Archivi categoria: figlio piccolo

cosa ho scritto l’ultima volta? cancellate tutto

mio figlio non si smentisce mai. non voglio dargli addosso perchè dai primi accertamenti sembra che non sia colpa sua, la moto viaggiava ben oltre i km permessi e che lui fosse praticamente fermo, ma mercoledi sera ricevo una sua telefonata, una di quelle che ghiaccia il sangue nelle vene.
“mamma vieni subito, ho fatto un incidente”
a volte mi domando da dove mi venga questa calma glaciale che mi permette di arrivare in mezzo a una strada, vedere la macchina di mio figlio distrutta e una moto per terra e ragazzo disteso a terra, senza dare i numeri o vomitare o paralizzarmi o fare tutte queste cose insieme.
in questo momento non sappiamo ancora nulla del ragazzo, come sta, dove è ricoverato e mio figlio gira come uno zombie per l’azienda chiedendosi cosa succederà.
la moto gli è piombata sulla macchina e lui non l’ha nemmeno vista arrivare, ma vedere a terra un ragazzo che ha l’età di tua sorella credo che gli abbia scosso i nervi; di notte non riesce a dormire, non mangia e gli viene da vomitare.
poteva evitarlo? non lo so, i carabinieri intervenuti lo hanno tranquillizzato ma chissà come vanno a finire queste cose.
resta lo spavento, l’incertezza sulla sorte del ragazzo, le rate dell’auto e dell’assicurazione da pagare senza avere l’auto da usare. Io e mio marito ci guardiamo e ci diciamo che non finirà mai questa sensazione di equilibrio precario con i figli.
andate piano ragazzi, che si arriva lo stesso

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da problema a risorsa, la parabola di figlio piccolo

se ripenso agli anni passati, un sentimento sovrasta su tutti: l’ansia e i sensi di colpa per questo scellerato figlio, che fin da subito ha messo a dura prova la mia pazienza e i miei buoni propositi di madre dell’anno.
le bocciature, i problemi di aggressività, di fiducia, di irresponsabilità, le continue litigate e arrabbiature che puntualmente non portavano a nulla. per non parlare della terapia, prima solo lui poi solo io e mio marito…un delirio di persone che ha la soluzione in tasca (dietro lauto compenso…)
poi lo guardo ora e mi chiedo quando è successo, quando si è trasformato in questo dinoccolato ragazzo di 20 anni, con la barbetta rossiccia e i capelli quasi rasati, con due occhi azzurri che quando sorridono illuminano il mondo, che spesso e volentieri trova soluzioni e risposte al lavoro e a casa, che vede tutto e parla pochissimo ma ci basta uno sguardo per capirci
ieri sera arriva a casa, entra in cucina e dice: mamma?
io lo guardo e lui con gli occhi fa segno “giù”, poi li sposta si suo padre, poi fa un mezzo sorriso.io gli rispondo con un sorriso complice.
figlia grande vede questo scambio e dice: voi due siete peggio dei mafiosi che si capiscono con le “taliate” (le occhiate), se spiegate anche a me…
semplice: si accorto che nella sala grande, quella che ho promesso a mio marito, mano sul cuore ma dita incrociate per dietro, che mai più avrei dato stallo a gattini abbandonati, ecco in quella sala che comunque è da natale che non entra, ho messo una mamma gatta con i suoi due micini: lui li ha visti, ha capito che suo padre non deve saperlo ma mi approva.
che ci vuole per capirlo?
“senti, che ne dici se io e la mamma ce ne andiamo un po’ al mare in croazia, chiudi tu venerdi e apri tu lunedi che poi io arrivo?”
“papi, andate fuori dai piedi che ormai sei vecchio e devi goderti la vita che non te ne resta tanta….mamma hai da leggere vero?”
“amore ho il kindle pieno, sono pronta a tutto. ti adoro”

ahhh come passa il tempo….

