Archivi categoria: sono al limite

ognuno lo affronta a modo suo

questa situazione che stiamo vivendo è un laboratorio per studiare gli atteggiamenti delle persone in situazione di forte stress e pericolo
c’è l’amica che mi dice “è un mese che ho scorte di cibo e benzina in garage”, figlio piccolo che ci guarda tutti con commiserazione ed è isterico perchè la morosa risiede in altra provincia e non possono vedersi; un’amica che da giorni vive nell’ansia e nel terrore e disinfetta tutto, ma proprio tutto.
poi c’è il responsabile di un gruppo di camperisti che domenica scorsa ha organizzato un ritrovo: un po’ di camper messi a ferro di cavallo, grigliata e vino, tutti belli vicini. A chi gli fa notare che forse di questi tempi è richiesta un po’ di cautela (presenti al ritrovo alcuni anziani, una donna incinta e uno appena operato al cuore…) lui risponde offeso che le persone non si devono permettere di dirgli che è un incosciente
mia madre, che continua a fare la vita di sempre perchè tanto lei ha 80 anni ed è anche ora che lasci questa valle di lacrime, e la mia amica che si è isolata nella casa in montagna da settimane e non ha nessuna intenzione di tornare finchè non è tutto tranquillo
mia sorella che abita a Bergamo, ha i figli a casa da settimane e ormai è prossima allo sterminio di massa, fa le videoconferenze con i tedeschi mentre i figli se le danno di santa ragione pochi metri più in là.
l’altra sorella invece vive separata dal marito e dal figlio perchè lavorano e studiano a Milano ma per ovvi motivi sono a casa; i fratelli litigano, il marito rompe e mia sorella ha pregato la sua azienda di lasciarla andare in ufficio.
le amiche gattare, che riempiono la chat di messaggi deliranti del tipo ” ci vuole il permesso dei veterinari per portare i gatti in sterilizzazione e loro non ce lo fanno” e “ci vuole il permesso del sindaco per portare il cibo alle colonie” per finire con l’ultima, “stasera passano con gli elicotteri a spargere disinfettante dobbiamo tenere dentro i gatti, come facciamo con i randagi?”
mio marito, che guarda ossessivamente tutte le notizie, i dibattiti e gli sproloqui che arrivano dalla televisione e dal web, in un crescendo di isteria e psicodrammi della serie “se ci fanno chiudere poi portiamo i libri in tribunale”, e il lavoro, che cerca di proseguire come nulla fosse quando non c’è più nulla come prima
stamattina un cliente ci ha detto che ci addebitano il fermo cantiere perchè non abbiamo consegnato il materiale: materia prima arriva a singhiozzo, il personale è decimato e i trasporti non ci sono.

io non vedo l’ora che si fermi tutto e succeda quello che deve succedere

il bonus pazienza

la prima cosa che mi ha colpito di mio marito è stata la sua calma
in dieci anni, più o meno, prima del matrimonio, non l’ho mai, mai, mai sentito imprecare, alzare la voce, incazzarsi. Mai.Ero io quella incazzosa, arrogante, dispotica, capricciosa, egoista, egocentrica e assolutamente volubile d’umore. Lui mi ascoltava esplodere e gridare e poi diceva frasi del genere : la vita è fatta così, guarda avanti e lascia perdere.
A volte mi faceva girare le balle ancora più veloci, molto spesso gli davo retta
forse è per questo che negli anni dopo mi sono ritrovata dentro di me intatta tutta la pazienza che come esseri umani, abbiamo a disposizione
durante questi 30 anni di matrimonio, non saprei dire quando (ma deve essere successo presto), l’uomo calmo ed equilibrato che avevo sposato si è trasformato in un arrogante, isterico, aggressivo, maleducato e prepotente marito. ehhh lo so, non è carino da dire ma è la verità

ma era tutto molto sopportabile quando avevamo vite parallele; lui stava in ufficio tutto il giorno, io lavoravo e stavo con i ragazzi. poche ore e poche occasioni per sopportare i suoi sbalzi d’umore
poi abbiamo deciso di lavorare insieme (cioè, io non so ancora quando ho preso questa decisione, ma vabbè) e le cose si sono complicate, ma fino a un mese fa io mi ricavavo ampi spazi di autonomia da lui e tutto era sotto controllo.
la pazienza che ho dentro di me nei suoi confronti si esauriva alla sera, ma si tirava avanti

