le ragioni del si, le ragioni del no

qualche giorno fa girava in facebook un esperimento interessante: hanno messo una foto di un tizio molto grasso (credo paolo Villaggio), gli hanno messo una maglietta con scritto “io voto si” e la didascalia diceva che era Umberto Eco che si esprimeva a favore del si. al’interno un articolo esprimeva alcuni punti a favore del referendum prossimo; alcune argomentazioni erano valide, altre del tutto stralunate e comunque concludeva con una frase che, se uno leggeva fino in fondo, doveva capire che qualcosa non tornava.
si è scatenato l’inferno su questo link.
quando ho capito che era stato fatto ad arte (bastava pensare che Eco è morto e non poteva certo aver scritto alcunchè sul referendum…) ho potuto godermi i vari messaggi deliranti sull’argomento.
di solito ho le idee chiare su cosa votare, stavolta faccio fatica perchè non riesco a confrontarmi soprattutto con chi voterà no.
devi votare no perchè Renzi è da mandare a casa.
devi votare no perchè la costituzione non si tocca
devi votare no perchè fa tutto schifo e non c’è lavoro
devi votare no perchè dopo sarà peggio altrimenti
insomma…ieri sera ho chiesto a un’amica, molto infervorata sull’argomento, di parlarne insieme per chiarirmi le idee
lei mi dice che si è informata tanto, che non va a votare senza capire. benissimo, sai, lei dico, quello che mi fa strano è che tutti quelli che adesso dicono “la costituzione non si tocca! hanno cercato nel corso di quest’anno di fare le stesse modifiche che adesso ostacolano a Renzi…e parte con una tirata che Renzi non è stato eletto e se ne deve andare….poi le chiedo se mi spiega cosa esattamente trova di perfetto nella costituzione visto che ha subito molti cambiamenti in questi anni e riparte con la stessa tirata su Renzi.
ok. Allora le chiedo cosa pensava che avesse fatto di così strabiliante il CNEL da giustificare gli stipendi astronomici che prendono gli amministratori. mi ha detto “ehh??che c’entra?”
andiamo bene-….

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23 risposte a “le ragioni del si, le ragioni del no

  1. Ciao Emily,

    Guarda che quel progetto di modifica della costituzione aumenta in maniera considerevole il controllo dell’esecutivo rispetto alle nomine (e sottolineo “nomine” ) delle persone che siedono in parlamento alla camera e andrebbe a sostituire il senato elettivo attuale (senza eliminarne i costi) con un altro non-elettivo di nomina dei partiti.

    Quella della “velocizzazione” del processo normativo è una bufala… di provvedimenti normativi in italia se ne producono a migliaia ogni anno e la media di approvazione è di 56 gg. per le leggi ordinarie, quello italiano è tra i sistemi normativi piu’ sovraffollati e con un numero di bilanciamenti e controlli che sfiora il ridicolo. E quando c’e’ la volonta politica della maggioranza di andare avanti a “carrrarmato” si procede persino piu’ speditamente, il punto centrale è l’esistenza o meno di “volontá politica” di esecutivo e maggioranza non le procedure esistenti. Un esempio eclatante in di quanto giá oggi la maggioranza possa fare quel che vuole si ebbe recentemente quando “nanescamente” la Camera approvó la proposta di conflitto attribuzioni sul caso Ruby in meno di una settimana, votando per di piu’ a scrutinio segreto. Con sprezzo del ridicolo la camera berlusconiana dei deputati approvó l’attribuzione del conflitto tra poteri dello stato al tribunale dei ministri con la conseguenza di un ricorso alla consulta costituzionale sulla legittimità o meno del giudizio su Berlusconi da parte del Tribunale di Milano. Semmai bisognerebbe porre maggiori elementi di bilanciamento per evitare lo strapotere senza controllo dell’esecutivo… e non il contrario.

    Sul resto stendiamo un velo pietoso di umana caritá.

