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l’allenatore Spallanzani

ora di cena, noi tre seduti a tavola

“mi hanno appena detto che non ci sono prove di teatro perchè stasera c’è una partita importante: marito, tu guardi la partita stasera?”

“no, non gioca il milan, e poi Hibra si è infortunato…”

“ehhh chissà per quanto non giocherà allora, non è mica come Totti che dopo un’operazione al perone, dopo poco era in campo”

“???????”

“mamma, che cavolo ne sai tu di Totti?

ci sono poche cose che mi annoiano più del calcio, anzi forse è la cosa che mi annoia di più, e quando lo trasmettono lo schivo velocemente, manco i mondiali mi interessano

“ehhh, lui si che non era uno che frignava, anche se quell’allenatore Spallanzani non lo faceva mai giocare….”

“mamma, quello è un ospedale…

“Emily, volevi dire Spalletti?”

“ecco si, lui. Quando è arrivato ad allenare la squadra, non lo faceva mai giocare, e poi entra che mancano 5 minuti alla fine e sbang! goal”

“ma senti che discorsi? ma Emily a te non te ne frega nulla del calcio….”

“ah, lui si che è un calciatore di altri tempi! gli avevano proposto di andare via per un sacco di soldi e alla fine c’è andato Cassano, il suo miglior amico”

“papà, non è che questi deliri sono effetto del covid? io sono preoccupato seriamente….”

ieri mattina sono rimasta a casa. Ho comprato una marea di verdure all’ingrosso e dovevo decidermi a cucinare come una pazza, e io odio cucinare. Per far passare il tempo ho preso il tablet e mi sono detta: guardo la prima cosa che mi propone Netflix, anche se non mi piace, devo uscire dalla mia comfort zone

cavolo, il film su Totti; non me ne può davvero fregare nulla. Niente fantascienza, ne’ paranormale, ne’ horror, ne’ calcio….vabbè ho detto la prima cosa e ora la guardo

se sapevo che poi mi avrebbe permesso di vedere le facce allibite dei miei due uomini, lo avrei fatto prima

a cena con lo sceriffo

ah che peccato non essere capace di scrivere come si deve…..riuscirei a raccontare la cena di ieri sera, che come ho detto ad agri, c’era materiele per svariati post eheheheh

mi piacerebbe raccontare delle donne presenti, scommetto che nessuna si era fatta la tinta fai da te nella pausa pranzo come ho fatto io, d’altra parte quando annulli 3 volte di fila l’appuntamento non puoi pretendere che poi aspettano te. e nessuna era sguarnita di oro e gioielli come me (a parte la tua collana alle, che ormai siamo inseparabili!) ma io non sopporto nemmeno la fede addosso, o l’orologio.

era la prima volta che riuscivo a partecipare, hanno dovuto invitarci personalmente di persona perchè mio marito si decidesse a dire di si, e comunque  fino all’ultimo ho tenuto di rimanere li da sola, perchè lui è arrivato con un’ora e mezza di ritardo: capelli per aria, sguardo spiritato, naso rosso per una porta chiusa in faccia

lui odia queste cose almeno quanto le amo io: non si riconosce in questo gruppo di persone e forse questa è la radice di tanti errori, non puoi fare l’imprenditore e dentro di te sentirti qualcos’altro

a tavola per fortuna ho beccato una coppia che conosciamo da tempo e con cui abbiamo un’amicizia lunghissima, soprattutto ai tempi di mio suocero; quando capisco chi sono gli altri con cui sono a tavola un po’ mi agito, ma alla moglie di uno scappa subito fuori il suo cancro al seno, la mia amica dice che ci sono passata anche io e dopo 2 minuti sembriamo amiche da sempre…..sorelle di cancro…

ma la cosa più divertente è stata che al nostro tavolo c’era un sindaco, di un piccolo paesello qui vicino, un sindaco sceriffo, come si è presentato subito.