da un mese a questa parte il mio signore e padrone ha deciso che devo stare in ufficio full time, più o meno come lui, con buona pace di una casa enorme da gestire, del mio volontariato e dei miei spazi (parrucchiera? estetista? amiche per una pizza? il tempo per fare questo non è pervenuto).
e così anche la mia immensa e quasi infinita pazienza si esaurisce sempre prima, oggi per dire alle 10 l’aveva già consumata tutta
la tentazione di salire in macchina e non tornare più è sempre più forte, e dopo tutti a chiedersi il perchè

tutto l’ufficio pensa

vacanze magnifiche in sicilia rovinate da un rientro con mio marito in pieno delirio per una stupidaggine.
la mia pazienza è esaurita e sento che è necessaria un’azione profonda di disturbo nei suoi confronti
mio marito è circondato da persone a cui paga lo stipendio, e non avendo mai lavorato da dipendente non si rende conto che, quando il tuo capo pontifica, delira o fa i suoi monologhi la tua opinione non è richiesta e tanto meno apprezzata. Per cui, qualunque sia la tua opinione in merito, non ti resta che stare in silenzio.
ecco, mio marito questo lo scambia per un assenso con la logica conclusione che pensa di avere sempre ragione
rimango solo io a dirgli quello che penso, spesso molto differente da quello che pensa lui, e con sommo suo dispetto spesso, molto spesso ci azzecco.
questo per dire che diventa sempre più difficile avere una discussione franca e paritaria, con un uomo che si crede sempre nel giusto per mancanza di opposizione.
ci vorrebbe disperatamente un amico che ogni tanto ti ride in faccia, ma sorpresa! mio marito non ha nessun amico, niente di niente
spesso nelle discussione se ne esce con questa frase: “tutto l’ufficio pensa che” ed è esattamente quello che pensa lui. Mi verrebbe da ridere se la faccenda non fosse molto pesante
devo escogitarne una delle mie, per fortuna sono intelligente, qualcosa inventerò.
Alla svelta prima che mi decida ad usare il veleno per topi che gira in azienda da qualche giorno

disoccupazione? uhm…parliamone

ciao tizio, volevo chiederti se stai lavorando o sei ancora disponibile.
Tizio ha lavorato per noi 4 mesi. Ha fatto più assenze lui per malattia e permessi vari che tutto il resto dell’azienda. In 4 mesi non ha imparato nulla e non è diventato autonomo su niente.E’ stato sorpreso spesso e volentieri a fare l’idiota in officina. a fine luglio scadeva il contratto e si è messo in malattia, mi ha mandato un whatsapp alle 11 di sera di domenica dicendo che aveva mal di gola e non sarebbe venuto al lavoro, dopo che mio marito aveva passato la domenica a programmare la produzione per le ultime settimane prima delle ferie
le parole esatte non me le ricordo comunque diceva che se gli rinnovavamo il contratto sarebbe tornato altrimenti…il mal di gola sarebbe continuato.
……
gli ho detto di curarsi con molta calma. anche se eravamo pieni di lavoro e abbiamo chiuso con una settimana di ritardo
adesso siamo ritornati ed è sempre peggio, le commesse si moltiplicano e non riusciamo a consegnare tutto: lunedi ricominciano scuola gli amici di mio figlio ( cooptati a forza nei ranghi aziendali da mio figlio!!!!) e quindi la situazione diventa critica.
come al solito il problema è mio
mio marito se ne esce con una sparata, mi dice di sentire se Tizio ” è guarito” in fin dei conti gli abbiamo fatto fare tutti i corsi di sicurezza, almeno ha quelli….io sono molto, molto dubbiosa e gli mando il whatsapp che ho scritto all’inizio
risposta:
per ora non lavoro ancora purtroppo sto cercando…per ora senza grossi esiti. Se ci sono condizioni idonee a tornare se ne può parlare senza problema…però avviso già che sono predisposto a fare giornaliero o turno di mattina…e soprattutto lavorar in serenità senza essere cronometrato, senza stress e senza essere preso per incapace, quando sono una persona che si da da fare…attendo notizie
io ne avrei tanto bisogno però
risposta mia:
caro Tizio, a tutti piacerebbe lavorare in serenità e senza stress ma quelle si chiamano vacanze. grazie lo stesso buona fortuna

no dico….

