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7 cuccioli per 7 volontarie

la settimana scorsa ci arriva una segnalazione; una signora ha visto dei cuccioli dentro un fosso, ne ha visti 6, tutti molto piccoli e magri
E’ un recupero faticoso, area grande e tanti cuccioli, ci attiviamo tutte noi del gruppo, ma in realtà i primi 5 sono abbastanza facili da prendere, hanno una fame del diavolo e basta mettere un po’ di cibo e si fanno prendere
l’ultima è una femmina tricolore, che scappa in mezzo al campo di frumento e in un bosco coperto di rovi; una caccia sempre più concitata ci porta a prenderla, ormai sotto una pioggia torrenziale, e stiamo per risalire velocemente nelle nostre auto quando con la coda dell’occhio vedo una scricciolina tricolore che si nasconde dentro al fosso
attimi di confusione, alcune volontarie erano già ripartite, quelle rimaste non mi credono, pensano che io abbia visto un topo, ma la piccolina decide di ricomparire per un altro secondo e quindi si torna tutti indietro per cercare di prendere anche lei
uno degli incubi delle volontarie: prendere tutta la cucciolata meno una, così al trauma dell’allontanamento dalla madre anche la separazione dai fratelli. E piove sempre di più ed è buio
gli lasciamo cibo e riparo e torniamo a casa, sconfortate
io devo pensare a rifocillare 6 cuccioli spaventati, magri da far paura, pieni di parassiti e con gli occhi sporchi
coraggio!
ma l’indomani passo un paio di volte, la intravedo ma di prenderla non se ne parla
ci ritroviamo alla sera decise a non mollare, ma la piccola si infila dentro un tubo dell’irrigazione lunghissimo. l’apertura è stretta, di sicuro lei non capisce che deve fare retromarcia per uscire, continuerà a camminare per il tubo lungo km finchè non muore
per individuare la sua posizione cerchiamo in internet “miagolii di cuccioli”…lei risponde quando li sente, strazia il cuore ma almeno capiamo dove è
qualcuna pensa di chiamare i pompieri, ma io so che non esiste un tubo lungo km e quindi cerco la giuntura e la trovo a due metri, in mezzo al granoturco
allora stacchiamo la giuntura e alziamo il palo per farla scivolare dentro un buco nel terreno, dopo attimi lunghissimi cade dentro e io la copro con un asciugamano, ma per recuperarla una signora si butta dentro con la testa e ci urla di tenerle e gambe. io sono stesa in mezzo all’erba alta pronta a prendere la piccola e a metterla in trasportino e finalmente ce la facciamo
quando è in salvo non ci possiamo credere, mi viene da piangere dalla felicità
è invece ho pianto poi, quando a casa mia la prendo in braccio; è minuscola e trema e fa le fusa insieme
dopo la doccia mi accorgo che sono piena di punture di insetto…ho passato un’ora in un campo di frumento mi sembra il minimo….

chi abbandona queste anime che sia stramaledetto in eterno

le volontarie, queste rompiballe

il nostro gruppo di volontariato fa molte adozioni, ma sotto ogni affido c’è un lungo e laborioso lavoro di scelta
metti un annuncio, chiamano da zero persone (gatto tigrato oppure nero, oppure con patologie e adulto) dalle venti e più se il gatto è cucciolo, certosino, a pelo lungo
ehhh già, l’occhio vuole la sua parte
comunque la volontaria che fa le adozioni ha il compito di rispondere a tutti, parlarci almeno un’ora, capire se ha altri animali, se ha esperienza, se ha intenzione di sterilizzare, di curarlo in caso di malattia, se ha figli psicopatici ecc ecc ecc
quelle più solerti fanno anche una visita a casa, balconi in sicurezza e altro. A volte si scopre che l’adottante è una accumulatrice compulsiva di gatti, o che vive in un monolocale con 4 cani di grossa taglia, e altre cosine interessanti
quindi, quando decide per un affido, dietro c’è sempre un gran lavoro di tempo, pazienza e organizzazione, e nella maggioranza dei casi le adozioni vanno a buon fine
l’anno scorso ho portato io una coppia di gattine, una bianca e una nera, a un ragazzo single; dopo un anno mi richiama e dice che ha una nuova fidanzata che non vuole la gatta nera, perchè porta male. Dopo ore di estenuanti telefonate sono riuscita a farmele dare entrambe, e il suo nome è finito in una lista che ci passiamo noi volontarie
un mese fa ho fatto un’adozione a una coppia con due bambini, e quando sono venuto a prendere i due cuccioli invece di un trasportino avevano una lettiera con la porta basculante…i miei sensori dicono di non darglieli, ma devo liberare lo stallo, 5 gattini in una situazione di pericolo aspettano di arrivare da me, quindi ci metto i gatti e ci faccio due giri di scotch per evitare che scappino
poi non li sentiamo più, li chiamiamo tante volte ma non abbiamo notizie
allora mi iscrivo al sito di facebook del suo paesello e lo cerco lì, finalmente si fa vivo. Nessun problema, solo che non aveva voglia di rispondere alle decine di messaggi e chiamate
….
ah quanto rompono le scatole queste volontarie, che dopo averci messo la casa, soldi, tempo e fatica, pretendono pure di sapere che i gattini affidati stanno bene