si avete ragione sono sparita senza una parola.
ieri sono entrata nella mail di Emily e ho letto tutti i vostri messaggi e mi sono vergognata: sto benissimo, non è successo nulla, è solo la vita che spesso cambia velocemente.
sono cambiate tante cose in questo tempo: mia figlia ha lavorato con me alcuni mesi e sono stati mesi preziosi e bellissimi. Si è lasciata col moroso e tutti noi, amici e parenti, abbiamo fatto la ola di felicità
figlio piccolo cerca casa, e quando mi ha detto di averla trovata avevo già chiamato gli imbianchini e preso le misure per i mobili…poi gliela hanno venduta e siamo tornati al punto di partenza
Mio marito è quello che ha subito più cambiamenti: dall’inizio dell’anno i nostri fine settimana sono cambiati radicalmente perchè da solitari siamo diventati caciaroni in compagnia. Abbiamo conosciuto delle persone che fanno parte di un gruppo di camperisti e tutte le domeniche si fa festa dove l’alcool scorre a fiumi.
praticamente ci vuole una settimana di lavoro per riposarsi della domenica….
la cosa che mi lascia più perplessa è che dopo 53 anni passati ad avere in mente solo il lavoro, mio marito ha improvvisamente scoperto di aver passato tutta la sua vita in azienda e gli ha preso una botta di malinconia mista a rimpianto che a volte mi lascia molto sconcertata….ad esempio ascolta ossessivamente una canzone (dei nomadi? bohhh) che si intitola “come passa il tempo” e la canta in continuazione, accompagnandola con sospiri e discorsi deliranti sul fatto di mollare tutto e metterci a girare il mondo.
mah…
io…io sono sempre più incastrata col lavoro: ho evitato per anni di lasciarmi ingabbiare in orari/responsabilità/problemi/casini/isterie/lofaccioioaltrimentinonlofanessuno che a volte viene sera e mi domando se ho avuto un pensiero per tutta la giornata che non sia rivolto al lavoro. poi mi ricordo che ho la casa piena di gatti randagi, cuccioli e micromici e mi rispondo che è meglio non farsi domande.
questa settimana oltre a un corso idiota di 8 ore ho anche provato l’ebbrezza di svegliarmi ogni 3 ore per allattare….2 micromici di 10 giorni gettati in discarica. sono arrivati fradici, gelati e affamati allo stremo delle forze. ora saltano per tutto il bagno e reclamano cibo e attenzioni…eh sono soddisfazioni.
insomma, stanca ma felice, quindi tutto come al solito
ahhhh come passa il tempo…ehhhh non ritorna piùùùùùù

scippi, pisciatine ma tranquilli, Bruxelles è una città tranquilla!

e così ce l’abbiamo fatta a partire, dopo cento cambi di programma siamo andati a trovare figlia grande a Bruxelles, dove sta facendo uno stage di 4 mesi.
lavora per una associazione che si occupa di minoranze, e lei dovrebbe occuparsi di un progetto che riguarda i rifugiati. dovrebbe, perchè in realtà l’hanno messa dovunque e quindi ha cento cose aperte.
il problema è che nessuno le insegna nulla, e sta facendo i conti con la proverbiale fumosità di certe associazioni che hanno scopi bellissimi ma poi non hanno nessuna professionalità per portarli avanti. Mi sembra che iomestessa (www.iomemestessa.wordpress.com)avesse accennato a qualcosa del genere…. e questo per mia figlia che è logica, razionale ed estremamente proattiva è un disastro, il disorientamento è la condizione con cui affronta tutti questi progetti. c’è anche da dire che come orario di stage le 8 ore sono una flebile speranza: quando arrivano le 5 e in teoria lei ha finito, arrivano i volontari che hanno finito il loro lavoro e cominciano riunioni interminalbili che finiscono sempre dopo le 10
“e la cena?” (mamma italica….)
“tranquilla, mi scrive, ho mangiato 5 mandorle”
ah beh allora…..
“gli hai già detto che i tuoi genitori sono imprenditori?”
“no, non mi pare”
“ok digli che di cognome faccio Camusso e sono incazzata come un buldog….”
“mammaaaaaaaa”
appena arrivati siamo in camper con lei e stiamo andando dove abita a scaricare un po’ di cose quando un ragazzo si avvicina all’auto ferma davanti a noi, apre la portiera e scappa con la borsetta in mano. dopo pochi metri un ragazzo blocca lo scippatore, volano in mezzo alla strada, recupera la borsa e la restituisce. tutto in pochi secondi.
siamo allibiti.
“ti giuro papà è una città così tranquilla,seria, davvero papà credimi sono allibita!”
poco dopo in centro vediamo una ragazza seduta sul cornicione di una vetrina: ha i pantaloni e le mutandine a metà gamba e sta facendo un fiume di pipi. la gente passa e manco la guarda, mio marito invece ha gli occhi fuori dalle orbite.
tutto questo ci è stato permesso da figlio piccolo che con intelligenza e lucidità ha guidato le truppe in una di quelle mission impossible dove è riuscito a finire l commessa e a caricarla tutta in un camion quando ormai avevamo già previsto il secondo carico
ogni volta che mettevamo una foto di ristorante o attrazione nel gruppo ws di famiglia lui scriveva: “divertitevi tranquilli, ci penso io a guadagnare la pagnotta per tutti”

comunque l’ho trovata bene. felice, stanca, magrissima ma felice
fa quello che vuole fare dove lo vuole fare: sulla associazione ci si può ragionare ma per ora va bene così.
sono stati due giorni bellissimi, la continuavo a stringere in abbracci fortissimi, e lasciarla è stato straziante.
Non credo che mi ci abituerò mai.

