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è arrivato il babbo natale dei mici

ci prendiamo cura degli animali senza sovvenzioni, contributi o associazioni alle spalle; questo ci permette molta libertà ma spesso ci troviamo a pagare conti stratosferici di veterinario, pappe e medicinali
ogni tanto facciamo delle miciopizze, invitiamo un bel po’ di sostenitori, persone che abbiamo aiutato oppure a cui abbiamo affidato un gatto, e così ci finanziamo.
Ma con la storia del covid questo non è stato possibile e i conti si accumulano; ci mancava solo un’epidemia di parvo per metterci in ginocchio, i conti della clinica ormai alle stelle
ieri sento il vocale di una volontaria e mi dice che verso sera arriverà una persona; non riesco a capire cosa viene a fare, forse è una che vuole adottare un gatto, oppure una che ha un problema. Non so, ci sono troppe cose che si accavallano, dico di si e buonanotte
ieri sera arriva una signora, e ha con se’ tre scatoloni di cibo, secco e umido, sabbia e medicinali…sono basita, la guardo senza capire
lei mi dice che vorrebbe fare di più, ma suo marito è allergico e allora ogni volta che fa la spesa compra il cibo come se avesse un gatto, quando va in farmacia prende medicinali e quando ne ha accumulato un po’ li consegna a una volontaria
io sono basita
in un mondo dove tutti chiedono, lei da.
mi dice che in realtà non è difficile, basta prendere una cosa ad ogni spesa: io lo trovo un gesto incredibile

tutto nella vita ma mai avrei immaginato di diventare cacciatrice…

nel nostro gruppo di volontarie ognuno ha una specialità: c’è chi è brava nelle catture, ed ha un’esperienza consolidata di anni di caccia con la gabbia trappola, acciughe e magliette fortunate, altre hanno tantissime relazioni per cui sono brave a trovare adozioni, un altra è brava con i cuccioli, e quando capita si svegliano lei e suo marito (entrambi pensionati) nel cuore della notte per allattare.Poi c’è quella che si occupa delle sterilizzazioni, perchè la usl ci da dei giorni dove possiamo portare i gatti a sterilizzare gratuitamente ( se fanno parte di una colonia) e bisogna portarli, andarli a prendere tenerli in stallo un giorno o due e rilasciarli…
poi ci sono io che ho messo a disposizione la mia casa per gli stalli: alcuni durano poche ore, o qualche giorno, altri si protraggono nel tempo perchè i gatti arrivano ammalati, incidentati e con altri problemi. Sembra semplice detto così ma in realtà mi occupa tantissimo; da comperare cibo secco e umido a seconda delle necessità, a organizzarmi con la veterinaria per le visite, e poi le medicine, per non parlare delle visite dei probabili adottanti che spesso sono una gran perdita di tempo per nulla, ma si sa, la gente ha tempo da perdere e da far perdere
per non parlare delle pulizie…la mia routine di lettiere e ciotole inizia presto alla mattina ed è l’ultima cosa che faccio alla sera
ma un mese fa una signora mi ha chiamato disperata perchè ha cominciato a dar da mangiare ad alcuni gatti e in un anno si è ritrovata una colonia di 12 gatti, tra cuccioli e adulti, e il condominio l’ha minacciata più volte.
vive nel terrore che lo venga a sapere il marito, che le uccidano i gatti, che i condomini la insultino
insomma per farla breve, dopo una decina di telefonate ad altre volontarie ed associazioni che hanno detto di non potersene fare carico, ho deciso di impegnarmi io e come il mio solito, mi ci sono buttata senza avere la minima idea di cosa c’è da fare
con la mia solita fortuna ho poi trovato una colonia già censita in quella zona, e così ho cominciato con le catture e gli stalli.
dopo due settimane di catture ho due micetti in stallo che non si fanno ancora avvicinare dopo una settimana e due gatti sterilizzati
oggi ho passato tutta la pausa pranzo con due gabbie trappola ma non ho preso nulla, ma nel farlo ho scavalcato due recinti elettrificati con due gabbie pesanti, tenuto a bada due cavalli imbizzarriti e quando si stavano avvicinando tutti i gattini è piombato un cagnolino e li ha fatti allontanare
…..
fine della caccia

