non mi ricordo di essermi mai sentita così umiliata

lo so che tra un po’ ritornerò a menar calci e pugni alla vita, ma ora vorrei nascondermi sotto il piumone e restarci finchè non sto meglio. come al solito c’è solo una persona in grado di ridurmi così, figlio piccolo

il fine settimana è stato allucinante, tra guardia medica e pronto soccorso per un problema che ho sottovalutato perchè non ho nessuna voglia di ricominciare accertamenti, esami, soldi e attese sfibranti. ma come è ovvio, i problemi di salute ad un certo punto esplodono e non puoi più far finta di niente

nonostante questi problemi, spingo Re Mida ad andare via per un giro programmato in romania e bulgaria; ovviamente non glielo ho detto, ma metà del mio stress viene da lui, so che starò meglio con un po’ di tregua

ma non avevo fatto i conti con figlio piccolo, che quando la situazione è critica lui ci mette sopra il carico da novanta

mi chiama mio marito che l’ha chiamato la scuola: figlio piccolo, insieme ad altri 3 idioti, si è comportato malissimo con un prof. è stato sospeso, devo andare a scuola per firmare la sospensione.

“mi dispiace che devi fare questa cosa da sola, lo so che te la caverai ma vorrei essere al tuo fianco”

io penso che invece sarebbe meglio che ci fosse anche lui, se non altro per trovare la forza di arrabbiarsi davvero con questo idiota di figlio e fare finalmente un po’ di gioco duro

stamattina partiamo alle 7 per essere puntuali a scuola. io piango per tutto il tragitto. il pensiero di mio figlio che manca di rispetta a un professore mi fa andare fuori di testa, non riesco a rimanere lucida

a scuola il direttore fa un discorso durissimo, nei toni e nei contenuti. “Questa è una scuola seria, che forma i lavoratori di domani, e in 3 anni vi dobbiamo rendere idonei a lavorare. se avete voglia di fare i cazzoni (non usa questo termine ma ci siamo capiti), ci sono un sacco di scuole dove far finta di studiare. qui si richiede un atteggiamento, che per prima cosa è rispettosa dei prof, dei macchinari, dei compagni. non ci sono scuse per quello che avete fatto, e nessuno comunque ha chiesto scusa. Oggi sono venuti due genitori che hanno perso il lavoro a chiedermi di rateizzare la mensa del figlio che è in terza…non vedono l’ora che il figlio finisca e possa contribuire in casa, perchè il mondo del lavoro è sempre più selettivo e chi non ha voglia di impegnarsi sta a casa”

ho sempre pensato che la scuola (non tanto i prof, ma quello che gira attorno alla scuola) abbia le sue belle responsabilità nel aver mandato avanti nei corsi di studi ragazzi che non sapevano nulla. quindi non posso che esser d’accordo con questa linea.

non è d’accordo la mamma del ragazzino rumeno (pluribocciato, 3 volte addirittura) con un vistoso buco nell’orecchio, pantaloni praticamente sulle ginocchia, caviglie scoperte: difende il figlio a spada tratta, non è mai colpa sua ma delle cattive compagnie.

ho un momento di rabbia allo stato puro, vorrei appendere sta cretina per il cappotto e dirle di smetterla di giustificare il figlio, sono i nostri figli cattive compagnie per gli altri.

devo averlo detto senza accorgermi, a voce bassa, perchè la tutor, una ragazzina giovane giovane ma in gambissima e con una forza incredibile, mi da la mano, mi dice di non avvilirmi, che nulla è perduto. si tratta solo di cambiare atteggiamento, poi il resto viene da se.

forse è il gesto, forse è la situazione, ma quando usciamo dalla presidenza non riesco a smettere di piangere. vorrei rimanere li nel parcheggio senza muovere un muscolo. ho una rabbia dentro che vorrei spaccare la testa a mio figlio per vedere se dentro c’è qualcosa

non mi ricordo nei miei 48 anni di vita di essermi sentita così umiliata, delusa, avvilita, sconfitta. Forse questo ragazzino un bel giorno deciderà di essere una persona in gamba e rideremo di questi anni.

per ora non rido per niente

 

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38 risposte a “non mi ricordo di essermi mai sentita così umiliata

  1. Oggigiorno i genitori tendono sempre a giustificare i propri figli e ad accusare i professori che si sono permessi di riprenderli, e quindi ti faccio i complimenti per la presa di coscienza.
    E comunque, tra qualche anno vi farete delle grandi risate 🙂

    • è una pratica che nn sopporto. anche xkè faccio fatica a credere che uno sta tranquillo x i fatti suoi e il prof mette una nota. e poi chissà xkè sono sempre gli stessi ragazzi a creare problemi.
      no davvero, ho fatto tanti sbagli con mio figlio ma giustificarlo mai.

