prima di giudicarmi fai un po’ di strada con le mie scarpe

questo è uno dei miei mantra preferiti, e questa settimana ho avuto l’idea concreta della vita allucinante che fa mio marito

sveglia prestissimo, e prima ancora di avere aperto gli occhi si strizza lo stomaco dall’ansia; consegne che slittano, materia prima che non si trova, camion che non arriva, clienti idioti che sbagliano misure e pretendono di avere tre volte la stessa fornitura (la pagheranno 3 volte poi?)

due settimane fa si è licenziata il braccio destro di mio marito: 25 anni di lavoro fianco a fianco, di litigate e di grasse risate, di complicità e di incazzature. Ho sempre pensato che era più sposato con lei che con me, di sicuro in questi 25 anni di matrimonio con me ha passato più tempo con lei

ma la “cura” del consulente si è abbattuta anche su di lei, sul suo modo di lavorare approssimativo e raffazzonato, senza delegare niente ma prendendosi in ritardo con tutto,  tenendo tutte le carte sopra una lunghissima scrivania e non trovando mai nulla

l’anno scorso ho fatto un bellissimo corso di lean office, e ci ho provato a cambiare l’organizzazione: mi sono scontrata con un gentile ma fermo: “non cambiare niente che poi non mi capisco più”

bene, ora lei se ne è andata lasciando un ufficio nel caos e una certificazione alle porte di cui non ha preparato nulla in 5 mesi, e io la settimana scorsa mi sono immersa in questo delirio cercando il bandolo.

poi mio marito viene ricoverato

e allora si, siamo nella merda

ah dimenticavo, questa settimana consegnavamo la più grossa fornitura al nostro maggior cliente

ah, la macchina principale ha avuto due rotture importanti (una non bastava)

ah, che sfiga, la materia prima ha ritardi di consegna

delirio, fatica, stanchezza, sudore, ore di telefono

12 ore in ufficio tutti i giorni, poi mezz’ora a casa e di corsa in ospedale, con mio marito isterico per le cento telefonate, perchè non mangia da venerdi ed ha sempre la flebo attaccata, perchè stiamo facendo solo casino e non ce la faremo mai senza di lui

ooooommmmmmmm

io torno dall’ospedale mi faccio la doccia e filo a letto alle 10.

uhm…..esattamente quello che faceva mio marito e che io criticavo sempre. “ma non ti guardi il film con me? non hai voglia di fare due chiacchiere? facciamo una camminata veloce di un’ora per il quartiere?”

ho fatto solo 5 giorni nelle sue scarpe e già odio questa vita……

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20 risposte a “prima di giudicarmi fai un po’ di strada con le mie scarpe

  1. Ooooohhhhmmmm, ne reciterò un po’ per te . . . l’unico aiuto che posso darti! 🙂

    Ciao, Fior

  2. Mi spiace per tutto, facci sapere come sta il marito.

  3. Con quei ritmi li … 12 h al giorno senza tregua compresi anche i fine settimana …. prima o poi qualcosa doveva succedere.

    Ma si è gia’ capito dalle analisi fatte all’ospedale cosa gli è successo ?

    Sperando ovviamente che non sia nulla di grave e che possa recuperare in breve tempo … anche se sono abbastanza sicuro che il medico gli dirá di rallentare … ( nei limiti del possibile).

    Auguri.

  4. Scusa se mi butto sul filosofico in un momento come questo, però… è vero che la sua vita è allucinante, ma è anche vero che una moglie vorrebbe passare del tempo con il marito. Non mi pare una pretesa eccessiva, così come il desiderio che alcune incombenze vengano divise o con-divise.

    Anche la vita di mio marito somiglia molto a quella del tuo: sveglia alle sei, lavaggio faccia, vestiti, fuori. Ritorno tra le 12 e le 13 ore dopo. Ovvio che poi non si abbia più né tempo né voglia per altro. Però, mi viene da dirgli, guarda che la scelta di sposarci l’hai fatta tu per primo. Tu sei stato il primo a dire “perché non facciamo un figlio?”. Non si può scegliere di vivere una situazione nuova e contemporaneamente pretendere che la vita scorra identica a come era prima.

    Tu, poi, hai vissuto nei suoi mocassini: adesso dovrebbe vivere lui nei tuoi; poi vi trovate, vi guardate in faccia e vi dite: ok, e adesso?

    In tutto questo sproloquio (che spero mi perdonerai) ti mando un abbraccio e spero che tuo marito stia meglio.

  5. Mi spiace e spero che tuo marito si riprenda presto e capisco che possa essersi sentito male, con questi ritmi. Ogni volta che sento i miei colleghi cresciuti e pasciuti da trenta e più anni nella Pubblica Amministrazione prima mi incazzo e poi faccio il raffronto con quindici anni passati da me a fare l’imprenditrice (realtà molto più piccola ma stesso tipo di rogne tra fornitori, clienti e banche) e allora li mando a f….lo. Io non mi lamento mail!
    Elisa

  6. Meno male che sta meglio: forse i pensieri positivi mandati sono serviti 🙂

  7. Per quanto possa servire ti sono vicina

  8. ti rileggo dopo vari giorni e vedo che nel frattempo qualcosa si è sbloccato.
    il fatto è che facciamo delle vite senza nessun senso perchè “il lavoro viene prima di tutto” e di tempo per sè non ne rimane. quindi, che vita è? a me pesa sempre di più questo modo di lavorare che fagocita tutto: tempo, energie, vita privata (questa sconosciuta), tempo per pensare e per desiderare. più che vivere, corriamo. ma ne vale la pena? io dico di no perchè, nonostante tutto questo, nemmeno il lavoro da soddisfazioni adeguate. ma è difficile scendere da questa giostra impazzita perchè abbiamo la mente piena zeppa di paura che, una strada diversa per Vivere, comporterebbe troppi rischi. ma è un’illusione, ne sono sicura. dovremmo racimolare un pò di coraggio e un pò di spirito di adattamento, invece di continuare a farci intomorire dal potere imperante (su questo ci sarebbe da discutere, ma non è questo il posto giusto) affinchè continuiamo a fare le pecore del gregge.
    auguri a tutti voi, che possiate uscire prestissimo dal tunnel e possiate intravedere una bella luce, laggiù in fondo!
    un abbraccio

    • concordo in tutto, mio padre ripeteva spesso ai clienti che lui nn viveva x lavorare, ma lavorava x vivere e nn è certo diventato ricco ma visto che è morto presto almeno ha vissuto, cosa che nn si può dire di mio marito che se si guarda indietro vede solo clienti commesse e problemi. e ricchi nn siamo diventati, speriamo che questa storia che si sta rivelando più problematica del previsto sia l’inizio del cambiamento

  9. brava luna nera!

  10. occazzarola, e lo leggo solo ora? Perdonami, posti scrivo se hai un secondo

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