io? io mi indignavo su facebook

mi ricordo perfettamente quando ho smesso di avere fiducia negli adulti: avevo circa 7 anni e ho cominciato a leggere tutto quello che trovavo sull’olocausto. Sono partita con Anna Frank e mi sono fermata a 45 anni, quando ho pensato di aver letto tutto sull’argomento.
ho cominciato a ragionare che in periodo di guerra le persone di religione ebraica venivano deportate anche grazie all’indifferenza delle persone di religione cristiana, se non proprio con il loro aiuto
mi ricordo quando chiesi a mia nonna, la mia adorata nonna, cosa aveva fatto lei in quel periodo, quanti ne aveva nascosti, che proteste aveva fatto.
prima cercò di essere vaga, di parlare d’altro, ma con l’indole del pitt bull che mi ha sempre contraddistinto quando voglio qualcosa io ho continuato e alla fine lei ha sbottato: “era normale non fare niente! era pericoloso indignarsi, aiutare poi!! si rischiava la vita e il nonno faceva affari col regime, non potevamo fare niente!all’inizio pensi che siano episodi sporadici, e quando diventa normale è troppo tardi per fare qualcosa”
“ma tu sapevi che andavano a morire…”
“Emily, tu non puoi capire, non sempre si può fare la cosa giusta”
me le ricordo bene queste parole, e mi ricordo anche il Sacro Sdegno di cui mi ammantai per mesi.
la mia adorata nonna era una vigliacca, che altre tragedie poteva riservarmi la vita?

da quando abbiamo questo governo ci stiamo abituando sempre di più a vedere situazioni che in altri periodi ci avrebbero fatto inorridire, e soprattutto escono allo scoperto persone che fanno discorsi che in altri periodi si sarebbero vergognati anche solo di pensarli, ora sentono di avere il diritto di dire atrocità a squarciagola.
io rimango basita di fronte a certe esternazioni, non tanto dai miei amici storici, ma dalle decine di “nuovi amici” che ho acquisito grazie ai gruppi di camperisti. All’inizio accetto la loro amicizia su facebook, poi man mano smetto di seguirli per non leggere le stupidaggini di cui infarciscono il loro profilo; bufale, fake news, create ad arte per fomentare gli animi dei più semplici, di quelli che non controllano mai le fonti, che leggono solo i titoli senza andare a fondo. Sono gli stessi che condividono gli annunci di persone scomparse senza verificare che sono annunci vecchi di anni, e le persone sono tornate a casa da un pezzo, oppure che serve sangue per un bimbo moribondo, ma mai che condividano un appello per cercare casa a un peloso, quello no.

a volte penso se arriverà mai il giorno in cui mia nipote mi chiederà cosa ho fatto io per oppormi a questa situazione. io potrò rispondere che mi indignavo su facebook, che eroessa (come direbbe mia figlia)

non mi interessa nemmeno più aver ragione

sono sempre stata una ringhiosa polemica (o almeno così mi definivano)
se penso di aver ragione, difendo la mia idea on tutti i mezzi e siccome ho una lingua svelta e un cervello acceso, discutere con me è sempre stata una battaglia persa in partenza

fino a qualche tempo fa, almeno

ora mi sono accorta che non mi interessa più aver ragione…non mi interessa più discutere, non voglio dare spiegazioni, non voglio più buttarmi nella mischia e mollare fendenti verbali.
l’avvocato del giovane povero, come mi chiamano in famiglia, o la paladina delle cause perse, come mi chiamano gli amici, non ha più voglia di discutere e di chiarirsi, non mi interessa proprio
abbozzo, sorrido e sto zitta
non so nemmeno se mi piaccio così però è così.
il clima avvelenato che c’è ultimamente mi ha sfinito, sono esausta di discutere con persone che non hanno mai letto la costituzione o che non hanno nemmeno capito la differenza dei gruppi sanguigni o che non sono mai usciti dal paesello, ma dissertano di politica, salute e flussi migratori con l’arroganza di chi deve catechizzare il mondo.
“io odio i negri”, “Hitler ha fatto bene a fare le camere a gas”, “io gli stranieri li metterei tutti in un barcone e poi li affonderei”, “cosa parlano i giudici che manco nessuno li ha votati”, “mio cuggggino ha detto che conosce uno che è morto dopo il vaccino, quindi nessuno li deve fare”, ” chi l’ha detto che un infermiere non ne sa di più di un chirurgo? non è certo l’università che fa il professionista!”i crocefissi devono stare nelle scuole e negli ospedali, siamo tutti cattolici in italia”
ecco, tanto per fare un esempio di quello che ho sentito ultimamente.
che discussione si può accendere con una che ti dice “odio i negri, mi fanno proprio schifo, quando ne vedo uno mi viene da vomitare”? mio marito risponde che è come dire “odio le bionde mi fanno vomitare, oppure odio i contadini, sono generalizzazioni stupide, ma scusa ti fa schifo anche Obama? se lo vedi vomiti? e se tua figlia si innamora di una persona di colore cosa fai?”
io sto zitta e non ribatto, evito sempre più la compagnia di queste persone e mi rinchiudo nel mio orticello.
non mi piace per niente

