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scelgo di essere felice

non ho parole, sono passati due mesi dall’ultima volta che ho scritto.
una bella estate carica, con figlia grande partita per nuove avventure in Polonia, (dopo aver fatto un mese e mezzo da mia madre su cui ci sarebbe da scrivere un libro), su figlio grande che, lavorando indefessamente notte e giorno con temperature africane ci ha permesso di fare una vacanza lunghissima, su mio marito, su cui c’è ancora tanto da scoprire dopo 37 anni di vita in comune.
meglio parlare di vacanze, finchè ho ancora la pelle colorata dal sole -finalmente , dopo 6 anni dalla radioterapia- finchè ho ancora il mood andamento lento che mi piace tanto
sono state vacanze fantastiche, non mi ricordo di averne fatte così belle nella mia vita
e sono partite come tutte le altre, con me e mio marito carichi di tensione, risentimento e rabbia repressa, a cui si aggiungeva il fatto di partire con l’azienda aperta, per due settimane. mio marito ha deciso per le ferie scaglionate, per chiudere solo una settimana e fare tutti tre, un complicato gioco di scambi per garantire continuità anche se il problema più grosso era lui: chi sostituisce il capo?
un paziente lavoro di programmazione e poi via, verso il Portogallo.
già subito è uscita la voglia di azzannarsi: 3 false partenze perchè – l’uomo ordinatissimo che non dimentica nulla e non perde mai nulla salvo quando gli spiriti maligni, tipo io e la signora delle pulizie mettiamo le mani sulla sua roba…._ ha dimenticato e poi non trovato i passaporti, il cavo della corrente e altre cosucce non indispensabili.
dopo 3 ore di giri e rigiri, tra casa e azienda alla ricerca di quello che si era dimenticato, la tentazione di esplodere come un vulcano era al limite.
ma poi mi sono detta: ti aspettano 3 lunghe settimane chiusa in un minuscolo spazio vitale con lui, se cominciamo a litigare apriamo le cateratte e non è più finita, smettiamo solo al ritorno…vuoi davvero che finiscano così le vacanze?
no, mi viglio bene, ho bisogno di stare bene, se non ci penso io a stare bene chi ci pensa? ecco, tutto il resto passa in secondo piano, obiettivo essere felice, perchè essere felici è una scelta che bisogna fare con consapevolezza e soprattutto dipende da te …e allora ho un dannato bisogno di essere felice, non ne posso più di incazzarmi come una biscia perchè mio marito, i figli il lavoro, la casa, le amiche il mondo non è come lo vorrei, non mi aspetto più nulla dagli altri, sono felice a prescindere.
oh, ha funzionato. non so ancora come ma ha funzionato.
e per la prima volta dopo una vacanza non avevo nessuna voglia di tornare a casa

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potrebbero farci un reality su di voi

