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la ragazza che sussurrava ai gatti

siccome non avevo niente da fare, ad ottobre ho risposto a una richiesta d’aiuto piuttosto pressante di una signora che, dai oggi da mangiare a un gatto, dai domani, si era ritrovata con una colonia di 30 gatti sotto casa.
i condomini durante l’assemblea l’avevano minacciata di sterminarli tutti,nessuno li vuole, e quindi la signora non sapeva più che fare
nel giro di qualche giorno la sua è diventata una colonia protetta dalla legge e con le sterilizzazioni gratuite del’usll: sembra tutto facile fin qui, ma dopo arriva il lavoro delle volontarie di catturare i mici, portarli a sterilizzare alla mattina presto, andarli a riprendere, tenerli al caldo un paio di giorni, per poi liberarli nel loro territorio. Nel caso dei cuccioli si prova ad addomesticarli, per dargli una nuova vita
un lavoraccio insomma, se si aggiunge che per entrare in questa colonia bisogna attraversare un campo incolto ed entrare in un recinto dove ci sono 4 cavalli non proprio amichevoli, il tutto in un fango perenne…insomma, dura la vita della volontaria!
comunque ci siamo, a novembre vengono catturati 4 cuccioli bellissimi, e io decido di tenerli per farli adottare ma questi non ne vogliono sapere di diventare amici, soffiano e ringhiano e cercano di graffiarmi….sotto natale comincio a perdere la pazienza e quando torna figlia grande per stare qualche giorno a casa, le dico che questi irriducibili selvaggi hanno i giorni contati, al mio rientro delle ferie li libero
poi lei mi manda dei video dove li accarezza , li tiene in braccio e fanno le fusa
….
tutto in due giorni?
……
insomma la storia è finita bene, ieri due sono stati adottati: sono partita con un nebbione da cavallo, ho detto a mio marito che dovevo andare vicino a casa e invece erano 60km ma i micini sono arrivati a destinazione da una famiglia bellissima. si sono subito nascosti impauriti ma spero che capiscano presto che quelli saranno la loro famiglia
teniamo incrociate le codine, come diciamo noi volontarie….

dai, era solo un gatto

la cosa orribile è finita in modo orribile

domenica mi sono accorta che sclero (il gatto di figlia grande) non stava bene, lunedi lo porto dalla veterinaria e mi dice che ha mangiato topicida, sta facendo emorragia intestinale.

due giorni orrendi e poi martedi è morto, tra atroci sofferenze, ma questo mia figlia non lo saprà mai (spero)

sclero è arrivato a casa nostra un giorno di giugno di 8 anni fa; è stato il nostro primo gatto e ha sempre fatto quello che voleva: era capace di stare fuori anche tre giorni, per scoprire che dormiva nel letto dei vicini, mangiava la minestra con la vecchina di fronte e attentava la vita del cane del vecchietto in fondo alla via.

ma poi lo trovavo sulla finestra del mio bagno, lo facevo entrare, si scrollava e si dirigeva in cucina. con buona pace della mia ansia a saperlo fuori

aveva un pessimo rapporto con i micetti che ho in stallo per l’oipa: lui aveva una vita forsennata fuori, e quando rientrava voleva riposare.

forse se non gli avessi permesso di uscire sarebbe ancora vivo

forse se avessi capito subito che era grave sarebbe ancora vivo.

forse se avessi seguito i consigli delle volontarie dell’oipa sarebbe ancora vivo

forse se non avessi mai avuto sclero adesso non ci starei così male

ma è sempre la solita cosa, rinunciare ad avere animali per paura di soffrire è una cosa che non posso accettare, e quindi tutto questo dolore fa parte della vita

e chi mi dice che è solo un gatto avrà il mio imperituro disprezzo

non ho più voglia di parlare

settimane complicate, faticose, tutte ad incastro. finalmente figlia grande ha trovato il volo, parte domani, due giorni d’anticipo, e starà via un mese e mezzo. 48 giorni per l’esattezza, ho fatto anche il conto delle ore ma non lo dico per pudore.

al lavoro la situazione sta diventando sempre più incasinata, e se è vero come dice il consulente del lavoro che a settembre non si potrà più fare cassaintegrazione scoppierà tutto, e chissà cosa ne sarà di noi.

io, nel frattempo, mi incasino la vita

con i gattini, che sono sempre 4 dannatissimi cuccioli che corrono come invasati per tutta la casa: la settimana prossima ne vanno via due, ad una famiglia che è costretta a rinunciare alle vacanze e allora la mamma ha pensato che due gattini renderanno la cosa meno amara, e dopo gli altri due, per un progetto pilota nelle carceri di pet therapy, appena ne so di più lo racconterò