  2. io ho semplicemente confrontato la costituzione con la bozza…
    solo il fatto che il governo avrà tutto il potere in mano (‘na bella dittatura chiara e limpida) mi farà propendere per il no
    poi se vogliamo ce ne stanno altre di stronzate (a mio avviso), tipo che i seggi non sraanno più su base regionale in proporzione ai residenti (visto l’andazzo attuale ritengo che saranno nominati sempre di più gli amici degli amici…tutti zona roma o mafia con ridotto coinvolgimento degli altri)…ma se vuoi son disponibile a discuterne…sto ancora leggendo e mi schifo
    IO VOTO NO
    IO VOTO NO
    IO VOTO NO….si è capito?

  3. e vabbè ma allora ci si lamenta e nn cambia mai niente

    • ecco! è quello che penso anche io! ci lamentiamo ma poi non is tocca nulla…

    • Cara Emily,

      Come ha detto anche qualche altro commentatore nei post piú sotto… il “cambiamento” .. messo cosi tra virgolette .. non è mica un valore in se´.

      Un cambiamento “peggiorativo” è senza ombra di dubbio da evitarsi.

      Quello che stanno cercando di fare con le “modifiche costituzionali proposte” in tema di rappresentativitá ( e tu che sei laureata in giurisprudenza dovresti apprezzarne la gravitá ) è molto grave e segna uno spostamento nella bilancia di poteri tutto a favore dell’ esecutivo e dei partiti con un elemento di personalismo per di piu’ a cascata che accentra de facto un potere immenso nelle mani di poche persone che decideranno nomi e liste di persone nominate e da nominarsi sulla base di relazioni/scambi/ecc e conseguentemente privando ulteriormente la cittadinanza di quel minimo di potere di decidere chi si vuole mandare nella stanza dei bottoni. Uno dei problemi annosi della precaria democrazia italica è sempre stata la scarsa rilevanza di momenti “partecipativi” reali… ma quanto meno fino a qualche anno fa ancora si poteva mandare a casa i politici “cattivi” quanto meno nei casi piu’ egregi, quelli colti con le mani nel sacco e dequalificati agli occhi della pubblica opinione… il cittadino poteva decidere in cabina chi mandare a casa e chi eleggere al parlamento o al senato… ora con questo sistema i tre quarti delle persone che comporranno la camera dei deputati (capilista bloccati e possibilitá di candidarsi in piu’ collegi ) saranno di fatto scelti da tre o quattro persone all’ interno delle segreterie di partito che compilano le liste e il tuo voto diventa irrilevante è solo una crocetta per il partito A o il partito B .. ma non potrai piu’ scegliere CHI far entrare alla camera e chi bocciare tutti i voti vanno nel “calderone” della lista… con l’aggiunta del premio di maggioranza poi vi troverete sempre con le stesse facce al timone a meno di eventi epocali. Il senato poi addirittura diventa “interamente” composto da “nominati” sempre scelti dai partiti ( inclusi anche i nomi di quelli sottoposti a processo e che magari hanno rubato per anni ) e voi non potrete piu’ farci nulla… dalle regioni li spostano al senato con l’ immunitá ( che non a caso viene lasciata intatta ) … insomma è una ricetta per un disastro. Come scriveva l’analista dell’ Huffington Post ed estensore dell’ articolo citato si consolidano le condizioni per una oligarchia di fatto ( che giá in parte esiste) e si svuota il processo democratico dall’ interno lasciando la sola apparenza formale di democrazia.

      Tu sei una donna intelligente Emily.

      Liquidare il tutto con uno slogan del tipo “ma se non si cambia niente poi non possiamo lamentarci” … non è da te.

      SE IL CAMBIAMENTO PROPOSTO E’ QUELLO LÍ ALLORA VADE RETRO.

      Le cose vanno cambiate ma per rispettare il dettato costituzionale occorrerebbe muoversi nella direzione di una maggiore rappresentativitá di camera e senato e di una maggiore responsabilizzazione dell’esecutivo rendendo le assemblee normative indipendenti dal governo e non succubi dello stesso e consentendo ai cittadinio di esprimersi nelle urne in maniera tale che il loro giudizio al momento del voto abbia un peso effettivo.