ieri sera a cena con mio marito
“scusami,lo so che non è bello, ma ho bisogno di ascoltare un po’ di vocali” e faccio partire il primo di una lunga serie, dove le signore del mio gruppo di gattare raccontano la telecronaca di un salvataggio allucinante di una gatta che ha partorito i cuccioli all’interno di una fabbrica sopra dei cantilever altissimi.
mio marito che di solito ha un atteggiamento tra l’insofferente e lo spazientito per questa mia attività, stavolta si emoziona e mi incita a continuare ad ascoltare per sapere come è andata a finire.
“e questo non è niente!”
allora gli racconto che il giorno prima mi chiama in azienda una signora per dirmi che hanno trovato un gattino dentro la ruota del suv di una signora; mi precipito li e chiamo in aiuto il resto del gruppo, arriva un’altra signora e il marito di un’altra, armato di guanti e trasportino (anche gli uomini a volte hanno buon senso…) e riusciamo a far uscire il micino che terrorizzato, esce dalla ruota ma si rifugia in un giardino di una casa disabitata, con l’erba altissima.
“conosco i proprietari faccio una telefonata per chiedere se possiamo accedere” dice il marito
“beh di sicuro non ti dicono di no quindi intanto io entro”
“tecnicamente è violazione di proprietà privata….”
“Emily fai tacere l’avvocato che è in te e aiutami a scavalcare”
si inoltra in una selva altissima seguendo il pianto del gattino; si graffia, si punge con i rovi ma alla fine lo acchiappa. nel mentre che sta cercando di passarmelo si scatena una bufera d’acqua e in un minuto siamo tutti zuppi, ma il gattino è in braccio mio e graffia come un dannato.lo portiamo a casa mia e lo stallo nel bagno giù, lui soffierà come un pazzo per qualche ora, ma alla prima carezza si arrende e partono delle fusa che si sentono da fuori la porta.
una settimana fa ci chiama la moglie di uno che lavora in discarica, dice che suo marito ha trovato due gattini zuppi e minuscoli che strillano come ossessi, lei urla che non sa cosa farci di andarli a prendere.
io salto il pranzo, vado a prendere i gattini, li riscaldo e li asciugo e cerco di attaccarli a una mamma gatta che ho in stallo, ma lei gli ringhia (ha l’istinto materno della nonna paterna, dice mia figlia….) e allora una signora corre a comperare ciucce e latte in polvere, mentre la veterinario chiamata di corsa gli fa una flebo di glucosio.
insomma per farla breve finalmente si attaccano e mangiano come selvaggi, verranno affidati all’unica di noi che non lavora, alzarsi per allattare tutte le notti proprio no, non ce la faccio (anche se in realtà la prima notte l’ho fatta io e non è stato un dramma, ma conosco i miei limiti)
adesso sono tornati da me, stanno bene e parte l’iter per l’adozione, ci serve mia figlia perchè fa delle foto strepitose, “quando tua figlia gli fa le foto li diamo via come il pane!”
mio marito ride come un matto, e dice che dovrebbero fare un realty su di noi, che siamo come la protezione civile.
adesso ride, ma so benissimo che quando si accorgerà che tutte, e dico tutte le stanze della casa praticamente contengono gatti avrà una crisi di nervi con i fiocchi.
ecco servito il realty, con la sua buona dose di trash

ci ho scritto “badante” in fronte?

mi dicono che sono tutti così, i mariti, per quello ci sono tante vedove e pochi vedovi.
non so, a me non fa ridere però questa cosa che mio marito tratti con una leggerezza estrema la sua salute, pagando un conto salato in termini di qualità di vita.
due anni fa è finito all’ospedale per quasi due mesi e ha lasciato me nel delirio assoluto, e tutti hanno detto: era ovvio che faceva quella fine…glielo ho sempre detto!!!
mio marito ha una montagna di “magagne” fisiche, date dal fatto che lavora troppe ore, che ha l’incazzamento facile, che dorme poco e male, che cammina male, che è fuori peso, in definitiva, perchè vive male pensando che va bene così, testa bassa e coda dura dicono da queste parti.
da un po’ di tempo mi sono stufata di sentire le sue lamentazioni e l’ho costretto ad andare da un osteopata, a controllare la dieta, a fare movimento e a curare l’insonnia.
ottimi risultati fin dall’inizio, ma hanno messo me in una spirale della serie: hai preso la melatonina? hai preso appuntamento col dottore? ti sei ricordato di andarci? basta patate come contorno prendi i broccoli! dai facciamocela a piedi che ci fa bene….e lui invece di essere collaborativo fa il bambino capriccioso, che si dimentica la pastiglia anche dopo che glielo hai ricordato cento volte, che si ingozza di wafer al cioccolato appena io esco dal salotto, che salta gli appuntamenti col dottore.
a volte rido (soprattutto quando cerca maldestramente di nascondere le carte dei dolci) a volte mi incazzo, altre volte lo mando mentalmente a fanculo
ma spesso penso: ma i miei prossimi vent’anni con lui saranno così?
insomma, mi aspetta di fargli da badante per il resto della mia vita??

questa è la mia vita….

