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hai altre necessità che devo soddisfare?

ultimamente sto facendo colloqui di lavoro come se non ci fosse un domani; ho dato il mio numero a chiunque (mio marito mi ha chiesto se l’ho scritto nei gabinetti pubblici….) e quindi mi chiamano dei soggetti spesso inquietanti, o al massimo surreali

ieri sera si presenta uno, senza cv, e dopo un’ora di visita aziendale e spiegazione delle dinamiche e del lavoro che avrebbe dovuto fare, mi dice che va bene, lui ha bisogno di iniziare il prima possibile

“per il contratto?”

“per iniziare ti faccio un contratto di 15 giorni, poi se vedi che ti trovi e che vuoi continuare lo allunghiamo di qualche mese e poi entro l’anno passi all’indeterminato

“ehhh, non può farmelo subito indeterminato?”

figlio mio, non hai mai lavorato in fabbrica, hai fatto il cuoco per 18 anni quindi non ne sai nulla di officina, non hai uno straccio di referenza o di lavoro pregresso, non so nulla di te….insomma, 15 giorni di prova mi sembrano il minimo sindacale…”

mi lascia i documenti e se ne va, io nel frattempo li invio perchè mi formalizzino subito il contratto

dopo un’ora mi trovo una decina di vocali dove mi invita ad avere fiducia in lui, a fargli il contratto a tempo indeterminato, perchè è da maggio che ha lo sfratto e se non ha un contratto di questo tipo non gli danno la casa in affitto, e ha un figlio malato, e se lo mandano via non sa dove andare e gli tocca riportare la famiglia al sud che almeno lo ospitano…non vorrò mica essere io la responsabile della deportazione al sud della famigliola??

ora, io sono una persona gentile ma non tollero che mi si butti addosso i problemi degli altri, i miei sono abituata a risolvermeli. Ma chi ti conosce? fino a due ore fa non sapevo chi fossi e ora sono la rovina della tua famiglia?

ma in quale mondo ti presenti in una realtà lavorativa e ti fanno il contratto a tempo indeterminato a scatola chiusa? e se domani mi dici che devi operarti e non ti vedo più per tutta l’estate? (già successo)

questa è la realtà lavorativa del veneto, chi non trova lavoro qui fa tanta fatica a scansarlo

cmq ieri era il mio primo giorno di lavoro dopo 15 giorni di covid, il prossimo che mi dice che è solo un’influenza avrà il mio imperituro disprezzo

stiamo scrivendo la storia!

ho già raccontato come figlio piccolo stia avendo un successo assurdo come commerciale: il piccolo fancazzista che ci ha procurato problemi fin dalla tenera infanzia si è rivelato un venditore pazzesco. Ogni giorno prende ordini sempre più grandi, ogni giorno sventola con soddisfazione ordini che in un passato neanche troppo remoto si vedevano una volta ogni 6 mesi; ora sono diventati quotidiani

nel giro di poco tempo siamo andati in overbooking perchè in pochi mesi il nostro fatturato è aumentato di 2 poi 3 e ora 4 volte…creando dei problemi a tutti i settori dell’azienda. a me che devo trovare materia prima, personale (NON ESISTE DISOCCUPAZIONE) trasporti, materiale di consumo, corsi di formazione; all’amministrazione che deve correre dietro alle banche e all’ufficio tecnico che si ritrova a risolvere decine di problemi assurdi (potete marchiare i pezzi? potete saldare? potete fare questa certificazione?) e ovviamente a mio marito che deve coordinare tutto

ai nostri vecchi clienti abbiamo raddoppiato i prezzi scoprendo che gli ordini arrivano lo stesso…mannaggia averlo saputo prima….

insomma siamo tutti sotto pressione, tanto che ormai gira la battuta che diciamo tutti a mio figlio :“non è che te ne vai un po’ in vacanza? senza telefono però!”