questa è la mia vita…

figlia grande è tornata a casa.
l’incontro in aeroporto è stato di quelli che mio marito andrà avanti a ricordare negli anni prendendomi in giro: siamo al bar, ho ordinato due caffè immaginando che l’attesa sarà lunga perchè so che ha imbarcato una marea di valigie, sto per pagare e mi sento battere sulla spalla, mi volto e vedo il sorriso di mia figlia
“ciao mamma….!”
butto il portafoglio alla commessa e le dico”si prenda i soldi!” e mi abbraccio fortissimamente mia figlia
una gioia infinita. a volte mi domando quante volte deve andar via per non piangere all’andata e al ritorno….
comunque è qui, per quasi due settimane, e io faccio fatica a lasciarla da sola per andare in ufficio, tanto che ieri è venuta con me ad aiutarmi a sistemare l’archivio.
ora….lo so che la mia vita è cambiata tanto da quando a maggio, mio marito è finto in ospedale e la sua fidata braccio destro si è licenziata in tronco….ma non me ne rendevo conto finchè non mi sono vista con gli occhi di mia figlia.
le frasi che mi dice più spesso sono: “posso esserti d’aiuto? posso farti qualcosa?” ma più spesso ancora “ma mamma fermati un attimo, dai!” e questa frase me la ripete in continuazione, tanto che alla fine mi sono accorta che ha ragione lei, non mi fermo mai, perchè quando lo faccio tracollo e finisco per dormire sul divano tutta la domenica pomeriggio
ma non c’è soluzione, ora non posso fare diversamente. e quindi non mi fermo mai
devo prendere atto che questo non è un periodo transitorio, un’emergenza, questa p diventata la mia vita
già, ma saperlo non aiuta gran chè a cambiare sistema….

scena da un matrimonio (di sopravivenza, più che altro)

è tardi, mio marito ha già dormito un paio d’ore sul divano ma non si decide ad andare a letto.
calcolo che fra meno di 6 ore deve alzarsi e allora gli dico che chiudo tutto e vengo a letto anche io.
lui finalmente si avvia
io faccio il giro della casa e chiudo tutte le tapparelle, porto i gatti nella loro stanza, gli metto cibo e acqua e pulisco le lettiere. E’ la sera della plastica e metto fuori 6 sacchi: faccio entrare il cane per dormire e in lavanderia mi accorgo che c’è ancora la roba dentro alla lavatrice da 2 giorni. la apro e la stendo.visto che ci sono ne faccio partire un’altra
chiudo la porta, metto l’allarme, mi ricordo che devo mettere la scatoletta di cibo alla gattina randagia che viene sulla finestra del mio bagno e allora tolgo l’allarme e la metto fuori.
azz il giorno dopo figlio piccolo si ferma a scuola a mangiare e allora gli metto i soldi sulla tavola: disegno una freccia su un foglio di carta altrimenti non li vedrà mai.
carico il pellet nella stufa, attacco la lavastoviglie.
il pavimento della cucina è veramente sporco, ma non ho la forza di lavarlo: ci do una spazzata veloce, ma poi perdo 5 minuti buoni perchè non riesco a trovare la paletta per tirar su lo sporco.
mi faccio la doccia e mentre l’acqua scorre penso che finalmente tra pochi minuti mi fionderò sotto le coperte e sarò nel 1766 con Jamie e Claire e penso che si, è il mio momento finalmente
ma come arrivo a letto mio marito accende la luce
“ma dove sei stata? ci hai messo un’ora a venire a letto!”
……
“scusa che problema hai?”
“no, è che non riesco a dormire, continuao a pensare a quella storia e volevo parlarne con te”
NO, NO, NO. siamo insieme dalle 6 di stamattina e tu aspetti mezzanotte per parlare di questa storia
che poi non c’è niente da dire
siamo stati truffati pesantemente da un collaboratore
io che mi fido di tutti di lui non mi sono mai fidata
lui che non si fida di nessuno si è fidato completamente
io vorrei vedere scorrere sangue a fiumi, possibilmente per mano mia
lui le solite 3p, Pensiamo Parliamo, Ponderiamo
che altro c’è da dire?
ma ho un guizzo di genio, puro istinto di sopravvivenza
gli prendo la mano e me la appoggio sulla pancia
comincio ad accarezzargliela
conto fino a 3 e sta già dormendo
ohhhsignoretiringrazio
Jamie e claire arrivo

ma diamoci una calmata!

