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la paura più grande

sono le 23.40 e stranamente sono a letto anche io e miracolo, sto dormendo
mio marito dorme dalle 9 di sera, sfinito da una giornata assurda dove è successo di tutto e di più
figlia grande è a casa (ormai cosa rara) ed è nella sala giù con un amico, figlio piccolo in camera con un’amica
prima di spegnere la luce faccio un pensiero, cioè che per una volta tanto dormirò serena, i ragazzi sono tutti a casa, sotto al mio stesso tetto
sono le 23.40 e il cellulare di mio marito suona.
lui “porcona” che se è di nuovo la vigilanza stavolta fa una strage, a me si strizza lo stomaco perchè è troppo presto, di solito la vigilanza ci sveglia alle 2 di notte
è figlio piccolo
inizia un dialogo molto concitato dove lui dice che ha fatto una grande cazzata e suo padre insiste per saperla.
io urlo: ma sta bene? si è fatto male qualcuno?
ma nel frattempo sono schizzata fuori dal letto e in pochi secondi sono vestita
figlio piccolo ha riportato indietro la ragazza e poi ha visto bene di andare da un amico, su uno stradone di campagna con in macchina un altro amico, ed ha fatto un incidente
io torno in camera con giacca e scarpe e mio marito è ancora a letto che fissa il soffitto
“muoviti cazzo muoviti andiamo subito”
“calmati stavo dormendo adesso mi alzo”
io sembro un’indemoniata, voglio che si muova e andare fin li.
quando gli dico che intanto vado da sola si da una mossa ma ci manca solo che si faccia la barba.
figlio piccolo richiama e allora si decide a reagire. in macchina sembra che andiamo in corteo, non riesco a capire il motivo di questo atteggiamento, ho voglia di prenderlo a sberle
poi capisco: ha sempre detto che la cosa che lo terrorizza di più è di essere svegliato nel cuore della notte da suo figlio che gli dice che ha avuto un incidente….ecco, è successo e lui è paralizzato
arriviamo e la macchina è distrutta ma figlio piccolo e l’amico sono fuori, sotto choc ma sani.
quando vedo che sta bene vorrei prenderlo a calci
c’è da chiamare il carroattrezzi, bisogna mettere il triangolo, raccattare pezzi di macchina sparsi nell’asfalto.
non hanno coinvolto altre auto, non si sono fatti niente, sono stati fortunati potevano ammazzarsi
passa la polizia ma appurato che non ci sono feriti e danni a terzi se ne va
correva, è indubbio, la strada scivolosa dall’umidità e ha perso il controllo
io spero che questo serva da lezione, che sia d’esperienza, ma non ne sono sicura

certo che noi abbiamo perso 10 anni di vita

l’assicurazione contro la bocciatura

mi mancavano le azzuffatine con mio marito a causa di figlio piccolo…..
si è iscritto per fare la patente. bene, è cosa buona e giusta, ma….memore del patentino, che ho pagato, perso tempo per le visite mediche e pagare bollettini, e poi lui non ha mai aperto un libro per fare i quiz, gli abbiamo detto: te la paghiamo una volta, se ti fai bocciare ti arrangi, la prenderai quando te la paghi tu
bene, siamo d’accordo, no?
ehhhh, ma mio figlio ha sempre un asso nella manica.
ieri sera torna dai corsi per la patente, ci rimbabisce di cose da pagare, bollettini da fare, guide già pagate (ancor prima di passare la teoria…) e poi infila lì, tanto per dire, che con 100€ in più si paga una specie di assicurazione, che se ti va male l’esame di teoria puoi rifarlo finchè non lo passi.
silenzio
siamo troppo stanchi per elaborare un pensiero coerente, suo padre fissa il vuoto e non dice nulla, io sto cercando di mettere la cena sulla tavola in tempi record
ma ho ancora qualche neurone che funziona e dico che mi sembra una gran stronzata, praticamente ci si para il fondoschiena nel caso che non ci si impegni. Ha due possibilità, la terza significa che non ha voglia di prenderla questa benedetta patente ( che detto fra noi fare le guide con lui è una delle cose che mi terrorizza di più)
non esiste pagare 100€ in più, è già un furto 1000€
“ma se mi bocciano li butti via!”
“come ho buttato via quelli del patentino! se ti bocciano te la rifarai con i soldi che ti guadagni….”
ma capisco che ho fatto un errore madornale, ricordare i fallimenti per mio marito è come agitare un panno rosso davanti agli occhi.
si sveglia dal suo torpore per prendere le parti del figlio, l’idea è una genialata
ma possibile che dopo tutto questo tempo io casco sempre nelle stesse dinamiche familiari???

