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le volontarie, queste rompiballe

il nostro gruppo di volontariato fa molte adozioni, ma sotto ogni affido c’è un lungo e laborioso lavoro di scelta
metti un annuncio, chiamano da zero persone (gatto tigrato oppure nero, oppure con patologie e adulto) dalle venti e più se il gatto è cucciolo, certosino, a pelo lungo
ehhh già, l’occhio vuole la sua parte
comunque la volontaria che fa le adozioni ha il compito di rispondere a tutti, parlarci almeno un’ora, capire se ha altri animali, se ha esperienza, se ha intenzione di sterilizzare, di curarlo in caso di malattia, se ha figli psicopatici ecc ecc ecc
quelle più solerti fanno anche una visita a casa, balconi in sicurezza e altro. A volte si scopre che l’adottante è una accumulatrice compulsiva di gatti, o che vive in un monolocale con 4 cani di grossa taglia, e altre cosine interessanti
quindi, quando decide per un affido, dietro c’è sempre un gran lavoro di tempo, pazienza e organizzazione, e nella maggioranza dei casi le adozioni vanno a buon fine
l’anno scorso ho portato io una coppia di gattine, una bianca e una nera, a un ragazzo single; dopo un anno mi richiama e dice che ha una nuova fidanzata che non vuole la gatta nera, perchè porta male. Dopo ore di estenuanti telefonate sono riuscita a farmele dare entrambe, e il suo nome è finito in una lista che ci passiamo noi volontarie
un mese fa ho fatto un’adozione a una coppia con due bambini, e quando sono venuto a prendere i due cuccioli invece di un trasportino avevano una lettiera con la porta basculante…i miei sensori dicono di non darglieli, ma devo liberare lo stallo, 5 gattini in una situazione di pericolo aspettano di arrivare da me, quindi ci metto i gatti e ci faccio due giri di scotch per evitare che scappino
poi non li sentiamo più, li chiamiamo tante volte ma non abbiamo notizie
allora mi iscrivo al sito di facebook del suo paesello e lo cerco lì, finalmente si fa vivo. Nessun problema, solo che non aveva voglia di rispondere alle decine di messaggi e chiamate
….
ah quanto rompono le scatole queste volontarie, che dopo averci messo la casa, soldi, tempo e fatica, pretendono pure di sapere che i gattini affidati stanno bene

un incubo che sa di sensi di colpa

“quindi torno a casa e mio figlio mi viene incontro sconvolto e mi dice che ha ucciso questa ragazza: io guardo e vedo il corpo di una donna riversa nel letto. Non mi ricordo bene, ma devo avergli detto di andare a dormire, che ci pensavo io. L’unico mio pensiero è fare in modo che lui non sia condannato per questo, la mia mente pensa solo a come toglierlo dai guai.
poi mi sveglio di sopprassalto e dopo poco capisco che era tutto un sogno, ma non riesco a riprendere a dormire e continuo a farmi domande: perchè nel sogno non ho controllato come stava la ragazza? perchè non ho chiamato subito la polizia? perchè il mio unico pensiero era di togliere la responsabilità a mio figlio? e se quella ragazza fosse stata una delle mie figlie,avrei voluto che fosse stata considerata così? continuavo a pensarci ed ero sconvolta del mio comportamento.
dai, Emily smettila di ridere, lo so che è un sogno e che non è razionale, ma ero profondamente turbata da questo incubo, poi ho avuto un’illuminazione
prima di uscire stasera, ho avuto una discussione con mio figlio: è uscito dalla camera ed è arrivata fino in camera mia una zaffata di marijuana, che sarò vecchia e bacucca ma l’odore lo riconosco ancora e l’ho fermato dicendo che se lo sento io l’odore lo sente anche un qualsiasi poliziotto che lo ferma. C’è il sequestro della patente e innumerevoli casini, per non parlare se per caso fa del male a qualcuno. Lui ha riso delle mie preoccupazioni e mi ha chiamato “bigotta”
sono allibita. cosa c’entra essere bigotte? ma la sensazione di non aver fatto abbastanza mi deve aver caricato di sensi di colpa, per quello ho fatto questo incubo tremendo. Non dirmi di parlarne con suo padre che come al solito lui i problemi li scansa, cosa posso fare per fargli capire cosa rischia? ha 24 anni, lavora, si mantiene, non da problemi, non posso togliergli il cellulare come quando prendeva 4 in latino, ma cosa posso fare?
non sono più riuscita a prendere sonno, mi sento responsabile per quello che fa, Emily è inutile che mi dici che non lo sono, sono sua madre e mi sentirò sempre così
dimmi qualcosa di sensato”
ah signore, non finirà mai il senso di colpa dei genitori per i figli

ma se ci sono arrivata io….

