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dall’inferno al paradiso in 40 minuti

anche quest’anno abbiamo fatto una cosa intelligente; abbiamo portato il camper nelle montagne vicino a casa, e lo abbiamo lasciato lì per giugno e luglio

come ogni anno mio marito ha opposto la solita polemica sul fatto che poi il camper è inchiodato lì e non possiamo andare da altre parti, a cui ho risposto come al solito che in questo periodo il mondo straripa di camper alla ricerca di un posto, e non possiamo ogni fine settimana avere l’incertezza su dove andare

insomma, dopo molte discussioni lo abbiamo portato in un micro campeggio in mezzo al nulla: un ristorante, una chiesa, un alimentari che dai prezzi che ha credo pensi di essere un gioielliere, e animali, di tutti i tipi che scorrazzano per il campeggio: mucche asini cavalli cani galli e galline, gatti e chissà cosa altro che non vediamo

la faccenda è che mio marito ha scoperto che se partiamo alle 19.00, con 35° e afa da impazzire, dopo 40 minuti può sedersi fuori dal camper con una birra in mano e il maglioncino a 18° e così basta, non ce ne è per nessuno, si va su ogni sera.

si arriva, scaldo la cena ( un po’ di zuppa calda e formaggio!) e poi si legge, si ascolta musica oppure si stira, come ieri sera. a letto presto, sotto il piumino perchè la notte si arriva a 8°. La sveglia suona alle 6.00. Mi vesto velocemente e si riparte, perchè mio marito vuole essere in azienda almeno un’ora prima dell’arrivo dei dipendenti

io arrivo a casa alle 7.00, mi infilo le scarpe da ginnastica e le cuffie ( e mi tolgo il pile!) e parto per i miei 45 minuti di camminata.

tutto meraviglioso, tutto stupendo, levataccia a parte, ma….

da ieri i dipendenti hanno chiesto di anticipare l’orario di ingresso alle 7, per sfruttare le ore più fresche.

non ce la posso fare a svegliarmi alle 5……

c’è un prima e c’è un dopo

nella vita capitano situazioni che, ripensandoci dopo, capisci che la tua vita da quel momento non sarà più come era prima

non parlo tanto di matrimoni e nascite, per quelle hai tempo di prepararti e di aspettarle, parlo di situazioni come questa pandemia, che ha cambiato il nostro modo di vivere in un modo che nessuno si sarebbe mai immaginato: ieri guardavo delle foto del 2019, e ho pensato “ma guarda come stavamo tutti appiccicati!”, come se fosse una cosa assurda

ieri era il 21 marzo, data che per il resto del mondo significa la primavera, ma per me e la mia famiglia è la data della morte di papà

io ero al mare, avevamo comprato il camper ed era la prima uscita, a Caorle da degli amici. “faccio questa ultima gara del piffero e poi la prossima domenica usciamo insieme, così me lo fai vedere per bene!” mi ha detto mio padre venerdi al telefono, poi domenica mattina mi chiama mia madre e con voce sconnessa mi dice che papà ha fatto un infarto sulle piste, è stato subito soccorso ma non c’è stato nulla da fare

io penso che mi madre stia andando fuori di testa e chiedo di parlare con qualcun altro, ma la sua amica mi conferma cosa è successo. Dopo di che ricordo confusamente cosa è successo; so che siamo tornati a casa ma non so cosa abbia raccontato mio marito ai figli, allora piccolissimi, del fatto che non ci saremo fermati al mare. Mi ricordo che continuavo a guardare fisso davanti a me per non piangere, ma le lacrime scendevano silenziose

figlia grande da un’amica, figlio piccolo dalla signora che veniva a farmi le pulizie (suocera non pervenuta) e poi via a casa di mia madre; il camper dei miei che torna guidato da un amico di papà, la casa piena di gente che piange, mia madre che siede davanti a una cioccolata; trema inzuppando un biscotto, sporca un po’ il tavolo, io penso che dovrei pulire

io mi fermo a casa dei miei, dormo nel letto con mia madre; non l’ho mai fatto da piccola, ma chissà perchè mi viene naturale farlo.

