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in amore c’è chi le prende e chi le dà

“che triste che è figlio piccolo, la morosa l’ha mollato e lui ha un’aria così triste….”
“Emily fatti i cavoli tuoi che lo sai che non vuole che ti impicci…”
“si infatti ogni volta che provo a parlarne mi dice: mamma fatti i cazzi tuoi!”
“e fatteli!!!che poi non gli fa male soffrire un pochino, è tutta salute”
“già…speriamo bene invece per questo moroso di figlia grande….non so, non mi ispira moltissimo”
” a me non importa che sia una persona eccezionale, mi basta che non la faccia soffrire”
“ma, scusami un attimo, per il figlio trovi giusto che soffra e stia male, la figlia, povero angelo, bisogno proteggerla da tutti??? bella roba!”
“eh sono due cose totalmente diverse. figlio piccolo in amore le ha date spesso, ha fatto soffrire e ha fatto disperare, quindi è giusto che le prenda un pochino, vedrai che impara che nella vita ti torna indietro tutto…ma figlia grande, amore del papà, non le ha mai date a nessuno e mai le darà…non voglio che soffra per colpa di uno stronzo…”
in effetti ha ragione lui. ma cuore di mamma sanguina a vederli infelici, sempre. anche se a volte se lo meritano

Xè i schei che comanda

ognuno di noi ha i propri mantra, piccole perle di saggezza che raccogliamo un po’ dovunque durante la vita
figlia grande si ripete spesso: “rischia ogni giorno una brutta figura” perchè lei dice che spesso, nella vita, non si fanno un sacco di cose interessanti per paura di sbagliare, di fare brutta figura, e invece di solito non succede niente di grave ma si impara qualcosa di nuovo. Forse è con questo spirito che negli ultimi due mesi ha frequentato 3 corsi di lingue (inglese giuridico avanzato, francese secondo livello e russo primo livello), ed è riuscita nella stessa settimana a fare tutti gli esami e passarli
figlio piccolo invece, ripete spesso “xè i schei che comanda” frase del noto guru Felicetto Maniero, quello della mala del Brenta per intenderci.
lui me lo ripete ogni volta che, in una discussione, gli faccio notare che i soldi non sono devono essere l’unico motivo per cui fare qualcosa. E invece temo che ci provi un gran gusto e che creda di disgustarmi, ripetendo che sono i soldi che comandano
l’altra sera siamo seduti sul divano e compare Fedez in televisione: lui parte con una tirata sul fatto che è un venduto, proprio lui che nelle sue canzoni diceva che non sarebbe mai andato a fare il pagliaccio ai talent, adesso è il terzo anno di fila che fa il giudice. Certo che certa gente per i soldi fa tutto!!!
“scusa amore, ma non xè i schei che comanda? e allora cosa critichi? anzi dovresti osannarlo…non fa altro che fare quello che dici tu….”
mutismo, silenzio assoluto, nemmeno un mugugno.
ehhh tesoro mio mi dispiace da te, ma la mela non cade lontano dall’albero, e anche se ti da sommamente fastidio alla fine mi sa che hai i nostri stessi principi….

non voglio dimenticare mai più questo momento

sono cotta, ho fatto la mia prima verifica ISO da sola e sono a pezzi. ho lavorato sabato e domenica per rimediare all’incuria della dipendente che si è licenziata questa estate, lasciando un sacco di cose a metà.
però ci hanno fatto anche i complimenti, soprattutto alla squadra e al clima aziendale di collaborazione. sono molto soddisfatta
torno a casa e trovo figlio piccolo in cucina, davanti alla stufa col pc acceso.è partito 12 ore fa da casa col buio ed è tornato col buio
qualche parola sulla giornata, io comincio a cucinare, gli chiedo cosa preferisce, lui mi dice quello che ti è più comodo fare.
poi insiste nel farmi vedere le cover del cellulare, “che la tua mamma fa veramente pietà, non si può guardare. si lo so che tu sei refrattaria ai beni materiali, ma guarda qui che belle che sono”
sorrido, ha detto questa frase con leggerezza, dolcezza, complicità
cerco di aprire un barattolo facendo uno sforzo sovraumano, lui con delicatezza me lo toglie di mano e senza sforzo lo apre. me lo restituisce sorridendo
“sabato arriva tua sorella, vieni in aeroporto a prenderla?” mi risponde che certo che viene, non ricordando che le altre volte ha fatto un mucchio di storie per il tempo che perdeva
“viene anche la morosa alla cena aziendale”
sono scioccata ma faccio finta di niente, si è sempre rifiutato di venire, tanto meno di portarci la ragazza
“ho preso 7 in CNC” ha sempre avuto 3 per tutti gli anni ed era l’unica insufficienza della pagellina “te l’avevo detto di non preoccuparti che lo tiravo su quel voto”
si, ma è una frase che ti sento ripetere da una vita e non è mai diventata realtà
io lo guardo e sorrido, lui mi guarda e ride
mi sento come in una bolla, la situazione è irreale ma invece è reale
ho passato una vita con lui a camminare sulle uova per non scatenare reazioni ringhiose, ed ora è così dolce e rilassante la sua compagnia che non mi sembra reale
forse gli alieni l’hanno rapito e mi hanno messo qui questo. oppure la maledetta adolescenza ha avuto il suo tributo e ne siamo usciti
oppure fra 3 giorni sarà arrestato….

