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da problema a risorsa, la parabola di figlio piccolo

se ripenso agli anni passati, un sentimento sovrasta su tutti: l’ansia e i sensi di colpa per questo scellerato figlio, che fin da subito ha messo a dura prova la mia pazienza e i miei buoni propositi di madre dell’anno.
le bocciature, i problemi di aggressività, di fiducia, di irresponsabilità, le continue litigate e arrabbiature che puntualmente non portavano a nulla. per non parlare della terapia, prima solo lui poi solo io e mio marito…un delirio di persone che ha la soluzione in tasca (dietro lauto compenso…)
poi lo guardo ora e mi chiedo quando è successo, quando si è trasformato in questo dinoccolato ragazzo di 20 anni, con la barbetta rossiccia e i capelli quasi rasati, con due occhi azzurri che quando sorridono illuminano il mondo, che spesso e volentieri trova soluzioni e risposte al lavoro e a casa, che vede tutto e parla pochissimo ma ci basta uno sguardo per capirci
ieri sera arriva a casa, entra in cucina e dice: mamma?
io lo guardo e lui con gli occhi fa segno “giù”, poi li sposta si suo padre, poi fa un mezzo sorriso.io gli rispondo con un sorriso complice.
figlia grande vede questo scambio e dice: voi due siete peggio dei mafiosi che si capiscono con le “taliate” (le occhiate), se spiegate anche a me…
semplice: si accorto che nella sala grande, quella che ho promesso a mio marito, mano sul cuore ma dita incrociate per dietro, che mai più avrei dato stallo a gattini abbandonati, ecco in quella sala che comunque è da natale che non entra, ho messo una mamma gatta con i suoi due micini: lui li ha visti, ha capito che suo padre non deve saperlo ma mi approva.
che ci vuole per capirlo?
“senti, che ne dici se io e la mamma ce ne andiamo un po’ al mare in croazia, chiudi tu venerdi e apri tu lunedi che poi io arrivo?”
“papi, andate fuori dai piedi che ormai sei vecchio e devi goderti la vita che non te ne resta tanta….mamma hai da leggere vero?”
“amore ho il kindle pieno, sono pronta a tutto. ti adoro”

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ci metto l’etichetta così è mio

passate la vacanze, si torna in ufficio
non posso dire che siano state le vacanze migliori della mia vita, ma se invece di prenderle tutte insieme penso solo ai momenti positivi, forse posso archiviarle senza mugugnare allora elenchiamo i momenti positivi:
sono stata 10 giorni in compagnia di mia figlia. e quando dico 10 giorni intendo notte e giorno, spalmate sul divano a vedere outlander, a fare spese pazze (due paia di jeans da H&M), a ingozzarci di schifezze e porcherie ipercaloriche, a svuotare la sua camera (4 enormi sacchetti di vestiti, giocattoli, cianfrusaglie….se sente che le chiamo così non mi rivolge più la parole). ho capito che è stata troppo lontana da casa quando una mattina, mettendo una cosa in frigo ha detto: ci ho messo un’etichetta così sapete che è mio….
sono riuscita a vedere Rose per 24 ore…doveva essere una mini vacanza e man mano che le cose si incasinavano diventava sempre più mini…alla fine siamo state insieme pochissimo e sempre con i mariti tra i piedi….pazienza
sono riuscita ad accarezzare la micetta psicopatica che mi hanno portato le ragazze dell’associazione. non so che cosa abbia subito nel primo mese della sua vita, ma ormai sono due mesi che è con me e non si riesce a toccarla. io ci sono riuscita con l’inganno. ( è ghiotta di tonno al naturale e se vuole mangiarlo deve farsi accarezzare. Ogni tanto schizza via lo stesso, ogni tanto ci riesco)
mio marito è stato fuori dai piedi parecchio. al grido di “vado a mettere sotto carica i muletti”, o vado a far ordine in magazzino” oppure “vado a far l’inventario” o “vado a fare un trasporto dall’altra parte dell’italia” si è tolto dai piedi spesso e volentieri. dovevo assolutamente disintossicarmi
mia figlia mi ha registrato la colonna sonora di outlander…..ormai la ascolto in continuazione, a volte sono arrivata ma non scendo dall’auto per finire di sentire la canzone
mi sono comprata una giacca e chi mi conosce bene sa che questo è un avvenimento…ormai sto diventando sempre più basic…..
ho visto una delle mie più care amiche; tra il lavoro mio e suo e la sua recente gravidanza vedersi è diventato un casino.
mio figlio ha fatto una battuta a tavola che rimarrà storica….a volte dovrei ricordarmi che da me non ha preso solo i difetti
sono stata la notte di natale in montagna dai miei, ho rivisto tanti amici di adolescenza e ho constatato che diventiamo tutti vecchi (e chi dimagrisce sembra più vecchio…)
sono arrivati una montagna di ordini e questo fa ben sperare per l’anno che verrà
ho prenotato di nuovo la dietologa, ci riprovo dopo il casino di questa estate, anche perchè l’intelligentone di mio marito ha già pagato tutta la cura….
buon anno a tutti!