non ho mai avuto una grande passione per i camionisti, soprattutto quando mi sorpassano in autostrada a velocità assurde, ma da quando ho cominciato ad essere più operativa in ufficio ho a che fare con camion tutti i giorni, visto che mi occupo di ordinare la materia prima e di trasportarla dal cliente
la cosa che mi fa andare fuori di testa sono gli autisti senza navigatore
“buongiorno signora, sono appena uscito dall’autostrada mi guida fino da voi?”
“guardi, vada sempre dritto e ci sentiamo tra venti minuti”
e poi seguono cento telefonate perchè ovviamente si perdono, capiscono male, io sto facendo cento altre cose e non ho nessuna voglia di visualizzare dove cavolo ha girato. spesso ho mollato tutto e sono andata a prenderli
ma questo di oggi ha totalizzato il top nella classifica dei maleducati
dopo avermi fatto stare al telefono circa mezzora in 8 telefonate (signora! ma lasci libero il telefono che ho trovato occupato e così sono andato dritto all’uscita!) finalmente arriva. io esco in strada perchè ho paura che tiri dritto e infatti entra nel piazzale.
aspettavo un camion piccolo, da scaricare con il muletto: quando vedo che è un autoarticolato mi scuso e gli dico che deve scaricare da dietro. Gli faccio vedere che deve prendere una vietta che gira intorno all’azienda e gli dico di andare fino in fondo che lo scaricano col carroponte: lui strabuzza gli occhi e mi dice che lui non si infila in quella vietta con il suo camion. Io lo rassicuro e che in fondo alla via c’è lo spazio per girarsi e vado ad avvisare che gli aprano. dopo pochi minuti lo vedo tornare in piazzale e quando gli chiedo che sta combinando mi risponde: ME LO HA DETTO LEI
ne nasce una zuffa tra me, il camionista e il nostro responsabile di produzione che è di sangue molto caliente. Il camionista rimette in moto per tornare indietro ma in quel momento arriva il camion che aspettavo e che imbocca la vietta dove era lui prima…..questo parte come un pazzo, arriva in fondo alla via, si mette per traverso e urla che prima scaricano lui, altrimenti non scarica nessuno
……ha trovato quello giusto per fare queste prove di chicelhapiùduro, mio marito si mette a sbraitare che a casa sua lui fa quello che vuole, che lui verrà scaricato dopo e se ci crea problemi non compreremo più niente dalla sua azienda. io entro in ufficio e contatto l’azienda.
ma la gente è sempre più sclerata?

ascolta il tuo cliente

anni fa durante un indimenticabile corso di marketing, alla conclusione il prof ci diede questa pillola: ” comunque ricordatevi che potrete essere geni nell’analizzare dati e tendenze, ma se non siete capaci di ascoltare il vostro cliente farete degli errori clamorosi”
questa frase mi viene spesso in mente, quando mi capita, da cliente, di rispondere alle domande dei fornitori sconvolti perche non vengono più interpellati. Se ti ho detto un milione di volte che così non va fatta una cosa, non puoi cadermi dalle nuvole.

oggi sono andata dal parrucchiere: non capita praticamente mai, l’ultima volta sono andata per il mio compleanno ed erano almeno 4 anni che non andavo

la parrucchiera mi accoglie felice (il negozio è quasi vuoto) e io le dico subito: ce la faccio vero in un’ora e mezza a finire? perchè devo tornare velocemente in azienda
nessun problema,
mi dice, devi solo fare il colore
bene
attendo venti minuti e nessuno viene a fare alcunchè (intanto chiacchiero amabilmente con alle!), finalmente arriva e io le chiedo di nuovo: ma riesco ad uscire presto vero?
nessun problema….

poi comincia a farmi la piega
ora….io manco me li asciugo i capelli, di solito li lascio gocciolanti, se vado in macchina apro i finestrini e faccio prima. tanto sono dritti come spaghetti e non ha senso farci niente

vedo che cominciano in due a tirarmi i capelli con una spazzola: ti faccio un regalo speciale, così ti viene voglia di venire più spesso, vedrai come sei felice alla fine!
ok….mi basta uscire all’ora che ti ho detto...
io senza occhiali non vedo nulla, ho una vaga idea che sia tardi e quindi chiamo in azienda. dico che ho un po’ di ritardo, ma arrivo subito. mi dicono un po’ di rogne e io ribadisco, arrivo subito
chiedo conferma alla parrucchiera: “finisco presto, vero?
per farla breve finiscono un’ora e mezza dopo il previsto e hanno usato tutta questa energia e tempo per farmi riccia. RICCIA!!!!
chi mi conosce sa che è semplicemente assurdo, stasera sarà tutto irrimediabilmente moscio.
io sono irriconoscibile
sono arrivata alla fine dell’orario d’ufficio
e ho dovuto anche ringraziare e mostrarmi entusiasta
ma mi hai ascoltato????

