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sapere è come prendere un treno

alcuni anni fa, quando si è laureata figlia grande, mio marito ha coniato una delle sue celebri frasi

riferendosi al fatto che, quando studi qualcosa poi sei avvantaggiato, lui mi disse che si figurava la cultura, il sapere, la formazione, come prendere un autobus a un treno: la strada da percorrere è quella, ma se prendi un mezzo ci arrivi lo stesso ma prima e con meno fatica

io non sono così filosofa, ma ho sempre amato informarmi, capire attraverso le parole e i pensieri di altri: poi spesso mi sento dire che non ci sono tutte le risposte sui libri, ma secondo me …ce ne sono una buona parte

questo pensiero è valido per me, mio marito e mia figlia, ma come al solito figlio piccolo è un bastian contrario

secondo me ha relegato tutto questo nella casella “roba che non fa per me dove eccelle mia sorella” e quindi schifa, rifiuta e ostacola ogni mio tentativo di dargli delle competenze

da alcuni mesi si occupa di commerciale, e come avevo visto lungo io, è molto nelle sue corde

ma non ha nessuna formazione nella vendita e nel commerciale, figuriamoci di marketing; e se finora la sua “istruzione” passava per suo padre (macchine, materiali, prodotti ecc) adesso la sua formazione passa da me, visto che si rifiuta categoricamente di frequentare qualsiasi corso o seminario

e mi sembra di essere ritornata indietro agli anni terribili della scuola, e sinceramente ne avrei fatto a meno

certe stronze non cambiano mai

mia madre in questi anni si è costruita, soprattutto con i nipoti, la patina della tenera vecchina, e quando io racconto quanto è stata stronza con me e quanto mi ha rovinato la vita risulto sempre esagerata, rancorosa e antipatica

ehhhhh, ma le stronze non cambiano mai

giovedì scorso vengo a sapere che mia sorella più piccola, quella che abita a Bergamo, pur sapendo che la figlia più piccola, unica non vaccinata perchè nessuno aveva voglia di portarla a vaccinare, si era presa il covid, ha fatto andare lì mia madre

ne parlo con mia sorella di mezzo e scopro che mia madre era al corrente che in casa c’era la piccola col covid, ma ha pensato lo stesso di andarci, perchè, poveretta tua sorella, l’ho sentita andare nel panico

io sono allibita quando me lo raccontano

due anni che teniamo mia madre lontana da tutto e tutti per fare in modo che non si contagi, e mia sorella la fa scendere in trincea

io sono allibita, ma l’altra sorella è inferocita; le abita vicino e se mia madre si ammala il problema diventa suo, e quindi , quando mia madre ci risponde che lei ha 80 anni e fa un po’ come cazzo le pare, mia sorella le risponde che se ne assume anche le conseguenze, allora

io la chiamo e le dico che sono state irresponsabili e incoscienti, e speriamo bene che non si è presa nulla, perchè altrimenti sono da prendere a ceffoni tutte e due

ma mia madre ha sempre avuto un debole per mia sorella più piccola, che tanto piccola non è visto che ha 50 anni suonati anche lei, e se le osi dire qualcosa salta su come una vipera

oggi mi ha spedito un messaggio al vetriolo, con tanta di quella cattiveria che per un attimo mi sono spaventata; poi ho girato il messaggio sulla chat di famiglia e ho detto: questa è la nonna che conosco io

certe stronze non cambiano mai

reset completo (madre santa che fatica!)

ritorno sotto la neve al paesello; dopo 15 giorni di Sicilia a 26° rimettersi il pile e i calzettoni pesanti è stato un trauma non da poco

la partenza è stata delirante come mi aspettavo; ad un certo punto mio marito ha detto la magica frase di ogni partenza che segna la fine dei giri dentro e fori dalla casa al camper: basta, adesso si parte. Quello che manca lo compriamo….

ci abbiamo messo una vita ad arrivare, perchè l’età avanza e che ne dica mio marito le tirate dove guida per 1200 km sono finite, un po’ perchè avevamo i cani da “far sgambare” (cioè da far uscire in aiuole puzzolenti e sporche dell’autostrada, con pioggia e vento…), insomma finalmente siamo arrivati in sicilia sotto un sole meraviglioso

ci siamo incontrati in un’area sosta ai giardini naxos con degli amici che non conoscevamo molto bene e sono sicura, ora che li conosco, che anche loro erano perplessi di questa combinazione: ci siamo conosciuti come amici comuni di una persona che col tempo, si è rivelata infantile e stupida, quindi le premesse non erano un gran chè

se poi ci si aggiunge che dopo un giorno dall’arrivo questo comune “amico” lo abbiamo trovato all’area di sosta (ma non aveva sbandierato su facebook che andava a napoli????)…. insomma, come partenza non è stato un granchè!!!!

