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potrebbero farci un reality su di voi

ieri sera a cena con mio marito
“scusami,lo so che non è bello, ma ho bisogno di ascoltare un po’ di vocali” e faccio partire il primo di una lunga serie, dove le signore del mio gruppo di gattare raccontano la telecronaca di un salvataggio allucinante di una gatta che ha partorito i cuccioli all’interno di una fabbrica sopra dei cantilever altissimi.
mio marito che di solito ha un atteggiamento tra l’insofferente e lo spazientito per questa mia attività, stavolta si emoziona e mi incita a continuare ad ascoltare per sapere come è andata a finire.
“e questo non è niente!”
allora gli racconto che il giorno prima mi chiama in azienda una signora per dirmi che hanno trovato un gattino dentro la ruota del suv di una signora; mi precipito li e chiamo in aiuto il resto del gruppo, arriva un’altra signora e il marito di un’altra, armato di guanti e trasportino (anche gli uomini a volte hanno buon senso…) e riusciamo a far uscire il micino che terrorizzato, esce dalla ruota ma si rifugia in un giardino di una casa disabitata, con l’erba altissima.
“conosco i proprietari faccio una telefonata per chiedere se possiamo accedere” dice il marito
“beh di sicuro non ti dicono di no quindi intanto io entro”
“tecnicamente è violazione di proprietà privata….”
“Emily fai tacere l’avvocato che è in te e aiutami a scavalcare”
si inoltra in una selva altissima seguendo il pianto del gattino; si graffia, si punge con i rovi ma alla fine lo acchiappa. nel mentre che sta cercando di passarmelo si scatena una bufera d’acqua e in un minuto siamo tutti zuppi, ma il gattino è in braccio mio e graffia come un dannato.lo portiamo a casa mia e lo stallo nel bagno giù, lui soffierà come un pazzo per qualche ora, ma alla prima carezza si arrende e partono delle fusa che si sentono da fuori la porta.
una settimana fa ci chiama la moglie di uno che lavora in discarica, dice che suo marito ha trovato due gattini zuppi e minuscoli che strillano come ossessi, lei urla che non sa cosa farci di andarli a prendere.
io salto il pranzo, vado a prendere i gattini, li riscaldo e li asciugo e cerco di attaccarli a una mamma gatta che ho in stallo, ma lei gli ringhia (ha l’istinto materno della nonna paterna, dice mia figlia….) e allora una signora corre a comperare ciucce e latte in polvere, mentre la veterinario chiamata di corsa gli fa una flebo di glucosio.
insomma per farla breve finalmente si attaccano e mangiano come selvaggi, verranno affidati all’unica di noi che non lavora, alzarsi per allattare tutte le notti proprio no, non ce la faccio (anche se in realtà la prima notte l’ho fatta io e non è stato un dramma, ma conosco i miei limiti)
adesso sono tornati da me, stanno bene e parte l’iter per l’adozione, ci serve mia figlia perchè fa delle foto strepitose, “quando tua figlia gli fa le foto li diamo via come il pane!”
mio marito ride come un matto, e dice che dovrebbero fare un realty su di noi, che siamo come la protezione civile.
adesso ride, ma so benissimo che quando si accorgerà che tutte, e dico tutte le stanze della casa praticamente contengono gatti avrà una crisi di nervi con i fiocchi.
ecco servito il realty, con la sua buona dose di trash

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come in un film horror (!!!!)

al gatto piscione serve un’ecografia per valutare i calcoli; è un gatto pauroso e schivo, rimasto con noi dopo un lungo stallo dell’OIPA proprio perchè non era possibile farlo adottare.
da quando è arrivato il gatto Twin detto tormento o castigo divino (a seconda di quanto siamo incazzati) lui è ancora più schivo e impaurito. Prima fase metterlo in trasportino: con un’azione combinata io e mia figlia lo ficchiamo dentro senza tanti complimenti. Sapendo di aver un solo tentativo abbiamo fatto un po’ di prove e poi splaff, dentro! ci siamo battute il 5 e abbiamo detto: il peggio è passato!!!
ehhhh come no
in ambulatorio la veterinaria chiede: nome del gatto? Red devil dico io
ma come sembra così buono! dice togliendolo da trasportino….e si scatena l’inferno
8 kg di gatto che corrono per tutto l’ambulatorio, arrampicandosi sul muro e lasciando pozze di pipì ovunque. io riesco a bloccarlo e lo agguanto per la collottola, ma lui riesce a divincolarsi e sgmam…un bel morso sulle due dita.
comincio a sgocciolar sangue manco m’avessero sgozzato, le gocce di sangue cadono nelle pozze della pipì e mia figlia si sente male, si siede appena in tempo. gatto non pervenuto
insomma siamo in una situazione di stallo: il gatto non si trova, la figlia distesa a terra, l’ambulatorio che sembra una scena del crimine e io sgocciolo sangue a terra
penso: se lo racconto nessuno ci crede
insomma per farla breve riusciamo a bloccarlo sotto una scaffalatura, lei gli fa una puntura per addormentare un pastore tedesco, e lui, continuando a ringhiare si fa fare la ecografia.
poi salta fuori che mi ci vuole l’antitetanica, anche perchè le dita mozzate sono nel braccio dove mi manca il linfonodo….2 ore dal medico curante e 8 ore di ospedale (perchè alla 7° abbiamo cambiato ospedale, altrimenti passavo li la notte…) per farmi fare il vaccino. E poi antibiotico ovviamente, erano 5 anni che non lo prendevo, mannaggia.
insomma è tutto vero, anche il conto salato di veterinario e farmacia
perchè gli sono venuti i calcoli? chiede mio arito
perchè è stressato, dico io
dobbiamo fargli anche la psicoterapia?
che ridere…..