 

poi è arrivato di nuovo il nipote australiano, che, come10525834_10203697847140582_7645244481983902325_n fosse andato via ieri (in effetti sono passati 4 mesi) si è subito adattato alla vita un po’ sconclusionata di casa nostra. tra la sua valigia e quella di mia figlia sembra che nella camera sia scoppiata una bomba. se ci riesco inserisco la foto di ieri sera

l’altra pomeriggio eravamo io e lui sul divano: zia sei triste? qualcosa ti preoccupa? non sei tu, non sei del solito umore. E così ho raccontato, a un estraneo che non conosce le persone coinvolte, la cosa orrenda che è capitata la settimana scorsa. perchè io sono una stronza e quando mi feriscono tiro dritto e mando a fanculo. però dentro si spezza qualcosa e allora non ci sono più parole per nessuno

domani i tuoi vanno al banco

ecco, la responsabile dell’OIPA mi ha detto la fatidica frase:

domani i tuoi vanno al banco, che significa che domani saranno esposti in una specie di bancarella al mercato per essere adottati.

azz

sono miei

appena entro in casa arrivano tutti e 4 di corsa

qualunque lavoro faccio si dispongono tutti insieme per osservarmi e giocare.

ogni volta che mi siedo al pc sul divano corrono ad accaparrarsi i posti migliori addosso a me

persino mio marito li guarda giocare e si fa delle sonore risate, ha dato un nome a tutti e 4 e si diverte a fotografarli quando fanno el mucio (il mucchio)

ma domani i miei vanno al banco, il che vuol dire che potrebbero essere adottati e in teoria lo devo proprio sperare

la dura vita della mamma in affido!

el mucio

el mucio

le ansie di un mammo

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giovedi sono arrivate due volontarie dell’oipa: una aveva i gattini dentro una conigliera. l’altra è arrivata con giornali di carta, sabbiera, sabbia, paletta, asciugamani, cuccia, ciotole, mangiare secco, mangiare umido, giochi, medicine.

valutato il posto hanno lasciato li i gatti con alcune raccomandazioni e via, avevano avuto un altro avvistamento

i micini escono a fatica dalla gabbietta, c’è il temerario che ti si avvicina subito per due coccole, quello che non esce nemmeno se lo spingi fuori. ma tutti e tre si sono fiondati sulle ciotole piene e quando hanno finito avevano il pancino talmente pieno che sembravano incinti.

i primi giorni sono stati faticosi, bisogna prendere un po’ di ritmo: ieri chiedo aiuto a figlio piccolo perchè volevo lavare la stanza e allora prendo i micini, li metto nel bagno degli ospiti che ad un primo sopralluogo mi sembra un posto sicuro ma gli chiedo se può rimanere un attimo con loro….. mentre sto lavando la stanza sento la voce agitata di mio figlio che mi chiama. Arrivo di corsa e lui ha la testa tra il muro e il bidet, mi dice che sono passati tutti li dietro ma uno non è uscito e ha scoperto che c’è una cavità….sarà mica caduto dentro le fogne?

panico. azzarolla e poi fanno bene a dire che sono inaffidabile….

io caccio la mano ma non sento niente e il panico sale…allora caccia dentro la mano figlio piccolo e riesce a tirarlo fuori, dio che sollievo, figlio piccolo ha fatto una lavata di capo al micio che mi faceva morir da ridere

poi mi ha detto: io non posso fare la mamma, non reggo lo stress…..

ah si???? figurati io!

 

per rilassarmi coccolo gattini

ogni tanto mi chiedo da dove viene questa figlia strana che mi ritrovo, poi fa qualcosa che mi fa sorridere perchè la sento mia.

ai miei figli ho decisamente trasmesso i geni di san francesco, li chiamava così mio padre, credo, dicendo che non ero proprio capace di disinteressarmi degli animali. dovunque andavo in vacanza con loro trovavo cani e gatti randagi e passavo il tempo a nutrirli nonostante i miei esercitassero un controllo ferreo

poi m sono sposata e come tante cose ho pensato: adesso faccio quello che mi pare! e invece mio marito ogni volta che mi vede allungare qualcosa a un animale randagio parte con la solita filippica che mi sento dall’infanzia: ci riempiremo di bestie! smettila di dargli da mangiare

ogni tanto mi viene in mente figlio piccolo nell’ultima vacanza in grecia, girava con un piccolo zaino dove teneva crocchette per cani e gatti ahahahah quando se ne accorto suo padre…… oppure a madrid, nel campeggio, a forza di far scivolare il cibo dai finestrini avevamo una ventina di gatti che stazionavano sotto il camper…

figlia grande è sicuramente più misurata ed equilibrata di noi, ma questo lato del carattere è forte anche in lei: adesso ha trovato a trento una struttura che accoglie gatti, cuccioli, ammalati, che non hanno padrone e ha preso ad andare regolarmente per pulire le lettiere, dargli da mangiare e coccolarli. già, perchè i cuccioli hanno bisogno di cibo ma anche di coccole.