oggi siamo tutti alla macchinetta del caffè con aria sfatta che commentiamo il fatto che non ce la faremo mai a consegnare in tempo, e arriva lui e ci dice:” la smettete con questi musi lunghi? stiamo facendo la storia! ricorderemo questo periodo come il periodo esaltante che abbiamo cambiato il corso della storia aziendale!! dai sù sù, tutti ai posti di combattimento con un po’ di grinta!”

oh santa madre, chiunque tu sia esci dal corpo di mio figlio, che fine ha fatto???? non credevo fosse possibile ma a volte mi manca

questa è una storia che bisognerebbe raccontare

ci siamo iscritti a un’associazione di categoria: basta confindustria, che ha fatto il suo tempo e ha già deluso parecchio, ci riproviamo con un’altra: viene in azienda il responsabile di categoria, e già questo mi sembra intelligente, conoscere i tuoi associati non è così scontato

ovviamente questo è lavoro per me: giro in azienda, presentazione del team, breve storia dell’azienda

incrociamo mio figlio, lo presento come Responsabile Commerciale, mi dice un paio di cose e se ne va

“che bel ragazzo! deve essere anche bravo nel suo lavoro! si vede che è una persona responsabile!”

io mi faccio due risate e per sommi capi gli racconto la sua storia; l’infanzia complicata, l’adolescenza terribile, le due bocciature al liceo, la decisione di farlo lavorare qui durante l’estate, la conseguente decisione sua di frequentare una scuola professionale e di venire a lavorare qui (per tacere delle volte che lo hanno sospeso…), i 5 anni da operaio, la sua recentissima, ma fruttuosa carriera nel commerciale

“ma questa è una storia bellissima! se la sentirebbe suo figlio di venire a raccontarla nelle scuole professionali? abbiamo bisogno di esempi positivi!”

ecco, vorrei dire a quella povera madre che sclerava qualche anno fa con questo difficile e meraviglioso figlio, che poi un giorno qualcuno lo avrebbe definito “una storia bellissima”

ma penso che avrei bestemmiato tutti i santi del paradiso

il lavoro deve stressare!!!

se c’è una cosa che non si può rimproverare a mio marito è che sia un fancazzista sul lavoro: arriva alle 6.30 di mattina e se ne esce alle 20.00, così da almeno 30 anni.

il suo pensiero fisso è l’azienda, la materia prima che sale, i fornitori che non consegnano, il personale che non si trova, le consegne che saltano, i camion che non consegnano, gli insoluti che arrivano, le banche che chiedono sempre di più e danno sempre di meno, i dipendenti che sbagliano in continuazione: tutto concorre al suo umore altalenante e faticoso, ma certo non si può dire che lui prenda alla leggera nulla di quello che riguarda il lavoro

….finchè non è arrivato suo figlio

quel ragazzino fancazzista e problematico dell’adolescenza, un bel giorno ha deciso che voleva lavorare in azienda e così per 5 anni di fila lo abbiamo messo in produzione, a fare i lavori più faticosi e duri, alle prese con i nostri peggiori operai: lui non ha mollato e questo natale ha detto di essere pronto per occuparsi di commerciale

ovviamente noi genitori demmmerda abbiamo pensato che fosse una scusa per sottrarsi all’officina, ma gli abbiamo concesso il beneficio del dubbio e tre mesi per vedere i risultati, sapendo benissimo che non sarebbe stato possibile vederne

io gli ho dato la lista dei nostri clienti “piccoli” che non chiamavano da tempo per farsi le ossa, mio marito gli somministra le sue perle di saggezza (le mail non servono a niente e non le legge nessuno…)

figlio piccolo ascolta tutti e poi fa di testa sua: per un mese ha studiato i nostri concorrenti, ha capito chi erano i clienti e cosa producevano per loro e si è proposto con una mail molto semplice e chiara.