l’amica cazzara e atea

la settimana scorsa una mia carissima amica ha avuto un lutto terribile.
come al solito il dolore degli altri mi atterrisce, mi toglie le parole, ma so per esperienza quanto è importante esserci, perciò quando mi ha detto. Emily mi raccomando, arriva presto, voglio entrare in chiesa con te, non mi lasciare sola” il mio spirito laico e anticlericale ha avuto un sussulto ma poi ha taciuto di botto.
arrivo un quarto d’ora prima per essere sicura di arrivare in tempo e vedo il feretro che entra in chiesa…mannaggia miseria, parcheggio lontanissimo e corro come una pazza verso la chiesa
sul sagrato trovo la terza amica del gruppo, che mi viene incontro tutta sorridente e dice: Emily sapevo che arrivavi per ultima anche tu. adesso ci sediamo qui fuori a chiacchierare finchè non finisce la messa”
“non se ne parla, seguimi”
l’afferro per un braccio e la spingo dentro, c’è una calca incredibile.
“Emily cazzarolla contavo su di te per stare fuori, l’incenso mi fa vomitare, ti prego la messa no….”
riesco ad entrare ma la chiesa straripa: mi metto a spostare cortesemente le persone tirandomi dietro la mia amica recalcitrante e finalmente arriviamo in prima fila
vedo la mia amica ma lei è piegata su se stessa e non mi vede: comincio a fissarla chiamandola col pensiero, e dopo poco si gira e mi vede
fa un sorriso stupendo tra le lacrime e dal labiale capisco che mi dice: “tu qui? grazie!”
per tutta la messa la guardo, e ogni volta che lei mi guarda sorride
“seduti, in piedi, seduti, inginocchiati…sembra di stare in palestra… sembra di stare in palestra” dice la mia amica trascinata in prima fila. “non ci credo, pensavo di starcene al bar!”
I riti quando non hanno significato per chi li pratica possono sembrare molto stupidi, ma mi adeguo e stringo pure le mani che mi porgono ad un certo punto, anche s emi rifiuto di lasciare un’offerta, so che la mia amica ha dovuto pagarlo al prete il funerale
finita la messa la mia amica viene travolta dai parenti, noi aspettiamo in un angolo, ma ad un certo punto vediamo che si libera faticosamente per raggiungerci
“ma sei stata bravissima” dice all’altra amica recalcitrante ” a far entrare Emily in chiesa! avrei giurato che l’avrei trovata fuori al bar che aspettava la fine”
non c’è niente da fare, io sono sempre l’amica cazzara e atea

cose da pazzi

se c’è una cosa di cui ho consapevolezza è la mia innata pigrizia.
il massimo della vita per me è una tazza di te e un buon libro. Per tutto il giorno.Alzarsi solo per andare in bagno.
quelli che camminano all’alba secondo me hanno problemi gravi, tipo un letto scomodo o un marito che russa.
svegliarmi all’ultimo minuto e fare le cose di corsa è normale, svegliarmi 10 minuti prima è follia e masochistico
ok, questa ero io un tempo, 20 giorni fa
poi sono andata alla cena di classe, compagni di scuola con cui ho fatto asilo elementari e medie in un collegio prestigioso nella grande città.
sono tutti belli, in forma, le donne si sono già fatte ritocchini qua e là, gli uomini sono palestrati e tonici.
io sono tornata a casa alle 2 del mattino ma la mattina dopo mi sono alzata mezz’ora prima del solito e sono partita, ancora con gli occhi chiusi, per camminare.
e non ho più smesso.
e mi sono alzata ogni mattina sempre prima, e ho allungato ogni giorno un po’ il passo.
stamattina avevo una certificazione in azienda e dovevo arrivare presto: la parte sana di me diceva: dai, per questa mattina lasciamo stare! la nuova me diceva: stasera hai anche la cena con le ragazze, dai alzati un’ora prima e parti lo stesso!
azzo, era buio pesto, faceva un freddo cane ma sono partita lo stesso.
se me l’avessero detto 20 giorni fa avrei riso fino alle lacrime

