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non sono responsabile delle smorfie che fa la mia faccia mentre tu spari minchiate

figlio piccolo cerca casa. o meglio, io lo voglio fuori di casa e insisto e persisto nello scopo di vederlo in una casa sua, con le pulizie, la spesa e le bollette da pagare.
così abbiamo cominciato ad andare a vedere appartamenti e case, e devo dire che era una vita che non facevamo qualcosa io e lui da soli, anche se mi incasina la giornata mi piace fare questa cosa insieme.
l’altra sera siamo andati a vedere un appartamento minuscolo in un bel contesto di negozi ed appartamenti; il tizio che ci porta a fare il giro turistico ci tiene subito a precisare che in quella palazzina non accettano stranieri. di nessun tipo. di nessuna razza. solo italiani.
mio figlio è imperscrutabile come al solito, io devo aver fatto una delle mie espressioni di disgusto malcelato, perchè il tizio mi dice che ha le sue buone ragioni a parlare così, lui non è un razzista (chissà perchè i razzisti ci tengono sempre a precisarlo) ma gli stranieri hanno abitudini diverse dalle nostre….i loro figli gridano, lasciano la porta aperta di casa e cucinano con delle spezie puzzolenti e invitano sempre un mucchio di gente, e poi basta che ne arrivi uno che tutti gli appartamenti perdono valore.
io gli dico che dalla descrizione che mi ha fatto ho riconosciuto almeno una decina di famiglie tutte italiane, lui non capisce neanche che sto facendo del sarcasmo e ride.
la visita continua e per tutto il tempo ribadisce che posso guardarmi attorno, stranieri non ne vedrò. hanno dovuto accettare i cinesi perchè la signora (italiana of course!) ha venduto a loro prima di chiedergli a lor che gli avrebbero trovato di sicuro un compratore italiano.
“ma c’è un obbligo in questo senso?” (ovvio che non c’è)
“no però signora lei capisce bene…..”
no non capisco ma mi adeguo
vedo che l’appartamento è pieno di cose personali e chiedo come mai non è ancora vuoto, allora lui mi racconta che l’appartamento è rimasto vuoto per due anni perchè l’inquilino che c’era prima ne ha fatte di tutti i colori, non ha pagato l’affitto e ha fatto dei danni, ma ci sono voluti due anni perchè l’autorità giudiziaria desse il via libera ai proprietari.
“ci deve un sacco di soldi….”
“e immagino che sia italianissimo….”
“ah si ovvio, italianissimo ci mancherebbe altro! ma vedo dalla sua faccia che non è d’accordo con me”
“guardi, io sono un’imprenditrice e assumo quasi tutte le settimane: in azienda ho italiani, rumeni e albanesi. Hanno fatto cazzate in pari misura, e quindi il mio unico metro per valutare una persona è il merito, non la nazionalità”
“eh si ha ragione, ma con le case è diverso”
evvabbè, il veneto è pieno di gente come te, non ha nemmeno senso discutere con uno che ha la bandiera con il leone di san marco fuori dal negozio.
però la tentazione di dirgli che mio marito si chiama Abdul è stata fortissima

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nome in codice: bellissima serata