papà quel giorno ha lasciato un enorme vuoto nella vita di tutti, tanto che per 20 anni i suoi amici organizzeranno un memorial sulle nevi, su quella pista, per ricordarlo e pranzare tutti insieme; la vita di tutti è cambiata, e dopo tutti questi anni incontro ancora persone che mi dicono che quel giorno è stato uno dei giorni più brutti della loro vita, che non dimenticheranno mai mio padre, perchè ne sentono ancora la mancanza

il covid ha impedito il memorial, ma sono riusciti a ricordarlo lo stesso

tutti mi dicono che gli assomiglio tantissimo, ed è un complimento bellissimo

ma che freddo fa……

tutti a lamentarsi del tempo….onestamente io no, ma proprio per niente.

odio l’aria condizionata almeno quanto odio l’umidità di questa valle padana. dal freddo ti ripari coprendoti ma dal caldo non c’è scampo, quindi ben vengano i 17° di ieri sera.

l’unica cosa che mi mette un po’ di inquietudine è che figlia grande è in montagna, nella roulotte si mia madre.

una settimana fa viene Perfida Suocera in ufficio; lei ha un appartamento a san martino che non usa nessuno da almeno un anno e mezzo. le dico che mia figlia avrebbe piacere di andar su qualche giorno per studiare al fresco e lei ha fatto letteralmente finta di non sentire. ma tientelo il tuo appartamento, stronza

invece mia madre è andata in brodo di giuggiole e domenica sera è venuta su per spiegare a figlia grande tutti i grandi misteri che ci sono in una roulotte: non è servito a niente dirle che la “bimba” va in campeggio da quando aveva 15 giorni, lei si è sentita in dovere si dormire su e ripartire alle 5 di mattina per non lasciarla sola la prima notte. dove era questa nonna affettuosa quando io ero adolescente?

comunque li fa un freddo cane, piove tutto il giorno e mia figlia ormai parla con la sua lanterna.

ma dice che riesce a studiare bene, e che riesce a concentrarsi: in un mese e mezzo ha fatto la certificazione di inglese, quella di spagnolo, internazionale avanzato, diritto commerciale, diritto del lavoro e diritto civile. ora sta studiando per diritto amministrativo

io questi esami non li facevo nemmeno in un anno, ma di chi è figlia questa?

i sogni son desideri

sono in bilico su un cornicione: devo andare a prendere una cosa per figlio piccolo: quando arrivo dall’altra parte c’è un capo scout, gli dico che se lo sogna che mio figlio fa questa cosa. Sto tornando indietro e incrocio mia suocera: le dico di non venire che è pericoloso, lei insiste e si avvia verso il cornicione: io le ripeto di aspettare almeno che sono passata io, non ci stiamo tutte e due, lei minimizza come al suo solito e cerca di scavalcarmi, ma mette un piede in fallo e si spiaccica al suolo. Ma proprio spiaccicata, perchè guardo giù e vedo solo un po’ di gelatina acquosa. era un allien?

mi sveglia mio marito con un bacio

azzzz, gli racconto il sogno e mi dice “eheheheh i sogni son desideri…..”

riparte bene la settimana dopo una vacanza (piiiiiiiiccola!!!!) così.

siamo tutti un po’ ustionati, sicuramente ingrassati, ma felici e soddisfatti.

la “villa” di agri è stata invasa ma ci siamo stati tutti: come avevo pronosticato c’era da mangiare per tutto il campeggio, io ho dovuto congelare un sacco di carne che alla fine non ho cucinato. Il tempo è stato clemente, un po’ di vento ma nessuna goccia d’acqua: ho bevuto più alcolici in questi 3 giorni che nel resto dell’anno…..

nel viaggio di ritorno mi sono venute in mente tutte le cose di cui volevo parlare con le mie amiche……comunque rimarrà negli annali la “passeggiata” di 10 km e passa con la minaccia di pioggia, il kg di fontina che ha puzzato in frigo per tutto il tempo, mio marito che mi storce il cucchiaio per poter prendere le meline sotto grappa, il genepy caldo che dopo tutto quel cibo ci stava proprio bene, il marito di rose che storce il collo alla gallina di cioccolata, gli adolescenti musoni che hanno grigliato la carne, le figlie fotografe alla ricerca di angolini da immortalare, una bimba piccolina con la sua borsetta e il burrocacao, una roulottina carina carina che ha accolto tre famiglie senza fare una piega. Da dimenticare il costo del gasolio, roba da far andar di traverso tutto

quando è il prossimo ponte?