      Salutissimi

      🙂

  4. Ciao, io ti leggo spesso e mi piace quello che scrivi

    Ho chiesto ad un mio amico (molto esperto sulla finanza locale e leggi) di ribattere alle ragioni del No dei 5 stelle. Ti riporto domande e risposte per farti un’idea.

    Garantisce la sovranità popolare?
    NO, perché insieme alla nuova legge elettorale (Italicum) già approvata espropria la sovranità al popolo e la consegna a una minoranza parlamentare che solo grazie al premio di maggioranza si impossessa di tutti i poteri.
    SI Il premio di maggioranza esisteva anche con la legge elettorale attuale. Con l’Italicum i cittadini possono scegliere chiaramente candidato e programma che, grazie al premio di maggioranza, si assume la responsabilità di realizzarlo. Altrimenti si torna al proporzionale anni ’80, in cui la maggioranza di governo viene scelta (dai partiti) DOPO le elezioni: con l’Italicum la maggioranza di governo viene decisa (dai cittadini) ATTRAVERSO le elezioni.

    È una riforma legittima?
    NO, perché è stata prodotta da un parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale.
    SI Allora con questa logica anche tutte le leggi approvate da questo Parlamento dovrebbero essere incostituzionali…

    Produce semplificazione?
    NO, moltiplica fino a dieci i procedimenti legislativi e incrementa la confusione.
    SI Il Governo risponde solo alla Camera e le leggi saranno approvate in maniera più veloce.

    Amplia la partecipazione diretta da parte dei cittadini?
    NO, triplica da 50.000 a 150.000 le firme per i disegni di legge di iniziativa popolare.
    SI Vero, ma il Parlamento oggi non è tenuto a prenderle in considerazione (tutte cestinate). Se vince il sì sarà obbligato a discuterle.

    Supera il bicameralismo?
    NO, lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e regioni, tra Camera e nuovo Senato.
    Si La riforma separa chiaramente le competenze tra Stato e regioni, così come Camera e senato.

    È una riforma innovativa?
    NO, conserva e rafforza il potere centrale a danno delle autonomie, private di mezzi finanziari.
    SI La riforma non aumenta i poteri del premier e del Governo. Le Autonomie sono state private di mezzi finanziari non dalla riforma ma dai tagli ai trasferimenti degli ultimi 10 anni.

    Diminuisce i costi della politica?
    NO, i costi del Senato sono ridotti solo di un quinto e se il problema sono i costi perché non dimezzare i deputati della Camera?
    SI. I nuovi senatori saranno scelti tra consiglieri regionali e sindaci e non percepiranno alcun emolumento aggiuntivo. Invece spariranno 315 senatori con i relativi compensi. Inoltre mette per legge un tetto agli stipendi dei consiglieri regionali (che prenderanno come i sindaci).

    È una riforma chiara e comprensibile?
    NO, è scritta in modo da non essere compresa.
    SI, In alcune parti è molto dettagliata e tecnica proprio per non lasciare spazi a diverse interpretazioni.

    È il frutto della volontà autonoma del parlamento?
    NO, perché è stata scritta sotto dettatura del governo.
    SI La riforma è stata votata 6 volte, 3 dalla camera e 3 dal senato, nell’arco di 2 anni di dibattiti e audizioni. La riforma è stata votata anche da Forza Italia, che poi si è sfilata a seguito del mancato accordo sull’elezione di Mattarella.

    Garantisce l’equilibrio tra i poteri costituzionali?
    NO, perché mette gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale) in mano alla falsa maggioranza prodotta dal premio
    Si Con l’Italicum la maggioranza alla Camera al massimo avrà il 54% dei seggi. Il presidente della repubblica è eletto dal parlamento in seduta come, composto dai deputati e dai senatori: totale 730 membri (630+100). Per eleggere il capo dello Stato servirà:
    – nelle prime 3 votazioni la maggioranza dei 2/3 dei componenti (487 voti = 67%);
    – dalla quarta alla sesta votazione la maggioranza dei 3/5 dei componenti (438 voti = 60%);
    – dalla settima votazione basta la maggioranza dei 3/5 dei votanti (ovvero, contando solo i presenti).