una delle tante cose che sono capitate in questa quarantena è stata la scomparsa del nostro gattone Red.
a differenza degli altri, che escono in giardino e in strada, lui vive terrorizzato da tutto.
io gli dico spesso che la felicità è oltre la sua paura ma mi guarda con il musetto sbieco e ci manca poco che mi faccia il dito medio…per dire ci ha messo 2 anni per uscire allo scoperto quando c’era la morosa di figlio piccolo, scappa terrorizzato quando suona il campanello di casa e odia la donna delle pulizie
E’ infatti il primo giorno di ritorno al lavoro della signora delle pulizie, probabilmente agitato dalla profusione di uso dell’aspirapolvere, è scappato fuori in giardino e ne abbiamo perse le tracce
un’agitazione assurda ha preso tutti, perchè è come se si fosse perso un bimbo di 5 anni; e così figlio piccolo ha cominciato a fare delle ronde in giro per il quartiere, figlia grande ad allertare facebook, ma del gatto nessuna traccia.
insomma avevo un piede rotto che mi faceva un male cane, in balia di mio marito e mio figlio, senza nessun aiuto esterno, il cane ammalato che dovevo sopprimere, la figlia lontana, ogni tanto degli eczemi pruriginosi mi facevano andare ai pazzi e comunque mio marito era abbondantemente oltre la pazzia, perchè durante la quarantena non ha mai dormito una notte intera, agitatissimo per la situazione economica
insomma in questo contesto una sera sento il battito che accelera, lo misuro dall’orologio e vedo che ho 170 battiti…provo a mettermi tranquilla ma non si calma, insomma per farla breve corsa al pronto soccorso
mi fanno le cose di routine, tra l’altro 20 gocce di benzodiazepine (ho dormito da dio tutta la notte!!!) e non c’è nulla che non va
sono rimasta li un paio d’ore e ho potuto osservare il lavoro di medici e infermieri; bardati con doppi guanti, mascherine, visiera di plastica, sovrascarpe…poi uno telefona, poi passa la cornetta all’altro, che poi la passa a un terzo. Nessuno disinfetta il telefono, nessuno si protegge l’orecchio…e questo è successo un bel po’ di volte.
ma possibile che nessuno ci abbia pensato?
ah. siamo tornati a notte fonda, e il gatto era sotto al camper che piangeva…prima gioia del mese

quelli che usano il carrello piccolo

per anni la mia routine del supermercato è stata: entro sempre nello stesso iper mercato, metto nel carrello i soliti ingredienti che servono per una colazione al giorno ( la mia, il resto della famiglia la faceva al bar) e una cena per 2/3/4 persone ( a seconda se c’era il figlio e/o la morosa), ma tenendo conto che molte sere passavo a prendere qualcosa di pronto oppure tornavamo al ristorante
praticamente nessun detersivo, ci pensava la signora delle pulizie che ha le sue manie e le sue preferenze
ora è tutto cambiato, il ristorante è chiuso e la signora non viene più, quindi le pulizie me le faccio io alla sera quando, dopo 10 ore in ufficio, torno a casa al mio secondo lavoro.
avete presente che bene che si asciugano i pavimenti alle 10 di sera? una meraviglia. e che bisogna rilavare tutto di nuovo quando lasci la roba stesa fuori tre giorni? io l’ho imparato
così quando faccio la spesa devo ricordarmi i detersivi e i loro vari usi, e stai sicura che mi dimentico sempre qualcosa
ma il meglio è col cibo
dicono di limitare le spese, ma una spesa settimanale non basta più come prima e io mi accorgo sempre dopo che mi manca qualcosa
è finito l’olio di oliva, lo prendo dal camper, è finito anche li, usiamo quello di girasole, ma vuoi ricordartelo quando fai la spesa??
ci sono cose che prima duravano un mese, adesso finiscono immediatamente
così mi ritrovo ad andare a fare la spesa spesso, molto più di prima, ma sono anche senza il tempo per farla quindi entro e prendo il carrellino e cerco di fare più veloce possibile, ma tanto poi alla cassa mi ritrovo che quelli prima di me hanno dei carrelli da paura e ci metto una vita lo stesso.
di solito sono veloce a cambiare abitudini, ad organizzarmi le routine, stavolta invece annaspo alla ricerca di un equilibrio che non trovo
questo per dire di non insultare quelli che usano i carrelli piccoli, non sapete che battaglia stanno combattendo eheheheh

