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frasi che non avrei mai immaginato di dire

mi sono sempre vergognata di mangiarmi le unghie. Mi fanno schifo così mangiucchiate, così rovinate, ogni volta che devo firmare qualcosa rattrappisco le dita per non far vedere le dita…. quando mio marito mi ha regalato l’anello di fidanzamento (una enorme diamante assolutamente senza senso per i ragazzi che eravamo…) quando mi chiedevano di mostrarlo facevo la mano a pugno!!!!!
ma questa estate ho smesso di colpo. Me ne sono accorta in vacanza, avevo le unghie lunghe e mi ponevano problemi nuovi.
a una commessa che non parlava una parola di inglese ho chiesto acetone, smalto e lima….beati noi italiani che sappiamo gesticolare come mimi professionisti
e così adesso sfoggio queste appendici dure sulle dita: dove prima c’erano dei polpastrelli morbidi ora ci sono delle unghie laccate che spesso mi graffiano quando mi gratto oppure fanno male quando afferro qualcosa.
ho dovuto reimparare a scrivere al pc perchè all’inizio sbattevo ‘ste benedette unghie
ogni tanto mi guardo le mani e mi sembrano mani di un’altra,mi danno un senso di estraneamento
sono entrata nel trip degli smalti e dei prodotti per la cura delle unghie; l’altra sera era a cena con delle amiche e le ho subissate di domande, mancava poco che prendessi appunti ahahahahah
la cosa più difficile è riuscire a stare ferma con le mani finchè si asciuga lo smalto….non puoi proprio far niente, altrimenti si rovina….e la mia innata cialtronaggine trionfa come al solito
comunque ieri mia figlia mi chiede aiuto per fare una cosa, e io le dico: un secondo ho appena messo lo smalto deve asciugarsi, altrimenti faccio i soliti “pastrocci”
mia figlia esplode in una risata a e dice: mai nella mia vita ti ho sentito dire una frase del genere mamma
manco io avrei mai immaginato di dirla

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cose da pazzi

se c’è una cosa di cui ho consapevolezza è la mia innata pigrizia.
il massimo della vita per me è una tazza di te e un buon libro. Per tutto il giorno.Alzarsi solo per andare in bagno.
quelli che camminano all’alba secondo me hanno problemi gravi, tipo un letto scomodo o un marito che russa.
svegliarmi all’ultimo minuto e fare le cose di corsa è normale, svegliarmi 10 minuti prima è follia e masochistico
ok, questa ero io un tempo, 20 giorni fa
poi sono andata alla cena di classe, compagni di scuola con cui ho fatto asilo elementari e medie in un collegio prestigioso nella grande città.
sono tutti belli, in forma, le donne si sono già fatte ritocchini qua e là, gli uomini sono palestrati e tonici.
io sono tornata a casa alle 2 del mattino ma la mattina dopo mi sono alzata mezz’ora prima del solito e sono partita, ancora con gli occhi chiusi, per camminare.
e non ho più smesso.
e mi sono alzata ogni mattina sempre prima, e ho allungato ogni giorno un po’ il passo.
stamattina avevo una certificazione in azienda e dovevo arrivare presto: la parte sana di me diceva: dai, per questa mattina lasciamo stare! la nuova me diceva: stasera hai anche la cena con le ragazze, dai alzati un’ora prima e parti lo stesso!
azzo, era buio pesto, faceva un freddo cane ma sono partita lo stesso.
se me l’avessero detto 20 giorni fa avrei riso fino alle lacrime