ma poi abbiamo preso il ritmo: sosta in aree vicino alla spiaggia, passeggiata di mattina (in maniche corte!!!!) con i cani, poi li mettevamo in camper e via con lo scooter a visitare

mio marito, quello che mi prendeva in giro perchè usavo il baby control per i figli appena nati, ha comprato una telecamera per vedere i cani in camper….!!!! comunque l’unica cosa che vedeva erano loro due che se la dormivano

cibo buono, sole, mare, amici, chiese, musei, monasteri, viette, palazzi, vino, dolci…un mix meraviglioso queste vacanze; sono riuscita a vedere anche alcuni amici siciliani che non vedevo da un paio d’anni e persino le volontarie a Matera che 5 mesi fa mi hanno dato i cani: loro le hanno riconosciute e sono state lacrime da parte di tutti

orari di sveglia, sonno, pranzi e cene completamente sballati, abbiamo smesso di parlare di lavoro e abbiamo ricominciato a parlare di sogni e futuro

la tragedia è stata lunedi…mi sono seduta davanti al pc e mi sono detta: ma che devo fare oggi???

ussignur, durissima rientrare nei ranghi dopo un reset completo

dai che ce la facciamo

anche per quest’anno abbiamo dato: sono in ufficio a fare le ultime cose ( mi sono tenuta il cappotto come a dire “sto qui solo due minuti e sono già passate due ore….”) poi esco a fare un po’ di spesa, a comprare il regalo a mio marito e alla fidanzata di mio figlio, passo in colonia felina che è il mio turno, e filo a casa a prepararmi per la cena sociale; quest’anno pensavamo di non farla, ma i dipendenti ci hanno fatto sapere che loro almeno una pizza se la sarebbero fatti comunque, e allora ho organizzato velocemente l’ennesima cena del periodo

domani devo sistemare casa, soprattutto la camera di mia figlia, diventata la discarica di vestiti di tutti e il bagno che divide con suo fratello, fonte di discordie da quando sono piccoli; poi devo fare il pasticcio per la cena di natale, dopo aver passato 3 giorni a fare il ragù e nel frattempo devo caricare il camper, che per ora è pieno di sacchetti buttati a casaccio ovunque, come se ci fosse esplosa una bomba

solo i miei 27 libri delle vacanze sono ben riposti da giorni, comincio sempre dalle cose importanti…

venerdi sera cena con la mia famiglia, sabato mattina colazione con i ragazzi e forse, io non sarei tanto del’idea perchè i parenti di mio marito sono tutti no vax, salto a salutare la perfida suocera…. e poi finalmente salirò in camper, dopo aver fatto sistemare i cani in camper e via, verso la sicilia, prima che Zaia ci ripensi e ci chiuda dentro al veneto

so già che quando chiuderò la portiera il mio cuore farà un pofff, e saranno tutte le fatiche di quest’anno che prenderanno il largo.

ma chi non ha un camper come fa?

buone feste a tutti, ci ritroviamo qui a gennaio

l’ho già detto che siamo al delirio?

stamattina parte un camion carico di materiale da portare inunbucoinc*loalmondo; ho faticato a trovare questo trasporto, a trovarlo al prezzo che voleva il cliente, con la consegna che andava bene al ricevente e con la produzione che andava bene a mio marito; un gioco di equilibri che non si immagina

all’ora di pranzo mi chiama il trasportatore che il suo autista, arrivato a scaricare “si accorge” che ha il tampone scaduto, e vuole che qualcuno dell’azienda venga fuori, prenda il suo camion, entri in azienda e scarichi il camion

io all’inizio credo di non aver capito: cioè tu sai che per lavorare ti serve il tampone, ma parti per una consegna senza e pretendi pure che gli altri facciano qualcosa di illegale.