  2. Un abbraccio forte forte! ♥
    Oggi, di più non posso fare (o dire)! 🙂

    Fior

  3. Ti abbraccio anch’io. Che non consola più di tanto, ma è meglio di niente. Il problema di salute è migliorato almeno un po’ piuttosto?

  4. Un grande abbraccio parte anche da qui. Prima o poi si renderà conto che le azioni hanno una conseguenza, ce ne sono a bizzeffe di esempi a proposito…

    • già. le conseguenze. sono anni che dico che nn paga mai il conto delle sue stupidate. forse questa è la volta che riusciremo a tenere duro? ce la faremo ad essere una squadra? io nn lo so proprio

      • Emily, io sono stata un’adolescente difficile da trattare per i miei, ma difficile sul serio. In qualche modo, leggendo te e i tuoi pensieri e sentimenti, metabolizzo e mi rendo conto di quanto ho fatto star male i miei, a tratti in modo inconsapevole a tratti sapendolo perfettamente.
        Non sono stata mai maleducata con gli altri, ma tanti degli altri atteggiamenti che ha tuo figlio li avevo anche io, compreso il silenzio che a te fa male e che faceva male, e tanto, anche a mia madre che, come te, ha sempre creduto nel dialogo e nel potere del parlarsi. Non so cosa passi per la testa di tuo figlio, quello che passava per la mia era che qualunque risposta avessi dato non sarebbe stata quella giusta, quella che i miei volevano sentire. Avevo la sensazione che parlare con loro sarebbe stato inutile, perchè si aspettavano da me, e forse senza nemmeno saperlo, una risposta univoca e che a loro piacesse. Non voglio dire preconfezionata, ma quasi. E quando quella risposta la davo, era il tono che non andava bene perchè “tanto si vede che non ci credi a quello che stai decendo”. Verissimo, non ci credevo, ma quello che avevo da dire a loro non andava. Per cui, semplicemente, stavo zitta, sperando solamente di scomparire dalla faccia della terra per il tempo sufficiente.
        Ora non so immaginare di non avere il loro rispetto e la loro fiducia, di non parlare con loro, di non confrontarmi con loro. Tutto questo per dire di non perdere la fiducia in te stessa e nei tuoi metodi, nè la speranza per il futuro di tuo figlio: prima o poi troverà (o sceglierà) la sua identità ed il suo posto nel mondo, e le tessere cominceranno ad andare al loro posto.

      • carissima…grazie. anche io sono stata difficile (impossibile x mia madre) ma se devo dirti la verità nn avevo poi tante idee intelligenti x la testa, facevo la cazzona semplicemente perchè è più comodo che impagnarsi.
        però alla fine venivo sempre promossa a giugno e l’università l’ho finita. e ho sposato il fidanzatino del primo amore.
        a pensarci bene nn ero tanto difficile ehehehe

  5. Emily, mi dispiace tanto, che dolore. Ma tuo figlio cosa dice di quello che è successo? Come si giustifica? Perchè non si scusa?

    • niente di niente. nn parla, nn ti guarda in faccia. di fronte alle mie lacrime ha messo le cuffie e ha ascoltato musica. anche il nn parlare x me è uno schiaffo, sono sempre stata convinta che parlando le cose si risolvono

  6. Guarda, la voglia di dare un bel calcio nel posteriore del fanciullo che si lascia prendere la mano nel commettere idiozie, penso sia un atto dovuto..
    Forza, Emily, verranno tempi migliori.
    Un abbraccio

  7. Emily, non ho mai commentato ma ti leggo da più tempo di quanto io possa ricordare. Sono una ragazza di 24 anni, sono veneta anch’io e da quel che racconti presumibilmente viviamo in un raggio di 50km di distanza (vivevamo, ora sto all’estero).
    Non ho certamente né l’età né l’esperienza per poter dare giudizi o consigli ‘da madre a madre’, ma non riesco più a starmene zitta. Non posso fare a meno di notare quanto negli ultimi tempi i post di frustrazione e lamentela nei confronti di Figlio Piccolo si siano fatti sempre più frequenti, ed empatizzo. Empatizzo sul serio. Leggo questo post e mi viene voglia di prenderlo a sberle personalmente.
    Tuo figlio ha avuto tutto dalla vita: una famiglia benestante con genitori sempre presenti, buone scuole, viaggi. Ha avuto tutte le opportunità di questo mondo e non ne ha colta neanche una.
    Io non so davvero come tu stia ancora sopportando tutto questo, lo trovo insopportabile persino io a 2.000km di distanza!

