Archivi categoria: vita da camper

se non fossi atea griderei al miracolo

mah, non so ancora dargli un nome, una definizione.
non ho ancora capito se devo esultare oppure preoccuparmi.
sono due lunedì che torniamo dal mare alle 13. pranzo in trattoria e poi a lavorare fino a tardi
cosa c’è di strano? che mai, dico mai in 37 anni che conosco mio marito ha usato u giorno di lavoro per stare in vacanza, mai
il contrario si, sempre, lavorare di sabato e domenica, feste del patrono e feste nazionali, pasqua e natale quello si, ma tornare nel pomeriggio di un giorno di lavoro….mai.
ho passato 15 anni al mare tutte le stati, e lui puntualmente arrivava sabato sera (incazzato nero), e ripartiva subito dopo pranzo della domenica.
se osavo chiedergli di fermarsi un po’ di più ruggiva che non ho il senso del dovere, che avere un’azienda non è una passeggiata, e che se volevo un’altra vita dovevo sposarmi un altro tipo d’uomo.
col tempo ho smesso anche di chiederglielo, anche perchè, se devo esser sincera, questo estraneo che arrivava e si lamentava di tutto e dormiva e basta non era un gran che divertente!
quindi non so ancora cosa pensare.
venerdi dopo pranzo è tornato per un’altra mezzora ma alle 15 è tornato, è salito in camper e siamo partiti, verso la croazia.
alle 7 stavamo facendo il bagno
è vero che adesso figlio piccolo è diventato molto autonomo, è vero che aveva programmato tutto, è vero che lavora 15 ore tutti i giorni, ma a me questa cosa lascia allucinata.
anche in ufficio sono tutti un po’ perplessi: non è che è malato, vero? mi ha chiesto uno dei più anziani operai che abbiamo
mah, non so cosa dire.
è una vita che predico che se si lavora il sabato e domenica bisogna poi recuperare anche di giorno lavorativo; è una vita che gli dico che deve riuscire a staccare prima di rimetterci la salute.
mah non so cosa pensare

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tregua

ho quasi paura a dirlo ma forse stasera riusciamo a partire io e Re Mida.
3 giorni pieni di mare…un sogno.
ogni minuto c’è un cambio di programma per problemi di lavoro e continuo a sentir dire: “ok lavoriamo anche sabato…”….io sospiro e aspetto gli eventi, sono così stanca di trovare soluzioni!
abbiamo preso troppe commesse, i clienti inveiscono e io passo metà del mio tempo ad inventare scuse ( a mentire francamente, secondo mio marito), e a ricordarmele pure, che non è facile.
abbiamo tutte le macchine occupate, facciamo già il secondo turno….mi sembra evidente che di più non si può fare, ma non è mai abbastanza.
entrare in ufficio è come entrare in arena: non mi sono ancora tolta gli occhiali da sole che vengo investita da una serie di problemi a cui devo trovare soluzione immediatamente, e ne sono esausta.
a casa non va meglio, martedi mi è scappato un gatto, il mio gatto, e passo le notti a cercarlo…..che angoscia saperlo in giro da solo
ma insomma sembra che si parta. io ho già caricato il frigo, 4 cose da vestire, sistemato gli animali, e sono pronta ad ogni evenienza, anche a partire stanotte verso mezzanotte, orario che vedo più probabile.
una sola cosa non ho fatto a tempo a fare: PASSARE IN BIBLIOTECA!
non devo pensarci altrimenti mi prende l’ansia di non aver niente da leggere; in fin dei conti l’unica cosa che chiedo a questi giorni è una tregua dal mondo, dai problemi, dalle ansie, dai dispiaceri…..ne sento un assoluto bisogno.
buona festa a tutti

aggiornamento delle 18.00
potevo starmene zitta….stanotte invece di partire mio marito (che è in piedi dalle 5) finirà di fare la produzione di una commessa e domattina all’alba si farà 300 km in camioncino perchè i camion non circolano. lo so che è puerile ma mi è venuto da piangere. a quanto pare non c’è tregua