oddio. io la lega non la reggo, mi infastidiscono solo a guardarli in faccia; i discorsi sul sud poi, mi fanno ribollire il sangue

però….abbiamo parlato tutta la sera e vorrei tanto riportare tutto quello che ha detto perchè è spassoso, gossipparo e crudelmente vero ( io che il trota fosse un minorato l’ho sempre pensato, bastava parlarci due minuti….), ma non posso proprio. Però una riflessione voglio farla: si è vero, è greve, terrificante e arrogante, però ha una qualità che non trovo più in politica, la coerenza. sai quello che pensa e sai che farà quello che pensa: sai che quando ti dice che lui timbra il cartellino alle 8 tutti i santi giorni è vero e può permettersi di dare del lavativo ai dipendenti pubblici che non lo fanno.

insomma, roba da matti. non lo voterò però. ma è pazzesco, ha la mia stima

lingue da veri uomini

la nostra incapacità (mia, di mio marito e di mio figlio) di imparare lingue straniere è leggendaria; io ho fatto corsi, viaggi d’istruzione in inghilterra, esami all’università ma sto benedetto inglese non mi vuole entrare in testa. per mio marito è un problema psicologico, dice che la sua prima prof di inglese li faceva parlare come stanlio e ollio e questa cosa ha compromesso per sempre il suo rapporto con l’inglese.

a tal proposito girano degli aneddoti da ridere:

reception del campeggio di londra, la signorina spiega a Re Mida e figlia grande che dopo le 22 il gate (cancello) è chiuso ed entrano solo i pedestrian (pedoni)

“papi hai capito che ha detto?”

“si, che dopo le 22 possono circolare solo i gay e i pederasti…..”

ussignur

9 ore di coda alla frontiera bulgara, caldo africano. Al doganiere che cerca di imbrogliarlo sul prezzo da pagare, mio marito incaxxatissimo a corto di parolacce esplode in “in italy you are…… pirla!!!!” che rimarrà negli annali della famiglia

ma l’internazionalizzazione richiede a tutti di imparare ste benedette lingue straniere, e ieri arriva la nuova insegnante di francese. Ho preso 40 ore per tutti, ovviamente per i dipendenti sono gratis, ovviamente gli saranno pagate le ore di lezione, ma nonostante questo c’è qualcuno che ha qualcosa da ridire.

a parte le solite lamentele, la più assurda è stata: “mi no voio imparare el francese, el xe una lengua da froci” (io non voglio imparare il francese perchè è una lingua da omossessuali)

odddiommmmio

il più grande spettacolo dopo il terremoto

è così da quando avevo pochissimi anni e ho sempre pensato che non sarebbe cambiato mai: avevo pochi anni quando mi sono strappata il body di dosso e ho detto: io dormo senza nulla addosso. E non c’è verso di farmi vestire, quando dormo mi da fastidio tutto. faccio eccezione in albergo, la mia schifiltosità è più forte di tutto.

per decenza e dopo pressanti richieste della famiglia quando siamo in camper mi tengo una camicia da notte vicino al cuscino…..quando mi alzo per andare in bagno durante la notte potrei non dare uno spettacolo onorevole.

e così da decenni: primo di dormire mi faccio la doccia, faccio scivolare l’accappatoio per terra e mi infilo nel letto

“sei nuda?”

“? …che domande fai? certo!”

“ottimo, se stanotte la terra balla e dobbiamo uscire di corsa tu sarai il più grande spettacolo, altro che terremoto”

azz. ehhhh son pensieri….

la vita che non volevo

spesso sento dire che la vita che non vuoi finisci per farla di corsa, nel senso che spesso la vita rovescia i tuoi “mai e poi mai”.

io nella vita avevo molti “mai e poi mai”

mai e poi mai sposarmi, avere figli, lavorare col marito….mai e poi mai imparare una lingua straniera, viver fuori dall’italia, lavorare in paesi in via di sviluppo.

poi ci sono i “mai e poi mai” personali e anche quelli devo dire che abbiamo ampiamente superato….

