le regole del gioco

caldo soffocante, un luglio di un bel po’ di anni fa. io devo fare un esame all’università: sono carica come una molla, ho puntato tutto su questo esame per questa sessione, ho respirato per mesi solo su questo esame. me lo sogno di notte, ripeto in continuazione i capitoli, non penso che a questo esame.

nell’aula si soffoca, sento il sudore che mi corre dietro la schiena; ho una camicia di seta bianca a maniche corte, una gonna di seta  blu che mi arriva al ginocchio, una giacca scozzese. scarpe basse e capelli raccolti. Mi tolgo la giacca perchè ho il terrore di arrivare a sedermi all’esame fradicia, e mi accingo a ripassare in attesa del mio turno. dovrebbero mancare ancora 20 persone

poi ad un tratto mi rendo conto che sta chiamando un sacco di persone che non si sono presentate e  fa il mio nome: mi alzo di scatto, afferro il libretto e mi precipito alla cattedra. mi siedo

silenzio

“pensava di andar al mare stamattina signorina?”

sono disorientata. effettivamente quando ho finito con questo esame pensavo di andare al mare, ma non vedo cosa c’entra con lui. rimango a fissarlo imbambolata

“no, perchè da come è vestita mi posso solo immaginare che lei non è qua per sostenere l’esame, ma per andare in spiaggia. se ne vada e la prossima volta si copra le braccia”

mi restituisce il libretto e io mi alzo.

sono sotto shock, ci metto un po’ a realizzare che ho fallito all’esame, che i miei ne faranno una tragedia e che mi impediranno la vita per tutta l’estate. che ho buttato via un sacco di tempo. guardo le auto che sfrecciano fuori dall’università e la voglia di buttarmici sotto è forte. poi grido un bel VAFFANCULO  e penso, che le regole le fanno loro, se voglio giocare a questo gioco mi devo adeguare, altrimenti me ne vado all’universtà più vicina, dove emigra ogni anno il 40% degli iscritti

questo per dire che molto spesso non mi trovo d’accordo con le regole della scuola di mio figlio: credo che ci sia una bella differenza tra bestemmiare, sputare fuori dalla finestra e lanciare una penna a un compagno che te la chiede. ma queste sono le regole della scuola e se mio figlio vuole farcela, deve trovare dentro di se’ abbastanza motivazioni da smetterla di provocare e cominciare a seguire le regole.

insomma, vorrei tanto che ce la facesse a tirar fuori quello che so che c’è dentro di lui. speriamo

 

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6 risposte a “le regole del gioco

  1. Ma a tuo figlio queste cose le dici? Secondo me avrebbero più effetto di mille altre prediche…

  2. Un fanculo comunque ci stava.
    Per tuo figlio.. sei sicura che non ti intorti per bene ?

  3. Perchè il punto non è se è giusto o sbagliato. Il punto è che se vuoi la bicicletta pedali, in effetti. Se no, cambi mezzo di locomozione

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