è difficile da spiegare

è difficile da spiegare cosa mi sta succedendo in questi giorni. Sono abituata a mostrare un lato di me, solo quello, e le persone che hai accanto poi si abituano, tutto il resto non è contemplato.

emily è una roccia, emily si arrangia, emily non ha paura di niente.

spesso mi sono chiesta se sono davvero così, oppure lo sono dovuta diventare, oppure ancora è solo una maschera che mi permette di affrontare il mondo, con un misto di presunzione, arroganza, audacia e incoscienza. Non sono stata capace di darmi una risposta, certo è che in questi anni è successo di tutto ma ho sempre tenuto le spalle ben dritte, lo sguardo sfrontato di chi non teme proprio nulla, anzi, fatevi sotto che se il gioco si fa duro mi diverto di più.

forse è per questo che la mia reazione alla storia della micetta scomparsa mi ha colto di sorpresa, perchè mi rendo conto che ho letteralmente sbarellato: ho cominciato a non dormire proprio più, non le solite poche ore, a fare proprio la notte in bianco alzandomi cento volte perchè mi sembrava di aver sentito miagolare, e poi è successa una cosa incredibile, ho smesso di leggere, il che non è mai successo in tutta la mia vita, nemmeno quando è mancato papà. Ho interpellato chiunque, associazioni, volontari, gattare, assessori comunali, carabinieri….ho distribuito volantini dell’enpa e appelli con la foto della micetta, la sua foto è stata pubblicata nei siti fb dell’oipa, e la sua foto è appesa in tutti i veterinari della zona.

ho parlato con decine di persone e la cosa più pazzesca è che c’è tanta gente che si prende la briga di preoccuparsi e occuparsi della tua micia, che ti dice parole di conforto e ti fa sentire un po’ meno stupida.

“dalle mie parti si dice che quando un gatto sparisce si è sacrificato per la famiglia, per evitare qualcosa di brutto”

“hai trovato quella gattina per strada, le hai regalato 3 anni di vita in una famiglia che l’ha amata, le hai fatto un regalo bellissimo”

“io ho perso un gatto vent’anni fa, e ancora mi capita di inseguirne uno dappertutto quando mi sembra di riconoscerlo”

l’altro giorno sono andata a portare i risultati della visita cardiologica alla dottoressa; sono scoppiata a piangere come non mi capitava da anni. mi ha prescritto un sedativo per rilassare i muscoli e dormire. oddio anche drogata adesso.

allora ho ricominciato a mettere fuori Sclero perchè non si può vivere nella paura che accada qualcosa di brutto.Anzi, non si può proprio vivere nella paura e basta

 

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21 risposte a “è difficile da spiegare

  1. Emily,

    Continuando il discorso dal post precedente sulla utilita’ di abituare il felino ad indossare un collare con la targhetta.. guarda che esistono anche collari muniti di GPS ( sia per cani che gatti ) … con relativa app… e in questo caso a te risulterebbero comodissimi.. puoi praticamente seguire tutti gli spostamenti del gatto via internet una volta registrato il tuo collare GPS sia sul pc.. o anche sul tablet .. o sul telefono… praticamente sai in ogni momento esattamente dove si trova.

    PROVALO

  2. sei forte perchè ti trovi a dover essere così. A dover fare. E’ sotttinteso. Ci sono persone come te e persone che chissenefrega.
    Ma ti voglio bene perchè sei così. e dietro al pianto per la gattina ci sono tanti altri pianti non fatti. Forza

  3. Ha ragione Rose. Con la micetta hai pianto anche molte altre lacrime. Come dicemmo altrove e in altre occasioni, non siamo così. Ci disegnano così (come Jessica Rabbit…). Non è propriamente la stessa cosa. Ma mi rendo sempre più spesso conto che è troppo tardi per cambiare. O per obbligare gli altri a cambiare. Lo sceneggiatore accorda un ruolo a tutti. Il nostro è questo, cerchiamo di recitarlo con buona grazia, laddove possibile, fin dove possibile. E non sei drogata. Quella roba è provvidenziale, a volte. Questa volta, è una di quelle. Un abbraccio

  4. Tranquilla non sei drogata, succede che alle volte il nostro corpo dice “basta”, basta nell’essere sempre perfetti, basta nell’essere una roccia, adesso sono pure io un pò “molle”, tranquilla, speriamo che la micetta ritorni, i gatti sono molto più indipendenti dei cani, molto di più!!!