    • misericordia! praticamente dice tutto e poi lo nega.. cmq grazie. è molto più chiaro che in tanti dibattiti, anche se lo devo ammettere, a me il movimento 5 stelle nn convince molto, nn riesco a dimenticare che grillo faceva il comico

  5. Beh ad ogni domanda c’è la risposta del Si e del No…
    comunque io voto Si, per cambiare e smetterla di protestare SEMPRE

    • condivido…x fare qualcosa che va bene a tutti siamo immobili e protestiamo…..

      • Perdonami: se approvi QUESTA modifica, dopo non torni indietro.
        Non è il cambiamento che ci serve, questo serve a loro.
        Il cambiamento mira a togliere potere alla gente. Non serva ad altro. Per una legge d’iniziava popolare serviranno 150mila firme contro le 50 di ora.
        Il parlamento sarà di nominati peggio di ora, non di eletti.
        Firmi un contratto in bianco e concedi l’IMMUNITà ai senatori.
        L’Italicum renderà di fatto al governo poteri indiscutibili e se vorrà andare in guerra o decidere di togliere il voto alle donne o altro potrà farlo senza discutere. Con chi deve discutere? GLi basta fare una alleanza con 50 micro partiti, prendere il 23% in alleanza, distruggere l’alleanza dopo ma chi se ne frega. A quel punto è sullo scranno, coma adesso e peggio di adesso. Perché l’Italicum, incostituzionale, ci regala un bel ducetto.
        Se devi cambiare fallo bene. Questa è una inchiappettata travestita da pacca sulla spalla.
        Tu davvero credi che gli uomini che hanno finanziato banchieri, petrolieri, mentito, mai risolto gli esodati, creato il jobs act che sta mettendo a casa gli impiegati di lunga data per consentire assunzioni senza garanzie e diritti (a 45/50 anni col cavolo che trovi altro lavoro), l’uomo che ha fatto il 90% delle leggi per decreto con la fiducia, nascosto nei pacchetti decreto leggi canaglia e comprato aerei che sono già vecchi (erano scarti dell’aviazione USA, mai comprati perché la prima serie era difettosa), l’uomo che non ha accettato di dimezzare gli stipendi a TUTTI i parlamentari e ha versato soldi nelle casse delle banche dei suoi amici (MPS, Etruria solo per ricordarne 2), l’uomo che ha dato 80 euro a chi già aveva la busta paga fregandogliene 140 attraverso l’eliminazione delle detrazioni per coniuge a carico, figli a carico, livello di reddito per chi paga medicinali e ticket… quell’uomo voglia davvero questa riforma per te?
        L’uomo che sta controlòlando le televisioni e i giornali cui ha cambiato i direttori (tutti) pochi mesi fa? Chi non era con lui a casa?
        DAVVERO daresti al tuo nemico le chiavi di casa tua? Perché votando sì, fai questo. E lo fai a tutti non solo a te stessa.

        Non sono grillino ne piddino… sono una persona che s’informa.