gli dico di cercarsi una farmacia, lui risponde che “sti stronzi” non hanno un minimo di elasticità e non capiscono che è un’emergenza e non glielo fanno senza prenotazione

io ribadisco che un’emergenza è che domani mi sposo e forse sono positivo e lo devo sapere subito, ma che devo andare a lavorare e mi serve il tampone è normale, quindi, se dopo aver preso la laurea in immunologia su facebook decido di non farmi il vaccino, e non faccio il tampone, questa è cialtroneria, non un’emergenza

insomma, la discussione è andata avanti un pezzo, con mio marito che urla di non chiamare il cliente per cercare una soluzione che ci facciamo una figura da deficienti, e il trasportatore che mi minaccia di riportare indietro il carico

bel lunedì, cominciamo bene

il ritmo del Natale

è iniziato Dicembre e io come ogni anno mi sorprendo a fare luuuuunghi respiri, in continuazione

tutto intorno parla di gioia e felicità, di copertine sulle gambe, la meraviglia di ritrovarsi a tavola, i regali da scambiarsi; quello che vedo io è una lunga corsa ad ostacoli fino al 24, quando finalmente ci sarà il cenone a casa di mia mamma o di mia sorella. Avevo proposto casa mia, dove ho una sala grande come tutta la casa di mia madre, ma mi è stato risposto che nessuno ha voglia di fare i 30 km per andare e tornare; nessuno si è posto il problema che i km li devo fare io i miei figli con i rispettivi morosi, ma sinceramente la cosa non mi disturba, preferisco di gran lunga andare da loro, salutare a mezzanotte, aspettare la mattina del 25, abbracciare i miei figli e mettere in moto il camper, destinazione Sicilia

ma prima delle vacanze ci saranno queste due settimane che vedo nel calendario e che mi angosciano come poco: trasporti che non si trovano, materia prima che non arriva, clienti impazziti per le consegne, animali da sistemare, casa da pulire, camper da preparare, visite mediche da fare, cene sociali e di amici, conti da saldare, soldi che non bastano mai, problemi da risolvere (siamo senza riscaldamento sia in casa che in azienda, tanto per dire) che renderanno frenetiche e assurde queste due settimane

è come il suono del tamburo, che comincia con un ritmo e man mano che si avvicina Natale batte sempre più forte fino a diventare un ritmo impazzito, che spazza via tutta la magia e la voglia di fare le cose bene: l’importante è solo di sopravvivere a queste due settimane, per respirare poi durante le vacanze

e ogni anno è peggio, sembra impossibile

chi mi nomina di nuovo la magia del natale si becca un cartone in faccia

la realtà è più orrenda di qualsiasi film

mi hanno chiesto per mail che è successo a questi poveri mici, e io, che penso sempre di aver visto tutto, stavolta sono rimasta talmente allucinata che ho evitato di parlarne

in pratica la stallante non si faceva trovare, e mandava messaggi sconclusionati di ricoveri ospedalieri e incidenti a gò gò, per cui io e un’altra volontaria i siamo decise a rifare i 50 km e riprovare ad andare a vedere: da lontano riconosciamo l’auto e con una manovra un po’ rocambolesca le chiudo l’auto senza possibilità di fuga.

sono loro due in auto: lui è chiaramente un tossico, scarpe rotte senza calzini, maglione bucato, naso che cola…io ho orrore dei tossici, la mia adolescenza a Padova me li fa schifare senza pietà; lei faccia da tr*ia, stralunata: io penso con orrore che abbiamo affidato 4 mici a questi due sballati…

senza tante cerimonie le dico di darci l’unico gatto superstite; gli altri, dice lei, sono scappati e sicuramente li ha presi la vicina perchè è un tipo poco raccomandabile; lui si avvia a prenderlo col mio trasportino e ci consegna un fagottino di pelo minuscolo, immerso nella sua urina, terrorizzato

la mia amica chiede di vedere l’appartamento; io non sono per niente convinta, vorrei solo andare lontana da questi due ma lei insite e ci porta dentro un appartamento al buio, senza corrente e senza riscaldamento: ha la finestra del bagno spalancata (ma che senso ha lasciarla aperta se sei già al freddo?) da dove spunta un rotweiller idrofobo che abbaia furioso. Il ragazzo mi dice che avrà fame, sai, dovrebbe mangiare un kg di carne al giorno.

E voi gliela date?

