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bisogna festeggiare!

una caratteristica della mia famiglia è che ogni occasione è buona per festeggiare; un compleanno, un anniversario, un voto, un lavoro preso, un lavoro finito, qualsiasi cosa, mia madre diceva sempre la fatidica frase: bisogna festeggiare!

una caratteristica della famiglia di mio marito è che nessuna occasione è buona per festeggiare; non un compleanno, esame o lavoro andato bene, niente.

così in famiglia nostra abbiamo sempre oscillato su questi due atteggiamenti: io che festeggerei ovunque e qualsiasi cosa (bisogna ringraziare il fato, gli dei, il destino che questa cosa è andata bene, altrimenti le cose vanno male….!!) e mio marito che, forte del suo pessimismo cosmico che a Leopardi gli fa un baffo, non festeggia mai nulla perchè è come sfidare la vita, (ecco vedi vita come sono felice? )

ma da quando figlio piccolo ha cominciato ad occuparsi di commerciale i risultati sono stati un crescendo di preventivi, che poi sono diventati ordini: io ho detto, il primo euro fatturato si va a festeggiare, ma avendo a che fare con mio marito e mio figlio questi euro sono diventati molti ma non si parlava di festeggiare

allora ho chiamato i rinforzi, mia figlia e la ragazza del figlio, ci siamo organizzate e siamo usciti al “susciaro” venerdi sera; figlio piccolo visibilmente felice di essere festeggiato, anche se il suo essere schivo non gli permette mai di rilassarsi in queste situazioni

“un bel brindisi a te che tra poco ci manterrai tutti e io e papà ce ne potremo andar via in camper per il resto della vita”

oddio, sono diventata mia suocera

siamo già a “quel” punto

figlia grande torna a casa per un giorno; io e mio marito andiamo a prenderla in stazione e andiamo direttamente in un posto sperduto tra le montagne alla ricerca del fresco, a mangiare una pizza

al momento di pagare la cassiera dice a mio marito che un fulmine ha messo fuori uso il pagamento con bancomat: mio marito sbianca perchè non ha contanti e io nemmeno, ma prontamente reagisce la figlia che mette mano al portafogli e paga. Mio marito sbarella, non è possibile che la figlia paghi il conto e non si darà pace finchè non glieli ridà

domenica siamo a casa (unica domenica all’anno) perchè stiamo preparando il camper per la vacanza d’agosto: mio figlio mi dice di non preparare il pranzo, che ci pensa lui e porta in tavola 8 (dico 8!!!!) vassoi di sushi….una mangiata da favola. Alla fine del pranzo mio marito vuole sapere cosa ha pagato per ridargli i soldi, ma non c’è verso, mio figlio dice che l’ha offerto lui e non vuole i soldi indietro

Emily, siamo già a quel punto?

quale punto?

il punto dove i figli ti pagano i conti, dopo c’è il punto che ti cambiano il pannolone, poi che ti mettono in casa di riposo e poi ti staccano la spina

ma quanto sei melodrammatico….tranquillo, in casa di riposo ti ci metto io prima di cambiarti il pannolone

parlare con te è sempre una gran consolazione

lo so amore, mi hai sposato per il mio gran senso pratico

La seconda scelta

io e mio marito siamo in camper in montagna, una pigra domenica di brutto tempo. Lui sonnecchia sul letto, io leggo un libro con una tazza di infuso; fuori piove e ci sono 16°, pensare che a casa a 40 minuti ce ne sono 33° mi fa rabbrividire sotto la coperta

suona il telefono di mio marito, è figlio piccolo; è tutto ciarliero (capita più o meno una volta all’anno) e gli racconta che ha fatto il vaccino e non si è fatto stendere come la prima volta, che è andato in montagna per provare l’auto nuova e che stanno decidendo per le vacanze….in 10 minuti dice più o meno la stessa quantità di frasi che ci ha detto nell’ultimo mese

mio marito è al settimo cielo: si alza e mi dice che è felice, di solito il figlio così ermetico stavolta aveva voglia di chiacchierare con lui, che bello!

dopo 10 minuti suona di nuovo il suo telefono ed è la figlia: stavolta mezz’ora di chiacchierata, ma con lei è normale, io la sento tutti i giorni e stiamo al telefono almeno 1 ora. Lui si fa raccontare un sacco di cose, quando mette giù la chiamata è raggiante

“vedi che bello? i figli ogni tanto cercano me, non sempre te! abbiamo due ragazzi stupendi, sono così felice che mi abbiano cercato!