potrebbero farci un reality su di voi

ieri sera a cena con mio marito
“scusami,lo so che non è bello, ma ho bisogno di ascoltare un po’ di vocali” e faccio partire il primo di una lunga serie, dove le signore del mio gruppo di gattare raccontano la telecronaca di un salvataggio allucinante di una gatta che ha partorito i cuccioli all’interno di una fabbrica sopra dei cantilever altissimi.
mio marito che di solito ha un atteggiamento tra l’insofferente e lo spazientito per questa mia attività, stavolta si emoziona e mi incita a continuare ad ascoltare per sapere come è andata a finire.
“e questo non è niente!”
allora gli racconto che il giorno prima mi chiama in azienda una signora per dirmi che hanno trovato un gattino dentro la ruota del suv di una signora; mi precipito li e chiamo in aiuto il resto del gruppo, arriva un’altra signora e il marito di un’altra, armato di guanti e trasportino (anche gli uomini a volte hanno buon senso…) e riusciamo a far uscire il micino che terrorizzato, esce dalla ruota ma si rifugia in un giardino di una casa disabitata, con l’erba altissima.
“conosco i proprietari faccio una telefonata per chiedere se possiamo accedere” dice il marito
“beh di sicuro non ti dicono di no quindi intanto io entro”
“tecnicamente è violazione di proprietà privata….”
“Emily fai tacere l’avvocato che è in te e aiutami a scavalcare”
si inoltra in una selva altissima seguendo il pianto del gattino; si graffia, si punge con i rovi ma alla fine lo acchiappa. nel mentre che sta cercando di passarmelo si scatena una bufera d’acqua e in un minuto siamo tutti zuppi, ma il gattino è in braccio mio e graffia come un dannato.lo portiamo a casa mia e lo stallo nel bagno giù, lui soffierà come un pazzo per qualche ora, ma alla prima carezza si arrende e partono delle fusa che si sentono da fuori la porta.
una settimana fa ci chiama la moglie di uno che lavora in discarica, dice che suo marito ha trovato due gattini zuppi e minuscoli che strillano come ossessi, lei urla che non sa cosa farci di andarli a prendere.
io salto il pranzo, vado a prendere i gattini, li riscaldo e li asciugo e cerco di attaccarli a una mamma gatta che ho in stallo, ma lei gli ringhia (ha l’istinto materno della nonna paterna, dice mia figlia….) e allora una signora corre a comperare ciucce e latte in polvere, mentre la veterinario chiamata di corsa gli fa una flebo di glucosio.
insomma per farla breve finalmente si attaccano e mangiano come selvaggi, verranno affidati all’unica di noi che non lavora, alzarsi per allattare tutte le notti proprio no, non ce la faccio (anche se in realtà la prima notte l’ho fatta io e non è stato un dramma, ma conosco i miei limiti)
adesso sono tornati da me, stanno bene e parte l’iter per l’adozione, ci serve mia figlia perchè fa delle foto strepitose, “quando tua figlia gli fa le foto li diamo via come il pane!”
mio marito ride come un matto, e dice che dovrebbero fare un realty su di noi, che siamo come la protezione civile.
adesso ride, ma so benissimo che quando si accorgerà che tutte, e dico tutte le stanze della casa praticamente contengono gatti avrà una crisi di nervi con i fiocchi.
ecco servito il realty, con la sua buona dose di trash

scippi, pisciatine ma tranquilli, Bruxelles è una città tranquilla!

e così ce l’abbiamo fatta a partire, dopo cento cambi di programma siamo andati a trovare figlia grande a Bruxelles, dove sta facendo uno stage di 4 mesi.
lavora per una associazione che si occupa di minoranze, e lei dovrebbe occuparsi di un progetto che riguarda i rifugiati. dovrebbe, perchè in realtà l’hanno messa dovunque e quindi ha cento cose aperte.
il problema è che nessuno le insegna nulla, e sta facendo i conti con la proverbiale fumosità di certe associazioni che hanno scopi bellissimi ma poi non hanno nessuna professionalità per portarli avanti. Mi sembra che iomestessa (www.iomemestessa.wordpress.com)avesse accennato a qualcosa del genere…. e questo per mia figlia che è logica, razionale ed estremamente proattiva è un disastro, il disorientamento è la condizione con cui affronta tutti questi progetti. c’è anche da dire che come orario di stage le 8 ore sono una flebile speranza: quando arrivano le 5 e in teoria lei ha finito, arrivano i volontari che hanno finito il loro lavoro e cominciano riunioni interminalbili che finiscono sempre dopo le 10
“e la cena?” (mamma italica….)
“tranquilla, mi scrive, ho mangiato 5 mandorle”
ah beh allora…..
“gli hai già detto che i tuoi genitori sono imprenditori?”
“no, non mi pare”
“ok digli che di cognome faccio Camusso e sono incazzata come un buldog….”
“mammaaaaaaaa”
appena arrivati siamo in camper con lei e stiamo andando dove abita a scaricare un po’ di cose quando un ragazzo si avvicina all’auto ferma davanti a noi, apre la portiera e scappa con la borsetta in mano. dopo pochi metri un ragazzo blocca lo scippatore, volano in mezzo alla strada, recupera la borsa e la restituisce. tutto in pochi secondi.
siamo allibiti.
“ti giuro papà è una città così tranquilla,seria, davvero papà credimi sono allibita!”
poco dopo in centro vediamo una ragazza seduta sul cornicione di una vetrina: ha i pantaloni e le mutandine a metà gamba e sta facendo un fiume di pipi. la gente passa e manco la guarda, mio marito invece ha gli occhi fuori dalle orbite.
tutto questo ci è stato permesso da figlio piccolo che con intelligenza e lucidità ha guidato le truppe in una di quelle mission impossible dove è riuscito a finire l commessa e a caricarla tutta in un camion quando ormai avevamo già previsto il secondo carico
ogni volta che mettevamo una foto di ristorante o attrazione nel gruppo ws di famiglia lui scriveva: “divertitevi tranquilli, ci penso io a guadagnare la pagnotta per tutti”