Non sempre, allora si arrangia con quello che trova.

ad esempio che cosa?

ad esempio i gatti che ci scappano dallo stallo, oppure il coniglio che tenevamo per l’associazione, ihihihih

e ghigna lo stronzo

ma scusa se tenete le finestre aperte è logico che i gatti scappano

così lui mangia, mi risponde serafico

mi viene da vomitare, voglio solo scappare da quella casa prima possibile

il cucciolo poi sarà talmente debilitato che dovremo fargli le flebo e ricostituenti

ma questi continueranno a prendere i gatti dalle cucciolate casalinghe, da quelli che li affidano sui giornali perchè le volontarie sono troppo rompiballe

e io mi chiedo che mondo di psicopatici c’è li fuori

la pazza vita delle volontarie

questa estate una del nostro gruppo di volontarie ha scovato un’anima pia, a 50 km da noi, che si è resa disponibile a fare la balia; il che significa che la ragazza si assume l’impegno di allattare ogni 3 ore col biberon micetti troppo piccoli per essere svezzati. Un lavoro infame, sfiancante, se sono più di uno, praticamente vai a ritmo continuo, notte e giorno

è andato tutto bene finchè non le è morto un cucciolo, e ha richiesto 50 € per la corsa in clinica; niente fattura, ne’ scontrino….mmmmm io non ci ho visto chiaro ma il resto del gruppo ha deciso di dargliele

pochi giorni dopo le portano altri 4 gatti; sono selvatici e hanno bisogno di qualcuno che si occupi di loro fino a che non diventano domestici; però nonostante le richieste di foto e di notizie, la ragazza tace, diventa sempre più evasiva e allora giustamente decidiamo di andarci a prendere i mici, per portarli in stallo da me

stiamo per partire e lei ci manda un messaggio che è stata ricoverata in ospedale, bisogna rimandare di una settimana

molto sospetto, ma decidiamo di aspettare

ieri sera siamo organizzate per andare a riprendere questi mici, e lei manda un messaggio rimandando di nuovo l’incontro adducendo scuse campate per aria….allora ci incavoliamo e facciamo questi 50 km per andare da lei: se è a casa mi attacco al campanello finchè non mi apre e se non c’è aspettiamo fuori in auto finchè non arriva, dice una volontaria

arriviamo e a casa non c’è nessuno, e allora ci piazziamo nella tromba delle scale ad aspettarla

le congetture sono al massimo: probabilmente le sono scappati, li ha uccisi, li ha venduti a qualche demente, si è separata dal compagno (un tossico, sembra) e l’ha sbattuta fuori di casa, il cane li ha fatti fuori….le ipotesi non lasciano pensare nulla di buono, perchè la logica vuole che se hai anche problemi di salute prima ci riprendiamo questi gatti e meglio è anche per te

insomma aspettiamo un paio d’ore e niente, non si vede nessuno, le mandiamo decine di messaggi e di tentativi di chiamata, ma niente. Decidiamo di tornare

sto guidando e una si mette a gridare:

là! quella prostituta sul marciapiede! è lei! torna indietro

ragazze non diciamo stupidaggini

no Emily è lei torna indietro!

va beh mi sembra una cosa da pazzi…

si ma passa piano…da qui non si vede niente, ripassa!

ecco si ripassa ma ancora più lenta…

nooooo si è fermato un cliente!

brutto porco torna da tua moglie!

ragazze è l’auto aziendale, se mi segnalano la macchina come glielo spiego a mio marito che stavo facendo il putantour?

io le scatto una foto, per me è lei

ma siete pazze? niente foto

però sarebbe una spiegazione per il fatto che non c’è mai….proviamo in tangenziale?

voi siete pazze, torniamo a casa e prendo anche l’autostrada che faccio prima

a me l’autostrada fa dormire

beh ti teniamo sveglia noi

ecco adesso entriamo, ho il telepass

ehi tutto bene li dietro?

Emily sta già dormendo, appena ha sentito il bip del telepass

ma la domanda è rimasta: che fine hanno fatto questi gatti?

cara compagnia teatrale, game over

avrei dovuto capirlo fin dall’inizio: io che imparo subito tutti i nomi di una tavolata, di un corso, di un gruppo, quando andavo a prove di teatro non riuscivo a memorizzare nessuno del gruppo; molto strano

io non ho problemi ad inserirmi in nessun posto; mio marito, persona schiva e riservata, rimane sempre allibito dal grado di confidenza che raggiungo con clienti, fornitori, impiegati di ufficio, nostri dipendenti, e con chiunque abbia a che fare per più di 5 minuti, io mi trovo sempre a mio agio e mi piace tanto conoscerli, sapere qualcosa di loro, entrare in confidenza

