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non posso lavorare con tutto questo stress

giornate assurde ultimamente: i problemi si moltiplicano, ne risolvi uno e ne spuntano cento. siamo tutti stanchi, accaldati, sfiniti di sonno e stress e le domeniche non ricaricano più perchè abbiamo venduto il camper e comprato quello nuovo che deve ancora arrivare. Questa in teoria è una bella notizia ma senza camper non possiamo andarcene via il sabato, e questo fa si che mio marito lavori fino a tardi sabato e magari domenica mattina….poi aggiungici che domenica mattina arriva figlio piccolo alle 6 con la “tipa di turno ” (questa è una storia che devo raccontare…..) e dimenticandosi che ci siamo anche noi in casa accendono la tv in camera e fanno casino come se fossero a una festa. Smadonnamenti e porchi alle 6 di domenica mattina….
vabbè torniamo al lavoro.
in due anni siamo cresciuti tantissimo, abbiamo quadruplicato il personale (e i problemi….non venitemi a parlare di disoccupazione, nel veneto NON esiste) e ormai quando arriva un ordine viene accolto con sgomento e ansia perchè davvero, di più non si può fare.
oramai lo sclero è quotidiano, passiamo dal sollievo effimero di vedere un camion che parte carico dall’ansia che scatena una telefonata di sollecito; e fornitori che non consegnano materia prima, trasportatori che si perdono il carico, operai che fanno i capricci che manco all’asilo ne ho visti così.
e sopra tutto questo delirio il caldo soffocante di una pianura padana che vede normale avere 40° e 90% di umidità!
vabbè, andiamo avanti
oggi siamo a tavola, al ristorante come da 6 mesi a questa parte, e arriva anche figlia grande. E’ arrivata da Trento ieri sera per sostenere un colloquio di lavoro stamattina con un’organizzazione che dovrebbe farle fare dei tirocini internazionali: arriva bella e sorridente e trova una famiglia isterica.A tutti i problemi della mattina si è aggiunto il fatto di un ragazzo assunto due mesi fa che ci sta facendo vedere i sorci verdi da un bel pezzo e a tavola mi ha appena mandato un sms per dirmi che si licenzia. Esulto perchè almeno non ho più il problema ma devo attivarmi immediatamente per trovare un sostituto per domani, abbiamo delle consegne da panico
mio marito si alza per andare a rispondere alla ennesima telefonata e lei mi dice innervosita a bocca stretta: ” e poi tu vuoi che venga a lavorare da voi! con questo stress! siete pazzi!”
non ci ho più visto.
le ho detto che mai e poi mai vorrei per lei questo “stress”, ma finchè non trova lavoro invece di rimanere a trento ( e non ci sta gratis ovviamente) vieni in ufficio e impari un mestiere, senza contare che mi toglieresti del lavoro di routine che mi pesa tanto. e che questo stress le ha dato da mangiar fin ora e non mi sembra il caso di disprezzarlo anche perchè questa è la vita vera, fuori dall’università e se crede di lavorare senza stress ha bisogno di un bel bagno di realtà
insomma è andata così, è la prima volta che mi arrabbio con figlia grande ma qualcosa mi dice che non sarà l’ultima ma stranamente, questa cosa non mi mette malinconia, anzi, mi sembra più normale ora.

questa è la mia vita….

sono quasi due anni che ho male ad una spalla; per un anno ho sopportato, sperando che sparisse da sola, poi l’autunno scorso ho cominciato a curarmi.
ho fatto tutto quello che la medicina tradizionale mi ha richiesto: laser, terapie antalgiche, medicine, raggi, visite, infiltrazioni (dolorosissime) ecografie e a gennaio ero punto a capo
così mi sono decisa ad andare da un osteopata
mi sono fissata che il male potrebbe essere causato dall’asportazione parziale del seno, perchè mia sorella sta facendo fisioterapia e invece a me non hanno fatto fare nulla, e quindi ho bisogno di qualcuno che guardi il mio dolore da un punto di vista più generale
ieri mattina vado all’appuntamento: 30 minuti buoni di chiacchiere sulla mia vita
“ma quando ha iniziato a sentire questo dolore?”
“guardi, lo so perfettamente: nell’estate di due anni fa, era un periodo terribile, mio marito in ospedale all’improvviso e io mi sono ritrovata a capo dell’azienda in una notte…un periodo di stress terribile e in quei giorni ha cominciato il dolore. Non gli ho dato peso perchè avevo un gran da fare, ma dopo ho dovuto intervenire”
“bene si spogli”
mi guarda la postura, mi dice che in effetti “pendo” dalla parte del seno sano, ma poi mi fa sdraiare nel lettino e comincia a piantarmi i pollici in alcuni punti
in alcuni non sento niente, in altri strillo di dolore
“lei guida col piede destro storto? rivolto verso destra?”
“non mi pare….”
“ci faccia caso, perchè è il responsabile di questo dolore che sente ogni tanto all’anca”
( e tu che cavolo ne sai che ogni tanto mi vengono delle fitte all’anca che mi cede la gamba?? mah…)
“bene, si rivesta ora le spiego.
allora, la mancanza di una parte di seno le ha ruotato la postura ma non è responsabile del male alla spalle. Lei ha le spalle contratte in modo pazzesco, tiene la testa incassata tra le spalle. Questa è una postura da difesa, che probabilmente ha adottato in quel periodo. all’inizio il corpo la percepisce ma dopo un po’ si adatta e non la sente più. il dolore alla spalla è la conseguenza di questa contrattura. Quel periodo di stress di cui mi parlava, come è finito?”
“ehm…mio marito è uscito dall’ospedale, ma…. quel periodo di stress….. è diventata la mia vita…..”
mentre lo dico vedo per la prima volta cosa è diventata la mia vita da due anni ad oggi, e sento che quello che dice è vero.
mi dice che prima sfiamma il nervo con la mesoterapia (questa mi manca) e poi sistemiamo il resto
io esco e per tutta la giornata proverò a rilassare le spalle ed ha ragione lui, io vivo costantemente contratta
e quando salgo in macchina per tornare in ufficio mi accorgo che guidando, storco il piede a destra
misericordia

