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abbiamo una lavanderia?

si ci sono, sono viva, spalmata sul divano e col cervello in acqua ma ci sono

non riesco a scrivere sul pc di casa, e così ho messo il blog in vacanza: la settimana scorsa avevo la visita di controllo, e convinta che mi avrebbe detto: carissima, può riprendere a correre come prima! mi ero caricata di impegni.

e invece la doccia fredda: i punti sono ancora freschi (quelli interni ovviamente) sono a rischio prolasso (brrrr) e quindi a riposo fino a FINE MARZO!!!!!!

FOLLIA

sono stata quasi tranquilla una settimana, ma oggi ho dovuto venire in ufficio, ci sono tante cose che premono e io mi sento tagliata fuori

che poi non è che a casa non ci sia da fare….e con la partenza di figlia grande la collaborazione degli uomini di casa è un po’ scarsetta

“marito mi porti su il secchio della roba da stendere?”

“quale secchio? quale roba da stendere?

“dai azzzz vai in lavanderia e prendila”

“abbiamo una lavanderia?

ecco, questo è il grado di aiuto di mio marito. e poi ci si chiede perchè mi arrangio da sola

aziende da incubo

mi piace guardare quei programmi americani dove ci sono situazioni lavorative in difficoltà (parrucchieri, ristoranti,bar). Arriva il super consulente e in una settimana l’azienda riparte alla grande. La cosa che mi meraviglia di più è che di solito vengono licenziati i capi, gli intoccabili, quelli su cui sembra poggiare l’azienda

tempo fa ho detto che a settembre abbiamo cominciato a collaborare con un consulente (che ormai io amo appassionatamente) e che una delle cose che ha cominciato a risistemare è l’organizzazione del lavoro, dandoci modo di scoprire nel giro di un mese che le persone meglio pagate in azienda (mi correggo, strapagate) sono quelle che fanno meno (l’80% del loro tempo non risulta essere impiegato)  creano malessere e problemi

bello è?

e così partono i cambiamenti, le aggiustatine, le responsabilità, i richiami (verbali) quando fanno finta di non capire

e ieri, dopo un gesto vile che non voglio nemmeno raccontare, hanno chiesto entrambi di essere licenziati, così si prendono la mobilità

io sono allucinata

uomini di 50 anni con famiglie a carico e moglie a casa, senza una laurea o un diploma, con stipendi da favola e contratto a tempo indeterminato, che preferiscono vivere di sussidi.

non riesco a farmene una ragione

noi che di vita ne abbiamo una sola e amiamo da sempre la stessa persona…..

“era settembre del 1979, era una domenica ed eravamo in campeggio in montagna. Un mio amico viene a chiamarmi in roulotte e mi dice che vuole farmi conoscere la sua morosa; io lo seguo e andiamo nella piazzola dove adesso c’è la roulotte della nonna: la zia era seduta sopra delle tavole che il nonno doveva usare per costruire il gabiotto e non voleva scendere, tanto per fargli un dispetto. Il nonno la sgridava ma si vedeva che si divertiva. l’ho guardata è ho pensato che era l’essere più bello mai visto. se chiudo gli occhi la rivedo, con i capelli sciolti al vento, una maglia a righe di tutti i colori e i jeans. Quando vede il mio amico salta giù dalle tavole e lo abbraccia, a me mi guarda un nanosecondo. non avrei mai pensato che un giorno l’avrei sposata, davvero, in quel momento mi sarebbe sembrato un sogno impossibile”

“e tu zia? te lo ricordi quel giorno?

“ehm…ricordo l’amico che era il mio moroso…..ma lo zio proprio no. Poi a natale si è messo con una mia amica e allora ho cominciato a guardarlo con occhi diversi…..si è vero sono tanti anni che siamo insieme ma guarda che ho sempre avuto tanti morosi quando stavo insieme allo zio….”

come uccidere il romanticismo di mia nipote

il tempo del dolore

sono stata presa in mezzo e io non lo sopporto: giudicare le vite degli altri mi riesce difficile perchè trovo assurdo usare la mia vita come mezzo di paragone….ognuno fa la propria strada, e paga il contro delle proprie scelte.