ahhh come passa il tempo….

si avete ragione sono sparita senza una parola.
ieri sono entrata nella mail di Emily e ho letto tutti i vostri messaggi e mi sono vergognata: sto benissimo, non è successo nulla, è solo la vita che spesso cambia velocemente.
sono cambiate tante cose in questo tempo: mia figlia ha lavorato con me alcuni mesi e sono stati mesi preziosi e bellissimi. Si è lasciata col moroso e tutti noi, amici e parenti, abbiamo fatto la ola di felicità
figlio piccolo cerca casa, e quando mi ha detto di averla trovata avevo già chiamato gli imbianchini e preso le misure per i mobili…poi gliela hanno venduta e siamo tornati al punto di partenza
Mio marito è quello che ha subito più cambiamenti: dall’inizio dell’anno i nostri fine settimana sono cambiati radicalmente perchè da solitari siamo diventati caciaroni in compagnia. Abbiamo conosciuto delle persone che fanno parte di un gruppo di camperisti e tutte le domeniche si fa festa dove l’alcool scorre a fiumi.
praticamente ci vuole una settimana di lavoro per riposarsi della domenica….
la cosa che mi lascia più perplessa è che dopo 53 anni passati ad avere in mente solo il lavoro, mio marito ha improvvisamente scoperto di aver passato tutta la sua vita in azienda e gli ha preso una botta di malinconia mista a rimpianto che a volte mi lascia molto sconcertata….ad esempio ascolta ossessivamente una canzone (dei nomadi? bohhh) che si intitola “come passa il tempo” e la canta in continuazione, accompagnandola con sospiri e discorsi deliranti sul fatto di mollare tutto e metterci a girare il mondo.
mah…
io…io sono sempre più incastrata col lavoro: ho evitato per anni di lasciarmi ingabbiare in orari/responsabilità/problemi/casini/isterie/lofaccioioaltrimentinonlofanessuno che a volte viene sera e mi domando se ho avuto un pensiero per tutta la giornata che non sia rivolto al lavoro. poi mi ricordo che ho la casa piena di gatti randagi, cuccioli e micromici e mi rispondo che è meglio non farsi domande.
questa settimana oltre a un corso idiota di 8 ore ho anche provato l’ebbrezza di svegliarmi ogni 3 ore per allattare….2 micromici di 10 giorni gettati in discarica. sono arrivati fradici, gelati e affamati allo stremo delle forze. ora saltano per tutto il bagno e reclamano cibo e attenzioni…eh sono soddisfazioni.
insomma, stanca ma felice, quindi tutto come al solito
ahhhh come passa il tempo…ehhhh non ritorna piùùùùùù