il bonus pazienza

la prima cosa che mi ha colpito di mio marito è stata la sua calma
in dieci anni, più o meno, prima del matrimonio, non l’ho mai, mai, mai sentito imprecare, alzare la voce, incazzarsi. Mai.Ero io quella incazzosa, arrogante, dispotica, capricciosa, egoista, egocentrica e assolutamente volubile d’umore. Lui mi ascoltava esplodere e gridare e poi diceva frasi del genere : la vita è fatta così, guarda avanti e lascia perdere.
A volte mi faceva girare le balle ancora più veloci, molto spesso gli davo retta
forse è per questo che negli anni dopo mi sono ritrovata dentro di me intatta tutta la pazienza che come esseri umani, abbiamo a disposizione
durante questi 30 anni di matrimonio, non saprei dire quando (ma deve essere successo presto), l’uomo calmo ed equilibrato che avevo sposato si è trasformato in un arrogante, isterico, aggressivo, maleducato e prepotente marito. ehhh lo so, non è carino da dire ma è la verità

ma era tutto molto sopportabile quando avevamo vite parallele; lui stava in ufficio tutto il giorno, io lavoravo e stavo con i ragazzi. poche ore e poche occasioni per sopportare i suoi sbalzi d’umore
poi abbiamo deciso di lavorare insieme (cioè, io non so ancora quando ho preso questa decisione, ma vabbè) e le cose si sono complicate, ma fino a un mese fa io mi ricavavo ampi spazi di autonomia da lui e tutto era sotto controllo.
la pazienza che ho dentro di me nei suoi confronti si esauriva alla sera, ma si tirava avanti

da un mese a questa parte il mio signore e padrone ha deciso che devo stare in ufficio full time, più o meno come lui, con buona pace di una casa enorme da gestire, del mio volontariato e dei miei spazi (parrucchiera? estetista? amiche per una pizza? il tempo per fare questo non è pervenuto).
e così anche la mia immensa e quasi infinita pazienza si esaurisce sempre prima, oggi per dire alle 10 l’aveva già consumata tutta
la tentazione di salire in macchina e non tornare più è sempre più forte, e dopo tutti a chiedersi il perchè

le risposte sono tutte nei libri ( o nei corsi)

un mio vecchio moroso ( che ha cercato di rintracciarmi su facebook ma io ho mentito spudoratamente dicendo che non sono io!!!!) mi diceva sempre che ero la sua “albachiara” perchè passavo tantissimo tempo a leggere e mi diceva sempre “ma pensi che ci siano tutte le risposte nei libri?” (ho fatto bene a mollarlo….)

però in effetti non sono molto cambiata, leggo ancora tantissimo e spesso trovo le risposte in qualche vita vissuta da altri. Ma ultimamente ho deciso che ci vuole l’artiglieria pesante perchè sto esaurendo la pazienza e quindi mi sono iscritta a vari corsi.
uno di questo si chiama “come parlare per farsi ascoltare”
non c’è bisogno di dire da chi voglio farmi ascoltare
dopo 16 ore di corso ho già capito che faccio già tutto di quello che suggeriscono, anzi, ho dato un paio di consigli che sono stati reputati molto interessanti.
sto perdendo le speranze….

come in un film horror (!!!!)

al gatto piscione serve un’ecografia per valutare i calcoli; è un gatto pauroso e schivo, rimasto con noi dopo un lungo stallo dell’OIPA proprio perchè non era possibile farlo adottare.
da quando è arrivato il gatto Twin detto tormento o castigo divino (a seconda di quanto siamo incazzati) lui è ancora più schivo e impaurito. Prima fase metterlo in trasportino: con un’azione combinata io e mia figlia lo ficchiamo dentro senza tanti complimenti. Sapendo di aver un solo tentativo abbiamo fatto un po’ di prove e poi splaff, dentro! ci siamo battute il 5 e abbiamo detto: il peggio è passato!!!
ehhhh come no
in ambulatorio la veterinaria chiede: nome del gatto? Red devil dico io
ma come sembra così buono! dice togliendolo da trasportino….e si scatena l’inferno
8 kg di gatto che corrono per tutto l’ambulatorio, arrampicandosi sul muro e lasciando pozze di pipì ovunque. io riesco a bloccarlo e lo agguanto per la collottola, ma lui riesce a divincolarsi e sgmam…un bel morso sulle due dita.
comincio a sgocciolar sangue manco m’avessero sgozzato, le gocce di sangue cadono nelle pozze della pipì e mia figlia si sente male, si siede appena in tempo. gatto non pervenuto
insomma siamo in una situazione di stallo: il gatto non si trova, la figlia distesa a terra, l’ambulatorio che sembra una scena del crimine e io sgocciolo sangue a terra
penso: se lo racconto nessuno ci crede
insomma per farla breve riusciamo a bloccarlo sotto una scaffalatura, lei gli fa una puntura per addormentare un pastore tedesco, e lui, continuando a ringhiare si fa fare la ecografia.
poi salta fuori che mi ci vuole l’antitetanica, anche perchè le dita mozzate sono nel braccio dove mi manca il linfonodo….2 ore dal medico curante e 8 ore di ospedale (perchè alla 7° abbiamo cambiato ospedale, altrimenti passavo li la notte…) per farmi fare il vaccino. E poi antibiotico ovviamente, erano 5 anni che non lo prendevo, mannaggia.
insomma è tutto vero, anche il conto salato di veterinario e farmacia
perchè gli sono venuti i calcoli? chiede mio arito
perchè è stressato, dico io
dobbiamo fargli anche la psicoterapia?
che ridere…..