da una parte una carissima amica, rimasta vedova da un anno dopo aver accompagnato il marito in modo incredibile attraverso 6 dolorosissimi mesi di malattia, dall’altra un’altra amica, madre di famiglia con un matrimonio faticoso e pieno di solitudine

l’amica vedova, dopo un anno di fatica tremenda per rimettere in sesto la sua vita, diventata un macello da ogni punto di vista, è riuscita a venirne fuori: lavoro nuovo, persi 20 kg, mutuo per pagare tutti i debiti. e, dulcis in fundo, un nuovo uomo. dico uomo perchè non posso chiamare compagno uno che vedi qualche sera a settimana e ti diverti per un paio d’ore, non posso nemmeno chiamarlo nuovo amore, nuova storia….insomma lei lo definisce in modo più crudo e ci siamo capiti. Io sorrido e un po’ rosico ai suoi racconti, ma la cosa di fondo è che sono felice per lei, è scesa all’inferno e poi si è tirata fuori da sola, senza chiedere aiuto a nessuno e senza piangersi addosso.

eh già, ma l’altra amica non la pensa così e sono partite parole di troppo, commenti antipatici, addirittura una scenata davanti a un locale. l’amica pensa che sia troppo poco un anno di lutto, dovresti aspettare. la cosa è degenerata e adesso siamo passati agli insulti.

che situazione orrenda.

ma chi può stabilire il tempo del dolore? per quanto tempo bisogna vivere nel ricordo? io continuo ad essere chiamata in causa da entrambe “per farla ragionare“….io sono felice per lei perchè è tornata a ridere, temo che l’altra abbia il suo vissuto personale che la fa giudicare. sento che finirò per litigare con una delle due e non mi piace per niente

fai con comodo, tesoro!

forse qualcuno ricorderà le mie lacrime alla partenza di figlia grande per l’università.

le mie ansie, le mie malinconie, la mia gioia al suo ritorno, la mia tristezza alla partenza.

ahahahahah come cambiano le cose!

ovviamente mi manca, questo è ovvio, anche perchè è l’unica che mi da una mano, l’unica con cui scambiare due parole diverse da i problemi dell’azienda e i problemi di scuola (…….!), l’unica con cui fare due risate, l’unica in grado di rendermi la vita più facile.

ma, c’è un ma: da parecchio tempo dormire con Re Mida è diventato sempre più stressante: lui si agita, parla nel sonno, si sveglia di sopprassalto, sente voci strane, ha delle scosse elettriche che lo attraversano per tutto il corpo e ultimamente, rimane con gli occhi sbarrati nel buio. Io sento che è sveglio, accendo la luce e mi impressiono ehehehe

insomma, lui non dorme ma nemmeno io

e allora un po’ di tempo fa mi sono trasferita in camera della figlia…..ohhhhhhhh che meraviglia! posso leggere senza che nessuno sbuffi o si lamenti e quando sento il sonno arrivare, so che mi sveglierò da sola, 10 minuti prima della sveglia…mitico. Un sonno profondo, con tanti sogni, senza interruzioni. Nel bozzolo di quella camera non sento ne’ il marito ne’ il figlio che escono e wow, quando mi decido ad uscire in casa non c’è più nessuno. meraviglioso.

tutto questo dura 4 giorni a settimana, perchè il giovedi lei torna e ovviamente io sloggio: ma questa settimana è rimasta su la domenica e quindi ci ho sempre dormito io: fai con calma, amore, rimani su tranquilla! le ho detto la settimana scorsa. mentre suo padre migugnando ha detto: le ho dato troppi soldi per stare su, la prossima volta gliene do meno così è costretta a tornare a casa…..

la prossima volta che mi da della madre chioccia userò queste parole contro di lui!!

cominciamo bene…..

ieri mattina sveglia alle 4.40, figlio piccolo parte per il campo e vogliamo accompagnarlo in associazione. macchina carica, arriviamo per primi, poi arrivano gli altri, manca solo il pulmino….il presidente chiama e gli dice che è a bologna….Re Mida pensa che sia il caso di anticiparsi, fare 30 km e andare all’uscita dell’autostrada e si parte.

alle 6 non arriva nessuno…nemmeno alle 7….nemmeno alle 8….dopo telefonate concitate ci diamo appuntamento da un’altra parte. e sono arrivate le 9.

finalmente ci troviamo ma sorpresa! dentro al pulmino c’è una bionda in abiti diciamo succinti e il bagagliaio è strapieno: il presidente comincia ad agitarsi, lui ha prenotato per 8 persone e ora manca un posto e la roba dove la mettiamo???

insomma le cose si fanno concitate: ci vuole poco a capire che la signorina in questione si è pagata il passaggio in natura e il nostro autista, che arriva da roma e deve fare altri 1200 km non ha molte ore di riposo addosso e comunque i ragazzi dovrebbero andar via ammassati tra le cose. I genitori cominciano a rumoreggiare e il presidente decide di dividere il gruppo e di andare su lui col suo vecchissimo camper. figlio piccolo sale con lui e io tiro un sospiro di sollievo; questo autista rumeno sfatto mi ispira tutto fuorchè fiducia.