c’è una pazza che gira per il paesello

martedi di due settimane fa rientro dopo pranzo a casa per lasciare alcuni scatoloni; entro dal cancello e mi dirigo verso il portone di casa.
detto così sembra semplice ma chi è pratico di casa mia sa che non è così: il cane cerca di scappare ogni volta e il melograno è di nuovo impazzito facendo un carico di fiori assurdi che in questi giorni vengono visitati da centinaia di api e ormai pendono tutti sul cancello…un casino insomma.
entrando non mi accorgo che la signora delle pulizie ha lasciato spalancata la finestra del mio studio a piano terra: vado di sopra, libero i gatti che quando viene la signora chiudo in camera di figlia grande e faccio altro.
dopo poco mi rendo conto che non ho tra i piedi i gatti per cui mi viene un pensiero agghiacciante che viene confermato da una corsa al piano di sopra: due su tre gatti sono scappati, il cane se ne è accorto e li insegue per tutto il giardino. allucinante.
io cerco di prendere il cane e rinchiuderlo, poi riesco a trovare il gatto rosso di mio marito e riportarlo dentro, ma del mio gatto jack, non c’è traccia.
lo cerco un po’ dovunque ma non posso rimanere a casa e quindi con la morte nel cuore vado in ufficio
alla sera comincio le ricerche per tutto il paesello, girando dovunque, chiedendo a chiunque, chiamando a squarciagola il suo nome, ma niente
allerto tutte le organizzazioni animaliste (con tutto il volontariato che faccio…), l’appello del mio gatto finisce ovunque e io tappezzo il paese con la sua foto
mi danno una gabbia trappola per vedere se di notte torna e finisco col prendere tutti i gatti del vicinato più un riccio ma niente
una sera mi sono alzata alle 2, mi sono vestita e sono andata in cerca….
insomma un delirio.
avrò risposta ad almeno 20 telefonate di segnalazione e ogni volta era sollievo di sapere che non era lui il micio spiaccicato e pianto a dirotto perchè ancora non avevo notizie
ovviamente mancando figlia grande non ho avuto nessun sostegno dal resto della famiglia: mio marito è passato da ” di sicuro torna è un gatto troverà il modo” a “è ormai è tanto tempo secondo me si trova bene dove è non pensarci più”
un grande aiuto insomma
figlio piccolo più a contatto col paesello mi ha detto che stavo diventando famosa, con i miei giri notturni, però non lo dice col solito astio
l’altra notte alle 4 sentiamo miagolare sulla finestra del bagno della nostra camera; mi alzo di scatto, accendo la luce e apro la finestra….mio marito urla: “Emily sei nuda vestititiiiiii!”, “io urlo “E’ Jack, aiutami ho paura che scappiiiiiiiii” e mio figlio “finitela di urlare tra due ore mi sveglioooooooooo”
insomma, il gatto è tornato, bello grassottello e addirittura molto pulito, secondo me dove stava gli hanno fatto il bagno.
ho passato il resto della notte sul divano, con lui impazzito che girava per casa cercandomi in continuazione
“tua madre si è stufata di cercare il gatto? non la vediamo più alla sera”
“no, ha trovato il gatto, mia madre non è una che molla”
azzz mi sono quasi commossa

tregua

ho quasi paura a dirlo ma forse stasera riusciamo a partire io e Re Mida.
3 giorni pieni di mare…un sogno.
ogni minuto c’è un cambio di programma per problemi di lavoro e continuo a sentir dire: “ok lavoriamo anche sabato…”….io sospiro e aspetto gli eventi, sono così stanca di trovare soluzioni!
abbiamo preso troppe commesse, i clienti inveiscono e io passo metà del mio tempo ad inventare scuse ( a mentire francamente, secondo mio marito), e a ricordarmele pure, che non è facile.
abbiamo tutte le macchine occupate, facciamo già il secondo turno….mi sembra evidente che di più non si può fare, ma non è mai abbastanza.
entrare in ufficio è come entrare in arena: non mi sono ancora tolta gli occhiali da sole che vengo investita da una serie di problemi a cui devo trovare soluzione immediatamente, e ne sono esausta.
a casa non va meglio, martedi mi è scappato un gatto, il mio gatto, e passo le notti a cercarlo…..che angoscia saperlo in giro da solo
ma insomma sembra che si parta. io ho già caricato il frigo, 4 cose da vestire, sistemato gli animali, e sono pronta ad ogni evenienza, anche a partire stanotte verso mezzanotte, orario che vedo più probabile.
una sola cosa non ho fatto a tempo a fare: PASSARE IN BIBLIOTECA!
non devo pensarci altrimenti mi prende l’ansia di non aver niente da leggere; in fin dei conti l’unica cosa che chiedo a questi giorni è una tregua dal mondo, dai problemi, dalle ansie, dai dispiaceri…..ne sento un assoluto bisogno.
buona festa a tutti

aggiornamento delle 18.00
potevo starmene zitta….stanotte invece di partire mio marito (che è in piedi dalle 5) finirà di fare la produzione di una commessa e domattina all’alba si farà 300 km in camioncino perchè i camion non circolano. lo so che è puerile ma mi è venuto da piangere. a quanto pare non c’è tregua

dov’è la mia mamma? (la dura vita della mamma affidataria)