c’è una pazza che gira per il paesello

martedi di due settimane fa rientro dopo pranzo a casa per lasciare alcuni scatoloni; entro dal cancello e mi dirigo verso il portone di casa.
detto così sembra semplice ma chi è pratico di casa mia sa che non è così: il cane cerca di scappare ogni volta e il melograno è di nuovo impazzito facendo un carico di fiori assurdi che in questi giorni vengono visitati da centinaia di api e ormai pendono tutti sul cancello…un casino insomma.
entrando non mi accorgo che la signora delle pulizie ha lasciato spalancata la finestra del mio studio a piano terra: vado di sopra, libero i gatti che quando viene la signora chiudo in camera di figlia grande e faccio altro.
dopo poco mi rendo conto che non ho tra i piedi i gatti per cui mi viene un pensiero agghiacciante che viene confermato da una corsa al piano di sopra: due su tre gatti sono scappati, il cane se ne è accorto e li insegue per tutto il giardino. allucinante.
io cerco di prendere il cane e rinchiuderlo, poi riesco a trovare il gatto rosso di mio marito e riportarlo dentro, ma del mio gatto jack, non c’è traccia.
lo cerco un po’ dovunque ma non posso rimanere a casa e quindi con la morte nel cuore vado in ufficio
alla sera comincio le ricerche per tutto il paesello, girando dovunque, chiedendo a chiunque, chiamando a squarciagola il suo nome, ma niente
allerto tutte le organizzazioni animaliste (con tutto il volontariato che faccio…), l’appello del mio gatto finisce ovunque e io tappezzo il paese con la sua foto
mi danno una gabbia trappola per vedere se di notte torna e finisco col prendere tutti i gatti del vicinato più un riccio ma niente
una sera mi sono alzata alle 2, mi sono vestita e sono andata in cerca….
insomma un delirio.
avrò risposta ad almeno 20 telefonate di segnalazione e ogni volta era sollievo di sapere che non era lui il micio spiaccicato e pianto a dirotto perchè ancora non avevo notizie
ovviamente mancando figlia grande non ho avuto nessun sostegno dal resto della famiglia: mio marito è passato da ” di sicuro torna è un gatto troverà il modo” a “è ormai è tanto tempo secondo me si trova bene dove è non pensarci più”
un grande aiuto insomma
figlio piccolo più a contatto col paesello mi ha detto che stavo diventando famosa, con i miei giri notturni, però non lo dice col solito astio
l’altra notte alle 4 sentiamo miagolare sulla finestra del bagno della nostra camera; mi alzo di scatto, accendo la luce e apro la finestra….mio marito urla: “Emily sei nuda vestititiiiiii!”, “io urlo “E’ Jack, aiutami ho paura che scappiiiiiiiii” e mio figlio “finitela di urlare tra due ore mi sveglioooooooooo”
insomma, il gatto è tornato, bello grassottello e addirittura molto pulito, secondo me dove stava gli hanno fatto il bagno.
ho passato il resto della notte sul divano, con lui impazzito che girava per casa cercandomi in continuazione
“tua madre si è stufata di cercare il gatto? non la vediamo più alla sera”
“no, ha trovato il gatto, mia madre non è una che molla”
azzz mi sono quasi commossa

