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non lavoro perchè mi toglie il tempo libero

quando io parlo delle difficoltà di trovare personale, spesso so che chi mi ascolta pensa che esageri, o che dica fesserie, ma il fatto è che in realtà le cose sono molto più allucinanti di quello che si crede!

giovedì assumo un ragazzo, che mi ringrazia mille volte dell’opportunità, che si dichiara pronto ad iniziare e trovare finalmente il suo posto nel mondo; siccome ormai conosco i miei polli, invece di aspettare lunedì lo faccio iniziare di venerdì, così ha tempo di riposarsi dal primo giorno di lavoro che di solito è il più duro e di ricominciare lunedì

venerdì lo tengo d’occhio, lui esprime gioia e felicità e mi conferma che va tutto bene….lunedì mattina non si presenta

penso che si sia preso a letto dopo i bagordi della vittoria e lo chiamo, ma dopo decine di telefonate finalmente mi risponde e dice che per lui sono troppe 8 ore al giorno, non se la sente proprio

“il lavoro mi toglie tutto il tempo libero, non posso lavorare tutto il giorno”

“tempo libero si chiama così perchè è il tempo che viene dopo il lavoro, altrimenti si chiama non fare nulla tutto il giorno”

“ehh si lo so, ma sono troppe 8 ore, non mi rimane più tempo per fare quello che mi piace”

” e cosa ti piace fare che non puoi fare nelle restanti 16 ore ?”

“ah, niente”

“cioè, nel tuo tempo libero cosa fai?”

“niente”

“quindi fammi capire, tu non vuoi lavorare perchè il lavoro ti toglie tempo per fare qualcosa che non fai comunque?”

eh sì”

“ma lo capisci che puoi fare questi discorsi perchè a 27 anni hai la mamma che ti dà un tetto sopra la testa e un piatto di pasta, altrimenti dovresti affrontare il fatto che se continui così nessuno ti darà mai più un lavoro? non hai nessun titolo di studio e nessuna competenza, le uniche tue risorse sono che sei italiano e che sei giovane, ma tra poco nemmeno questo ti aiuterà a trovare lavoro, e allora che farai?”

” a me piacerebbe fare quei lavori dove tu compri un libro a 100€ e poi lo rivendi a 300, hai presente?”

“sì, ma in quel caso è un esperto di libri antichi che scova su una bancarella un libro usato che costa 2 € ma ne vale 1000, tu hai competenze del genere?”

“no, ma c’è sempre qualcosa che posso vendere….”

la conversazione è durata un’ora ma più o meno il succo è questo

e io ho realizzato che se pensavo di dover affrontare un paio di rogne subito al lunedì mattina, queste sono passate subito di importanza perchè dovevo ricominciare con i colloqui di lavoro, con sommo gaudio

dai, parlatemi ancora della disoccupazione giovanile e dei sussidi, qui in Veneto l’unica cosa che manca sono i calci nel culo a chi non ha voglia di lavorare

ho fissato tre colloqui per domani, solo dalla telefonata so già che mi verrà da piangere ma cerchiamo di essere ottimisti

il lavoro che odio di più al mondo

quando devo farlo, il resto dell’ufficio ridacchia sapendo che si farà grasse risate, io so che la sfilata di casi umani mi ridurrà in cenere l’ottimismo nei confronti del genere umano: de ricominciare con i colloqui di lavoro

per una serie di motivi non voglio più rivolgermi alle agenzie interinali, e quindi, se togliamo qualche sporadico passaparola, quando ho bisogno di personale mi rivolgo al centro per l’impiego

ora, al di là di ogni retorica e so benissimo che questo vale solo per gli operai, perchè per altre categorie la situazione è completamente diversa, ma so già che mi troverò a lottare con delle persone che faranno di tutto per non farsi assumere

di 15 nomi che mi forniscono al centro 6/7 risultano inesistenti;…..ora, se io sto dando i miei dati per avere una naspi o un reddito di cittadinanza, vuoi che non posso almeno controllare che il numero di cellulare sia davvero esistente? mah

degli altri 5/6 risultano sempre liberi, a qualunque ora. Suona libero e nessuno prende la chiamata, per parecchi giorni. mah

un paio ti dicono che lavorano già, ovviamente in nero: sussidio più stipendio in nero, favoloso