siamo tornati domenica con un volo che definirlo “ballerino” è poco: diciamo solo che non riuscivo nemmeno a fare il mio sudoku. Re Mida è notoriamente un fifone di quei mezzi di trasporto che non comanda lui (l’aereo in primis) e ha passato metà del tempo a dirmi di stare tranquilla, che questo calo dei motori che si sentiva era del tutto normale. Per dirmelo mi scuoteva, perchè io ad un certo punto mi sono addormentata. Se devo morire tanto vale non dare spettacolo eheheheh.

poi finalmente è arrivata la cena (o il pranzo non si è capito) che sinceramente non mi è parsa una bella idea, soprattutto perchè ci siamo rovesciati tutti qualcosa addosso, però è servito a tacitare mio marito, che si è sbafato tutto, anche il mio pasto.

preferisco non dire altro sulla destinazione di questa operazione, almeno in un primo momento: se le cose avranno una loro conclusione positiva allora questo blog diventerà un diario della mia vita li. per chi mi conosce comunque sa che è uno dei posti che mal sopporto di più al mondo….appena scesa dall’aeroporto e mi sono resa conto di esserci ho avuto un moto di sconforto terribile.

ma avanti tutta: il progetto è impegnativo ma necessario: l’idea che un paese del terzo mondo paghi la struttura italiana che non riesce a mantenersi mi fa un’impressione sgradevole, ma sono cosciente che non si può scappare da qui pensando solo al proprio tornaconto.

e quindi avanti tutta, prossimo giro tra due settimane….

P.S. sono stata via tre giorni ed è successo di tutto. sentire i commenti degli expat su quello che accade in italia ti da la misura di quanto siamo tutti impazziti qui. non riesco nemmeno a immaginare come si fa a pensare a una bomba davanti alla scuola. un pensiero per la mamma, a me fa impazzire solo l’idea di perdere i miei figli.

è tempo di migrare

e così ci siamo, dove averlo evitato per anni la temuta delocalizzazione comincia da oggi: io e Re Mida abbiamo prenotato un aereo per un primo giro, poi la settimana prossima il secondo giro e poi vedremo, l’idea è di essere operativi a breve.

ovviamente non si chiude qui, ma ci si allarga li

odio l’idea di imparare una nuova lingua, odio lavorare fuori dall’italia, odio pensare che non ci sia altra scelta.

amo l’inizio di una nuova avventura, amo conoscere posti nuovi, amo farlo con mio marito

sono un attimo ambivalente si è capito?

mi spaventa un po’ l’organizzazione di casa  (eh si, mi preoccupa questo figlio, anche se mammamsterdam mi rassicura dicendo che “tromberà come un riccio e si divertirà da pazzi senza di noi” barbara come mi rassicuri tu…..), mi disorienta rifare abitudini e consuetudini lontano da casa mia: io sono un segno di terra, tutto questo svolazzare mi mette ansia

ma questa situazione economica ci obbliga a scelte che rimettono in discussione tutto quello che abbiamo dato per scontato fino a poco tempo fa, però io sono consapevole che spesso queste situazioni sono il calcio nel sedere che ti spinge a fare quello che in situazioni più tranquille non ti sogneresti mai di fare e in questo modo invece si cresce, si diventa migliori.

e allora partiamo, pesando la valigia come non abbiamo mai fatto, dosando i liquidi come non abbiamo mai fatto, calcolando i tempi con precisione come non abbiamo mai fatto: insomma, pronti via, si parte.

l’ultimissima volta

figlia grande ha cominciato l’ultima settimana di lezione: sembra impossibile ma è già trascorso il suo primo anno di università: tra pochi giorni esami e scleri….

domenica siamo di comunione; due palle stratosferiche perchè la mia famiglia d’origine non è certo praticante, ma le mie sorelle hanno sposato uomini con famiglie molto religiose e quindi non possiamo sottrarci a questi avvenimenti: un po’ cialtroni come siamo noi, ma di solito rispondiamo compatti e ci siamo tutti.