    • Cambiare è bene, adeguarsi alle nuove necessità è giusto. Ma cambiare in questo modo è come cambiare e se poi non ci piace torniamo indietro o modifichiamo quello che non ci piace. Questo cambiamento mette in mano a chi governa ogni potere. Uomini come De Luca saranno senatori e avranno l’immunità. Quando tu vorrai chiedere una legge (iniziativa popolare) serviranno 150.000 firme contro le 50.000 di oggi. Se volevano fare un vero cambiamento dimezzavano tutti gli stipendi parlamentari, annullavano il CNEL, facevano una legge proporzionale con premio maggioritario. Basta.
      Un solo parlamento e ogni altra forma di potere auto-eletta dai partiti, è simile a quello che fece Mussolini nel ventennio. Allora c’era un solo parlamento che decise di eliminare i partiti, sostituì le giunte comunali e i sindaci con i potestà e altre belle cosette. Durai che non è possibile farlo oggi… davvero? Con il SI tra le tante cose che farai, darai loro il potere di attivare il Bail In anche in casa tua: la prossima crisi riguarderà proprio le banche che per recuperare le perdite (sai che Banca D’Italia è una SPA e noi non abbiamo più una moneta nazionale ma dipendiamo da SPA che gestiscono la banca centrale europea che a sua volta gestisce il debito pubblico italiano) si fotteranno i denari dei risparmiatori. In un modo o nell’altro. Per non fermare l’economia, diranno. In realtà, per riparare alle enormi perdite che hanno causato loro stessi nella loro immensa incapacità.

      La lentezza è una scusa per fare abboccare tanti all’amo.
      La legge fornero è stata una legge velocissima. Guarda che risultati.
      La legge per salvare Banca Etruria? I soldi dati per decreto al MPS? Le scuole abbandonate e nascondere un decreto per l’acquisto di F35 (già vecchi all’epoca) sotto il nome di femminicidio così che chi era contrario alla spesa folle degli aerei americani potesse essere sputtanato perché contro il decreto femminicidio mentre la realtà era diversa?
      La legge per il dimezzamento degli stipendi l’hanno affossata in due giorni.

      Evidente che il problema non sono le leggi ma chi le applica. E adesso vuole ancora più potere! E tu, tanto per cambiare, vuoi dare potere – più potere, a queste persone?

      Il risparmio è una scusa quando solo per andare da Messina a Reggio Calabria il Premier pochi giorni fa ha fatto decollare un elicottero blu per farsi prelevare e portare oltre lo stretto con due tratte a vuoto al costo di 37000 euro. Il traghetto costava meno di 5 euro.

      La mentalità si esprime anche da questa registrazione di De Luca che spiega come servano i voti, convincendo per esempio le aziende di sanità privata che occupano il 25% del comparto e che con il SI avranno vantaggi dai nuovi poteri, che alzeranno tiket e barriere tagliando i costi della sanità pubblica a favore della sanità provata che potrà arricchirsi alle nostre spalle. Ascolta qui:
      http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/della-costituzione-me-ne-fotto-qua-arrivera-un-fiume-di-soldi/

      Cambiare tanto per cambiare è un atto totalmente irresponsabile. Non informarsi e farsi prendere dalle antipatie politiche invece che dai fatti reali, è un modo per abdicare alla propria libertà di pensiero sperando che altri, con belle promesse mantengano la parola data. Ma non lo hanno mai fatto… perché dovrebbero farlo adesso?

      Pensaci. Un bel no salva il culo di tutti e li costringe ad elezioni e a rivedere la riforma, che per ora è solo velenosa.

  6. http://www.huffingtonpost.it/2016/11/15/alfredo-robledo-referendum-costituzionale_n_12978344.html?utm_hp_ref=italy questa e’ una delle tante voci, ma pur non essendo una fanatica mi sono accorta che potrebbe aver ragione. Ma sto tuttora cercando di scegliere e questo mi e’ sembrato abbastanza interessante e dettagliato.

  7. Ho finito da pochi giorni di leggermi tutti gli articoli interessati da modifiche e non mi piacciono.
    Non mi piacciono perché trovo che i cambiamenti non siano a favore di uno snellimento delle procedure né di un abbassamento dei costi e perché mi sembra che il già scarso “potere” della popolazione venga ulteriormente diminuito.
    Quindi, per quanto concordi che ci sia bisogno di un cambiamento, non è questa la risposta che mi pare opportuna e non concordo sul fatto che cambiare vada bene a prescindere sia quel che sia.
    5 stelle, Renzi o chi per loro non possono e non devono essere motivo per alcuno dei due voti. (Personalmente non li trovo così diversi l’uno dall’altro ma è ovviamente idea personale).

