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sei una grandissima testa di ca@@o

giovedi è arrivata un’altra bella tegola in testa da parte di figlio piccolo: ci ha chiamato la scuola per dirci che lo avevano sospeso un’altra volta, di presentarci a scuola dal preside.

la sospensione evoca sempre qualcosa di grave, ma nel caso della scuola di figlio piccolo è una misura usata con larghezza, soprattutto il primo anno: ci sono dei grossi problemi di ordine pubblico e loro esercitano la disciplina con ferreo rigore e per qualsiasi mancanza, che al liceo veniva tranquillamente passata, qui fioccano note. alla terza sei sospeso

in classe di figlio piccolo regolarmente mancano dai 5 ai 10 ragazzi; c’è chi fa l’occhiolino alla prof, c’è chi sbatte una porta, c’è chi sputa fuori dalla finestra e c’è chi, come mio figlio, che tira una penna e un compagno di classe che la chiede, oppure da una sberletta sulla nuca del compagno che si è rasato i capelli

comunque è successo di nuovo; stavolta siamo andati entrambi, io ero furibonda ma mio marito di più: cazziatone del preside e della tutor: “ma ti rendi conto che spesso chiamo i genitori dei tuoi compagni per dirgli che il figlio è stato sospeso e loro mi rispondono che non gliene frega niente, che non perdono tempo per il figlio??? e tu hai tutti e due i tuoi genitori al tuo fianco, anche se vorrebbero essere dappertutto fuorchè qui? ma ti rendi conto che stai buttando via la tua occasione per avere una vita decente, che se non prendi nemmeno questo diploma non troverai nessuno che ti assume?ma cosa vuoi fare della tua vita? hai un progetto in mente??? tu hai l’oro in tasca e lo butti via”

mutismo assoluto, sguardo basso, nessuno riesce mai a capire cosa pensa questo ragazzino. io e suo padre lo guardiamo e siamo veramente esausti. l’unica frase che vorrei dirgli è che è una grandissima testa di ca@@o e non riesco a pensare ad altro

abbiamo provato tutto, pensato tutto, messo in discussione tutto e il risultato è sempre lo stesso, una delusione continua.

e così si ricomincia: niente uscite, niente amici, niente morosa, niente pc. niente vita insomma. l’altra volta non è servito a molto, si accettano suggerimenti

 

non mi ricordo di essermi mai sentita così umiliata

lo so che tra un po’ ritornerò a menar calci e pugni alla vita, ma ora vorrei nascondermi sotto il piumone e restarci finchè non sto meglio. come al solito c’è solo una persona in grado di ridurmi così, figlio piccolo

il fine settimana è stato allucinante, tra guardia medica e pronto soccorso per un problema che ho sottovalutato perchè non ho nessuna voglia di ricominciare accertamenti, esami, soldi e attese sfibranti. ma come è ovvio, i problemi di salute ad un certo punto esplodono e non puoi più far finta di niente

nonostante questi problemi, spingo Re Mida ad andare via per un giro programmato in romania e bulgaria; ovviamente non glielo ho detto, ma metà del mio stress viene da lui, so che starò meglio con un po’ di tregua

ma non avevo fatto i conti con figlio piccolo, che quando la situazione è critica lui ci mette sopra il carico da novanta

mi chiama mio marito che l’ha chiamato la scuola: figlio piccolo, insieme ad altri 3 idioti, si è comportato malissimo con un prof. è stato sospeso, devo andare a scuola per firmare la sospensione.

