Archivi categoria: che pazienza che ce vò

mi ha regalato 10 anni di vita

spesso penso che la vita è così strana che se certe cose le leggo in un libro penso che siano assurde, poi mi capitano e non so cosa pensare.
a giugno figlia grande ha avuto l’opportunità di fare un corso di europrogettazione, corso che voleva fare a pagamento ma che è riuscita a trovare gratis a fronte di uno stage pagato all’estero.
….
come riescano queste cose a mia figlia rimane un mistero!
comunque il corso si svolge nella grande città, 5 giorni a settimana, 8 ore al giorno e quindi lei che fa? si trasferisce da mia madre, l’amatissima nonna.
non ho mai avuto un gran rapporto con mia madre, e anche adesso che sono diventata il suo faro nella notte (parole sue), ogni volta che ho a che fare con lei mi sento sempre la solita cazzara, o che perlomeno lei mi consideri in tal modo.
comunque è un fatto che i miei figli la adorino tanto quanto non sopportano l’altra nonna
misteri della vita
e così ha preso armi e bagagli e per due mesi è stata dalla nonna; di giorno il corso, di sera servizi per la crocerossa, conferenze, teatro, concerti, uscite fotografiche…e poi colazioni e cene insieme, condivisione di spazi e programmi televisivi.
mia madre è rinata, lei che non mi chiama se non per dirmi di funerali e disgrazie, mi chiamava tutte le mattine per dirmi che gioia infinita era avere mia figlia a casa.
“mi ha ridato 10 anni di vita sai? mi alzo la mattina con una gioia addosso che non hai idea! cerco di prevenirla ma lei si arrangia di tutto…le voglio preparare il pranzo ma lei se lo è già fatto, voglio lavarle i vestiti ma lei si è già arrangiata… che meraviglia è così autonoma!”
“mamma sei abituata con i miei nipoti che sono bimbi, lei sono 6 anni che vive da sola…almeno il pannolino non lo usa più….”
“che scema che sei, non è quello, è che è sempre così…così….sai che ieri sera abbiamo preso la macchina e siamo andate a fotografare i fulmini? mi sono divertita da matti! e lo sai che va ad insegnare italiano ai rifugiati? poi quando torna mi racconta le loro storie…terribile quello che hanno affrontato nella vita quelle persone…ho chiesto se hanno bisogno di libri di testo e mi sa che vado a dare una mano anche io, chissà che abbiano più voglia di imparare di tuo nipote che per insegnargli il latino ormai sono esaurita….”
“mamma scusami ma tu non eri quella che dicevi i neg*i mi fanno paura tutto il giorno che bighellonano senza fare niente di buono?”
“che scema che sei, quelle sono persone, non neg*i”
ah ecco, sono persone. Niente colore della pelle allora, solo persone
ussignur