bam, bam, bam…da gennaio abbiamo cominciato a vedere preventivi, a febbraio un paio di giorni a visite e ora fioccano ordini tutti i giorni; per noi tutti è un caos, ogni cliente ha le sue richieste e le sue specifiche, ma c’è un entusiasmo che non c’era da anni

stasera arriva l’ordine di un cliente importantissimo a cui mio marito gli stava dietro da anni; la sua faccia perplessa mi ha intenerito tantissimo, probabilmente si sta chiedendo come diavolo ha fatto il nostro piccolo fancazzista a produrre tutti questi risultati

ma me lo chiedo anche io!!

ma la cosa che mi ha fatto più ridere è stato lo sfogo di stasera di mio figlio, contro suo padre che non ci mette abbastanza impegno a fare preventivi e a produrre il materiale: lui mi dice che vuole lavorare con tranquillità, ma non esiste! il lavoro deve essere stressante altrimenti si chiama vacanza!!!”

oddio, l’avesse saputo la me stessa di 10 anni fa….

bisogna festeggiare!

una caratteristica della mia famiglia è che ogni occasione è buona per festeggiare; un compleanno, un anniversario, un voto, un lavoro preso, un lavoro finito, qualsiasi cosa, mia madre diceva sempre la fatidica frase: bisogna festeggiare!

una caratteristica della famiglia di mio marito è che nessuna occasione è buona per festeggiare; non un compleanno, esame o lavoro andato bene, niente.

così in famiglia nostra abbiamo sempre oscillato su questi due atteggiamenti: io che festeggerei ovunque e qualsiasi cosa (bisogna ringraziare il fato, gli dei, il destino che questa cosa è andata bene, altrimenti le cose vanno male….!!) e mio marito che, forte del suo pessimismo cosmico che a Leopardi gli fa un baffo, non festeggia mai nulla perchè è come sfidare la vita, (ecco vedi vita come sono felice? )

ma da quando figlio piccolo ha cominciato ad occuparsi di commerciale i risultati sono stati un crescendo di preventivi, che poi sono diventati ordini: io ho detto, il primo euro fatturato si va a festeggiare, ma avendo a che fare con mio marito e mio figlio questi euro sono diventati molti ma non si parlava di festeggiare

allora ho chiamato i rinforzi, mia figlia e la ragazza del figlio, ci siamo organizzate e siamo usciti al “susciaro” venerdi sera; figlio piccolo visibilmente felice di essere festeggiato, anche se il suo essere schivo non gli permette mai di rilassarsi in queste situazioni

“un bel brindisi a te che tra poco ci manterrai tutti e io e papà ce ne potremo andar via in camper per il resto della vita”

oddio, sono diventata mia suocera

sapere è come prendere un treno

alcuni anni fa, quando si è laureata figlia grande, mio marito ha coniato una delle sue celebri frasi

riferendosi al fatto che, quando studi qualcosa poi sei avvantaggiato, lui mi disse che si figurava la cultura, il sapere, la formazione, come prendere un autobus a un treno: la strada da percorrere è quella, ma se prendi un mezzo ci arrivi lo stesso ma prima e con meno fatica

io non sono così filosofa, ma ho sempre amato informarmi, capire attraverso le parole e i pensieri di altri: poi spesso mi sento dire che non ci sono tutte le risposte sui libri, ma secondo me …ce ne sono una buona parte

questo pensiero è valido per me, mio marito e mia figlia, ma come al solito figlio piccolo è un bastian contrario

secondo me ha relegato tutto questo nella casella “roba che non fa per me dove eccelle mia sorella” e quindi schifa, rifiuta e ostacola ogni mio tentativo di dargli delle competenze

da alcuni mesi si occupa di commerciale, e come avevo visto lungo io, è molto nelle sue corde

ma non ha nessuna formazione nella vendita e nel commerciale, figuriamoci di marketing; e se finora la sua “istruzione” passava per suo padre (macchine, materiali, prodotti ecc) adesso la sua formazione passa da me, visto che si rifiuta categoricamente di frequentare qualsiasi corso o seminario

e mi sembra di essere ritornata indietro agli anni terribili della scuola, e sinceramente ne avrei fatto a meno

l’ho già detto che siamo al delirio?