ogni tanto ci capita di andare a cena fuori con amici (sempre miei perchè mio marito non ne ha), sempre meno, a dire la verità, perchè durante la settimana collassiamo alle 9 e al fine settimana siamo sempre via, amato camper portaci via.
ma la settimana scorsa siamo a cena a casa di un’amica, che prima di arrivare scrive nella chat: stasera ho invitato anche la mia titolare.
bene, mi piace conoscere persone nuove. cerco di non pensare che questa “titolare” è una delle persone più ricche del veneto e faccio bene perchè è una signora molto semplice e alla mano, forse un po’ troppo perbenino per entrare nelle mie corde, ma vabbè.
la serata degenera presto anche perchè scorrono fiumi di alcool: ogni tanto guardo mio marito dall’altra parte del tavolo e vedo che ride ma sobrio e quindi nessun problema, gli altri fanno quello che vogliono…finchè una del gruppo non comincia a sbarellare.
in una situazione molto intima e confidenziale la padrona di casa ha confessato che dopo vent’anni di matrimonio e tre figli, non ha mai avuto un orgasmo.
ora, mi sembra evidente che questa informazione non è oggetto di chiacchiere ma una delle amiche in un impeto di grasse risate esclama: “zitta tu che non hai mai avuto un orgasmo in vita tua!” tutti ridono, sembra una battuta, io mi sento gelare in sangue. come si può essere così idiote? E davanti alla sua titolare!!!
ma il meglio deve ancora venire
una coppia festeggia l’anniversario di nozze e la solita battuta che per regalo il marito vuole un’amante.
solita battuta che invece a noi donne interessa l’amore.
invece la moglie che si mette a gridare che l’amore con le farfalle nello stomaco, l’abito bianco, i figli e gli anniversari li ha già avuti, adesso vuole solo un uomo che la trombi fino al delirio, e che magari prima si sia fatto una doccia, lavato i denti e che non russi 5 minuti dopo.
tutti ridono come pazzi, io sono sempre più imbarazzata.
la serata continua su questo tono e io non ne posso più
guardo mio marito cercando di dirgli con gli occhi voglio andarmene ma lui non recepisce. Butto li che dobbiamo andare che l’indomani abbiamo la sveglia presto e lui mi risponde: “ma che cavolo dici che domattina è sabato e non abbiamo nessun impegno!?
insomma non c’è verso. questa serata orrenda finisce alle 2 di notte e io sono tesa come una giornata di lavoro
saliamo in macchina e mio marito dice: bella serata è?
sono basita. mi parte una tirata allucinante sul fatto che non vedevo l’ora di andare a casa e che dopo 30 anni che ci conosciamo lui non ha ancora imparato ad interpretare le mie occhiate
“ma come facevo a capirlo? ridevi!
“ridevo per non piangere!”
“ok allora la prossima volta abbiamo un codice, tu mi dici qualcosa che io capisco che te ne vuoi andare
“buona idea”
“bene, cosa mi dici allora per farmelo capire?
“bellissima serata”
“eh ma così non capisco, devi dire che è una pessima serata”
“scusa…che codice del cavolo è?”
“già ok, vada per bellissima serata. Spero di ricordarmelo”
ussignur che tonto

bamba per tutti e venerdi si chiude

azz durissimo rientro…è come essere sbattuti in un frullatore dopo 15 giorni di relax totale.
siamo riusciti a partire per 15 meravigliosi giorni in giro per la Danimarca: la settimana prima di partire è arrivato il camper nuovo, (acquisto rimandato di anno in anno e poi deciso in 5 minuti…) e partenza lampo, della serie quello che abbiamo dimenticato lo compriamo e infatti abbiamo dovuto fare una sosta in germania per comprare un mucchio di cose AHAHAHAHA
quel poco che ho potuto organizzare l’ho fatto: la signora che viene tutti i giorni per pulire e sfamare gli animali, la guida della Lonely, estetista, visite mediche, medicine, giro in biblioteca. tutto il resto…inshallah!
è stata una bella vacanza, anche se ogni tanto ho dovuto ricordare a mio marito quanta fatica abbiamo fatto per poterci permettere queste ferie e che a nessuno, tanto meno a lui, avrei permesso di rovinarmele.
e così è stato.
tornando abbiamo fatto un gioco: cosa ti è piaciuto di più? per mio marito è stato facile, ha fatto 20 minuti di giro su un trabiccolo a due ruote (il segway) che lo incuriosisce da sempre, ha avuto un sorriso stampato in faccia per 20 minuti
e tu Emily? io…ho amato ogni mattina che mi sono svegliata senza sveglia (tutte), ogni volta che siamo andati fuori a mangiare, sopratutto pesce affumicato (sempre), ogni volta che ho letto un libro e ogni volta che abbiamo visto qualcosa che non avevo ancora visto. Ho amato il clima, stupendo, ho amato le spiagge, deserte e immense, ho amato le serate in cui ci siamo guardati la serie di Viking. Ho amato la compagnia di mio marito, che anche se a volte è proprio uno scassamaroni, stavolta io non me li sono fatti scassare.
sono stata molto in ansia per figlio piccolo, che con la tenda, un amico e 24 ore di viaggio col pulmann è andato ad Amsterdam; sono stata un po’ in ansia per figlia grande, che con l’auto e il moroso ha fatto un viaggio in Croazia. Non dico niente su questo moroso, la vita è lunga e confido sull’intelligenza di mia figlia
figlio piccolo però, standing ovation…!
gli ultimi giorni prima delle ferie sono stati micidiali; persone fondamentali infortunate ( a casa loro per fortuna ma con prognosi lunghissime), macchine che si piantano e non ne vogliono più di ripartire, fornitori che all’ultimo momento si accorgono che manca un certo materiale…aggiungiamo i 40° e oltre….mio marito guarda sconsolato il materiale che manca da produrre e sentenzia che mai, mai e poi mai finiremo venerdi. dovremo venire anche sabato e anche lunedi. sconforto generale, ma non c’è altro da fare.
figlio piccolo si studia la produzione e dice: si può fare, venerdi chiudiamo. ma come pensi di fare, è impossibile! dice suo padre
papà, un po’ di bamba per tutti e venerdi si chiude!
insomma, venerdi siamo riusciti a consegnare tutto.
non so come ha fatto, sembrava un direttore d’orchestra, ha corso per tutta l’azienda e alle 17.30 abbiamo caricato l’ultimo camion.
e senza bamba, credo.

