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mamma ho una sorpresa per te

siamo fuori per una bellissima gita che racconterò fra qualche giorno, e mi arriva questo messaggio da mio figlio: oggi ho preso una sorpresa per quando tornate

mi si gela il sangue nelle vene: guardo mio marito con gli occhi sbarrati e ci domandiamo cosa può essere

un’altra piscina enorme che stazionerà piena d’acqua per un anno e mezzo trasformandosi in stagno?

un altro braciere innovativo (secondo mio figlio) che capeggia ancora sotto il portico, due metri per uno di caminetto “portatile”?

qualche animale strano, tipo serpenti o ragni?

ha smontato il letto e si è trasferito in qualche altra stanza della casa?

insomma, siamo molto preoccupati

poi finalmente arriviamo a casa e chiediamo con cautela: che sorpresa c’è?

avevo comprato una colomba buonissima da mangiare insieme

azzz che genitori demmmmmerda

bisogna festeggiare!

una caratteristica della mia famiglia è che ogni occasione è buona per festeggiare; un compleanno, un anniversario, un voto, un lavoro preso, un lavoro finito, qualsiasi cosa, mia madre diceva sempre la fatidica frase: bisogna festeggiare!

una caratteristica della famiglia di mio marito è che nessuna occasione è buona per festeggiare; non un compleanno, esame o lavoro andato bene, niente.

così in famiglia nostra abbiamo sempre oscillato su questi due atteggiamenti: io che festeggerei ovunque e qualsiasi cosa (bisogna ringraziare il fato, gli dei, il destino che questa cosa è andata bene, altrimenti le cose vanno male….!!) e mio marito che, forte del suo pessimismo cosmico che a Leopardi gli fa un baffo, non festeggia mai nulla perchè è come sfidare la vita, (ecco vedi vita come sono felice? )

ma da quando figlio piccolo ha cominciato ad occuparsi di commerciale i risultati sono stati un crescendo di preventivi, che poi sono diventati ordini: io ho detto, il primo euro fatturato si va a festeggiare, ma avendo a che fare con mio marito e mio figlio questi euro sono diventati molti ma non si parlava di festeggiare

allora ho chiamato i rinforzi, mia figlia e la ragazza del figlio, ci siamo organizzate e siamo usciti al “susciaro” venerdi sera; figlio piccolo visibilmente felice di essere festeggiato, anche se il suo essere schivo non gli permette mai di rilassarsi in queste situazioni

“un bel brindisi a te che tra poco ci manterrai tutti e io e papà ce ne potremo andar via in camper per il resto della vita”

oddio, sono diventata mia suocera

non credo ci siano altri finali

chi mi conosce sa che sono appassionata di storia, e che per oltre 40 anni ho letto praticamente tutto quello che riguardava la seconda guerra mondiale. Mi ha sempre lasciato interdetta l’atteggiamento del resto del mondo quando Hitler ha cominciato la sua aggressione nei confronti degli stati limitrofi; le altre potenze parlamentano, chiedono tregue, discutono, prendono tempo, e nel frattempo lui si mangia una nazione dietro l’altra.

quando Putin ha cominciato la sua guerra e il resto del mondo ha cominciato con la diplomazia, le marce, i digiuni, le preghiere, gli appelli, le richieste di tregua, i corridoi umanitari, le sanzioni economiche, gli aiuti alla popolazione, ho pensato la stessa cosa: non servirà a nulla, lui continuerà a fare quello che ha deciso, lo fermerà solo una forza violenta pari alla sua. Il problema è che stavolta non si parla di bombe, carri armati e aerei, ma di atomica e non c’è un posto dove si può scappare

con questo pensiero che attorciglia lo stomaco mi alzo ogni mattina e faccio quello che ho sempre fatto, litigo con i fornitori che mi alzano il costo delle materie prime di ordini fatti 15 giorni fa, mi arrabbio con i trasportatori che hanno raddoppiato i costi dei trasporti, faccio da cuscinetto tra figlio piccolo che porta a casa ordini come se non ci fosse un domani e mio marito che frena tutto, chiede tempo e va in confusione per tutto.