“ehm, passami un attimo il mio telefono”

“eccolo…ma hai la suoneria spenta! e hai 4 chiamate…due sono dei figli…avevano cercato te prima di parlare con me, siccome tu non hai risposto hanno chiamato me, sono la seconda scelta” dice sconsolato

vorrei tanto approfittare di questo momento per dirgli che questo è il risultato delle sue mancanze di padre, delle sue assenze, dei suoi silenzi, ma mi colpisce quanto ci è rimasto male

“mettila così, se proprio non gli interessava parlare con te ti avrebbero detto di passargli la mamma, giusto? e invece hanno fatto la telefonata con te, quindi prima o seconda scelta l’importante è che abbiano qualcosa da dirti, giusto?!”

” hai ragione, potevo non essere nemmeno scelto, meglio la seconda che niente”

caro marito mio, quante cose ti sei perso che non tornano più

anche la farnesina lo sconsiglia

tempo di organizzare le vacanze estive, almeno quelle dei figli

figlio piccolo ha cominciato a lavorare e come l’anno scorso si è trasformato in qualcosa che mi fa ben sperare nella sua uscita da questo tunnel adolescenziale; per lui quest’anno una destinazione vicino a berlino, sempre con l’associazione lunaria, vivranno 3 settimane in una comune per costruire un asilo

figlia grande invece è tutto in evoluzione: sta facendo esami come un panzer, in venti giorni ha fatto gli esami che io non riuscivo a dare in un anno…..e siccome ormai le è chiaro che nella vita vuole lavorare in una o.n.g., meglio iniziare subito, e così si è iscritta a un sito di volontariato universitario, ha sostenuto u colloquio iniziale, pagato una quota d’iscrizione e ha compilato il suo cv in italiano e in inglese e poi si è messa a guardare le offerte.

per qualche giorno l’abbiamo sentita nominare mete alla cazdican (direbbe mio papà), tipo ucraina e serbia. poi ci siamo fissati con un progetto “strabellissimo” in egitto, mamma è una cosa meravigliosa, proprio quello che piace a me. ma mi sembra un posto rischioso…..ma mamma secondo te mandano i volontari se è pericoloso? certo che si non ci hanno messo sudore e lacrime per tirarti su, ma che sudore e lacrime che ho fatto tutto da sola…... per fortuna ha controllato e la farnesina sconsiglia di andarci, ah bene allora qualcuno con un po’ di sale in zucca c’è ancora.

adesso però cominciano loro, le organizzazioni non governative, che a quanto pare hanno ricevuto il suo cv e le mandano il loro stage da visionare, perchè lei signorina è molto qualificata. mamma in india non ci sono malattie gravi, no? 

ussignur e io che disprezzavo la gioventù che prenotava una settimana ad ibiza e formentera.

ben mi sta

non ci sono parole

non ci sono parole per spiegare come mi sento, sono sotto choc ma anche delusa, avvilita, incazzata, ferocemente incazzata

figlio piccolo ne ha fatta un’altra delle sue e stavolta non sono sciocchezze, non si può passarci sopra. non ci rideremo su fra un po’ di tempo.

io cerco di convincermi che è meglio sapere, almeno possiamo cambiare le cose, perchè prima il problema c’era lo stesso ma lo ignoravamo: ma comunque la mettiamo, è doloroso affrontare questa cosa, forse perchè ci mette di fronte alle nostre paure più grandi.

e ringrazio la mia buona stella che mi ha fatto incontrare amiche care con cui posso parlare, piangere e sfogarmi senza sentirmi dire frasi intelligenti e utili come “te l’avevo detto, c’era da immaginarselo, e cosa ti aspettavi???

sono schiantata a terra, sono senza forze

mi domando quando è successo che lo abbiamo perso, che si è staccato da noi diventando qualcosa che non riconosco, qualcosa che non so comprendere.

mio marito dice che è curioso che dei successi di figlia grande io rifiuti anche una minima responsabilità, e delle cazzate di figlio piccolo io senta tutto addosso il peso del fallimento.

ma adesso sono proprio stanca di parlare, le parole sono finite, non ci sono più parole