ci penso ogni volta che salgo in macchina

sabato all’ora di pranzo vado a fare la spesa nella speranza di schivare la calca che affolla il super…c’è un caldo terribile, salire in auto è un vero atto d’eroismo, guidare col volante bollente è puro masochismo.
quando fa così caldo la mia paranoia da non-interrompere-la-catena-del-freddo-che-si becca-malattie-mortali ( o perlomeno un bel mal di pancia) raggiunge livelli stratosferici e quindi surgelati e roba da frigo finiscono dentro al carrello solo a spesa praticamente finita. insomma, delirio.
arrivo alla cassa, pago, cerco di fare in fretta nell’operazione scarico e carico e mi dirigo verso casa con l’unico pensiero di scaricare velocemente i surgelati.
poi ricevo una chiamata da una mia amica: sua madre si è sentita male lei è corsa in ospedale ma ora è li senza macchina posso andarla a prendere?
alla rotonda giro l’auto e corro in ospedale. la trovo sconvolta e disperata, le do le chiavi dell’auto per andare a casa e rimango io con sua madre.
nel frattempo mi chiama mio marito che non troverebbe le sue mani se non fossero attaccate al corpo: sta facendo un preventivo e non trova una carta. inutile tentativo ti dirgli dove si trova, concludiamo che appena arriva la mia amica arrivo in ufficio
lei arriva io riparto velocemente verso l’ufficio, e da una cosa di due minuti mi fermo li un’ora.
finalmente esco e mi viene in mente che devo andare in pulitura, mi fermo e quando rimetto gli abiti dietro mi accorgo della spesa…
me ne sono completamente dimenticata per quasi 3 ore
tutti i surgelati sono scongelati e nemmeno la roba che va in frigo se la passa bene
dentro l’auto c’è una temperatura assurda, è stata praticamente sempre al sole.
arrivo a casa con la sensazione di essere una deficiente completa, come ho fatto a scordarmi di avere la spesa dietro?
quando sento dei bambini lasciati dentro macchine bollenti mi sento male, l’idea che queste povere anime soffrano le pene dell’inferno prima di crollare mi fa stare male, non posso immaginare come si sentano i loro genitori.E’ come entrare in un forno e cucinarsi…orrendo.
Penso che sia impossibile dimenticarsi un figlio in auto, un figlio è il tuo principale pensiero, ma sono consapevole che spesso siamo talmente pieni di pensieri che può succedere un corto circuito nel cervello.
l’altra sera sono uscita dall’ufficio ed ero talmente cotta che non mi ricordavo più che pedale premere per partire in auto.
sono rimasta li come un’ebete e non riuscivo a pensare, quindi si, è possibile dimenticarsi la tua vita in auto e rimpiangerlo per sempre
ci penso ogni volta che salgo in auto