se la mamma sbrocca…..

per metà della mia vita sono stata una persona capricciosa, collerica e un po’ stronzetta. Poi sono arrivati i figli e mi sono resa conto con orrore che ero la fotocopia di mia madre e ho cambiato atteggiamento, fino a volte a rasentare la sensazione di essere …smidollata.
purtroppo la persona dolce, equilibrata e pacifica che ho sposato si è trasformato in un cane rabbioso, e questo non è simpatico. ma mi son detta che se volevo evitare di far crescere i miei figli nelle stesse tempeste emotive normali di casa mia, non c’era soluzione. a volte è stato difficile ma ho evitato di scoppiare davanti a tutti
poi mi sono ammalata di cancro e una parte di me ha pensato che erano tutti i vaffanculo non detti, e comunque i ragazzi ormai sono grandi, ormai sono fuori casa, e caro marito è ora che la pianti di sentirti sempre in ragione
e così ho ricominciato a rispondere, ad avere pretese, a non tollerare certi comportamenti.
ovviamente mio marito fa resistenza, dove è finita sua moglie? questa donna dalla lingua tagliente non gli piace per niente
sabato pomeriggio, camera da letto
“senti Emily, quando MI chiudi l’anta dell’armadio, potresti stare attenta? ogni volta mi pizzichi le giacche”
“senti, caro marito, ma ti ascolti quando parli? CHIUDITI DA SOLO L’ANTA DEL TUO STRAMALEDETTO ARMADIO PERCHE’ E’ COME SE MI DICESSI CHE QUANDO TI PULISCO IL SEDERE DEVO STARE ATTENTA A NON LASCIARTI PEZZETTI DI CARTA IGIENICA…..” un secondo dopo mi rendo conto di aver esagerato. e deve pensarlo anche mio marito dalla faccia esterrefatta che fa
figlio piccolo entra come una furia in camera, punta il dito su suo padre e dice:
“senti tu, smettila di tormentare la mamma, che tra casa e ufficio non ha un minuto di tregua. e se sbrocca lei, siamo tutti nella merda. vieni qui mamma, ti abbraccio io, stai calma andrà tutto bene….”

e mi abbraccia con fare molto materno, ormai è più alto di me e gli metto il naso sul petto. So che mi sta prendendo in giro ma con lui non riesco proprio ad arrabbiarmi.
anche perchè non ha la pallida idea di come sono veramente quando sbrocco….

il maniero è in vendita

la decisione l’ho presa un po’ di tempo fa, ma con gli anni ho capito che se voglio che le cose accadano devo far credere a mio marito che sia una decisione sua (il mio grasso grosso matrimonio greco docet): da tempo penso che la casa dove viviamo non corrisponda più al progetto familiare, e quindi dobbiamo cambiare

quando ho comprato la casa 15 anni fa, mi immaginavo una vita completamente diversa, un po’ sull’idea di casa mia: donna di servizio tutti i giorni, tanti amici, tanti morosi, tante feste, quindi spazio a volontà, giardino grande  e letti come in un ostello.

in realtà i miei figli hanno fatto scelte diverse, e la casa rimane in mano ai 3 gatti dell’oipa praticamente tutto il giorno, la signora delle pulizie viene sempre meno e mio marito passa 7 giorni su 7 in ufficio, e io mi ritrovo a pulire, rinfrescare, riscaldare  e pagare tasse e riparazioni per una casa che non usa nessuno

uno dei miei motti è che le cose devono servirci, non noi servire le cose e quindi, nonostante la ferma opposizione di figlia grande, ho messo in vendita la casa (o il maniero, come la chiama la mia futura-speriamo di no- consuocera)

l’agenzia immobiliare mi ha proposto una cifra che è la metà di quello che l’abbiamo pagata.