nel pomeriggio però abbiamo un impegno molto più piacevole: figlia grande ha vinto un concorso fotografico e deve andare alla manifestazione per ritirare il premio: una stratosferica macchina fotografica! figlio piccolo mugugna che lui vuole stare con la morosa e allora gli propongo di portarla con noi.

lui è un po’ perplesso, soprattutto perchè sua sorella minaccia di sputtanarlo con tutte le sue gesta eroiche (tipo quella dei cogioli….) ma io so benissimo come ci si sente ad affrontare la famiglia del moroso, non la metterei mai in imbarazzo e quindi faccio un bel discorsetto alle truppe su come si comporta una famiglia normale, e per normale intendo che non si parla di sesso, religione, politica ecc

la ragazza sale in macchina, figlio piccolo le spiega che andiamo a questa premiazione ma che loro possono andarsene per i fatti loro, lei chiede: “che concorso hai vinto?”

“miss maglietta bagnata” è la risposta di mio marito. cominciamo bene….

si mangia un boccone, oramai è tardi, figlia grande deve ripartire per trento. me la immagino che arriva in stazione a mezzanotte e arranca verso il convitto con le sue cento borse…..”Re Mida che ne dici??? l’accompagnamo?”

siamo stanchissimi, ma come ripetiamo da oramai un anno ogni volta che l’accompagnamo è l’ultimissima volta…..

ussignur come è volato quest’anno

bisogna esser pazzi

l’altra sera io e re Mida siamo stati a una di quelle situazioni a metà tra il business e il mondano che lui odia e io invece amo. Per mio marito ogni occasione che preveda di cambiarsi i jeans luridi e logori con un corneliani sono già un buon motivo per evitarle. poi ti chiede se deve anche farsi la barba….

insomma andiamo in questa splendida villa, parcheggiatori in livrea, organizzazione al top. ma all’accoglienza già ci sono i primi problemi, non ci sono i nostri nomi: niente problema, entrate pure. Re Mida ha il primo giramento di palle perchè crede che io mi sia dimenticata di mandare l’adesione, ma sono sicura del contrario perchè mi sono sentita talmente tante volte con l’organizzatrice che non è possibile che si sia dimenticata! più che contattata mi son sentita corteggiata…

comunque aperitivo, e poi tutti in sala per la conferenza. e qui nascono i problemi perchè si rendono subito conto che delle 250 persone che si aspettavano ne sono arrivate 400….forse qualcosa nell’organizzazione di base non ha funzionato, ma in pochi minuti allestiscono una sala nella villa per fare una teleconferenza e tutto si svolge tranquillamente: fa un caldo boia ma mio marito non si toglie la giacca perchè ha messo delle bretelle rosse (ROSSE!!!!!)

in pratica lo scopo di tutta la faccenda è invitare gli imprenditori veneti a delocalizzare nella ridente regione in questione, dove sembra che la vita sia cento volte meglio di qui: casi di vita vissuta, esperti in materia, politici (giovani e belli…!!!)

penso che al buffet sarà un macello con tutta questa gente in più e medito di cenare da un kebbabbaro che ho visto all’andata, e invece durante la conferenza probabilmente hanno aumentato il catering perchè è tutto splendido.

si formano capannelli di gente col piatto in mano e io ascolto i discorsi.

“ma perchè non venite voi in italia con le vostre fabbriche visto che siete così avanti? il costo della manodopera è uguale!”