dovevo dartene di più da piccole

sono cresciuta con i miei cugini, i figli della sorella di mia madre: due ragazze e un maschio, sempre, sempre tra i piedi.
mia madre ci portava tutta l’estate al mare e in montagna d’inverno e loro erano sempre tra i piedi. Sentivo mio padre dire a mia madre che almeno sua sorella poteva contribuire in qualche modo, visto l’impegno sia economico che fisico di mia madre di occuparsi di 6 bambini piccoli, mia madre rispondeva che manco le diceva grazie.
“lo faccio per i bambini, punto e basta”
e chiudeva la questione
io e mia cugina ce le davamo sempre , cioè le leggende dicono che io gliele davo e lei frignava, salvo poi essermi sempre appiccicata come una cozza. Avere mia madre che non prendeva mai, e dico mai le mie parti non ha facilitato i nostri rapporti.
e nemmeno il fatto che frequentassimo lo stesso collegio e che le suore (ma anche i miei veramente) mi paragonassero sempre a lei facendomi sembrare una delinquente minorile a suo confronto….nemmeno questo ha facilitato i rapporti.
poi si è iscritta alla mia facoltà e li il delirio dei confronti si è fatto serrato; sembrava si vergognasse pure di salutarmi, in quella facoltà di stronzi io dovevo sembrare proprio un pesce fuor d’acqua.
mi ricordo quando si è messa insieme all’ultimo mio ragazzo prima di arrendermi al fatto che re Mida sarebbe stato l’ultimo….lui è andato con lei per ripicca, e come è finita si può certo immaginare.
vent’anni fa mia madre le ha prestato dei soldi a mia zia, parecchi soldi, che poi mia zia non ha mai restituito, anzi, ha sempre dimostrato un menefreghismo assoluto per tutte quelle situazioni di difficoltà economiche in cui è venuta a trovarsi mia madre: ha sempre fatto finta di niente ogni volta che le chiedeva la restituzione. poi sono morte alcune zie senza figli e questa splendida sorella arrivava sempre agli ultimi minuti di vita a faceva sparire tutto.
ma a mia madre non è mai importato nulla, ha sempre detto che avrebbe voluto dei ricordi di queste zie, un libro di ricette, un quadro dipinto dallo zio, ma oro, gioielli e soldi contanti che se li tenesse pure….
poi poco tempo fa abbiamo scoperto che la zia è ammalata di tumore da molti anni ed è sempre stata zitta con tutti: si sono incontrate dall’oncologo e mia zia dopo un po’ di pressing ha dovuto ammettere di essere ammalata ma ha intimato a mia madre di non parlare con i figli, ma poco dopo è stata ricoverata e mia cugina è diventata una iena inferocita ed impedisce a mia madre di stare vicino a sua sorella. Il perchè non si sa.
dice che sua madre deve stare in pace e mia madre non deve romperle le palle; mia madre ribadisce che vorrebbe solo farle un po’ di compagnia, andare in farmacia, farle piccoli servizi…in fin dei conti è sua sorella e sta morendo, che senso ha tutto questo astio?
“avrei dovuto dargliene di più da piccole”
“mi sa che hai ragione Emily”
ohhhh, con 40 anni di ritardo ma alla fine avevo ragione io a dargliele

3 generazioni…. in un minuscolo spazio vitale!