l’imprenditore e il vecchietto un po’ matto

ieri mattina mi arriva una foto da figlio piccolo, c’è suo padre seduto sotto uno dei pini dell’azienda su una panchina, e sta parlando con un vecchietto che non conosco
“chi è? Non lo conosco”
“ah nemmeno lui”
ok penso, qui il caldo fa male a tutti
invece poi a pranzo mi raccontano che mio figlio vede questo signore che, in ciabatte, si aggira per l’azienda.
gli corre incontro e lo ferma, gli dice che dentro non si può stare, ma appena gli parla capisce che non è tanto centrato e quindi si precipita a chiamare la ragazza dell’amministrazione che è la nostra responsabile del pronto soccorso
lei capisce subito che si è perso, e chiama l’ospedale
ma bisogna trattenerlo lì ed aspettare l’arrivo dell’autoambulanza, e così mio marito prende una panchina e la mette sotto l’albero e lo invita a chiacchierare
“ma scusa, di cosa avete parlato?”
“ma di niente e di tutto. Quando si fermava bastava fargli una domanda qualsiasi e ricominciava a parlare a vanvera, l’importante era trattenerlo lì, ma ad un certo punto voleva andarsene, si è alzato e io non sapevo più che fare , ma in quel momento è arrivata l’autoambulanza. Poi è arrivata anche la moglie, si vergognava tanto poverina, ha detto che era scappato stamattina e che lo stavano cercando tutti. Ma cosa c’è da vergognarsi, la malattia mentale è come le altre, mica ci si vergogna di avere il cancro”
“ma quanto tempo sei rimasto con lui?”
“almeno 40 minuti…”
“quindi tu, che non hai tempo per nessuno e non ti interessa nessuno, hai trovato l’empatia per perdere 40 minuti con un vecchietto sconosciuto?”
a volte mio marito mi sorprende proprio

di chi è questo cucciolo?

ieri a pranzo sembravo una pazza
sono corsa fuori dall’ufficio perchè mio marito (sempre all’ultimo momento ovvio!) mi dice che per oggi preferirebbe pranzare a casa, non si sente troppo bene
io devo andare a prendere due gatti all’usll che ho portato alle 7 di mattina a sterilizzare, per cui corro fuori dall’ufficio nella speranza di fare presto
e invece non trovo i veterinari per sentire se è andato tutto bene, se erano maschi o femmine ( se sono femmine preferisco tenerle qualche giorno in più dentro prima di liberarle), giro un pezzo, quando finalmente trovo il veterinario non se lo ricorda e viene giù a vedere i gatti (praticamente li rovescia dentro la gabbia per vedergli le parti basse, poveri animali…)
insomma sono in ritardo folle e mi precipito a casa, ma fatto pochi metri in una stradina che sbuca sulla strada statale si precipita contro la macchina un cucciolo di cane
mi fermo, e lo acchiappo
lui ha l’esuberanza dei cuccioli, corre senza guardare dove va e la sua fine sarebbe segnata se lo lascio li, quindi comincio a suonare i campanelli per sentire se qualcuno lo ha perso
arriva una macchina, c’è una ragazza dentro, le chiedo se è suo e se sa di chi è
lei mi bofonchia che non sa di chi sia e non l’ha mai visto e scappa dentro casa
io ricomincio a suonare i campanelli e intanto vedo le chiamate di mio marito e mio figlio….finalmente una finestra si apre e così riesco a ridare il cucciola alla domestica straniera che mi ringrazia cento volte
“per fortuna che si è fermata! sarebbe finito in statale!”
io gli mollo il cane e corro a casa
poi ho visto che nel gruppo del paesello la proprietaria si profonde in ringraziamenti per la signora che non si è voltata dall’altra parte….io non ho neanche risposto, a volte si passa per eroi per aver fatto una sciocchezza
arrivo a casa e sono tutti e tre (perchè c’era anche la moroso del figlio) seduti a tavola, telefono in mano e neanche l’acqua messa a scaldare
grrrrrrrr