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scelgo di essere felice

non ho parole, sono passati due mesi dall’ultima volta che ho scritto.
una bella estate carica, con figlia grande partita per nuove avventure in Polonia, (dopo aver fatto un mese e mezzo da mia madre su cui ci sarebbe da scrivere un libro), su figlio grande che, lavorando indefessamente notte e giorno con temperature africane ci ha permesso di fare una vacanza lunghissima, su mio marito, su cui c’è ancora tanto da scoprire dopo 37 anni di vita in comune.
meglio parlare di vacanze, finchè ho ancora la pelle colorata dal sole -finalmente , dopo 6 anni dalla radioterapia- finchè ho ancora il mood andamento lento che mi piace tanto
sono state vacanze fantastiche, non mi ricordo di averne fatte così belle nella mia vita
e sono partite come tutte le altre, con me e mio marito carichi di tensione, risentimento e rabbia repressa, a cui si aggiungeva il fatto di partire con l’azienda aperta, per due settimane. mio marito ha deciso per le ferie scaglionate, per chiudere solo una settimana e fare tutti tre, un complicato gioco di scambi per garantire continuità anche se il problema più grosso era lui: chi sostituisce il capo?
un paziente lavoro di programmazione e poi via, verso il Portogallo.
già subito è uscita la voglia di azzannarsi: 3 false partenze perchè – l’uomo ordinatissimo che non dimentica nulla e non perde mai nulla salvo quando gli spiriti maligni, tipo io e la signora delle pulizie mettiamo le mani sulla sua roba…._ ha dimenticato e poi non trovato i passaporti, il cavo della corrente e altre cosucce non indispensabili.
dopo 3 ore di giri e rigiri, tra casa e azienda alla ricerca di quello che si era dimenticato, la tentazione di esplodere come un vulcano era al limite.
ma poi mi sono detta: ti aspettano 3 lunghe settimane chiusa in un minuscolo spazio vitale con lui, se cominciamo a litigare apriamo le cateratte e non è più finita, smettiamo solo al ritorno…vuoi davvero che finiscano così le vacanze?
no, mi viglio bene, ho bisogno di stare bene, se non ci penso io a stare bene chi ci pensa? ecco, tutto il resto passa in secondo piano, obiettivo essere felice, perchè essere felici è una scelta che bisogna fare con consapevolezza e soprattutto dipende da te …e allora ho un dannato bisogno di essere felice, non ne posso più di incazzarmi come una biscia perchè mio marito, i figli il lavoro, la casa, le amiche il mondo non è come lo vorrei, non mi aspetto più nulla dagli altri, sono felice a prescindere.
oh, ha funzionato. non so ancora come ma ha funzionato.
e per la prima volta dopo una vacanza non avevo nessuna voglia di tornare a casa

cosa ho scritto l’ultima volta? cancellate tutto

mio figlio non si smentisce mai. non voglio dargli addosso perchè dai primi accertamenti sembra che non sia colpa sua, la moto viaggiava ben oltre i km permessi e che lui fosse praticamente fermo, ma mercoledi sera ricevo una sua telefonata, una di quelle che ghiaccia il sangue nelle vene.
“mamma vieni subito, ho fatto un incidente”
a volte mi domando da dove mi venga questa calma glaciale che mi permette di arrivare in mezzo a una strada, vedere la macchina di mio figlio distrutta e una moto per terra e ragazzo disteso a terra, senza dare i numeri o vomitare o paralizzarmi o fare tutte queste cose insieme.
in questo momento non sappiamo ancora nulla del ragazzo, come sta, dove è ricoverato e mio figlio gira come uno zombie per l’azienda chiedendosi cosa succederà.
la moto gli è piombata sulla macchina e lui non l’ha nemmeno vista arrivare, ma vedere a terra un ragazzo che ha l’età di tua sorella credo che gli abbia scosso i nervi; di notte non riesce a dormire, non mangia e gli viene da vomitare.
poteva evitarlo? non lo so, i carabinieri intervenuti lo hanno tranquillizzato ma chissà come vanno a finire queste cose.
resta lo spavento, l’incertezza sulla sorte del ragazzo, le rate dell’auto e dell’assicurazione da pagare senza avere l’auto da usare. Io e mio marito ci guardiamo e ci diciamo che non finirà mai questa sensazione di equilibrio precario con i figli.
andate piano ragazzi, che si arriva lo stesso

da lupi solitari a branco

siamo sempre stati dei solitari con il camper, sia quando avevamo i figli dietro e ancor più ora che andiamo via da soli.
io ci provavo sempre a convincere mio marito a trascorrere le domeniche in compagnia, ma la risposta era sempre quella “sono stanco voglio riposare e stare in pace”
non che fossi contraria, lui dormiva tutto il giorno, io leggevo tutto il giorno
ma da natale le cose sono cambiate completamente
siamo in sicilia al ristorante, un posto un po’…anzi molto caratteristico, c’è il cameriere che sembra uscito da un film comico; ogni tanto ci guardiamo con una coppia seduta poco più in là. sorrisi, ogni tanto facce allibite, io dico a mio marito”secondo me sono camperisti, potremmo chiedergli di cenare insieme”

