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siamo già a “quel” punto

figlia grande torna a casa per un giorno; io e mio marito andiamo a prenderla in stazione e andiamo direttamente in un posto sperduto tra le montagne alla ricerca del fresco, a mangiare una pizza

al momento di pagare la cassiera dice a mio marito che un fulmine ha messo fuori uso il pagamento con bancomat: mio marito sbianca perchè non ha contanti e io nemmeno, ma prontamente reagisce la figlia che mette mano al portafogli e paga. Mio marito sbarella, non è possibile che la figlia paghi il conto e non si darà pace finchè non glieli ridà

domenica siamo a casa (unica domenica all’anno) perchè stiamo preparando il camper per la vacanza d’agosto: mio figlio mi dice di non preparare il pranzo, che ci pensa lui e porta in tavola 8 (dico 8!!!!) vassoi di sushi….una mangiata da favola. Alla fine del pranzo mio marito vuole sapere cosa ha pagato per ridargli i soldi, ma non c’è verso, mio figlio dice che l’ha offerto lui e non vuole i soldi indietro

Emily, siamo già a quel punto?

quale punto?

il punto dove i figli ti pagano i conti, dopo c’è il punto che ti cambiano il pannolone, poi che ti mettono in casa di riposo e poi ti staccano la spina

ma quanto sei melodrammatico….tranquillo, in casa di riposo ti ci metto io prima di cambiarti il pannolone

parlare con te è sempre una gran consolazione

lo so amore, mi hai sposato per il mio gran senso pratico

ancora non hai capito che poi io mi vendico

sabato sera abbiamo una cena col club dell’utero: quando eravamo in ospedale a digiuno (io, loro erano a minestrina e purè) sognavamo il sushi e c’eravamo ripromesse di andarci insieme

comincio lunedi ad informare mio marito; mi dice che viene e sembra anche volentieri. io glielo ricordo tutta la settimana (conosco i miei polli)

arriva sabato e come al solito va in ufficio tutto il giorno: poi deve lavarsi sbarbarsi e vestirsi e io comincio a chiamarlo per ricordarglielo: odio arrivare in ritardo, odio far spettare le persone

perchè non ci siano problemi mi faccio la doccia con un certo anticipo (una volta perchè c’era vapore in bagno ha piantato una mena e non voleva lavarsi….) e mi accorgo che lo scarico è ostruito. vabbè, penso, ora che arriva lui l’acqua è scesa. e invece no, arriva e c’è ancora acqua

ora….abbiamo 3 docce e una vasca da bagno….la cosa più ovvia non è andare a farsela in un’altra? no, lui che ha mezz’ora per prepararsi si mette a sturare lo scarico.

lo guardo mentre fa a pezzi una stampella di ferro per farla passare nello scarico, gettare soda caustica, usare lo stantuffo…tutto questo imprecando contro me e figlia grande a quanto pare le uniche responsabili di questo problema…..

il tempo scorre e io sto dando i numeri: io sono vestita pettinata truccata e lui è in mutande inginocchiato dentro la doccia. penso che potrei mettermi a dare di matto, oppure a piangere sconsolata

con un tono calmo e sereno gli dico che in questo momento non è la priorità sturare questa stramaledetta doccia, che può andare in un’altra, che domani ci penserò io, che comprerò tutti i prodotti apposta, che gli ho già portato nell’altra doccia tutto quello che gli serve, perchè se arriviamo in ritardo poi gliela farò pagare fino alla fine dei suoi giorni (no, questo lo penso ma non lo dico…)

a volte mi sembra davvero di avere a che fare con un bambino. o un minorato mentale. penso alla prossima cena di confindustria dove deciderò di cambiare tutti i bottoni di una certa camicia, lì all’istante, e non me ne metterò altro che quella

brutta cosa essere vendicativa…..