cominciamo a caricare ed è evidente che non ci staranno mai nemmeno i bagagli, si lavora per cercare di far posto a tutti.

re Mida comincia ad agitarsi, chiede di vedere l’assicurazione, secondo lui non li fanno nemmeno passare in frontiera perchè il pulmino è omologato per 9 e sono 10 (con la signorina che in tutto questo bailamme non scende dal sedile e il presidente continua a dire che quella li non la vuole con i suoi ragazzi ahahahah).

poi l’autista dice una cos che non doveva dire

“beh anche se porto solo 4 persone voi mi pagate intero”

“adesso ti mando al tuo paese con un calcio nel culo, dice mio marito e comincia a scaricare i bagagli. dice che li porta lui i ragazzi, ce ne stanno 4 in macchina sua e 4 nel camper e lui può finire di fare il festini che ha cominciato stanotte. quando capisco che i ragazzi sono fuori pericolo esplodo e vomito addosso a questo deficiente tutto quello che penso. gli altri genitori quando capiscono che ci penserà re Mida esplodono in una hola di ringraziamento, un padre ha gli occhi lucidi e confessa: davo i numeri se andavano via con questo idiota. ( e suo figlio ha 25 anni….)

insomma è andata così, il tempo di passare per casa prendersi un cambio e il passaporto e mio marito è partito per la romania: sono arrivati stanotte alle 3, praticamente era 23 ore che era sveglio. ha dormito 4 ore ed è ripartito…adesso aspettiamo il ritorno dell’eroe

cominciamo bene….

uomini sull’orlo di una crisi di nervi

da circa un paio d’anni Re Mida ha preso una bella abitudine: lui parte molto presto alla mattina, ma alle 8 circa torna a casa “per fare colazione“: caffè, pane tostato con marmellata, due chiacchiere veloci solo con me durante l’anno scolastico, adesso con i figli.

non mi sono resa conto che è diventata un’abitudine perchè non abbiamo deciso di fare così, semplicemente ha cominciato a tornare a casa e io ad aspettarlo.

figlio piccolo grugna perchè alla mattina vorrebbe silenzio e assenza di parenti in cucina, figlia grande è felicissima perchè alla mattina vorrebbe ciarle e parenti (li ho fatti io? con lo stesso padre???? mah)

l’altro giorno era in ritardo, io dovevo uscire e abbiamo fatto colazione senza di lui. quando abbiamo finito sentiamo l’auto arrivare

“ma insomma potevate aspettarmi!”

“e tu potevi avvisare che arrivavi in ritardo! comunque guarda che non mi sono dimenticata che esisti, ti avevo preparato da portarti la colazione in ufficio”

“ma che me ne frega della colazione??? io vengo qui per stare con voi, perchè fare colazione insieme vuol dire essere in vacanza e così mi illudo ogni mattina eheheheh”

oddio….quest’uomo sta perdendo la bussola, si fa ogni giorno 18 km in più solo per sentirsi in ferie per 5 minuti.

 

sono un mostro quando si tratta di mentire

sabato mattina, chiamo Amichetta sul cellulare e non risponde.
starà facendo le pulizie, penso, magari con l'aspirapolvere acceso non sente, la chiamo sul fisso

mi risponde il marito

"ah, ciao Emily…..cerchi mia moglie? strano, mi ha detto che usciva con te…."

azz, stra azzz, super azzzzz……Amichetta io ti voglio bene ma se devo coprirti almeno avvertimi!!!!!!

"si, certo….dovevamo uscire insieme per andare con quelli del nordic, ma io stanotte sono tornata tardisssmo, erano le 4 di mattina e le ho mandato un sms di non passare a prendermi, ero troppo in coma….forse non ha fatto a tempo ad avvisarti…."
"Si, si, certo…..l'importante è che torni felice, dovunque sia andata…..!"

ussignur, biascico altre due parole e chiudo la comunicazione.