toglietemi tutto ma non la mia Tina

ecco ci siamo, me l’ha detto di nuovo: Emily non ce la faccio, non posso più venire ad aiutarti nelle pulizie, lo sai che mi dispiace ma ho troppi impegni di famiglia.

volevo singhiozzare.

ho messo in vendita la casa e cominceranno le visite guidate.

ho cominciato un lavoro col consulente che mi tiene in azienda tutto il giorno.

ho ancora 3 gatti in stallo che perdono più pelo di un orso.

tutte le domeniche sono via per le prove della recita.

non ce la posso fare, la casa piano piano si riempirà di sporco, panni da lavare e stirare e piatti sul secchiaio con la lavastoviglie piena

stavolta mio marito non sbraita come qualche anno fa quando mi lamentavo, di prendermi un’altra signora delle pulizie….la nostra esperienza sull’argomento è assurda

prima c’è stata quella che veniva col figlio perchè non sapeva dove metterlo: va bene ci mancherebbe, ma faceva malanni dappertutto. giocava con la radiosveglia di mio marito spostando l’ora, oppure il volume, mangiava biscotti nel nostro letto riempiendolo di briciole, nascondeva la tessera di sky in posti assurdi. un giorno ha rotto una boccetta di olio essenziale su un tappeto, ho dovuto buttarlo via non si respirava. una mattina è arrivata e ha trovato la porta chiusa (mio marito non era partito per il mare e dormiva ancora) ha visto bene di dare spallate finchè i cardini non hanno cominciato a cedere. allora è arrivato giù mio marito in mutande e l’ha insultata. più vista

poi è stata la volta di quella che mi ha fatto una bolletta telefonica assurda chiamando i numeri a pagamento

poi la moldava in tacchi a spillo e unghie laccate che si faceva la spesa nel mio armadio e nella mia dispensa

poi della depressa, che ogni volta che mi trovava in casa mi bloccava per raccontarmi i fatti suoi, tutti i suoi assurdi problemi. poi con una casa nel caos più totale passava la mattina a mettermi a posto i cassetti del bagno.

alcune devo averle rimosse perchè negli anni c’è stata una sfilata di donne che hanno creato molti più problemi di quelli che dovevano risolvere.

ah si, c’era quella che dava appuntamento all’amante  in casa mia

insomma, per dirla in bel modo, sono nella cacca

mi scusi, ma mia mamma è tutta eccitata

ieri sera io e figlia grande siamo andate a treviso perchè il comune aveva organizzato una serata con uno degli autori che amiamo, David Grossman. qualcuno con cui correre è un libro che abbiamo consumato, e poi purtroppo prestato, ( e mai restituito)

siamo arrivati molto presto perchè io temo sempre il problema parcheggi, e invece era in una sede meravigliosa, abbiamo mangiato un tramezzino e siamo corse a prenderci i posti in primafila

mancano pochi minuti e decido di andare in bagno; nei corridoi incontro un omino che mi sorride e mi dice: yeah!

io vado in bagno e penso: yeah??? non bastava buonasera?? ma perchè aveva il microfono? ….oddio è lui!!!! esco e lui passeggia nervosamente per il corridoio, mi risaluta e io non so davvero che dire, lo fisso col sorriso ebete e scappo via per paura di abbracciarlo

poi arriva, racconta il suo ultimo libro, racconta cosa vuol dire vivere in israele,  vivere in guerra…in inglese…e io capisco…..CAPISCO TUTTO????  ma come è possibile? io non capisco l’inglese, sono impedita da sempre nonostante esami e corsi e soggiorni all’estero. Ma lui si esprime pacatamente, usando parole semplici, staccando le frasi…e io capisco, sono in estasi

poi ci mettiamo in fila per farci firmare i libri; quando tocca a noi figlia grande scambia qualche parola (ho letto 3 volte il suo libro….) lui alza la testa, mi sorride e mi dice: ah, lei è la signora che ho incontrato in bagno!!

“si e mia madre è ancora eccitata per questo!

risata, stretta di mano, un’addetta ci spinge fuori dalla fila, dopo di noi ci saranno almeno 300 persone.

io rimango in stato di grazia per ore

e devo raccontare ancora che qui ho incontrato, dopo 35 anni, l’ultima morosa di mio marito, a cui ho bellamente soffiato il ragazzo. eravamo tanto amiche, non ci siamo più parlate.

ma che strano.