è rimasta famosa quella volta che avevamo una squadra di persone, un regista, un fotografo e un aiuto per fare delle foto e riprese sulle realizzazioni dell’azienda: la mattina è andato mio marito, al pomeriggio io. Alla sera parlavo di queste persone come se ci conoscessimo da sempre, mio marito non sapeva nemmeno il nome

invece nel gruppo di teatro, in cui mi sono inserita nell’ottobre del 2019, non mi sono mai sentita a mio agio: loro hanno messo in piedi alcune commedie e si conoscono bene, ma c’è la presenza tossica del capo, che non mi è mai piaciuto e credo che la cosa sia reciproca

un mese fa ho scoperto che vanno in scena senza suggeritore; la cosa mi ha lasciato perplessa e atterrita allo stesso tempo, ma loro mi dicono che il vero attore si vede da come improvvisa in scena….io odio quando in scena non ti danno la battuta giusta, mi manda in confusione dover improvvisare, sopratutto le prime volte che si porta in scena una commedia

e poi i continui confronti con la signora che faceva la mia parte prima di me: ho capito, è bravissima, ma ora ci sono io la vogliamo fare finita di dirmelo?

e poi la miccia: fin da subito ho dato la mia disponibilità massima ma avevo escluso la possibilità di essere a casa per le vacanze di Natale. Il capo invece mi dice che faremo prove anche durante il Natale, che se ci rinuncia lui lo posso fare anche io; ne è seguita una discussione piuttosto accesa sull’impegno e sono tornata a casa determinata più che mai ad andarmene, ma consapevole del fatto che non potevo abbandonare il gruppo a meno di due mesi e mezzo dal debutto

ma la volta dopo, durante la prova, il capo mi dice che non sono credibile nella mia parte (faccio la parte di una madre e mia “figlia” è più vecchia di me…) e che se la parte la faccio io ci facciamo ridere dietro: lo spiritello che è in me stava per partire con una risposta pungente e poi ho capito, mi stava buttando fuori, c’era un’altra signora che si prendeva la briga di fare la mia parte.

mi è spuntato un sorrisino che non sono riuscita a reprimere e ho preso le mie cose per andarmene: “se vuoi c’è una piccola parte da fare” mi ha detto il capo, “non ci penso proprio” gli ho detto prima di uscire

a volte cerco di capire se una cosa è giusta o sbagliata facendo mille ragionamenti, ma se la prima sensazione quando sono uscita dal locale delle prove è stata di sollievo, credo di aver fatto bene

non riesco più a far finta di nulla

venerdì sera, partenza col camper per il Friuli: abbiamo appuntamento a Spilimbergo con una coppia d’amici per un lungo fine settimana di chiacchiere, passeggiate, burraco e spritz

ho il frigo pieno ma quando mio marito, appena fuori dal paesello, si accorge che c’è il camion dei “panini onti” (un tipico panino veneto con salsiccia, peperoni cipolla e salse varie) torna indietro per cenare

scendo io, come al solito, e davanti al camioncino c’è un gattino bianco che sta letteralmente divorando un hamburgher; il cuoco mi dice che glielo ha ordinato e lui lo ha servito…!!!! poi mi dice che lo trova sempre lì, e lo sfama, ma ha sempre una fame del diavolo.

mi avvicino e si fa accarezzare, è dolcissimo, tutto bianco con una spruzzatina sulla testa di nero.

ragiono velocemente: stiamo partendo per le ferie, prenderlo per portarlo a casa è impossibile: in camper ho i due cani, non ho un trasportino con me e dopo che sono via chi se ne occupa?

risalgo in camper con i miei panini, ma appena ripartiti avverto il gruppo di volontarie: molte sono via per la festa, altre impegnate, ma una, fuori a cena, mi dice che appena finito va a vedere se lo trova

dopo un po’ di ore arriva il messaggio: gattino recuperato, è una femmina, ha la pancia che scoppia speriamo siano vermi e non cuccioli….è dolcissima, domattina la svermino e la spulcio, poi le troviamo una casa

sapere che per questa gattina quella sera la vita è cambiata mi riempie di soddisfazione; lo so benissimo, mio marito me lo ripete ogni volta, che per ogni vita che salvi ce ne sono migliaia che non ce la fanno, ma allora che si dovrebbe fare? per questa micetta fa la differenza, e tanto mi basta