i buoni propositi delle vacanze

in vacanza si ha il tempo di guardare con lucidità il proprio presente, e quello di mio marito è anche facile da leggere: l’estate assurda che ha fatto ( e noi con lui) con la lunga degenza in ospedale è frutto di un modo di vivere assurdo. Io dopo una settimana davo i numeri, non so come ha fatto ad andare avanti
durante tutto l’anno non ha mai staccato un attimo, tutti i fine settimana in azienda; spesso la sua giornata iniziava alle 5 con un trasporto da fare e finiva alle 10 di sera alla scrivania.
e poi ci si meraviglia che si sia ammalato….
così al lavoro ci siamo organizzati diversamente: per fortuna si è licenziata il suo braccio destro da 25 anni, una zecca che non decideva nulla ed è stata sostituita con una persona molto valida
ma per quanto riguarda le domeniche ci siamo detti: il camper c’è e va usato, dobbiamo fare lo “sforzo” di andar via tutte le domeniche
in un anno l’abbiamo usato solo per andare a casa di rose per capodanno….
beh, siamo tornati da 5 domeniche e siamo andati sempre via.Magari tardi, ma sempre partiti.
un paio di volte al mare, una in montagna, domenica scorsa a Modena, a passeggiare per le vie e visitare il museo di Ferrari
logico che i problemi non si risolvono andando via, ma almeno si recupera un po’ di lucidità per affrontarli
ho già organizzato tutto ottobre….sperando che duri questo stato di grazia….

in vacanza col titolare

in questi ultimi due mesi in cui la mia vita è completamente cambiata, una delle cose più piacevoli è che ora ho un contatto più diretto con i clienti.
prima ero chiusa nel mio ufficio e al massimo vedevo dati e cifre, ora parlo con tutti e con qualcuno si riesce anche a creare un legame simpatico
non tutti sanno che io sono la moglie del titolare e socia dell’azienda, e così ne sento di tutti i colori!
a tutti dico che non ci posso credere che oggi sia l’ultimo giorno, questi mesi sono stati così faticosi e complicati che non ne vedevo la fine, e invece anche quest’anno è arrivato il fatidico “ultimo giorno di scuola” e per due settimane spero di non mettere più piede in azienda, anche se so per esperienza che la prima settimana servirà a mio marito per rallentare, e quindi i primi giorni parlerà solo e unicamente di lavoro, ma pazienza.
e infatti quando mi dicono frasi del tipo: sarai felice di non vedere più il titolare per un bel po’, con ironia dico: magari! quest’anno ci vado pure in ferie….
figlia grande è persa nei boschi liguri, figlio piccolo ha finito di lavorare oggi a pranzo e non era così felice neanche quando è finita la scuola, sono scappata da casa che rimbombava di musica
non abbiamo ancora deciso dove andremo, per fortuna abbiamo il camper e decidere è un optional: io carico tutto, dalle infradito alle scarpe da montagna, e poi si parte
sperando di tornare belli carichi, che lasciamo aperta una rogna colossale e non capisco ancora che sviluppi ci saranno
un abbraccio a tutti!

c’è qualcosa che non mi torna

chi mi conosce da un po’ sa dei miei trascorsi bellicosi con figlio piccolo, e sanno anche che il peggio di noi l’abbiamo dato in vacanza (https://ilnonluogodiemily.wordpress.com/2012/08/31/al-posto-di-una-vacanza-ha-fatto-lantifurto/)

alcuni giorni fa io e mio marito stiamo parlando del ponte del 1° maggio, del fatto che io e figlia grande abbiamo prove alla mattina ma che nel primo pomeriggio, dopo aver fatto la spesa, si può partire in camper e andare al mare

“andate al mare domenica prossima?”

già è strano che si interessi a quel che facciamo noi, ormai i suoi fine settimana consistono nello sparire il venerdi dopo la scuola e ricomparire la domenica sera, ospite ormai fissa della ragazza. sono mesi che sua sorella non lo incrocia…

