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ehhh qui ti voglio!

ho sempre sbandierato ai 4 venti che odio l’ipocrisia, che le cose le guardo in faccio e le chiamo col loro nome.

eggià

quando ero ggggiovane d’estate andavo in vacanza con re Mida noi due da soli e posso immaginare che i miei sapessero benissimo che eravamo da soli in tenda ma poi, (è rimasta famosa), quella volta che si è fermato a dormire a casa nostra, (stavamo insieme già da molti anni ed eravamo ampiamente maggiorenni) i miei hanno trovato da ridire. insomma, fai quello che devi fare ma non sotto ai nostri occhi

io con i miei figli non sarò mai così, pensavo. ussignur non sapevo che in sorte mi sarebbe capitato figlio piccolo, il quale mi mette alla prova in continuazione

abbiamo sdoganato il fatto che questa morosa arriva, sguscia veloce davanti alla porta della sala dove siamo io e mio marito, si chiude in camera di mio figlio per riemergere qualche ora dopo. altra sgusciata fuori, velocemente giù dalle scale, manco buongiorno e buonasera

evvabbè mi da fastidio, lo ammetto, ma tengo a freno la lingua e cerco di ricordarmi che se i ragazzi vogliono, un posto lo trovano. però rimango dell’idea che un po’ di educazione non guasta

ma pochi minuti fa è entrato nel mio ufficio, sporco lurido come solo lui può conciarsi, stanchissimo perchè oggi hanno fatto un lavoro pesantissimo e il caldo si fa sentire in capannone, e mi dice, non chiede, ma mi dice che la morosa si ferma a dormire a casa nostra sabato.

ohhhhhhmmmmmmmmmmmmm

ho ripiegato in un vigliacchissimo: beh ne parliamo con papà, ma forse è meglio che prima mi metto d’accordo con me stessa

i soldi facili non sono così facili (per fortuna)

la mia famiglia non è mai stata una gran stakanovista per il lavoro: si lavora per vivere, non il contrario, mentre la famiglia di re Mida, anzi solo suo padre per esser precisi, gli ha trasmesso un senso del dovere nei confronti del lavoro che a volte mi pare allucinante….lavorare 16 ore al giorno tutti i santi giorni comprese le domeniche per me è allucinante

però su una cosa siamo sempre d’accordo: i soldi si guadagnano con fatica e sudore, le scappatoie sono tutte illegali o immorali

già. poi arriva figlio piccolo che come al solito butta all’aria tutto

tempo fa mi racconta che è entrato in uno staff, che hanno in mano le prevendite delle feste nei locali: lui conosce una marea di gente (ovviamente, con tutti i cambi di classe…) e quindi ha tante occasioni di vendere. mi parla di provvigioni, bonus, biglietti gratis, di sottopr (che sarebbero dei ragazzini che vendono per lui per una provvigione)…..insomma dai calcoli che fa sembra che guadagnerà un mucchio di soldi

io e suo padre siamo perplessi: con i soldi stiamo ben attenti con lui, da una parte siamo felici che si dia da fare, dall’altra siamo preoccupati perchè non sappiamo dove porta questa cosa

decidiamo di stare a vedere e di aspettare i primi guadagni

ieri sera figlio piccolo mi racconta che è successo il finimondo perchè a quanto pare non saranno pagate le provvigioni sui biglietti venduti; insulti, discussioni e minacce ma i soldi non saltano fuori.

i soldi facili non esistono…..

la lettera

“figlio piccolo dai non mollare, finchè c’è scuola c’è speranza, tieni duro e studia, fatti interrogare, perchè finchè non ti arriva la lettera del consiglio di classe vuol dire che puoi farcela”

“…….. veramente la lettera è arrivata…..”

mi cascano le braccia. Arriva con questo foglietto dopo averlo cercato una buona mezz’ora in mezzo a cento comunicazioni che non ho mai visto, circolari, riunioni. La lettera dice che la situazione è critica, che vogliono vedere i genitori per fare un piano….è datata 8 maggio.

mi siedo perchè mi gira la testa…..sono passati venti giorni???? e tu non mi dici nulla???? che cosa avranno pensato i prof? che non ce ne importa nulla???e tu, testa di cavolo, cosa speravi di fare nascondendola? possibile che nessuno si sia preso la briga di verificare che non aveva riportato il tagliandino sotto??? possibile che questo ragazzino sia così immaturo????

vorrei prenderlo a sberle, a calci nel didietro, appenderlo al muro, sgridarlo fino a diventare rauca….. e invece chiamo la scuola, spiego la situazione, chiedo un colloquio finale con i prof e incastro anche questo tra lavoro, visita dell’oncologo, veterinario per il gatto, il giro a capannoni e case in terra straniera per l’internazionalizzazione…..ma questo colloquio avrà la precedenza su tutto ( a parte la visita dell’oncologo) perchè è così che faccio per mio figlio.