comunque l’ho trovata bene. felice, stanca, magrissima ma felice
fa quello che vuole fare dove lo vuole fare: sulla associazione ci si può ragionare ma per ora va bene così.
sono stati due giorni bellissimi, la continuavo a stringere in abbracci fortissimi, e lasciarla è stato straziante.
Non credo che mi ci abituerò mai.

ci mancava solo la voragine

è così figlia grande è partita
(sospiro)
lo so che è il futuro che ha sempre voluto, ma saperla a Bruxelles mi fa stare in ansia, non è un bel periodo per girare. poi penso ai tre ragazzi che stanotte poco distante da casa mia hanno perso la vita in macchina e mi convinco che nessun posto è sicuro, almeno sta facendo quello che ha sempre voluto fare.
figlia grande è partita alla fine di agosto, armata di 20 kg di bagaglio e del suo innato ottimismo per fare un lavoro che non ha capito quale e in una lingua dove ha una conoscenza molto blanda; l’organizzazione le paga vitto, alloggio e trasporti e le da un piccolo rimborso spese e rimarrà li fino a dicembre
condivide un monolocale con un’altra ragazza italiana impegnata in un altro lavoro e sta in una palazzina tutta di pugliesi che amano mangiare in compagnia quasi tutte le sere. hanno la chat di condominio e io la trovo una cosa molto divertente
sono ormai quasi 3 settimane che è li e la sento molto disorientata, perchè non fa certo un lavoro d’ufficio dalle 8 alle 17, ma spesso lavorano tutto il giorno fino a tardi e quindi ha il giorno dopo libero, oppure la chiamano sabato mattina che deve andare il sabato pomeriggio.
anche quello di cui si occupa non è chiaro; è un’organizzazione no profit (credo) che si occupa di minoranze; lei in teoria dovrebbe partecipare a un progetto che riguarda i rifugiati, ma fino ad ora si è occupata di tutt’altro: femministe, no global, ambientalisti, animalisti, omosessuali…ha partecipato anche a una marcia di protesta per non far chiudere una birreria gestita dai monaci trappisti. Insomma, una variegata porzione di umanità…il tutto in una lingua, il francese, di cui ha una certificazione molto bassa (B1) adatta a fare chiacchiere e non certo per lavorare e quindi si è iscritta velocemente ad un corso di francese.
visto che c’era si è iscritta anche ad un corso di yoga….
insomma questa è la situazione, per ora.
fra due settimane ce ne andiamo a Bruxelles per portarle un po’ di cose da vestire invernali, sperando che nel frattempo non si congeli visto che li hanno già acceso il riscaldamento!!
mi manca tantissimo, faccio lunghe chiacchierate e ci mandiamo foto e messaggi ma sono anche felice di sapere che sta facendo quello che vuole fare, dove lo vuole fare.
e sono solo 6 mesi che si è laureata…..
come qualcuno mi ha fatto prontamente notare il titolo parla di una voragine che nel testo non c’è.
la voragine è quella che si è aperta l’altro giorno a poche centinaia di metri da casa di figlia grande… tanto per stare tranquilla…

