Archivi categoria: figlia grande

frasi che non avrei mai immaginato di dire

mi sono sempre vergognata di mangiarmi le unghie. Mi fanno schifo così mangiucchiate, così rovinate, ogni volta che devo firmare qualcosa rattrappisco le dita per non far vedere le dita…. quando mio marito mi ha regalato l’anello di fidanzamento (una enorme diamante assolutamente senza senso per i ragazzi che eravamo…) quando mi chiedevano di mostrarlo facevo la mano a pugno!!!!!
ma questa estate ho smesso di colpo. Me ne sono accorta in vacanza, avevo le unghie lunghe e mi ponevano problemi nuovi.
a una commessa che non parlava una parola di inglese ho chiesto acetone, smalto e lima….beati noi italiani che sappiamo gesticolare come mimi professionisti
e così adesso sfoggio queste appendici dure sulle dita: dove prima c’erano dei polpastrelli morbidi ora ci sono delle unghie laccate che spesso mi graffiano quando mi gratto oppure fanno male quando afferro qualcosa.
ho dovuto reimparare a scrivere al pc perchè all’inizio sbattevo ‘ste benedette unghie
ogni tanto mi guardo le mani e mi sembrano mani di un’altra,mi danno un senso di estraneamento
sono entrata nel trip degli smalti e dei prodotti per la cura delle unghie; l’altra sera era a cena con delle amiche e le ho subissate di domande, mancava poco che prendessi appunti ahahahahah
la cosa più difficile è riuscire a stare ferma con le mani finchè si asciuga lo smalto….non puoi proprio far niente, altrimenti si rovina….e la mia innata cialtronaggine trionfa come al solito
comunque ieri mia figlia mi chiede aiuto per fare una cosa, e io le dico: un secondo ho appena messo lo smalto deve asciugarsi, altrimenti faccio i soliti “pastrocci”
mia figlia esplode in una risata a e dice: mai nella mia vita ti ho sentito dire una frase del genere mamma
manco io avrei mai immaginato di dirla

Annunci

mi ha regalato 10 anni di vita

spesso penso che la vita è così strana che se certe cose le leggo in un libro penso che siano assurde, poi mi capitano e non so cosa pensare.
a giugno figlia grande ha avuto l’opportunità di fare un corso di europrogettazione, corso che voleva fare a pagamento ma che è riuscita a trovare gratis a fronte di uno stage pagato all’estero.
….
come riescano queste cose a mia figlia rimane un mistero!
comunque il corso si svolge nella grande città, 5 giorni a settimana, 8 ore al giorno e quindi lei che fa? si trasferisce da mia madre, l’amatissima nonna.
non ho mai avuto un gran rapporto con mia madre, e anche adesso che sono diventata il suo faro nella notte (parole sue), ogni volta che ho a che fare con lei mi sento sempre la solita cazzara, o che perlomeno lei mi consideri in tal modo.
comunque è un fatto che i miei figli la adorino tanto quanto non sopportano l’altra nonna
misteri della vita
e così ha preso armi e bagagli e per due mesi è stata dalla nonna; di giorno il corso, di sera servizi per la crocerossa, conferenze, teatro, concerti, uscite fotografiche…e poi colazioni e cene insieme, condivisione di spazi e programmi televisivi.
mia madre è rinata, lei che non mi chiama se non per dirmi di funerali e disgrazie, mi chiamava tutte le mattine per dirmi che gioia infinita era avere mia figlia a casa.
“mi ha ridato 10 anni di vita sai? mi alzo la mattina con una gioia addosso che non hai idea! cerco di prevenirla ma lei si arrangia di tutto…le voglio preparare il pranzo ma lei se lo è già fatto, voglio lavarle i vestiti ma lei si è già arrangiata… che meraviglia è così autonoma!”
“mamma sei abituata con i miei nipoti che sono bimbi, lei sono 6 anni che vive da sola…almeno il pannolino non lo usa più….”
“che scema che sei, non è quello, è che è sempre così…così….sai che ieri sera abbiamo preso la macchina e siamo andate a fotografare i fulmini? mi sono divertita da matti! e lo sai che va ad insegnare italiano ai rifugiati? poi quando torna mi racconta le loro storie…terribile quello che hanno affrontato nella vita quelle persone…ho chiesto se hanno bisogno di libri di testo e mi sa che vado a dare una mano anche io, chissà che abbiano più voglia di imparare di tuo nipote che per insegnargli il latino ormai sono esaurita….”
“mamma scusami ma tu non eri quella che dicevi i neg*i mi fanno paura tutto il giorno che bighellonano senza fare niente di buono?”
“che scema che sei, quelle sono persone, non neg*i”
ah ecco, sono persone. Niente colore della pelle allora, solo persone
ussignur

la flebo al riccio mi mancava

“Emily non ti sembra di esagerare? 4 gatti stabili in casa, un cane, un numero imprecisato di gatti in stallo nelle camere, almeno 3 che vengono a mangiare nelle finestre della camera nostra, un cane…e adesso ti alzi alle 3 per allattare? vogliamo darci un limite?”