quando esce puzza come una lettiera e deve correre in convitto a lavarsi, ma ogni volta che mi telefona mi chiede se può portarseli tutti a casa…..

irresponsabili all’ennesima potenza

a volte mi sembra così assurdo il comportamento di mia cognata Zucca Vuota da sembrare impossibile. e invece è sempre tutto vero!!

un anno fa traslocano, dopo aver litigato per anni con tuttii vicini, da una casa con giardino. lei mi dice che dove va a vivere ora non accettano cani e non sa a chi lasciare i suoi due (sempre legati a una catena cortissima…..) cerca di rifilarli a tutti, poi si “perdono” il giorno prima del trasloco….spero per loro che siano andati in un canile, è capace di averli abbandonati diosadove

quando arriva in casa nuova si prende subito un gatto: micio di qui, micio di la, foto in facebook, accorati appelli sul non poter vivere senza questo gatto.

ma poi decide di prendersi un doberman

“ma non avevi detto che non potevi tenere cani? e col gatto come fai?”

“oh non c’è problema, diventeranno amicissimi…mai detto che non si potevano tener cani”

sono diventati talmente amici che il giorno dopo se ne è andato, il gatto ovviamente. il cane è diventato un problema enorme, perchè non si sono preoccupati di addestrarlo e di educarlo. basta pensare che i suoi bisogni li fa in casa, dove capita. e aggredisce tutti quelli che entrano, abbaia in continuazione tanto da far fare a tutti i condomini una petizione per sbarazzarsi al più presto del cane. ma questa è un’altra storia

ma c’è questo gattino che gira, e l’ultima volta che figlia grande è andata da sua cugina l’ha visto fuori, spelacchiato magro e triste. e allora ho chiamato mia cognata e le ho detto che vengo a prendermelo io.

Re Mida dice che non devo aiutare sua sorella, ma non si rende conto che non lo faccio per lei: sono sicura che a lei non importa un bel niente del gatto. che gente di merda

non siamo una famiglia affidabile

lo so benissimo che ho detto basta animali quando gli capita qualcosa sto troppo male, ma con la sparizione della Micetta sono venuta a contatto con varie associazioni, ho conosciuto decine di volontari e vedendo le foto e gli appelli disperati (e diciamolo anche, visto che ormai le vacanze erano saltate….) abbiamo deciso di prendere un altro gatto.

nero, per la precisione, perchè abbiamo saputo che i gatti neri sono quelli che non vuole nessuno

e allora mi rivolgo a un’associazione, la quale mi invia un modulo…..alla faccia! 3 pagine di domande del tipo: sei contrario all’eutanasia? alla sterilizzazione? conosci che vaccinazioni deve fare? hai bambini piccoli in casa? anziani malati? conosci le marche del cibo per gatti?in che rapporti sei col vicino? ….insomma, un terzo grado.

io rispondo diligentemente a tutte le domande, inoltro e aspetto. aspetto. aspetto.

poi comincio a sollecitare, a chiamare, abbiamo comprato tutto nuovo per il micino che deve arrivare, siamo impazienti di cominiciare l’inserimento perchè sappiamo che Sclero, il gatto di casa, farà strenua resistenza.

finalmente una sera mi chiamano e mi dicono senza tanti giri di parole che un gatto non possono affidarmelo. perchè siamo una famiglia non affidabile, visto che ci è già sparito un gatto, e i gatti neri spariscono 4 volte più degli altri (non voglio nemmeno immaginare cosa ci fanno con loro….) e quindi io sono fortemente a rischio.

sono avvilita. basita. capisco le loro ragioni ma questa cosa mi è dispiaciuta tanto

“è ovvio che lei può rispondere a un qualunque volantino dove regalano gatti, però io glielo sconsiglio perchè sicuramente le spariranno ancora, visto che il suo quartiere è così pericoloso…..”

………….