e così ce l’ho fatta, siamo partite per la nostra mini vacanza con mia madre, le mie sorelle e mia figlia!
abbiamo riempito la mia povera touran all’inverosimile (della serie: ci portiamo via pochissime cose tanto staremo in acqua tutto il tempo…) che alla foto della suddetta macchina mio cognato ha commentato: nemmeno i rom vanno via in quelle condizioni….
evvabbè, mia madre ha portato via cibo per un reggimento, (anche perchè non le abbiamo lasciato pagare nulla…), mia sorella “per il viaggio” aveva praticamente l’equivalente di un negozio di dolci, io avevo un beauty strapieno e poi manco mi sono ricordata lo shampoo, mia figlia super organizzata aveva già inserito la destinazione finale delle terme e quella intermedia delle grotte di san canziano, l’altra sorella dopo pochi minuti di viaggio si è addormentata fino all’arrivo.
insomma, si cresce e si diventa adulte ma certi atteggiamenti non cambiano mai.
abbiamo condiviso un piccolo bungalow, ma alla fine siamo cresciute in roulotte e camper quasi più tempo di quella immensa casa che ora non c’è più, ed è stato invece fonte di tante risate muoverci tutte in quel minuscolo spazio vitale
ci siamo divertite tanto, riposate tantissimo, abbiamo avuto il tempo di parlare senza essere interrotte da figli, altre telefonate, lavoro, pranzi da preparare, mariti irrequieti e lavori domestici. ci siamo prese tutto il tempo da dedicarci, e siamo tornate a casa programmando la prossima vacanza.
non voglio mai pensare: avremmo potuto farlo, peccato che non si possa più.
mia madre era abituata a viaggiare tanto con mio padre e da un giorno all’altro ha smesso; al ritorno ci ha scritto questo messaggio:
grazie ragazze per avermi regalato questi giorni bellissimi e unici, avete reso facile e possibile tutto quello che sembrava complicato, di aver ricreato un’intimità che credevo perduta. grazie a tutti davvero
nessun commento su quanto è lercia la mia auto…..lo so

ogni tanto mi viene una buona idea

E’ un periodo assurdo, di tantissimo lavoro con tante vacanze. Un incubo per mio marito che deve gestire continuamente ritardi di consegne….!
siamo ancora senza camper (mi devo trattenere per non insultare ancora quell’idiota a cui abbiamo affidato il mezzo perchè fosse pronto per Pasqua…) e quindi quest’anno vacanze alternative.
siamo tornati a san Benedetto del Tronto dalla Fior per passare con loro le vacanze di pasqua e, nonostante le perplessità di mio marito di capitare a casa di persone che non ci conoscono durante le ferie, è stata un’idea geniale perchè è stato bellissimo.
giagia la tua famiglia è meravigliosa! (e vivi in un posto splendido!)
per questo primo maggio siamo andati all’avventura in croazia come quando eravamo ragazzi: niente canadese e materassino sgonfio ma resort a 5 stelle; ignorando sauna massaggi e piscina riscaldata io sono piombata in un sonno comatoso alle 9 di sera (vestita sul letto….) e mi sono svegliata 12 ore dopo. A fatica. pazzesco
ma questa per me sarà una settimana cortissima perchè venerdi si riparte!
a Natale mi è venuto questo pensiero: che con tutto quello che è successo l’anno scorso tra mia madre e mia sorella, ho pensato a tutto quello che non abbiamo mai fatto insieme e che quando succede un fatto grave rimpiangi di non aver fatto.
in poche parole ho pensato che una vacanza tra noi 3 sorelle e mia madre non l’abbiamo mai fatta, se si esclude quella che io chiamavo “deportazione” che erano le vacanze con i miei quando avevo 15 anni ( mi ricorda qualcuno…..ehm…la stessa cosa che diceva figlio piccolo azzz)
e così ho organizzato e già pagato (così nessuno osa cambiare idea) per andare 3 giorni alle terme di catez…..e si è aggiunta anche figlia grande!
mitico, sarà veramente una vacanza mitica
i mariti sono un po’ perplessi, mio marito che mi dice piagnucoloso che non gli resta che andare a lavorare, io gli rispondo che dovrebbe farsi qualche domanda se l’unica cosa che gli resta da fare senza di me è andare a lavorare
insomma, questa versione di Thelma e Louise de casa nostra sta per iniziare…..mi fa ridere solo il pensarci……!