nel frattempo mi preparo ad accogliere un carico di gatti dall’ucraina; la gente è scappata con gli animali ma molti li hanno abbandonati dentro ai trasportini e i volontari li raccolgono ovunque; allora abbiamo organizzato un bilico di materiale per i rifugi che non abbandonano gli animali e ce ne portiamo via un po’: una goccia in mezzo al mare, non credo che cambierà le cose, ma almeno mi sento più utile piuttosto di fare digiuni, pregare e manifestare

sapere è come prendere un treno

alcuni anni fa, quando si è laureata figlia grande, mio marito ha coniato una delle sue celebri frasi

riferendosi al fatto che, quando studi qualcosa poi sei avvantaggiato, lui mi disse che si figurava la cultura, il sapere, la formazione, come prendere un autobus a un treno: la strada da percorrere è quella, ma se prendi un mezzo ci arrivi lo stesso ma prima e con meno fatica

io non sono così filosofa, ma ho sempre amato informarmi, capire attraverso le parole e i pensieri di altri: poi spesso mi sento dire che non ci sono tutte le risposte sui libri, ma secondo me …ce ne sono una buona parte

questo pensiero è valido per me, mio marito e mia figlia, ma come al solito figlio piccolo è un bastian contrario

secondo me ha relegato tutto questo nella casella “roba che non fa per me dove eccelle mia sorella” e quindi schifa, rifiuta e ostacola ogni mio tentativo di dargli delle competenze

da alcuni mesi si occupa di commerciale, e come avevo visto lungo io, è molto nelle sue corde

ma non ha nessuna formazione nella vendita e nel commerciale, figuriamoci di marketing; e se finora la sua “istruzione” passava per suo padre (macchine, materiali, prodotti ecc) adesso la sua formazione passa da me, visto che si rifiuta categoricamente di frequentare qualsiasi corso o seminario

e mi sembra di essere ritornata indietro agli anni terribili della scuola, e sinceramente ne avrei fatto a meno

certe stronze non cambiano mai

mia madre in questi anni si è costruita, soprattutto con i nipoti, la patina della tenera vecchina, e quando io racconto quanto è stata stronza con me e quanto mi ha rovinato la vita risulto sempre esagerata, rancorosa e antipatica

ehhhhh, ma le stronze non cambiano mai

giovedì scorso vengo a sapere che mia sorella più piccola, quella che abita a Bergamo, pur sapendo che la figlia più piccola, unica non vaccinata perchè nessuno aveva voglia di portarla a vaccinare, si era presa il covid, ha fatto andare lì mia madre

ne parlo con mia sorella di mezzo e scopro che mia madre era al corrente che in casa c’era la piccola col covid, ma ha pensato lo stesso di andarci, perchè, poveretta tua sorella, l’ho sentita andare nel panico

io sono allibita quando me lo raccontano

due anni che teniamo mia madre lontana da tutto e tutti per fare in modo che non si contagi, e mia sorella la fa scendere in trincea

io sono allibita, ma l’altra sorella è inferocita; le abita vicino e se mia madre si ammala il problema diventa suo, e quindi , quando mia madre ci risponde che lei ha 80 anni e fa un po’ come cazzo le pare, mia sorella le risponde che se ne assume anche le conseguenze, allora

io la chiamo e le dico che sono state irresponsabili e incoscienti, e speriamo bene che non si è presa nulla, perchè altrimenti sono da prendere a ceffoni tutte e due

ma mia madre ha sempre avuto un debole per mia sorella più piccola, che tanto piccola non è visto che ha 50 anni suonati anche lei, e se le osi dire qualcosa salta su come una vipera

oggi mi ha spedito un messaggio al vetriolo, con tanta di quella cattiveria che per un attimo mi sono spaventata; poi ho girato il messaggio sulla chat di famiglia e ho detto: questa è la nonna che conosco io

certe stronze non cambiano mai

reset completo (madre santa che fatica!)

ritorno sotto la neve al paesello; dopo 15 giorni di Sicilia a 26° rimettersi il pile e i calzettoni pesanti è stato un trauma non da poco

la partenza è stata delirante come mi aspettavo; ad un certo punto mio marito ha detto la magica frase di ogni partenza che segna la fine dei giri dentro e fori dalla casa al camper: basta, adesso si parte. Quello che manca lo compriamo….

ci abbiamo messo una vita ad arrivare, perchè l’età avanza e che ne dica mio marito le tirate dove guida per 1200 km sono finite, un po’ perchè avevamo i cani da “far sgambare” (cioè da far uscire in aiuole puzzolenti e sporche dell’autostrada, con pioggia e vento…), insomma finalmente siamo arrivati in sicilia sotto un sole meraviglioso

ci siamo incontrati in un’area sosta ai giardini naxos con degli amici che non conoscevamo molto bene e sono sicura, ora che li conosco, che anche loro erano perplessi di questa combinazione: ci siamo conosciuti come amici comuni di una persona che col tempo, si è rivelata infantile e stupida, quindi le premesse non erano un gran chè

se poi ci si aggiunge che dopo un giorno dall’arrivo questo comune “amico” lo abbiamo trovato all’area di sosta (ma non aveva sbandierato su facebook che andava a napoli????)…. insomma, come partenza non è stato un granchè!!!!

