i ricordi degli altri

stiamo preparando in gran segreto il papiro di figlia grande, e allora ho chiesto a parenti e amici di buttar giù alcuni ricordi da immortalare.
ho chiesto episodi imbarazzanti e scabrosi, ma non sta arrivando niente del genere.
questa è mia sorella

Emily
Non so se ti serviranno per il papiro, ma questi ho:
• Quando la mettavamo (o andava da sola) sul letto di mio marito e con la sua vocina gli urlava “Chiccchirichi questo è il gallo del mattin…”.
• Le prime volte che gli mettevo le scarpe che mi guardava con uno sguardo dubbioso…ho imparato così che anche se le scarpe sono piccole c’è un destro e un sinistro, continuavo a mettergliele sbagliate, credo che sia una delle prime parole che ha imparato sia stato “storto”…
• Quando tu stavi preparando la tesi, i libri avevano cambiato nome ed erano diventati Tesi e quindi veniva dicendoti “mi leggi una tesi…”, per non parlare poi del giorno della tua laurea quando cantava “Faccela vedè….”
• Arrivo della nuova televisione scatola immensa, la tv nuova non l’ha neppure considerata, ma la scatola che il papà aveva fatto diventare una casetta quella l’ha considerata per mesi, e mi ricordo che papà ogni volta le disegnava qualcosa di nuovo, le aveva ritagliato le finestre e poi le aveva fatto le fioriere…
• La sua macchinina rossa, con cui correvamo per tutto il corridoio oppure attorno al tavolo in sala da pranzo, che sotto il sedile conteneva di tutto, anche la collana di perle della nonna, se l’avessimo lasciata li magari la nonna l’avrebbe ancora perchè i ladri li di certo non andavano a guardare
• La sua prima macchina fotografica, ho deciso io quel regalo e ne vado molto fiera, è stata contentissima e andava in giro facendo le foto e la gente pensava che fosse una macchina giocattolo..
• Siamo al mare lei sta giocando tutta sola nella riva, un signore passa e le chiede come mai era li da sola a giocare, e lei senza scomporsi gli dice che non è sola che c’è suo zio a controllarla, mio marito (allora moroso) diventa gonfio come un pavone, era uno zio…
• Visto che la voglia di studiare a volte scarseggiava, allora prendevo la bici la legavo nel sellino dietro e andavamo a farci dei giri, la cosa che le piaceva di più era prendere i dossi, perché faceva i salti e visto che si divertiva un mondo ero diventata un’esperta di tutte le strade che contenevano i dossi, un giorno ne abbiamo fatti così tanti che si è rotto il mio sellino, ovvero è rimasto solo il tubo, e la cosa ci ha fatto così ridere che abbiamo dovuto fermarci per ridere senza impalarmi, quando sono tornata a casa e ho fatto vedere la bici a papà, ha così commentato “Ne avete dovuti fare di salti…”
• La giacca della Levis comprata dalla mamma, che pochi anni fa ha usato mia figlia…
• Un giorno decido che è abbastanza grande per andare al cinema, e così decido di portarla, le spiego cos’è il cinema che andremo a vedere un film su di Wald Disney “il principe d’Egitto”, per comodità prendiamo l’autobus e apriti cielo, prima è molto preoccupata dal mezzo e poi rimane affascinata dal chiudersi e aprirsi delle porte, dalla gente che sale e scende e che l’autobus ci porta dove dovevamo andare, devo dire che la vedo quasi dispiaciuta dal fatto che dobbiamo scendere anche noi, vediamo il film, e per tornare anche se non era in programma riprendo l’autobus, morale quando torniamo a casa parla del’autobus ma del cinema quasi nulla. Ho imparato una lezione che con i bambini non è detto che rimangano affascinati dalle nostre stesse cose 

I ricordi con tua figlia di quel periodo sono moltissimi, molti legati a papà (come dimenticare il primo cambio di pannolino di papà), a volte mi spiace che con gli altri nipoti io non abbia così tanti ricordi…
E’ uno dei motivi per cui ci tenevo tantissimo che lei facesse da madrina ad mia figlia, perché mi sembrava che in questo modo si chiudesse un cerchio iniziato molti anni prima

Spero vi sia d’aiuto

Managgia mi sono dimenticata di un altro ricordo e di cui ho anche la foto.
Giorno del mio matrimonio i tuoi figli dovevano accompagnarmi, davanti all’altare tuo figlio se la batte, tua figlia mi guarda e io le dico “non ti preoccupare entriamo noi due”, e lei tranquilla ha proseguito per la navata. Avevo sempre pensato che non avere accanto papà mi avrebbe rattristato quel giorno, era uno dei motivi per cui avevo scelto una chiesa diversa da quella dove avevamo fatto il funerale, ma avere tua figlia che entrava in chiesa davanti a me è stata uno dei più bei regali che poteva farmi.

ussignur un papiro deve far ridere e io mi commuovo

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15 risposte a “i ricordi degli altri

  1. Sono cose molto belle e molto dolci, ma devo chiedertelo… che diavolo è un papiro???

  2. E come si fa a non commuoversi?
    Il papiro si usa da tempo immemore pure a Trieste, sicuramente Udine e in realtà credo in un po’ tutte le università 🙂 ed è carinissima come cosa!

  3. Quasi quasi mi commuovo anch’io

  4. E a me ha fatto venire umidi gli occhi . . . ma è bellissimo leggere questi ricordi di una zia! Una zia giovane (quando la tua bimba era bimba), mi pare di capire! 🙂
    Interessante questa idea del “Papiro”! Curiosa di sapere cosa scriverà il fratello. Ma, immagino, non lo condividerai su queste “pagine”! Peccato! 😉

    Ciao, Fior

    • quando mia figlia è nata mia sorella era ancora in casa e studiava l’università. mia figlia è stata la prima nipote, letteralmente adorata da tutta la mia famiglia, andavo spesso da loro perchè dovevo finire di laurearmi e spesso quando dovevo tornare a casa erano pianti e tentativi di tenersela.
      suo fratello per ora nn collabora, staremo a vedere!

  5. Emily.. ma del papiro oltre ai contenuti testuali è anche importante la parte grafica…

    Chi si occuperá di disegnarlo ?

  6. Scusa mi sono fermata prima della metà…mi stavo mettendo a piangere io, non immagino te…però ecco sono in un periodo particolare, le lacrime scendono facili…

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