stamattina parte un camion carico di materiale da portare inunbucoinc*loalmondo; ho faticato a trovare questo trasporto, a trovarlo al prezzo che voleva il cliente, con la consegna che andava bene al ricevente e con la produzione che andava bene a mio marito; un gioco di equilibri che non si immagina

all’ora di pranzo mi chiama il trasportatore che il suo autista, arrivato a scaricare “si accorge” che ha il tampone scaduto, e vuole che qualcuno dell’azienda venga fuori, prenda il suo camion, entri in azienda e scarichi il camion

io all’inizio credo di non aver capito: cioè tu sai che per lavorare ti serve il tampone, ma parti per una consegna senza e pretendi pure che gli altri facciano qualcosa di illegale.

gli dico di cercarsi una farmacia, lui risponde che “sti stronzi” non hanno un minimo di elasticità e non capiscono che è un’emergenza e non glielo fanno senza prenotazione

io ribadisco che un’emergenza è che domani mi sposo e forse sono positivo e lo devo sapere subito, ma che devo andare a lavorare e mi serve il tampone è normale, quindi, se dopo aver preso la laurea in immunologia su facebook decido di non farmi il vaccino, e non faccio il tampone, questa è cialtroneria, non un’emergenza

insomma, la discussione è andata avanti un pezzo, con mio marito che urla di non chiamare il cliente per cercare una soluzione che ci facciamo una figura da deficienti, e il trasportatore che mi minaccia di riportare indietro il carico

bel lunedì, cominciamo bene

il ritmo del Natale

è iniziato Dicembre e io come ogni anno mi sorprendo a fare luuuuunghi respiri, in continuazione

tutto intorno parla di gioia e felicità, di copertine sulle gambe, la meraviglia di ritrovarsi a tavola, i regali da scambiarsi; quello che vedo io è una lunga corsa ad ostacoli fino al 24, quando finalmente ci sarà il cenone a casa di mia mamma o di mia sorella. Avevo proposto casa mia, dove ho una sala grande come tutta la casa di mia madre, ma mi è stato risposto che nessuno ha voglia di fare i 30 km per andare e tornare; nessuno si è posto il problema che i km li devo fare io i miei figli con i rispettivi morosi, ma sinceramente la cosa non mi disturba, preferisco di gran lunga andare da loro, salutare a mezzanotte, aspettare la mattina del 25, abbracciare i miei figli e mettere in moto il camper, destinazione Sicilia

ma prima delle vacanze ci saranno queste due settimane che vedo nel calendario e che mi angosciano come poco: trasporti che non si trovano, materia prima che non arriva, clienti impazziti per le consegne, animali da sistemare, casa da pulire, camper da preparare, visite mediche da fare, cene sociali e di amici, conti da saldare, soldi che non bastano mai, problemi da risolvere (siamo senza riscaldamento sia in casa che in azienda, tanto per dire) che renderanno frenetiche e assurde queste due settimane

è come il suono del tamburo, che comincia con un ritmo e man mano che si avvicina Natale batte sempre più forte fino a diventare un ritmo impazzito, che spazza via tutta la magia e la voglia di fare le cose bene: l’importante è solo di sopravvivere a queste due settimane, per respirare poi durante le vacanze

e ogni anno è peggio, sembra impossibile

chi mi nomina di nuovo la magia del natale si becca un cartone in faccia

ci mancava anche questa

non so perchè nella mia mente c’era l’idea che più si andava avanti con l’età e più le cose diventavano semplici: avevo questa idea che dopo i 50 metti il pilota automatico su tutto quello che fai quotidianamente (lavori di casa, lavoro in ufficio, rapporti umani) e ti godi finalmente un po’ di serenità

