la non festa del non compleanno

in mezzo a un periodo orribile, per il lavoro che non c’è, per le persone care che si ammalano, per la morte del gatto di casa e per qualche acciacco che torna a complicare il tutto, re Mida ha compiuto 50 anni

“che dici, facciamo una festa?”

“non c’è niente da festeggiare”

“si festeggia il tuo compleanno, non il mondo che ci gira intorno. quando fa schifo a maggior ragione bisogna festeggiare”

“e cosa dovrei festeggiare? quando avevo 20 anni mi immaginavo che a 50 sarei arrivato da qualche parte, avrei concluso qualcosa; mio padre aveva già fatto il giro del mondo un sacco di volte, cambiava macchina ogni anno e comprava un appartamento ogni due. “

“tuo padre era circondato da parassiti che volevano solo i suoi soldi. tu sei circondato da tante persone che ti vogliono bene, e una festa serve a dimostrartelo. allora senti il regalo mio e dei ragazzi è di organizzarti la festa, che tu lo voglia o no”

è festa è stata

sono arrivati amici che non vedevamo da tanto tempo, siamo stati bene e abbiamo passato una bella serata in compagnia. é avanzata tanta di quella roba da mangiare che figlio piccolo ha detto, ingozzandosi il giorno dopo di carne alla brace e peperoni riscaldati: “dobbiamo fare una festa ogni domenica, poi si mangia da re per tutta la settimana!”

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24 risposte a “la non festa del non compleanno

  1. Auguri ReMida!
    E consolati, anche qualche altra persona non si capacita che, arrivata a una certa età (varia a secondo della persona) non sia riuscita a realizzare i sogni dei 20 anni . . . magari ha realizzato qualcos’altro!
    Consiglio la visione del film “La vita è meravigliosa” di F. Capra . . .
    E comunque, come sogno (non realizzato) dei miei 16 anni c’è quello di fare il periplo dell’Italia, da Trieste a Ventimiglia con un pulmino WV, mi ero preparata con tutti i depliants possibili, scritto ai vari “uffici del turismo” e aspettavo la patente come i bambini aspettano Babbo Natale . . . Però, ho fatto tante altre cose e, per il “giro dell’Italia”, posso sempre partire l’anno prossimo! Chissà! 🙂

    Ciao, Fior

  2. E re mida era felice? ♥♥♥

  3. Che gli eventi, il mondo per come l’abbiamo costruito, gli “Altri”, ci rovinino traguardi che dovrebbero invece essere fonte di gioia, amore e in una certa qual misura pure gratitudine, beh, a me fa proprio incazzare.
    Che uno non può arrivare alla propria età, qualunque essa sia, soffocato da ansia e amarezza, checcazzo!
    e scusa il francesismo

  4. Si è il pensiero maschile più in voga al momento….
    Almeno di chi, come i nostri uomini vorrebbe dare il mondo alla sua famiglia. Ma io ricordo tutti e due felicissimi ognuno davanti alla sua griglia una domenica in montagna a ridere e bere birra con tutta la famiglia intorno e il camper alle spalle. E gli stessi due ridevano e ci abbracciavano felici a Capodanno o mentre mangiavano un panino nella affollata festa del paese e allora Tanti auguri da noi

  5. Tantissimi auguri, più passa il tempo più mi convinco che purtroppo la vita non ci permette di essere dove vogliamo, come vogliamo, ma già essere con chi vogliamo (e ci vuol bene) è fondamentale!

  6. ai miei 50 ho tratto le stesse conclusioni di Re Mida. e mi sono sentita insignificante, inconcludente, insomma, di poco valore. e ancora non mi è passata questa sgradevolissima sensazione. però poi penso che, anche se mi sembra di non aver concluso niente, in tutti questi anni ho gioito molto e sofferto molto, a parte gli ultimi anni, particolarmente snervanti, per tutto il resto ho Vissuto! il fatto che di questo Vivere, non se ne vedano effetti tangibili, FORSE non è così importante perchè quello che è tangibile è l’aspetto materiale, mentre a me, da sempre, interessa molto di più quello umano e spirituale. ogni persona che ho incontrato mi ha lasciato dentro un pezzo di sè e questa è una ricchezza che non si misura in termini materiali, ma vale tantissimo e nessuno potrà mai privarmente. quindi, piano, piano cerco di convincermi che essere piuttosto che avere, non è affatto di secondaria importanza (lo so, sono cose che si sanno, ma applicarne a se stessi non è così scontato).
    Auguri a Re Mida!

    • esatto, hai usato le sue stesse parole. forse xkè sembrava avere un futuro così promettente, che il presente gli sembra ancora più squallido….e poi l’eterna fatica tutta maschile di alzarsi da un piano materiale e guardare anche ad altre cose. condivido tutto quello che hai detto, grazie

  7. Tanti auguri!!! Quando i miei hanno compiuto 50 anni (sono dello stesso anno), abbiamo fatto una festa insieme al testimone di mio padre, anche lui stessa classe e quindi abbiamo festeggiato…150 anni!!!! Fantastico!

  8. Auguri a Re Mida e a te e a tutta la famigliola star ed anche ai vostri amici !

    PS.:

    Della cosiddetta “famiglia” biologica di mida, tutti quei pazzi che hanno popolato tanti tuoi post… ovviamente non era invitato nessuno immagino.

  9. Hai fatto benissimo!
    Purtroppo siamo troppo abituati a misurare la nostra felicità in termini di successo e ricchezza, ma ci sbagliamo.
    Anch’io, che ho sempre cercato di tirarmene fuori, sotto sotto ogni tanto mi sento una fallita per il lavoro da impiegata che faccio, nonostante una laurea e un master.
    Certo, i miei alla mia età avevano costruito una casa di proprietà e facevano lavori superiori ai loro titoli di studio.
    Erano altri tempi, in un’altra economia e con altri valori.

    • si hai ragione ma noi siamo figli di quell’epoca e volenti o nolenti questi valori ce li portiamo dietro.
      la disfatta sociale, economica e culturale alla quale ha assistito la nostra generazione è tremenda. speriamo nei nostri figli…

  10. e aggiungo anche la fatica di vivere (ma soprattutto, lavorare) con l'”ombra” di tuo padre, l’essere perfetto, sempre presente nella tua testa (e non solo), il non sentirsi mai alla sua altezza e, proprio per questo, non raggiungerla mai, quell’altezza.
    trovarsi (non si sa bene nemmeno come sia successo) a guidare l’azienda di famiglia con questi fantasmi mentali, è una fatica tripla di quella necessaria e i risultati mai ritenuti soddisfacenti. il problema di fondo è che bisognerebbe liberarsi in tempo dal bisogno di soddisfare le aspettative altrui e dedicarsi molto di più a soddisfare le proprie aspirazioni. a permettersi di averne, anzi. cercherò di ricordarmelo nella prossima vita!

  11. sì, è proprio così ma solo per quelli che credono che, deludere gli altri sia peggio che deludere se stessi. invece è il contrario ma ci vuole forza di volontà e camionate di autostima per riuscire a permettersi un pensiero simile.

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