il bonus pazienza

la prima cosa che mi ha colpito di mio marito è stata la sua calma
in dieci anni, più o meno, prima del matrimonio, non l’ho mai, mai, mai sentito imprecare, alzare la voce, incazzarsi. Mai.Ero io quella incazzosa, arrogante, dispotica, capricciosa, egoista, egocentrica e assolutamente volubile d’umore. Lui mi ascoltava esplodere e gridare e poi diceva frasi del genere : la vita è fatta così, guarda avanti e lascia perdere.
A volte mi faceva girare le balle ancora più veloci, molto spesso gli davo retta
forse è per questo che negli anni dopo mi sono ritrovata dentro di me intatta tutta la pazienza che come esseri umani, abbiamo a disposizione
durante questi 30 anni di matrimonio, non saprei dire quando (ma deve essere successo presto), l’uomo calmo ed equilibrato che avevo sposato si è trasformato in un arrogante, isterico, aggressivo, maleducato e prepotente marito. ehhh lo so, non è carino da dire ma è la verità

ma era tutto molto sopportabile quando avevamo vite parallele; lui stava in ufficio tutto il giorno, io lavoravo e stavo con i ragazzi. poche ore e poche occasioni per sopportare i suoi sbalzi d’umore
poi abbiamo deciso di lavorare insieme (cioè, io non so ancora quando ho preso questa decisione, ma vabbè) e le cose si sono complicate, ma fino a un mese fa io mi ricavavo ampi spazi di autonomia da lui e tutto era sotto controllo.
la pazienza che ho dentro di me nei suoi confronti si esauriva alla sera, ma si tirava avanti

da un mese a questa parte il mio signore e padrone ha deciso che devo stare in ufficio full time, più o meno come lui, con buona pace di una casa enorme da gestire, del mio volontariato e dei miei spazi (parrucchiera? estetista? amiche per una pizza? il tempo per fare questo non è pervenuto).
e così anche la mia immensa e quasi infinita pazienza si esaurisce sempre prima, oggi per dire alle 10 l’aveva già consumata tutta
la tentazione di salire in macchina e non tornare più è sempre più forte, e dopo tutti a chiedersi il perchè

14 risposte a “il bonus pazienza

  1. Immagino che tu abbia già provato a dirgli le stesse cose che hai scritto qui.

  2. un milione di volte? no, credo di più, molte di più.

  3. Da cosa è motivata questa decisione, dal fatto che ormai con lui non vuole lavorarci più nessuno? Puoi riappropriarti del part time?
    Non si dovrebbe dire di buttare nel secchio 30 anni senza conoscervi, sta a te valutare quanto pesino rispetto a ciò che è diventata la vostra situazione ora… finché c’è il camper ancora vi salvate, credo

    • si, più o meno si. la ragazza che x 25 anni ha lavorato con lui al suo fianco, un bel giorno lo ha mandato a fanculo ed è uscita dalla porta e nn è più rientrata, e da quel giorno io nn ho più avuto scampo.
      si, hai ragione, finchè c’è camper c’è speranza

  4. Ti capisco in modo così profondo che non te lo so spiegare.
    Non meno di 2 giorni fa, dopo l’ennesima giornata lavorativa passata a farmi trattare a pesci in faccia, ho detto a mio marito che sto pensando di andare via da qui. Mi sto giocando la salute e sono sempre sull’orlo dell’esplosione anche con mio marito che è un santo ma non mi reggerà isterica in eterno; ho una gran preoccupazione di giocarmi il rapporto con lui. Il rischio è concreto e non sono disposta ad accettarlo.
    Tutto perché mia suocera ha il peggior modo di comunicare del mondo e non ha idea di cosa significhi lavorare collaborando. Non ha mai avuto un titolare, non sa cosa voglia dire gratificare il lavoro altrui né fa il minimo sforzo per trasmettere una richiesta o una informazione. Bisogna capirlo nell’aria e non chiedere precisazioni o sono rispostacce, non nei termini ma nei modi “abbaiati”. Lavoro dal lunedì al sabato, lei vorrebbe seppellirmi qui anche la domenica, ma io grazie al cielo ho una vita al di fuori da queste accidenti di 4 mura che si stanno stringendo attorno a me.
    Insomma, ti capisco e comprendo assai bene preoccupazioni, nervosi e senso di claustrofobia e prigione.

    • ecco, hai descritto proprio bene come mi sento. e tu immagina non poter staccare mai, arrivare a casa e vivere con tua suocera, che magari a casa è anche una persona normale, anzi scherzosa e allegra, come se nn avesse sbraitato fino al momento prima.
      io nn ho molta scelta ma tu si, non metterti in gabbia da sola. Che poi con i prepotenti basta alzare la voce, di solito sono anche vigliacchetti

  5. Potremmo partire insieme??? 😉
    Guidi tu! 😜
    Ciao, Fior

  6. E io ti chiedo perché no?
    Se parti con Fior vengo a darti il cambio alla guida.
    Buona notte

  7. mamma mia non ti invidio proprio

    • già… più che altro nn so come uscirne.
      se mi trovo un altro lavoro ( ma poi lo trovo? ho sempre 54 anni….) sono sicura che metterei in crisi il matrimonio, mio marito si sentirebbe tradito e abbandonato, questo è certo.

  8. Io cercherei di essere molto chiara: così non si può altrimenti finisce male. Non si può mandare a monte un matrimonio per questo!

    • tesoro, in quanto a chiarezza penso che abbiamo sviscerato l’argomento un milione di volte. lui dice che lo so che è difficile vivergli accanto, ma che per ora vive in emergenza. in pratica da la colpa al mondo se lui è così

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