    So che sei sua madre e che una madre non abbandona i suoi figli, ma smettila di aiutarlo, di sostenerlo, di supportarlo. Smettila di preoccuparti per lui e darti pena. Non vuole studiare? Che non lo faccia. Non vuole lavorare? Neppure.
    Non dargli paghetta, non fargli la cena, non lavargli/stirargli/sistemargli i vestiti, non pagargli né portalo gli allenamenti del calcio. Nulla. Se vuole qualcosa, è arrivato il momento che l’ottenga da solo.

    So che sono parole dure, ma è uno stronzo. Non vede quanto fai per lui, quanto ti sbatti, quanto ci stai male. Non sono una madre, Emily, però sono una figlia. E ti assicuro che mia madre non la tratterei mai in questo modo.
    Un abbraccio.

  8. Mi aggrego agli abbracci. Ma mi raccomando, non trascurarti e tieni d’occhio quel problema di salute!

  9. Mi unisco all’abbraccio e attendo di vederti ridere 🙂

  10. Pingback: Crescere i figli, evitando le buche « Viaggi ermeneutici

  11. Arrivo qui in un giorno difficile, mi dispiace. Un abbraccio virtuale.

  12. ma è un calvario senza fine! un abbraccio cara, altro non so dirti, purtroppo

  13. Ti leggo da molto , ma non ho mai osato commentare , ma oggi davvero non posso fare ameno di mandarti un abbraccio . Coraggio .! E sopratutto non strascurare la tua salute .

  14. Come velvet sono una tua lettrice silenziosa, ma in questo momento ti sono vicina, ma non farlo, non restare sotto il piumone sei troppo in gamba, una donna veramente speciale che non deve trascurarsi assolutamente. Prima o poi figlio capira’ che sta perdendo del tempo prezioso e tornera’ a piu’ miti consigli. Un abbraccio forte forte Ale

  15. Ma porca miseria (per non dire altro)!!
    Non cosa fare se non mandarti un abbraccio virtuale forte…e magari un qualcosina d’altro per il figliolo:-)
    Non trascurati (come faccio io…) e non arrenderti.

    Simona

  16. Un pensiero e un abbraccio…
    Marina

  17. Oh Emily mi dispiace tantissimo! Ti abbraccio forte e ti auguro che tuo figlio capisca che dolore vi dà e quanto sta sprecando le sue occasioni.

  18. Sono stata per ben 40 anni nella scuola, tra bambini e ragazzini in crescita, ho visto mamme disperarsi come te questa volta. Ho sempre cercato di capire la loro rabbia e frustrazione, incoraggiandole a farsi forza e a guardare avanti. Ne ho incontrate tante dopo anni e mi hanno raccontato i progressi, la maturazione e il cambiamento dei figli, quelli stessi che le facevano disperare.
    Cara Emily, fatti forza, non mollare, è dura ma ce la farai. Piuttosto pensa anche a te, ne hai il diritto ma anche il dovere. Tuo figlio avrà bisogno di te anche quando sarà più grande (e un po’ più saggio…).
    Ciao

  19. Mi spiace molto Emily, capisco l’impotenza e il dispiacere, l’amarezza e la rabbia. No, non sono mai le compagnie e non bisogna mai giustificarli, anche se sono i nostri figli, il nostro cuore, l’amore più grande. Mio figlio va all’Uni, un po’ studia, un po’ no, se la prende comoda, è fortemente demotivato, annoiato, senza stimoli. Noi lo sproniamo molto, a viaggiare, a fare, a trovare una passione, ma poi alla fine facesse quello che vuole, non è colpa di nessuno, sarà lui prima o poi a capire che dovrà combinare qualcosa. Vedrai che anche il tuo lo capirà e troverà la sua strada. Avete fatto del vostro meglio, ora pensa a te, alla tua salute, a tuo marito che si ammazza di lavoro. Paola

