altro fallimento

non so se sono più depressa o arrabbiata, e non so se prendermela con mio figlio, con mio marito o con la dirigenza dell’hockey del paesello

sono 9 anni che figlio piccolo gioca ad hockey ma è da quando aveva 3 anni che corre sui pattini; se c’è una cosa che gli riesce bene è questa, pattinare

gioca in una squadra che per molti motivi non ha mai ingranato; cambiamenti continui di allenatore, cambiamenti continui di giocatori, e forse, un mix che non si trova, non so. Il dirigente è una persona sicuramente in gamba, ma, per usare un eufemismo, un pelino collerica e ai limiti della maleducazione (ormai non si contano le multe che ha preso per aver bestemmiato durante una partita….), a cui si aggiunge una disorganizzazione cronica

insomma, per farla breve, non ero felice che figlio piccolo frequentasse questa associazione, ma visto che l’alternativa è a 35 km ho sempre cercato di vederci i lati positivi

ma la settimana scorsa è esplosa una situazione assurda, dove siamo venuti a sapere di grossi problemi nella squadra e dell’intenzione di mio figlio di non fare più hockey; la mia posizione è come al solito che se hai preso un impegno lo porti fino in fondo, quella di mio marito è che la situazione è talmente degenerata che è la cosa migliore non andarci.

in tutto questo casino figlio piccolo ha messo via l’attrezzatura e ha smesso di andarci, senza una parola di chiarimento con nessuno

un altro fallimento, un’altra rinuncia, un’altra occasione mancata

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10 risposte a “altro fallimento

  1. Va beh … dai Emily.

    Questa volta pero’ oggettivamente non è colpa sua, direi che semmai c’e’ da prendersela con la dirigenza della squadra di Hockey che ha fatto degenerare la situazione a tal punto.

    Sicuramente non è un fallimento ne’ tuo ne’ di tuo figlio.

    Condivido cio’ che dici riguardo all’ idea di finire una cosa nel momento che la si inizia…. pero’ c’e’ anche da considerare le considerazioni ambientali e di contesto del caso specifico. Se poi l’ambiente “umano” dello spogliatoio e questo allenatore irascibile hanno determinato una situazione esplosiva ed instabile … allora vale la pena tenere a mente anche un’ altro principio….. “piuttosto che in cattiva compagnia… meglio da soli”.

    Auguri per tutto il resto … ma stavolta non c’e’ da prendersela con tuo figlio… non c’entra lui.

    ciao

  2. Scusa ma anche io non ci vedo niente di male… Anzi é molto sano che non voglia andare avanti a frequentare un ambiente brutto. Ha comunque avuto una bella continuità in questi anni. No? .. Insisterei che si trovi un altro sport da fare …

    • si l’ambiente era pessimo, nn mi andava bene niente ma tacevo pur di lasciargli lo sport. sai che hai ragione? nn abbiamo parlato di sostituirlo con altro anche se so che vorrà fare palestra (credono che basti 3 ore di palestra x avere fisico….)

  3. so quanto fosse importante per te che tuo figlio continuasse con questo sport. Però forse è finito un momento…

  4. Non è un fallimento tuo . . . è lui che cresce e prende le sue decisioni! 😉
    Per dirti, il figlio di un amico di famiglia, arrivò a un passo dall’entrare nella nazionale di nuoto (aveva cominciato da bambino, portato in piscina dal padre che ci andava per motivi di salute). Era davvero bravo e il padre girava con le coppe vinte nel baule dell’auto per farle vedere agli amici.
    Pareva che al ragazzo tutto questo andasse bene, si impegnava e vinceva regolarmente.
    Compiuti i 18 anni, prese la borsa della piscina e disse al padre, papale papale, che aveva fatto sempre tutto (allenamenti e gare) solo per farlo contento e che poteva tenersi le coppe, a lui non interessavano affatto. Adesso, maggiorenne, si sentiva libero di fare quello che voleva . . . pallacanestro (e anche qui, a buoni livelli) . . . Il padre, depresso per un paio d’anni . . . aveva un’attività avviata che il figlio (unico) rifiutò.

    Non per dirti che “mal comune mezzo gaudio”, ma piuttosto per confermarti che NON DEVI assolutamente sentirti un falimento come madre.

    Tra l’altro, mio Figlio, che a 15 anni (dopo che gli avevo proposto tanti bei sport “incruenti” come Vela, tennis e atletica, lo vedevo tranquillo e mingherlino) scelse di suo il Rugby e io (per dispetto) non sono mai andata a vederlo e me ne pento. Poi, pian piano lui e gli amici hanno abbandonato . . . senza dare troppe spiegazioni.
    Solo pochi anni fa, dopo che hanno arrestato per pedofilia uno degli allenatori, è saltato fuori che (non me l’aveva detto) questo giovanotto aveva “importunato” anche loro, che senza fare parola si sono “sganciati” dalla squadra e sono rimasti amici per sempre.

    Ciao, Fior (che oggi sta malissimo, ma non poteva lasciar passare questa assurdità . . . )

  5. Non capisco il tuo dispiacere, e soprattutto non vedo fallimenti dietro questa scelta.
    Ma io rientro anche nella categoria che ci sono impegni presi e impegni presi, e quello sportivo non mi sembra uno di quelli che porti avanti “fino in fondo”. E poi che s’intende per “fino in fondo”?
    Emily cara, io penso tu sia in generale stanca e stressata, e veda ogni situazione diversa da come l’avevi pianificata come un nuovo scoglio.
    E mi spiace anche che ti senta responsabile di tutto.
    Meriti una vacanza e un buon bicchiere di vino in mano. e se ripassi dalle parti di Vigevano fai un fischio che mi offro io per selezionare quello giusto dalla lista dei vini!!!

  6. Probabilmente anche lui era stufo marcio della situazione che si era venuta a creare, poi magari a quasi 18 anni questo sport non lo appassiona più da sopportare un clima brutto nella squadra.
    succede, non viverlo così male.

  7. vai serena, se la situazione era talmente degenerata forse ci sono cose che non sai e di cui lui si sta prendendo la responsabilità. Per me ha dimostrato maturità. Io rispetterei la decisione e cercherei di saperne di più interpellando la squadra

  8. questa volta non sono in accordo con te, non vedo alcun fallimento, vedo stanchezza. se la passione lo ha tenuto lì per anni, nonostante la situazione che tu stessa dichiari quantomeno inadeguata, forse è arrivato a decidere, in autonomia, che non ne vale più la pena. dai, dai, non te la prendere. e se ama “lo sport” la palestra lo annoierà presto 🙂

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