2/3 sono disponibili al colloquio, e qui si apre la sfilata di casi umani

c’è quello che scende dall’auto in ciabatte, pantaloncini del costume e petto nudo: ha uno straccio in mano e quando ha attraversato il piazzale si infila ed è una maglietta sudicia. Entra senza mascherina e non vuole mettersela per il colloquio: glielo faccio in piazzale, in 2 minuti. Chiude dicendo : mi raccomando è, che ho bisogno di lavorare!

c’è quello che arriva con due ore si ritardo, si scusa dicendo che l’appuntamento era troppo presto (alle 9.00 e me lo ha chiesto lui…) e mi dice che alla notte gli piace far tardi e la mattina non riesce a svegliarsi….lo sai che noi cominciamo alle 7.00 vero? arriverò direttamente al lavoro senza passare per casa a dormire allora. oh certamente!

c’è quello che sembra normale, gli faccio un lungo colloquio e più parliamo e più mi congratulo da sola, lo porto a vedere l’azienda e gli faccio conoscere i colleghi, al momento di chiedergli i documenti mi dice che alla mattina ha cominciato un lavoro da un’altra parte. vaffan…

perchè è stato licenziato dal suo ultimo lavoro?

perchè ho preso a botte il mio titolare/capofficina/ collega di macchina….

perchè ha cambiato così tanti lavori in pochi anni?

perchè dopo un po’ mi stufo e allora me ne sto a casa e mi licenziano perchè non mi presento più

avete la mensa aziendale?

no, ma vedo che abita….a 600 metri dall’azienda, perchè chiede della mensa aziendale?

perchè se non l’avete io non voglio essere assunto

vedo che è stato in disoccupazione per molto tempo, ora vuole lavorare?

no, non ne ho nessuna voglia, ma mia moglie mi ha detto che se non venivo a fare nemmeno questo colloquio mi sbatteva fuori di casa

lei capisce l’italiano parlato?

io devo lavorare, bisogno, moglie, figli…

si, immagino, ma lei comprende l’italiano parlato?

io devo lavorare, bisogno, moglie, figli…

potrei andare avanti per ore, ma sono troppo depressa per farlo

che strada devo fare?

nel lavoro cerco di essere sempre paziente, equilibrata, gentile e sorridente, non perchè io lo sia veramente, ma di isterico basta mio marito.

ma c’è una cosa che mi fa andare fuori dai gangheri, e sono capace di urlare come una pazza; quelli che devono venire in azienda e chiamano cento volte per farsi dire la strada. Camionisti, rappresentanti, persone che devono fare un colloquio; sono 3 categorie che sono capaci di tenere al telefono noi dell’ufficio a volte per ore nella speranza di farli arrivare

ma è possibile non avere un navigatore, nemmeno nel telefono? Ma è possibile che se prendo un appuntamento per lavoro non mi guardo la sera prima dove si trova l’azienda?

non so dove mi trovo, mi dice come arrivare da voi?

ma devo capire dove si trova….mi dica cosa vede intorno, una fabbrica, il nome di un paese…

campi

questo è l’esempio di alcune conversazioni

il meglio però sono i camionisti, che guidano un bilico, chiamano e dicono; sono all’uscita dell’autostrada, (40 km da qui) che strada devo fare?

ieri mi è partito un embolo con un autista, che ha tenuto impegnato la mia collaboratrice per una buona ora, ma lui è riuscito a perdersi in mezzo ai paesi con un bilico, si è incastrato in viuzze allucinanti, e ha dato poi la colpa alla ragazza. Quando è arrivato ha detto: ho perso un sacco di tempo per colpa della deficiente che mi ha dato indicazioni sbagliate….volevo mettergli le mani addosso

e quelli che devono fare un colloquio, che chiamano un quarto d’ora dopo dell’orario che dovevano arrivare e io passo mezz’ora a spiegargli come fare, manco avessimo l’azienda nel deserto dei tartari e dovessimo orientarci con le stelle; mio marito dice di utilizzarlo come test d’ingresso, se non riescono nemmeno ad arrivare qui non gli sembra il caso di prenderli a lavorare

se una parte del tempo che la gente passa a farsi i cavoli degli altri su facebook , la usasse per imparare ad usare gli strumenti che ci sono nel telefono …..

stai rileggendo outlander??