  8. Cambiamento non è una parola magica che significa miglioramento. Si può anche cambiare in peggio, e spesso è successo. Il difficile è scegliere. Abbiamo più leggi noi di qualsiasi altro paese occidentale, quindi non è vero che il Parlamento non può legiferare. Quello che non va in questo Paese non è la Costituzione ma le scuole, le strade, gli ospedali, la gestione dei rifiuti e così via. La Costituzione non c’entra proprio niente. Io credo che il CNEL e la riduzione dei parlamentari, sui quali tra l’altro sono d’accordo in via di principio sostanzialmente tutti e si possono fare, se è quello che si vuole, in qualsiasi momento, siano specchietti per le allodole per fare ben altri tipi di cambiamenti che guarda caso non stanno negli slogan. Ci vuole poco in un periodo di disaffezione dalla politica perché vinca le elezioni un voto di pancia e di protesta anche estremista. La Costituzione serve a questo, come diceva Calamandrei: è lo strumento che ci siamo dati da sobri per usarlo quando saremmo stati ubriachi. Non è proprio questo il momento per scorciatoie avventuriste. Io la penso così e voterò no.

  9. Sì, il dibattito su questo referendum è abbastanza agghiacciante: si va avanti a colpi di slogan e di frasi fatte, e solo a sentirlo viene il latte alle ginocchia. Scegliere se approvare o no una riforma costituzionale è un affare delicato e l’elettore di turno non andrebbe frastornato, e ci si dovrebbe ricordare sempre che la Costituzione è destinata a durare più dei governi e delle leggi elettorali, e delle simpatie di turno per questo o quel politico.
    Ti lascio i miei due centesimi.
    Il primo centesimo riguarda il fatto stesso di cambiare la Costituzione: i padri costituenti hanno previsto che potesse essere cambiata, e hanno scelto una strada piuttosto lunga e complessa per i cambiamenti perché non fosse cambiata in fretta e sull’onda dell’entusiasmo del momento, e hanno previsto anche il referendum popolare se la riforma non fosse avvenuta con una maggioranza “qualificata”, cioè forte, perché la riforma avesse così un doppio sigillo, perché la Costituzione è di tutti noi, e se ci va di cambiarla è giusto che la cambiamo. L’iter è stato seguito in assoluta legalità e questa riforma è legittima, come è legittimo il nostro diritto ad affossarla, se non ci piace.
    Il secondo centesimo è la legittimità del parlamento che ha approvato questa riforma. La legge con cui il presente parlamento è stato eletto è stata dichiarata anticostituzionale, ma il parlamento era ormai insediato ed è stato eletto (come i due che l’anno preceduto) in base ad una legge che all’epoca era legittima, e tutte le leggi da lui fatte sono perciò legittime.
    E’ una riforma costituzionale, come ce ne sono state altre. E’ legittima e legale.
    Noi dobbiamo decidere se ci piace o non ci piace, senza farci influenzare dalle circostanze del momento, perché le circostanze cambiano e la Costituzione resta e continuerà ad essere nostra sia che passi la riforma sia che non passi.
    Il popolo sovrano che deve scegliere non è formato solo da costituzionalisti – ma questo i padri costituenti lo sapevano benissimo. Hanno stabilito che ognuno di noi dovesse farsi guidare dal proprio raziocinio e dalle proprie preferenze, ragionando come ci riesce sull’argomento.
    Chi dice che la Costituzione non si può cambiare perché è perfetta così com’è si contraddice, perché è proprio nella Costituzione che è scritto che la Costituzione può essere cambiata, seguendo un determinato percorso.
    Il percorso è stato seguito. L’ultima parte del percorso siamo noi, e dobbiamo completarlo basandoci sul nostro criterio, perché è quel che ci viene chiesto, accettando o rifiutando quel che ci viene proposto.