mi fai incavolare anche tu

figlia grande è partita venerdi. ha trovato da fare due settimane in un campo profughi in germania (per favore risparmiate la battuta che di profughi ne abbiamo in abbondanza anche qui perchè l’ho sentita cento volte).l’ho accompagnata in aeroporto alle 6 di mattina (sveglia alle 4.30, alla sera poi sono andata a letto alle 2…allucinante) mi ha scritto che era arrivata e poi più nulla.
doveva stare un giorno a francoforte perchè al campo non c’era posto, quindi ha prenotato in ostello una camerata; il giorno dopo sarebbe ripartita in treno verso la località del campo
sabato non la sento….mah
mi ripeto che è troppo occupata, appena arriva al campo chiama, ma si fa notte e non arriva niente.
proviamo a chiamare e il telefono è muto.
dormo malissimo svegliandomi cento volte per vedere se ci sono messaggi, domenica mattina sono in piedi alle 6 indecisa se chiamare la farnesina o l’interpool
suo padre non fa che peggiorare la situazione inveendo contro la mia cialtroneria di madre perchè non so nemmeno dove sia questo benedetto campo
“dove andiamo a cercarla adesso?
diosantissimo che leggera ansia. poi comincia a telefonarmi mia madre, le mie sorelle, le amiche, tutte vogliono notizie ma io non so nulla
poi mi viene un colpo di genio, forse è partita col cellulare scarico di soldi. le faccio subito una ricarica e magicamente il telefono prende. si però lei non risponde
comincio a chiamarla ogni 5 minuti..
alle 11 finalmente risponde, molto scocciata, mi dice che va tutto bene e che devo darmi una calmata, che il wifi funziona male e non è ad un club mediterranee. io le rispondo che ha soldi a sufficienza per mandarmi almeno un sms al giorno, o ogni due, lei risponde di stare tranquilli che chiama quando può
non la sento più
cominciano a girarmi le palle
non credo di essere una madre stressante, proprio per niente, anzi.
non credo di aver pretese assurde, un sms ogni due giorni mi sembra il minimo sindacale nel manuale dei figli con un briciolo di coscienza.
penso che sia la prima volta in vita mia che la mando a fanculo all’incirca una volta all’ora e medito vendette della serie: a che ora assurda devo venirti a prendere in aeroporto? alle 3 di notte? no guarda siccome non sono ansiosa e tu ti arrangi prendi un bus….
poi ieri sera arriva un sms
ciao famiglia, va tutto bene, abbiamo un wifi traballante ma funziona. nel gruppo c’è una bella atmosfera, anche se stare al campo è molto faticoso, soprattutto psicologicamente. ho conosciuto bambini dall’iraq, pakistani e siria, hanno la metà dei miei anni e hanno già visto orrori che nessuno dovrebbe mai vedere in vita….Oggi una guardia si è messa giocare a calcio e a ballare break dance, erano tutti così felici che mi è venuto da piangere
fatemi avere notizie di voi, vi voglio bene

strunz

dai tacchi alle scarpe antinfortunistica

bisogna che ne prendo atto e che mi organizzo di conseguenza

la mia vita due mesi fa è cambiata radicalmente come poche volte accade nella vita e indietro non si torna: sono diventata una rotella che gira impazzita in ufficio e non tornerò più ad essere presente quando voglio io. 12 ore qui dentro non sono neanche lontanamente sufficienti

devo organizzarmi a casa perchè sta velocemente accartocciandosi su se stessa, sulle cose che si rompono e nessuno ripara, sull’erba da tagliare che nessuno falcia, sul mucchio delle cose da stirare che nessuno stira, sul sacco che diventa sempre più grande di cose da portare in pulitura

io mi arrabatto a mettere in tavola pranzo e cena, a far partire lavatrici nel cuore della notte ( e poi la roba rimane dentro una settimana oppure stesa per 4 giorni….), la lavastoviglie la svuoto quando ormai il secchiaio trabocca.

non sono mai stata una maniaca delle pulizie di casa ma disturba pure me avere i bagni da pulire da una settimana

mi sembra di essere quando ero piccola, che al mare mi angosciavo perchè volevo prender con le mani tutta l’acqua del mare. tutti ridevano e io ero agitatissima.

passo continuamente dall’aria condizionata al caldo terribile dell’officina, e tutto questo avanti e indietro ha fatto si che le mie belle scarpe nuove comprate in saldo un mese fa siano da buttare.

stamattina ho fatto l’ordine delle tute per gli operai e mi sono ordinata le scarpe antinfortunistica. perchè se c’è una cosa che non ho ancora perso è la capacità di adattarmi velocemente alle situazioni ( calati giunco che passa la piena….)