la situazione in azienda si fa sempre più critica; mi sembra chiaro che ormai mio marito non è più lucido, dorme poco e malissimo e non riesce più a vedere come venirne fuori

dopo la mazzata del covid ci si è aggiunta quella del rialzo delle materie prime, in 40 anni di attività non si era mai visto un aumento così vertiginoso, praticamente in meno di 6 mesi è aumentato del 150%, con delle conseguenze allucinanti sull’approvvigionamento, sui conti aziendali e sul prezzo finale al cliente

in pratica passo il mio tempo a mendicare materia prima e a svenire quando sento la quotazione; ogni volta dico che non è possibile comprare a questa cifra e poi puntualmente vado a Canossa e li imploro di consegnare velocemente; i prezzi prima di questa situazione avevano valore per 10 giorni (ma si arrivava tranquillamente al mese), ora hanno valore in 24 ore, spesso anche meno

non si può licenziare ma obbiettivamente non c’è lavoro per tutti, ma non puoi lasciare a casa in cassa integrazione sempre gli stessi; ma quelli che sono a casa sono quelli che non sanno fare nulla, dopo un anno, o due, ancora non hanno imparato nulla. Non importa, bisogna fare la rotazione e così si deve far stare a casa quelli che sanno e rimettere al lavoro quelli che non sanno, che sbagliano in continuazione su una materia prima alle stelle e contata come l’oro

nessun aiuto dallo stato, d’altra parte quando lasci il compito alle banche mi sembra evidente che i soldi non arriveranno mai

in questa situazione, come dicevo, mio marito sta letteralmente implodendo: è stanchissimo, sfiduciato, continua a guardare ossessivamente video di gente che ha preso il camper o l’auto ed è sparita in bolivia….passa da un atteggiamento positivo della serie : andrà tutto bene! ce la faremo! siamo stati tante volte nei casini!! a dire che non se ne può più, che gli piacerebbe scomparire, che non è vita questa, che non vuole più stare così

e io?

io sembro un’oca giuliva, nel senso che sorrido sempre e cerco di vedere soluzioni, io cerco di mantenere la calma anche quando in una giornata arrivano 4 o 5 notizie tremende, anche quando i problemi sembrano aver trovato solo noi per capitare. Io dico sempre dividiamo i problemi, uno alla volta li risolviamo, cerchiamo soluzioni, adesso mangia ci pensi dopo, adesso dormi ci pensi domani

ma ho ricominciato a leggere Outlander (siamo a quota 18 volte? mah, e sono 15 libri…) perchè è l’unica cosa che mi permette di assentarmi da questo mondo e riposare la mente, ma questo lo sanno, o l’hanno capito, davvero poche persone

ieri mi chiama un’amica, una carissima amica, mi chiede se possiamo fare due chiacchiere e io le dico sì, stavo leggendo.

che leggi di bello?

outlander…

ok ho capito, domani ci vediamo e mi racconti, mi sa che sei vicina a dare di matto…..

niente di nuovo nei centri per l’impiego

anni fa avevo avuto un esperienza disastrosa con i centri per l’impiego: i nominativi che mi avevano dato si erano dimostrati una gran perdita di tempo: persone che non rispondono al telefono (nemmeno alla decima chiamata), numeri inesistenti, e quando finalmente riuscivo ad avere un colloquio, erano persone che non avevano nessuna intenzione di lavorare. Insomma, una gran perdita di tempo

ma dopo tutto questo gran parlare della riforma, anche in vista del fatto che la mia insofferenza per le agenzie interinali ormai ha raggiunto vette incredibili e complice due ragazze molto in gamba del centro dell’impiego del paesello, mi sono decisa a formulare una richiesta

ussignur…..non è cambiato nulla

di 13 nomi che mi hanno dato, 3 numeri di cellulari risultavano inesistenti, 4 non hanno mai risposto, 2 mi hanno detto che lavoravano già ( e allora che ci fanno nelle liste di disoccupazione? mah), 1 nonostante sia in italia da 25 anni non è stato in grado di parlare al telefono di nulla, due mi hanno detto che non hanno nessun interesse a lavorare per noi.

ottimo

uno, il più normale (sembrava almeno) è stato assunto, con un contratto a tempo indeterminato da subito

“ehhh, ma non potrebbe farmi un contratto a tempo determinato? qualche mese magari?”

la richiesta mi prende in contropiede, non riesco a capire il motivo, gli dico che ormai ho fatto fare quel contratto; lui va via scocciato. Allora mi prende la curiosità e chiamo un mio amico sindacalista, e lui si fa una grassa risata