“mi dispiace che devi fare questa cosa da sola, lo so che te la caverai ma vorrei essere al tuo fianco”

io penso che invece sarebbe meglio che ci fosse anche lui, se non altro per trovare la forza di arrabbiarsi davvero con questo idiota di figlio e fare finalmente un po’ di gioco duro

stamattina partiamo alle 7 per essere puntuali a scuola. io piango per tutto il tragitto. il pensiero di mio figlio che manca di rispetta a un professore mi fa andare fuori di testa, non riesco a rimanere lucida

a scuola il direttore fa un discorso durissimo, nei toni e nei contenuti. “Questa è una scuola seria, che forma i lavoratori di domani, e in 3 anni vi dobbiamo rendere idonei a lavorare. se avete voglia di fare i cazzoni (non usa questo termine ma ci siamo capiti), ci sono un sacco di scuole dove far finta di studiare. qui si richiede un atteggiamento, che per prima cosa è rispettosa dei prof, dei macchinari, dei compagni. non ci sono scuse per quello che avete fatto, e nessuno comunque ha chiesto scusa. Oggi sono venuti due genitori che hanno perso il lavoro a chiedermi di rateizzare la mensa del figlio che è in terza…non vedono l’ora che il figlio finisca e possa contribuire in casa, perchè il mondo del lavoro è sempre più selettivo e chi non ha voglia di impegnarsi sta a casa”

ho sempre pensato che la scuola (non tanto i prof, ma quello che gira attorno alla scuola) abbia le sue belle responsabilità nel aver mandato avanti nei corsi di studi ragazzi che non sapevano nulla. quindi non posso che esser d’accordo con questa linea.

non è d’accordo la mamma del ragazzino rumeno (pluribocciato, 3 volte addirittura) con un vistoso buco nell’orecchio, pantaloni praticamente sulle ginocchia, caviglie scoperte: difende il figlio a spada tratta, non è mai colpa sua ma delle cattive compagnie.

ho un momento di rabbia allo stato puro, vorrei appendere sta cretina per il cappotto e dirle di smetterla di giustificare il figlio, sono i nostri figli cattive compagnie per gli altri.

devo averlo detto senza accorgermi, a voce bassa, perchè la tutor, una ragazzina giovane giovane ma in gambissima e con una forza incredibile, mi da la mano, mi dice di non avvilirmi, che nulla è perduto. si tratta solo di cambiare atteggiamento, poi il resto viene da se.

forse è il gesto, forse è la situazione, ma quando usciamo dalla presidenza non riesco a smettere di piangere. vorrei rimanere li nel parcheggio senza muovere un muscolo. ho una rabbia dentro che vorrei spaccare la testa a mio figlio per vedere se dentro c’è qualcosa

non mi ricordo nei miei 48 anni di vita di essermi sentita così umiliata, delusa, avvilita, sconfitta. Forse questo ragazzino un bel giorno deciderà di essere una persona in gamba e rideremo di questi anni.

per ora non rido per niente

 

la spirale positiva

non oso nemmeno formulare il pensiero, per paura che tutto svanisca. Però è passato un mese dall’inizio della scuola di figlio piccolo e, tolto la settimana che è stato a casa per il piede, è andato a scuola regolarmente (anche perchè gli ho fatto vedere che ogni volta che è assente mi arriva l’sms e ogni volta che prende una nota o che arriva in ritardo viene segnato sul registro elettronico. ma non è un’invenzione stupenda?)

ogni giorno arriva a casa con un voto o due, perchè da quello che ho capito fanno molte esercitazioni e interrogazioni: non l’ho mai visto studiare ma fino ad adesso non ha mai preso insufficienze, anzi, addirittura 9 in matematica, 8 in inglese ( la sua bestia nera).

lui butta lì i voti come se non gli importasse nulla, a volte si dimentica di dirmeli, io cerco di mostrare entusiasmo.

cerco. appunto.

suo padre dimostra un entusiasmo al limite del ridicolo. Io abbozzo, gli faccio i complimenti e mi mordo la lingua

perchè l’unica cosa che mi uscirebbe spontanea dalla bocca è che dopo 3 anni che ripete sempre la stessa menata mi sembra il minimo che qualcosa l’abbia imparata, visto che non l’ho mai visto con un libro in mano ( e infatti non ne hanno nemmeno) e che se abbassi l’asticella del risultato poi non ci vuole molto a superarla.

ok sono una madre orribile ma questo è quello che penso con la testa: poi il cuore risponde che conosco esempi molto vicini a noi (i miei nipoti) che sono stati capaci di farsi bocciare 4 volte in prime diverse, che se uno non vuole studiare non c’entra che sia la prima o la seconda o la terza, non studia e basta.

figlia grande dice saggiamente che ha bisogno di entrare nella “spirale positiva”, quando cominciano ad andarti bene le cose e allora ti impegni sempre di più.

mi ripeto tutte queste cose come un mantra, ma rimane l’amaro in bocca per tutti questi talenti sprecati.

non lo dico ad anima viva, ma qui posso, no?

cosa sarebbe la vita senza un po’ di follia?