è servito proprio a tanto fare così

sei consegnato!

vi racconto l’ultima trovata per “raddrizzare” mio figlio: prima o poi uno dei due cederà per sfinimento, lui ha più energie ma io sono più determinata.

visto che gli piace tanto la vita militare, gli ho detto che useremo lo stesso sistema: prima di andare a letto deve fare tre cose talmente minime che mi vergogno anche a scriverle, ma se non le fa il giorno dopo è consegnato e non esce.

per un paio di giorni ha funzionato, poi si ricomincia con la solita sciatteria

mi rendo conto che quando sa già che non uscirà perchè ha allenamento non fa quelle tre minime cose che gli sono richieste……

ussignur che pazienza!!!!!

mammadicacca

stirare non è un lavoro che mi tedia come cucinare, però diciamocelo, ho altri modi migliori per passare il tempo. Fino all’anno scorso i ragazzi si stiravano la loro roba, ma da quando figlia grande è andata a vivere a trento ho ricominciato a stirare tutto io, altrimenti mi rimangono montagne di panni spiegazzati in giro per casa: figlio piccolo ovviamente vive in casa ma si è velocemente adattato al cambiamento…..

io entro nella sua camera, appoggio sul mobile la pila di maglie, jeans e maglioni debitamente stirati, per poi ritrovare la medesima pila o per terra oppure stipata a forza dentro un cassetto.

apri il cassetto e la roba giace scomposta.

urli, arrabbiature, ricatti…questa cosa va avanti da mesi.

allora l’altro giorno ho fatto così: ritiro la biancheria e comincio a dividere la sua roba: ne faccio un bel mucchio, la prendo a bracciate e gliela do dicendogli di metterla dentro i cassetti.

“mamma?”

dai, penso, dimmi che non è stirata che ti dico che tanto non c’è differenza quando arriva nei tuoi cassetti, che il mio tempo è prezioso, che non mi diverto a stirare, che l’elettricità costa, che mi fa mal di schiena….

“questi jeans son di mia sorella”

“ah ok, dammeli qui”

grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

poi ho avuto l’ingenuità di raccontare questa cosa a mio marito: TRAGEDIA

sono una mamma di cacca che non ha cura del proprio figlio.

non so se prendere a calci nel culo il padre o il figlio

l’educazione dell’ultimo minuto

“mamma mi porti dalla mciosjhfsfdsnsgrunf alle 2?

“da chi?”

“dalla sfjdlfjsdlfjdsgrunf”

“figlio piccolo sei ebete? non ho capito nulla”

“dalla morosa, mamma dai, lo sai che non gli piace dirlo, da ora in poi sarà l’Innominata”

“oddio a casa sua? ascoltami per piacere, quando arriva saluta, guarda in faccia le persone, e togliti ‘sto dannato cappello mentre sei in casa, e ringrazia se ti offrono qualcosa, e cerca di sorridere…..oddiommio per piacere quando te ne vai saluta….non voglio che pensino che tua madre non ti ha nemmeno insegnato l’educazione”

“si soprattutto all’ultimo minuto eheheheh”

“figlia grande ti prendi una scarpata nel sedere”

“mamma non provarci ti ho fatto i tuoi biscotti alla cannella preferiti”

“ma ti sei lavato i denti?”

“povera ragazza…non toglierti le scarpe, mi raccomando…per nessun motivo!”

“qualunque cosa devi fare falla con le scarpe addosso…!”

“oddio che visione orrenda, mio fratello nudo con le scarpe addosso”

“ma siete sceme tutte e due????ma che discorsi fate!”

figlio piccolo ha la morosa. lungi da fare sceneggiate come altre mamme che gridano allo scandalo per la loro giovane età, io invece plaudo alla scelta di una brava ragazzina che spero sia armata di spirito missionario e che lo traghetti velocemente fuori da questa apatia che mi fa infuriare.

insomma che riesca dove io ho fallito

siamo messi bene

ma figo dove??????

lunedi io, mio marito e figlio piccolo siamo stati a venezia nel pomeriggio: c’era l’open day alla scuola militare navale morosini

che ci siamo andati a fare non riesco a spiegarlo: è evidente che non potrà mai entrarci, sia perchè ha dei voti pessimi sia perchè sta facendo il liceo sbagliato (devi fare classico o scientifico), ma volevamo prospettargli che se si impegna ci sono mille futuri da scrivere, mille opportunità da acchiappare.