prima i gatti italiani!!

queste vacanze di natale le emergenze feline ci hanno dato tregua e per la prima volta dopo anni a casa non c’erano gatti in stallo.
ma ero ancora per strada quando mi chiama una delle volontarie e mi dice:
“si lo so che siamo incasinate con i nostri, ma per Natale ho preso 4 gatti spagnoli che arrivano dalle “perrere spagnole” tristemente famose per chi si occupa di volontariato con gli animali
la spagna non ha ratificato la convenzione europea dei diritti degli animali e quindi quando prende un randagio, che sia un cane o un gatto, li chiude in canili lager dove non ricevono ne’ cibo ne’ acqua. i volontari hanno un mese per trovare casa a questi animali, poi vengono soppressi.
iniezione letale? eh come no, costa, li buttano vivi negli inceneritori.
con il muso legato i cani, i guaiti danno fastidio
le volontarie spagnole fanno un lavoro immenso, ma hanno chiesto aiuto al resto d’europa
e quindi una del nostro gruppo ha fornito i dati del passaporto per fare arrivare 4 gatti: arrivano sterilizzati, vaccinati e microcippati, e con test della leucemia felina fatto, pagato tutto dalle volontarie spagnole
e così sono arrivati i nostri 4; Pepito Pablito Fernando e Bebe
Bebe non ha nemmeno 5 mesi e l’hanno già sterilizzata…. gli altri 3 sono maschi.
hanno una fame e sete del diavolo, hanno viaggiato per 36 ore in un trasportino e sono molto spaesati, ma quando ricevono le prime carezze (probabilmente della loro vita..o erano domestici e sono stati abbandonati?) si sciolgono e si fanno tutti sotto per riceverne ancora.
ora sono da me da una settimana: Fernando non è ancora uscito dal suo nascondiglio ma ci guarda incuriosito; Pepito mi preoccupa un po’ perchè nonostante sia il più bello (manto color cipria) il pelo è brutto, beve tanto e mangia pochissimo. Pablito invece è un tigrato ed è una forza della natura: è più grande dei nostri gatti e guarda il giardino dalla finestra e tenta di scappare ogni volta che apro la porta
ieri sera vado a prendere delle medicine da un’altra volontaria; suo marito è assessore dentro la giunta del paesello. leghista ovviamente (e che cosa altrimenti? siamo in veneto…), il quale, dopo aver sentito la storia di questi mici esclama:”ma che idea del cavolo, ci bruciamo tutte le adozioni per i nostri mici! prima i mici italiani!”
ussignur, ma torneremo a considerarci tutto come esseri viventi e basta?

ci avevo messo due anni per trovare il tempo di andare dal parrucchiere….