  10. santa polenta, mi vien malissimo solo a pensarci, figurati quando faccio del mio meglio per documentarmi su cosa votare con cognizione di causa. Almeno credessi a qualcuno, sentissi che c’è della reale volontà di uscire dalla stasi mentale… che tristezza.

  11. guarda io dopo avere letto questo artciolo mi cono convinta per il NO.
    http://leonardo.blogspot.it/2016/11/mandare-21-sindaci-al-senato-e-una.html

    immagino i sindaci di torino, milano, napoli che devono andare a roma per il senato e abbandonare le città per le quali dovrebbero lavorare giorno e notte. Ma immagino anche il sindaco di rebecchetto con induno a cui dover lasciar decidere di politiche europee.

    e’ talmente tanto assurdo che ho definitivamente deciso per il no

  12. Io non ne vengo a capo…Compeltamente disorientata e impreparata…Non mi fido di nessuno, non mi piace nessuno…

  13. cara Emily, il fatto che tu (laureata in legge, ecc) non ci hai capito nulla, è l’ennesima prova che il Si equivale ad un bel cappio al (nostro) collo: se fossero riforme favorevoli a noi cittadini, ce le avrebbero spiegate chiarissimamente! se sono scritte così male sarà per incapacità o per volontà? (quello che non è chiaro necessita di interpretazione al momento dell’applicazione…quindi quello che approviamo o disapproviamo ora, potrebbe essere stravolto poi). Un’altra cosa che mi fa tremare i polsi è che, non è richiesto il quorum: una maggioranza qualunque è autorizzata a cambiare le regole che valgono PER TUTTI! io lo trovo gravissimo, un bel passo dentro una dittatura autorizzata (tutto già successo, ma noi italiani abbiamo la memoria corta!). Mi pare che nessuno dei commenti precedenti accenni al potere illimitato che queste riforme regalerebbero alle multinazioni (semi, farmaci,cibo, energia, ecc, ecc….); che praticamente ogni legge dovrà essere sottoposta al vaglio dell’unione europea, che già ora ci imbriglia più che a sufficenza.
    qualcuno sopra ha scritto che se l’applicazione di queste riforme non ci soddisferà, potremo tornare indietro: dopo che saremo stati spogliati di ogni potere per farlo???
    Già adesso, ci ritroviamo troppo spesso, con presidenti del consiglio, e tante altre cariche, nominati invece che eletti, figuriamoci cosa potrà succedere dopo.
    io sono veramente terrorizzata, non voglio ritrovarmi dentro ad una dittatura anche se adesso non è che viviamo una vera democrazia (che però vorrei migliorare, non peggiorare). Che proprio noi cittadini possiamo essere così ingenui e pigri (accontentandoci di quello che dicono tv e giornali invece di allargare gli orizzonti) quando c’è in ballo qualcosa di fondamentale come in questo caso, mi sembra inverosimile.