ecco, questo è quello che mi dice mio marito in continuazione, e non ha tutti i torti. ci sono periodi, come questo, che la scellerata abitudine di non sterilizzare porta ad aver emergenze quotidiane con micetti abbandonati.
l’altra mattina ci chiamano dalla discarica, hanno trovato due micetti, minuscoli, completamente fradici. Io ho in stallo una mamma gatta, me li portano per vedere se li prende ma questa micia ha “l’istinto materno della nonna” (come dirà mia figlia….) e ringhia ai cuccioli. Così non rimane altro che armarsi di biberon e dopo averli scaldati con phon e aria calda, allattarli.

ma stamattina abbiamo avuto l’ennesima chiamata, un cucciolo di riccio trovato dentro una fabbrica, il resto dei fratellini morti. telefono subito alla volontaria che mi dice di recuperarli ma nel frattempo devo cercare il latte apposito: io corre nelle rivendite, lei chiama alla farmacie e niente, nessuna ce l’ha. allora corro al super a comprare il latte di capra, ma nel frattempo trovano anche la mamma che sembra stata avvelenata, quindi ” Emily devi correre in farmacia a prendermi la soluzione per la flebo, sei capace di fare la flebo al riccio?”
no dico, siamo fuori di cranio…mi fa schifo anche mettere un cerotto, la flebo al riccio non ce la posso fare.
e così per fortuna se ne è fatto carico la volontaria che poi stasera li porterà entrambi al centro apposito
perchè è fauna selvatica a va seguita con un protocollo.
oggi a tavola mia figlia dice al padre ” beh papà non sai l’ultima di stamattina”
calcio sotto al tavolo e occhiataccia
“beh cosa è successo?
“abbiamo scoperto che il gatto piscione non piscia sul divano perchè fa dispetti ma perchè ha tre tipi di calcoli, stasera dobbiamo drogarlo per portarlo a fare l’ecografia”
“oh santiddio ma quanto siete fuori di testa con sti animali?”

pensa te se sapesse della flebo al riccio

ahhh come passa il tempo….

si avete ragione sono sparita senza una parola.
ieri sono entrata nella mail di Emily e ho letto tutti i vostri messaggi e mi sono vergognata: sto benissimo, non è successo nulla, è solo la vita che spesso cambia velocemente.
sono cambiate tante cose in questo tempo: mia figlia ha lavorato con me alcuni mesi e sono stati mesi preziosi e bellissimi. Si è lasciata col moroso e tutti noi, amici e parenti, abbiamo fatto la ola di felicità
figlio piccolo cerca casa, e quando mi ha detto di averla trovata avevo già chiamato gli imbianchini e preso le misure per i mobili…poi gliela hanno venduta e siamo tornati al punto di partenza
Mio marito è quello che ha subito più cambiamenti: dall’inizio dell’anno i nostri fine settimana sono cambiati radicalmente perchè da solitari siamo diventati caciaroni in compagnia. Abbiamo conosciuto delle persone che fanno parte di un gruppo di camperisti e tutte le domeniche si fa festa dove l’alcool scorre a fiumi.
praticamente ci vuole una settimana di lavoro per riposarsi della domenica….
la cosa che mi lascia più perplessa è che dopo 53 anni passati ad avere in mente solo il lavoro, mio marito ha improvvisamente scoperto di aver passato tutta la sua vita in azienda e gli ha preso una botta di malinconia mista a rimpianto che a volte mi lascia molto sconcertata….ad esempio ascolta ossessivamente una canzone (dei nomadi? bohhh) che si intitola “come passa il tempo” e la canta in continuazione, accompagnandola con sospiri e discorsi deliranti sul fatto di mollare tutto e metterci a girare il mondo.
mah…
io…io sono sempre più incastrata col lavoro: ho evitato per anni di lasciarmi ingabbiare in orari/responsabilità/problemi/casini/isterie/lofaccioioaltrimentinonlofanessuno che a volte viene sera e mi domando se ho avuto un pensiero per tutta la giornata che non sia rivolto al lavoro. poi mi ricordo che ho la casa piena di gatti randagi, cuccioli e micromici e mi rispondo che è meglio non farsi domande.
questa settimana oltre a un corso idiota di 8 ore ho anche provato l’ebbrezza di svegliarmi ogni 3 ore per allattare….2 micromici di 10 giorni gettati in discarica. sono arrivati fradici, gelati e affamati allo stremo delle forze. ora saltano per tutto il bagno e reclamano cibo e attenzioni…eh sono soddisfazioni.
insomma, stanca ma felice, quindi tutto come al solito
ahhhh come passa il tempo…ehhhh non ritorna piùùùùùù

scippi, pisciatine ma tranquilli, Bruxelles è una città tranquilla!

