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è arrivato quel giorno

ieri era il 30/8; finalmente è arrivato il giorno che attendevo da tanti anni….

E’ USCITO IL NUOVO LIBRO DI OUTLANDER!!!!!

Ho chiesto ferie al mio datore di lavoro per ritirarmi nei miei alloggi e leggere tutto d’un fiato le 1160 pagine del libro; a parte che si sa, il mio datore è uno strunzo e non me lo ha concesso e così meditavo già di fare un dritto dei miei, cioè di stare sveglia tutta la notte per leggere

poi un’amica mi dice: ma non preferiresti centellinarlo per non finirlo subito?

no, ho pensato, tanto poi lo rileggo dieci volte

ma ieri sera quando finalmente mi sono fermata mi ha preso quasi un timore reverenziale nel cominciarlo, perchè averlo aspettato così tanto lo ha fatto diventare preziosissimo e così mi sono detta: ne leggo al massimo il 10%, così mi dura 10 giorni.

bellissimo proposito

salvo passare tutta la giornata pensando al libro che mi aspetta da leggere

mi sa che ci vuole un auto controllo che devo ancora sviluppare 🙂

la misura della felicità

quando mi organizzo per partire per una vacanza, l’ho scritto spesso anche qui, la cosa principale che faccio è caricare una montagna di libri: saccheggio due biblioteche, i libri che mi hanno regalato, qualche vecchio classico da rispolverare….poi viene il resto, la biancheria, la spesa, le cartine.(forse, se mi ricordo ehehehe)

ora di cena

“e per questa vacanza mamma, hai già fatto il giro delle biblioteche?”

“uhm…..veramente no, per questa vacanza di pasqua non ho caricato niente.”

tre facce mi guardano perplesse. Re Mida è il primo a capire perchè vedo il disappunto disegnarsi sulla faccia.

sarai uno stress per tutti, sarai talmente logorroica e ciarliera che si guarderanno bene di fare altre vacanze con noi”

lo dice a mezza bocca, si vede che gli da fastidio

eggià, perchè questa pasqua, la passo con la famiglia di agrimonia e di roseword, in val d’aosta. Sono così felice di questa cosa che ho quasi paura, non si sa mai che qualcosa mandi tutto all’aria….in questi giorni c’è stato un fitto scambio di mail sul tema “quanto maiale? posso mettere i funghi nel ragù? chi è allergico a cosa? posso portare via solo vestiti da cialtrona? (questa è mia) chi porta il vino? chi la griglia?” in un crescendo di risate che mi è sembrato di tornare adolescente quando abbiamo programmato la nostra prima vacanza da soli in grecia

insomma si parte. domattina cane in canile, rapida spesa, ritiro la carne nell’azienda agricola, carico le ultime cose,….ma niente libri, voglio ubriacarmi di ciacole. tre giorni con le mie amiche, la mia misura della felicità

p.s. buone vacanze a tutti, a chi sta a casa e chi parte: è prevista pioggia, ma come diceva mio papà, se vado a lavorare quando piove, vado anche a divertirmi!!!!!

quando un libro ti illumina la strada

ho sempre cercato le risposte nei libri, almeno secondo mio marito (ma forse ha ragione)

e quando da più di voi mi è stato suggerito un libro, sono andata subito a prenderlo in biblioteca: sto parlando di “Diario di scuola” di Daniel Pennac

l’ho letto tutto d’un fiato, in auto, durante un viaggio con un agente e Re Mida: ogni tanto ridevo da sola, e leggevo il pezzo ad alta voce, ogni tanto mi sentivo punta sul vivo e tacevo, ogni tanto mi spuntava la lacrima.

poi l’ho riletto con calma e ho trovato tante altre cose; Pennac è stato, come lui stesso dice, un pessimo studente. ” …andavo male a scuola. ogni sera della mia infanzia tornavo a casa perseguitato dalla scuola. I miei voti sul diario dicevano la riprovazione dei miei maestri. Quando non ero l’ultimo della classe, ero il penultimo. (Evviva!). Refrattario dapprima all’aritmetica, poi alla matematica, profondamente disortografico, poco incline alla memorizzazione di date e alla localizzazione dei luoghi geografici, inadatto all’apprendimento di lingue straniere, ritenuto pigro (lezioni non studiate, compiti non fatti) portavo a casa risultati pessimi che non erano riscattati nè dalla musica, nè dallo sport, nè peraltro da alcuna attività parascolastica.”

“ero oggetto di stupore, e di stupore costante perchè gli anni passavano senza apportare il benchè minimo miglioramento nel mio stato di ebetudine scolastica”

“C’è la madre a pezzi, logorata dalla deriva del figlio, che accenna a presunti effetti dei drammi coniugali…..c’è la madre umiliata dai consigli delle amiche i cui i figli invece vanno bene….c’è la madre furibonda, convinta che il figlio sia sempre vittima innocente di una coalizione di insegnanti in tutte le materie….c’è quella che non ne fa una questione di persone, ma inveisce contro la società che si sgretola, il sistema è marcio, la realtà, insomma, che non si adatta ai suoi sogni…..c’è al madre furiosa col proprio figlio: questa ragazzino che ha tutto e non fa niente, …..c’è la madre che ha non visto un solo professore in tutto l’anno e quella che li ha assillati tutti. C’è la madre che non capisce questo figlio così diverso dall’altro, che si sforza di non amarlo meno, che fa di tutto per rimanere la stessa madre per entrambi. C’è la madre ferrata in psicologia che da una spiegazione a tutto e si stupisce che non si trovi mai una soluzione a nulla…c’è la madre che piange, ti chiama e piange in silenzio…..tutte sono preoccupate per il futuro del figlio. Ma cosa diventerà? La maggior parte di loro si fa dell’avvenire una rappresentazione che è una proiezione del presente sullo schermo angosciante del futuro. Il futuro come una parete dove sono proiettate le immagini smisuratamente ingrandite di un presente senza speranza, ecco la grande paura delle madri!”

“allora provo con una barzelletta:

lo sa qual è l’unico modo per far ridere Dio?

raccontargli i nostri progetti.

In altre parole, niente panico, non c’è nulla che vada come previsto, è l’unica cosa che ci insegna il futuro quando diventa passato”

 non so, credo di amare quest’uomo.