in amore c’è chi le prende e chi le dà

“che triste che è figlio piccolo, la morosa l’ha mollato e lui ha un’aria così triste….”
“Emily fatti i cavoli tuoi che lo sai che non vuole che ti impicci…”
“si infatti ogni volta che provo a parlarne mi dice: mamma fatti i cazzi tuoi!”
“e fatteli!!!che poi non gli fa male soffrire un pochino, è tutta salute”
“già…speriamo bene invece per questo moroso di figlia grande….non so, non mi ispira moltissimo”
” a me non importa che sia una persona eccezionale, mi basta che non la faccia soffrire”
“ma, scusami un attimo, per il figlio trovi giusto che soffra e stia male, la figlia, povero angelo, bisogno proteggerla da tutti??? bella roba!”
“eh sono due cose totalmente diverse. figlio piccolo in amore le ha date spesso, ha fatto soffrire e ha fatto disperare, quindi è giusto che le prenda un pochino, vedrai che impara che nella vita ti torna indietro tutto…ma figlia grande, amore del papà, non le ha mai date a nessuno e mai le darà…non voglio che soffra per colpa di uno stronzo…”
in effetti ha ragione lui. ma cuore di mamma sanguina a vederli infelici, sempre. anche se a volte se lo meritano

chi sbaglia paga (ma siamo pazzi?)

venerdi sera dopo il lavoro mi sono fermata al supermercato Prix del paesello per comperare poche cose.
non è il super dove faccio la spesa grossa, ma mi fermo spesso per le cose dei gatti, sabbia soprattutto
e infatti sono alla cassa con tre sacchetti di sabbia; quella davanti a me ha chiaramente preso la cena: due bibite energetiche (?) tortellini, cotolette impanate e due budini.
la cassiera le fa il conto ma lei imbusta la roba e rimane li a fissare lo scontrino
“mi scusi, ma qui c’è un errore”
ha pagato circa 11 €: a quel punto interviene l’altra cassiera che controlla e dice che è vero, ha battuto due volte un prodotto e non ha preso lo sconto nell’altro.
“lo sai vero che quando sbagli ci rimetti la differenza?”
la cassiera annuisce mogia mogia, e aspetta il verdetto che arriva implacabile
“prima di chiudere devi mettere in cassa 5.30”
la cassiera fa una faccia disperata e non dice una parola

io sono allibita.
potrei capire (ma nemmeno) se avesse battuto meno e la signora si fosse volatilizzata, ma è li davanti, può tranquillamente restituire i soldi alla cliente e basta
e comunque….ma che contratto rende lecito di rimetterci soldi proprio quando si sbaglia??
e comunque…..se ci fosse una regola del genere in azienda da me più di qualcuno a fine mese dovrebbe darmi soldi invece di riceverli
non riesco a smettere di pensarci

ci avevo messo due anni per trovare il tempo di andare dal parrucchiere….

ci avevo messo due anni per trovare il tempo di andare dal parrucchiere: ogni volta c’è qualcosa di più importante e devo rimandarlo.
di solito mi arrangio con la morosa di figlio piccolo, che sta studiando alla scuola di parrucchieri e non vede l’ora di mettere le mani su una testa vera: me li colora, me li taglia, mi fa le meches (si scrive così?)ed eravamo d’accordo che la prossima volta mi avrebbe fatto le punte blu…mia figlia è inorridita, a me invece fa sorridere l’idea che a 50 anni suonati mi coloro la testa di blu…comunque questi due litigano ogni 3×2, e così ero proprio indecente.
ho preso e disdetto l’appuntamento 3 volte, alla fine ieri sembrava che non ci fosse più motivi per rimandarlo e a mezzogiorno, pausa pranzo, dopo aver riempito il frigo di una mega insalata di riso che poi nessuno mangerà (non l’ho vista….mettigli un bindello di spedizione la prossima volta mamma!), arrivo con solo un quarto d’ora di ritardo e mi fiondo nella poltroncina.
non mi alzo da qui per niente al mondo! dico alla parrucchiera, e mi faccio mettere la tinta.
quando ha finito mi arriva una telefonata da una delle volontarie gattare del paesello
Emily hanno investito un micro micio e l’hanno portato dal veterinario, alle 14 chiude e bisogna andarlo a prendere e tenerlo a casa, in osservazione.
ohmmmmm
ok toglimi la tinta, asciugami i capelli che almeno non sgocciolo e vado
no no volevo anche tagliarli ormai sono lunghissimi…
la prossima volta, ora devo andare…
tra due anni ci pesti sopra Emily sui tuoi capelli
e così corro tre paesi più in la a prender questo scricciolino di pelo bianco e argento, una meraviglia se non fosse per il musetto tutto distrutto e le zampette che sembra non sapere dove mettere. si lamenta piano e strazia il cuore
mi piacerebbe un giorno o l’altro avere per le mani una di queste merde umane che toglie un cucciolo che ancora succhia il latte e lo lancia fuori dal finestrino dall’auto in corsa, invece di chiamare una delle tante associazioni animaliste della zona e chiedere aiuto per farlo adottare. o magari sterilizzare, no?