  5. Un pat pat. Se penso al mio gatto pazzo, morto a soli 5 anni, mi viene ancora da piangere ed è passato quasi un anno.

    • sai, è capitato anche a me di dover far sopprimere un cane, x due volte. trovo che sia giusto dare una morte norevole almeno a loro, visto che a noi umani nn è concesso. però c’ero, è stato straziante ma ero con lui, l’ho tenuto in braccio fino all’ultimo.
      poi sono tornata a casa e ho fatto sparire tutte le sue cose e ho affrontato il dolore dei ragazzi, ma ero pronta, ero serena.
      stavolta il nn sapere che fine ha fatto rende tutto così sospeso, è veramente molto peggio

  6. Mi dispiace tanto e ti sono vicina. Solo chi ha la fortuna di amare ed essere amato da un animaletto può comprendere fino in fondo cosa si prova a non averlo più accanto.
    Concordo con quanti ti hanno detto che dietro le lacrime per la tua micina c’è tanto altro…
    Cara Emily, ti ho già scritto quanto penso tu sia straordinaria e forte…ma c’è un limite a tutto. Hai affrontato senza battere (apparentemente) ciglio le difficoltà e i terremoti lavorativi, l’emancipazione di Figlia grande (che è sempre un piccolo strappo emotivo), le piccole grandi difficoltà con Figlio piccolo, le insidie che il quotidiano ci riserva costantemente. é davvero un bel carico da sopportare da sola ed è normale che ad un certo punto tu sia crollata…
    Hai tanto bisogno di un po’ di leggerezza
    Ti mando un abbraccio affettuoso…spero ti faccia sentire più lieve 🙂
    Viviana

    • carissima grazie, le tue parole sono dolci e affettuose e io ne ho proprio bisogno. mi lascia sconcertata questa situazione proprio xkè una parte di me continua a pensare che nn sono andata in crisi x cose molto più gravi, xkè stavolta si?
      razionalizzare, condividere, agire….servirà anche stavolta
      grazie

  7. si continua a “buttare dentro” per una vita intera poi ci si meraviglia della goccia, perchè si vede solo una goccia, che fa traboccare il vaso.
    dobbiamo imparare a smaltire le cose brutte a mano, a mano: fare la differenziata anche per la vita è fondamentale per la vita stessa.
    io non ho ancora imparato, mi impegno a provarci. un abbraccio a te.

    • che bella idea, io amo buttare nell’immondizia, disfarmi delle cose, faccio molta più fatica con i sentimenti. ancora rimugino e ci sto male pensando agli amici che sono scappati quando hanno saputo del cancro…. se trovi il sistema passalo!

      • non credo che ci sia un sistema: bisogna solo trovare il coraggio di cominciare.
        in fondo è il solito mantra “amare sè stessi, prima di tutto”, tanto difficile da applicare.

        ma tu sei facilitata, se ti piace buttare! io ho il problema contrario, niente mi sembra meritevole di pattumiera perchè, “chissà, un giorno potrei trasformarlo…” ovviamente riesco solo ad accumulare roba che rimane inutilizzata e periodicamente sono costretta a fare dei repulisti che mi piange il cuore!

  8. Eh, son passati quasi 8 anni ma io continuo a sperare che l’Orsino torni. E sono quasi contenta che la Bigia abbia deciso di andare a morire da sola, anche se mi dispiace non esserle stata vicina: almeno posso illudermi che abbia trovato padroni migliori.
    Quello che non mi aspettavo era di preoccuparmi per un coniglio semiselvatico, che è stato abbandonato vicino alla casa del polacco e ormai è quasi “nostro”.
    L’altra notte girava un cane da caccia perso e io ho dormito malissimo temendo che si fosse fatto fuori il coniglio (ovviamente le gatte le posso chiudere in casa, ma il coniglio non si fa neanche toccare).
    Quindi non sei strana, è così che va.

  9. Anche la mia gatta si chiamava Orsa, ma da giovane era l’Orsina! Di nome e di fatto, era un po’ malmostosa. Mi manca…

  10. poco tempo fa ho provato una sensazione di paura simile (non uguale perchè i fatti della vita li prendiamo in modo diverso in quanto ognuno di noi è speciale ed unico)
    curiosamente uno strano “rodimento” mi è apparso all’appropinquarsi di uno spasimante… è apparsa questa strana sensazione che colpisce, ti paralizza e resta a ridondare dentro

    e mi è parso di non poterla affrontare, neppure a scappellotti che è un mio must!

    Cara emily…
    dolce unica e speciale amica… come ti dicevo nella fresca serata in venezia possono essere gli ormoni…siamo donne oltreallegambeunpodipiù…forse mettersi al lavoro era un modo per difendersi …. magari andare all’attacco della situazione era il modo giusto….ma se quello di prima fosse semplicemente un modo per reagire? … o che la fragilità che tu possiedi, come tutti più o meno, ti avesse finora scatenato una reazione in modalità FACCIAMOLO! e invece con questa cosa qualcosa di te è semplicemente cambiato, come accade a chi vuol vivere e sentire emozioni…. magari questa è la vera emily e forse questo è un fatto della vita che più di altri ti risuona dentro… un’occasione di scoprire qualcosa di nuovo di te
    ti abbraccio
    cogny

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