  20. Mi dispiace…

  21. ciao, organizzo per venezia…mi sa che è bene farlo…ti abbraccio

  22. Ciao, faccio parte di quelle che leggono e non commentano, però oggi voglio chiederti una cosa, da mamma: senti, ma tu sei sicura che tuo figlio non fumi marijuana ?
    Te lo chiedo perchè io ho avuto un’espereinza di un ragazzino molto vicino a me che, pur non potendosi definire “drogato”, si faceva regolarmente le canne e questo, in età adolescenziale, può avere effetti devastanti sul carattere, sulla volontà, sul modo di essere in generale. Provoca una sorta di anestesia, per cui non riescono nenache a dispiacersi di quello che fanno passare ai genitori.
    Molto probabilmente non sarà così, però magari se riesci a fargli fare un esame delle urine, adducendo altri motivi, la marijuana si rileva per almeno 15 giorni.
    Pensaci, non dire subito NO, mio figlio No, perchè è quello che dicono tutte le mamme prima di saperlo. Potrebbe essere una spiegazione per il suo sconsiderato modo di agire.
    Se sono stata inopportuna, scusa.

  23. Ci sono momenti nella vita di una mamma in cui si viene messe alla prova. Mettila così: è un ostacolo che se affrontato e superato darà un’altra svolta al vostro rapporto con figlio piccolo.
    Io ve lo auguro, di andare a fondo con lui, farlo parlare e fargli capire il vostro punto di vista.
    Un abbraccio!

  24. ciao emily, mi chiamo silvia e ti leggo da un pò ma questo è il mio primo commento. che dirti?io ho un fratello 23enne identico al tuo figlio piccolo. ne ha combinate di ogni ai miei genitori. non ha studiato, non lavora e l’unico anno che ha lavorato alla fine ha litigato con il datore di lavoro. emily volevo dirti che non è colpa tua se lui è così. ognuno di noi nasce con un carattere e un destino predefiniti, ne sono certa. anch’io sono figlia dei miei genitori e a 25 anni sono già laureata, sposata e quasi mamma (mia figlia arriverà a giorni). sono sempre figlia dei miei genitori però! anche tu hai due figli che sono la notte e il giorno. consolati pensando che poteva essere anche la maggiore così e invece è una donna splendida che ti sostiene e ti aiuta. concordo con chi ti ha detto: ignora tuo figlio. hai fatto tutto il possibilie e anche d più. pensa solo a te, prima o poi dovrà pur cavarsela da solo, no? un abbraccio fortissimo. ti stimo, sei una donna in gamba!

  25. Ciao Emily, ti scopro oggi tramite Fb. Ho 2 figli (maschio di 21 anni e femmina di 23) e poche parole da dire. Il maschio non è mai stato prepotente nelle mille scuole che ha attraversato, solo… Insomma, io so che non sempre il tempo migliora le cose, e ancora mi rimprovero le rare volte che non ho voluto guardare in faccia la verità. Ti invito oggi a non cedere mai sull’atteggiamento che hai ora, mai, perché se anche dovesse succedere quell’unica volta finiresti per rimproverartela. Ti abbraccio con calore. Daniela

  26. ciao Emily, non ho letto i tanti commenti precedenti e forse ripeterò qualcosa di già detto: i genitori non possono fare tutto, non possono VIVERE la vita dei figli. mio fratello ed io siamo cresciuti nel peggiore quartiere della città (Barco) almeno negli anni 70-80. lui aveva la passione dei motori e, pur non brillando a scuola, nel pomeriggio sistemava motorini e vespe degli amici. io, il giro di amici, l’avevo trovavo nella biblioteca di quartiere. quelle erano scelte NOSTRE. se avessimo scelto di cazzeggiare con tossici o i bulli, avrebbero potuto impedircelo SOLO chiudendoci in casa.
    non dovresti essere umiliata tu, dovrebbe esserlo MOLTO contrito tuo figlio.
    (lo so, e se ti serve a sfogarti almeno un po’ rispondimi pure “tu non hai figli e non puoi capire”, lo intascherò in silenzio sperando che ti faccia sentire meglio)
    ciao, Tigli

  27. Ti abbraccio pure io!Una testimonianza: I miei cognati ultratrentenni hanno lo stesso comportamento superficiale di figlio piccolo e si ha l’impressione che buttino via la loro vita.Da adolescemi uno era bravissimo l’altro moolto pestifero.ma per dirla tutta quello che era un angelo ora é il peggiore.Io penso che un momento di egoismo/insicurezza/strafottenza venga a tutti e sia il passo per la maturità e dalla mia esperienza meglio a 16 anni che a 35!

  28. Che rabbia…e che angoscia…anche perché mi sembri una mamma responsabile e attenta, e l’idea che un giorno anche io potrei trovarmi davanti ad un adolescente così……..brr!

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