qualche settimana fa mi chiama la volontaria con cui collaboro e mi dice che ci sono 2 scriccioli che vivono all’aperto: sono previste pioggia e freddo, mi chiede se posso dare stallo.
arrivano due micetti minuscoli e magrissimi, sono stati tolti da una signora che ne ha una marea ma non ne cura nessuno ( e a quanto pare nemmeno li sfama)
copertina di pile, caminetto acceso, una scodella di umido e una di secco e tante coccole
il giorno dopo mi richiama la volontaria, è imbarazzata e non sa come dirmelo: due sorelle della stessa cucciolata sono state affidate a una “signora” che ha visto bene di lasciarle fuori in terrazza tutto il giorno e la notte senza riparo.Adesso l’ha chiamata perchè le cucciole sono ammalate (ma va?) e le vuole riportare indietro, come un acquisto (anzi un regalo perchè di certo alle volontarie non ha dato un centesimo) difettato
una cucciola è proprio presa male, per una settimana non si alza dalla sua cuccetta, non mangia e non beve: la veterinaria fa l’antibiotico a tutte e mi da una lista di medicinali da somministrare. io che non prendo un’aspirina nemmeno in punto di morte devo instaurare una routine di farmaci 3 volte al giorno
ovviamente tutte le spese sono a carico nostro…
le sorelle dopo pochi giorni stanno meglio, lei ci mette un po’ di più ma un bel giorno la vedo alzata con la testa dentro la ciotola. mi viene da piangere dal sollievo, per tanti giorni ho temuto di trovarla morta nella sua cuccia.
alla sera ho preso l’abitudine di fermarmi dove sono loro e leggermi un libro: ma è praticamente impossibile, vogliono essere tutte coccolate e io ho solo due mani!
ieri sera sono andate via le prime due, quelle che sono state meglio subito; un dolore, come uno strappo, so che andranno a stare con delle belle persone ma non riesco ad essere completamente felice
poi vado a dire a mio marito che se ne sono andate e lui mi dice: passeranno tutta la sera a chiedersi dove è la sua mamma….
ecco, mio marito non è di grande aiuto in questi casi, ha la delicatezza di un motocarro
le altre stasera andranno col suo nuovo “papà” e la cosa mi fa tanto sorridere: mio cognato, con cui non ci parliamo da anni ma che vent’anni fa era il mio migliore amico, ha visto su facebook le micette e se ne è innamorato. E’ venuto a casa mia (prima volta in 17 anni….) e le ha prese entrambe, anche quella un po’ “scancagnata”, lui, che è un esteta ha preso la micia più malridotta ( ma si farà, coccole e buon cibo fanno miracoli)
a me rimane la sala vuota, lettiere ciotole e cucce da pulire e la consapevolezza di aver fatto la differenza, che è tutto quello che voglio per me. però che fatica

ci avevo messo due anni per trovare il tempo di andare dal parrucchiere….

ci avevo messo due anni per trovare il tempo di andare dal parrucchiere: ogni volta c’è qualcosa di più importante e devo rimandarlo.
di solito mi arrangio con la morosa di figlio piccolo, che sta studiando alla scuola di parrucchieri e non vede l’ora di mettere le mani su una testa vera: me li colora, me li taglia, mi fa le meches (si scrive così?)ed eravamo d’accordo che la prossima volta mi avrebbe fatto le punte blu…mia figlia è inorridita, a me invece fa sorridere l’idea che a 50 anni suonati mi coloro la testa di blu…comunque questi due litigano ogni 3×2, e così ero proprio indecente.
ho preso e disdetto l’appuntamento 3 volte, alla fine ieri sembrava che non ci fosse più motivi per rimandarlo e a mezzogiorno, pausa pranzo, dopo aver riempito il frigo di una mega insalata di riso che poi nessuno mangerà (non l’ho vista….mettigli un bindello di spedizione la prossima volta mamma!), arrivo con solo un quarto d’ora di ritardo e mi fiondo nella poltroncina.
non mi alzo da qui per niente al mondo! dico alla parrucchiera, e mi faccio mettere la tinta.
quando ha finito mi arriva una telefonata da una delle volontarie gattare del paesello
Emily hanno investito un micro micio e l’hanno portato dal veterinario, alle 14 chiude e bisogna andarlo a prendere e tenerlo a casa, in osservazione.
ohmmmmm
ok toglimi la tinta, asciugami i capelli che almeno non sgocciolo e vado
no no volevo anche tagliarli ormai sono lunghissimi…
la prossima volta, ora devo andare…
tra due anni ci pesti sopra Emily sui tuoi capelli
e così corro tre paesi più in la a prender questo scricciolino di pelo bianco e argento, una meraviglia se non fosse per il musetto tutto distrutto e le zampette che sembra non sapere dove mettere. si lamenta piano e strazia il cuore
mi piacerebbe un giorno o l’altro avere per le mani una di queste merde umane che toglie un cucciolo che ancora succhia il latte e lo lancia fuori dal finestrino dall’auto in corsa, invece di chiamare una delle tante associazioni animaliste della zona e chiedere aiuto per farlo adottare. o magari sterilizzare, no?