la parona

l’altro giorno è mancato il papà di una mia dipendente: facciamo una rapida riunione, e decidiamo che al funerale ci va tutto l’ufficio, meno io che rispondo almeno al telefono. Per cui ieri mi organizzo per andare a trovare la famiglia.

quando muore qualcuno si sa, la casa si riempie di persone, amici e parenti che non si conoscono tra loro, e così sento che la mamma della mia dipendente mi presenta come “la parona de me fiola ” (la padrona di mia figlia)

inoriddisco e dico che non sono la padrona di nessuno, sono il suo datore di lavoro. la mamma mi guarda un po’ timorosa, pensa di “aver sbagliato a parlare” e si scusa.

poi mi viene in mente un flash della mia infanzia

“mamma perchè gli operai di papà mi chiamano “paronsina”?

“perchè per loro sei la loro padroncina, la figlia del padrone”

“però a te ti chiamano parona e a papà paronsino”

“perchè alcuni operai lavoravano già quando tuo padre ha iniziato e hanno cominciato a chiamarlo così, e così è rimasto. anche se avrà cent’anni continueranno a chiamarlo paronsino”

a cent’anni mio padre non c’è arrivato, ma qualche anno fa un vecchissimo operaio mi ha riconosciuto e mi ha detto: che brava persona che era il paronsin……

allora ho capito che in quel termine c’era rispetto e affetto. e presentami come ti pare

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14 risposte a “la parona

  1. Che tenerezza in certi termini dialettali è nascosta una storia di vita

  2. Questo del declinare al femminile o creare i diminutivi di un titolo è abitudine antica . . . ciao “parona”, il dialetto (o la lingua locale) è abituato ad essere conciso: “datore di lavoro” una volta non esisteva o eri “paron” o eri “operari” 😉

    Ciao, Fior

  3. Ps. e no’ sta’ a fa el sindacalista! 😉

  4. Anche io trovo qualcosa di affettuoso e rispettoso in questa parola, sarà che io sono friulana e quindi “el paron” non ha assolutamente una valenza negativa.

  5. Credo che sia usanza di più o meno tutto il triveneto, questo di usare “paron” al posto di “datore di lavoro”. Non lo fanno i più giovani, perchè i dialetti si dimenticano e impoveriscono. Però è un peccato, in effetti…

  6. Concordo con emily per quel che riguarda l’orrore ( per la serie “il padrone delle ferriere” )…. e disapprovazione e compatimento per i commenti “ocheschi” e superficiali da libro cuore, di stampo tardo ottocentesco.

  7. In effetti sentirsi chiamare così in un primo momento basirebbe anche me. PErò è vero che bisogna vedere non tanto come lo recepiamo noi, quanto come vien detto. E’ come un regalo, è importante che ci piaccia quando lo riceviamo, ma ancora più importante è lo spirito con cui è stato fatto.

    PS: Vedetta??? vedo che non hai perso la tua nota caustica…..

  8. è bellissimo anche “siora parona”… o “isel el paron?” quando uno entra in casa tua…
    Paola

  9. leggendo solo l’antemprima pensavo che avessi sbagliato a scrivere e che intendessi “la corona” per il funerale 😐

    è un modo di dire difficile da perdere, specie se il dialetto la fa da padrone…appunto

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