e così ce l’abbiamo fatta a partire, dopo cento cambi di programma siamo andati a trovare figlia grande a Bruxelles, dove sta facendo uno stage di 4 mesi.
lavora per una associazione che si occupa di minoranze, e lei dovrebbe occuparsi di un progetto che riguarda i rifugiati. dovrebbe, perchè in realtà l’hanno messa dovunque e quindi ha cento cose aperte.
il problema è che nessuno le insegna nulla, e sta facendo i conti con la proverbiale fumosità di certe associazioni che hanno scopi bellissimi ma poi non hanno nessuna professionalità per portarli avanti. Mi sembra che iomestessa (www.iomemestessa.wordpress.com)avesse accennato a qualcosa del genere…. e questo per mia figlia che è logica, razionale ed estremamente proattiva è un disastro, il disorientamento è la condizione con cui affronta tutti questi progetti. c’è anche da dire che come orario di stage le 8 ore sono una flebile speranza: quando arrivano le 5 e in teoria lei ha finito, arrivano i volontari che hanno finito il loro lavoro e cominciano riunioni interminalbili che finiscono sempre dopo le 10
“e la cena?” (mamma italica….)
“tranquilla, mi scrive, ho mangiato 5 mandorle”
ah beh allora…..
“gli hai già detto che i tuoi genitori sono imprenditori?”
“no, non mi pare”
“ok digli che di cognome faccio Camusso e sono incazzata come un buldog….”
“mammaaaaaaaa”
appena arrivati siamo in camper con lei e stiamo andando dove abita a scaricare un po’ di cose quando un ragazzo si avvicina all’auto ferma davanti a noi, apre la portiera e scappa con la borsetta in mano. dopo pochi metri un ragazzo blocca lo scippatore, volano in mezzo alla strada, recupera la borsa e la restituisce. tutto in pochi secondi.
siamo allibiti.
“ti giuro papà è una città così tranquilla,seria, davvero papà credimi sono allibita!”
poco dopo in centro vediamo una ragazza seduta sul cornicione di una vetrina: ha i pantaloni e le mutandine a metà gamba e sta facendo un fiume di pipi. la gente passa e manco la guarda, mio marito invece ha gli occhi fuori dalle orbite.
tutto questo ci è stato permesso da figlio piccolo che con intelligenza e lucidità ha guidato le truppe in una di quelle mission impossible dove è riuscito a finire l commessa e a caricarla tutta in un camion quando ormai avevamo già previsto il secondo carico
ogni volta che mettevamo una foto di ristorante o attrazione nel gruppo ws di famiglia lui scriveva: “divertitevi tranquilli, ci penso io a guadagnare la pagnotta per tutti”

comunque l’ho trovata bene. felice, stanca, magrissima ma felice
fa quello che vuole fare dove lo vuole fare: sulla associazione ci si può ragionare ma per ora va bene così.
sono stati due giorni bellissimi, la continuavo a stringere in abbracci fortissimi, e lasciarla è stato straziante.
Non credo che mi ci abituerò mai.