lui mi guarda come se fossi una pazza

beh, da gennaio con quella coppia abbiamo cenato e pranzato insieme praticamente tutte le domeniche….!!!
in area camper ci siamo conosciuti e abbiamo scoperto che erano gli amministratori di un gruppo di camperisti; ci siamo iscritti e da quel momento siamo stati coinvolti in raduni e ritrovi, molto alcolici e molto ridanciani. Mio marito si diverte come un matto, ride e chiacchiera con tutti e a volte io sento forte la nostalgia per le domeniche passate da soli, per la prima volta in tutta la mia vita ho chiesto alla bibliotecaria di rinnovarmi i libri, non sono riuscita a leggerli in tempo
alla prima uscita ho detto “era dalla mia laurea che non bevevo così tanto”, la vota dopo ho capito che questo era lo standard.
la cosa assurda è che adesso sono io che insisto per stare in pace almeno una domenica, io, quella che prima si lamentava della nostra solitudine, della serie non desiderare….potresti ottenere

come in un film horror (!!!!)

al gatto piscione serve un’ecografia per valutare i calcoli; è un gatto pauroso e schivo, rimasto con noi dopo un lungo stallo dell’OIPA proprio perchè non era possibile farlo adottare.
da quando è arrivato il gatto Twin detto tormento o castigo divino (a seconda di quanto siamo incazzati) lui è ancora più schivo e impaurito. Prima fase metterlo in trasportino: con un’azione combinata io e mia figlia lo ficchiamo dentro senza tanti complimenti. Sapendo di aver un solo tentativo abbiamo fatto un po’ di prove e poi splaff, dentro! ci siamo battute il 5 e abbiamo detto: il peggio è passato!!!
ehhhh come no
in ambulatorio la veterinaria chiede: nome del gatto? Red devil dico io
ma come sembra così buono! dice togliendolo da trasportino….e si scatena l’inferno
8 kg di gatto che corrono per tutto l’ambulatorio, arrampicandosi sul muro e lasciando pozze di pipì ovunque. io riesco a bloccarlo e lo agguanto per la collottola, ma lui riesce a divincolarsi e sgmam…un bel morso sulle due dita.
comincio a sgocciolar sangue manco m’avessero sgozzato, le gocce di sangue cadono nelle pozze della pipì e mia figlia si sente male, si siede appena in tempo. gatto non pervenuto
insomma siamo in una situazione di stallo: il gatto non si trova, la figlia distesa a terra, l’ambulatorio che sembra una scena del crimine e io sgocciolo sangue a terra
penso: se lo racconto nessuno ci crede
insomma per farla breve riusciamo a bloccarlo sotto una scaffalatura, lei gli fa una puntura per addormentare un pastore tedesco, e lui, continuando a ringhiare si fa fare la ecografia.
poi salta fuori che mi ci vuole l’antitetanica, anche perchè le dita mozzate sono nel braccio dove mi manca il linfonodo….2 ore dal medico curante e 8 ore di ospedale (perchè alla 7° abbiamo cambiato ospedale, altrimenti passavo li la notte…) per farmi fare il vaccino. E poi antibiotico ovviamente, erano 5 anni che non lo prendevo, mannaggia.
insomma è tutto vero, anche il conto salato di veterinario e farmacia
perchè gli sono venuti i calcoli? chiede mio arito
perchè è stressato, dico io
dobbiamo fargli anche la psicoterapia?
che ridere…..

ci ho scritto “badante” in fronte?