ci avevo messo due anni per trovare il tempo di andare dal parrucchiere: ogni volta c’è qualcosa di più importante e devo rimandarlo.
di solito mi arrangio con la morosa di figlio piccolo, che sta studiando alla scuola di parrucchieri e non vede l’ora di mettere le mani su una testa vera: me li colora, me li taglia, mi fa le meches (si scrive così?)ed eravamo d’accordo che la prossima volta mi avrebbe fatto le punte blu…mia figlia è inorridita, a me invece fa sorridere l’idea che a 50 anni suonati mi coloro la testa di blu…comunque questi due litigano ogni 3×2, e così ero proprio indecente.
ho preso e disdetto l’appuntamento 3 volte, alla fine ieri sembrava che non ci fosse più motivi per rimandarlo e a mezzogiorno, pausa pranzo, dopo aver riempito il frigo di una mega insalata di riso che poi nessuno mangerà (non l’ho vista….mettigli un bindello di spedizione la prossima volta mamma!), arrivo con solo un quarto d’ora di ritardo e mi fiondo nella poltroncina.
non mi alzo da qui per niente al mondo! dico alla parrucchiera, e mi faccio mettere la tinta.
quando ha finito mi arriva una telefonata da una delle volontarie gattare del paesello
Emily hanno investito un micro micio e l’hanno portato dal veterinario, alle 14 chiude e bisogna andarlo a prendere e tenerlo a casa, in osservazione.
ohmmmmm
ok toglimi la tinta, asciugami i capelli che almeno non sgocciolo e vado
no no volevo anche tagliarli ormai sono lunghissimi…
la prossima volta, ora devo andare…
tra due anni ci pesti sopra Emily sui tuoi capelli
e così corro tre paesi più in la a prender questo scricciolino di pelo bianco e argento, una meraviglia se non fosse per il musetto tutto distrutto e le zampette che sembra non sapere dove mettere. si lamenta piano e strazia il cuore
mi piacerebbe un giorno o l’altro avere per le mani una di queste merde umane che toglie un cucciolo che ancora succhia il latte e lo lancia fuori dal finestrino dall’auto in corsa, invece di chiamare una delle tante associazioni animaliste della zona e chiedere aiuto per farlo adottare. o magari sterilizzare, no?

credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani

quando ci hanno detto che vendevano tutto e si trasferivano in scozia io e Re Mida siamo rimasti senza parole: 5 figli (3 minorenni), un’azienda, casa….nel giro di un anno hanno venduto tutto e se ne sono andati.
ora vivono in affitto in una casa di 140 anni, i figli a scuola, i due grandi cercano (e trovano) lavoro. lui, il capofamiglia, sta studiando l’inglese per trovare un lavoro migliore. una delle ragazze ha avuto un problema medico piuttosto grave: assistenza gratuita eccellente e velocissima. Questa estate hanno visto poco sole ma in compenso vedono un futuro che qui non vedevano più
tutto questo è stato possibile perchè hanno un passaporto; hanno attraversato una montagna di frontiere e nessuno li ha schedati, fermati, umiliati, controllati.
in questi giorni terribili stiamo assistendo a una tragedia umanitaria che non ha parole, ma a volte penso che la vera tragedia siano gli italiani ( per fortuna non tutti, ma sono tanti) che inneggiano alla violenza nei confronti di queste persone che arrivano da noi.
una cosa mi è chiara: nessun genitore mette il proprio figlio in una barca se pensa che la terra dove sta sia più sicura.E lo sanno che muoiono in tanti.Allora deve essere proprio terribile la loro situazione.
il mio paesello comunica tutto orgoglioso su fb di essere uno dei paesi che ha rifiutato di avere profughi: tutto il coro applaude, e dice scandalizzato che è ora di finirla, pensate che davanti alla discarica ci sono delle donne di colore che ti fermano e chiedono se hai qualcosa da dare piuttosto di buttarla in discarica….ehhh signori miei, ci vorrebbe il lanciafiamme per certa gente, che osa pretendere la mia roba, anche se sto per buttarla via. manco le immondizie vogliono dare.
mi da i brividi

ascolta il tuo cliente

anni fa durante un indimenticabile corso di marketing, alla conclusione il prof ci diede questa pillola: ” comunque ricordatevi che potrete essere geni nell’analizzare dati e tendenze, ma se non siete capaci di ascoltare il vostro cliente farete degli errori clamorosi”
questa frase mi viene spesso in mente, quando mi capita, da cliente, di rispondere alle domande dei fornitori sconvolti perche non vengono più interpellati. Se ti ho detto un milione di volte che così non va fatta una cosa, non puoi cadermi dalle nuvole.

oggi sono andata dal parrucchiere: non capita praticamente mai, l’ultima volta sono andata per il mio compleanno ed erano almeno 4 anni che non andavo

la parrucchiera mi accoglie felice (il negozio è quasi vuoto) e io le dico subito: ce la faccio vero in un’ora e mezza a finire? perchè devo tornare velocemente in azienda
nessun problema,
mi dice, devi solo fare il colore
bene
attendo venti minuti e nessuno viene a fare alcunchè (intanto chiacchiero amabilmente con alle!), finalmente arriva e io le chiedo di nuovo: ma riesco ad uscire presto vero?
nessun problema….