Re Mida dice che a questa età passano treni: hanno le porte aperte e ci devi solo salire dentro, ma se li lasci passare spesso non ripassano, ma se li prendi spesso ti cambiano la vita.

una struttura incredibile: convitto, abiti, vitto, liceo, sport, tempo libero…..il tutto con una cifra che va dai 300€ ai 1300€ (all’anno!) gli danno anche una paghetta, perchè sono militari a tutti gli effetti. La giornata scandita da studio, sport e vita sociale: il cellulare permesso solo in certi giorni e solo in certe ora, 3 uscite settimanali. Per molti questo è un incubo (anche per me sinceramente) ma a quanto pare è questo quello che vuole mio figlio.

in vaporetto io e Re Mida ci godiamo l’aria e il sole, la giornata si è sistemata ed è uscito un sole splendido: mio marito sono giorni che ha gli occhi rossi e non passa con nessun medicinale, ma appena esce dall’azienda e smette di lavorare gli occhi tornano normali……

figlio piccolo è in un angolo: berretto calcato in testa, pantaloni stracciati col sedere di fuori, cellulare in mano

ci accorgiamo che attira l’attenzione delle ragazzine dentro il traghetto: una spintona l’altra, che ride imbarazzata, leggo il labiale dell’altra, dice “che figo! chiedigli il numero….”

io e mio marito siamo allibiti da tanto interesse, figlio grande sembra, (dico sembra perchè poi in macchina dirà che le aveva notate) non accorgersi di niente. poi vedo che col cellulare gli scattano delle foto….. io mi domando come fa a piacere alla ragazzina d’oggi uno conciato così.

io lo prenderei a scarpate sui denti….poi mi viene un ricordo lampo, Re Mida 14enne: capelli lunghi, pantaloni stracciati, scarpe sfondate, camicia stazzonata, sigaretta in bocca, aria da duro……mmmmmmm quanto mi piaceva…….ok non parlo più

meglio pensare al peggio

tempo di pagelline a scuola di figlio piccolo.

a parte un isolato ( e anche un po’ fuori posto diciamocelo)  dal 5/6, tutto il resto è una sfilza di 2 e 3, qualche 4, pochi 5.

insomma è evidente che la bocciatura è nell’aria e io sono più avvilita che mai.

la prof coordinatrice dice di non mollare, che magari con 4 materie ma può ancora farcela….io invece ho gettato la spugna, sono veramente stanca. Qualunque cosa faccia non riesco a cambiare l’atteggiamento di questo ragazzino e cosa ancora peggio, sono le continue azzuffatine che io e mio marito facciamo per lui

cominciamo parlandone con calma, cercando di trovare soluzioni e finiamo invischiati in discorsi che poco hanno a che fare col piccolo, oppure si sparano colpi bassi, come quello di sabato scorso che mi ha gridato: tu non gli vuoi bene!

mi ha zittita di colpo. io darei la vita per mio figlio, senza pensarci un attimo. io penso che lui sia strepitoso,intelligente, ironico e divertente. Ma sono anche cosciente che è uno scansafatiche, che se può evitare di fare qualcosa lo evita, che se promette non mantiene, che non ha nessun senso del dovere.

solo perchè lo vedo lucidamente per quello che è significa che non gli voglio bene?

mio marito ha una pessima opinione dei suoi nipoti, fancazzisti pluribocciati: ma almeno loro hanno come scusante di avere un padre psicopatico e una madre con lo sviluppo cerebrale di una bimba di 3 anni. E nostro figlio che scuse ha? nessuna, proprio nessuna.

insomma, sono avvilita, c’è poco da fare. forse un giorno ci riderò su, ma adesso questa cosa mi fa stare proprio male

vi racconto un segreto

non volevo parlarne, perchè da quando leggo statistiche di entrata e tags (benedetto splinder che non capivo niente!) mi blocco a parlare di qualsiasi cosa. però come posso rimanere insensibile alle richieste delle mamme sull’orlo di una crisi di nervi? a qualcuna telefono, ad altre rispondo via mail, ma spesso non rispondo e io odio non rispondere, sono capace di trascinare una discussione per anni pur di rispondere eheheheh

allora provo a raccontare quello che è successo, sperando in bene: il motivo di tanta segretezza è che mio figlio non dovrà mai sapere il ruolo che ho avuto io in tutta questa faccenda: deve pensare che tutto è partito da lui, e che questa mamma ingombrante per una volta non c’entra.

