qui manca la squadra

come al solito figlio piccolo fa parlare di lui per le cazzate che fa.

sabato sera siamo serenamente a cena con rose e la sua famiglia e, volendo dare un aiutino al mio famoso caffè apro l’armadio che di solito contiene i liquori

ora, non so in casa d’altri, ma tra diete, colesterolo, pressione alta e chi più ne ha ne metta, i liquori non sono molto apprezzati. ne ho che risalgono alle guerre puniche, cioè ai primi anni di matrimonio

poi si viaggia, ti fa voglia comperare il liquore tipico, che quando torni a casa rimane li, in attesa di fredde serate d’inverno.

però qualche giorno prima ho messo a posto (in realtà volevo nascondere delle cose per toglierle dalla vista di rose eheheheh) e mi sono ritrovata a far ordine nel suddetto mobile.

quindi , quando ho aperto per prendere il cognac ho visto subito che mancavano alcune bottiglie. del campari, il martini e forse una vodka, ma non avendo fatto un inventario non potevo esser certa. figlia grande dice subito che è stato suo fratello, l’ha visto uscire con lo zaino e di solito non si porta via nulla.

io sono basita, sento il sangue che mi manca nelle vene.

suo padre comincia a minimizzare: forse non le ha prese, forse non erano li, chi può dirlo, forse vi sbagliate, e poi non usiamo la parola rubare che in famiglia non si ruba, si prende

lasciamo perdere la semantica, il concetto non cambia, ma abbiamo ospiti a cena, la discussione non prende la solita via dell’azzuffatina, ma la voglia di picchiare i maschi di questa famiglia è grande.

il giorno dopo si replica, perchè ovviamente tra me che vorrebbe inchiodargli la lingua al pavimento e suo padre che vorrebbe dargli una pacca sulle spalle, vince suo padre e il buonismo del cazzo.

io insulto mio marito dicendo che è un vile, lui va a letto sbattendo la porta

la mattina dopo ho fatto sparire tutte le bottiglie e ho lasciato solo le sue….ma che devo fare con questo ragazzino se non ho mai l’appoggio di suo padre?è come combattere una battaglia con i nemici da entrambi i lati. e figlia grande che ci guarda e ci giudica degli inetti. mariasantissima che pazienza

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17 risposte a “qui manca la squadra

  1. No. Non ci sono speranze.

  2. Allora.. Nell’ordine.. Il tuo caffè non è niente male, a me non devi nascondere niente… :D:D:D
    ho fatto fatica a non parlare. Tuo marito è davvero troppo indulgente con questo ragazzo.. L’amore fa fare anche questo, purtroppo

    • avessi visto cosa mi è venuto fuori stamattina…denso e vischioso e puzzolente….sono rimasta basita, volevo chiamare tuo marito ahahahaha
      quanto a mio marito, tu hai visto come reagisce….la negazione assoluta del problema

  3. Io non so cosa potrebbe succedere, ma io mi incavolo adesso che al massimo i miei fanno qualche capriccio e lui è comunque più morbido di me…figurarsi!

  4. Si! Si! Anche mio marito sulle questioni più importanti è indulgente. Che nervoso quando devo riprendere la grande e lui demolisce ogni mia osservazione.
    E loro, lo sai, sentono questa discrepanza e, ahimè, ci sguazzano…

    • nn solo ci sguazzano ma secondo me, è la radice del problema. quando invece fai muro i ragazzi si ritirano xkè di fronte ad entrambi dalla stessa parte loro sanno che nn ce la possono fare. ma se vedono la crepa…

  5. “manca la squadra”: quante volte lo hai già scritto! non è una critica, ci mancherebbe, solo la costatazione che certe cose sono talmente radicate che non cambiano! ma perchè succede questo? pur sapendo bene che questo atteggiamento è piuttosto diffuso fra i padri, bisognerebbe indagare sulle motivazioni che li portano a questi comportamenti deleteri per l’educazione dei figli. per non parlare della mancanza di rispetto nei confronti delle mogli! non sarà che che vivono in prima persona i rimproveri che vengono rivolti ai figli perchè gli ricordano quelli subiti (e mai superati) dai loro genitori? può essere che mi sbagli ma, PURTROPPO, molti uomini fanno tanta fatica a crescere…Mi scuso con Re Mida e con tutti quelli che dovessero sentirsi offesi dalle mie parole: la mia è solo un’ipotesi generica e riguarda solo una sfera della vita. Daltra parte nessuno è perfetto e cercare di capire, senza per questo giudicare, ritengo che sia consentito.