ma poi abbiamo preso il ritmo: sosta in aree vicino alla spiaggia, passeggiata di mattina (in maniche corte!!!!) con i cani, poi li mettevamo in camper e via con lo scooter a visitare

mio marito, quello che mi prendeva in giro perchè usavo il baby control per i figli appena nati, ha comprato una telecamera per vedere i cani in camper….!!!! comunque l’unica cosa che vedeva erano loro due che se la dormivano

cibo buono, sole, mare, amici, chiese, musei, monasteri, viette, palazzi, vino, dolci…un mix meraviglioso queste vacanze; sono riuscita a vedere anche alcuni amici siciliani che non vedevo da un paio d’anni e persino le volontarie a Matera che 5 mesi fa mi hanno dato i cani: loro le hanno riconosciute e sono state lacrime da parte di tutti

orari di sveglia, sonno, pranzi e cene completamente sballati, abbiamo smesso di parlare di lavoro e abbiamo ricominciato a parlare di sogni e futuro

la tragedia è stata lunedi…mi sono seduta davanti al pc e mi sono detta: ma che devo fare oggi???

ussignur, durissima rientrare nei ranghi dopo un reset completo

dai che ce la facciamo

anche per quest’anno abbiamo dato: sono in ufficio a fare le ultime cose ( mi sono tenuta il cappotto come a dire “sto qui solo due minuti e sono già passate due ore….”) poi esco a fare un po’ di spesa, a comprare il regalo a mio marito e alla fidanzata di mio figlio, passo in colonia felina che è il mio turno, e filo a casa a prepararmi per la cena sociale; quest’anno pensavamo di non farla, ma i dipendenti ci hanno fatto sapere che loro almeno una pizza se la sarebbero fatti comunque, e allora ho organizzato velocemente l’ennesima cena del periodo

domani devo sistemare casa, soprattutto la camera di mia figlia, diventata la discarica di vestiti di tutti e il bagno che divide con suo fratello, fonte di discordie da quando sono piccoli; poi devo fare il pasticcio per la cena di natale, dopo aver passato 3 giorni a fare il ragù e nel frattempo devo caricare il camper, che per ora è pieno di sacchetti buttati a casaccio ovunque, come se ci fosse esplosa una bomba

solo i miei 27 libri delle vacanze sono ben riposti da giorni, comincio sempre dalle cose importanti…

venerdi sera cena con la mia famiglia, sabato mattina colazione con i ragazzi e forse, io non sarei tanto del’idea perchè i parenti di mio marito sono tutti no vax, salto a salutare la perfida suocera…. e poi finalmente salirò in camper, dopo aver fatto sistemare i cani in camper e via, verso la sicilia, prima che Zaia ci ripensi e ci chiuda dentro al veneto

so già che quando chiuderò la portiera il mio cuore farà un pofff, e saranno tutte le fatiche di quest’anno che prenderanno il largo.

ma chi non ha un camper come fa?

buone feste a tutti, ci ritroviamo qui a gennaio

l’ho già detto che siamo al delirio?

stamattina parte un camion carico di materiale da portare inunbucoinc*loalmondo; ho faticato a trovare questo trasporto, a trovarlo al prezzo che voleva il cliente, con la consegna che andava bene al ricevente e con la produzione che andava bene a mio marito; un gioco di equilibri che non si immagina

all’ora di pranzo mi chiama il trasportatore che il suo autista, arrivato a scaricare “si accorge” che ha il tampone scaduto, e vuole che qualcuno dell’azienda venga fuori, prenda il suo camion, entri in azienda e scarichi il camion

io all’inizio credo di non aver capito: cioè tu sai che per lavorare ti serve il tampone, ma parti per una consegna senza e pretendi pure che gli altri facciano qualcosa di illegale.