“ma scherza? in italia per un qualsiasi permesso ci vogliono mesi, da noi pochi giorni. Il costo al mq per le unità produttive è 4 volte superiore e la tassazione è quasi il triplo. se vogliamo lasciare a casa un dipendente gli dobbiamo 6 settimane di preavviso e basta, da voi assumere uno è un impegno per tutta la vita. bisogna esser pazzi a fare gli imprenditori in italia.”

grazie, adesso mi sento meglio

 

mammadicacca

stirare non è un lavoro che mi tedia come cucinare, però diciamocelo, ho altri modi migliori per passare il tempo. Fino all’anno scorso i ragazzi si stiravano la loro roba, ma da quando figlia grande è andata a vivere a trento ho ricominciato a stirare tutto io, altrimenti mi rimangono montagne di panni spiegazzati in giro per casa: figlio piccolo ovviamente vive in casa ma si è velocemente adattato al cambiamento…..

io entro nella sua camera, appoggio sul mobile la pila di maglie, jeans e maglioni debitamente stirati, per poi ritrovare la medesima pila o per terra oppure stipata a forza dentro un cassetto.

apri il cassetto e la roba giace scomposta.

urli, arrabbiature, ricatti…questa cosa va avanti da mesi.

allora l’altro giorno ho fatto così: ritiro la biancheria e comincio a dividere la sua roba: ne faccio un bel mucchio, la prendo a bracciate e gliela do dicendogli di metterla dentro i cassetti.

“mamma?”

dai, penso, dimmi che non è stirata che ti dico che tanto non c’è differenza quando arriva nei tuoi cassetti, che il mio tempo è prezioso, che non mi diverto a stirare, che l’elettricità costa, che mi fa mal di schiena….

“questi jeans son di mia sorella”

“ah ok, dammeli qui”

grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

poi ho avuto l’ingenuità di raccontare questa cosa a mio marito: TRAGEDIA

sono una mamma di cacca che non ha cura del proprio figlio.

non so se prendere a calci nel culo il padre o il figlio

fermate il mondo voglio scendere

giornate da pazzi, non ci sono altri modi per definirle. oggi ho pranzato con una banana mentre guidavo.

giornate di bilanci, in tutti i sensi…..sono così stanca di questa situazione che vorrei tirarmi le coperte sulla testa e non sentire più nulla: io mi sgolo per dire a mio marito che le cose veramente gravi sono soltanto quelle di salute, che tutto il resto si aggiusta. per un uomo il lavoro è la definizione di se stesso e di quello che ha saputo fare nella vita, un imprenditore ci aggiunge anche il senso di responsabilità per le persone che lavorano per lui

non temo che si faccia saltare le cervella (anche perchè non abbiamo armi), ma temo che si ammali di stress, di ansia, di notti insonni, di cibo lasciato nel piatto; non riesco a reggere il panico che sta cominciando a dilagare a tutti i nostri amici, è vivere costantemente in allarme.

ogni giorno chiude qualcuno, ogni giorno saltano aziende, è un bollettino di guerra che ha dell’assurdo.

da una parte uno stato allucinato, che non paga i suoi debiti ma ti controlla i conti , dall’altra stati più lungimiranti, più organizzati, che ti invitano ai loro business location, insieme verso il successo….vieni imprenditore porta la tua azienda da noi, non ti tassiamo, ti troviamo personale competente e ti diamo strutture e infrastrutture…..quando vedi queste realtà ti chiedi davvero, che ne sarà del futuro di questa italia?

mio marito non ha avuto scelta, dentro l’azienda di famiglia quello era il suo futuro definito da ancora prima che nascesse: per 15 anni lavora come un mulo 13 ore al giorno perchè tanto “tutto questo un giorno sarà tuo”, poi quando si arriva al dunque questo “tuo” dovrà pagarlo salato, salatissimo. E quando finalmente non c’è più nulla da dividere, arrivano gli anni bui della crisi. Io ho resistito alle litigate furibonde prima, ora faccio fatica a reggere il clima di panico che sento intorno a me.

ma domenica è il mio compleanno: figlia grande mi chiede se facciamo la solita festa, tanta gente, tanto casino, tantissimo lavoro….no, le dico, sono così avvilita che non ho voglia di festeggiare proprio niente. ok mi dice oggi, allora carichiamo il camper e ce ne andiamo al mare noi 4….grigliata, sudoku, camminate sulla spiaggia, sole e aria….vietato parlare di lavoro.

ecco un bel regalo, per un giorno fermo il mondo e scendo, ne sento proprio il bisogno