poi comincia a farmi la piega
ora….io manco me li asciugo i capelli, di solito li lascio gocciolanti, se vado in macchina apro i finestrini e faccio prima. tanto sono dritti come spaghetti e non ha senso farci niente

vedo che cominciano in due a tirarmi i capelli con una spazzola: ti faccio un regalo speciale, così ti viene voglia di venire più spesso, vedrai come sei felice alla fine!
ok….mi basta uscire all’ora che ti ho detto...
io senza occhiali non vedo nulla, ho una vaga idea che sia tardi e quindi chiamo in azienda. dico che ho un po’ di ritardo, ma arrivo subito. mi dicono un po’ di rogne e io ribadisco, arrivo subito
chiedo conferma alla parrucchiera: “finisco presto, vero?
per farla breve finiscono un’ora e mezza dopo il previsto e hanno usato tutta questa energia e tempo per farmi riccia. RICCIA!!!!
chi mi conosce sa che è semplicemente assurdo, stasera sarà tutto irrimediabilmente moscio.
io sono irriconoscibile
sono arrivata alla fine dell’orario d’ufficio
e ho dovuto anche ringraziare e mostrarmi entusiasta
ma mi hai ascoltato????

il maniero è in vendita

la decisione l’ho presa un po’ di tempo fa, ma con gli anni ho capito che se voglio che le cose accadano devo far credere a mio marito che sia una decisione sua (il mio grasso grosso matrimonio greco docet): da tempo penso che la casa dove viviamo non corrisponda più al progetto familiare, e quindi dobbiamo cambiare

quando ho comprato la casa 15 anni fa, mi immaginavo una vita completamente diversa, un po’ sull’idea di casa mia: donna di servizio tutti i giorni, tanti amici, tanti morosi, tante feste, quindi spazio a volontà, giardino grande  e letti come in un ostello.

in realtà i miei figli hanno fatto scelte diverse, e la casa rimane in mano ai 3 gatti dell’oipa praticamente tutto il giorno, la signora delle pulizie viene sempre meno e mio marito passa 7 giorni su 7 in ufficio, e io mi ritrovo a pulire, rinfrescare, riscaldare  e pagare tasse e riparazioni per una casa che non usa nessuno

uno dei miei motti è che le cose devono servirci, non noi servire le cose e quindi, nonostante la ferma opposizione di figlia grande, ho messo in vendita la casa (o il maniero, come la chiama la mia futura-speriamo di no- consuocera)

l’agenzia immobiliare mi ha proposto una cifra che è la metà di quello che l’abbiamo pagata.

cominciamo bene

altro fallimento

non so se sono più depressa o arrabbiata, e non so se prendermela con mio figlio, con mio marito o con la dirigenza dell’hockey del paesello

sono 9 anni che figlio piccolo gioca ad hockey ma è da quando aveva 3 anni che corre sui pattini; se c’è una cosa che gli riesce bene è questa, pattinare

gioca in una squadra che per molti motivi non ha mai ingranato; cambiamenti continui di allenatore, cambiamenti continui di giocatori, e forse, un mix che non si trova, non so. Il dirigente è una persona sicuramente in gamba, ma, per usare un eufemismo, un pelino collerica e ai limiti della maleducazione (ormai non si contano le multe che ha preso per aver bestemmiato durante una partita….), a cui si aggiunge una disorganizzazione cronica

insomma, per farla breve, non ero felice che figlio piccolo frequentasse questa associazione, ma visto che l’alternativa è a 35 km ho sempre cercato di vederci i lati positivi

ma la settimana scorsa è esplosa una situazione assurda, dove siamo venuti a sapere di grossi problemi nella squadra e dell’intenzione di mio figlio di non fare più hockey; la mia posizione è come al solito che se hai preso un impegno lo porti fino in fondo, quella di mio marito è che la situazione è talmente degenerata che è la cosa migliore non andarci.

in tutto questo casino figlio piccolo ha messo via l’attrezzatura e ha smesso di andarci, senza una parola di chiarimento con nessuno

un altro fallimento, un’altra rinuncia, un’altra occasione mancata