non posso lavorare con tutto questo stress

giornate assurde ultimamente: i problemi si moltiplicano, ne risolvi uno e ne spuntano cento. siamo tutti stanchi, accaldati, sfiniti di sonno e stress e le domeniche non ricaricano più perchè abbiamo venduto il camper e comprato quello nuovo che deve ancora arrivare. Questa in teoria è una bella notizia ma senza camper non possiamo andarcene via il sabato, e questo fa si che mio marito lavori fino a tardi sabato e magari domenica mattina….poi aggiungici che domenica mattina arriva figlio piccolo alle 6 con la “tipa di turno ” (questa è una storia che devo raccontare…..) e dimenticandosi che ci siamo anche noi in casa accendono la tv in camera e fanno casino come se fossero a una festa. Smadonnamenti e porchi alle 6 di domenica mattina….
vabbè torniamo al lavoro.
in due anni siamo cresciuti tantissimo, abbiamo quadruplicato il personale (e i problemi….non venitemi a parlare di disoccupazione, nel veneto NON esiste) e ormai quando arriva un ordine viene accolto con sgomento e ansia perchè davvero, di più non si può fare.
oramai lo sclero è quotidiano, passiamo dal sollievo effimero di vedere un camion che parte carico dall’ansia che scatena una telefonata di sollecito; e fornitori che non consegnano materia prima, trasportatori che si perdono il carico, operai che fanno i capricci che manco all’asilo ne ho visti così.
e sopra tutto questo delirio il caldo soffocante di una pianura padana che vede normale avere 40° e 90% di umidità!
vabbè, andiamo avanti
oggi siamo a tavola, al ristorante come da 6 mesi a questa parte, e arriva anche figlia grande. E’ arrivata da Trento ieri sera per sostenere un colloquio di lavoro stamattina con un’organizzazione che dovrebbe farle fare dei tirocini internazionali: arriva bella e sorridente e trova una famiglia isterica.A tutti i problemi della mattina si è aggiunto il fatto di un ragazzo assunto due mesi fa che ci sta facendo vedere i sorci verdi da un bel pezzo e a tavola mi ha appena mandato un sms per dirmi che si licenzia. Esulto perchè almeno non ho più il problema ma devo attivarmi immediatamente per trovare un sostituto per domani, abbiamo delle consegne da panico
mio marito si alza per andare a rispondere alla ennesima telefonata e lei mi dice innervosita a bocca stretta: ” e poi tu vuoi che venga a lavorare da voi! con questo stress! siete pazzi!”
non ci ho più visto.
le ho detto che mai e poi mai vorrei per lei questo “stress”, ma finchè non trova lavoro invece di rimanere a trento ( e non ci sta gratis ovviamente) vieni in ufficio e impari un mestiere, senza contare che mi toglieresti del lavoro di routine che mi pesa tanto. e che questo stress le ha dato da mangiar fin ora e non mi sembra il caso di disprezzarlo anche perchè questa è la vita vera, fuori dall’università e se crede di lavorare senza stress ha bisogno di un bel bagno di realtà
insomma è andata così, è la prima volta che mi arrabbio con figlia grande ma qualcosa mi dice che non sarà l’ultima ma stranamente, questa cosa non mi mette malinconia, anzi, mi sembra più normale ora.