da lupi solitari a branco

siamo sempre stati dei solitari con il camper, sia quando avevamo i figli dietro e ancor più ora che andiamo via da soli.
io ci provavo sempre a convincere mio marito a trascorrere le domeniche in compagnia, ma la risposta era sempre quella “sono stanco voglio riposare e stare in pace”
non che fossi contraria, lui dormiva tutto il giorno, io leggevo tutto il giorno
ma da natale le cose sono cambiate completamente
siamo in sicilia al ristorante, un posto un po’…anzi molto caratteristico, c’è il cameriere che sembra uscito da un film comico; ogni tanto ci guardiamo con una coppia seduta poco più in là. sorrisi, ogni tanto facce allibite, io dico a mio marito”secondo me sono camperisti, potremmo chiedergli di cenare insieme”

lui mi guarda come se fossi una pazza

beh, da gennaio con quella coppia abbiamo cenato e pranzato insieme praticamente tutte le domeniche….!!!
in area camper ci siamo conosciuti e abbiamo scoperto che erano gli amministratori di un gruppo di camperisti; ci siamo iscritti e da quel momento siamo stati coinvolti in raduni e ritrovi, molto alcolici e molto ridanciani. Mio marito si diverte come un matto, ride e chiacchiera con tutti e a volte io sento forte la nostalgia per le domeniche passate da soli, per la prima volta in tutta la mia vita ho chiesto alla bibliotecaria di rinnovarmi i libri, non sono riuscita a leggerli in tempo
alla prima uscita ho detto “era dalla mia laurea che non bevevo così tanto”, la vota dopo ho capito che questo era lo standard.
la cosa assurda è che adesso sono io che insisto per stare in pace almeno una domenica, io, quella che prima si lamentava della nostra solitudine, della serie non desiderare….potresti ottenere

scoppiare d’orgoglio

mercoledi figlia grande è diventata dottoressa (dottore nel buso del cul vaffancul dicono i padovani ma a quanto pare anche i trentini)
è stata una giornata pazzesca, piena di emozioni bellissime: alla proclamazione sono spuntate le lacrime un po’ a tutti, io avevo voglia di mettermi a ballare dalla felicità.
e lei è stata stupenda, bravissima, si è laureata con 104/110 e il prof relatore ha detto alla Commissione che per questa ragazza ha un progetto, e siamo tutti curiosi di sapere quale.
c’erano tutta la mia famiglia, un cognato da milano mia sorella da bergamo e l’altra sorella da padova, tutti i cugini tirati a lucido ed emozionatissimi per la loro prima laurea.
c’era figlio piccolo, stranito nella sua giacca e camicia, bello come il sole e una volta tanto, sorridente
c’era la zia matta, vestita come una rock star che è dovuta venire in auto con noi perchè le hanno ritirato la patente
c’erano tutte le sue amiche, venute da molto lontano
c’era una mia carissima amica che l’ha vista nascere e crescere
c’era il moroso, guardato con diffidenza da tutto il clan della mia famiglia
non c’era mia suocera, che come al solito si distingue per il suo comportamento orrendo
pranzo, regali, torta, bomboniera e lettura del papiro; scherzi moderati e di buon gusto
lei sorridente e felice, soddisfatta e consapevole che questo è un punto di partenza e non di arrivo. la domanda che tutti le fanno è: “e ora?”
alla sera siamo sul divano io e mio marito, cotti come polpette ma felici da pazzi: ogni tanto ci guardiamo e ridiamo
lui è amareggiato per il comportamento di sua madre, io gli dico che alla sua età deve far pace con sua madre, cioè deve far pace con l’idea di quella madre che vorrebbe e che non esiste. E’ evidente che questa donna ha gravi problemi affettivi, ma ci perde lei, noi no
allora mio marito dice una cosa che mi sorprende davvero
“sai, se guardo i miei fratelli e penso che è la mamma a dare l’imprinting affettivo, penso che ero destinato a sposarmi con un’oca, farci un paio di figli e poi separarmi.avrei passato la vita a lavorare e a lamentarmi perchè la famiglia è solo una richiesta continua di denaro. E invece mi ritrovo con questa famiglia meravigliosa ma io non ho proprio fatto nulla per meritarmela, è tutto merito tuo. questo te ne devo dare atto.”
ussignur