l’eredità

tutti quelli che hanno conosciuto mio padre dicono che io sono la figlia che gli assomiglia di più, ma si fermano alle apparenze, perchè ho un’azienda e faccio le vacanze in camper.

in realtà gli assomiglio perchè sono la figlia che ha assorbito di più il suo “spirito”; ho preso da lui di non prendermi mai troppo sul serio, a divertirmi sempre un po’ di più di quello che mi arrabbio, a trovare sempre, ma proprio sempre , il tempo per un amico.

e così non dovrebbe meravigliarmi che i suoi amici, a distanza di così tanti anni dalla sua morte, ancora abbiano voglia di ricordarlo.

lui è morto durante una gara di sci, e i suoi amici per ricordarlo, ogni anno da tantissimo tempo organizzano un memorial in quel maledetto posto. dopo la gara ci si ritrova nel punto esatto, si racconta qualche aneddoto, si lasciano dei fiori. Poi tutti giù intorno ai camper a mangiare e a ricordare.

quest’anno non c’è neve, la gara è annullata. una parte di me ha pensato: “finalmente questo strazio è finito, perchè questa giornata è un’angoscia che si ripete ogni anno da troppo tempo”. Come ha detto una volta figlia grande, “andare a vedere il pezzetto di cielo che ha visto per ultimo il nonno, è una cosa che rinnova un dolore immenso.

ma mi ha chiamato l’organizzatore, e mi dice che nonostante non ci sia la gara vorrebbero andar su lo stesso, dedicare comunque questa giornata a papà.

“sai, un mese fa ho comperato il camper nuovo, e ho pensato che tuo padre l’avrebbe criticato tutto, per poi dirmi sottovoce: in realtà sono invidioso eheheheh, mi manca ancora così tanto…..”

ok si parte, avevo organizzato una grigliata di carne al mare ma si cambia velocemente programma; preparo la solita camionata di tramezzini (unico mio contributo al pranzo) e vado a comperare un mazzo di margherite, un fiore a cui è legato uno scherzo di mio padre che ancora mi fa ridere.

mi pesa questa cosa, mi fa stare col cuore pesante per tutti i giorni che lo precedono, ma in verità penso che mio padre mi ha lasciato questo, tante persone che lo rimpiangono ancora dopo tutti questi anni. E allora andiamo, a testa alta.

starei qui con te per sempre

ho sempre fatto la settimana bianca con i ragazzi; abbiamo un piccolo appartamento di famiglia che per anni è stato usato solo da noi. Ci siamo andati per tanti anni da morosi e poi con i figli piccoli, in pratica era nostro a tutti gli effetti. poi c’è stato il disastro in famiglia di Re Mida e quell’appartamento è stato uno dei cadaveri che abbiamo lasciato sul campo.

una decina di giorni fa avevo chiesto a figlio piccolo se voleva stare qualche giorno a sciare (il liceo ha chiuso 3 giorni), mi risponde che piuttosto di stare su con me si taglia le vene……ok, meglio così, penso, non è che mi diverto a traslocare per 3 giorni di montagna

ma a quanto pare il nuovo corso, di cui primo a poi parlerò perchè sono troppo felice di come si stanno mettendo le cose, comincia a dare i suoi frutti, e domenica mio figlio mi dice che gli farebbe piacere fare tre giorni in montagna

te possino…..la settimana prossima è già un delirio……

insomma siamo partiti, abbiamo trovato due giorni di sole fantastico, poca neve ma piste sciabili. lui ha puntato la sveglia alle 7 per studiare fino alle 9…….!!!!!!!

ieri stavamo facendo le valigie e mi ha detto: siamo stati bene io e te mamma, starei qui per sempre.

niente male, davvero niente male dopo tutto quello che abbiamo passato