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la valigia sul letto quella di un corto viaggio…..

pochi giorni a casa ed è già ripartita.

figlia grande è arrivata mercoledi, ha visto amici, ha cucinato torte, ha fatto un porta orecchini, ha sistemato la camera, ha scaricato le foto dalle memory, ha coccolato gattini, si è lavata e stirata tutto e ha rifatto i bagagli.

ricomincia l’università, il 4° anno

è perfettamente giusta con gli esami, la media è quasi 27 e quest’anno ha diritto anche alla borsa di studio che coprirà interamente la spesa di studiare fuori: convitto, tasse scolastiche libri e mangiare

entro nella sua camera e vedo la valigia aperta sul letto e ho un tuffo al cuore; ogni volta che la vedo fare le valigie mi si strizza lo stomaco ma stavolta è la valigia piccola, quella grande riposa in lavanderia

eravamo già andate su venerdì facendo un primo carico ed eravamo riuscite a riempire la mia macchina fino all’orlo, ma quando ieri sera ho visto la montagna di bagagli ammassata ho capito che bisognava fare un altro giro e così con mio marito siamo partiti per ora di cena, pizza a caldonazzo, scarico merci e figlia e ripartiti.

e mio marito ha detto la celebre frase che ormai sento da 4 anni:

guarda che questa è l’ultima volta eheheheheh

io ooooooooodio gli esami del sangue

anche oggi la mattina è iniziata in salita, non potevo più rimandare gli esami del sangue per la semestrale visita di controllo dall’oncologo e devo fare tutti gli esami prima di partire per le vacanze perchè è il lunedi dopo le ferie (……!!!!!!)

quindi chiamo la mia dottoressa per farmi fare la ricetta, vado fin la a prendermela, vado all’ospedale, consegno il tutto e mi prendo il numero. che struma fare tutto questo ogni volta per ogni benedetto esame, ma non c’è modo di semplificare?

comunque finché aspettavo pensavo (per dominare l’ansia crescente) che ho cambiato tante cose di me in quasi 50 anni di vita, ho fatto cose che ho sempre detto io mai figuriamoci, ma questa del sangue è una costante che mi segue da sempre e con l’età non è cambiata.

mi dicono che si chiama emofobia

eh si che ho partorito due volte, ho avuto il cancro, un po’ di abitudine avrei dovuto farla…invece ogni volta che devo fare l’esame devo chiedere di stendermi altrimenti quando hanno finito, saluto esco e poi finisco lunga distesa nella sala d’aspetto. e io odio ammettere di essere vulnerabile ma questa storia va avanti da troppo tempo e ormai ho imparato a conviverci

però una cosa ho capito recentemente: più di tutto mi fa sclerare quando mi stringono il braccio, come col laccio emostatico e oppure quando mi misuro la pressione. do veramente di testa se diventa una cosa lunga, e a ben guardare io non ho braccialetti, orologi e anelli, niente che stringe insomma

ma io stessa ho pensato che stavo dando i numeri quando mi hanno confermato che a settembre dovrò fare un piccolo intervento e quindi devo fare l’iter preoperatorio e quindi tra le altre cose un esame del sangue. ma preoccupati per l’intervento e soprattutto per il post, altro che esami del sangue!

ma questa cosa passerà mai?

 

vai amore, e salva il mondo

figlia grande sta facendo l’ultimo esame di questa sessione e sinceramente non ha nessuna importanza l’esito, ha già fatto qualcosa di grandioso incastrando tutti questi esami

finalmente è arrivata la sua destinazione; non voglio entrare in polemiche con l’organizzazione a cui si è affidata ma ne penso malissimo e spero che questa sia la prima e ultima volta, perchè penso che pagare una cifra assurda per avere questa assistenza inesistente sia da pazzi.