“perchè se andate al mare vorremo venire anche io e la mia ragazza….”

io e mio marito siamo senza parole. la nostra compagnia è mal tollerata durante la settimana, figurarsi in vacanza. e poi azzz, un pensiero mi attraversa la mente, queste sono le prime vacanze dopo tanto tempo, voglio rilassarmi e godermele, non ho voglia di innervosirmi anche al mare. così nicchio, comincio a dire che quando c’è di mezzo il papà non si sa mai come va a finire, che potrebbe essere brutto tempo, che non tutti sono capaci di adattarsi al camper e alla vita di campeggio…..ma mio marito sorride beato, sembra aver vinto al totocalcio

e così siamo partiti tutti il venerdi pomeriggio, lasciando a casa da sola figlia grande che doveva studiare. avevo una luna addosso…..ho pensato, alla prima discussione lo metto nel primo pulmann che torna a casa, alla prima rottura di palle…..e invece è andato tutto liscio….lui era molto rilassato, è stato tutto il giorno in piscina o al mare, hanno comprato una palla e li ho visti divertirsi molto. lei è stata molto carina e si è adattata subito

“domenica prossima andiamo a brussa, venite?”

caro marito, forse mi sono persa un passaggio, ma ero fermamente convinta che avevamo avviato il passaggio dove i figli, gradualmente, lentamente ma definitivamente se ne uscivano di casa e dalle nostre vacanze

non è che si ricomincia da capo, vero?

mi manca solo il sale grosso

ci conosciamo da una vita, da quando al mare in campeggio, abbiamo scoperto di avere tanti punti in comune (i figli della stessa età, i mariti imprenditori, il camper come mezzo di vacanza)

abbiamo fatto delle bellissime vacanze, ma quando loro sono arrivati a 5 figli le strade si sono divise, ma siamo rimasti in contatto

alcuni anni fa hanno venduto l’azienda; l’idea era di costruirci sopra degli appartamenti, ma hanno trovato montagne di difficoltà burocratiche e quando finalmente erano pronti gli appartamenti non si vendevano più

sono stati anni difficili, lui ha provato varie strade ma senza una laurea e con l’età che avanza, le possibilità diventavano sempre meno. e così la svolta, lui è partito per glasgow, ha trovato dopo poco lavoro e lei è rimasta per vendere la casa. c’è voluto un anno ma ai primi di quest’anno un camion ha caricato tutte le loro cose e si sono trasferiti li. dopo pochi giorni i piccoli erano a scuola e i grandi hanno trovato lavoro

“ma non ti manca l’italia? non ti disturba dover imparare una lingua, consuetudini….persino i pesi e le misure sono diverse! e la guida a destra!”

“l’unica cosa che mi manca è la frutta e la verdura dell’italia, e il sale grosso, qui c’è solo quello fine, l’avessimo fatto prima”

non so ma a me questa cosa mette una tristezza infinita

ci mancava solo la litigata (per fortuna siamo amici davvero)

sabato e domenica rose, suo marito e sua figlia hanno preso il camper e sono venuti da me. era una gita programmata da tempo, rimandata a luglio, ma finalmente siamo riusciti ad organizzarla.

il tempo è stato splendido, abbiamo fatto un bel giro nella grande città (e io sono sempre molto orgogliosa della mia città natia) e il giorno dopo invece giro al paesello (e qui mio marito si muoveva decisamente più a suo agio)

sono stata tanto felice. a volte ci si dimentica di quanto si sta bene quando si sta in compagnia di persone che stimi. suo marito mi ha anche insegnato a fare un caffè decente e sembra che ci siamo, forse ho capito come fare per non fare la solita cicoria

non ci siamo fatti mancare niente, neanche una bella azzuffatina tra me e mio marito; ero imbarazzata e avrei voluto sprofondare, ma almeno quando parlerò a rose dell’atteggiamento di re Mida di fronte alle cavolate del figlio, avrà ben presente la scena di sabato sera.

certo che sarebbe bello vivere più vicine