è difficile da spiegare

è difficile da spiegare cosa mi sta succedendo in questi giorni. Sono abituata a mostrare un lato di me, solo quello, e le persone che hai accanto poi si abituano, tutto il resto non è contemplato.

emily è una roccia, emily si arrangia, emily non ha paura di niente.

spesso mi sono chiesta se sono davvero così, oppure lo sono dovuta diventare, oppure ancora è solo una maschera che mi permette di affrontare il mondo, con un misto di presunzione, arroganza, audacia e incoscienza. Non sono stata capace di darmi una risposta, certo è che in questi anni è successo di tutto ma ho sempre tenuto le spalle ben dritte, lo sguardo sfrontato di chi non teme proprio nulla, anzi, fatevi sotto che se il gioco si fa duro mi diverto di più.

forse è per questo che la mia reazione alla storia della micetta scomparsa mi ha colto di sorpresa, perchè mi rendo conto che ho letteralmente sbarellato: ho cominciato a non dormire proprio più, non le solite poche ore, a fare proprio la notte in bianco alzandomi cento volte perchè mi sembrava di aver sentito miagolare, e poi è successa una cosa incredibile, ho smesso di leggere, il che non è mai successo in tutta la mia vita, nemmeno quando è mancato papà. Ho interpellato chiunque, associazioni, volontari, gattare, assessori comunali, carabinieri….ho distribuito volantini dell’enpa e appelli con la foto della micetta, la sua foto è stata pubblicata nei siti fb dell’oipa, e la sua foto è appesa in tutti i veterinari della zona.

ho parlato con decine di persone e la cosa più pazzesca è che c’è tanta gente che si prende la briga di preoccuparsi e occuparsi della tua micia, che ti dice parole di conforto e ti fa sentire un po’ meno stupida.

“dalle mie parti si dice che quando un gatto sparisce si è sacrificato per la famiglia, per evitare qualcosa di brutto”

“hai trovato quella gattina per strada, le hai regalato 3 anni di vita in una famiglia che l’ha amata, le hai fatto un regalo bellissimo”

“io ho perso un gatto vent’anni fa, e ancora mi capita di inseguirne uno dappertutto quando mi sembra di riconoscerlo”

l’altro giorno sono andata a portare i risultati della visita cardiologica alla dottoressa; sono scoppiata a piangere come non mi capitava da anni. mi ha prescritto un sedativo per rilassare i muscoli e dormire. oddio anche drogata adesso.

allora ho ricominciato a mettere fuori Sclero perchè non si può vivere nella paura che accada qualcosa di brutto.Anzi, non si può proprio vivere nella paura e basta

 

anche sclero è stato sospeso?

lo so che a qualcuno sembrerò esagerata, ma questa storia della micetta mi sta facendo andare alla neuro.

l’ipotesi che ci siano delle persone che portano via i gatti dai quartieri sta diventando sempre più reale man mano che, io e la mia nuova amica Micol, ne parliamo in giro. la veterinaria mi dice che c’è allarme perchè hanno trovato nell’umido molte pelli di gatti. solo scriverla questa cosa mi da i brividi. l’idea che quella micetta tanto dolce e affettuosa che non tirava fuori gli artigli neanche con figlio piccolo (notorio spaccamaroni…) abbia potuto incappare in questa sorte mi fa sbarellare.

di notte mi sveglio di soprassalto perchè mi sembra di sentire miagolare; vado alla finestra del bagno dei ragazzi dove di solito si faceva trovare e non c’è nulla.

ho attivato il quartiere, la veterinaria, i servizi dell’usll e un’amica giornalista.

“se li trovo gli sparo, te lo assicuro”

“saranno i soliti extracomunitari”

“ste robe non le fanno di sicuro gli italiani”

“sono i cinesi, poco ma sicuro”

“avevamo una vicina che li mangiava: le abbiamo regalato due conigli per salvarci i gatti ma lei se li è mangiati lo stesso”

“una volta, nel dopoguerra, era normale”

“è successo anche a me, e stavo per andare fuori di testa. mi sono convinta che è andato da un’altra famiglia, e sta bene che mai, altrimenti mi portavano dai pazzi”

“beh insomma, se è normale sparare agli uccellini e mangiarseli, è una questione di cultura non mangiare i gatti”

ecco, questo è il tenore dei discorsi di questi giorni.

e intanto guardo sclero, che se la gode un mondo di essere rimasto l’unico gatto, ma che improvvisamente gli viene impedito di fare le sue scorribande notturne. ieri torno dall’ufficio e lui mi aspetta sulle scale: miagola come un pazzo e sembra che voglia dirmi: scema di un’umana, fammi uscire!

“no sclero, toglietelo dalla testa, tu non esci più”

passa figlio piccolo e dice: sclero sei stato sospeso anche tu?”

oddiosantissimo che periodo di merda