sono quasi due anni che ho male ad una spalla; per un anno ho sopportato, sperando che sparisse da sola, poi l’autunno scorso ho cominciato a curarmi.
ho fatto tutto quello che la medicina tradizionale mi ha richiesto: laser, terapie antalgiche, medicine, raggi, visite, infiltrazioni (dolorosissime) ecografie e a gennaio ero punto a capo
così mi sono decisa ad andare da un osteopata
mi sono fissata che il male potrebbe essere causato dall’asportazione parziale del seno, perchè mia sorella sta facendo fisioterapia e invece a me non hanno fatto fare nulla, e quindi ho bisogno di qualcuno che guardi il mio dolore da un punto di vista più generale
ieri mattina vado all’appuntamento: 30 minuti buoni di chiacchiere sulla mia vita
“ma quando ha iniziato a sentire questo dolore?”
“guardi, lo so perfettamente: nell’estate di due anni fa, era un periodo terribile, mio marito in ospedale all’improvviso e io mi sono ritrovata a capo dell’azienda in una notte…un periodo di stress terribile e in quei giorni ha cominciato il dolore. Non gli ho dato peso perchè avevo un gran da fare, ma dopo ho dovuto intervenire”
“bene si spogli”
mi guarda la postura, mi dice che in effetti “pendo” dalla parte del seno sano, ma poi mi fa sdraiare nel lettino e comincia a piantarmi i pollici in alcuni punti
in alcuni non sento niente, in altri strillo di dolore
“lei guida col piede destro storto? rivolto verso destra?”
“non mi pare….”
“ci faccia caso, perchè è il responsabile di questo dolore che sente ogni tanto all’anca”
( e tu che cavolo ne sai che ogni tanto mi vengono delle fitte all’anca che mi cede la gamba?? mah…)
“bene, si rivesta ora le spiego.
allora, la mancanza di una parte di seno le ha ruotato la postura ma non è responsabile del male alla spalle. Lei ha le spalle contratte in modo pazzesco, tiene la testa incassata tra le spalle. Questa è una postura da difesa, che probabilmente ha adottato in quel periodo. all’inizio il corpo la percepisce ma dopo un po’ si adatta e non la sente più. il dolore alla spalla è la conseguenza di questa contrattura. Quel periodo di stress di cui mi parlava, come è finito?”
“ehm…mio marito è uscito dall’ospedale, ma…. quel periodo di stress….. è diventata la mia vita…..”
mentre lo dico vedo per la prima volta cosa è diventata la mia vita da due anni ad oggi, e sento che quello che dice è vero.
mi dice che prima sfiamma il nervo con la mesoterapia (questa mi manca) e poi sistemiamo il resto
io esco e per tutta la giornata proverò a rilassare le spalle ed ha ragione lui, io vivo costantemente contratta
e quando salgo in macchina per tornare in ufficio mi accorgo che guidando, storco il piede a destra
misericordia

l’assicurazione contro la bocciatura

mi mancavano le azzuffatine con mio marito a causa di figlio piccolo…..
si è iscritto per fare la patente. bene, è cosa buona e giusta, ma….memore del patentino, che ho pagato, perso tempo per le visite mediche e pagare bollettini, e poi lui non ha mai aperto un libro per fare i quiz, gli abbiamo detto: te la paghiamo una volta, se ti fai bocciare ti arrangi, la prenderai quando te la paghi tu
bene, siamo d’accordo, no?
ehhhh, ma mio figlio ha sempre un asso nella manica.
ieri sera torna dai corsi per la patente, ci rimbabisce di cose da pagare, bollettini da fare, guide già pagate (ancor prima di passare la teoria…) e poi infila lì, tanto per dire, che con 100€ in più si paga una specie di assicurazione, che se ti va male l’esame di teoria puoi rifarlo finchè non lo passi.
silenzio
siamo troppo stanchi per elaborare un pensiero coerente, suo padre fissa il vuoto e non dice nulla, io sto cercando di mettere la cena sulla tavola in tempi record
ma ho ancora qualche neurone che funziona e dico che mi sembra una gran stronzata, praticamente ci si para il fondoschiena nel caso che non ci si impegni. Ha due possibilità, la terza significa che non ha voglia di prenderla questa benedetta patente ( che detto fra noi fare le guide con lui è una delle cose che mi terrorizza di più)
non esiste pagare 100€ in più, è già un furto 1000€
“ma se mi bocciano li butti via!”
“come ho buttato via quelli del patentino! se ti bocciano te la rifarai con i soldi che ti guadagni….”
ma capisco che ho fatto un errore madornale, ricordare i fallimenti per mio marito è come agitare un panno rosso davanti agli occhi.
si sveglia dal suo torpore per prendere le parti del figlio, l’idea è una genialata
ma possibile che dopo tutto questo tempo io casco sempre nelle stesse dinamiche familiari???