scoppiare d’orgoglio

mercoledi figlia grande è diventata dottoressa (dottore nel buso del cul vaffancul dicono i padovani ma a quanto pare anche i trentini)
è stata una giornata pazzesca, piena di emozioni bellissime: alla proclamazione sono spuntate le lacrime un po’ a tutti, io avevo voglia di mettermi a ballare dalla felicità.
e lei è stata stupenda, bravissima, si è laureata con 104/110 e il prof relatore ha detto alla Commissione che per questa ragazza ha un progetto, e siamo tutti curiosi di sapere quale.
c’erano tutta la mia famiglia, un cognato da milano mia sorella da bergamo e l’altra sorella da padova, tutti i cugini tirati a lucido ed emozionatissimi per la loro prima laurea.
c’era figlio piccolo, stranito nella sua giacca e camicia, bello come il sole e una volta tanto, sorridente
c’era la zia matta, vestita come una rock star che è dovuta venire in auto con noi perchè le hanno ritirato la patente
c’erano tutte le sue amiche, venute da molto lontano
c’era una mia carissima amica che l’ha vista nascere e crescere
c’era il moroso, guardato con diffidenza da tutto il clan della mia famiglia
non c’era mia suocera, che come al solito si distingue per il suo comportamento orrendo
pranzo, regali, torta, bomboniera e lettura del papiro; scherzi moderati e di buon gusto
lei sorridente e felice, soddisfatta e consapevole che questo è un punto di partenza e non di arrivo. la domanda che tutti le fanno è: “e ora?”
alla sera siamo sul divano io e mio marito, cotti come polpette ma felici da pazzi: ogni tanto ci guardiamo e ridiamo
lui è amareggiato per il comportamento di sua madre, io gli dico che alla sua età deve far pace con sua madre, cioè deve far pace con l’idea di quella madre che vorrebbe e che non esiste. E’ evidente che questa donna ha gravi problemi affettivi, ma ci perde lei, noi no
allora mio marito dice una cosa che mi sorprende davvero
“sai, se guardo i miei fratelli e penso che è la mamma a dare l’imprinting affettivo, penso che ero destinato a sposarmi con un’oca, farci un paio di figli e poi separarmi.avrei passato la vita a lavorare e a lamentarmi perchè la famiglia è solo una richiesta continua di denaro. E invece mi ritrovo con questa famiglia meravigliosa ma io non ho proprio fatto nulla per meritarmela, è tutto merito tuo. questo te ne devo dare atto.”
ussignur

la paura più grande

sono le 23.40 e stranamente sono a letto anche io e miracolo, sto dormendo
mio marito dorme dalle 9 di sera, sfinito da una giornata assurda dove è successo di tutto e di più
figlia grande è a casa (ormai cosa rara) ed è nella sala giù con un amico, figlio piccolo in camera con un’amica
prima di spegnere la luce faccio un pensiero, cioè che per una volta tanto dormirò serena, i ragazzi sono tutti a casa, sotto al mio stesso tetto
sono le 23.40 e il cellulare di mio marito suona.
lui “porcona” che se è di nuovo la vigilanza stavolta fa una strage, a me si strizza lo stomaco perchè è troppo presto, di solito la vigilanza ci sveglia alle 2 di notte
è figlio piccolo
inizia un dialogo molto concitato dove lui dice che ha fatto una grande cazzata e suo padre insiste per saperla.
io urlo: ma sta bene? si è fatto male qualcuno?
ma nel frattempo sono schizzata fuori dal letto e in pochi secondi sono vestita
figlio piccolo ha riportato indietro la ragazza e poi ha visto bene di andare da un amico, su uno stradone di campagna con in macchina un altro amico, ed ha fatto un incidente
io torno in camera con giacca e scarpe e mio marito è ancora a letto che fissa il soffitto
“muoviti cazzo muoviti andiamo subito”
“calmati stavo dormendo adesso mi alzo”
io sembro un’indemoniata, voglio che si muova e andare fin li.
quando gli dico che intanto vado da sola si da una mossa ma ci manca solo che si faccia la barba.
figlio piccolo richiama e allora si decide a reagire. in macchina sembra che andiamo in corteo, non riesco a capire il motivo di questo atteggiamento, ho voglia di prenderlo a sberle
poi capisco: ha sempre detto che la cosa che lo terrorizza di più è di essere svegliato nel cuore della notte da suo figlio che gli dice che ha avuto un incidente….ecco, è successo e lui è paralizzato
arriviamo e la macchina è distrutta ma figlio piccolo e l’amico sono fuori, sotto choc ma sani.
quando vedo che sta bene vorrei prenderlo a calci
c’è da chiamare il carroattrezzi, bisogna mettere il triangolo, raccattare pezzi di macchina sparsi nell’asfalto.
non hanno coinvolto altre auto, non si sono fatti niente, sono stati fortunati potevano ammazzarsi
passa la polizia ma appurato che non ci sono feriti e danni a terzi se ne va
correva, è indubbio, la strada scivolosa dall’umidità e ha perso il controllo
io spero che questo serva da lezione, che sia d’esperienza, ma non ne sono sicura

certo che noi abbiamo perso 10 anni di vita