3 anni fa il prof di lettere delle superiori è riuscito a contattarci quasi tutte, noi, le ragazze dello zoo delle magistrali eheheheh. Alcune sono andate a vivere lontano, altre lontanissimo, una non c’è più. Alcune hanno affrontato malattie, lutti, separazioni, problemi economici, altre hanno un lavoro precario, altre un’azienda (precaria!), altre fanno le casalinghe. sono quasi trent’anni che ci siamo perse ma basta ritrovarsi ad una cena per ritrovare gli stessi sfottò di un tempo (zitta tu Emily che eri la cocchina del prof….lo dica finalmente prof, Emily era la sua preferita vero????……..)

poi il prof se ne esce con una proposta sconvolgente: rimettere in scena lo spettacolo fatto in terza, composto da vari spezzoni del Goldoni, del Ruzante, del Macchiavelli. Ovviamente tutte noi pensiamo che il prof sia fuori di testa, ma poi il progetto prende forma.

come si fa a provare con le “attrici” che abitano lontano? e la sala? e i costumi? e la musica? e ci sono abbastanza persone per rimetterla in scena? c’è chi si tira indietro subito, chi dice che partecipa ma si occupa della segreteria e non vuole recitare, chi si occupa della musica ma non di recitare….allora qualcuna di noi mette in mezzo le figlie (io chiamo figlia grande che farà la parte che ho fatto io 30 anni prima), qualche amica, e si mette in scena.

risate, paura, risate, ansia, risate, fatica, risate, tante risate

poi l’anno dopo il prof rilancia, e si mette in scena lo spettacolo che ha messo in scena la classe dopo di noi.

e quest’anno? non ci fermeremo mica, giusto? e infatti si riciccia, io e figlia grande abbiamo le parti nelle baruffe chiozzotte, recitate quasi integralmente stavolta

“figlia grande dillo che tu quest’anno non puoi. grazie tante ma non ce la fai. hai preso un sacco di corsi, un sacco di impegni…diglielo!”

“mamma ci ho pensato: cosa sarebbe la vita senza un po’ di follia? e questa follia ci fa scompisciare dalle risate e ci fa stare insieme. dai possiamo farcela, cominciamo”

e così si riparte. ho appena scaricato il copione e mi è venuta l’ansia. fra qualche mese ricordatemelo che nella vita ci vuole follia

e per fortuna è una scuola di preti!

èquasi finita la seconda settimana di scuola di figlio piccolo e io ho le idee sempre più confuse

allora sono in 30 in classe, ci sono 5 ragazzi italiani il resto melting pot. Ci sono solo 6 ragazzi del ’99, tutto il resto è stato bocciato, e ancora bocciato, e ancora bocciato. la disciplina è ferrea, ci sono telecamere dappertutto, stamattina hanno consegnato i libretti e hanno già dato 4 note (arretrate)

una a un ragazzo che durante l’ora si alza. va verso la finstra, la apre e getta uno sputo terrificante giù dal terzo piano.

una a un ragazzo che scoperto a dormire, e messo fuori, è inciampato in una cartella e ha tirato una bestemmia che l’hanno sentita anche nelle altre classi

una a un ragazzo che ha chiesto di poter andare a pisciare….ci sono altri termini per dirlo però mi piacerebbe sapere cosa hanno scritto nella nota ihihihih

in classe con figlio piccolo c’è un ragazzino bocciato: “eh già l’anno scorso mi hanno scoperto che spacciavo…ma poi hanno scoperto che nn era coca ma diavolina…ci ho fatto 150€ prima di venire beccato….”