“tesoro caro, ovvio che volesse un contratto a tempo determinato, così quando è ora di rinnovarlo, a lui basta dire di no e risulta che tu lo hai lasciato a casa e lui torna a prendere i sussidi: ma col contratto a tempo indeterminato deve licenziarsi lui, e quindi niente benefici….”

ah benissimo. Cmq dopo una settimana di lavoro si è messo in malattia, ottimo affare Emily!

marketing de noaltri

sono le 18.00, non c’è più nessuno in azienda e suona il telefono

rispondo e un signore mi parla, in dialetto:

“ehhhh, mi so uno che vende muletti, ehhhh ne go uno par voialtri che è perfetto, ahhhhhh se pole parlare con calcun dea diression?

“buonasera, a quest’ora gli uffici sono chiusi, la invito a richiamare durante l’orario d’ufficio. Ne abbiamo comprato uno recentemente, ma le consiglio di mandare una mail con la sua offerta così la prendono in considerazione prima”

“mahhhh, che muletto gavì comprà?”

“mi scusi, ma queste non sono informazioni che la riguardano, scriva una mail con la sua offerta”

“a mi, a una che me responde cussì, no ghe mando niente”

“ottimo, io da uno che mi risponde così non compro niente, buonasera”

avanti così, qui nel veneto marketing vuol dire prendere a sberle il cliente

anche lei è senza mascherina!!!

mah, dovevamo tutti uscirne migliori, mi sembra che qui sbarelliamo tutti

questa estate mio figlio è fuori in piazzale a dirigere un carico e vedo che è pressato da un vecchietto che lo incalza sempre più da vicino: lui cerca di fargli capire che sta lavorando e non può dargli retta, ma quello non molla

cuore di mamma esce nella calura dell’estate padana e acchiappa il vecchietto molesto: come spesso capita con gli anziani hanno tanto tempo da parlare e nessuno che li ascolta, per cui cerco di fargli capire che stiamo lavorando e non possiamo rimanere a chiacchierare, quando, tra le tante cose, mi chiede se può portarsi via della legna accumulata dietro al capannone. Gli dico che quella legna è già promessa a un nostro dipendente, la accumuliamo lì d’estate e poi in autunno se la porta via

se ne va solo dopo avergli offerto un caffè

poco tempo dopo lo vediamo nelle telecamere di sorveglianza, avvicinarsi furtivamente alla legna, guardarsi in giro e cominciare a riempire l’auto: farà una decina di giri per svuotare tutto.

sabato siamo io e mio marito in azienda e ce lo ritroviamo al piano di sopra senza averlo sentito entrare; è senza mascherina e appena vede mio marito gli chiede se può prendersi la legna

mio marito ha già le balle girate di suo e manca poco che se lo mangia: il vecchietto squittisce che lui parla solo con la signora ma quando vede me la musica non cambia; gli dico che è stato ripreso dalle telecamere mentre rubava e quello non fa una piega e mi chiede nuovamente se può prendersi la legna

io sono allibita di fronte a tanta faccia tosta; lo invito ad uscire visto che è entrato in una proprietà privata senza permesso e senza mascherina e lui mi risponde: nemmeno lei ha la mascherina!

temo per la sua incolumità e lo faccio uscire velocemente; ma si può?

ci sono i fantasmi in azienda

succedono cose strane da un po’ di tempo, e con l’aria che tira adesso, ogni cosa fa saltare i nervi

un condizionatore che all’improvviso si è messo a perdere acqua da un tubo che non ha mai perso, ma tanta acqua, secchi interi in mezza giornata…mah

l’allarme che suona in continuazione, non c’è nessuno, ne ‘uomo o animale, il tecnico non ci capisce più niente, ormai è diventata una presenza fissa, ma quando ci chiamano 3 volte per notte scleriamo di brutto

ma adesso c’è il mistero del pennarello in piedi. Mio marito me lo racconta con cautela, conoscendomi sa che lo sfotterò a vita ma a qualcuno deve raccontarlo; giovedi sera rimane in ufficio fino a tardi come al solito, poi esce e viene a casa. La mattina dopo entra in ufficio e trova un pennarello (che non usa mai) in piedi al centro della scrivania. Lui non lo ha lasciato così, altrimenti se lo ricorderebbe, anche perchè poi ci prova davanti a me e non riesce a farlo stare in piedi se non dopo vai tentativi…e allora chi è stato? nessuno è entrato dopo di lui. Le ipotesi sono proprio poche, non ci diamo una spiegazione