Re Mida mi guarda sconcertato

"ma hai mentito!!!!!"
"e che cavolo dovevo fare???' non potevo smaronarla in questa maniera,…anche lei però, poteva avvisarmi….."
"ma…ma….già sono sconvolto che tu riesca a mentire così spudoratamente se presa di sorpresa, ma che tu ti presti a mentire anche su commissione…sono basito!"
"ascoltami…..marito mio adorato….i mariti assenti, menefreghisti e distratti hanno solo quello che si meritano quando le mogli gli mettono le corna"

……
il dialogo che ne è seguito non posso riportarlo perchè potrebbero esserci minori che leggono
Amichetta poi era a rifarsi le unghie e poi da sua madre: suo marito lo sapeva e mi ha messo alla prova, lo fa con tutte le sue amiche per vedere di che pasta siamo fatte.

un tipo così se le merita davvero le corna

i sassolini nelle scarpe

tempo fa Amichetta mi ha detto una cosa che mi è rimasta in giro per il cervello.

lei lo ha detto senza cattiveria, ormai ci conosciamo bene e so che mi stima anche perchè sono un'imprenditrice diversa da quelli che ha incontrato nella sua vita lavorativa

"però con la scusa di questa crisi voi imprenditori vi siete tolti un sacco di sassolini dalle scarpe!"
 
ovviamente si riferiva al massiccio ricorso alla cassa integrazione e ai licenziamenti di questi ultimi anni

vorrei dire un paio di cose su questo argomento

tutti vogliamo una società meritocratica, dove fa carriera solo chi sa e fa, ma in realtà tutti pensano anche che il lavoro "è un diritto" e quindi anche se non fai il tuo dovere il posto non te lo toglie nessuno.
leggevo l'altro giorno di un dipendente sorpreso a rubare parecchie volte in un comune è stato spostato di luogo di lavoro. di licenziarlo non se ne parla però, ci mancherebbe

bene, per quello che riguarda la mia azienda invece in questo ultimo anno c'è stato una vera apocalisse: due familiari, assunti ai tempi di noè e mai stati produttivi, anzi, sono stati licenziati, e recentemente, anche l'ultimo "cancro" è stato lasciato a casa.
persone che hanno rubato, imbrogliato, distrutto, danneggiato, insultato, mentito, minacciato e che finora nessuno aveva mai potuto toccare

poi arriva la crisi, prima li colpisce la cassa integrazione e ora il licenziamento

una montagna di soldi per lasciarli a casa ma la consapevolezza che questi sono gli ultimi che rubano

e la possibilità per me di cercare altro personale qualificato e meritevole, perchè sono le persone che fanno andare avanti le aziende, ma anche le affossano se sono tossiche come quelle che avevo prima

mi sono tolta i sassolini dalla scarpa? forse si, ma chi ha detto che devo camminare con i sassi nelle scarpe? e soprattutto, se ho i sassi nelle scarpe quanta strada faccio?
 

un padre esemplare

non riesco a non pensarci, in questi giorni

ogni volta che salgo in auto e la trovo bollente penso a quello che devono aver sofferto quei piccoli abbandonati in auto e mi si stringe il cuore. non riesco nemmeno a immaginare la  loro sofferenza, mi vengono le vertigini.

non riesco a capire come si fa a dimenticarsene, non ci riesco proprio

sarà perchè da quando sono nati i figli sono il mio pensiero principale, ma penso a loro costantemente, e anche ora che sono grandi e hanno ovviamente più spazio di movimento, io cerco di sapere sempre dove sono

le madri sono solidali con i mariti…distratti.

io mi domando se fosse successo a me: avrei detto le stesse cose?

mio marito è stato un padre assente e mancante per tutta l'infanzia dei suoi figli: ora guarda le foto e non riconosce nemmeno quale dei due è. Re Mida in quegli anni era un satellite che girava per conto suo nell'orbita famiglia: i pochissimo compiti operativi nei confronti nostri non erano mai portati a termine con la stessa solerzia e tenacia con cui lavora: per anni figlia grande doveva essere portata a casa dalla piscina alla sera il martedi e il venerdi. Per anni lui regolarmente tornava a casa e poi ripartiva per la piscina a prenderla…oramai le segretarie la conoscevano e tentavano di offrirle una cioccolata ( ma ho scoperto anni dopo che lei diceva sempre di no nonostante la fame perchè una delle prime volte che si andava in piscina gliela avevo negata….)

Re Mida ha dimenticato di andare a prendere figlia grande all'uscita di catechismo: lei era piccolina, ha attraversato la strada, ha suonato a un campanello e ha chiamato in azienda. Questa cosa gli viene ancora rinfacciata

insomma, questo per dire che se avessi un figlio piccolo non mi meraviglierei se se lo dimenticasse in auto, è inutile raccontarmi bugie.

comunque mio marito non si smentisce mai e quando stasera stavamo a parlare di questo e lui se ne esce con: "beh anche tu ti dimentichi sempre i fari accesi dell'auto"
"papà hai detto la stronzata numero 5739"

chissà se avrei avuto il coraggio di dire che mio marito era un padre esemplare