però ieri la tutor ci ha convocato a scuola, ha voluto conoscere tutti i genitori della sua prima: “siamo durissimi il primo anno, ma è perchè già al secondo vanno per le aziende, se non hanno imparato come si sta al mondo siamo noi per primi a fare figuracce e ne vanno di mezzo gli altri che vorranno fare stage….certo che un percorso come quello di suo figlio non è usuale…..ma tu ti rendi conto di quanto sei fortunato? sei l’unico che è venuto anche il papà…e sei l’unico che il papà ha un’azienda che potrebbe darti da lavorare subito….ti tengo d’occhio ragazzino…”

figlio piccolo saluta tutti manco fosse il papa. suo padre è meravigliato dalla velocità con cui ha fatto amicizia in autobus, a scuola.

ma cavolo, avrà preso da me anche qualche pregio, no?

p. s. habemus nuova morosa. credo che rimpiangeremo quella con la madre impicciona e quella con la madre stronza. ussignur!!!!!!

ultimo primo giorno di scuola (il terzo….)

finalmente figlio piccolo ha iniziato la scuola. Penso che anche lui non vedesse l’ora, suo padre lo ha messo a tirar su dal piazzale gli aghi dei pini marittimi e io l’ho messo ad imbiancare casa: onestamente la scuola è meno faticosa!

dopo due tentativi al liceo si cambia completamente registro: a giugno ha fatto un periodo di stage (leggasi come lavoro duro e sporco e non pagato…..) in azienda da noi. e invece di tentare il suicidio ha scoperto che gli piace molto. da qui è nata l’idea di iscriverlo a un professionale dove gli insegnino quello che poi potrebbe usare in azienda da noi, o comunque ( e lo preferire) lavorare dove gli pare.

ho parlato con molte persone del settore, la scuola del paesello non mi convinceva per niente, ricettacolo di sbandati e pluribocciati ( figlia grande ci fa notare che anche suo fratello potrebbe essere definito così….) e così ho scoperto una piccola scuola, di carattere smaccatamente cristiano (opera pia!!!!) in una città qui vicino.

allora figlio piccolo si alza alle 6. esce di casa alle 6.20 per prendere l’autobus delle 6.33 ed essere a scuola alle 7.45. rientra dopo le 6 di sera e va ad allenamento. mi sembra che con una routine così il tempo del cazzeggio possa dirsi concluso

e comunque è finito lo stesso, perchè quello di ieri sarà l’ultimo primo giorno di scuola: a novembre ci sono le pagelline, e se l’aria che tira è sempre la stessa, il pargoletto sarà buttato nel mondo del lavoro.

speriamo bene che sia la volta buona!

no, lei noooooooooooooo

figlia grande ha un atteggiamento sempre positivo nelle persone, a parte pochissime eccezioni: sua nonna e le sue ex insegnanti di quarta e quinta elementare. già, perchè quando l’ho tolta dalla scuola steineriana ha avuto la sfortuna di capitare con un trio di streghe, non ci sono altre parole per descriverle. le umiliazioni che le hanno fatto passare, l’ansia, il senso di inadeguatezza che le hanno fatto sentire per due anni non si può perdonare.

io ho provato varie volte a ragionarci, persino mio marito è venuto un giorno a colloquio (vengo io perchè tu non sei capace di parlarci e poi finisci col litigarci….5 minuti dopo gridava come un ossesso…..) niente da fare. finite le elementari mi avevano consigliato l’insegnante di sostegno, e poi invece si sa come è andata.

quando è uscita dalle medie con l’ottimo e, unica su 100 ragazzi, ha scelto il liceo classico, l’ex maestra di italiano, la peggiore di tutte, le ha detto che non si capacitava della valutazione, ma che il classico non era certo una scuola adatta al suo cervellino.

l’anno scorso l’ha trovata una mia amica e le ha detto che si è diplomata e iscritta a giurisprudenza: lei ha fatto una faccia disgustata e ha confermato: è un mistero come ci sia riuscita! Quella ragazza è stupida!

ma farsi una domanda mai?

ma la vendetta è arrivata presto; nella classe di queste 3 megere non sono riusciti a racimolare il numero minimo di iscrizioni alla prima elementare, e alla fine le hanno sparpagliate nel plesso (sperando che da sole facciano meno danni)

insomma così, questa persona orribile è diventata la pietra di paragone per descrivere una persona gretta, meschina, ignorante, maleducata, bifolca, aggressiva…..insomma, ci siamo capiti

ieri sto arrivando a casa e vedo scendere figlio piccolo da una macchina che non conosco. lei riparte e incrocio lo sguardo con la donna che c’è dentro.

un OOOOOOOO di meraviglia nelle nostre facce.