la differenza tra me e te

figlio piccolo è tornato dalla vacanza con una morosa nuova.
dire che l’avevo previsto pare brutto, ma conosco i miei polli; mio figlio mi assomiglia molto, anche se quello che vedo non mi piace proprio.
so che prima o poi troverà una compagna che lo farà impazzire con la sua indifferenza, e lui passerà la vita a rincorrerla (ehm….)
il problema è che la morosa vecchia non ne è ancora al corrente
quando si sono messi insieme un anno fa ero piuttosto contraria nel socializzare con questa ragazzina, ma il fatto di averla per casa per molti fine settimana, la vacanza al mare, i pranzi e cene in compagnia alla fine mi sono resa conto di averla “usata” per rimpiazzare la mia figlia vagabonda
resta il fatto poi che questa ragazzina non ha visto niente del mondo e in un certo senso era bello portarla a mangiare sushi, indiano, messicano per la prima volta.
la settimana prossima doveva venire con noi a maastricht a trovare figlia grande, e per lei sarebbe stato il primo viaggio all’estero.
fin qui tutto normale, sono cose da ragazzi, sono giovani e c’è tempo per impegnarsi.
ok, va bene tutto
ma non riesco a far finta che non mi faccia inorridire la totale mancanza di rispetto di mio figlio nei confronti di questa ragazzina. Per un anno è stato ospite da loro, ha mangiato dai suoi nonni, ha dormito li, ha trascorso le vacanze di natale, pasqua e parte di quelle estive. Sua madre gli ha lavato tutta la roba per andare al campo e suo padre l’ha riportato a casa ogni volta che ne aveva bisogno
l’altra sera ho parlato con lei ed è totalmente ignara della realtà, è convinta che mio figlio abbia “un brutto periodo e che se lo lascio in pace passerà”.
“Emily sai qual è la differenza tra me e te? che io mi faccio i cavoli miei, tu mai”
“la differenza tra me e te è che tu te ne freghi. punto e basta.saresti felice che tua figlia incontrasse uno stronzo come tuo figlio? non credo proprio. e se non siamo capaci di insegnargli nemmeno il rispetto per le persone che gli vogliono bene siamo proprio delle merde di genitori”

ma che fatica il mestiere di genitore

credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani

quando ci hanno detto che vendevano tutto e si trasferivano in scozia io e Re Mida siamo rimasti senza parole: 5 figli (3 minorenni), un’azienda, casa….nel giro di un anno hanno venduto tutto e se ne sono andati.
ora vivono in affitto in una casa di 140 anni, i figli a scuola, i due grandi cercano (e trovano) lavoro. lui, il capofamiglia, sta studiando l’inglese per trovare un lavoro migliore. una delle ragazze ha avuto un problema medico piuttosto grave: assistenza gratuita eccellente e velocissima. Questa estate hanno visto poco sole ma in compenso vedono un futuro che qui non vedevano più
tutto questo è stato possibile perchè hanno un passaporto; hanno attraversato una montagna di frontiere e nessuno li ha schedati, fermati, umiliati, controllati.
in questi giorni terribili stiamo assistendo a una tragedia umanitaria che non ha parole, ma a volte penso che la vera tragedia siano gli italiani ( per fortuna non tutti, ma sono tanti) che inneggiano alla violenza nei confronti di queste persone che arrivano da noi.
una cosa mi è chiara: nessun genitore mette il proprio figlio in una barca se pensa che la terra dove sta sia più sicura.E lo sanno che muoiono in tanti.Allora deve essere proprio terribile la loro situazione.
il mio paesello comunica tutto orgoglioso su fb di essere uno dei paesi che ha rifiutato di avere profughi: tutto il coro applaude, e dice scandalizzato che è ora di finirla, pensate che davanti alla discarica ci sono delle donne di colore che ti fermano e chiedono se hai qualcosa da dare piuttosto di buttarla in discarica….ehhh signori miei, ci vorrebbe il lanciafiamme per certa gente, che osa pretendere la mia roba, anche se sto per buttarla via. manco le immondizie vogliono dare.
mi da i brividi