vacanze indimenticabili

me l’ero vista brutta venerdi di chiusura, quando, salutati tutti gli operai con l’umore alle stelle, mio marito si sente dire che il camper, portato a riparare qualche giorno prima, non sarà pronto per le vacanze.
……
non posso davvero ripetere quello che gli è uscito dalla bocca….e la velocità con cui se l’è presa con me mi ha fatto capire che dovevo trovare una soluzione più in fretta possibile prima di soccombere.
una masseria nel leccese era disponibile a prezzi più che buoni, partenza il giorno dopo.
niente male devo dire, anche se io odio viaggiare senza il mio camper; abbiamo camminato tanto, mangiato bene, riposati tantissimo.L’amica che dovevamo vedere ci ha dato buca ma noi ce la siamo passata bene lo stesso. Capodanno ad un veglione surreale….credo di aver alzato bandiera bianca alla 18esima portata….non si può mangiare così tanto, non ha proprio senso…
ritorno a casa e ripartenza!!!!!
con i figli sono in quel magic moment dove loro non sono più una rottura di palle e io non lo sono ancora diventata (almeno lo spero!), quindi ho chiesto a figlia grande di fare una vacanza insieme, solo io e lei. Abbiamo, anzi ha perchè ha fatto tutto lei, trovato i biglietti aerei, il b&B (sono troppo vecchia per gli ostelli e i bagni in comune) e partenza per la scozia!
edimburgo 4 notti e glasgow 2, meraviglioso
mi sono divertita tantissimo.
abbiamo camminato tantissimo, mangiato pochissimo, visitato tutto ma proprio tutto, riso a crepapelle…finalmente zero fatica per organizzare, il mio contributo si limitava a strisciare la carta di credito
tanto per fare un esempio: aeroporto di venezia “amore ma i biglietti dove li prendiamo? mamma sono qui, tieni il tuo passaporto
aeroporto di Edimburgo “amore cerco un taxi che ci porta al b&b? mamma c’è la navetta, ho già fatto i biglietti. e dopo? prendiamo il bus 33 e arriviamo giusti
ecco, una meraviglia.
io di solito giro con la lonely planet sempre in mano, faccio calcoli complicatissimi se non c’è l’euro, sono costantemente concentrata su quello che devo fare, mi ritrovavo a godermi la città e girare con naso all’insù, nella ignoranza più assoluta.
poi mia figlia è spiritosa, allegra, organizzata,vorrei dire spilorcia ma diciamo economa, e poi parla l’inglese con una proprietà che è stata capace anche di incazzarsi come una biscia quando abbiamo cercato di prendere un’auto a noleggio. io ero morta dal ridere, lei era livida di rabbia.
e poi ne ho approfittato per rivedere amici vecchi e nuovi, una famiglia che oramai si è trasferita li e una nuova conoscenza di blog (Giovanna, sei il nuovo idolo di mia figlia!)
insomma rientrare è stato durissimo
“figlio piccolo, guarda che toccherà anche a te le vacanze da soli io e te”
“ok mamma, trova un resort 5 stelle, spiaggia e mojto e fiesta loca ogni sera!”
ma come cavolo mi sono venuti fuori così diversi questi due?

tutta insieme appassionatamente

tempo fa ho avuto una delle mie illuminazioni: avevo il ripiano della pasta strapieno di cartocci, di varie marche, forme, tipologie e tempi di cottura. erano accatastate una sull’altra pasta di tutti i tipi, ma essendo pacchetti aperti non ce ne era mai abbastanza per fare la pasta per 3/4 persone e così ho avuto una bella pensata
ho comperato dei barattoli, e ho messo insieme i tipi di pasta differenziandoli solo per il tempo di cottura.
il barattolo dei 10 minuti può contenere di tutto, dalla pasta biologica, al farro, senza glutine; possono essere farfalle, conchiglie e o mezze penne, finiscono tutte insieme nello stesso barattolo
se mi aspettavo sit in di protesta da parte della famiglia sono rimasta delusa, nessuno se ne è accorto per moltissimo tempo, e alla fine è diventato cosa normalissima trovarsi nel piatto a volte 4 tipi di pasta diversa che ce ne accorgiamo solo quando viene qualcuno a mangiare che non è pratico di casa nostra.Comunque lo sanno tutti che sono una cialtrona e pessima cuoca, quindi di che meravigliarsi?
l’altra sera viene una mia amica a mangiare e mi dice: ti porto io la pasta che sono andata in puglia e ne ho portata tanta da un posticino che la fa buonissima (un presidio di slow food per parlare moderno)
il sacchetto ne contiene mezzo kg, ovviamente per noi ne facciamo un po’. il resto rimane nel sacchetto.
lei mi parla per mezz’ora di questo prodotto meraviglioso, che ci manca solo che faccia resuscitare i morti. quando abbiamo finito di pranzare io prendo la pasta rimasta, controllo il tempo di cottura e ….zac. dentro il suo barattolo, insieme a pasta molto meno altolocata.
la faccia che ha fatto lei è stata tutto un programma, credo di aver perso un’amicizia…..