è la famigerata ex maestra di italiano di figlia grande

“figlio piccolo, ti prego dimmi che quella donna NON era la mamma della tua morosa!”

“si perchè?”

ohhhhhhhhhhhh miooooooooooooo diooooooooooooo noooooooooooooooo

la strada che non vuoi percorrere….

finisci col farla a calci nel culo e di corsa, diceva mia nonna. magari è un detto veneto, non credo che sia sua originale. ci penso sempre a questa frase, perchè spesso mi ritrovo a dover rimangiarmi i miei: io non farò mai…

io non mi sposerò mai….io non avrò mai figli….io non lavorerò mai con mio marito……

io e Re Mida siamo figli di imprenditori, ma mentre i mei hanno sempre aborrito l’idea del passaggio ai figli dell’azienda ( e a me invece sarebbe piaciuto tanto fare il lavoro di papà!!! sono l’unica donna che si eccita quando vede girare una betoniera!), i genitori di mio marito non hanno mai avuto dubbi: come re leone, tutto questo un giorno sarà tuo (dopo che avrai fatto fuori tua madre e i tuoi fratelli a suon di dollaroni…) e quindi non hai scelta, nella vita questo è quello che farai.

così quando si parlava del futuro dei nosti figli, non abbiamo mai per un secondo preso in considerazione, nemmeno lontanamente, di far lavorare i figli da noi. Sì figlia grande è venuta qualche volta ad aiutarmi in reception, ma erano casi isolati. a volte ci fa le brochure e il sito, ma niente di più.

ma l’esperienza di questa estate con figlio piccolo ci ha fatto vedere le cose in modo diverso: lui lavorando qui era diverso. finalmente lo abbiamo visto accendersi, interessarsi a qualcosa, aver voglia di imparare.

e allora andiamo avanti per questa strada, sperando che questo sia un punto di parteza e non di arrivo. dal liceo al professionale di meccanica, sperando che sia la volta buona

ridere fa bene (parteseconda)

quando il prof ci ha chiesto di replicare anche quest’anno, il primo pensiero è stato: ma non ci penso nemmeno! troppo complicato quest’anno, troppi fronti aperti…ma poi mi sono chiesta. cosa faccio di divertente, che mi piace veramente fare durante la giornata? se tolgo il blog e leggere un libro alla sera, il resto è solo lavoro e doveri

e allora come rifiutarsi? e anche quest’anno le risate non sono mancate, spesso io e figlia grande ci rotolavamo dal ridere ricordando le situazioni che sono capitate. perchè ridere fa bene, ohhhhh se fa bene!

racconto solo l’ultima opera, le baruffe chioggiotte, sono in scena con mia figlia e con altre 3 ragazze.

oh chi ha la prima battuta?

boh..io devo dire: cossa diseu de sto tempo…

ma sei scema? questa è la mia battuta…

dai non scherzare, la devo dire io

madonna santa ma chi inizia?

oh cavoli ho dimenticato lo scialle dietro

emily non ti alzare ormai si apre il sipario, non muoverti nooooooo…….

mi siedo un secondo prima che si apra il sipario e che 5 ragazze siano colte completamente in stato catatonico. modello cerbiatti accecati dai fari per intenderci. poi una comincia e le altre le vanno dietro. fiuuuuuu tutto ok

ma se devo pensare alla cosa più assurda che è successa, the winner is……la bambola gonfiabile!!!!!

alle 11.30 di sera mi arriva un sms:

ce l’ha una camicia da notte per la bambola?

che bambola? dai i numeri?