rivoglio indietro la mia vita

3 settimane fa pensavo di fare una vita faticosa, difficile, piena di rinunce. poi ho fatto per tre settimane la vita di mio marito e ho capito che facevo una vita meravigliosa
Re Mida è stato ricoverato con la paura di un’operazione imminente per 3 settimane e al lavoro c’è stato il delirio: l’esempio più calzante è quello dell’aero, durante la tempesta del secolo, e col pilota fuori uso e il copilota che manca. Alla guida si mettono le hostess e un copilota al suo primo viaggio.
ecco, ho detto tutto.
la giornata inizia alle 6 e sono rogne fin dalla prima telefonata. Si passa velocemente da “non ce la faremo mai a consegnare, pagheremo le penali e perderemo il cliente”, a “dai che forse ce la facciamo”, per finire a “dobbiamo farcela costi quel che costi”
abbiamo portato roba ai nostri concorrenti….abbiamo fatto fare i trasporti a uno che non li aveva mai fatti, abbiamo fatto tutti 12 ore. i risultati magari sono stati modesti, ma l’alternativa era chiudere in attesa della Sua Venuta …..
pochi minuti fa è uscito dall’ospedale, sta camminando per l’azienda riprendendo i contatti; si acciglia quando vede alcune cose ferme li da 3 settimane, si meraviglia che siamo riusciti a farne altre senza di lui
certo che questa esperienza rimarrà indimenticabile per tutti. a me ha dato una lezione che non dimenticherò mai

prima di giudicarmi fai un po’ di strada con le mie scarpe

questo è uno dei miei mantra preferiti, e questa settimana ho avuto l’idea concreta della vita allucinante che fa mio marito

sveglia prestissimo, e prima ancora di avere aperto gli occhi si strizza lo stomaco dall’ansia; consegne che slittano, materia prima che non si trova, camion che non arriva, clienti idioti che sbagliano misure e pretendono di avere tre volte la stessa fornitura (la pagheranno 3 volte poi?)

due settimane fa si è licenziata il braccio destro di mio marito: 25 anni di lavoro fianco a fianco, di litigate e di grasse risate, di complicità e di incazzature. Ho sempre pensato che era più sposato con lei che con me, di sicuro in questi 25 anni di matrimonio con me ha passato più tempo con lei

ma la “cura” del consulente si è abbattuta anche su di lei, sul suo modo di lavorare approssimativo e raffazzonato, senza delegare niente ma prendendosi in ritardo con tutto,  tenendo tutte le carte sopra una lunghissima scrivania e non trovando mai nulla

l’anno scorso ho fatto un bellissimo corso di lean office, e ci ho provato a cambiare l’organizzazione: mi sono scontrata con un gentile ma fermo: “non cambiare niente che poi non mi capisco più”

bene, ora lei se ne è andata lasciando un ufficio nel caos e una certificazione alle porte di cui non ha preparato nulla in 5 mesi, e io la settimana scorsa mi sono immersa in questo delirio cercando il bandolo.

poi mio marito viene ricoverato

e allora si, siamo nella merda

ah dimenticavo, questa settimana consegnavamo la più grossa fornitura al nostro maggior cliente

ah, la macchina principale ha avuto due rotture importanti (una non bastava)

ah, che sfiga, la materia prima ha ritardi di consegna

delirio, fatica, stanchezza, sudore, ore di telefono

12 ore in ufficio tutti i giorni, poi mezz’ora a casa e di corsa in ospedale, con mio marito isterico per le cento telefonate, perchè non mangia da venerdi ed ha sempre la flebo attaccata, perchè stiamo facendo solo casino e non ce la faremo mai senza di lui

ooooommmmmmmm

io torno dall’ospedale mi faccio la doccia e filo a letto alle 10.

uhm…..esattamente quello che faceva mio marito e che io criticavo sempre. “ma non ti guardi il film con me? non hai voglia di fare due chiacchiere? facciamo una camminata veloce di un’ora per il quartiere?”

ho fatto solo 5 giorni nelle sue scarpe e già odio questa vita……

questa giornata non finisce più

la giornata di venerdi inizia alle 5.30; alle 6 nel fuoco ci sono 3 pentole e io sto stirando: tra 13 ore questa giornata sarà finita, penso e con questo pensiero corro tutto il giorno. Esco dall’ufficio che sono quasi le 20.00 e passando davanti alla biblioteca mi ricordo che devo andare a dare un aiuto alla mostra del libro: sono indecente, ho la stessa maglia da 15 ore, ma mi convinco che stasera si sistema i libri, domani si comincia.

e invece c’è l’inaugurazione, sindaco prete e assessori. io sembro una profuga e mi nascondo dietro ai libri. sono infreddolita, stanchissima, mi bruciano gli occhi e mentalmente spero che capiti qualcosa che mi costringa ad andar via.

mai chiedere, potresti essere accontentata

verso le 23 guardo il cellulare e trovo messaggi di mio marito che, con disperazione crescente, mi dice che sta male e vuole essere portato al pronto soccorso

mio marito odia l’ospedale, piuttosto muore dal male, se è arrivato a questo punto è grave

mi precipito a casa, lo trascino al pronto soccorso.

alle 2 di notte finiscono gli accertamenti, alle 3 lo ricoverano. alle 4 torno a casa, metto la sveglia alle 6 e comincio a correre

devo ancora smettere