con lunaria prima scegli il campo, chiedi se c’è posto e quando ti confermano che puoi andare si paga, la metà di quello che hanno chiesto questi qui e comprende l’assicurazione. vabbè ormai è andata così

destinazione tunisia, e con una missione sui diritti umani come voleva lei. starà agosto e metà settembre in un orfanotrofio, a fare progetti per questi ragazzini. loro parlano francese e arabo. lei inglese e spagnolo e italiano….mah

quando mi ha chiesto cosa ne pensavo una parte di me voleva dirle: ma che cavolo te ne frega di salvare il mondo? vieni in vacanza con noi, ti rilassi, ti diverti, ti riposi. ma so anche che ha bisogno di prendere le misure con il suo futuro: questo è quello che dice di voler fare, e allora non c’è altro da fare che lasciarglielo fare, e vedere se ha la pelle così dura per fare davvero questo mestiere

perchè per salvare il mondo ci vogliono persone speciali

ma lei lo è eccome

ma che freddo fa……

tutti a lamentarsi del tempo….onestamente io no, ma proprio per niente.

odio l’aria condizionata almeno quanto odio l’umidità di questa valle padana. dal freddo ti ripari coprendoti ma dal caldo non c’è scampo, quindi ben vengano i 17° di ieri sera.

l’unica cosa che mi mette un po’ di inquietudine è che figlia grande è in montagna, nella roulotte si mia madre.

una settimana fa viene Perfida Suocera in ufficio; lei ha un appartamento a san martino che non usa nessuno da almeno un anno e mezzo. le dico che mia figlia avrebbe piacere di andar su qualche giorno per studiare al fresco e lei ha fatto letteralmente finta di non sentire. ma tientelo il tuo appartamento, stronza

invece mia madre è andata in brodo di giuggiole e domenica sera è venuta su per spiegare a figlia grande tutti i grandi misteri che ci sono in una roulotte: non è servito a niente dirle che la “bimba” va in campeggio da quando aveva 15 giorni, lei si è sentita in dovere si dormire su e ripartire alle 5 di mattina per non lasciarla sola la prima notte. dove era questa nonna affettuosa quando io ero adolescente?

comunque li fa un freddo cane, piove tutto il giorno e mia figlia ormai parla con la sua lanterna.

ma dice che riesce a studiare bene, e che riesce a concentrarsi: in un mese e mezzo ha fatto la certificazione di inglese, quella di spagnolo, internazionale avanzato, diritto commerciale, diritto del lavoro e diritto civile. ora sta studiando per diritto amministrativo

io questi esami non li facevo nemmeno in un anno, ma di chi è figlia questa?

anche la farnesina lo sconsiglia

tempo di organizzare le vacanze estive, almeno quelle dei figli

figlio piccolo ha cominciato a lavorare e come l’anno scorso si è trasformato in qualcosa che mi fa ben sperare nella sua uscita da questo tunnel adolescenziale; per lui quest’anno una destinazione vicino a berlino, sempre con l’associazione lunaria, vivranno 3 settimane in una comune per costruire un asilo

figlia grande invece è tutto in evoluzione: sta facendo esami come un panzer, in venti giorni ha fatto gli esami che io non riuscivo a dare in un anno…..e siccome ormai le è chiaro che nella vita vuole lavorare in una o.n.g., meglio iniziare subito, e così si è iscritta a un sito di volontariato universitario, ha sostenuto u colloquio iniziale, pagato una quota d’iscrizione e ha compilato il suo cv in italiano e in inglese e poi si è messa a guardare le offerte.

per qualche giorno l’abbiamo sentita nominare mete alla cazdican (direbbe mio papà), tipo ucraina e serbia. poi ci siamo fissati con un progetto “strabellissimo” in egitto, mamma è una cosa meravigliosa, proprio quello che piace a me. ma mi sembra un posto rischioso…..ma mamma secondo te mandano i volontari se è pericoloso? certo che si non ci hanno messo sudore e lacrime per tirarti su, ma che sudore e lacrime che ho fatto tutto da sola…... per fortuna ha controllato e la farnesina sconsiglia di andarci, ah bene allora qualcuno con un po’ di sale in zucca c’è ancora.