cominciamo bene

il mio sliding doors

tempo fa avevamo progettato di trasferire baracca e burattini, casa e azienda, da un’altra parte. Siamo andati spesso in quel posto per cercare casa, capannone industriale,  scuola per figlio piccolo, abbiamo fatto un corso di francese per tutta l’azienda.

poi è successa una cosa che ci ha fatto capire che forse non capivamo bene tutte le implicazioni della situazione

siamo in aeroporto per partire e ci dicono che ci sono ritardi… ci mollano li per parecchie ore, quando finalmente partiamo ed arriviamo nessuno scarica i bagagli. per fortuna stavolta siamo li ospiti di un forum internazionale e abbiamo il pulmino che ci riporta in albergo (dopo ore di attesa), perchè veniamo a sapere che i taxi non circolano, in città c’è il coprifuoco. attraversiamo la capitale, che di solito c’è caos di notte come di giorno, completamente deserta, carri armati agli angoli presidiati da uomini in mimetica armati che fermano il pulmino in continuazione

albergo da 5 stelle che ci porta finalmente la cena ( ma anche il pranzo…) a notte inoltrata

chiedo insistentemente a figlia grande di capire cosa sta succedendo, ma lei che è rimasta a casa mi dice che nessuno ne parla, nessuno dice niente. io sono allibita, sconcertata

eravamo a tunisi

per 5 giorni di soggiorno siamo controllati in continuazione, e abbiamo il coprifuoco alla sera. tutti, ma dico tutti, dal personale dell’albergo, ai negozianti, ai taxisti ci implorano, quando tornata a casa non dite niente per favore, se ci salta la stagione turistica per questo siamo morti

ci sono pochi posti dove mi sono sentita a casa come a bizerta, e chi mi conosce sa bene che l’africa è l’ultimo posto in cui vorrei vivere, ma non potevamo mettere in gioco tutto in un posto così instabile

ho guardato con ansia e dispiacere le immagini che arrivavano da tunisi, penso ai tunisini che sono persone splendide, che hanno una dignità che ce la sogniamo. poi vedo le immagini del parlamento, con i deputati che cantano l’inno e spero che per quello splendido paese ci sia un futuro migliore che il terrorismo

 

il club dell’utero (parte terza e ultima)

c’era da immaginarselo, il giorno dopo trasferiscono la più casinara, 6 stanze più in là. questo non le impedisce di venire in stanza nostra, spaparanzarsi sul letto con un vassoio di pasticcini (portati in reparto dal su bellissimo marito) e fare un dettagliato rapporto su tutto quello che accade in ospedale

” oggi hanno ricoverato una che deve essere operata anche lei all’utero, ma ha l’alzheimer e quindi si rifiuta i farsi operare….adesso le danno un blando sedativo, la figlia le dice che vanno a farsi un giro e poi zac…..la operano….quando si sveglia saranno cazzi…..invece avete sentito la telenovelas di quella una stanza più in là? lei ormai è avanti con la gravidanza, a quanto pare lui è sposato o comunque sta con un’altra e non glielo ha ancora detto e lei a ripetergli “cresci, cresci santiddio e cambia!!!!” ma non lo ha ancora capito che agli uomini puoi cambiargli solo i pannolini?volevo andare li a dirglielo, ragazza mia liberati di questo bambinone che adesso dovrai occuparti di quello che hai in pancia…….e avete visto la coppietta che è appena entrata? si comportano come quindicenni ma hanno quasi quarant’anni!!! baci bacetti e struciatine in attesa dell’operazione! ma prendetevi una stanza in albergo diommio!!! due ore in bagno sono rimasti…..che cavolo avranno fatto…..ma ha capito che dopo non può usarla per un bel pezzetto?? e basta baciarvi non siam mica nel set di bbbbiutiful!” 

dopo poche ore il microcosmo dell’ospedale crea amicizie e rapporti che legano tantissimo, la prima ad uscire viene accompagnata da tutte noi  come se fosse un capo di stato che lascia il paese, si volta e dice: “beh ragazze, grazie di tutto. è stato proprio divertente!”

oddio divertente mica troppo, ma dai si, adesso che sono qui a casa e faccio fatica a chiudere gli occhi davanti alla marea di cose da fare rimpiango l’ospedale che almeno venivo servita e riverita.

al momento di uscire la pazza scatenata dice, dammi il telefono che ti salvo il mio numero e quello delle altre, così quando possiamo uscire ce ne andiamo tutte in sciusceria (si, anche loro adesso lo chiamano così). Vedo che si salva il mio numero con Emily utero, e altrettanto fa con le altre.

“ma dai ahahahahha ma come hai salvato i nostri nomi????

così non facci confusione con altri nomi, e poi, noi non siamo il club dell’utero?

ussignuruzzo, ma si può non ridere?