ho deciso di accontentare il prof, mettiamo una bambola in scena che fa la morta

il fatto è che dopo aver provato a fargli cambiare idea, il prof era deciso a portare in scena il coro dell’Ermengarda, dell’Adelchi del Manzoni. una palla noiosa e incomprensibile (sparse le bionde trecce sull’affannoso petto….). l’idea era di metterci tutte intorno vestite da suore (!!!!) e di leggere sto benedetto coro. Ma il prof voleva la morta. la faccio io! dissi, che pur di non vestirmi da suora avrei fatto di tutto. non sei morta abbastanza, è stata la lapidaria risposta, poi si vede che respiri!….…ah benon

insomma per farla breve il giorno dopo passo da mia madre e mi faccio dare la vestina bianca del battesimo, convinta che la camicia da notte servisse a cicciobello, perchè nel mio immaginario bambola è solo cicciobello. Ma dietro le quinte sedeva un po’ scomposta (perchè sgonfia) e molto discinta una bambola gonfiabile!!!!! quella era la bambola che avremo portato in scena!!!! il filmino e le foto di me che la abbraccio e la gonfio dall’ombelico stanno diventando materiale molto scottante…..e la ingenua di mia figlia che mi dice tutta scioccata: mamma, ha un buco…lì!!! ma va???? insomma è andata così, siamo andate in scena con la bambola gonfiabile: eravamo terrorizzate che gli scivolasse giù il braccio di plastica…..

adesso che è finito tutto però rimane un vuoto, come sempre quando finisce un progetto che ha coinvolto tante energie, tanto tempo, tanto lavoro! il prof ha già delle belle idee per l’anno prossimo…..

le persone eccezionali fanno cose eccezionali (parteprima)

e così è finita. Mi sembra impossibile non dover più ripetere la mia parte…. e infatti stamattina ripetevo la parte lo stesso!

venerdi tutto il giorno sequestrate dentro la sala; era la prima volta che finalmente avevamo il palco! 8 ore di massacranti ripetizioni, nemmeno la pausa pranzo…io come al solito non sapevo la parte, il prof mi fa un bel cazziatone poi mi dice ridendo: tanto lo so che poi non mi deludi…..

per ultimo proviamo le baruffe chioggiotte, ma ormai siamo talmente cotte che non sappiamo nemmeno più quello che diciamo. io ad un certo punto della baruffa devo dire: tasì la che xe una petegola! e invece dico: tasì la che xe una p….p….putana??? non mi ricordavo più l’insulto!!!!! ussignur che risate, il prof sconsolato ci manda a casa, noi invece ci chiudiamo nel nogozio di una attrice e proviamo finchè non viene bene.

sabato abbiamo recitato; mattina per la scuola, pomeriggio per genitori e amici. ovviamente è successo di tutto, ma il pubblico ride e applaude e noi siamo soddisfatte. io miracolosamente la parte me la ricordo benissimo eheheheh

al pomeriggio arriva Re Mida con figlio piccolo (incredibile!!! non ci avrei scommesso un cent!) e con Amichetta, che non la smette di ringraziarmi per quanto si è divertita.

alla sera pizza ma siamo talmente cotte che facciamo fatica a tenere gli occhi aperti: io sto malissimo, una maledetta congiuntivite mi sta massacrando gli occhi da 3 giorni e non riesco a tenerli aperti. domenica pranzo per ricordare che 30 anni fa ci siamo diplomate.

che dire? faticoso, massacrante a volte delirante, ma altrettanto divertente, commuovente, pieno di soddisfazione. il prof ci ha regalato i copioni e mi ha scritto una dedica dove diceva che, come trentanni fa, io non so nulla finchè non arriva il giorno dell’interrogazione, allora accendo il cervello e mi esce quello che devo sapere. già. mi piacerebbe capire perchè lavoro bene solo sotto adrenalina…..

venendo a casa ieri sera mi è venuta in mente una frase di mia nonna, che mi spronava sempre a dimostrare chi sono e diceva; Emily, se sei eccezionale devi fare cose eccezionali. Già, sabato le abbiamo fatte di sicuro