da dove mi fosse venuta questa idea non lo so proprio, anche perchè non è così per niente

invece mi sembra di ballare una danza, tipo bolero di Ravel, che accelera il ritmo ogni giorno e arrivare a sera sani e salvi è un miraggio, e ogni mattina mi sveglio pensando con che casino dovrò confrontarmi

che sia la paura che qualcuno risulti positivo con la necessaria quarantena di tutta l’azienda, che sia l’aumento incontrollato della materia prima e la sua scarsità nel mercato che mi costringe ad essere stressante con i fornitori per portare a casa qualche migliaio di kg di lamiera, che siano gli acciacchi che ormai non si possono più ignorare o che siano i malanni di uno dei due cani appena adottati, insomma, qualunque sia la ragione, ogni giorno ce ne è abbastanza

ma fra 20 giorni arriverà una bella tegola, il green pass diventa obbligatorio e noi imprenditori dobbiamo impedire l’ingresso a chi non ce l’ha

bellissima idea, davvero, mi mancava essere ricattata dai miei dipendenti

per fortuna ne abbiamo solo uno di no vax, con delle altissime motivazioni ( mia moglie non vuole che me lo faccia perchè conosce uno che conosceva uno che gli ha detto che uno ha fatto il vaccino e dopo pochi minuti è morto, e perchè ci fanno firmare la liberatoria? ) e non è un caso che non è il più intelligente della cucciolata, non sa nemmeno leggere un metro per dire, ma su facebook pare che le lauree caschino dal cielo.

ok, gli chiedo, tu non ti vaccini, quindi dopo il 15 ti licenzi?

ehhh non lo so, perchè anche mia moglie ha lo stesso problema

perchè non ve ne tornate in Romania? lì nessuno ve lo chiede

eh ma lì non è vaccinato nessuno e sono pieni di covid

ah giusto, siamo tutti fr**i col c**o degli altri (espressione un po’ grezza ma che rende bene il pensiero)

e quindi? dopo il 15 che dovrò fare? lasciarlo a casa? assumere un altro? aspettare che decida cosa fare?

mi confronto con gli altri imprenditori e sento che hanno lo stesso problema, ma nel loro caso si tratta di metà dei dipendenti, quindi la situazione è ancora peggio

ecco, ben fatto, ci mancava anche questa

vorrei un lavoro nelle stesse ore che sono a scuola…ah non si può?? ah no??

questa la devo raccontare; colloquio a un ragazzo di 19 anni

tutti i ragazzi che ho assunto di questa età arrivano al primo stipendio con cui si comprano il cellulare e al secondo mese mollano, per cui non sono molto ben disposta, ma evito di avere pregiudizi e lo convoco

ha lavorato una settimana come cameriere e una settimana in un’azienda in tutta la sua vita; bruttissimo indizio

hai fatto anche altri lavori in questi anni?

no, vado ancora a scuola e a settembre ho da finire il 5° anno

bene, ma pensi di farla serale?

no, perchè?

scusa, come fai a lavorare qui 8 ore e ad essere a scuola nelle stesse ore?

sguardo vacuo, faccia smarrita…..dopo un bel po’ di silenzio mi dice che allora potrebbe fare un part time, al che gli chiedo a che ora finisce scuola e mi dice alle 14. Quindi un’ora per mangiare e correre qui, lavoreresti per due ore e mezza? ma stiamo giocando?? ma è possibile che nessuno lo abbia fatto riflettere prima di proporsi per un lavoro?

gli dico che forse gli conviene trovarsi un lavoro come cameriere per la sera. ma lui mi dice che poi lo chiamano anche per i fine settimana e lui non vuole lavorare di sabato e domenica

ah ecco, giusto

gli dico che se ho bisogno di qualcuno fino alle ferie lo chiamo, lui ribadisce che cerca un lavoro per tutto l’anno

ussignur che pazienza