come diavolo ha fatto il nostro piccolo fancazzista a produrre tutti questi risultati

ma me lo chiedo anche io!!

ma la cosa che mi ha fatto più ridere è stato lo sfogo di stasera di mio figlio, contro suo padre che non ci mette abbastanza impegno a fare preventivi e a produrre il materiale: lui mi dice che vuole lavorare con tranquillità, ma non esiste! il lavoro deve essere stressante altrimenti si chiama vacanza!!!”

oddio, l’avesse saputo la me stessa di 10 anni fa….

mamma ho una sorpresa per te

siamo fuori per una bellissima gita che racconterò fra qualche giorno, e mi arriva questo messaggio da mio figlio: oggi ho preso una sorpresa per quando tornate

mi si gela il sangue nelle vene: guardo mio marito con gli occhi sbarrati e ci domandiamo cosa può essere

un’altra piscina enorme che stazionerà piena d’acqua per un anno e mezzo trasformandosi in stagno?

un altro braciere innovativo (secondo mio figlio) che capeggia ancora sotto il portico, due metri per uno di caminetto “portatile”?

qualche animale strano, tipo serpenti o ragni?

ha smontato il letto e si è trasferito in qualche altra stanza della casa?

insomma, siamo molto preoccupati

poi finalmente arriviamo a casa e chiediamo con cautela: che sorpresa c’è?

avevo comprato una colomba buonissima da mangiare insieme

azzz che genitori demmmmmerda

bisogna festeggiare!

una caratteristica della mia famiglia è che ogni occasione è buona per festeggiare; un compleanno, un anniversario, un voto, un lavoro preso, un lavoro finito, qualsiasi cosa, mia madre diceva sempre la fatidica frase: bisogna festeggiare!

una caratteristica della famiglia di mio marito è che nessuna occasione è buona per festeggiare; non un compleanno, esame o lavoro andato bene, niente.

così in famiglia nostra abbiamo sempre oscillato su questi due atteggiamenti: io che festeggerei ovunque e qualsiasi cosa (bisogna ringraziare il fato, gli dei, il destino che questa cosa è andata bene, altrimenti le cose vanno male….!!) e mio marito che, forte del suo pessimismo cosmico che a Leopardi gli fa un baffo, non festeggia mai nulla perchè è come sfidare la vita, (ecco vedi vita come sono felice? )

ma da quando figlio piccolo ha cominciato ad occuparsi di commerciale i risultati sono stati un crescendo di preventivi, che poi sono diventati ordini: io ho detto, il primo euro fatturato si va a festeggiare, ma avendo a che fare con mio marito e mio figlio questi euro sono diventati molti ma non si parlava di festeggiare

allora ho chiamato i rinforzi, mia figlia e la ragazza del figlio, ci siamo organizzate e siamo usciti al “susciaro” venerdi sera; figlio piccolo visibilmente felice di essere festeggiato, anche se il suo essere schivo non gli permette mai di rilassarsi in queste situazioni

“un bel brindisi a te che tra poco ci manterrai tutti e io e papà ce ne potremo andar via in camper per il resto della vita”

oddio, sono diventata mia suocera

non credo ci siano altri finali

chi mi conosce sa che sono appassionata di storia, e che per oltre 40 anni ho letto praticamente tutto quello che riguardava la seconda guerra mondiale. Mi ha sempre lasciato interdetta l’atteggiamento del resto del mondo quando Hitler ha cominciato la sua aggressione nei confronti degli stati limitrofi; le altre potenze parlamentano, chiedono tregue, discutono, prendono tempo, e nel frattempo lui si mangia una nazione dietro l’altra.

quando Putin ha cominciato la sua guerra e il resto del mondo ha cominciato con la diplomazia, le marce, i digiuni, le preghiere, gli appelli, le richieste di tregua, i corridoi umanitari, le sanzioni economiche, gli aiuti alla popolazione, ho pensato la stessa cosa: non servirà a nulla, lui continuerà a fare quello che ha deciso, lo fermerà solo una forza violenta pari alla sua. Il problema è che stavolta non si parla di bombe, carri armati e aerei, ma di atomica e non c’è un posto dove si può scappare

con questo pensiero che attorciglia lo stomaco mi alzo ogni mattina e faccio quello che ho sempre fatto, litigo con i fornitori che mi alzano il costo delle materie prime di ordini fatti 15 giorni fa, mi arrabbio con i trasportatori che hanno raddoppiato i costi dei trasporti, faccio da cuscinetto tra figlio piccolo che porta a casa ordini come se non ci fosse un domani e mio marito che frena tutto, chiede tempo e va in confusione per tutto.

nel frattempo mi preparo ad accogliere un carico di gatti dall’ucraina; la gente è scappata con gli animali ma molti li hanno abbandonati dentro ai trasportini e i volontari li raccolgono ovunque; allora abbiamo organizzato un bilico di materiale per i rifugi che non abbandonano gli animali e ce ne portiamo via un po’: una goccia in mezzo al mare, non credo che cambierà le cose, ma almeno mi sento più utile piuttosto di fare digiuni, pregare e manifestare