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perchè ce lo ha chiesto il prof

finalmente sabato siamo andate in scena: alla mattina per gli studenti, al pomeriggio per parenti e amici. ussignur che stress, però ci siamo divertite da pazzi.

figlia grande è stata grande: mai un momento di panico, sempre sorridente, armata di telecamera per filmare il dietro le quinte ma senza mollare  suo figlio Paul, alias la sua macchinetta fotografica. (Paul dei Beatles of course!)

un po’ di incertezze nei rusteghi, ma poi il gran finale con le baruffe!

a ripensarci è stata proprio una cosa incredibile: quando si mette in piedi una cosa del genere ci sono mille cose da decidere: il palco, la sala, la scenografia, le luci, la musica, i costumi, gli oggetti di scena, gli inviti,i movimenti, l’intonazione….insomma sembra che ci sia solo da imparare a memoria la parte e invece c’è da decidere in continuazione….!!!

e poi il gruppo: noi non ci siamo più viste dall’esame di maturità: qualcuna è rimasta amica, ma n trent’anni non abbiamo mai fatto nemmeno una cena di classe: è bastata una pizza e dopo 5 minuti avevamo ripreso da dove avevamo lasciato. Le stesse prese in giro, gli stessi siparietti: figlio piccolo mi dice stupito: “ma quanto vi pigliate in giro!” certamente per lui è strano vedermi sfottere così allegramente da perfette sconosciute,  le amicizie che ho ora hanno una dose di formalità che è impossibile da superare. ma quelle della scuola no: abbiamo affrontato insieme tanti anni di scuola, hai fatto magre figure e colossali figuracce….puoi essere diventata chissachì ma per loro sei sempre quella. 

insomma è andata, è finita. non passerò più tutti i sabati a provare, non passerò più ore a scrivere mail e sms per organizzare tutto il da farsi: devo solo riportare indietro quell’orrido vestito tutto trine e merletti col sederone posticcio (manco ce ne fosse bisogno….)

una cosa mi fa ancora ridere se ci penso: ogni tre secondi qualcuna di noi, durante le prove o la recita, diceva :”ma chi cavolo me l’ha fatto fare????” e la risposta che ci davamo in continuazione era “perchè ce lo ha chiesto il prof!”: ecco, perchè un’altra cosa straordinaria di questa storia è che sembra la solita storia di donne, che quando si organizzano fanno cose incredibili, ma stavolta è anche e soprattutto una storia di grandi uomini: il preside che si è preso la responsabilità di farci recitare con tutte le rogne, gli annessi e connessi ( e ci ha dato pure un contributo in soldi!!!!) e poi del nostro prof di italiano, che è stato per noi una di quelle persone che tutti doverebbero avere la fortuna di incontrare nella vita