se non fossi atea griderei al miracolo

mah, non so ancora dargli un nome, una definizione.
non ho ancora capito se devo esultare oppure preoccuparmi.
sono due lunedì che torniamo dal mare alle 13. pranzo in trattoria e poi a lavorare fino a tardi
cosa c’è di strano? che mai, dico mai in 37 anni che conosco mio marito ha usato u giorno di lavoro per stare in vacanza, mai
il contrario si, sempre, lavorare di sabato e domenica, feste del patrono e feste nazionali, pasqua e natale quello si, ma tornare nel pomeriggio di un giorno di lavoro….mai.
ho passato 15 anni al mare tutte le stati, e lui puntualmente arrivava sabato sera (incazzato nero), e ripartiva subito dopo pranzo della domenica.
se osavo chiedergli di fermarsi un po’ di più ruggiva che non ho il senso del dovere, che avere un’azienda non è una passeggiata, e che se volevo un’altra vita dovevo sposarmi un altro tipo d’uomo.
col tempo ho smesso anche di chiederglielo, anche perchè, se devo esser sincera, questo estraneo che arrivava e si lamentava di tutto e dormiva e basta non era un gran che divertente!
quindi non so ancora cosa pensare.
venerdi dopo pranzo è tornato per un’altra mezzora ma alle 15 è tornato, è salito in camper e siamo partiti, verso la croazia.
alle 7 stavamo facendo il bagno
è vero che adesso figlio piccolo è diventato molto autonomo, è vero che aveva programmato tutto, è vero che lavora 15 ore tutti i giorni, ma a me questa cosa lascia allucinata.
anche in ufficio sono tutti un po’ perplessi: non è che è malato, vero? mi ha chiesto uno dei più anziani operai che abbiamo
mah, non so cosa dire.
è una vita che predico che se si lavora il sabato e domenica bisogna poi recuperare anche di giorno lavorativo; è una vita che gli dico che deve riuscire a staccare prima di rimetterci la salute.
mah non so cosa pensare

c’è una pazza che gira per il paesello

martedi di due settimane fa rientro dopo pranzo a casa per lasciare alcuni scatoloni; entro dal cancello e mi dirigo verso il portone di casa.
detto così sembra semplice ma chi è pratico di casa mia sa che non è così: il cane cerca di scappare ogni volta e il melograno è di nuovo impazzito facendo un carico di fiori assurdi che in questi giorni vengono visitati da centinaia di api e ormai pendono tutti sul cancello…un casino insomma.
entrando non mi accorgo che la signora delle pulizie ha lasciato spalancata la finestra del mio studio a piano terra: vado di sopra, libero i gatti che quando viene la signora chiudo in camera di figlia grande e faccio altro.
dopo poco mi rendo conto che non ho tra i piedi i gatti per cui mi viene un pensiero agghiacciante che viene confermato da una corsa al piano di sopra: due su tre gatti sono scappati, il cane se ne è accorto e li insegue per tutto il giardino. allucinante.
io cerco di prendere il cane e rinchiuderlo, poi riesco a trovare il gatto rosso di mio marito e riportarlo dentro, ma del mio gatto jack, non c’è traccia.
lo cerco un po’ dovunque ma non posso rimanere a casa e quindi con la morte nel cuore vado in ufficio
alla sera comincio le ricerche per tutto il paesello, girando dovunque, chiedendo a chiunque, chiamando a squarciagola il suo nome, ma niente
allerto tutte le organizzazioni animaliste (con tutto il volontariato che faccio…), l’appello del mio gatto finisce ovunque e io tappezzo il paese con la sua foto
mi danno una gabbia trappola per vedere se di notte torna e finisco col prendere tutti i gatti del vicinato più un riccio ma niente
una sera mi sono alzata alle 2, mi sono vestita e sono andata in cerca….
insomma un delirio.
avrò risposta ad almeno 20 telefonate di segnalazione e ogni volta era sollievo di sapere che non era lui il micio spiaccicato e pianto a dirotto perchè ancora non avevo notizie
ovviamente mancando figlia grande non ho avuto nessun sostegno dal resto della famiglia: mio marito è passato da ” di sicuro torna è un gatto troverà il modo” a “è ormai è tanto tempo secondo me si trova bene dove è non pensarci più”
un grande aiuto insomma
figlio piccolo più a contatto col paesello mi ha detto che stavo diventando famosa, con i miei giri notturni, però non lo dice col solito astio
l’altra notte alle 4 sentiamo miagolare sulla finestra del bagno della nostra camera; mi alzo di scatto, accendo la luce e apro la finestra….mio marito urla: “Emily sei nuda vestititiiiiii!”, “io urlo “E’ Jack, aiutami ho paura che scappiiiiiiiii” e mio figlio “finitela di urlare tra due ore mi sveglioooooooooo”
insomma, il gatto è tornato, bello grassottello e addirittura molto pulito, secondo me dove stava gli hanno fatto il bagno.
ho passato il resto della notte sul divano, con lui impazzito che girava per casa cercandomi in continuazione
“tua madre si è stufata di cercare il gatto? non la vediamo più alla sera”
“no, ha trovato il gatto, mia madre non è una che molla”
azzz mi sono quasi commossa