è nato tutto col colloquio dopo la pagella disastrosa: io e Re Mida siamo andati con la sicurezza di venire flagellati dai prof e invece ci siamo ritrovati con una prof estremamente intelligente che, quando io ho chiesto più compiti, più controllo, più interrogazione, più castighi, mi ha risposto che finora avevamo usato questo sistema e non aveva portato a nulla. Suo figlio ora è un ragazzino all’angolo, assolutamente spento, che spera solo di finire la giornata senza troppi guai; non reagisce a nulla, si difende da tutto. la sua autostima è sotto i tacchi, e continuando a mazziarlo noi tagliamo la cima dell’albero ma non nutriamo le radici. Lui deve capire che lui è padrone della realtà in cui vive, non deve pensare di subirla perchè non c’è niente da fare. Consiglio di lasciar perdere lo studio per ora, e agire sulla sua autostima: che ne dice di trovare un’associazione di volontariato che gli faccia fare del lavoro manuale, che gli affidi compiti da portare a termine?

mi metto sotto e a fine giornata ho un colloquio col presidente di un’associazione locale, che capisce al volo la situazione perchè ne ha già avute altre, anche molto più gravi (insomma suo figlio è solo demotivato, un fannullone, niente problemi di alcool e droga, no? e ci mancherebbe altro…..) e decide di occuparsene lui, ma è fondamentale che mio figlio non sappia mai il ruolo che ho avuto io, deve essere convinto che tutto sia partito dalla scuola. E infatti la scuola attiva un progetto, lo mette a capo, e l’associazione pian pianino lo attira dentro. Il ragazzino che schivava tutti è costretto ad andare per le classi, parlare in pubblico, scrivere articoli per il giornale del liceo, rapportarsi con i ragazzi più grandi. in tutto questo habemus morosam, e direi che anche questa è una bella botta di autostima.

i problemi non sono risolti, ovviamente non hanno cominciato a fioccare i 6 (qualcuno si, ma senza esagerare!), ma è l’atteggiamento che è diverso. Dove porterà tutto questo? intanto devo correre a fargli il passaporto, quest’anno l’associazione se lo porta via per un campo di lavoro. Azzzz meglio non pensarci

ecco l’ho raccontato…..ma shhhhhhhhhhhhh

quando un libro ti illumina la strada

ho sempre cercato le risposte nei libri, almeno secondo mio marito (ma forse ha ragione)

e quando da più di voi mi è stato suggerito un libro, sono andata subito a prenderlo in biblioteca: sto parlando di “Diario di scuola” di Daniel Pennac

l’ho letto tutto d’un fiato, in auto, durante un viaggio con un agente e Re Mida: ogni tanto ridevo da sola, e leggevo il pezzo ad alta voce, ogni tanto mi sentivo punta sul vivo e tacevo, ogni tanto mi spuntava la lacrima.

poi l’ho riletto con calma e ho trovato tante altre cose; Pennac è stato, come lui stesso dice, un pessimo studente. ” …andavo male a scuola. ogni sera della mia infanzia tornavo a casa perseguitato dalla scuola. I miei voti sul diario dicevano la riprovazione dei miei maestri. Quando non ero l’ultimo della classe, ero il penultimo. (Evviva!). Refrattario dapprima all’aritmetica, poi alla matematica, profondamente disortografico, poco incline alla memorizzazione di date e alla localizzazione dei luoghi geografici, inadatto all’apprendimento di lingue straniere, ritenuto pigro (lezioni non studiate, compiti non fatti) portavo a casa risultati pessimi che non erano riscattati nè dalla musica, nè dallo sport, nè peraltro da alcuna attività parascolastica.”

“ero oggetto di stupore, e di stupore costante perchè gli anni passavano senza apportare il benchè minimo miglioramento nel mio stato di ebetudine scolastica”

“C’è la madre a pezzi, logorata dalla deriva del figlio, che accenna a presunti effetti dei drammi coniugali…..c’è la madre umiliata dai consigli delle amiche i cui i figli invece vanno bene….c’è la madre furibonda, convinta che il figlio sia sempre vittima innocente di una coalizione di insegnanti in tutte le materie….c’è quella che non ne fa una questione di persone, ma inveisce contro la società che si sgretola, il sistema è marcio, la realtà, insomma, che non si adatta ai suoi sogni…..c’è al madre furiosa col proprio figlio: questa ragazzino che ha tutto e non fa niente, …..c’è la madre che ha non visto un solo professore in tutto l’anno e quella che li ha assillati tutti. C’è la madre che non capisce questo figlio così diverso dall’altro, che si sforza di non amarlo meno, che fa di tutto per rimanere la stessa madre per entrambi. C’è la madre ferrata in psicologia che da una spiegazione a tutto e si stupisce che non si trovi mai una soluzione a nulla…c’è la madre che piange, ti chiama e piange in silenzio…..tutte sono preoccupate per il futuro del figlio. Ma cosa diventerà? La maggior parte di loro si fa dell’avvenire una rappresentazione che è una proiezione del presente sullo schermo angosciante del futuro. Il futuro come una parete dove sono proiettate le immagini smisuratamente ingrandite di un presente senza speranza, ecco la grande paura delle madri!”

“allora provo con una barzelletta:

lo sa qual è l’unico modo per far ridere Dio?

raccontargli i nostri progetti.

In altre parole, niente panico, non c’è nulla che vada come previsto, è l’unica cosa che ci insegna il futuro quando diventa passato”

 non so, credo di amare quest’uomo.