a parte pensare che ci sia un fantasma in azienda, questo spiegherebbe tutto, ovviamente

aziende da incubo

mi piace guardare quei programmi americani dove ci sono situazioni lavorative in difficoltà (parrucchieri, ristoranti,bar). Arriva il super consulente e in una settimana l’azienda riparte alla grande. La cosa che mi meraviglia di più è che di solito vengono licenziati i capi, gli intoccabili, quelli su cui sembra poggiare l’azienda

tempo fa ho detto che a settembre abbiamo cominciato a collaborare con un consulente (che ormai io amo appassionatamente) e che una delle cose che ha cominciato a risistemare è l’organizzazione del lavoro, dandoci modo di scoprire nel giro di un mese che le persone meglio pagate in azienda (mi correggo, strapagate) sono quelle che fanno meno (l’80% del loro tempo non risulta essere impiegato)  creano malessere e problemi

bello è?

e così partono i cambiamenti, le aggiustatine, le responsabilità, i richiami (verbali) quando fanno finta di non capire

e ieri, dopo un gesto vile che non voglio nemmeno raccontare, hanno chiesto entrambi di essere licenziati, così si prendono la mobilità

io sono allucinata

uomini di 50 anni con famiglie a carico e moglie a casa, senza una laurea o un diploma, con stipendi da favola e contratto a tempo indeterminato, che preferiscono vivere di sussidi.

non riesco a farmene una ragione

ce ne andiamo?

l’ho detto più volte, io sono proprio un segno di terra. sono legata alla casa, ai piaceri terreni, amo stare in casa, in giardino controllo tutti i giorni i miei alberi da frutto, se potessi avrei cento cani e altrettanti gatti…..però….però ho sposato invece un uomo che sarebbe sempre pronto a partire, che il lontano è sempre meglio del vicino, che la casa è dove ci sono le persone che ami quindi chissenefrega dei muri e delle piante, dovunque è sempre meglio di qui.
e siccome la vita ha un gran senso dell’umorismo io mi sono spostata dalla mia amata metropoli per venire a vivere in questo stupido paesello e lui invece è inchiodato qui da un lavoro che richiede la sua presenza sempre
ma tira una brutta aria da parecchio tempo

dal mio piccolo osservatorio le cose peggiorano e non vedo nessun provvedimento che le voglia cambiare.
si preferisce spendere soldi in cassaintegrazione e mobilità invece di fare in modo di evitare che queste persone perdano il lavoro
mi piacerebbe sentire una proposta, magari nuova, che fermi questa emoraggia
facciamo che se non licenzi ne’ utilizzi la cassaintegrazione ti riduco i contributi? meglio che lo stato versi i contributi ma il lavoratore conserva il posto (con tutto quello che ne consegue, dignità e stipendio pieno) oppure che stia a casa (e in veneto questo vuol dire stare al bar) e lo stato gli passa dei soldi?facciamo che posso licenziare due dipendenti (senza dissanguarmi e finire in causa) a cui non so che altro fare oltre a spazzare per terra e in cambio ti assumo un altro a tempo indeterminato?
nessun imprenditore con un minimo di coscienza vuole mandare a casa un dipendente, magari monoreddito che è con lui da ventanni, ma se non arrivano ordini e in cambio arrivano insoluti le soluzioni non sono tante.
vedo mio marito sempre più stanco, sempre più avvilito, sempre più spaventato.

Oggi è arrivata una raccomandata con delle multe da pagare  (una cifra folle);  il commercialista ha assicurato che c’è un errore, ma nel frattempo Re Mida era fuori di se
ormai lavora alla sera, tutto il sabato e la domenica: non è vita questa, non ha proprio senso
anni fa si parlava di delocalizzazione nei paesi dove la manodopera era pagata un niente, proposta da noi mai presa in considerazione, oggi si parla di chiudere per andare a lavorare per altri, proposte fatte tante volte e mai prese in considerazione

timido segnale di ottimismo, la nuova azienda che è partita da qualche mese e per fortuna macina bene, ma adesso cominciano a pesare gli orpelli burocratici che tolgono liquidità e appesantiscono la struttura di costi

e chi è all’estero da anni ormai ci prende in giro….