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bye bye emma

tante cose in questi giorni, molti post prudono nelle mani, ma hanno fatto un macello nel mio pc e spesso ho dovuto lavorare su computer di servizio, quelli sparsi negli uffici che usano un po’ tutti e siccome sono una ciofeca a cancellare le mie tracce ho dovuto “dimenticare” di avere un blog, pena di essere letta da tutto l’ufficio.

ma ieri sono stata in assemblea a confindustria e tante cose mi vengono alla mente da raccontare.

dei discorsi che ho sentito, sempre gli stessi….”hai sentito ha chiuso anche WSEWE….si e SOLAIUSGH ha tutti in cassa da mesi……non lavorare con JUHAY che sta per saltare…..se non mi paga KSKJSJS il prossimo mese chiudo anche io….” mi sembra di vedere il film dei dieci piccoli indiani….. il presidente ha chiesto anche un minuto di silenzio per gli imprenditori che si sono suicidati quest’anno, mi ha messo un’inquietudine pazzesca questa cosa

di mio marito, sempre più insofferente a queste cose, sempre più cieco di fronte al fatto che ormai essere imprenditori significa anche questo, soprattutto questo, relazioni, amicizie, chiacchiere. Per lui invece vuol dire arrivare prima degli altri, uscire tre ore dopo, testa bassa e stringere i denti. E non mi fa nemmeno rimanere al buffet, che c’erano dei gamberi profumatissimi

e emma, la mia adorata emma, che ultimamente mi ha fatto incaxxare perchè mi sembra che nemmeno lei riesca a muovere nulla: ai politici in sala ha dato una strigliata e nessuno ha avuto nemmeno due minuti di tempo sul palco “nessuno si riconosce più in questi politici, in questi partiti, e se a monti riesce di fare in un anno quello che i politici non sono riusciti a fare in 15 speriamo che non abbiano la faccia tosta di riproporsi….” mi sembra impossibile che sia già scaduto il suo mandato, ricordo come se fosse ieri quando è stata eletta….scoppiavo d’orgoglio manco fosse una mia amica

ma anche il fronte di figlio piccolo incalza, stanno succedendo un sacco di cose interessanti. quel libro è stato illuminante, devo scriverne assolutamente

tre: non è un bel numero in pagella

ecco ci siamo, figlio piccolo ha consegnato (recalcitrante) la sua prima pagella di liceale

tre in italiano scritto e orale

tre in inglese scritto e orale

tre in matematica scritta e orale

quattro in latino scritto e orale

e via di seguito

si lo so, me l’aspettavo ovviamente ma vederlo nero su bianco fa effetto di un ceffone. L’ho guardato e non sapevo che dire. Per non parlare di suo padre, per lui è semplicemente inconcepibile.

verrà bocciato, ovviamente, lo sappiano noi e lo sanno i suoi professori, che giustamente con lui rinunceranno a concludere qualcosa: la settimana prossima siamo a colloquio, per quello che serve andremo insieme.

mi mette una tristezza vederlo buttare via anni preziosi, ma non so più che fare. rifarà la prima, con gli stessi prof, gli stessi libri, le stesse materie, perchè di comune accordo con mio marito non lo faremo saltellare da una scuola all’altra nella speranza di riuscire a strappare un pezzo di carta: se non hai voglia di fare nulla una scuola vale l’altra, tanto vale che rimanga li ( e poi non voglio che passi il messaggio: non sei tu che sbagli, è la scuola…non esiste)

che dire? mi riesce davvero difficile stare un passo indietro, vorrei, nella migliore delle ipotesi, spaccargli la faccia.

ohmmmmmmm un passo indietro……

un passo indietro

“…..io davvero non so più che fare. lo motivo in continuazione, carote e calci nel sedere in egual misura. lo aiuto nei compiti, lo interrogo, controllo la qualità del lavoro, controllo anche la cartella, sono già stata a parlare con tutti i prof anche due volte…..ormai mi manca solo di….”

“cosa le manca da fare signora emilystar? lo dica, che le manca?”

“…mi manca di sedermi al posto suo nel banco a scuola, e farmi interrogare…in pratica….mi manca….di vivere la sua vita….”

“esatto. e pensa che sia possibile questo? e che sia…sano?”

questo è stato l’ultimo colloquio avuto con la psicoterapeuta di figlio piccolo a gennaio: mi ha dato tante cose su cui pensare anche se poi il natale è stato così caotico e faticoso che tempo per pensare non ce ne è stato tanto.

ma una cosa l’ho capita: io non voglio passare questi anni con mio figlio ad essere ringhiosa e perennemente arrabbiata perchè lui non corrisponde agli standard che noi abbiamo stabilito per la famiglia. Fino alle medie potevo anche “obbligarlo”, con le buone o le cattive a studiare, dal liceo in poi deve essere un impegno che prende lui e di cui paga le conseguenze. Io non voglio voltarmi indietro e vedere questi anni come una guerra continua, come ricordo i miei dell’adolescenza, non voglio pensare che il messaggio che passa a mio figlio è che sua madre è perennemente arrabbiata con lui. Lo amo aldilà della scuola, aldilà dei pantaloni col cavallo basso, aldilà del casino della camera, lo amo a prescindere e questo vorrei che ricordasse di questo periodo. e cerco di pensare alle parole piene di buon senso e competenza che mi ha scritto tempo fa cautelosa (scusa caute se le divulgo ma sono troppo belle per tenerle per me ).

E riguardo al tuo giovanotto, probabilmente dovrai avere più pazienza e non perderti d’animo se in questo momento ti pare di non vedere un granché di positivo all’orizzonte. Quattordici anni sono un’età un po’ così, strana, piena di dissonanze, fra quello che sono e quello che vorrebbero essere…
Io non ho consigli da darti, perché non sono stata certo una madre perfetta e i miei figli sono stati lontani pure loro dall’esserlo. L’unica cosa che mi sento di dirti è di non correre troppo in avanti con il pensiero su cosa potrà succedere domani. Spesso l’unico risultato che si ottiene è di logorarci la mente…

e così per quest’anno il mio mantra sarà….un passo indietro, praticamente una scommessa con me stessa visto che io, secondo quello che dice mio marito, sono sempre dieci passi avanti, anzi, corro prima di vedere se ho la terra sotto i piedi. un passo indietro, per permettergli di maturare, per permettergli di pagare i suoi sbagli, per permettere a noi tutti di non logorarci la vita.

oh, se per caso accelero, ricordatemi questo post!

mamma non sei vecchia

“e oggi è venuto un supplente al posto di quella di diritto…ma mi sembrava un po’ vecchio per essere un supplente, magari è un prof di altre scuole, non so”

“vecchio? quanti anni aveva?”

“mah, sui 40, 45….”

“senti un po’ piccolo stronzetto io ho 46 anni e non sono vecchia”

“si lo so mamma tu sei diversamente giovane”

sgrunt sto ragazzino è proprio un figlio di….