adesso però cominciano loro, le organizzazioni non governative, che a quanto pare hanno ricevuto il suo cv e le mandano il loro stage da visionare, perchè lei signorina è molto qualificata. mamma in india non ci sono malattie gravi, no? 

ussignur e io che disprezzavo la gioventù che prenotava una settimana ad ibiza e formentera.

ben mi sta

le regole del gioco

caldo soffocante, un luglio di un bel po’ di anni fa. io devo fare un esame all’università: sono carica come una molla, ho puntato tutto su questo esame per questa sessione, ho respirato per mesi solo su questo esame. me lo sogno di notte, ripeto in continuazione i capitoli, non penso che a questo esame.

nell’aula si soffoca, sento il sudore che mi corre dietro la schiena; ho una camicia di seta bianca a maniche corte, una gonna di seta  blu che mi arriva al ginocchio, una giacca scozzese. scarpe basse e capelli raccolti. Mi tolgo la giacca perchè ho il terrore di arrivare a sedermi all’esame fradicia, e mi accingo a ripassare in attesa del mio turno. dovrebbero mancare ancora 20 persone

poi ad un tratto mi rendo conto che sta chiamando un sacco di persone che non si sono presentate e  fa il mio nome: mi alzo di scatto, afferro il libretto e mi precipito alla cattedra. mi siedo

silenzio

“pensava di andar al mare stamattina signorina?”

sono disorientata. effettivamente quando ho finito con questo esame pensavo di andare al mare, ma non vedo cosa c’entra con lui. rimango a fissarlo imbambolata

“no, perchè da come è vestita mi posso solo immaginare che lei non è qua per sostenere l’esame, ma per andare in spiaggia. se ne vada e la prossima volta si copra le braccia”

mi restituisce il libretto e io mi alzo.

sono sotto shock, ci metto un po’ a realizzare che ho fallito all’esame, che i miei ne faranno una tragedia e che mi impediranno la vita per tutta l’estate. che ho buttato via un sacco di tempo. guardo le auto che sfrecciano fuori dall’università e la voglia di buttarmici sotto è forte. poi grido un bel VAFFANCULO  e penso, che le regole le fanno loro, se voglio giocare a questo gioco mi devo adeguare, altrimenti me ne vado all’universtà più vicina, dove emigra ogni anno il 40% degli iscritti

questo per dire che molto spesso non mi trovo d’accordo con le regole della scuola di mio figlio: credo che ci sia una bella differenza tra bestemmiare, sputare fuori dalla finestra e lanciare una penna a un compagno che te la chiede. ma queste sono le regole della scuola e se mio figlio vuole farcela, deve trovare dentro di se’ abbastanza motivazioni da smetterla di provocare e cominciare a seguire le regole.

insomma, vorrei tanto che ce la facesse a tirar fuori quello che so che c’è dentro di lui. speriamo

 

qui ci mancano gli insuccessi!

figlia grande è tornata dalla sua gelida vacanza, si è rimessa a capofitto perchè l’esame è proprio vicino.

l’accompagnamo a Trento (l’ultima volta ovviamente!) e lei ci ripete che questa volta è proprio preoccupata, questo esame se lo trascina da troppo tempo e non si sente sicura; troppo latino, troppe nozioni di storia implicite…insomma sembra proprio che ci siamo, stavolta la bocciano

allora io parto col mio solito pippone, che nella vita servono di più gli insuccessi che i successi, perchè si impara di più da un fallimento, che se le cose vanno sempre bene poi ci si abitua e quando vanno male sono una mazzata, che nella vita bisogna imparare anche a perdere, e che la stoffa di una persona si vede soprattutto quando le cose vanno male. parlo io che sono stata bocciata una montagna di volte agli stessi esami che lei sta passando uno dopo l’altro

re Mida ribatte che sono cazzate, che a fallire c’è sempre tempo, di rimanere concentrata e di dare il massimo

ho mai detto che io e mio marito siamo d’accordo in qualcosa?