mi dicono che sono tutti così, i mariti, per quello ci sono tante vedove e pochi vedovi.
non so, a me non fa ridere però questa cosa che mio marito tratti con una leggerezza estrema la sua salute, pagando un conto salato in termini di qualità di vita.
due anni fa è finito all’ospedale per quasi due mesi e ha lasciato me nel delirio assoluto, e tutti hanno detto: era ovvio che faceva quella fine…glielo ho sempre detto!!!
mio marito ha una montagna di “magagne” fisiche, date dal fatto che lavora troppe ore, che ha l’incazzamento facile, che dorme poco e male, che cammina male, che è fuori peso, in definitiva, perchè vive male pensando che va bene così, testa bassa e coda dura dicono da queste parti.
da un po’ di tempo mi sono stufata di sentire le sue lamentazioni e l’ho costretto ad andare da un osteopata, a controllare la dieta, a fare movimento e a curare l’insonnia.
ottimi risultati fin dall’inizio, ma hanno messo me in una spirale della serie: hai preso la melatonina? hai preso appuntamento col dottore? ti sei ricordato di andarci? basta patate come contorno prendi i broccoli! dai facciamocela a piedi che ci fa bene….e lui invece di essere collaborativo fa il bambino capriccioso, che si dimentica la pastiglia anche dopo che glielo hai ricordato cento volte, che si ingozza di wafer al cioccolato appena io esco dal salotto, che salta gli appuntamenti col dottore.
a volte rido (soprattutto quando cerca maldestramente di nascondere le carte dei dolci) a volte mi incazzo, altre volte lo mando mentalmente a fanculo
ma spesso penso: ma i miei prossimi vent’anni con lui saranno così?
insomma, mi aspetta di fargli da badante per il resto della mia vita??

sei uno stronzo ma grazie

la scorsa settimana mio marito era in modalità stronzo psicopatico.
a dire la verità una delle due qualifiche le ha sempre, ma quando sono insieme sono dolori. in particolar modo questa settimana ce l’ha con me, il motivo non è dato di sapere; io ci provo con le buone, poi con le cattive, poi con disprezzo, poi con derisione….durissimo lavorare insieme, la voglia di stampargli una cinquina sulla faccia mi fa prudere le mani.
ma so anche che qualunque motivo ci sia, ad un certo punto scompare e torna una persona normale.
ma nel frattempo lo evito, per quanto sia possibile evitare una persona con cui ci lavori e ci vivi insieme
vabbè siamo a pranzo. da 6 mesi mangiamo tutti i giorni al ristorante e una della poche controindicazioni è che non puoi mandarti a fanculo nemmeno a tavola, per cui siamo seduti uno di fronte all’altro nella terrazza del ristorante e la mia macchina è parcheggiata sotto di noi
“ma cosa hai nelle ruote?”
“la gomma del pneumatico”
rispondo asciutta io
“Emily non fare la spiritosa è una cosa seria”
mio marito si alza e fotografa le ruote della mia macchina, che sono tutte girate da un lato. Torna a sedersi e mi allarga la foto e dice: “ma vedi come vai in giro? queste sono le tele del pneumatico! è pazzesco può esploderti la gomma da un momento all’altro! chiama il meccanico fai trainare l’auto fino in officina non puoi più muoverti”
io lo guardo come i medici guardano un pazzo
“non se ne parla nemmeno, devo fare cento giri oggi e stasera ho una cena (a cui tu non vuoi venire), quindi io la macchina continua ad usarla e a fine settimana gliela porto. Forse”
ne nasce un’azzuffatina con i fiocchi, col risultato che alla fine del pranzo mi “scorta” fino da meccanico
“ciao, scusami puoi darmi un’occhiatina alle gomme? sai che mio marito esagera sempre, quando è in modalità “moriremo tutti” è pesantissimo da sopportare”.
il meccanico fissa le gomme a lungo e poi mi dice:
“ti ha salvato la vita. è un miracolo che non siano scoppiate, stai correndo sulla tela in entrambe le ruote. la macchina non si muove da qui fatti venire a prenderlo e digli che c’è mancato poco che diventasse vedovo.”
uhm
sono tornate in ufficio e tutta l’azienda commentava le mie gomme,ovviamente le foto hanno fatto il giro della fabbrica e ho dovuto pubblicamente ringraziare mio marito
sgrunt