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il demone del gioco

ho sentito spesso mio marito dire la frase: se vinco al totocalcio….peccato però, che in 40 che lo conosco, non l’ho mai visto giocare nulla

in realtà lui ha troppo rispetto dei soldi per buttarli via in un’attività del genere, e quindi giocare è sempre rimasto nel limbo delle idee; spesso gli fanno notare che al suo fianco c’è una moglie fortunata al gioco, perchè non usarla?

c’è stato un periodo che partecipavo a vari concorsi, e spesso li vincevo; negli anni ’90 impazzavano concorsi a premi di tutti i tipi e ho vinto molte cose, da un radioregistratore , un tappeto, stoviglie, libri, coperte, la cosa più assurda è stata mettere una sola cartolina e vincere un viaggio in tunisia. Ma io sono strana probabilmente, penso che vincere tanti soldi mi rovinerebbe la vita e non ho mai giocato

ma mio marito ha un periodo un po’ difficile, come tutti; il covid sta mettendo a dura prova i nervi saldi che bisogna avere ora più che mai, ogni giorno si alza l’asticella dei problemi da risolvere e la paura del futuro non è mai stata così grande, e tempo fa mi ha confessato di aver destinato la folle somma di dieci euro per giocare a non so bene cosa un euro a settimana.

anche solo l’attesa di aspettare l’estrazione lo fa sorridere, e a me basta questo per pensare che sono soldi spesi bene

ma l’altro giorno ha vinto 25 euro (non so bene cosa ha indovinato) e l’ho visto felice come un bimbo a Natale; ha già deciso come spenderà i suoi soldi in caso di vincita, della serie un milione a tutti i parenti e agli operai, solo a figlio piccolo vincolerà i soldi fino al raggiungimento dei 50 anni ( ahahahahahahah)

ieri sera gli chiedo se ha detto a suo figlio che ha vinto 25 auro

lui mi guarda tutto contrito e mi dice; non vorrai mica che pensi che suo padre ha il demone del gioco?”

non so, questa risposta mi ha fatto ridere e tenerezza insieme

storie di chiesa e di preti

in questi giorni, a causa di un funerale e una comunione, mi è capitato di aver a che fare con preti e messe: lo dico subito, la chiesa avrà il mio rispetto e la mia attenzione quando smetterà di permettere ai preti di fare i pedofili e pagherà le tasse come tutti. punto

quindi ho un punto di vista un po’ disincantato, un po’ cinico e un po’ goliardico quando per qualche motivo sono costretta a una messa.

ma dovrei andarci più spesso perchè devo dire che ho sentito delle chicche mica male….

alla fine della comunione, il prete dice ai bimbi vestiti di bianco con le manine giunte: “e adesso chiudete gli occhi e indirizzate una preghiera speciale, per la mamma…per il papà….per il datore del lavoro di papà…per il vostro migliore amico” IL DATORE DI LAVORO DEL PAPA’??????  ma siamo fuori di testa a dire una cosa del genere? e poi quello della mamma può morire invece? e nonni zii cugini e amici presenti in chiesa, quelli passano dopo il datore di lavoro? roba da pazzi

ieri al funerale invece ho assistito ad una predica in lingua veneta, ogni tanto scivolava nell’italiano ma si correggeva subito…..roba da pazzi

però una risata me la sono fatta, con una vecchietta vestita tutta di lustrini:

oramai vado a 2, 3 funerali ogni settimana, sembra incredibile ma tutti quelli con cui parlo dopo qualche settimana muoiono e mi tocca andare al funerale….” ……ahahahah avrei voluto saper leggere nei pensieri di quei due con cui stava parlando

ma il massimo l’ho visto nella mia chiesa parrocchiale: bottigliette di acqua per terra in un cartone, un cartello PLASTIFICATO che dice “se prendete la bottiglietta, lasciate l’offerta per l’AQUA santa”

ohmioddiooooooo

il più grande spettacolo dopo il terremoto

è così da quando avevo pochissimi anni e ho sempre pensato che non sarebbe cambiato mai: avevo pochi anni quando mi sono strappata il body di dosso e ho detto: io dormo senza nulla addosso. E non c’è verso di farmi vestire, quando dormo mi da fastidio tutto. faccio eccezione in albergo, la mia schifiltosità è più forte di tutto.

per decenza e dopo pressanti richieste della famiglia quando siamo in camper mi tengo una camicia da notte vicino al cuscino…..quando mi alzo per andare in bagno durante la notte potrei non dare uno spettacolo onorevole.

e così da decenni: primo di dormire mi faccio la doccia, faccio scivolare l’accappatoio per terra e mi infilo nel letto

“sei nuda?”

“? …che domande fai? certo!”