poi chiama e ci dice incredula: 30!!! mi ha dato 30!!! non è pazzesco???

commento mio: non va mica bene figlia grande, qui ci mancano gli insuccessi…

“mamma, vedi di andare……”

ok stavolta me lo sono meritato.

ma rimango dell’opinione che bisogna anche imparare ad incassare le sconfitte. o no?

se non è pazzo non mi faccio visitare

non avrei voluto raccontare le ulteriori rogne di salute di questi ultimi tempi; sono dell’idea che non ci sia niente di più noioso che sentire qualcuno che elenca i propri mali, ma sono veramente sorpresa e commossa dall’interesse che hanno dimostrato tante persone che non mi conoscono ma, tramite la mail, vogliono sapere come sto.

allora: no, nessun ritorno del cancro. non svegliamolo, per ora (fino al prossimo controllo del mese prossimo) non si muove niente. ma tutte le pastiglie di questi anni ovviamente hanno avuto delle conseguenze e sono soprattutto un rialzo considerevole della pressione

è circa un anno che ho alcuni problemi legati alla pressione ma la mia notoria cialtroneria in materia di salute (mia) ha fatto si che la settimana scorsa sono finita in un buco nero di emicrania fortissima, che non passava mai. mi decido a misurarmi la pressione ed era fuori di testa. La dottoressa mi raddoppia le dosi ma questa stronza non scende; sabato chiamo la guardia medica, gli spiego il problema e lui mi dice di andare li

evvabbè, Re Mida sta per andare in ufficio e mi accompagna

che ci stanno a fare le guardie mediche? mistero della fede: entriamo e un uomo, piuttosto corpulento e dall’aspetto molto trasandato ( e senza camice), mi misura la pressione premurandosi di dirmi che ” questi aggeggi non sono mai sicuri, soprattutto quando cadono spesso…..” poi cerca di misurarmi il polso ma non lo sente. e allora, colpo di scena, mi dice che dovrebbe auscultarmi…..lì. e mi indica il petto.

“certo” dico io, e mi accingo a spogliarmi. Lui fa una faccia imbarazzatissima, poi guarda mio marito e dice: “mio dio per fortuna che c’è anche lei qui…..stia qua, così vede che sua moglie non la guardo…..” e allunga lo stetoscopio a casaccio finchè non sente il cuore

io guardo mio marito e senza parlare ci siamo detti tutto

“….sa, io mi sono laureato nel 1987……e quando succedono le disgrazie, chessò un terremoto, un’alluvione, tutti perdono la calma ma i medici devono rimanere tranquilli…..perchè se andiamo nel panico noi è la fine…..io non dico che sua moglie è in pericolo di vita….però io la manderei immediatamente al pronto soccorso……senta le scrivo che ha anche capogiri e senso di vomito…..”

“ma non ce l’ho!”

“si ma così la prendono più sul serio……”

insomma, mi ha fatto una carta allucinante. con quella mi sono presentata al pronto soccorso e li è stato delirio puro, non val neanche la pena di raccontarlo

ecco tutto qui. adesso ho prenotato tutte le visite, farò gli odiati esami del sangue, mi misuro la pressione con costanza, e andremo avanti, un po’ acciaccati ma si va avanti

quanto a figlio piccolo (fonte inesauribile di buoni motivi per alzare la pressione), ha trascorso i suoi 3 giorni di sospensione raccogliendo tutte le foglie del nostro giardino e di quelle del vicino, potando il melograno indemoniato, pulendo gabbie di conigli di una cooperativa e oggi aiutando una famiglia a traslocare. Re Mida ha finalmente deciso di impostare una linea dura e gli ha tolto le uscite del sabato e il computer. il cellulare glielo ha lasciato su mio suggerimento per avere un’altra arma da giocarci in caso di altre cazzate.

perchè ne farà altre.

ma io farò un bel respiro e dirò: OOOOOOOOOOMMMMMMMMMMM

the winner is…l’infermiera del prelievo!!!!

stamattina iter preoperatorio….ne ho fatti tanti e mai uno uguale all’altro. ogni volta c’è una carta in più. stavolta mi hanno detto che mi dovrò pagare anche l’operazione, 50€ devo ricordarmi di portare i soldi quando mi operano.

arrivo prima delle 7 con la speranza di fare tutto presto, e infatti sono una delle prime. Entro e come ormai faccio sempre dico all’infermiera che devo farla distesa perchè dopo i prelievi di sangue svengo.

