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se la me stessa di allora avesse saputo…

mio figlio mi chiede la macchina per andar via questo fine settimana con la morosa: lei ha una baita in montagna, dove trascorrere probabilmente l’ultimo giorno fuori di casa prima di passare in zona arancione

l’ultimo tratto per arrivare alla baita è sconnesso e pieno di buche profonde, il mio fuoristrada è meglio della sua sportiva

“che bella idea, partite venerdi sera?”

“si , potremmo anche farlo, ma no. L’unica cosa che manca in questa baita è la doccia, e io non sto due giorni senza lavarmi”

sorrido e penso; se la Emily di 10 anni fa avesse sentito queste parole!

siamo in campeggio a madrid, mio marito è andato a pagare e io ho deciso che basta, 10 giorni di vacanze di natale a implorare questo stronzetto di lavarsi sono troppe. Lo afferro e lo spoglio e lo butto nella doccia del camper. Mio marito arriva trafelato, si sentono le urla fino alla reception

torno a casa da lavoro e vedo figlio piccolo che va in doccia: accende l’acqua, accede il termoventilatore. Dopo 40 minuti esce esattamente con le stesse cose da vestire con cui è entrato, mi guarda con aria da sfida e dice: cosa vuoi? la doccia l’ho fatta

ecco, ripenso a quella donna sconsolata che non riusciva nemmeno a fargli fare una doccia, e questo mi faceva sentire così inetta come madre e come educatrice

è stato 3 settimane in francia in un campo di lavoro e credo che non si sia mai lavato ne’ cambiato

e adesso mi dice che non va via perchè non può lavarsi: ecco, vorrei dire a quella donna sconsolata che 10 anni dopo sarebbe arrivato questo momento

se un giorno mi dirà che non esce perchè deve studiare saprò che la fine del mondo è vicina

beati i ganci in mezzo al cielo (battuta di una mia amica che copio spudoratamente)

a maggio figlio piccolo ne ha fatta una delle sue un po’ più grave del solito: ci ha lasciato tutti scioccati, figlia grande compresa, ma io ho incassato velocemente il colpo e ho pensato che poteva essere l’occasione buona per farci aiutare da qualcuno

abbiamo avuto esperienze allucinanti con le cd. psicoterapeute, e così siamo sempre restii a chiedere aiuto. Ma stavolta ho chiesto informazioni a una mia amica che lavora in una struttura pubblica, mi ha detto a chi rivolgermi e oplà, si comincia il percorso.

abbiamo trovato una ragazza di rara intelligenza. una che per la prima volta ci da le “istruzioni per l’uso”. una che per la prima volta sente le nostre posizioni completamente all’estremo e riesce a trovare una modalità comune. una persona che “sente” anche quello che tu non vuoi dire, perchè anni di mediazione familiare portano come conseguenza che non puoi dire sempre quello che pensi

e cosa assolutamente incredibile……è GRATIS!!!!!

ah dimenticavo, a due minuti dall’azienda (di solito come minimo erano a un’ora di strada….)

così gli raccontiamo l’episodio delle bottiglie rubate (non rubate, prese, perchè in famiglia non si ruba…..) e lei capisce esattamente la situazione.

a forza di domande mette re Mida nell’angolo ma lui continua strenuamente a negare l’evidenza, io mormoro “lasci perdere dottoressa non ce ne veniamo fuori”, lei mi risponde “signora stia serena che adesso ci arriviamo”

“ma se sua moglie dice che le bottiglie sono state rubate perchè lei non le crede? perchè non si fida di quello che dice?

mi viene da piangere, vorrei abbracciarla, il punto è tutto qui. io non mi fido dei suoi sistemi troppo blandi con il figlio, lui non si fida della mia educazione “nazista”

abbiamo in comune l’obiettivo però, e su quello lavoreremo.

sappi dottoressa, che te ne sarò eternamente grata

qui manca la squadra

come al solito figlio piccolo fa parlare di lui per le cazzate che fa.

sabato sera siamo serenamente a cena con rose e la sua famiglia e, volendo dare un aiutino al mio famoso caffè apro l’armadio che di solito contiene i liquori

ora, non so in casa d’altri, ma tra diete, colesterolo, pressione alta e chi più ne ha ne metta, i liquori non sono molto apprezzati. ne ho che risalgono alle guerre puniche, cioè ai primi anni di matrimonio

poi si viaggia, ti fa voglia comperare il liquore tipico, che quando torni a casa rimane li, in attesa di fredde serate d’inverno.

però qualche giorno prima ho messo a posto (in realtà volevo nascondere delle cose per toglierle dalla vista di rose eheheheh) e mi sono ritrovata a far ordine nel suddetto mobile.

quindi , quando ho aperto per prendere il cognac ho visto subito che mancavano alcune bottiglie. del campari, il martini e forse una vodka, ma non avendo fatto un inventario non potevo esser certa. figlia grande dice subito che è stato suo fratello, l’ha visto uscire con lo zaino e di solito non si porta via nulla.

io sono basita, sento il sangue che mi manca nelle vene.

suo padre comincia a minimizzare: forse non le ha prese, forse non erano li, chi può dirlo, forse vi sbagliate, e poi non usiamo la parola rubare che in famiglia non si ruba, si prende

lasciamo perdere la semantica, il concetto non cambia, ma abbiamo ospiti a cena, la discussione non prende la solita via dell’azzuffatina, ma la voglia di picchiare i maschi di questa famiglia è grande.

il giorno dopo si replica, perchè ovviamente tra me che vorrebbe inchiodargli la lingua al pavimento e suo padre che vorrebbe dargli una pacca sulle spalle, vince suo padre e il buonismo del cazzo.

io insulto mio marito dicendo che è un vile, lui va a letto sbattendo la porta

la mattina dopo ho fatto sparire tutte le bottiglie e ho lasciato solo le sue….ma che devo fare con questo ragazzino se non ho mai l’appoggio di suo padre?è come combattere una battaglia con i nemici da entrambi i lati. e figlia grande che ci guarda e ci giudica degli inetti. mariasantissima che pazienza