ci mancava solo la voragine

è così figlia grande è partita
(sospiro)
lo so che è il futuro che ha sempre voluto, ma saperla a Bruxelles mi fa stare in ansia, non è un bel periodo per girare. poi penso ai tre ragazzi che stanotte poco distante da casa mia hanno perso la vita in macchina e mi convinco che nessun posto è sicuro, almeno sta facendo quello che ha sempre voluto fare.
figlia grande è partita alla fine di agosto, armata di 20 kg di bagaglio e del suo innato ottimismo per fare un lavoro che non ha capito quale e in una lingua dove ha una conoscenza molto blanda; l’organizzazione le paga vitto, alloggio e trasporti e le da un piccolo rimborso spese e rimarrà li fino a dicembre
condivide un monolocale con un’altra ragazza italiana impegnata in un altro lavoro e sta in una palazzina tutta di pugliesi che amano mangiare in compagnia quasi tutte le sere. hanno la chat di condominio e io la trovo una cosa molto divertente
sono ormai quasi 3 settimane che è li e la sento molto disorientata, perchè non fa certo un lavoro d’ufficio dalle 8 alle 17, ma spesso lavorano tutto il giorno fino a tardi e quindi ha il giorno dopo libero, oppure la chiamano sabato mattina che deve andare il sabato pomeriggio.
anche quello di cui si occupa non è chiaro; è un’organizzazione no profit (credo) che si occupa di minoranze; lei in teoria dovrebbe partecipare a un progetto che riguarda i rifugiati, ma fino ad ora si è occupata di tutt’altro: femministe, no global, ambientalisti, animalisti, omosessuali…ha partecipato anche a una marcia di protesta per non far chiudere una birreria gestita dai monaci trappisti. Insomma, una variegata porzione di umanità…il tutto in una lingua, il francese, di cui ha una certificazione molto bassa (B1) adatta a fare chiacchiere e non certo per lavorare e quindi si è iscritta velocemente ad un corso di francese.
visto che c’era si è iscritta anche ad un corso di yoga….
insomma questa è la situazione, per ora.
fra due settimane ce ne andiamo a Bruxelles per portarle un po’ di cose da vestire invernali, sperando che nel frattempo non si congeli visto che li hanno già acceso il riscaldamento!!
mi manca tantissimo, faccio lunghe chiacchierate e ci mandiamo foto e messaggi ma sono anche felice di sapere che sta facendo quello che vuole fare, dove lo vuole fare.
e sono solo 6 mesi che si è laureata…..
come qualcuno mi ha fatto prontamente notare il titolo parla di una voragine che nel testo non c’è.
la voragine è quella che si è aperta l’altro giorno a poche centinaia di metri da casa di figlia grande… tanto per stare tranquilla…

non posso lavorare con tutto questo stress

giornate assurde ultimamente: i problemi si moltiplicano, ne risolvi uno e ne spuntano cento. siamo tutti stanchi, accaldati, sfiniti di sonno e stress e le domeniche non ricaricano più perchè abbiamo venduto il camper e comprato quello nuovo che deve ancora arrivare. Questa in teoria è una bella notizia ma senza camper non possiamo andarcene via il sabato, e questo fa si che mio marito lavori fino a tardi sabato e magari domenica mattina….poi aggiungici che domenica mattina arriva figlio piccolo alle 6 con la “tipa di turno ” (questa è una storia che devo raccontare…..) e dimenticandosi che ci siamo anche noi in casa accendono la tv in camera e fanno casino come se fossero a una festa. Smadonnamenti e porchi alle 6 di domenica mattina….
vabbè torniamo al lavoro.
in due anni siamo cresciuti tantissimo, abbiamo quadruplicato il personale (e i problemi….non venitemi a parlare di disoccupazione, nel veneto NON esiste) e ormai quando arriva un ordine viene accolto con sgomento e ansia perchè davvero, di più non si può fare.
oramai lo sclero è quotidiano, passiamo dal sollievo effimero di vedere un camion che parte carico dall’ansia che scatena una telefonata di sollecito; e fornitori che non consegnano materia prima, trasportatori che si perdono il carico, operai che fanno i capricci che manco all’asilo ne ho visti così.
e sopra tutto questo delirio il caldo soffocante di una pianura padana che vede normale avere 40° e 90% di umidità!
vabbè, andiamo avanti
oggi siamo a tavola, al ristorante come da 6 mesi a questa parte, e arriva anche figlia grande. E’ arrivata da Trento ieri sera per sostenere un colloquio di lavoro stamattina con un’organizzazione che dovrebbe farle fare dei tirocini internazionali: arriva bella e sorridente e trova una famiglia isterica.A tutti i problemi della mattina si è aggiunto il fatto di un ragazzo assunto due mesi fa che ci sta facendo vedere i sorci verdi da un bel pezzo e a tavola mi ha appena mandato un sms per dirmi che si licenzia. Esulto perchè almeno non ho più il problema ma devo attivarmi immediatamente per trovare un sostituto per domani, abbiamo delle consegne da panico
mio marito si alza per andare a rispondere alla ennesima telefonata e lei mi dice innervosita a bocca stretta: ” e poi tu vuoi che venga a lavorare da voi! con questo stress! siete pazzi!”
non ci ho più visto.
le ho detto che mai e poi mai vorrei per lei questo “stress”, ma finchè non trova lavoro invece di rimanere a trento ( e non ci sta gratis ovviamente) vieni in ufficio e impari un mestiere, senza contare che mi toglieresti del lavoro di routine che mi pesa tanto. e che questo stress le ha dato da mangiar fin ora e non mi sembra il caso di disprezzarlo anche perchè questa è la vita vera, fuori dall’università e se crede di lavorare senza stress ha bisogno di un bel bagno di realtà
insomma è andata così, è la prima volta che mi arrabbio con figlia grande ma qualcosa mi dice che non sarà l’ultima ma stranamente, questa cosa non mi mette malinconia, anzi, mi sembra più normale ora.