    • nn c’è niente da scusarti lo so bene che è così! in parte hai ragione, tutto nasce dalle nostre dinamiche familiari, da quello che abbiamo vissuto noi come figli ma ad un certo punto dobbiamo imparare ad elaborarle ed andare avanti, cosa che a quanto pare nn riusciamo a fare

      • certo, elaborare e andare avanti è l’unica strada. ma per imboccarla bisogna prima essersi resi conto di avercelo, quel bisogno di “elaborare” per andare avanti. non possiamo darlo per scontato, però. certe volte neghiamo anche l’evidenza pur di non mettere mano al nostro armadio dei fantasmi, tanta è la paura di rimanerne intrappolati ancora una volta. ma Re Mida è un uomo intelligente e vedrai che prima o poi affronterà anche questo aspetto. D’altra parte, leggendo i tuoi primissimi post, è chiaro che di progressi ne ha fatti tanti (in particolare nel vostro rapporto) e tu non ci avresti mai scommesso una lira! quindi…non disperare!

  6. Beh, vedi, però tu cataloghi questo post sotto “mammadicacca” e “sono una frana”. Io non credo che sia giusto: non sei una mamma sola, siete una coppia di genitori e questo non dovresti dimenticarlo tu e non dovrebbe dimenticarlo neppure lui. Se ogni volta che avete una divergenza sul modo di trattare il figlio tu ti bolli come una madre inadeguata, alla fine fai un torto a te stessa.
    Tu fai le scelte che ritieni giuste conoscendo tuo figlio, e sei la prima a sentirne la responsabilità. Se le altre persona coinvolte non hanno la tua stessa sensibilità, non puoi farci niente. E, soprattutto, non è solo colpa tua se le cose non vanno nel verso giusto.

    Un abbraccio.

    • intanto grazie x l’abbraccio, che quando c’è di mezzo figlio piccolo a volte sarebbe tutto quello che voglio….io mi sento inadeguata xkè ho la sindrome di onnipotenza, a me wonder woman mi fa un baffo.
      penso sempre di poter fare tutto se mi ci impegno abbastanza, poi sento il fallimento come una colpa terribile. forse anche s questo dovrei imparare e cambiare

      • Secondo me il cambio di atteggiamento arriva un po’ come la classica goccia che fa traboccare il vaso.

        Anche io per molto tempo mi sono sentita una mamma inadeguata. Quando, cinque anni fa è nato il pupattolo, ho sentito fin da subito che era qualcosa di “altro da me”. Altro che quelle mamme che parlano di simbiosi continua e infinita con il figlio, e che non vogliono staccarsene. Io lo adoravo e lo adoro, ma non volevo che diventassimo schiavi l’uno dell’altro. Allora lo prendevo poco in braccio e cercavo di abituarlo al fatto che sì, la mamma c’era ma non era sua esclusiva proprietà. I nonni facevano l’esatto contrario: sempre in braccio, sempre coccolato, sempre aiutato ed accudito come un principino. Lui, che non era scemo, quando arrivava dai nonni poi non voleva più andar via. Ai nonni non pareva vero: me li ricordo ancora gli sguardi di trionfo, del tipo “preferisce stare con noi che non con sua madre”. Ancora oggi al pensiero ci soffro come un cane.
        Qualche tempo fa, però, ho detto basta. Ho detto basta al pensiero di essere inadeguata perché mi comporto con lui come reputo giusto e non lo vizio: viziarlo non è il mio compito, il mio compito è farlo diventare grande e autonomo. [Altrimenti la prima notte di nozze dovrò accompagnarlo in camera per fargli vedere come si fa… :)]
        Non credo che aver detto “basta” a certe paranoie abbia fatta di me una mamma migliore, però da allora mi sento molto più leggera!

        Ancora un altro abbraccio, anzi: tutti quelli che ti servono!

      • oh come sento mio tutto quello che scrivi..la sensazione orribile di essere “quella cattiva”….

  7. Peggio ancora: essere “bollata” come “quella cattiva e insensibile” quando in realtà stai facendo quello che ritieni giusto e che alla fine paga! Maro’, che rabbia!

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