mi manca solo il sale grosso

ci conosciamo da una vita, da quando al mare in campeggio, abbiamo scoperto di avere tanti punti in comune (i figli della stessa età, i mariti imprenditori, il camper come mezzo di vacanza)

abbiamo fatto delle bellissime vacanze, ma quando loro sono arrivati a 5 figli le strade si sono divise, ma siamo rimasti in contatto

alcuni anni fa hanno venduto l’azienda; l’idea era di costruirci sopra degli appartamenti, ma hanno trovato montagne di difficoltà burocratiche e quando finalmente erano pronti gli appartamenti non si vendevano più

sono stati anni difficili, lui ha provato varie strade ma senza una laurea e con l’età che avanza, le possibilità diventavano sempre meno. e così la svolta, lui è partito per glasgow, ha trovato dopo poco lavoro e lei è rimasta per vendere la casa. c’è voluto un anno ma ai primi di quest’anno un camion ha caricato tutte le loro cose e si sono trasferiti li. dopo pochi giorni i piccoli erano a scuola e i grandi hanno trovato lavoro

“ma non ti manca l’italia? non ti disturba dover imparare una lingua, consuetudini….persino i pesi e le misure sono diverse! e la guida a destra!”

“l’unica cosa che mi manca è la frutta e la verdura dell’italia, e il sale grosso, qui c’è solo quello fine, l’avessimo fatto prima”

non so ma a me questa cosa mette una tristezza infinita

il mio sliding doors

tempo fa avevamo progettato di trasferire baracca e burattini, casa e azienda, da un’altra parte. Siamo andati spesso in quel posto per cercare casa, capannone industriale,  scuola per figlio piccolo, abbiamo fatto un corso di francese per tutta l’azienda.

poi è successa una cosa che ci ha fatto capire che forse non capivamo bene tutte le implicazioni della situazione

siamo in aeroporto per partire e ci dicono che ci sono ritardi… ci mollano li per parecchie ore, quando finalmente partiamo ed arriviamo nessuno scarica i bagagli. per fortuna stavolta siamo li ospiti di un forum internazionale e abbiamo il pulmino che ci riporta in albergo (dopo ore di attesa), perchè veniamo a sapere che i taxi non circolano, in città c’è il coprifuoco. attraversiamo la capitale, che di solito c’è caos di notte come di giorno, completamente deserta, carri armati agli angoli presidiati da uomini in mimetica armati che fermano il pulmino in continuazione

albergo da 5 stelle che ci porta finalmente la cena ( ma anche il pranzo…) a notte inoltrata

chiedo insistentemente a figlia grande di capire cosa sta succedendo, ma lei che è rimasta a casa mi dice che nessuno ne parla, nessuno dice niente. io sono allibita, sconcertata

eravamo a tunisi

per 5 giorni di soggiorno siamo controllati in continuazione, e abbiamo il coprifuoco alla sera. tutti, ma dico tutti, dal personale dell’albergo, ai negozianti, ai taxisti ci implorano, quando tornata a casa non dite niente per favore, se ci salta la stagione turistica per questo siamo morti

ci sono pochi posti dove mi sono sentita a casa come a bizerta, e chi mi conosce sa bene che l’africa è l’ultimo posto in cui vorrei vivere, ma non potevamo mettere in gioco tutto in un posto così instabile

ho guardato con ansia e dispiacere le immagini che arrivavano da tunisi, penso ai tunisini che sono persone splendide, che hanno una dignità che ce la sogniamo. poi vedo le immagini del parlamento, con i deputati che cantano l’inno e spero che per quello splendido paese ci sia un futuro migliore che il terrorismo

 

dacci la nostra rogna quotidiana….

ci ho pensato tanto sul da farsi.

cedere al ricatto non mi sembrava un’opzione valida, obbligarlo a venire con le cattive nemmeno. ho ancora in mente l’anno scorso, dove mi avrà detto almeno cento volte: andiamo a casa?…..no, davvero, è una giornata già complicata di suo,  non posso avere anche te che mi sfracelli gli zebedei.

la posizione di mio marito è come al solito sul filo del chissenefrega, la posizione di figlia grande è come al solito bastonate e rimproveri. io penso che con questo figlio mi gioco tutti i giorni la partita della sua maturazione e che ogni occasione è buona.

quindi con molta calma e serenità (che non ho) gli dico che mi darà un dispiacere immenso, come lo darà alla nonna (che adora) e a tutti gli altri, ma che è ora che si assuma la responsabilità delle sue azioni perchè nella vita non posso scegliere io per lui. che avrei potuto obbligarlo chiamando la mamma della morosa e facendo una sceneggiata sull’importanza della giornata e loro sarebbero venuti di corsa, ma che non ha senso alla sua età, alla sua età si decide e ci si assume tutto il carico che comporta

è stata una bella giornata

sole e neve e tantissima gente….io ho passato il sabato a fare 600 tramezzini e vengono spazzolati tutti con tanti complimenti (!!!!) se me lo avessero detto 16 anni fa che ogni anno saremo stati di più non ci avrei creduto, ma si aggiungono ogni anno morose, figli, nipoti….e ancora vedo i suoi amici piangere e ridere ricordando papà, le sue battute, le sue massime, i suoi scherzi, le sue stupidate. Ogni anni è durissima e stupefacente allo stesso tempo, come è possibile che sia ancora così presente nella vita di tutti noi?