tregua

ho quasi paura a dirlo ma forse stasera riusciamo a partire io e Re Mida.
3 giorni pieni di mare…un sogno.
ogni minuto c’è un cambio di programma per problemi di lavoro e continuo a sentir dire: “ok lavoriamo anche sabato…”….io sospiro e aspetto gli eventi, sono così stanca di trovare soluzioni!
abbiamo preso troppe commesse, i clienti inveiscono e io passo metà del mio tempo ad inventare scuse ( a mentire francamente, secondo mio marito), e a ricordarmele pure, che non è facile.
abbiamo tutte le macchine occupate, facciamo già il secondo turno….mi sembra evidente che di più non si può fare, ma non è mai abbastanza.
entrare in ufficio è come entrare in arena: non mi sono ancora tolta gli occhiali da sole che vengo investita da una serie di problemi a cui devo trovare soluzione immediatamente, e ne sono esausta.
a casa non va meglio, martedi mi è scappato un gatto, il mio gatto, e passo le notti a cercarlo…..che angoscia saperlo in giro da solo
ma insomma sembra che si parta. io ho già caricato il frigo, 4 cose da vestire, sistemato gli animali, e sono pronta ad ogni evenienza, anche a partire stanotte verso mezzanotte, orario che vedo più probabile.
una sola cosa non ho fatto a tempo a fare: PASSARE IN BIBLIOTECA!
non devo pensarci altrimenti mi prende l’ansia di non aver niente da leggere; in fin dei conti l’unica cosa che chiedo a questi giorni è una tregua dal mondo, dai problemi, dalle ansie, dai dispiaceri…..ne sento un assoluto bisogno.
buona festa a tutti

aggiornamento delle 18.00
potevo starmene zitta….stanotte invece di partire mio marito (che è in piedi dalle 5) finirà di fare la produzione di una commessa e domattina all’alba si farà 300 km in camioncino perchè i camion non circolano. lo so che è puerile ma mi è venuto da piangere. a quanto pare non c’è tregua

questa è la mia vita….

sono quasi due anni che ho male ad una spalla; per un anno ho sopportato, sperando che sparisse da sola, poi l’autunno scorso ho cominciato a curarmi.
ho fatto tutto quello che la medicina tradizionale mi ha richiesto: laser, terapie antalgiche, medicine, raggi, visite, infiltrazioni (dolorosissime) ecografie e a gennaio ero punto a capo
così mi sono decisa ad andare da un osteopata
mi sono fissata che il male potrebbe essere causato dall’asportazione parziale del seno, perchè mia sorella sta facendo fisioterapia e invece a me non hanno fatto fare nulla, e quindi ho bisogno di qualcuno che guardi il mio dolore da un punto di vista più generale
ieri mattina vado all’appuntamento: 30 minuti buoni di chiacchiere sulla mia vita
“ma quando ha iniziato a sentire questo dolore?”
“guardi, lo so perfettamente: nell’estate di due anni fa, era un periodo terribile, mio marito in ospedale all’improvviso e io mi sono ritrovata a capo dell’azienda in una notte…un periodo di stress terribile e in quei giorni ha cominciato il dolore. Non gli ho dato peso perchè avevo un gran da fare, ma dopo ho dovuto intervenire”
“bene si spogli”
mi guarda la postura, mi dice che in effetti “pendo” dalla parte del seno sano, ma poi mi fa sdraiare nel lettino e comincia a piantarmi i pollici in alcuni punti
in alcuni non sento niente, in altri strillo di dolore
“lei guida col piede destro storto? rivolto verso destra?”
“non mi pare….”
“ci faccia caso, perchè è il responsabile di questo dolore che sente ogni tanto all’anca”
( e tu che cavolo ne sai che ogni tanto mi vengono delle fitte all’anca che mi cede la gamba?? mah…)
“bene, si rivesta ora le spiego.
allora, la mancanza di una parte di seno le ha ruotato la postura ma non è responsabile del male alla spalle. Lei ha le spalle contratte in modo pazzesco, tiene la testa incassata tra le spalle. Questa è una postura da difesa, che probabilmente ha adottato in quel periodo. all’inizio il corpo la percepisce ma dopo un po’ si adatta e non la sente più. il dolore alla spalla è la conseguenza di questa contrattura. Quel periodo di stress di cui mi parlava, come è finito?”
“ehm…mio marito è uscito dall’ospedale, ma…. quel periodo di stress….. è diventata la mia vita…..”
mentre lo dico vedo per la prima volta cosa è diventata la mia vita da due anni ad oggi, e sento che quello che dice è vero.
mi dice che prima sfiamma il nervo con la mesoterapia (questa mi manca) e poi sistemiamo il resto
io esco e per tutta la giornata proverò a rilassare le spalle ed ha ragione lui, io vivo costantemente contratta
e quando salgo in macchina per tornare in ufficio mi accorgo che guidando, storco il piede a destra
misericordia