questa è la mia vita…

figlia grande è tornata a casa.
l’incontro in aeroporto è stato di quelli che mio marito andrà avanti a ricordare negli anni prendendomi in giro: siamo al bar, ho ordinato due caffè immaginando che l’attesa sarà lunga perchè so che ha imbarcato una marea di valigie, sto per pagare e mi sento battere sulla spalla, mi volto e vedo il sorriso di mia figlia
“ciao mamma….!”
butto il portafoglio alla commessa e le dico”si prenda i soldi!” e mi abbraccio fortissimamente mia figlia
una gioia infinita. a volte mi domando quante volte deve andar via per non piangere all’andata e al ritorno….
comunque è qui, per quasi due settimane, e io faccio fatica a lasciarla da sola per andare in ufficio, tanto che ieri è venuta con me ad aiutarmi a sistemare l’archivio.
ora….lo so che la mia vita è cambiata tanto da quando a maggio, mio marito è finto in ospedale e la sua fidata braccio destro si è licenziata in tronco….ma non me ne rendevo conto finchè non mi sono vista con gli occhi di mia figlia.
le frasi che mi dice più spesso sono: “posso esserti d’aiuto? posso farti qualcosa?” ma più spesso ancora “ma mamma fermati un attimo, dai!” e questa frase me la ripete in continuazione, tanto che alla fine mi sono accorta che ha ragione lei, non mi fermo mai, perchè quando lo faccio tracollo e finisco per dormire sul divano tutta la domenica pomeriggio
ma non c’è soluzione, ora non posso fare diversamente. e quindi non mi fermo mai
devo prendere atto che questo non è un periodo transitorio, un’emergenza, questa p diventata la mia vita
già, ma saperlo non aiuta gran chè a cambiare sistema….

quasi quasi ti ringrazio, brutto bastardo

ieri mattina mi chiama mio marito: sento subito dalla voce che è successo qualcosa
mi dice che la sera prima, uscendo dall’azienda, ha sentito una cosa sotto le ruote, ma che l’ha persa 300 metri dopo: ha immaginato che ci fosse un sasso e non ci ha più pensato.
ma la mattina entrando in piazzale della fabbrica ha visto nel posto dove di solito parcheggia lui che c’erano a terra dei grovigli di chiodi, saldati tra di loro. e lui aveva due gomme che si stavano sgonfiando.
qualcuno è entrato nel piazzale, e ha piazzato questi uncini sotto le ruote
io sono sconvolta
ho sempre pensato che male non fare paura non avere, come diceva mio padre, ma qui c’è qualcuno che vuole farci del male. la prossima mossa sarà darci una mazzata in testa quando usciamo dall’azienda?
un anno fa mio marito ha voluto dare una possibilità di riscatto a una persona che nella vita ha rubato, truffato, imbrogliato tutti quelli che hanno avuto a che fare con lui.
io che mi fido di chiunque l’ho sempre guardato con sospetto, e non per i suoi precedenti
mio marito che non si fida di nessuno gli ha dato le chiavi dell’azienda e messo nell’assetto societario
mentre mio marito era in ospedale questa estate, questo bastardo ne ha fatte di tutti i colori, e io, nonostante il periodo allucinante, l’ho capito e gli ho creato parecchi problemi.
ma ovviamente io ero quella prevenuta e ho dovuto aspettare che la situazione fosse lampante perchè mio marito se ne rendesse conto e prendesse provvedimenti
con la sua solita inerzia abbiamo trascinato la situazione fino a natale, dove ho piantato un casino per farci almeno restituire la macchina aziendale, visto che è nostra e paghiamo assicurazione e bollo.
mi sa che non l’ha presa benissimo….
comunque ieri sera per la prima volta dopo anni (sinceramente non mi ricordo quando è stata l’ultima volta) mio marito alle 18.30 ha deciso di venire a casa dal lavoro. solo 12 ore, un record. appena arrivato a casa è crollato sul divano e ha dormito fino alle 23.00
quando l’ho visto a casa ho pensato che quasi quasi mi veniva da ringraziare questo bastardo…..