ci ho scritto “badante” in fronte?

mi dicono che sono tutti così, i mariti, per quello ci sono tante vedove e pochi vedovi.
non so, a me non fa ridere però questa cosa che mio marito tratti con una leggerezza estrema la sua salute, pagando un conto salato in termini di qualità di vita.
due anni fa è finito all’ospedale per quasi due mesi e ha lasciato me nel delirio assoluto, e tutti hanno detto: era ovvio che faceva quella fine…glielo ho sempre detto!!!
mio marito ha una montagna di “magagne” fisiche, date dal fatto che lavora troppe ore, che ha l’incazzamento facile, che dorme poco e male, che cammina male, che è fuori peso, in definitiva, perchè vive male pensando che va bene così, testa bassa e coda dura dicono da queste parti.
da un po’ di tempo mi sono stufata di sentire le sue lamentazioni e l’ho costretto ad andare da un osteopata, a controllare la dieta, a fare movimento e a curare l’insonnia.
ottimi risultati fin dall’inizio, ma hanno messo me in una spirale della serie: hai preso la melatonina? hai preso appuntamento col dottore? ti sei ricordato di andarci? basta patate come contorno prendi i broccoli! dai facciamocela a piedi che ci fa bene….e lui invece di essere collaborativo fa il bambino capriccioso, che si dimentica la pastiglia anche dopo che glielo hai ricordato cento volte, che si ingozza di wafer al cioccolato appena io esco dal salotto, che salta gli appuntamenti col dottore.
a volte rido (soprattutto quando cerca maldestramente di nascondere le carte dei dolci) a volte mi incazzo, altre volte lo mando mentalmente a fanculo
ma spesso penso: ma i miei prossimi vent’anni con lui saranno così?
insomma, mi aspetta di fargli da badante per il resto della mia vita??

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4 risposte a “ci ho scritto “badante” in fronte?

  1. La storia di sentirmi badante mi disturba parecchio. Poichè anch’io, come dice mio cognato,vorrei che l’ultimo miglio fosse preso con più tranquillità. Ciao tanti Auguri.

  2. In casi così provo a cambiare punto di vista e pensarmi non come una costretta dagli eventi ma come soggetto attivo di quello che sto facendo.
    Insomma, non DEVO ricordargli le chiavi/i fazzoletti/quello che è ma VOGLIO ricordarglielo perché mi fa piacere che non si trovi poi in difficoltà.
    Nel mio caso diventa più leggero visto che è una scelta e non una imposizione. Magari dico una stupidaggine ma con me funziona ed è una cosa che si cerca di proporre anche a chi cerca di uscire dale dipendenze.

  3. Era solo una considerazione e un desiderio. Il consiglio di alahambra mi piace.Vedremo.Ciao a entrambe.

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