“ottimo, se stanotte la terra balla e dobbiamo uscire di corsa tu sarai il più grande spettacolo, altro che terremoto”

azz. ehhhh son pensieri….

perchè ce lo ha chiesto il prof

finalmente sabato siamo andate in scena: alla mattina per gli studenti, al pomeriggio per parenti e amici. ussignur che stress, però ci siamo divertite da pazzi.

figlia grande è stata grande: mai un momento di panico, sempre sorridente, armata di telecamera per filmare il dietro le quinte ma senza mollare  suo figlio Paul, alias la sua macchinetta fotografica. (Paul dei Beatles of course!)

un po’ di incertezze nei rusteghi, ma poi il gran finale con le baruffe!

a ripensarci è stata proprio una cosa incredibile: quando si mette in piedi una cosa del genere ci sono mille cose da decidere: il palco, la sala, la scenografia, le luci, la musica, i costumi, gli oggetti di scena, gli inviti,i movimenti, l’intonazione….insomma sembra che ci sia solo da imparare a memoria la parte e invece c’è da decidere in continuazione….!!!

e poi il gruppo: noi non ci siamo più viste dall’esame di maturità: qualcuna è rimasta amica, ma n trent’anni non abbiamo mai fatto nemmeno una cena di classe: è bastata una pizza e dopo 5 minuti avevamo ripreso da dove avevamo lasciato. Le stesse prese in giro, gli stessi siparietti: figlio piccolo mi dice stupito: “ma quanto vi pigliate in giro!” certamente per lui è strano vedermi sfottere così allegramente da perfette sconosciute,  le amicizie che ho ora hanno una dose di formalità che è impossibile da superare. ma quelle della scuola no: abbiamo affrontato insieme tanti anni di scuola, hai fatto magre figure e colossali figuracce….puoi essere diventata chissachì ma per loro sei sempre quella. 

insomma è andata, è finita. non passerò più tutti i sabati a provare, non passerò più ore a scrivere mail e sms per organizzare tutto il da farsi: devo solo riportare indietro quell’orrido vestito tutto trine e merletti col sederone posticcio (manco ce ne fosse bisogno….)

una cosa mi fa ancora ridere se ci penso: ogni tre secondi qualcuna di noi, durante le prove o la recita, diceva :”ma chi cavolo me l’ha fatto fare????” e la risposta che ci davamo in continuazione era “perchè ce lo ha chiesto il prof!”: ecco, perchè un’altra cosa straordinaria di questa storia è che sembra la solita storia di donne, che quando si organizzano fanno cose incredibili, ma stavolta è anche e soprattutto una storia di grandi uomini: il preside che si è preso la responsabilità di farci recitare con tutte le rogne, gli annessi e connessi ( e ci ha dato pure un contributo in soldi!!!!) e poi del nostro prof di italiano, che è stato per noi una di quelle persone che tutti doverebbero avere la fortuna di incontrare nella vita

urge vocabolario italiano-veneto

l’altra sera facendo zapping ho visto un pezzetino della trasmissione matrix: si parlava di tutti i casini che stanno venendo fuori con la lega e hanno intervistato gli abitanti di un piccolo paesino del nord est che ha il 95% dei consensi leghisti

hanno dovuto metterci i sottotitoli

ora….quando io dico che nel veneto la lingua ufficiale è il dialetto veneto, spesso non vengo creduta, mi dicono che esagero: ma se vado a una riunione di hockey, di scuola, di associazione (non parliamo poi del patronato!) parlano tutti in dialetto, con buona pace degli stranieri presenti in sala.

anni fa durante la ristrutturazione della casa l’impresa edile aveva ssunto solo polacchi e parlavano solo dialetto veneto invece dell’italiano (capirsi era una comica, alla fine parlavamo inglese)

ma la traduzione ha i suoi limiti; alla domanda: “cosa ne pensa di quello che sta succedendo?” e la relativa risposta del signore. “”varda, i me fa afano” hanno tradotto che al signore la lega dava affanno. Mentre in veneto “fare afano” significa “far vomitare

io mi sono fatta una bella sganasciata, qua ci vuole proprio un vocabolario veneto-italiano

misure anticrisi di casa nostra

la segretaria di mio marito gira per tutti gli uffici chiedendo un numero da 1 a 99; tutti collaborano senza farsi domande

il giorno dopo arriva in ufficio di Re Mida e gli dice: “ci siamo tassati e abbiamo comprato una schedina del super enalotto, te la consegno, se vince  i soldi sono per l’ azienda….”

mio marito si fa una sonora risata, ma, mai dire mai………

il giorno dopo la delusione, è uscito solo un numero.

indovinate chi aveva detto quel numero????

chi è questa gnocca?

figlia grande ha resuscitato lo scanner e così le ho tirato fuori una vagonata di foto ante digitale; lei ha protestato perchè tra poco ha un esame, ma quando fa una pausa mi accontenta. e così da qualche giorno circolano delle foto di cui mai avremo immaginato di vergognarcene.

tipo quella di Re Mida in gita scolastica, che con i capelli lunghissimi e la faccia da fattone suona la chitarra: prima dello scatto un amico ha allungato una rivista porno ed è entrata nell’inquadratura….figlia grande ha guardato suo padre con altri occhi da allora

ma la più carina è successa ieri sera: figlio piccolo prende in mano una foto. C’è una ragazza di 16 anni in bikini sul ponte di una barca: i capelli sventolano lunghissimi, l’abbronzatura da caraibi fa risaltare i denti bianchi, le curve sono al posto giusto.

“papi chi è questa gnocca?”

“ahahah ma non la riconosci? è la mamma”

“…….”

figlio piccolo ha una faccia schifata, probabilmente si rende conto di aver fatto pensieri poco puliti su sua madre e la cosa lo atterrisce

“beh….è molto cambiata!”

“dici? mah io la vedo sempre così, per me non è cambiata per niente”

oddio che cosa carina. assurda e falsa ma carina. tu sì caro marito sei cambiato tanto e io lo vedo bene. però ti tengo lo stesso.