“dai dai, su, fa la brava, siediti qui e non facciamo tante storie….”

“……??? signorina, non faccio storie, prevengo cadute dall’alto, ho già sbattuto due volte la testa per terra. mi hanno ricoverato per colpa di queste cadute, le evito se mi distendo….

“no no non esiste, siediti qui e basta….no, non toglierti il maglione tira su…ah è troppo stretto? allora toglielo tutto non voglio vedere gente con una manica su e una giù….

io la fulmino con lo sguardo

“eh lo so che non è l’infermiera che si aspettava stamattina, ma nemmeno io ho i pazienti che voglio, quindi siamo pari. ecco faccia la brava e non crei problemi”

“guardi che io ne farei volentieri a meno. svenire è una totale perdita di controllo e io non la sopporto. Ma dopo essermi fatta male tante volte uscendo dopo un prelievo ho raggiunto un compromesso con me stessa e mi permetto di ammettere questo problema. Ecco, sento che mi viene freddo, mi faccia stendere.”

mi sento male, mi passa. mi alzo.

“sa, mi dispiace che si sia sentita male, ma una volta facendo un prelievo ad una distesa poi mi è venuto mal di schiena. e io non posso permettermi di stare a casa”

“posso capire i suoi problemi. ma lei dimentica che in questo rapporto io sono il cliente e lei mi deve fornire un servizio soddisfacente. se ci fosse la possibilità di esprimere una soddisfazione, metterei zero. buona giornata”

ma vaffanculo va!

voi e la vostra sciusceria

ci sono delle parole, delle frasi, che vengono dette in famiglia e che poi rimangono, vengono ripetute, e diventano lessico familiare.

spesso è mio marito che le produce, ma anche io mi difendo bene!

l’ultima parola aggiunta al nostro vocabolario è la parola “sciusceria“, che altro non è che un posto dove si consuma il sushi. Per la serie mai dire mai, tempo fa pensavo che la moda di mangiare sushi fosse appunto, una moda, che in realtà non sapesse da niente, e che niente poteva sostituire una carbonara o una costicina di maiale. ehhhhh mai dire mai!

un paio di mesi fa ero fuori a cena con amici e il loro figlio, strepitoso, di 14 anni. Lui mi confessa che anche per lui il sushi non sapeva di niente, ma da quando lo immerge nella salsa di soia e il wasabi allora tutto ha avuto un senso. Provo…..mi si apre un mondo, quella sera ho mangiato 22 pezzi di sushi e poi mi sono fermata prima di scoppiare. da li a diventare dipendente il passo è breve

ma siccome io sono un tipo sociale e mi piace dividere le mie passioni, dopo la vacanza a berlino ho coinvolto anche mia figlia e la settimana scorsa tornando dalle prove di teatro abbiamo pensato bene di fermarci al sushi wok per prendere un vassoio di 12 pezzi di sushi. l’idea era di arrivare a casa e dividerli con i maschi, in realtà ci siamo fermate pochi km dopo e ce li siamo pappati tutti, ridendo come matte

oggi ha fatto l’odiato e temuto esame di economia, e la prima cosa che mi ha detto è che è andata a festeggiare mangiando sushi, in una nuova sciusceria vicina al convitto. uffa, penso, volevo andarci anche io con lei! ma mi ha appena scritto: andiamo domani io e te in sciusceria? vediamo se riesco a battere il mio record di 22 pezzi ehehehe