gli dico di cercarsi una farmacia, lui risponde che “sti stronzi” non hanno un minimo di elasticità e non capiscono che è un’emergenza e non glielo fanno senza prenotazione

io ribadisco che un’emergenza è che domani mi sposo e forse sono positivo e lo devo sapere subito, ma che devo andare a lavorare e mi serve il tampone è normale, quindi, se dopo aver preso la laurea in immunologia su facebook decido di non farmi il vaccino, e non faccio il tampone, questa è cialtroneria, non un’emergenza

insomma, la discussione è andata avanti un pezzo, con mio marito che urla di non chiamare il cliente per cercare una soluzione che ci facciamo una figura da deficienti, e il trasportatore che mi minaccia di riportare indietro il carico

bel lunedì, cominciamo bene

il ritmo del Natale

è iniziato Dicembre e io come ogni anno mi sorprendo a fare luuuuunghi respiri, in continuazione

tutto intorno parla di gioia e felicità, di copertine sulle gambe, la meraviglia di ritrovarsi a tavola, i regali da scambiarsi; quello che vedo io è una lunga corsa ad ostacoli fino al 24, quando finalmente ci sarà il cenone a casa di mia mamma o di mia sorella. Avevo proposto casa mia, dove ho una sala grande come tutta la casa di mia madre, ma mi è stato risposto che nessuno ha voglia di fare i 30 km per andare e tornare; nessuno si è posto il problema che i km li devo fare io i miei figli con i rispettivi morosi, ma sinceramente la cosa non mi disturba, preferisco di gran lunga andare da loro, salutare a mezzanotte, aspettare la mattina del 25, abbracciare i miei figli e mettere in moto il camper, destinazione Sicilia

ma prima delle vacanze ci saranno queste due settimane che vedo nel calendario e che mi angosciano come poco: trasporti che non si trovano, materia prima che non arriva, clienti impazziti per le consegne, animali da sistemare, casa da pulire, camper da preparare, visite mediche da fare, cene sociali e di amici, conti da saldare, soldi che non bastano mai, problemi da risolvere (siamo senza riscaldamento sia in casa che in azienda, tanto per dire) che renderanno frenetiche e assurde queste due settimane

è come il suono del tamburo, che comincia con un ritmo e man mano che si avvicina Natale batte sempre più forte fino a diventare un ritmo impazzito, che spazza via tutta la magia e la voglia di fare le cose bene: l’importante è solo di sopravvivere a queste due settimane, per respirare poi durante le vacanze

e ogni anno è peggio, sembra impossibile

chi mi nomina di nuovo la magia del natale si becca un cartone in faccia

la realtà è più orrenda di qualsiasi film

mi hanno chiesto per mail che è successo a questi poveri mici, e io, che penso sempre di aver visto tutto, stavolta sono rimasta talmente allucinata che ho evitato di parlarne

in pratica la stallante non si faceva trovare, e mandava messaggi sconclusionati di ricoveri ospedalieri e incidenti a gò gò, per cui io e un’altra volontaria i siamo decise a rifare i 50 km e riprovare ad andare a vedere: da lontano riconosciamo l’auto e con una manovra un po’ rocambolesca le chiudo l’auto senza possibilità di fuga.

sono loro due in auto: lui è chiaramente un tossico, scarpe rotte senza calzini, maglione bucato, naso che cola…io ho orrore dei tossici, la mia adolescenza a Padova me li fa schifare senza pietà; lei faccia da tr*ia, stralunata: io penso con orrore che abbiamo affidato 4 mici a questi due sballati…

senza tante cerimonie le dico di darci l’unico gatto superstite; gli altri, dice lei, sono scappati e sicuramente li ha presi la vicina perchè è un tipo poco raccomandabile; lui si avvia a prenderlo col mio trasportino e ci consegna un fagottino di pelo minuscolo, immerso nella sua urina, terrorizzato

la mia amica chiede di vedere l’appartamento; io non sono per niente convinta, vorrei solo andare lontana da questi due ma lei insite e ci porta dentro un appartamento al buio, senza corrente e senza riscaldamento: ha la finestra del bagno spalancata (ma che senso ha lasciarla aperta se sei già al freddo?) da dove spunta un rotweiller idrofobo che abbaia furioso. Il ragazzo mi dice che avrà fame, sai, dovrebbe mangiare un kg di carne al giorno.

E voi gliela date?

Non sempre, allora si arrangia con quello che trova.

ad esempio che cosa?

ad esempio i gatti che ci scappano dallo stallo, oppure il coniglio che tenevamo per l’associazione, ihihihih

e ghigna lo stronzo

ma scusa se tenete le finestre aperte è logico che i gatti scappano

così lui mangia, mi risponde serafico

mi viene da vomitare, voglio solo scappare da quella casa prima possibile

il cucciolo poi sarà talmente debilitato che dovremo fargli le flebo e ricostituenti

ma questi continueranno a prendere i gatti dalle cucciolate casalinghe, da quelli che li affidano sui giornali perchè le volontarie sono troppo rompiballe

e io mi chiedo che mondo di psicopatici c’è li fuori