l’anticamera del divorzio

continuiamo ad avere per casa gatti in stallo per varie associazioni: alcuni rimangono per una notte, altri per un anno…insomma. c’è un bel da fare.
l’ultima arrivata è una micetta splendida, ma non adottabile perchè ha una paura folle di essere toccata dagli umani. Ormai è più di un mese che circola in casa; segue gli altri gatti, mangia dorme e gioca con loro, ma se tu umano ti avvicini, sembra un cartone animato che corre via….
alcune sere fa la vedo che dorme nel mio letto con gli altri, mio marito scatta anche una foto perchè è un bel traguardo….peccato che quando vado a letto mi accorgo che la signorina mi ha fatto una pisciatona sopra il piumino.
è tardissimo, io sono cotta e dovrei andare fuori in camper a prendere il piumone matrimoniale….non esiste, entro in camera di figlia grande, arraffo i due piumoni del letto e dico a mio marito che stasera si dorme così, poi si vedrà
“piumoni separati…l’anticamera del divorzio!” sentenzia
…..
erano anni che non dormivo così bene. avvolta come in un bozzolo. nessuno che mi scopre. nessuno che mi da calci. nessuno che solleva il piumone. che meraviglia, che favola
e allora….porto il piumone in pulitura ma dico, tranquilli, non c’è fretta. e infatti devo ancora andarlo a prendere
ogni sera mio marito guarda il letto e dice: piumoni separati…l’anticamera del divorzio!
e io ogni sera penso: mio caro socio, l’anticamera del divorzio è lavorare insieme……

se la mamma sbrocca…..

per metà della mia vita sono stata una persona capricciosa, collerica e un po’ stronzetta. Poi sono arrivati i figli e mi sono resa conto con orrore che ero la fotocopia di mia madre e ho cambiato atteggiamento, fino a volte a rasentare la sensazione di essere …smidollata.
purtroppo la persona dolce, equilibrata e pacifica che ho sposato si è trasformato in un cane rabbioso, e questo non è simpatico. ma mi son detta che se volevo evitare di far crescere i miei figli nelle stesse tempeste emotive normali di casa mia, non c’era soluzione. a volte è stato difficile ma ho evitato di scoppiare davanti a tutti
poi mi sono ammalata di cancro e una parte di me ha pensato che erano tutti i vaffanculo non detti, e comunque i ragazzi ormai sono grandi, ormai sono fuori casa, e caro marito è ora che la pianti di sentirti sempre in ragione
e così ho ricominciato a rispondere, ad avere pretese, a non tollerare certi comportamenti.
ovviamente mio marito fa resistenza, dove è finita sua moglie? questa donna dalla lingua tagliente non gli piace per niente
sabato pomeriggio, camera da letto
“senti Emily, quando MI chiudi l’anta dell’armadio, potresti stare attenta? ogni volta mi pizzichi le giacche”
“senti, caro marito, ma ti ascolti quando parli? CHIUDITI DA SOLO L’ANTA DEL TUO STRAMALEDETTO ARMADIO PERCHE’ E’ COME SE MI DICESSI CHE QUANDO TI PULISCO IL SEDERE DEVO STARE ATTENTA A NON LASCIARTI PEZZETTI DI CARTA IGIENICA…..” un secondo dopo mi rendo conto di aver esagerato. e deve pensarlo anche mio marito dalla faccia esterrefatta che fa
figlio piccolo entra come una furia in camera, punta il dito su suo padre e dice:
“senti tu, smettila di tormentare la mamma, che tra casa e ufficio non ha un minuto di tregua. e se sbrocca lei, siamo tutti nella merda. vieni qui mamma, ti abbraccio io, stai calma andrà tutto bene….”

e mi abbraccia con fare molto materno, ormai è più alto di me e gli metto il naso sul petto. So che mi sta prendendo in giro ma con lui non riesco proprio ad arrabbiarmi.
anche perchè non ha la pallida idea di come sono veramente quando sbrocco….