  14. Quanto hai ragione, Luna Nera. Sono con te in tutto e per tutto. Condivido il
    terrore. L’articolo 117 della nostra Costituzione, adesso:
    La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione.
    Con la riforma Boschi-Renzi, diventerebbe:
    Art. 31: La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali.
    Significherebbe di fatto perdere la nostra sovranità nazionale: le decisioni prese in ambito europeo e internazionale avranno un peso enorme sulle nostre vite, che noi lo si voglia o no. Obblighi internazionali: interventi militari? Saremmo vincolati volenti o nolenti. E via di seguito. Immigrazione? Senza nulla togliere ai doveri di accoglienza: cessione delle seconde case non occupate? Ah, abbiamo l’obbligo internazionale.
    Il Titolo V della Costituzione, inoltre, è quella parte della nostra Costituzione che definisce le autonomie locali: comuni, province e regioni. Adesso,
    abbiamo le autonomie regionali per la gestione della sanità, per le decisioni di spesa, per l’organizzazione di consiglieri e assessori. Anche se si giustificano i cambiamenti apportati con questa riforma adducendo la necessità di arginare
    i problemi causati dalla carenza di autonomia fiscale delle regioni: perché però, togliere alle regioni anche l’autonomia finanziaria? Se ho una ferita all’indice della mano destra, non mi taglio il braccio per eliminare il dolore.
    Inoltre, le Province, che adesso sono elettive: se diventassero Area Vasta, non lo sarebbero più.
    Osserviamo anche come i quesiti refendari siano ingannevoli: il CNEL non può essere abolito, sarà probabilmente rinominato ma resterà.
    Stiamo ancora pagando la bonifica renana: i fatti, contano. Non le parole.
    Niente viene davvero abolito, in Italia.
    Un’altra frase ingannevole: scegli di tagliare i costi della politica.
    Dove la parola chiave è scegli: tu, puoi scegliere…ma non significa che avverrà.
    Perchè, poi, investire milioni di euro per convincere gli italiani a votare sì?
    Un Governo sano avrebbe dovuto onorare il dovere morale di esporre egualmente le ragioni del no.
    Però, se vincesse il sì, noi non potremmo più tornare indietro: non avremmo più alcun potere per farlo.
    Non si tratta di grillini o renziani: si tratta di leggersi la Costituzione attualmente in vigore e studiarsi le modifiche apportate.
    Si tratta di ragionare attentamente, perché la storia si ripete e purtroppo per noi non rivive con gli stessi nomi e cognomi che aveva in passato.
    Il cambiamento, non è sempre piacevole: ad esempio, nel 1924, gli italiani hanno cambiato.
    In peggio: molto, molto peggio.
    Votare NO, non è una scelta. E’ l’unica.
    Grazie Emily per avermi ospitato!
    Marta

  15. Vi prego, valutate attentamente cosa significa il cambiamento!
    Solo il fatto che una modifica chiesta dalla gente richieda 150.000 firme contro le 50.000 di prima e che necessiti delle due camere, la dice lunga si cosa vogliono fare delle richieste della gente.
    – La scheda elettorale mente, le cose scritte sopra sono menzogne o parole pubblicitarie.
    – Il CNEL è una falsità perché non può non esistere. Gli cambierebbero nome. I risparmi sono di 50milioni di euro che a noi tutti sembrano una grandissima somma ma è meno di quanto si succhiano in rimborsi elettorali e corrisponde alla metà dei loro stipendi +/-.
    Fanno vedere monetine che per un poveraccio sono tanti soldi, ma nascondono il forziere pieno del FIUME di tasse che paghiamo e che si mangiano. Il referendum costa oltre 300milioni. Sono cifre amministrative.

    Votando sì, gli date un potere che non ci renderà liberi, non produrrà i cambiamenti sperati, da cui non torneremo indietro se non con lotte che saranno per forza violente e brutali.

    Se non volete andare nel profondo degli articoli e capirne il senso, fatevi almeno qualche domanda.
    Perdete l’elettività del Senato e anche delle provincie che cambiano nome e diventano due ENORMI enti a nomina dei partiti, a loro volta con potere in base alla legge elettorale, che una volta ottenuta una costituzione del genere può diventare qualsiasi cosa. Non dico di pensare agli anni 20 perché per voi è impossibile ma la storia si ripete con attori diversi.

    Col si passate il potere NON più alla Comunità, che per definizione è una cosa diversa dall’Unione Europea.

    Date al governo il modo di gestire la sanità senza garantire livelli di cura adeguati ma inseguendo il modello americano, a pagamento, assicurativo privato. Questo è un popolo vecchio. Un business per le assicurazioni.
    Leggete qui come godono all’UNIPOL che è proprio una banca assicurazione del PD: https://goo.gl/tVAlfg

    E poi ce ne sarebbe da scrivere. Non fatene una questione di partito o di simpatia. Si tratta della vostra, nostra libertà a rischio. E quando torneremo a elezioni, lì è il momento di cambiare: se fai sempre la stessa cosa, ottieni sempre lo stesso risultato. Votando sì, continui a dare fiducia, sempre agli stessi protagonisti.

    Con affetto.

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